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Cronaca

LUPO FERISCE DONNA AD AMBURGO: RILASCIATO CON MONITORAGGIO GPS

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LUPO FERISCE DONNA AD AMBURGO: RILASCIATO CON MONITORAGGIO GPS

Redazione-  Le autorità ambientali di Amburgo hanno preso una decisione inaspettata riguardo a un lupo che recentemente ha aggredito una donna in un centro commerciale: l’animale è stato rimesso in libertà. Questo evento segna la prima volta in decenni che un lupo attacca un essere umano in Germania, e il rilascio dell’animale, avvenuto domenica sera, rappresenta un tentativo di concedergli una seconda possibilità.

Il ministero regionale dell’ambiente ha comunicato che il lupo è ora equipaggiato con un trasmettitore GPS e sarà tenuto sotto stretta sorveglianza. La ministra dell’ambiente di Amburgo, Katharina Fegebank, ha dichiarato che, qualora l’animale si avvicinasse nuovamente ad aree popolate, i cacciatori sarebbero autorizzati a intervenire prontamente se necessario.

Inizialmente, erano state considerate altre opzioni per il lupo, come l’eutanasia o il trasferimento in un rifugio per fauna selvatica. Tuttavia, queste alternative sono state scartate per motivi legali e pratici.

Questa decisione si discosta dalle misure più severe adottate in altre regioni, come l’Italia, dove in caso di attacchi a bestiame non custodito si tende a optare per l’abbattimento. In Germania, infatti, è stata recentemente approvata una legge che consente una gestione più flessibile delle popolazioni di lupi, anche se l’Europa ha votato per mantenere un certo livello di protezione per la specie.

L’incidente si è verificato la scorsa settimana in un centro commerciale di Amburgo. La vittima, una donna di 65 anni, ha riportato ferite al volto. L’animale era stato avvistato in diverse zone della città nei giorni precedenti all’aggressione.

I lupi erano quasi scomparsi dalla Germania dalla metà del XIX secolo, ma sono tornati a stabilirsi nel paese a partire dagli anni ’90, grazie a misure di conservazione più efficaci. Le statistiche indicano la presenza di numerosi branchi e lupi solitari, e il governo tedesco ha autorizzato la caccia controllata per gestire le popolazioni.

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Cronaca

Terrore in Maremma, donna azzannata da un lupo per salvare il gregge: staccato un orecchio

La paura che da anni attanaglia gli allevatori italiani è diventata sangue. In pieno giorno, a Valpiana (frazione di Massa Marittima, in Toscana), una pastora ha subito un’aggressione brutale e spaventosa all’interno della propria azienda agricola. Marisa Aronne, notando tre lupi che avevano accerchiato i suoi cani da guardiania nei pressi della stalla, è intervenuta per allontanarli con un coraggio immenso. Il branco si è però avventato su di lei, staccandole di netto un orecchio con un morso. Operata d’urgenza con oltre 30 punti di sutura, la donna rischia ora l’invalidità e la sordità permanente. Esplode la rabbia del Comitato Pastori d’Italia contro le Istituzioni per la mancata gestione dei lupi e gli abbattimenti selettivi bloccati: “Lo Stato ha lasciato completamente sola questa famiglia, che si è vista massacrare prima le pecore e ora rischia la vita per colpa di un animale protetto dalla legge”. Leggi la drammatica ricostruzione dell’incubo nel nostro articolo 👇

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Lupo

Valpiana (Grosseto) – Un orrore consumatosi in pieno giorno, una scena di inaudita ferocia che sembra uscita da un incubo primordiale ma che purtroppo è drammaticamente e sanguinosamente reale. Le dolci e rinomate colline della Maremma toscana si sono trasformate improvvisamente nel teatro di una brutale aggressione che riaccende prepotentemente e rabbiosamente i fari sull’ormai insostenibile emergenza della gestione dei lupi sul territorio nazionale.
La mattinata di domenica 20 settembre ha segnato un tragico punto di non ritorno per la famiglia Aronne, storici allevatori che gestiscono con fatica e sacrificio l’azienda agricola “Campo all’Aia”, situata nella piccola frazione di Valpiana (nel comune di Massa Marittima). A denunciare pubblicamente i raccapriccianti contorni della vicenda è scesa in campo Mirella Pastorelli, battagliera presidente del Comitato Pastori d’Italia, che ha raccontato la disperata lotta di Marisa Aronne contro un predatore affamato. La donna, dimostrando uno sconfinato e quasi folle coraggio, non ha esitato un solo istante a mettere a repentaglio la propria stessa vita pur di difendere il frutto del suo durissimo lavoro quotidiano.

L’incubo a pochi passi dalla stalla: il coraggio estremo di Marisa

Secondo la drammatica e dettagliata ricostruzione fornita dalla Pastorelli, l’inferno si è scatenato quando Marisa ha notato un comportamento strano e anomalo da parte dei suoi fidati cani da guardiania. Uscita per controllare la situazione, si è trovata di fronte a una scena raggelante: i suoi cani erano stati pericolosamente accerchiati da un branco composto da tre grossi lupi, spintisi a cacciare a pochissimi metri dalla stalla dell’azienda.
Invece di fuggire a gambe levate per mettersi al sicuro in casa, l’allevatrice ha compiuto un gesto di puro e disperato istinto materno verso i suoi animali. Ha cercato fisicamente di allontanare i temibili predatori, ma la reazione del branco è stata spietata. «La donna, con un coraggio enorme, non scappa. Mentre tenta disperatamente di salvare i suoi animali, un lupo le si avventa contro con ferocia inaudita. L’aggredisce. Con un morso potentissimo le stacca di netto un orecchio», racconta la presidente Pastorelli, descrivendo attimi di terrore puro e di sangue.

La corsa in ospedale e i 30 punti di sutura: rischio invalidità

Immediatamente soccorsa dai familiari richiamati dalle grida disperate, la povera pastora è stata caricata in ambulanza e trasferita d’urgenza presso il pronto soccorso del vicino ospedale di Massa Marittima. Qui, l’equipe medica l’ha sottoposta a un delicatissimo e complesso intervento chirurgico d’urgenza nel disperato tentativo di ricucire i tessuti dilaniati dalle fauci del predatore.
Il bilancio clinico, come riferito dal Comitato, è pesantissimo: i medici sono stati costretti ad applicare oltre 30 punti di sutura alla testa della donna. Ma il calvario fisico e psicologico di Marisa è appena iniziato. La donna dovrà affrontare un lungo, doloroso e costoso percorso di riabilitazione e visite specialistiche. Ad oggi, la prognosi sulla funzionalità dell’organo uditivo resta drammaticamente incerta: «I medici purtroppo non sanno ancora dirle se perderà completamente e definitivamente l’orecchio e se perderà l’udito per sempre da quella parte». Un’invalidità permanente causata dal disperato tentativo di difendere la propria azienda.

Il gregge sterminato e il silenzio assordante delle istituzioni

L’aggressione fisica a Marisa è purtroppo solo il culmine sanguinoso di una vera e propria guerra di trincea che la famiglia Aronne sta combattendo da anni nel più totale e assordante isolamento istituzionale. L’azienda agricola toscana, infatti, non è affatto nuova a subire pesantissime predazioni che ne minano la stessa sopravvivenza economica.
Il gregge originario, composto da circa 500 preziose pecore, è stato sistematicamente decimato nel corso degli ultimi mesi. «Hanno già perso 50 capi in una sola, maledetta notte. Poi una, due pecore sparite di continuo, e solo pochissimi giorni fa abbiamo registrato anche la brutale uccisione di un coraggioso cane da guardiania», ricorda la Pastorelli. Davanti a questa vera e propria ecatombe, Giovanni Aronne (fratello di Marisa) aveva cercato disperatamente aiuto bussando a tutte le porte istituzionali, dalle forze dell’ordine fino alla guardia forestale. «La risposta ufficiale? Che doveva appellarsi unicamente alle guardie provinciali. Di fatto, è stato lasciato completamente da solo a combattere a mani nude contro un problema enorme».

La rabbia del Comitato: “Lo Stato fermi questa vergognosa strage”

La rabbia degli allevatori è ormai esplosa, trasformandosi in una durissima e frontale accusa politica. Il Comitato Pastori d’Italia punta il dito senza esitazioni contro la totale inerzia del Governo e la mancata applicazione della recentissima normativa europea, che prevede il formale declassamento del lupo da specie “strettamente protetta” a specie “protetta”.
Una lieve ma fondamentale modifica burocratica che, secondo gli allevatori, consentirebbe finalmente di attuare interventi di controllo demografico ben più incisivi, autorizzando l’abbattimento selettivo degli esemplari nei casi di comprovato pericolo per la sicurezza pubblica, esattamente come avvenuto a Valpiana. «È una vergogna inaccettabile che l’Italia, ancora una volta, non attui la legge europea», tuona la presidente Pastorelli, che conclude il suo intervento con un accorato e disperato appello rivolto direttamente al Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e al Governatore della Toscana Eugenio Giani: «Questa famiglia distrutta non sia lasciata sola. Sia data vera solidarietà, forte sostegno morale e i dovuti e necessari riconoscimenti economici a una donna eroica che resterà invalida permanente per colpa esclusiva di un animale protetto dallo Stato».

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Cronaca

Napoli – il sangue di Sam Gennaro si è sciolto, il miracolo si ripete

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Sangue di San Gennaro

Napoli-  Il prodigio del miracolo di San Gennaro, a Napoli si è ripetuto anche quest’annoL’annuncio della liquefazione del sangue da parte dell’Abate monsignor Vincenzo De Gregorio è arrivato alle 10.04 minuti. Ed è stato salutato da un lungo applauso e lo sventolio di fazzoletti bianchi dei fedeli presenti, giunti al Duomo di Napoli, sin dalle prime ore del mattino.

La cerimonia si è svolta alla presenza del presidente della regione Campania Roberto Fico, il sindaco di Napoli e presidente della Deputazione di San Gennaro Gaetano Manfredi. “Ancora una volta il santo protettore ci ha dato il segno della sua presenza” ha accompagnato l’annuncio del prodigio da parte dell’Abate.

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Cronaca

Domenica di sangue sulla Tiburtina Valeria: due gravi incidenti in moto a poche ore di distanza a Scurcola Marsicana e nei pressi di Carsoli

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Elisoccorso

Redazione- Una domenica drammatica sulle strade della Marsica, segnata da due gravissimi incidenti stradali a distanza di pochissime ore l’uno dall’altro. Il bilancio della giornata è pesante: due motociclisti feriti in modo serio, due elisoccorsi decollati d’urgenza e l’intera viabilità della zona paralizzata per ore. Il tratto di strada coinvolto è quello della strada statale Tiburtina Valeria, un’arteria storicamente nota per la sua pericolosità e particolarmente frequentata dai centauri durante i fine settimana soleggiati.Il primo drammatico episodio si è consumato intorno alle ore 13:15, lungo la SS5 Quater (ex Tiburtina Valeria), precisamente al chilometro 13 in direzione Carsoli. Secondo le prime parziali ricostruzioni effettuate dalle forze dell’ordine, un motociclista ha improvvisamente perso il controllo del proprio mezzo, finendo per cadere rovinosamente sull’asfalto. La dinamica dell’impatto è apparsa subito estremamente violenta: l’uomo è stato sbalzato dalla sella, terminando la sua corsa oltre la barriera metallica del guardrail che delimita la carreggiata. Un volo terribile che ha fatto temere immediatamente il peggio ai passanti e agli altri automobilisti in transito, i quali hanno subito allertato i soccorsi.La macchina delle emergenze si è attivata tempestivamente. Sul posto sono giunti gli operatori sanitari del Servizio di Emergenza Territoriale 118 della postazione di Tagliacozzo, insieme ai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della stessa Compagnia. Valutata la gravità dei traumi riportati dal centauro a seguito della caduta e del superamento del guardrail, il medico di bordo ha ritenuto indispensabile richiedere l’intervento dell’elisoccorso. L’elicottero del 118 è atterrato in zona per prelevare il ferito e assicurarne il trasferimento rapido in una struttura ospedaliera idonea. Le operazioni di soccorso e i successivi rilievi planimetrici hanno inevitabilmente causato pesanti ripercussioni sulla viabilità locale, con code e rallentamenti in tutta la direzione di marcia.Nemmeno il tempo di ripristinare la normale circolazione che, a poche ore di distanza, la Tiburtina Valeria è stata teatro di un secondo, gravissimo sinistro. Questa volta l’incidente si è verificato al chilometro 107 della SS5, nel territorio comunale di Scurcola Marsicana. A differenza del primo episodio autonomo, in questo caso si è trattato di uno scontro violento che ha visto coinvolte un’automobile e una motocicletta. L’impatto è stato violentissimo e, come spesso accade in questi scenari, ad avere la peggio è stato il conducente del mezzo a due ruote.Il motociclista rimasto ferito è un ragazzo di 27 anni originario di Roma, che si trovava in Abruzzo probabilmente per un’escursione domenicale. La violenza dello scontro con la vettura lo ha scaraventato a terra, provocandogli traumi multipli. Anche in questa seconda circostanza, i primi a prestare i soccorsi salvavita sono stati i sanitari del 118 di Tagliacozzo. L’équipe medica ha lavorato sul posto per stabilizzare i parametri vitali del giovane ventisettenne prima di poterlo spostare verso l’eliambulanza, nel frattempo atterrata in un prato poco distante dal punto dell’impatto.A causa della severità delle lesioni riportate, il ragazzo romano è stato trasportato d’urgenza in elisoccorso presso l’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Le sue condizioni sono state subito considerate serie dai medici del nosocomio aquilano. Il paziente è stato immediatamente sottoposto a tutti gli accertamenti clinici necessari, tra cui una Tomografia Assiale Computerizzata (Tac), volta a escludere o confermare la presenza di pericolose emorragie o lesioni agli organi interni.Sul luogo del secondo scontro sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo. I militari si sono occupati della gestione della viabilità e hanno avviato i rilievi di rito, raccogliendo le testimonianze degli automobilisti presenti per ricostruire con esattezza la dinamica e stabilire le responsabilità del sinistro. Notevoli e inevitabili i disagi alla circolazione lungo la Tiburtina: il traffico è rimasto temporaneamente interrotto in entrambi i sensi di marcia per consentire la sicurezza dei soccorritori e lo svolgimento delle attività investigative.

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