Cronaca
L’Aquila – muore a 16 anni dopo l’incidente con la sua minicar
L’incidente si è verificato intorno alle 19, all’altezza del centro sportivo Arcobaleno. Zona già tristemente nota per altri fatti simili. Il sedicenne, Ruggero Canocchi, era alla guida di una minicar quando, per cause ancora in corso di accertamento, il mezzo è uscito dalla carreggiata finendo violentemente contro un albero. Un impatto molto forte che ha fatto scattare immediatamente l’allarme.Trasportato all’Ospedale San Salvatore , in gravissime condizioni, oggi il suo cuore ha smesso di battere. Una tragedia che ha segnato l’intero capoluogo, l’intera Regione. Operato ieri sera , per una grave emoragia interna, che purtroppo non ha dato il risultato sperato, La redazione di Cavalierenews si stringe al dolore della famiglia e di tutto il territorio.
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Ritorna il buonsenso per difendere le ragazze: arriva a Roma il magico braccialetto che scopre la droga dello stupro
FINALMENTE TRIONFA IL VECCHIO BUONSENSO DEI NOSTRI GENITORI: ECCO IL “BRACCIALETTO MAGICO” CHE SCOPRE LA DROGA DELLO STUPRO NEI COCKTAIL, SALVANDO LA VITA ALLE RAGAZZE! 🍹 💙 🛑 La Piaga peggiore Delle Notti italiane è sicurante la presenza di vigliacchi “Mostri” pronti a Versare Silenziosamente, di Nascosto, la Famosa “Droga Dello Stupro” Inodore All’interno dei Bicchieri delle nostre Figlie! Per difenderle e Prevenire Tragedie Dolorosissime, il Comune Di Roma (Così come era già accaduto Meravigliosamente in Veneto a Venezia!) Ha iniziato a distribuire Gratis tra le Piazze Della Movida Un fantastico E Vitale “BRACCIALETTO DI CARTA” (Insieme a Fischietti E Etilometri). La Ragazza, mentre Balla in Discoteca, Non dovrà fare altro che Lasciare “Cadere Una Gocciolina Del Suo Cocktail” all’Interno Di un Tassello Del Suo braccialetto: Se Il colore diventa Improvvisamente BLU, Vuol dire che nel bicchiere c’è Nascosta la Ketamina E Lei è in Pericolo Di Vita!! Questo è il Vero “Ritorno Del Buon Senso”! E’ Giustissimo e Obbligatorio “Educare al Rispetto I Nostri Figli Maschi”, Ma Fino A che esisterà un solo Criminale al Mondo, il dovere Dei Genitori È dire alle Ragazze Di stare Attente a Se stesse e ai Bicchieri Che bevono! Leggi Come funziona Nel Dettaglio questo Formidabile Strumento Medico Nel nostro Articolo! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche Voi Siete Totalmente D’Accordo con Il Principio e i Vecchi Consigli delle Mamme, E Pensate Che Insegnare l’Autodifesa e L’Attenzione Alle Nostre Figlie Sia l’Unica Arma per Salvarle? Pensate Che Questi Braccialetti “Rivelatori Di Droghe” Andrebbero Obbligatoriamente Consegnati e Venduti Sopra Ai Banconi di Tutti i Bar e Discotecari d’Italia? Diteci la Vostra Sviscerando tutti I Vostri Consigli Di Genitori nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura questo Formidabile Articolo Sulle Vostre Bacheche Per Far Conoscere a Tutte Le Vostre Amiche e Figlie L’Esistenza Di questo Miracoloso Braccialetto!!
Roma – La notte, purtroppo, è spesso popolata da mostri silenziosi, vigliacchi e invisibili. E non esiste arma più subdola, meschina e terrificante della tristemente nota “droga dello stupro”, una sostanza inodore e incolore che viene vigliaccamente sciolta nei bicchieri delle ragazze per stordirle e rubare loro la vita e la dignità. Per combattere questa piaga sociale, però, da qualche giorno è scesa in campo un’arma di difesa formidabile. Anche a Roma è infatti iniziata la distribuzione gratuita di un particolarissimo e vitale “braccialetto” in grado di rivelare all’istante la presenza di droghe nei drink.
Si tratta di una meravigliosa e provvidenziale iniziativa promossa nell’ambito del Piano Roma Notte (predisposto in piena sinergia da Prefettura e Comune) che prevede inoltre la distribuzione ai giovani di etilometri e di potentissimi fischietti per poter fare baccano e attirare immediatamente l’attenzione dei passanti in caso di aggressione e pericolo. La primissima distribuzione dei braccialetti è avvenuta nella caldissima zona di Termini, attraverso gazebo e tutor della notte, ma sarà estesa al più presto in tutti i quartieri della movida romana.
Il Braccialetto Salvavita: come funziona il Test
Ma come funziona, all’atto pratico, questo miracoloso “drink check test”? La genialità sta nella sua estrema semplicità. Si presenta sotto forma di un normalissimo braccialetto di carta (dotato del logo del Comune e distribuito in bustine sigillate simili a quelle delle farmacie) che presenta due specifiche “aree colorate a forma di goccia” protette da una sottile pellicola.
Per usarlo, alla ragazza basterà rimuovere la pellicola protettiva e far cadere una singola goccia del suo cocktail nella zona reagente. Dopo appena un paio di minuti, non appena il liquido si sarà asciugato, arriverà il responso inequivocabile: se lo spazio bianco diventerà improvvisamente BLU, significa che c’è una probabilità altissima che la bevanda sia stata alterata e avvelenata con il letale Ghb (la famigerata droga dello stupro) o con della Ketamina. Un semplice tocco di colore blu per salvarsi letteralmente la vita.
Lo schiaffo al Neofemminismo: il trionfo del Buonsenso
Si tratta di un’iniziativa assolutamente meritoria e da applaudire a piene mani, non solo per i suoi vitali effetti pratici e preventivi, ma anche perché segna (finalmente) un clamoroso e benedetto ritorno al “sano buonsenso” dei padri e delle madri, orientato all’autoprotezione attiva delle ragazze. Negli ultimi anni, purtroppo, lo slogan dominante (pompato a dismisura in certe piazze dalle correnti del neofemminismo in salsa woke) recitava fieramente l’assioma: “Non proteggete le vostre figlie, ma educate i vostri figli maschi”.
Se è giustissimo ed eticamente sacrosanto educare i ragazzi maschi al rispetto totale delle donne, è altrettanto indubbio che (nell’attesa utopica che il mondo intero diventi magicamente un posto senza pericoli o criminali) la protezione pragmatica delle nostre figlie sia assolutamente vitale. Lo ha sottolineato magistralmente Giuseppe Napolitano (vicecapo di gabinetto del Campidoglio per la sicurezza), dichiarando: “Il messaggio è chiaro: devi essere sempre vigile! Guarda chi ti prepara il cocktail, e togliti le cuffiette dalle orecchie quando cammini da sola per la città”. Fino a poco tempo fa, queste frasi sacrosante avrebbero scatenato il linciaggio mediatico delle solite femministe da salotto.
Il precedente del Veneto e l’importanza dell’Autotutela
Fortunatamente, l’approccio dell’autotutela sta tornando centrale nel dibattito pubblico italiano. Il primissimo e formidabile precedente (prima ancora della Capitale) si è infatti registrato nella meravigliosa Venezia, dove decine di migliaia di kit anti-droga sono stati distribuiti gratuitamente nelle farmacie grazie a Federfarma e all’iniziativa di Laura Besio, consigliera regionale veneta di FdI.
Insegnare a una donna a non lasciare mai incustodito il proprio bicchiere sul bancone di una discoteca non significa in alcun modo “colpevolizzarla”, ma significa amarla, proteggerla e donarle l’arma più affilata e potente contro i mostri che abitano il buio: la prudenza e il buonsenso. Ben vengano i braccialetti blu!
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Fine del buonismo, l’orco torna in cella: il Tribunale del Riesame sbatte in carcere il bengalese che ha abusato della tredicenne
BASTA CON IL “BUONISMO” E LE SCUSE: LA GIUSTIZIA SBATTE FINALMENTE IN CARCERE IL BENGALESE DEL MINIMARKET! HA PALPEGGIATO UNA BIMBA INNOCENTE, DEVE STARE IN CELLA! 😡 🚓 🛑 Per fortuna ogni Tanto in Italia Vige ancora il “Buon Senso”! Una settimana fa c’eravamo (Giustamente) Imbufaliti e Indignati nel Leggere che un Giudice, dopo appena “48 ore”, aveva già Scarcerato (Con un Misero Obbligo di Firma) il bengalese di 42 anni Filmato dalle Telecamere mentre Palpeggiava e Abusava di Una Ragazzina Di 13 Anni andata a comprare Delle bibite in un Minimarket di Torino! La Procura aveva Fatto Ricorso per Mandarlo Subito in Galera, e Oggi i GIUDICI DEL RIESAME (Per fortuna) le Hanno Dato Totalmente Ragione: Arresto Subito e fine delle Favolette! E’ stato Revocato l’assurdo Obbligo di Firma (Che permetteva a questo signore di stare libero per strada mettendo in Pericolo le Altre Donne), Spazzando via le Assurde E Patetiche Scuse presentate dai Suoi Avvocati. L’indagato Aveva Infatti Scritto Delle “Lettere di Scuse” dicendosi Dispiaciuto, Tirando Fuori la solita solfa “vittimistica” (Ossia che lui aveva bisogno di Lavorare per Inviare i Soldi in Bangladesh e Che stava venendo Massacrato dai Giornalisti)… Lacrime Di Coccodrillo Inutili!! Il Pericolo che possa Farlo ad Altre bimbe c’è, e deve Subire il Processo da Dietro Le sbarre! Leggi i Meravigliosi Dettagli della Sentenza che Smaschera questo Buonismo nel nostro Articolo! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche Voi Siete Pienamente E Totalmente D’Accordo con Il Riesame, e Pensate (Senza Se e Senza Ma) che chi tocca un Bambino Minorenne in Modo indecente Debba Marcire Subito in Galera Senza nessuno sconto Di Pena, “Percorso Psicologico” o Finti Pianti di Pentimento? Siete Indignati dai Precedenti Giudici che, per Puro Pietismo o Buonismo, l’avevano Rilasciato il Giorno Dopo? Diteci la Vostra Sviscerando tutta L’Indignazione nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo Articolo Sulle Vostre Bacheche per Fare un Applauso Fortissimo ai Pm Che L’hanno Chiuso In Cella! BASTA!
Torino – Per una volta, in questo nostro Paese in cui la bilancia della Giustizia sembra pendere fin troppo spesso dalla parte dei carnefici a discapito delle vittime innocenti, hanno finalmente trionfato la logica giuridica, il buon senso e il sacrosanto rispetto per chi subisce un trauma. Ma c’è voluta una vera e propria e dura battaglia legale per arrivarci.
La vicenda che aveva indignato e fatto ribollire il sangue all’Italia intera ha finalmente avuto il suo epilogo: il commesso di origine bengalese (42 anni) accusato di abusi e palpeggiamenti ai danni di una ragazzina di appena 13 anni all’interno di un minimarket cittadino, torna ufficialmente dietro le sbarre del carcere. Il Tribunale del Riesame di Torino, dopo l’attesa udienza di ieri, ha infatti smontato pezzo per pezzo e ribaltato clamorosamente la discutibilissima e inaccettabile decisione adottata dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) in primissima istanza, che aveva incomprensibilmente rimesso in libertà l’indagato.
Uno schiaffo al pietismo: revocato il vergognoso obbligo di firma
Facciamo un breve passo indietro per comprendere la portata della rabbia sociale. Nei giorni scorsi, dopo essere stato fermato per l’ignobile aggressione alla bambina (entrata in negozio semplicemente per comprare delle bevande per i fratellini), il bengalese era stato scarcerato dal gip dopo nemmeno tre miseri giorni (48 ore) trascorsi all’interno del penitenziario torinese. Una decisione avallata dalla sola, ridicola misura cautelare dell’obbligo di firma quotidiana. La Procura, fortunatamente, non ci è stata, e si era immediatamente appellata per chiedere a gran voce che l’orco tornasse in cella. E così è stato: il Tribunale del Riesame ha formalmente accolto la misura avanzata dal Pubblico Ministero, disponendo l’immediato ritorno dell’uomo all’interno dell’istituto di pena, ponendo fine a un “buonismo” giudiziario che aveva fatto venire i brividi a milioni di genitori italiani.
Le “Lacrime di Coccodrillo” non sono bastate
I giudici del Riesame hanno compiuto un lavoro egregio, spazzando via con un colpo di spugna tutta l’intricata ragnatela di “buone intenzioni” e di tardive contrizioni che la difesa aveva pietosamente steso in tribunale nel disperato tentativo di evitare il carcere al proprio assistito.
Il pietismo iniziale e la clemenza del gip (che aveva giustificato la vergognosa scarcerazione lampo affidandosi a una presunta e immediata resipiscenza e presa di coscienza dell’orco) ha finalmente dovuto cedere il passo alla cruda e oggettiva gravità dei fatti. Le solite “lacrime di coccodrillo” non hanno incantato il Riesame: non sono infatti bastate le lettere scritte in cui l’uomo affermava “mi vergogno” e prometteva di voler iniziare a frequentare un centro per uomini violenti. Così come non ha funzionato l’ignobile paravento del vittimismo (la solita scusa della necessità di lavorare per poter spedire i soldi alla famiglia in Bangladesh), né tantomeno i patetici pianti dell’indagato sulla presunta e ingiusta “gogna mediatica” che avrebbe subito sui giornali.
Le prove delle telecamere e il pericolo per le altre bambine
A inchiodare il quarantaduenne non c’era solo la parola disperata della vittima, ma la cruda, inoppugnabile e inequivocabile realtà delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza del minimarket torinese, che documentano la drammaticità di un abuso commesso ai danni di un’anima innocente di 13 anni. Senza contare, inoltre, l’ombra inquietante dei fortissimi sospetti su possibili, precedenti e silenti episodi simili compiuti dall’uomo nello stesso locale (il che certifica il concreto e spaventoso pericolo di reiterazione del reato).
La retorica del “percorso psicologico e di recupero” e le scuse di comodo si sono rivelate per quello che erano realmente: un subdolo e vano tentativo di aggirare la Giustizia e scampare al carcere. La legge e la tutela delle vittime e dei minori, per questa volta, hanno avuto la meglio sulle solite, imperdonabili scorciatoie del buonismo italiano. Per il 17 ottobre, intanto, è stata fissata l’ulteriore udienza, sempre davanti al Riesame, su richiesta del legale dell’uomo. Sperando che la porta della cella resti chiusa e sprangata a lungo.
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Il Tar salva la vita al terzo lupo in Alto Adige: bloccato in extremis l’assurdo decreto di abbattimento della Provincia
IL TRIBUNALE E GLI ANIMALISTI BLOCCANO (IN ESTREMO RITARDO E PRIMA CHE FOSSE TROPPO TARDI) LE DOPPIETTE DEI CACCIATORI! SALVATA LA VITA DEL “TERZO LUPO” ALTOATESINO! 🐺 🛑 ⚖️ Finalmente una Meravigliosa e Fantastica Notizia che riempie il Cuore di Gioia a Milioni di Italiani (Tranne, forse, che ai Politici e agli Allevatori Locali!). L’assurdo e Crudelissimo Piano Provinciale del 2026 (Voluto e Firmato dai Politici dell’Alto Adige) che prevedeva Senza alcuna pietà la “Condanna a Morte” (E l’abbattimento Feroce) per Tre Maestosi Lupi, ha subito un pesantissimo e Sacrosanto Arresto! Se i primissimi Due Lupi purtroppo non ce L’Hanno Fatta e sono già Stati Uccisi dal Fuoco… il Terzo Meraviglioso Animale è Salvo!! A Bloccare in Extremis il Freddo Decreto di Morte della Provincia (Appena Poche ore prima che sparassero) è Stato nientemeno che il “TAR” (Il Tribunale Amministrativo Regionale), il quale ha Accolto disperatamente L’immediato e coraggioso Ricorso Urgente presentano dai legali dell’associazione Animalista LNDC! I Giudici hanno stabilito Una verità Sacrosanta: Uccidere Subito il Lupo Avrebbe causato un “Danno Irreversibile”, soprattutto Calcolando che oramai le “Stagioni dei Pascoli all’Aperto in Montagna” sono Finite, e quindi il Lupo Non rappresenta Nessun Pericolo reale per le Greggi Degli Allevatori!! “Oggi possiamo Dire fieri di Aver Salvato una Vita Selvatica e Innocente!” Hanno gridato Felicissimi Gli avvocati! Il Prossimo Scontro in Tribunale (La Battaglia Finale Contro La provincia) si terrà Il 14 Ottobre! Leggi I Dettagli Formidabili di Questa Sentenza Nel Nostro Articolo di Cronaca! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche Voi Siete Pienissimi Di Gioia e Trionfanti Per il Fatto che il Tribunale Abbia bloccato le “Armi” Fermando Questa “Morte Inutile”? O Siete Magari dalla Parte di quegli Allevatori Di Montagna Che odiano i “Grandi Carnivori” (Come Orsi e Lupi) perché Hanno Paura per le Proprie Pecore? Siete D’accordo Con noi nel Dire che “Noi Esseri Umani non siamo i Padroni dei Boschi” e dobbiamo Rispettare Le creature Che vi Abitano, usano Recinti Appositi Invece del Fucile? Diteci la Vostra Sviscerando tutto l’Amore Animale nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura questo Formidabile Articolo Sulle Vostre Bacheche per Taggare gli Amici E Festeggiare Insieme il Salvataggio Del Lupo Altoatesino!! VIVA I LUPI!
Bolzano – Ci sono battaglie silenziose, giocate a colpi di codici e aule di tribunale, che hanno letteralmente il potere di decidere tra la vita e la morte di esseri meravigliosi, innocenti e indifesi. La grandissima e meravigliosa notizia giunta in queste ore dalla fredda Provincia di Bolzano, per fortuna, ci racconta di un trionfo straordinario della Giustizia e dell’Amore verso il Creato. Il famigerato e crudelissimo abbattimento del terzo lupo, previsto spietatamente dal piano provinciale 2026, è stato finalmente e ufficialmente bloccato.
A salvare in extremis la vita di questa creatura maestosa e selvatica è stato il Presidente del Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa (TAR), il quale ha formalmente accolto l’istanza cautelare monocratica presentata in via d’urgenza dai coraggiosi legali della LNDC Animal Protection. Con questa provvidenziale firma, è stato sospeso il decreto di morte che autorizzava i fucili a fare fuoco sull’esemplare.
Il braccio di ferro: una “Sentenza di Morte” evitata
Questa vittoria, che riempie di immensa gioia il cuore di milioni di cittadini e di amanti della Natura, arriva purtroppo in un contesto molto drammatico: i primi due prelievi (ossia l’uccisione di due poveri lupi) previsti dal durissimo piano provinciale dell’Alto Adige, purtroppo, erano già stati eseguiti, bagnando di sangue innocente i boschi della regione.
La complicata e tesissima vicenda legale era cominciata qualche mese fa con un primo ricorso generale formulato dalla LNDC contro il provvedimento che autorizzava l’eliminazione massima di tre lupi. In una primissima fase, il Presidente del Tribunale aveva respinto la richiesta d’urgenza (ritenendo che il “piano teorico” non producesse di per sé un danno mortale immediato), precisando però che, qualora la Provincia avesse firmato un decreto mirato all’uccisione di uno specifico animale, questo avrebbe potuto essere nuovamente e legalmente impugnato dagli animalisti.
Le motivazioni del Tar: fine degli alpeggi e danno irreversibile
Ed è esattamente quello che è successo. L’11 settembre scorso, la fredda macchina burocratica della Provincia di Bolzano ha emanato il decreto esecutivo per il terzo abbattimento. Un solo giorno dopo, con un tempismo straordinario, la LNDC ha presentato il nuovo e disperato ricorso, portando alla sospensione arrivata oggi, 14 settembre.
La logica e le sensibili motivazioni alla base della decisione del Tribunale sono impeccabili. I Giudici hanno infatti considerato altissimo il rischio che l’assurda e immediata uccisione dell’animale avrebbe reso irrimediabilmente irreversibile l’intera controversia (se spari al lupo, non puoi riportarlo in vita nel caso in cui il processo lo dichiari innocente!). Inoltre, un dettaglio fondamentale è legato alla stagionalità: la tanto decantata stagione dell’alpeggio (il pascolo delle pecore in alta quota) è ormai praticamente conclusa, portando a una naturale, fisiologica e drastica riduzione del rischio di eventuali nuove predazioni a danno degli allevatori.
Esultano gli animalisti, ma si attende il 14 Ottobre
La gioia per questa creatura strappata alla morte è palpabile. «Oggi, guardandoci negli occhi, possiamo dire di aver salvato concretamente la vita di un lupo!», hanno commentato trionfanti e commossi gli avvocati Paolo Letrari e Michele Pezone. Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Presidente di LNDC, Piera Rosati, che parla di «una vittoria importantissima», ribadendo la sacrosanta contrarietà a qualsiasi forma di abbattimento violento della fauna selvatica.
Tuttavia, la guerra legale non è ancora finita. Il Tar dell’Alto Adige non si è infatti ancora espresso definitivamente sulla piena legittimità del piano politico provinciale: la vera e propria “battaglia finale” prenderà il via il prossimo 14 ottobre, quando i giudici esamineranno in sede collegiale sia il ricorso contro il piano generale, sia quello per salvare per sempre la vita al Terzo Lupo. Noi facciamo il tifo per la Natura.
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