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Pichuco Festival ad Archi: successo per il tango nel borgo di Aníbal Troilo

🚨 TRIONFO AD ARCHI: IL PICHUCO FESTIVAL CONQUISTA L’ITALIA DEL TANGO NEL SEGNO DI ANÍBAL TROILOIl borgo autentico di Archi (Ch) si conferma la capitale italiana del tango argentino! Si è conclusa con uno straordinario successo di pubblico la seconda edizione del “Pichuco Festival”, la manifestazione internazionale che celebra il legame indissolubile tra l’Abruzzo e l’Argentina nel ricordo del leggendario compositore Aníbal “Pichuco” Troilo, le cui radici genealogiche partirono proprio dalle sponde teatine. Centinaia di ballerini arrivati da ben sette regioni d’Italia hanno riempito di passione e note le piazze del centro storico. ⛰️💃🕺L’evento, guidato dal direttore artistico Simone Marini e promosso da “Pichuco and Friends” con il patrocinio di Comune e Cram, ha ospitato stelle mondiali del calibro di Miguel Ángel Zotto e Daiana Guspero, che hanno incantato la platea, ricordando il profondo valore storico dell’emigrazione italiana. Spazio alla grande musica live con l’orchestra “Lo que vendrá”, alla saggistica con il nipote del maestro Francisco Torné e lo scrittore Goffredo Palmerini, e alle installazioni di numerosi artisti locali. Il Sindaco Nicola De Laurentis ha lodato il festival come straordinaria leva di marketing territoriale e il presidente Leonardo Porreca ha già lanciato l’appuntamento per il futuro: la terza edizione si terrà il 24 e 25 luglio 2027! 🎻🇦🇷✨👇 Ti affascina il mondo del tango e la storia dei grandi artisti italiani emigrati in Argentina? Raccontacelo nei commenti!#PichucoFestival2026 #AnibalTroilo #ArchiTango #MiguelAngelZotto #SimoneMarini #TangoArgentino #BorghiAbruzzesi #TurismoDelleRadici #CramAbruzzo #LoQueVendra

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MIguel Angel Zotto e Daiana Guspero

Archi – Nel quadro dei moderni processi di marketing territoriale e di recupero delle matrici storiche legate all’emigrazione transatlantica, la valorizzazione dei legami culturali tra l’Italia e l’America Latina si configura come una leva strategica per il rilancio dei borghi interni dell’Appennino. La seconda edizione di “Pichuco Festival, omaggio ad Aníbal Troilo”, svoltasi nel fine settimana del 25 e 26 luglio 2026 ad Archi, in provincia di Chieti, ha consacrato la municipalità abruzzese come una delle capitali nazionali del tango argentino. L’evento, promosso dall’associazione “Pichuco and Friends” sotto la direzione artistica del Maestro Simone Marini, ha beneficiato di un solido impianto istituzionale, ottenendo il patrocinio del Consiglio dei molisani ed emigrati (Cram), del Comune di Archi e l’Alto patrocinio della Regione Abruzzo. Centinaia di ballerini ed estimatori provenienti da Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Molise, Puglia e Abruzzo hanno pacificamente invaso le piazze del centro storico, trasformando la kermesse in un crocevia di memoria e arte coreutica.

L’eredità di Aníbal Troilo e la sponda genealogica della Val di Sangro

Il festival affonda le sue radici filologiche nella ricostruzione storiografica della figura di Aníbal Troilo, leggendario bandoneonista, compositore e direttore d’orchestra, il cui soprannome affettivo “Pichuco” ne segnò l’intera parabola biografica a Buenos Aires. Troilo, autore di pietre milari del repertorio riplatense quali Sur, Barrio de tango e Responso, era profondamente legato ad Archi, terra d’origine dei suoi nonni paterni prima dell’esodo migratorio di fine Ottocento. Per onorare questa eredità, la seconda edizione ha ospitato relatori d’eccezione, tra cui Francisco Torné, nipote del musicista e membro dell’Academia Nacional del Tango, giunto direttamente dall’Argentina per consolidare il gemellaggio culturale. Il dibattito letterario e storiografico è stato arricchito dagli interventi del giornalista e scrittore Goffredo Palmerini e dalla presentazione del romanzo analitico “I cinque angoli – Aníbal Troilo, storie di tango”, firmato dalla saggista Andreina Di Girolamo.

Miguel Ángel Zotto e l’eccellenza sinfonica dell’orchestra “Lo que vendrá”

Il picco spettacolare e artistico della manifestazione teatina è stato impresso dalla partecipazione straordinaria dei maestri di fama internazionale Miguel Ángel Zotto e Daiana Guspero, le cui esecuzioni coreutiche hanno incantato la platea di Piazza Castello. Zotto, accreditato come uno dei massimi divulgatori coreutici del Novecento, ha rivendicato con orgoglio le proprie radici italiane, essendo figlio di emigrati lucani originari di Campomaggiore, in Basilicata: «Archi è un paese meraviglioso con tanta storia – ha sottolineato il maestro – siamo felici di essere qui, nel luogo da dove partirono i nonni paterni di Aníbal Troilo. Questo festival internazionale celebra l’eredità artistica di Pichuco, ma anche il legame che unisce Italia e Argentina che trova nel tango una delle sue espressioni più autentiche». Il tessuto sonoro delle esibizioni live è stato interamente affidato all’orchestra “Lo que vendrá”, un ensemble d’eccellenza composto da Daniela Fidanza al pianoforte, Pasquale Lancuba e Fernando Mangifesta ai bandoneon, Mario Pace e Angela Di Giuseppe ai violini, Claudio Mangialardi al contrabbasso e dalla voce filologica di Federico Pierro.

La pianificazione urbanistica e l’annuncio della terza edizione nel 2027

Il successo di pubblico e la qualità delle installazioni artistiche collaterali — curate dai maestri d’arte Carla Cerbaso, Pasquale Lucchitti, Monica Chiavarini, Catia Valerio, Antonia Ciccarelli, Luciana Spinelli, Olga Sungurova, Tiziana De Bartolo e Stefy Ponzy — testimoniano la solidità di un format che unisce l’intrattenimento colto al turismo delle radici. Il sindaco di Archi, Nicola De Laurentis, ha espresso profondo orgoglio istituzionale per l’impatto economico generato dalla kermesse: «Questo Festival rappresenta molto più di un evento culturale: è un’occasione per riscoprire e valorizzare un legame profondo con una delle figure più grandi della storia del tango, ma è anche l’occasione per far conoscere la ricchezza storica e le bellezze architettoniche del nostro borgo». Sulla stessa linea d’onda si collocano i ringraziamenti finali espressi dal presidente dell’associazione organizzatrice, Leonardo Porreca, il quale, nel lodare lo sforzo logistico dei volontari e degli sponsor, ha formalizzato il cronoprogramma per il prossimo anno: il Pichuco Festival tornerà ad animare la Val di Sangro il 24 e 25 luglio 2027 con la terza edizione internazionale.

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Carsoli, caso impianto di trattamento rifiuti: l’Amministrazione comunale replica alla minoranza, «Nessuna discarica né inceneritore, competenza alla Regione con VIA e PAUR»

L’Amministrazione comunale di Carsoli interviene duramente per fare chiarezza sulla richiesta presentata da una società privata per un impianto di stoccaggio e trattamento di rifiuti non pericolosi. Nella nota ufficiale la maggioranza smentisce le voci di una discarica o di un inceneritore, spiega che la competenza autorizzativa spetta alla Regione tramite le rigorose procedure VIA e PAUR e rivendica le 30 discariche abusive già bonificate, le fototrappole e i lavori sul fiume Turano e sulla fognatura di via Mameli. Voi cosa ne pensate di questa vicenda e del futuro ambientale del nostro territorio? Scrivete la vostra opinione nei commenti e leggete il comunicato integrale qui sotto 👇

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Impianto trattamento rifiuti

Carsoli – Scende in campo con una presa di posizione ferma e dettagliata l’Amministrazione comunale di Carsoli per fare piena chiarezza sul caso relativo alla richiesta, avanzata da una società privata, per la realizzazione sul territorio di un impianto di stoccaggio e trattamento di rifiuti non pericolosi. L’esecutivo cittadino ha deciso di intervenire ufficialmente in risposta a quella che definisce una fuorviante e strumentale nota di contestazione e diffida diffusa da una parte della minoranza consiliare. Al centro della replica vi è anzitutto la natura stessa dei materiali oggetto dell’istanza progettuale: l’Amministrazione precisa infatti che il progetto riguarda esclusivamente rifiuti classificati come non pericolosi, tra i quali rientrano residui vegetali e legnosi, scarti derivanti dalla manutenzione del verde e dalle lavorazioni del legno, carta e cartone, plastica, vetro, materiali tessili e pneumatici fuori uso. Si tratta, sottolinea la nota municipale, in larga parte degli stessi materiali domestici che vengono già conferiti quotidianamente nel Centro di Raccolta Comunale, struttura che la precedente amministrazione aveva collocato alle porte del paese proprio a fianco del cimitero e della storica chiesa di Santa Maria in Cellis, in un territorio dove la riqualificazione urbana e il decoro del capoluogo e delle frazioni come Poggio Cinolfo rappresentano oggi una priorità amministrativa centrale.

Nessuna discarica né inceneritore: cosa prevede davvero l’iter regionale VIA e PAUR

Smentendo categoricamente le ricostruzioni circolate sui social network che hanno parlato impropriamente di una nuova discarica, l’Amministrazione comunale di Carsoli chiarisce che le attività ipotizzate nel progetto riguardano unicamente operazioni di selezione, cernita, separazione delle frazioni merceologiche, triturazione e riduzione volumetrica, finalizzate al recupero e alla successiva valorizzazione dei materiali in altri siti. Non è dunque prevista alcuna discarica né tantomeno un impianto di incenerimento, poiché il piano esclude qualsiasi operazione di smaltimento definitivo tramite interramento o trattamento mediante combustione. Sul piano strettamente giuridico, Palazzo di Città ricorda inoltre che nell’ordinamento italiano nessuna legge vieta a un privato cittadino o a una società di depositare una legittima istanza presso la pubblica amministrazione, dando così avvio a un iter burocratico lungo, rigoroso e complesso la cui competenza principale fa capo alla Regione Abruzzo.

Il percorso autorizzativo prevede infatti l’attivazione della Verifica di Assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), attraverso cui l’apposito Comitato regionale dispone l’assoggettamento alla procedura ordinaria di VIA, seguita dall’istanza per il rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) ai sensi dell’articolo 27-bis del Decreto Legislativo 152/2006. Si tratta di una delle procedure di controllo ambientale più approfondite previste dalla normativa nazionale: lo Studio di Impatto Ambientale esamina senza alcuna deroga gli effetti su qualità dell’aria, emissioni atmosferiche, acque superficiali e sotterranee, suolo, biodiversità, paesaggio, clima acustico, traffico indotto e salute umana, oltre alle interferenze con le aree naturali tutelate e i vincoli paesaggistici, in linea con l’attenzione crescente verso la tutela dell’ecosistema e della sicurezza ambientale nei comuni dell’Appennino.

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«Falso dire che il Comune ha autorizzato»: l’affondo politico contro le strumentalizzazioni

Nel documento diffuso ai cittadini, l’Amministrazione comunale di Carsoli bolla come totalmente falsa e fuorviante l’affermazione secondo cui il Comune avrebbe già autorizzato l’opera. I vertici municipali esprimono stupore per il fatto che simili dichiarazioni provengano da chi, avendo già amministrato l’ente locale in passato, dovrebbe conoscere bene i meccanismi normativi, ricordando peraltro come proprio durante la precedente gestione amministrativa fossero state avviate attività caratterizzate da un elevato impatto ambientale. Secondo la maggioranza, ci si trova di fronte a una strumentalizzazione politica evidente da parte della minoranza e a insinuazioni social dettate dalla ricerca di consenso che portano a clamorose inversioni di rotta.

Viene quindi ribadito con forza il perimetro istituzionale delle competenze: il Comune di Carsoli è parte integrante del procedimento amministrativo e ha il potere-dovere di proporre osservazioni tecniche e formulare pareri nell’interesse della collettività, ma la titolarità dell’eventuale autorizzazione finale spetta esclusivamente alla Regione Abruzzo all’interno di una procedura pubblica e trasparente per legge, in un quadro di cooperazione istituzionale che richiama il ruolo strategico degli enti locali nella pianificazione e difesa delle aree interne abruzzesi.

Dalle 30 discariche bonificate al fiume Turano: il bilancio delle opere ambientali a Carsoli

A testimonianza del proprio impegno concreto sul fronte ecologico, l’esecutivo comunale ha voluto elencare i numerosi interventi di risanamento ambientale già portati a termine o attualmente in cantiere sul territorio di Carsoli. Tra i risultati rivendicati figurano le circa 30 discariche abusive bonificate in sinergia con la ditta Morgante, l’intensificazione dei controlli sul conferimento errato dei rifiuti con l’ausilio di fototrappole e verifiche porta a porta che hanno portato a numerose sanzioni, nonché le ripetute operazioni di pulizia delle sponde fluviali e l’intervento in corso nel primo tratto del fiume Turano. A questo si aggiunge la storica riparazione della fognatura di via Mameli, che da oltre vent’anni sversava liquami nel corso d’acqua in pieno centro abitato e che verrà presto completata con un nuovo tronco fognario.

Il piano di riqualificazione del territorio comprende inoltre la bonifica della pineta al centro del paese — restituita ai giovani dopo anni di incuria, rovi e alberi pericolanti — la piantumazione di nuove essenze arboree, il recupero dell’area dell’ex mattatoio, l’imminente pulizia e messa a norma dell’invaso rimasto finora saturato dalla vegetazione e privo di collaudo, fino alla sostituzione delle fosse Imhoff nella frazione di Poggio Cinolfo, altra opera attesa dai residenti da oltre due decenni. L’Amministrazione conclude assicurando che continuerà a vigilare con la massima determinazione sulla salvaguardia ambientale e sullo sviluppo sano del territorio di Carsoli, nel pieno rispetto delle procedure di legge e della salute pubblica, con lo stesso rigore civico che ispira i progetti dedicati al benessere e alla qualità della vita delle comunità locali.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Territorio

A L’Aquila il Forum Leader 2026: i GAL chiedono più peso sui fondi UE, Imprudente porta le istanze al tavolo nazionale dell’Agricoltura

A L’Aquila si apre il Forum Leader 2026: oltre 80 Gruppi di Azione Locale da tutta Italia riuniti a Palazzo Spaventa per chiedere un ruolo centrale nella futura programmazione dei fondi europei per l’agricoltura 2028-2034. Il presidente del Gal Gran Sasso Velino Paolo Federico lancia l’appello per il rilancio delle aree interne, raccolto dal vicepresidente della Regione Emanuele Imprudente e dal presidente Uncem Marco Bussone. I laboratori tematici, gli interventi istituzionali e le proposte nell’approfondimento di Cavaliere News:👇

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forum leader laquila gal

L’Aquila – Il riscatto, la tenuta demografica e il futuro produttivo delle terre alte e dei borghi rurali italiani passano attraverso una governance partecipata capace di unire istituzioni locali, aziende agricole e forze vive del territorio. Si è aperta ufficialmente a L’Aquila, nella prestigiosa cornice di Palazzo Spaventa, la prima giornata del «Forum Leader 2026», il grande summit nazionale che riunisce fino a venerdì 30 ottobre i massimi vertici e i tecnici di oltre 80 dei 200 Gruppi di Azione Locale (GAL) attivi nella penisola. L’evento, promosso e organizzato dal GAL Gran Sasso Velino nel contesto delle celebrazioni per L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, si impone come un crocevia strategico per definire la rotta dello sviluppo rurale e rivendicare un ruolo da protagonisti nella futura ripartizione dei fondi comunitari.

«I GAL vogliono e devono contare di più: rappresentano un modello snello, trasparente ed efficace che parte dal basso e che dimostra nei fatti di funzionare», ha esordito con determinazione Paolo Federico, presidente del GAL Gran Sasso Velino e sindaco di Navelli. Il messaggio lanciato dal capoluogo abruzzese punta dritto alla tutela dell’iniziativa comunitaria Leader nell’ambito della Politica Agricola Comune (PAC), per scongiurare che i tagli e le rimodulazioni dei fondi penalizzino le aree interne, unendo la voce delle montagne a una visione di crescita che richiama analoghe sfide di valorizzazione del territorio come quelle affrontate per le comunità e l’identità civica dei borghi a Carsoli.

L’impegno di Emanuele Imprudente e la svolta della programmazione europea 2028-2034

La richiesta avanzata dai partenariati territoriali ha trovato un’immediata sponda istituzionale nelle parole del vicepresidente della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente: «I GAL sono diventati il vero motore propulsore delle aree interne e dovranno necessariamente avere voce in capitolo in vista della prossima programmazione europea 2028-2034. Sono pronto a portare ufficialmente le loro istanze e le loro proposte all’interno della Commissione Politica Agricola Nazionale, per garantire che le peculiarità dei nostri territori siano salvaguardate a Roma e a Bruxelles».

Imprudente ha inoltre tracciato il quadro delle complesse sfide future legate all’architettura finanziaria dell’Unione Europea: «Ci attende una trasformazione profonda: la programmazione comunitaria post-2027 vedrà modifiche radicali nei criteri di allocazione delle risorse, si discute apertamente di fondo unico e della revisione dei pilastri storici della PAC. Per non subire decisioni calate dall’alto, dobbiamo farci trovare uniti, pronti e con progetti solidi capaci di dare risposte tangibili alle piccole imprese agroalimentari, agli artigiani e ai sindaci delle comunità montane», istanze che riflettono l’esigenza di una nuova cultura delle competenze e della concertazione economica simile a quella promossa con la costituzione dell’ente bilaterale EBSI per l’innovazione.

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La voce dell’UNCEM con Marco Bussone e il ruolo strategico degli enti locali

Al centro della sessione plenaria è risuonato l’intervento di Marco Bussone, presidente nazionale dell’UNCEM (Unione Nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti Montani): «La scommessa di saldare le energie pubbliche e private in un grande disegno europeo è la vera sfida del presente. I Comuni montani devono cooperare strettamente con le imprese e le associazioni datoriali per attirare investimenti, potenziare i servizi essenziali e combattere lo spopolamento. I GAL hanno svolto un lavoro straordinario in questa direzione, ma è indispensabile sostenere e rafforzare la struttura amministrativa dei piccoli enti locali, che spesso soffrono di una preoccupante carenza di organico».

Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso il vicesindaco dell’Aquila, Raffaele Daniele, evidenziando come «le aree interne rappresentino il baluardo identitario dell’Italia. Le crescenti difficoltà di vivibilità nelle grandi metropoli possono e devono trasformarsi in un’opportunità di ripopolamento per i nostri centri storici e per le frazioni montane, a patto di garantire infrastrutture moderne e connettività». A portare la testimonianza della Provincia dell’Aquila e di ANCI Abruzzo è stato il vicepresidente provinciale Antonio Di Bartolomeo, sindaco di San Demetrio ne’ Vestini, che ha rimarcato la necessità per i territori interni di fare squadra e superare ogni campanilismo, un senso di comunità che anima storicamente i borghi dell’Abruzzo come testimoniato dall’impegno solidale per l’accoglienza dei minori a Rapino.

I laboratori tematici su attrattività, turismo sostenibile e nuove generazioni

La tre giorni aquilana si articola attraverso sessioni operative e tavoli tecnici di alto profilo scientifico. Tra i momenti più partecipati della mattinata figurano i tre laboratori tematici: il primo, incentrato sulle «Strategie e politiche per la montagna nel panorama europeo», ha visto i contributi di Franco Salvatori (presidente emerito Società Geografica Italiana), Rino Talucci (GAL Abruzzo Italico-Alto Sangro) e Raffaella Di Napoli (Rete PAC 2). Il secondo panel, dedicato alle «Condizioni di attrattività della montagna», ha visto gli interventi di Simone Bozzato (Università Tor Vergata), Gianluca Macchi (GAL Valtellina), Lorenzo Berardinetti (presidente regionale UNCEM e sindaco di Sante Marie), Rosaria Olevano (Slow Food Castanicoltori) e Susanna Gardiol (GAL Escartons e Valli Valdesi).

Particolarmente vivace anche il dibattito sul «Turismo rurale: risorsa o illusione?», coordinato da Pierluigi Magistri (Associazione Geografi Italiani), Antonio Nicoletti (responsabile nazionale aree protette di Legambiente) e Carlo Ricci (GAL Majella Verde e Costa dei Trabocchi). I lavori della sessione pomeridiana registrano inoltre la partecipazione del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura, Luigi D’Eramo, e del Capo Dipartimento Masaf Giuseppe Blasi, a valle di una proficua giornata preliminare di capacity building che ha visto circa 30 giovani ricercatori universitari confrontarsi sul campo con i direttori dei GAL, a testimonianza di una rinnovata vitalità scientifica e sociale che unisce la formazione giovanile e l’inclusione territoriale, valore centrale celebrato anche nelle iniziative associative e sportive del CSI dell’Aquila.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Carsoli riorganizza la toponomastica a Poggio Cinolfo: nasce Largo Santa Fortunia nel cuore del borgo e torna Largo delle Scuole

Riorganizzazione toponomastica a Poggio Cinolfo: la Giunta comunale di Carsoli approva la proposta della Pro Loco Aginulfo presieduta da Domenico De Santis. Nasce Largo Santa Fortunia nel cuore del borgo antico, tra Via Zambeccari e Via degli Scaloni a pochi passi dalle spoglie custodite nella Chiesa di Santa Maria Assunta, mentre l’area delle ex scuole torna alla denominazione storica di Largo delle Scuole. L’iter burocratico con Prefettura dell’Aquila e Soprintendenza in vista dell’inaugurazione per le Feste Patronali di maggio 2027. Tutti i dettagli su Cavaliere News:👇

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Poggio Cinolfo

Carsoli – La memoria storica, l’identità devozionale e il legame profondo con le radici comunitarie si fondono nel nuovo assetto urbano della frazione di Poggio Cinolfo. La Giunta comunale di Carsoli ha ufficialmente approvato un’importante delibera per la riorganizzazione toponomastica del paese, accogliendo con favore la circostanziata proposta avanzata dalla Pro Loco AGINULFO APS. Il provvedimento ridefinisce gli spazi pubblici del borgo, disponendo la nuova intitolazione dello slargo compreso tra Via Zambeccari e Via degli Scaloni alla Santa Patrona del paese, Santa Fortunia, e sancendo al contempo il ripristino della denominazione storica di «Largo delle Scuole» per l’area di Via Aginulfo che attualmente ne portava il nome.

L’iniziativa prende le mosse da una formale istanza presentata lo scorso 24 luglio 2026 dal legale rappresentante dell’associazione Pro Loco, Domenico De Santis, a seguito di un’apposita risoluzione adottata all’unanimità dal Consiglio Direttivo del sodalizio civico. L’obiettivo primario era rimediare a una collocazione toponomastica considerata marginale rispetto al centro vitale della comunità, ricollocando la memoria della Protettrice in un luogo di maggiore respiro storico e prossimità spirituale, una cura per l’identità locale che si affianca alle grandi iniziative di coesione sociale e partecipazione promosse nella provincia aquilana come il corso per operatori sportivi nella disabilità promosso dal CSI dell’Aquila.

Il legame con la Chiesa di Santa Maria Assunta e le spoglie giunte nel 1808

La motivazione cardine alla base del cambio di intitolazione affonda le proprie radici nella plurisecolare devozione dei fedeli di Poggio Cinolfo. Lo slargo individuato tra Via Zambeccari e Via degli Scaloni sorge infatti nel cuore più suggestivo e antico del centro storico, in diretta corrispondenza prospettica con la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta. È proprio all’interno del sacro tempio che sono custodite, venerate e custodite con fervore le sacre spoglie di Santa Fortunia Martire, giunte trionfalmente a Poggio Cinolfo l’8 maggio 1808 tra il tripudio dell’intera popolazione.

La denominazione attualmente in vigore risaliva a una deliberazione municipale datata 22 dicembre 2006, la quale aveva attribuito il nome della Patrona al piazzale situato nelle immediate adiacenze del complesso delle ex scuole elementari. Se da un lato quel provvedimento intendeva tributare un doveroso omaggio alla Santa, dall’altro aveva allontanato la toponomastica sacra dal perimetro ecclesiale, cancellando al contempo un riferimento caro alla memoria scolastica di generazioni di residenti, confermando come la tutela delle radici culturali rappresenti un valore imprescindibile per la comunità locale, al pari dell’impegno civile evidenziato nei borghi d’Abruzzo come per l’accoglienza dei bambini ucraini a Rapino.

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L’iter burocratico: i pareri della Prefettura dell’Aquila e della Soprintendenza

L’approvazione dell’atto di indirizzo da parte dell’esecutivo carsolano avvia ora l’iter autorizzativo prescritto dalla severa normativa in materia di toponomastica stradale. L’esecutività delle variazioni deliberate è infatti subordinata al rilascio dei nulla osta da parte delle autorità governative e di tutela del patrimonio storico. In particolare, l’assegnazione del nuovo toponimo di «Largo Santa Fortunia» all’area tra Via Zambeccari e Via degli Scaloni richiede il formale assenso del Prefetto dell’Aquila, organo competente alla verifica della regolarità delle intitolazioni pubbliche.

Parallelamente, la revoca e il contestuale ripristino dell’antico toponimo «Largo delle Scuole» per il piazzale di Via Aginulfo necessita della specifica autorizzazione del Ministero della Cultura per il tramite della competente Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, trattandosi della rettifica di una denominazione storica ultradecennale. Un percorso procedurale rigoroso che riflette il rispetto delle regole istituzionali, elemento indispensabile per la salvaguardia della memoria civile del territorio, concetto di legalità e rigore istituzionale più volte ribadito anche nel dibattito pubblico sui valori costituzionali e la memoria istituzionale analizzati da Luca Sforzini.

Obiettivo maggio 2027: l’inaugurazione solenne per le Feste Patronali

La volontà espressa dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco di Carsoli è quella di completare tutti i passaggi istruttori nei tempi tecnici necessari, così da coordinare l’opera di riqualificazione visiva e l’apposizione delle nuove targhe toponomastiche con le ricorrenze più care alla collettività. Il traguardo fissato è la programmazione della solenne cerimonia di inaugurazione ufficiale del rinnovato Largo Santa Fortunia in occasione delle Feste Patronali della seconda domenica di maggio 2027, momento in cui l’intero borgo si raccoglie tradizionalmente attorno alla propria Santa Protettrice.

Con questa operazione, Carsoli e Poggio Cinolfo dimostrano come la cura del territorio passi anche attraverso l’armonizzazione della toponomastica, capace di restituire coerenza geografica alla devozione religiosa e di preservare al tempo stesso i toponimi laici e civici legati alla storia dell’istruzione pubblica locale, valorizzando un patrimonio di appartenenza che si specchia nei talenti e nell’orgoglio dell’Abruzzo intero, virtù raccontate anche nella storia d’eccellenza scientifica del professore Marco Di Antonio tornato da Londra a Teramo.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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