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Il coraggio di fuggire per salvarsi l’anima: a San Valentino in Abruzzo Citeriore il Gruppo di Lettura esplora l’emozione del Premio Strega Andrea Bajani

Il libro che ha conquistato il Premio Strega arriva nel cuore dell’Abruzzo! 📚✨ Lunedì 24 agosto alla Biblioteca Comunale di San Valentino in A.C. non perdere l’incontro gratuito del Gruppo di Lettura dedicato a “L’anniversario” di Andrea Bajani. 🏛️❤️ Una riflessione potente, dolorosa e liberatoria sui legami familiari, sul coraggio di fuggire oltre l’oceano e sulla forza di rinascere a testa alta. Un appuntamento magico per l’anima da vivere insieme. Leggi qui per scoprire i dettagli del romanzo e come partecipare alla serata! 👇

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andrea bajani

San Valentino in Abruzzo Citeriore (PE) – Esistono serate in cui le mura di una biblioteca smettono di essere un semplice deposito di volumi impolverati per trasformarsi in un porto sicuro, un rifugio dell’anima dove le storie scritte dai grandi autori diventano il pretesto per guardarsi dentro, condividere ferite e celebrare la rinascita umana. Nel cuore accogliente della provincia di Pescara, la Biblioteca Comunale di San Valentino in A. C. si prepara a spalancare le sue porte a un nuovo, attesissimo e straordinario appuntamento culturale inserito all’interno della fortunata rassegna “Incontri in biblioteca”. Lunedì 24 agosto 2026, alle ore 20:30, la cittadinanza e i visitatori sono invitati a prendere parte, in modo completamente gratuito, a un incontro speciale dedicato al Gruppo di Lettura locale, un presidio di socialità e resistenza culturale che resiste al solleone d’agosto.

La manifestazione, che sta riscuotendo un grandissimo successo di pubblico e critica, è il frutto di una preziosa e illuminata sinergia territoriale e internazionale, nata dalla stretta collaborazione tra la Biblioteca, la Società Dante Alighieri di La Plata, il Presidio Letterario e l’associazione Chiave di Lettura. Al centro del dibattito e delle riflessioni del gruppo ci sarà un’opera monumentale della nostra letteratura contemporanea: il pluripremiato romanzo L’anniversario, scritto dalla penna colta e sensibilissima di Andrea Bajani, dato alle stampe da Feltrinelli e trionfatore assoluto dell’ultima stagione letteraria con la storica doppietta del Premio Strega 2025 e del Premio Strega Giovani 2025. Lo scrittore romano, classe 1975, si conferma con questo testo una delle voci più originali, potenti e viscerali della narrativa italiana.

Sbattersi la porta alle spalle per sopravvivere: il dramma dei legami di sangue

Il romanzo si apre con una domanda tagliente, radicata e dolorosa che squarcia immediatamente le ipocrisie del perbenismo quotidiano: si possono davvero abbandonare il proprio padre e la propria madre, sbattendo la porta di casa per mettere un intero oceano di mezzo? Attraverso una narrazione di straordinaria onestà intellettuale, Bajani scardina dall’interno quello che definisce il “totalitarismo della famiglia”, quel groviglio di aspettative soffocanti, silenzi punitivi e sensi di colpa che spesso rischiano di schiacciare l’identità dei figli. Mettere una distanza siderale tra sé e le proprie origini non viene raccontato come un atto di vigliaccheria, ma come un disperato e vitale gesto di sopravvivenza emotiva, l’unica via per poter finalmente respirare.

Le pagine de L’anniversario affrontano con una delicatezza poetica e spietata al tempo stesso il tema necessario del riscatto personale e della ricostruzione di se stessi a partire dalle macerie degli affetti primari. Davanti a queste tematiche così universali, i partecipanti al gruppo di lettura troveranno spunti di profonda e intima riflessione, trasformando l’analisi del testo in una confessione collettiva in cui ognuno potrà ritrovare un pezzo della propria storia, delle proprie fughe e dei propri perdoni mancati. La parola scritta si fa così balsamo per le solitudini contemporanee, dimostrando la forza aggregante della grande letteratura d’autore.

La biblioteca come presidio di prossimità e cura delle relazioni umane

L’appuntamento del 24 agosto riafferma con forza il ruolo sociale insostituibile dei piccoli spazi culturali di provincia. In un’epoca dominata dall’isolamento digitale e dalle interazioni fredde sui social network, ritrovarsi fisicamente seduti in cerchio per discutere di un libro significa rivendicare il diritto alla lentezza, all’ascolto dell’altro e all’empatia profonda. San Valentino in Abruzzo Citeriore si conferma così un borgo vivo, capace di mettere l’essere umano e le sue fragilità al centro della propria programmazione estiva, offrendo un’alternativa colta e stimolante ai consueti schemi dell’intrattenimento di massa.

Lasciatevi rapire dalla prosa magnetica di Andrea Bajani e dalla bellezza di una discussione a cuore aperto sotto il cielo di agosto. La partecipazione all’evento è un regalo che fate a voi stessi, un’opportunità preziosa per ricordare che, per quanto pesante possa essere il bagaglio del nostro passato familiare, esiste sempre la possibilità di girare pagina, trovare la propria voce e ricominciare a scrivere il proprio futuro in totale libertà. La Biblioteca Comunale vi aspetta a braccia aperte per dimostrare che, finché ci saranno persone disposte a condividere una storia, nessuna anima sarà mai lasciata sola nel buio.

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Festivalto 2026, gran finale a Fucecchio tra memoria, cinema e musica: dai Montefiori Cocktail e SCAR ai cammini storici della Francigena

Gran finale a Fucecchio per Festivalto 2026: dal film «L’uomo che verrà» al Nuovo Teatro Pacini alla tavola rotonda sui cammini storici tra Francigena e Cammino ’44. La musica live con SCAR, i Montefiori Cocktail e The Funkin’ Machine nel nostro articolo completo 👇

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The Funkin Machine

Fucecchio – La memoria storica come bussola civile per decifrare il presente, l’ecologia della lentezza riscoperta attraverso i sentieri degli antichi cammini e la forza aggregante della musica dal vivo. Si prepara a vivere il proprio atto conclusivo a Fucecchio, nel cuore della Città Metropolitana di Firenze, l’edizione 2026 di Festivalto, il progetto culturale itinerante che fin dal suo esordio ha saputo tessere un ponte ideale tra territori e generazioni differenti. Ribattezzato fin dagli albori il “festival che non c’è” per la sua natura nomade e refrattaria agli schemi convenzionali dei grandi eventi commerciali, il format chiude la propria stagione con una densa tre giorni di proiezioni cinematografiche, concerti d’autore, dibattiti e dj-set a ingresso rigorosamente gratuito, in programma da giovedì 15 a sabato 17 ottobre 2026.

Nato tra i boschi sacri di Monte Sole, nel Bolognese, come spazio di incontro tra artisti, intellettuali visionari e comunità locali, Festivalto ha sviluppato una trama di connessioni che attraversa l’Appennino tosco-emiliano unendo l’Emilia-Romagna alla Toscana. L’approdo finale a Fucecchio rappresenta il compimento di un percorso che intende la cultura non come mero consumo spettacolare, bensì come strumento condiviso di cittadinanza attiva e tutela della memoria collettiva. Il cartellone coinvolgerà alcuni dei luoghi simbolo del borgo toscano, dal Nuovo Teatro Pacini a La Limonaia Club all’interno del suggestivo Parco Corsini, fino alla monumentale Sala del ‘500 del Museo Civico e Diocesano.

Cinema per le scuole e cantautorato metropolitano: da Diritti al live di SCAR

Il sipario sulla manifestazione si alzerà la mattina di giovedì 15 ottobre alle ore 9:00 presso il Nuovo Teatro Pacini, con una mattinata dedicata agli studenti delle scuole secondarie di primo grado di Fucecchio e Cerreto Guidi all’interno della rassegna “I Luoghi della Memoria nel Cinema”. Sul grande schermo verrà proiettato il capolavoro cinematografico L’uomo che verrà, diretto da Giorgio Diritti, pellicola pluripremiata ai David di Donatello che ripercorre con struggente verismo la tragedia dell’eccidio nazifascista di Marzabotto attraverso gli occhi innocenti della piccola Martina. Al termine della visione, i ragazzi avranno l’opportunità di confrontarsi direttamente con lo sceneggiatore del film, Giovanni Galavotti, per una riflessione profonda sui pericoli dell’oblio e sulla necessità di custodire i valori costituzionali della Resistenza.

La serata di venerdì 16 ottobre accenderà i riflettori sulla grande musica d’autore a La Limonaia Club di Parco Corsini. Dalle ore 22:00 salirà sul palco SCAR, cantautore pugliese tra le rivelazioni più folgoranti della scena indipendente nazionale, capace di tradurre le cicatrici e i disincanti della provincia in poesia urbana tagliente e viscerale, come testimoniato dal travolgente riscontro dell’album d’esordio Esordienti 1994. Ad aprire il concerto sarà il talento toscano di Michiamanojack, mentre a chiudere la nottata sarà il sofisticato dj-set firmato da Fritz Orlowski.

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Dalla Francigena al Cammino ’44: mobilità sostenibile e gran finale sixties

Il momento centrale di riflessione teorica si svolgerà sabato 17 ottobre alle ore 17:00 nella prestigiosa Sala del ‘500 del Museo Civico e Diocesano di Fucecchio. L’incontro, intitolato «Dalla Francigena al Cammino ’44: la promozione della cultura della Memoria e dei territori attraverso la mobilità sostenibile», vedrà a confronto esperti di turismo responsabile, amministratori e storici moderati dall’assessore alla Cultura Alberto Cafaro. Dopo i saluti introduttivi del direttore del Museo Andrea Vanni Desideri, interverranno Daniele Cei (consigliere delegato ai Cammini storici di Fucecchio), Carlo Puddu (direttore di Liberation Route Italia), Maurizio Davolio (presidente di AITR), Marco Benedetti (Chimica Verde Bionet e Legambiente), Angelo Fedi (consigliere nazionale FIAB), Luca Federici (Cantilovers), Antonio Iadanza (ASD Silvano Fedi Pistoia) e Davide Fabbri (presidente di KeepOn Live). Al centro del dibattito, il valore dei tracciati storici e cicloturistici come vettori di rigenerazione economica per le comunità montane e presidi pedagogici per le future generazioni.

La tre giorni si chiuderà in bellezza sabato sera a La Limonaia Club con un doppio appuntamento musicale a tinte vintage ed esplosive. A infiammare la platea saranno gli storici Montefiori Cocktail, pionieri internazionali della lounge music e dell’easy listening cinematografico anni Sessanta, affiancati dal groove travolgente di The Funkin’ Machine, formazione dedita al recupero filologico del funk viscerale ispirato ai Meters e a Sly and the Family Stone. A completare la festa, le selezioni dei dj Fulci e Belvedere. Promosso da Faro Associazione Culturale ETS in sinergia con SIEDAS, Legambiente e con il patrocinio di Regione Toscana, Province e Comuni dell’area, Festivalto dimostra ancora una volta come la cultura indipendente sappia farsi rete diffusa, custodendo la memoria delle nostre radici per costruire un futuro ecologico e solidale.

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Roma celebra Gianni Testa a due anni dalla scomparsa: al Portico d’Ottavia nasce l’associazione per il «pittore dei cavalli» con Claudio Strinati

Lunedì 19 ottobre a Roma (Da Giggetto al Portico d’Ottavia) una giornata speciale in ricordo del Maestro Gianni Testa a due anni dalla scomparsa. Alla presenza dello storico dell’arte Claudio Strinati e delle istituzioni nasce l’Associazione «Arte, Cavalli e Passione» presieduta dalla figlia Chiara. La carriera del «pittore dei cavalli», da Carlo Levi al Vittoriano: tutti i dettagli nell’articolo completo 👇

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Gianni Testa Studio

Roma – A due anni dalla scomparsa di Gianni Testa, avvenuta nell’autunno del 2024, la Capitale si prepara a rendere un omaggio solenne e corale a uno dei maestri più amati, vigorosi e originali della pittura italiana contemporanea. Universalmente celebrato come il «pittore dei cavalli» per la straordinaria potenza cromatica con cui sapeva infondere sulle tele l’impeto ancestrale, il movimento plastico e la nobiltà del destriero, l’artista romano sarà al centro di una giornata commemorativa in programma lunedì 19 ottobre 2026, alle ore 17:30, presso lo storico ristorante Da Giggetto al Portico d’Ottavia, nel cuore monumentale del Ghetto ebraico di Roma. L’appuntamento, che accoglierà collezionisti, studiosi, galleristi e amici di una vita tra le opere del Maestro esposte nelle sale, rappresenterà la cornice ufficiale per il debutto dell’Associazione «Arte, Cavalli e Passione», sodalizio nato per iniziativa della famiglia con il compito di tutelarne, catalogarne e divulgarne l’immenso patrimonio artistico e umano.

Il tributo al Portico d’Ottavia: Roma celebra il genio e l’eredità di Gianni Testa

La cerimonia vedrà la partecipazione di figure di spicco del panorama culturale e istituzionale capitolino. Tra gli interventi più attesi figura quello dello storico e critico d’arte Claudio Strinati, già Soprintendente per il Polo Museale Romano, affiancato dai colleghi critici d’arte Tony Bonavita, Vittorio Esposito e Nicoletta Rossotti. A portare la loro testimonianza saranno inoltre la scrittrice Livia Mombelli Garrone, l’attrice Mariangela Torres e il consigliere capitolino Giorgio Trabucco, a testimonianza dell’indissolubile legame che ha unito Gianni Testa alla sua città natale.

L’incontro, moderato da Giuseppe Scatolini, vedrà una fitta rappresentanza della famiglia e del comitato fondatore dell’associazione: dalla presidente Chiara Testa alla moglie Mariagrazia Bomba, dalla sorella Lidia Testa a Massimo Ferrari, socio fondatore e storico fotografo del pittore, fino al nipote Daniel Giannasca Testa, a cui l’artista era legato da un affetto viscerale, e una delegazione dell’Associazione del Fante. Un momento di memoria viva che rifugge la retorica per riscoprire il fuoco creativo di un maestro che ha fatto dell’indipendenza espressiva e del rigore accademico la sua firma inconfondibile.

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Nasce l’Associazione «Arte, Cavalli e Passione»: la memoria affidata alla figlia Chiara

Fondata da sette soci promotori, l’Associazione «Arte, Cavalli e Passione» nasce con finalità civiche, solidaristiche e di promozione sociale. L’ente si prefigge il compito primario di avviare l’archiviazione scientifica dell’intero corpus pittorico di Gianni Testa, contrastando il fenomeno delle contraffazioni e garantendo a collezionisti e musei un punto di riferimento filologico certo per la certificazione e autenticazione delle opere.

Accanto alla conservazione documentale, l’associazione punta a sostenere attivamente le nuove generazioni di artisti attraverso l’istituzione di borse di studio, laboratori formativi, premi di pittura e percorsi di turismo culturale aperti a ricercatori italiani e stranieri. «Ricordare mio padre a due anni dalla scomparsa significa non soltanto celebrare una carriera straordinaria, ma costruire un ponte vivo capace di trasmettere ai giovani i valori della libertà espressiva e della dedizione al lavoro che hanno guidato ogni sua pennellata», ha dichiarato la presidente Chiara Testa, custode della memoria artistica paterna.

Dall’amicizia con Carlo Levi e Guttuso alle mostre a New York: sessant’anni di pittura pura

Nato a Roma il 23 ottobre 1936, Gianni Testa ha attraversato oltre sei decenni di storia dell’arte del secondo Novecento. Dopo la laurea conseguita all’Università La Sapienza e gli anni formativi dedicati al restauro presso la prestigiosa Galleria Borghese, dove apprese i segreti della luce caravaggesca e la chimica dei pigmenti rinascimentali, Testa si inserì nel fermento intellettuale della Capitale del dopoguerra.

Determinante fu l’incontro con Carlo Levi, che ne intuì immediatamente il talento prorompente e lo incoraggiò a esporre già nei primi anni Sessanta accanto ai mostri sacri della pittura figurativa italiana. In quegli anni di vivace dibattito politico e artistico, Testa strinse legami di fraterna stima con Renato Guttuso, Ennio Calabria, Pericle Fazzini e Carlo Quaglia, partecipando alle più prestigiose kermesse del Paese, dalla Biennale Romana alla Triennale di Milano fino alla Quadriennale di Roma. Negli anni Ottanta e Novanta il suo raggio d’azione travalicò i confini nazionali, conquistando il collezionismo internazionale con memorabili rassegne a Basilea, New York e Philadelphia.

I critici, Claudio Strinati e il Vittoriano: l’energia selvaggia del «pittore dei cavalli»

Sebbene il soggetto equestre sia stato la sua icona più celebre, la poetica di Gianni Testa ha saputo spaziare con eguale maestria tra paesaggi onirici, nudi carnali, folle oceaniche e soggetti sacri. Nei suoi destrieri in corsa, vibranti di pennellate dense, vorticose e materiche, si condensa una ricerca stilistica originale che fonde il rigore del realismo con la luminosità atmosferica dell’impressionismo francese e l’urlo espressivo dell’avanguardia.

Numerosi i riconoscimenti ricevuti nel corso della sua lunga traiettoria artistica, tra cui spicca il Premio alla Carriera conferitogli dal critico d’arte Vittorio Sgarbi e la memorabile mostra antologica che la città di Roma gli tributò nel 2014 negli spazi solenni del Complesso del Vittoriano. L’evento del 19 ottobre al Portico d’Ottavia riapre ufficialmente il dialogo tra Roma e uno dei suoi figli più illustri, consegnando alle future generazioni la testimonianza di un artista che ha saputo dipingere la vita con indomita passione e assoluta libertà.

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Artinvita Festival 2026 accende l’Abruzzo: tra videoinstallazioni, residenze francesi e l’Antropocena, l’arte interroga l’impatto dell’uomo sulla terra

Dal 23 ottobre al 1° novembre la IX edizione di Artinvita Festival Internazionale degli Abruzzi: tra Orsogna, Guardiagrele, Arielli e Crecchio arte e sostenibilità interrogano l’Antropocene. Dal Nouveau Grand Tour francese alla performance con marionette a grandezza naturale, fino alla cena-evento «Antropocena» e al videomapping monumentale. Tutto il programma completo nell’articolo 👇

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Carnet de bal 2

Orsogna – L’arte contemporanea torna a farsi lente d’ingrandimento per decifrare le ferite e le trasformazioni del nostro pianeta, radicandosi nel cuore pulsante dell’Abruzzo collinare. Dal 23 ottobre al 1° novembre 2026 prende ufficialmente il via la nona edizione di Artinvita – Festival Internazionale degli Abruzzi, prestigiosa kermesse multidisciplinare che unisce teatro, danza, musica, arti visive e riflessione ecologica lungo il suggestivo asse marrucino, toccando i territori comunali di Orsogna, Guardiagrele, Arielli e Crecchio, in provincia di Chieti. Organizzato dall’associazione culturale abruzzese Insensi in coproduzione con la compagine francese Théâtre de Léthé – Collectif 2+, e sostenuto dalla Fondazione Nuovi Mecenati (Fondazione Franco-Italiana di sostegno alla creazione contemporanea), il festival compie un salto di qualità ambizioso, promuovendo un dialogo fecondo tra comunità locali, residenze artistiche internazionali e urgenza climatica.

La nona edizione sull’asse marrucina: l’arte contemporanea che interroga l’Antropocene

Al centro del cartellone 2026 vi è una domanda radicale: quale impronta lasciano le attività umane sui paesaggi, sugli ecosistemi e sulla memoria collettiva? La direzione artistica guidata da Marco Cicolini ha scelto di sfidare il concetto stesso di festival temporaneo, costruendo una presenza culturale distribuita lungo l’intero arco dell’anno per consolidare legami autentici con il territorio e con i suoi abitanti. L’edizione di quest’anno intende fare delle piazze, delle chiese dismesse e dei teatri dell’entroterra chietino un laboratorio a cielo aperto in cui riflettere collettivamente su modelli di convivenza più equi e sostenibili.

La rassegna si aprirà ufficialmente venerdì 23 ottobre nella suggestiva cornice della chiesa di San Rocco ad Arielli, dove sarà inaugurata la video installazione documentaria «Da qui in poi ci sono i Leoni», opera dell’artista associata Paola Di Mitri visitabile fino al 1° novembre. Il progetto osserva con sguardo lucido e penetrante le alterazioni del paesaggio naturale provocate dall’espansione industriale e dalle dinamiche estrattive, stimolando una presa di coscienza sui limiti invalicabili degli equilibri biologici.

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Da Arielli a Guardiagrele e Crecchio: videoinstallazioni, residenze francesi e tango con marionette

Domenica 25 ottobre il festival proporrà un doppio evento ad altissimo tasso di contaminazione internazionale. Alle ore 11:00 lo spazio indipendente /f urbä/ di Guardiagrele ospiterà il vernissage dell’installazione visiva firmata dalla giovane artista francese Pernelle Gaufillet-Ventura, in residenza per un mese in Abruzzo grazie al programma «Nouveau Grand Tour 2026», promosso dall’Institut Français e dall’Ambasciata di Francia in Italia per sostenere i migliori talenti emergenti transalpini, con la curatela di Simone Marsibilio.

Nel pomeriggio, dalle ore 16:00, la carovana di Artinvita si sposterà nell’Auditorium Santa Maria Da Piedi a Crecchio: la giornata si aprirà con un laboratorio gratuito di tango argentino accessibile a tutti, seguito alle ore 18:00 dalla performance «Carnet de Bal», in cui la celebre coreografa francese Pascale Toniazzo danzerà intrecciando i propri passi con una poetica marionetta a grandezza naturale, sospesa e animata dal vivo. A suggellare l’incontro tra arte e convivialità paesana sarà la degustazione culinaria a cura delle storiche «Mamme d’Abruzzo», custodi delle ricette tradizionali del territorio marrucino.

«Antropocena» a Orsogna: la tavola sostenibile di Marco Cicolini e dello chef Arturo Franzino

Mercoledì 28 ottobre alle ore 21:00 tornerà a Orsogna uno degli eventi simbolo più amati e provocatori del festival: «Antropocena». Ospitata presso i locali della pizzeria FràGranze di Francesco Pace, la cena/evento interdisciplinare ideata dal direttore artistico Marco Cicolini e realizzata in collaborazione con lo chef italo-francese Arturo Franzino condurrà i commensali in un’esperienza sensoriale inedita.

Attraverso un percorso gastronomico a portate narrative, i partecipanti saranno invitati a confrontarsi direttamente con l’impatto ecologico delle proprie abitudini alimentari, interrogandosi su filiere corte, impronta carbonica del cibo, biodiversità e prospettive nutrizionali del futuro. Un format originale in cui la convivialità della tavola si trasforma in dibattito etico e civile, richiedendo la prenotazione obbligatoria per ragioni di capienza.

Il gran finale al Teatro De Nardis: la musica di BINETA, il videomapping e Giulia Scotti

La tranche conclusiva di Artinvita 2026 animerà il Teatro Comunale Camillo De Nardis di Orsogna. Venerdì 30 ottobre alle ore 21:00 riflettori accesi sul concerto-spettacolo «L’Acquario – Ce qui s’écaille de ce qui brille» di BINETA, alter ego artistico della virtuosa polistrumentista, cantante e ballerina francese Anne-Lise Binard, già collaboratrice di giganti della scena come James Thierrée e fresca di pubblicazione dell’acclamato album «FOLKLO». Lo spettacolo vedrà l’artista esibirsi in una versione speciale creata durante la sua residenza abruzzese.

Al termine del concerto, dalle 22:30 a mezzanotte, la facciata monumentale del teatro orsognese si trasformerà in un’immensa tela vivente grazie al videomapping monumentale «L’ile au corail», ideato dall’artista associato Simon Rouby: un’opera visiva magnetica che mette a confronto i milioni di anni necessari alle barriere coralline per rigenerarsi dopo le ere geologiche con la rapidità drammatica dell’attuale collasso climatico. Il sipario sulla nona edizione calerà domenica 1° novembre alle 19:00 con la pièce teatrale «Quello che non c’è» della regista Giulia Scotti, produzione selezionata attraverso il prestigioso network nazionale In-Box, suggellando dieci giorni di pura creatività e impegno civile tra le montagne e il mare d’Abruzzo.

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