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Cronaca

Il Lupo di Arrone e il mistero del DNA fantasma: l’esemplare che ha attaccato la bambina resterà libero. L’ira delle Associazioni Rurali

Il Lupo che ha attaccato la bambina di 4 anni ad Arrone NON SARÀ MAI CATTURATO! Il test sul DNA è fallito, la rabbia delle Associazioni! 🐺 😱 Ve lo ricordate il puro TERRORE vissuto lo scorso 9 agosto in un parco giochi di Arrone (in Umbria)? Un lupo era uscito dalla boscaglia e aveva puntato dritto verso una bambina di 4 anni che mangiava il gelato, trascinandola per la maglietta davanti alla madre disperata e a una folla in preda al panico! Fortunatamente la piccola era stata salvata dalle urla delle persone, riportando solo graffi e uno spavento indescrivibile. Da quel giorno si è scatenata una gigantesca caccia all’animale, ma oggi è arrivata una notizia assurda, diffusa dall’Associazione Nazionale per la Tutela della Vita Rurale: il Lupo RESTERÀ LIBERO! 🚫 L’Istituto Zooprofilattico ha infatti analizzato i vestitini strappati della bambina, ma purtroppo “NON È STATO RILEVATO IL DNA DELL’ANIMALE”. Questa è una vera e propria sconfitta: senza il DNA, le Guardie Forestali non possono avere la certezza di dare la caccia “a quel preciso lupo” in un bosco che pullula di bestie. Significa che cercare di catturarlo legalmente sarà ormai impossibile! Nel frattempo, si alza un polverone clamoroso sui milioni di euro di soldi pubblici spesi in “progetti ecologici” per studiare i lupi, senza che le Regioni riescano ancora a dirci quanti esemplari ci siano esattamente sulle nostre montagne. Secondo gli ultimi dati, l’Italia conta dai 6.000 ai 10.000 lupi, confermandosi prima in Europa e registrando un drammatico aumento di attacchi all’Uomo! Leggi la durissima accusa delle Associazioni nel nostro articolo di approfondimento completo! 👇 🏕️ Come vi comportereste se foste al posto del Sindaco o dei cittadini di Arrone? Siete d’accordo con gli animalisti che difendono la presenza dei grandi predatori anche vicino ai centri urbani, o pensate che servano controlli molto più rigidi (e abbattimenti preventivi) per difendere l’incolumità dei nostri figli che giocano nei parchi? Diteci la vostra opinione senza censure nei commenti e CONDIVIDETE questa clamorosa notizia!

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Lupo

Arrone (TR) – Certe notti d’estate rischiano di trasformarsi in incubi che segnano per sempre la mente di una madre. E l’incubo vissuto la sera del 9 agosto scorso ad Arrone, in Valnerina, ha tutti i contorni di una vera e propria sceneggiatura del terrore. In un tranquillo campo giochi affollato da una cinquantina di persone, un canide (confermato essere un lupo perfino dalle testimonianze oculari del sindaco Fabio Di Gioia) è uscito all’improvviso dalla boscaglia puntando dritto verso una bambina innocente di soli 4 anni, che stava serenamente mangiando un gelato.
Con un istinto puramente predatore, la bestia l’ha afferrata per la maglietta, scaraventandola a terra e trascinandola per alcuni metri. Solo le urla disperate della madre e il provvidenziale e coraggioso intervento della folla hanno fatto fuggire l’animale, evitando una tragedia incalcolabile. Ma oggi, a distanza di un mese, quella paura primordiale si mescola alla rabbia, alla frustrazione e a un clamoroso fallimento burocratico.

La “pistola fumante” che non c’è: nessun DNA sui vestiti

La notizia che sta facendo indignare l’opinione pubblica, diffusa ufficialmente dall’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali, ha dell’incredibile: il lupo di Arrone, con ogni probabilità, non verrà mai catturato.
Nonostante la task force creata dalla Prefettura e nonostante l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) avesse classificato l’attacco col livello di criticità massimo (autorizzando di fatto la cattura dell’esemplare), l’indagine si è clamorosamente arenata contro un muro scientifico. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Grosseto, a cui erano stati inviati gli indumenti della bambina strappati dall’animale, non è riuscito a rilevare e isolare alcun frammento di DNA appartenente al predatore.
Senza un’identità genetica precisa, la cattura si trasforma in una chimera legale e pratica. In un territorio in cui i lupi abbondano, come si potrà mai essere sicuri di aver catturato o abbattuto “quel” preciso esemplare e non uno qualsiasi dei suoi innumerevoli fratelli di branco? La risposta, purtroppo, è che non si può.

Tra fiumi di denaro pubblico e stime inaffidabili

L’Associazione a Tutela dell’Ambiente Rurale mette il dito in una piaga ancor più profonda e dolorosa, quella dei fondi pubblici e delle infinite inefficienze amministrative. Come è possibile che in Umbria, nonostante progetti europei milionari (come il Sun Life da oltre 2,3 milioni e il lunghissimo Life Imagine Umbria da oltre 15,5 milioni di euro), non esista ancora una stima credibile e aggiornata della popolazione lupina? Si parla vagamente di circa 150 esemplari su tutto il territorio regionale, una cifra che appare ridicola se paragonata alla sola provincia di Belluno, che in uno spazio tre volte più piccolo conta già oltre 200 lupi confermati.

La disinformazione animalista e i pericoli reali

In Italia, ormai, si stima che i lupi siano arrivati alla cifra spaventosa di oltre 6.000 esemplari (secondo altre fonti addirittura 10.000), confermandoci come il Paese europeo con il maggior numero di predatori e con un inquietante aumento di attacchi non provocati agli esseri umani (ben 20 casi confermati col DNA).
In questo clima di legittima paura per le comunità montane e rurali, c’è però chi continua a gettare benzina sul fuoco con dichiarazioni al limite del surreale. L’Associazione denuncia infatti il comportamento di sedicenti “esperti” animalisti che sui giornali locali hanno provato a minimizzare i fatti di Arrone, arrivando a dichiarare assurdità antiscientifiche come “è strano che un lupo non abbia morso tutti i presenti”, dimenticando che un simile comportamento sarebbe tipico solo della rabbia (malattia eradicata in Italia da decenni) e non del lucido calcolo di un predatore in caccia.
Oggi, mentre la burocrazia arranca e gli esperti discutono nei salotti televisivi, la cruda e inaccettabile realtà è una sola: la bestia che ha puntato gli occhi su una bambina di 4 anni è ancora là fuori, libera e invisibile nella boscaglia umbra.

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Cronaca

Stia, gatto divorato dal lupo davanti alla porta di casa: lo strazio di Federica Vieri che scopre la fine del suo Gas da un post su Facebook e l’appello a Regione, Parco e Ministero dell’Ambiente

Dramma a Stia, in Casentino (Arezzo), dove Federica Vieri ha scoperto da un post di allerta pubblicato su Facebook dalla vicina di casa che il suo amato gatto certosino di undici anni, Gas, era stato assalito e divorato da un lupo proprio davanti alla porta di casa: dopo i numerosi casi registrati tra Soci, Bibbiena e Stia, la cittadina lancia un appello a Regione, Parco delle Foreste Casentinesi, Comuni e Ministero dell’Ambiente per un piano etico di sterilizzazione degli ibridi e ricollocamento lontano dai centri abitati 👇

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Gatto

STIA (AREZZO) – «Ho scoperto la morte di Gas dal post della mia vicina: è stato sbranato da un lupo davanti alla porta di casa». Con la voce spezzata dal dolore, come riportato da lanazione.it, Federica Vieri racconta il dramma vissuto nella zona residenziale di Stia, nel cuore del Casentino, a pochi passi dal centro del paese, dove il suo amato Gas – uno splendido gatto certosino di undici anni, «parte integrante della mia famiglia» – è stato aggredito e ucciso da un predatore proprio sul terrazzo al pianterreno della villetta in cui dormiva.

Un episodio straziante che riaccende i riflettori sull’emergenza sicurezza nei comuni montani e collinari italiani e sulla convivenza sempre più critica tra grandi carnivori e centri abitati, mentre da nord a sud del Paese cresce la mobilitazione dei cittadini e degli amministratori locali per la tutela e il presidio dei territori, dalle istanze dei sindaci a difesa di chi vive nelle aree interne e montane fino alle raccolte di segnalazioni promosse dai cittadini sul tema della sicurezza nei quartieri.

L’allarme su Facebook della vicina di casa e la scoperta straziante: «Mia figlia Giorgia era legatissima a Gas»

La tragedia si è consumata all’alba del 19 ottobre. Come faceva abitualmente, il certosino Gas aveva trascorso la notte sul terrazzo al pianterreno dell’abitazione: «Al mattino verso le 5 non lo vedo al suo posto, ma ho pensato fosse andato in giardino», ripercorre Federica Vieri a La Nazione. Una volta recatasi al lavoro, però, la donna legge su Facebook un messaggio d’allerta pubblicato da una vicina per avvertire i residenti della via: «Ho visto un lupo con un gatto in bocca, fate attenzione».

Una frase che le gela il sangue. Federica si precipita immediatamente a casa, dove i suoi peggiori timori diventano realtà: «Ho trovato i suoi resti poco distante dalla porta di casa. Il lupo lo ha preso proprio dove dormiva. Uno strazio vederlo ridotto in quel modo: aveva condiviso con me oltre un decennio di vita. In famiglia siamo tutti ancora scossi, compresa mia figlia Giorgia, legatissima a Gas».

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L’escalation in Casentino da Soci a Bibbiena e Stia: oltre trenta gatti spariti e il caso dell’assessore Daniele Bronchi

Quello di Stia non è purtroppo un episodio isolato: da luglio nella cittadina sono già tre i gatti sbranati dai predatori. Sempre in estate a Soci, a pochissimi chilometri di distanza, un nucleo composto da tre lupi o ibridi si era spinto fino alle case provocando la sparizione di una trentina di felini e decimando le colonie locali, mentre a Bibbiena ha fatto discutere il caso dell’assessore comunale Daniele Bronchi, che nell’arco di dodici mesi ha perso ben tre gatti custoditi presso la propria abitazione.

«Ormai i predatori non temono più l’uomo e colpiscono, come nel mio caso, anche di giorno», denuncia Federica Vieri, che pure tiene a precisare: «Amo tutti gli animali e rispetto la natura in ogni sua forma: non sto chiedendo l’abbattimento né alcuna forma di violenza verso i lupi. Tuttavia, la loro presenza costante a ridosso delle abitazioni e dei centri abitati è un segnale di allarme che le autorità competenti – Regione, Parco delle Foreste Casentinesi, Comuni e Ministero dell’Ambiente – non possono più ignorare. Oggi è toccato al mio gatto, domani potrebbe accadere al cane di un altro cittadino, fino a generare situazioni di vero pericolo per le persone».

La proposta etica alle istituzioni: sterilizzazione degli ibridi, ricollocamento nei boschi e ascolto dei cittadini

Per rispondere all’emergenza senza ricorrere a metodi cruenti, Federica Vieri avanza una proposta articolata su tre punti chiari: campagne di cattura incruenta e sterilizzazione degli esemplari confidenti e degli eventuali ibridi per fermarne la proliferazione incontrollata vicino ai paesi; ricollocamento nel loro habitat naturale in aree boscose e realmente selvatiche lontane dagli insediamenti umani; e infine un autentico ascolto dei residenti da parte di chi amministra.

«Proteggere la biodiversità deve andare di pari passo con la tutela dei cittadini e degli animali d’affetto. Spero che la memoria del mio Gas possa spingere le autorità ad agire con responsabilità, etica e concretezza prima che sia troppo tardi», conclude Federica Vieri (Fonte: lanazione.it). Segui tutte le notizie e le segnalazioni dai territori nella nostra sezione Territorio.

A cura della Redazione Cronaca e Territorio di Cavaliere News (Fonte: lanazione.it)

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Cronaca

L’Aquila – a Lucoli trovato ragazzo di 27 anni morto in una scarpata, a poca distanza c’è un’auto in fiamme: è giallo

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auto in fiamme

L’Aquila-   Il corpo ormai senza vita in una scarpata e, poco distante, un’auto in fiamme. A Lucoli (nell’Aquilano) è stata aperta un’indagine sulla morte di un ragazzo di 27 anni di origine tunisina, Wissem Hmida, impiegato in un’azienda locale.

Il cadavere è stato trovato nella mattinata del 22 ottobre in una scarpata in via del Biancospino, nella zona di Piano Lonaro. A vedere il corpo è stato un passante, che ha avvertito le forze dell’ordine.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini. Il primo step è stato identificare il corpo: il giovane lavorava da circa tre anni insieme al fratello in un’azienda aquilana. Nelle vicinanze del cadavere è stata trovata anche un’automobile incendiata e resta da chiarire se c’è un collegamento col cadavere.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il personale del 118. Gli accertamenti sono in corso per ricostruire le circostanze del decesso. Sulla salma sarà eseguita l’autopsia.

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Avezzano – uccide a coltellate la fidanzata nel Varesotto, poi si costituisce

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Marco Panichi

Redazione-  Un uomo di 53 anni, Marco Panichi, residente ad Avezzano e originario di Civitella Roveto, in provincia dell’Aquila, è stato fermato con l’accusa di aver ucciso a coltellate la fidanzata, una donna colombiana di 36 anni, a Vergiate, in provincia di Varese. Dopo il delitto, avvenuto ieri mattina, l’uomo ha lasciato la Lombardia ed è rientrato in Abruzzo. Dopo aver raggiunto il padre, nella tarda serata si è presentato spontaneamente alla caserma dei carabinieri di Avezzano, dichiarando di aver ucciso la compagna.

La donna è stata trovata sul pavimento della camera da letto dell’abitazione presa in affitto dall’uomo, con numerosi fendenti al corpo e al collo. Accanto al cadavere è stato rinvenuto un coltello da cucina, indicato dagli investigatori come l’arma utilizzata per l’omicidio. Il delitto sarebbe avvenuto al culmine di una lite, ma restano da chiarire le circostanze che l’hanno preceduta e la dinamica dell’aggressione.

Dopo la segnalazione di Panichi, i carabinieri di Gallarate hanno raggiunto l’abitazione insieme ai militari del Nucleo investigativo e ai magistrati della Procura di Busto Arsizio. Per entrare nell’immobile è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Il fermo è stato disposto dall’autorità giudiziaria di Avezzano, in stretto raccordo con la magistratura lombarda. Nel pomeriggio è previsto il passaggio davanti al gip del Tribunale di Avezzano per la convalida del provvedimento. La salma della donna è stata trasferita all’Istituto di Medicina legale di Pavia, dove sarà eseguita l’autopsia. La Procura di Busto Arsizio ha avviato ulteriori accertamenti.

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