Rimani in contatto con noi
#

Esteri

L’inchino “Woke” di New York e la Memoria tradita: a 25 anni dall’11 Settembre, l’Occidente ha spalancato le porte a chi voleva distruggerlo

LA DITTATURA “WOKE” E IL SUICIDIO DELL’OCCIDENTE: A 25 anni dal massacro dell’11 Settembre 2001, New York ha dimenticato i suoi Morti, si inginocchia al “politicamente corretto” e spalanca le porte al nemico! 🇺🇸 🗽 Sono passati esattamente Venticinque lunghissimi anni da quel maledetto giorno in cui il cielo limpido di New York fu oscurato dalle fiamme e dai crolli delle due Torri Gemelle. 2.977 innocenti persero la vita, polverizzati in una nube di “Neve Nera” formata dalla cenere e dal cemento. Eppure, nonostante la promessa istituzionale di “Non Dimenticare Mai”, oggi stiamo assistendo all’inesorabile e spaventoso Suicidio Culturale dell’America e dell’Occidente Intero! Lavato via il sangue da Ground Zero, ci ha pensato l’assurda e feroce “Ideologia Woke” della Sinistra Estrema e del finto “Buonismo” a cancellare la Realtà! Oggi, nelle scuole e nelle università americane, è considerato politicamente scorretto parlare del Terrorismo, mentre i professori fanno girare in classe la “Lettera all’America” del terrorista Osama Bin Laden come se fosse un manifesto politico giustificabile! E mentre le donne “Feministe e Liberal” americane indossano orgogliosamente il Velo Islamico per finta inclusività sottomettendosi a chi le vorrebbe schiave, la città di New York (ancora incapace di dare un nome a tutti i resti carbonizzati dei suoi morti) decide di farsi guidare eleggendo un Sindaco Musulmano: Zohran Mamdani, che paragona e mette incredibilmente “sullo stesso piano” le Vittime Innocenti americane delle Torri Gemelle con i civili morti nelle guerre in Medio Oriente! Un copione già tristemente visto in Inghilterra con il sindaco di Londra! L’Occidente sta perdendo la guerra! E non perché “Loro” siano più forti, ma perché noi, in nome del finto e ipocrita Multiculturalismo, non solo abbiamo smesso di difendere i Nostri Valori e la nostra Identità, ma abbiamo deciso di Spalancare le nostre Porte a chi vuole distruggerci! Leggi la durissima riflessione politica ed estera del nostro lungo articolo editoriale! 👇 🗣️ Siete d’accordo con la tesi durissima dell’autore del pezzo? Pensate anche voi che l’Europa e l’Occidente stiano subendo silenziosamente e in modo “Autolesionista” una vera e propria e silenziosa invasione a causa del “Buonismo” dei Governi, dimenticandosi delle nostre Radici, dei nostri Morti e delle nostre Tradizioni? Sviscerate tutte le vostre appassionate (e spassionate) opinioni politiche nei commenti (Oggi dibattito aperto e senza filtri!), e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo coraggiosissimo e forte articolo sulle vostre bacheche!

Pubblicato

a

Governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul

Redazione  – Quel maledetto martedì mattina il cielo sopra Manhattan era di un azzurro limpido, perfetto, quasi innaturale. Non aveva nevicato, eppure, poche ore dopo, le macerie ancora roventi e incandescenti di Downtown erano ricoperte da una fitta, irreale e sottile coltre argentea. Le due Torri Gemelle, i giganti inespugnabili del mondo libero, erano appena venute giù. Poco prima c’erano stati gli schianti, sordi, brutali e inimmaginabili, dei due aeroplani di linea dirottati. E poi le fiamme infernali che, dall’interno, avevano preso a divorare e lambire gli scheletri di cemento e acciaio. Ma l’immagine che ha sfregiato per sempre l’anima dell’umanità sono stati quei corpi. I corpi disperati di uomini e donne che si lanciavano nel vuoto, in braccio alla morte certa, perché era meglio saltare incontro a Dio che ardere vivi in quell’inferno.
Chi aveva potuto si era salvato per miracolo, correndo via coperto da una patina vischiosa, lasciando indietro chi invece non ce l’aveva fatta. Da lontano sembrava quasi neve. Ma non era neve. Era cenere. Era la cenere di una civiltà intera finita brutalmente sotto attacco. Quel giorno morirono 2.977 innocenti, i primi di una lunga scia di sangue che negli anni a venire avrebbe bagnato l’America e l’Europa per mano del fanatismo integralista, prima sotto l’oscuro vessillo di Al Qaeda, poi sotto le bandiere nere dell’Isis. Eppure, a venticinque anni di distanza da quell’orrore, sembra che l’Occidente abbia deciso di chiudere gli occhi e arrendersi.

Il tradimento del “Never Forget” e la feroce dittatura Woke

Oggi, nel 2026, quella cenere è stata lavata via dalle strade. Al posto delle gloriose Torri Gemelle c’è un memoriale asettico, Ground Zero, dove i turisti scattano fotografie e dove le istituzioni si fermano per l’annuale rito della memoria, sussurrando ipocritamente la promessa solenne: «Never forget», non dimenticheremo mai.
Ma la verità è tragicamente un’altra. Se oggi potessimo per assurdo interrogare i fantasmi di quei 2.977 morti, verrebbe da chiedere loro se mai si sarebbero aspettati che la loro amata città, e l’Occidente intero, avrebbero così velocemente rimosso e infangato l’orrore di quel giorno. In mezzo, in questi venticinque anni, ci sono state le inondazioni spaventose dell’ideologia “woke” e della cancel culture, riversatesi sulla società con una ferocia tale da annebbiare la mente anche ai più attenti. Arrivare a un simile livello di autolesionismo culturale e morale nessuno se lo sarebbe mai aspettato. Nelle scuole, nelle prestigiose Università americane e nei salotti televisivi è diventato improvvisamente più “politicamente corretto” parlare ossessivamente di islamofobia e di finto razzismo, piuttosto che denunciare apertamente l’odio del terrorismo islamista. Siamo arrivati all’assurdo e al grottesco di vedere la delirante «Lettera all’America» di Osama bin Laden circolare liberamente nelle aule scolastiche, letta e giustificata come un qualunque e legittimo manifesto politico.

La resa della politica: da Kathy Hochul a Zohran Mamdani

Il cedimento non è solo culturale, ma drammaticamente politico e istituzionale. Abbiamo assistito attoniti allo spettacolo della governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul (autoproclamatasi fiera femminista e paladina liberal a parole), che alla prova dei fatti ha trovato inspiegabilmente consono sottomettersi a una platea indossando l’hijab, anziché rivendicare e difendere le libertà occidentali delle donne che governa.
Ma il paradosso supremo, la vera e incomprensibile resa incondizionata, si è consumata proprio nelle urne. A venticinque anni da quella straziante tragedia, New York (che ancora oggi non è riuscita a identificare e dare un nome a tutti i resti delle vittime polverizzate dalla jihad) ha deciso di affidare la poltrona di Sindaco proprio a Zohran Mamdani, politico di fede musulmana (entrato in carica il 1° gennaio 2026) per il quale i morti dell’11 settembre andrebbero cinicamente “pianti tanto quanto” i morti delle guerre in Medio Oriente che ne sono seguite. Un relativismo morale inaccettabile, sostenuto da una comunità islamica newyorkese che negli ultimi venticinque anni è quasi raddoppiata, sfondando il tetto del milione di fedeli. Un copione, a ben guardare, già drammaticamente visto e replicato a Londra ben dieci anni prima, con l’elezione di Sadiq Khan alla guida di una capitale europea a sua volta martoriata e straziata dagli attacchi kamikaze.

Chi ha vinto davvero la Guerra? Il suicidio del “Buonismo”

E così, oggi che ricorre il venticinquesimo, pesantissimo anniversario dell’11 settembre, è arrivato il giorno giusto (e forse l’ultimo) per guardarci allo specchio e chiederci: chi ha vinto davvero quella guerra? Una guerra che l’Occidente non ha iniziato, ma che i terroristi ci hanno portato fin dentro i nostri uffici, le nostre piazze e le nostre case.
Il dubbio feroce, che si trasforma in amara certezza, è di averla persa. E non l’abbiamo persa perché “loro” si sono dimostrati militarmente più forti. L’abbiamo persa unicamente perché noi, a un certo punto, accecati dai sensi di colpa imposti dalla Sinistra estrema, non solo abbiamo smesso volontariamente di difenderci e di lottare per i nostri valori, ma abbiamo addirittura deciso di spalancare le nostre porte al nemico. Lo abbiamo fatto irresponsabilmente durante la guerra in Siria, ritrovandoci in Europa i tagliagole che falciavano i nostri cari sulle Ramblas o al Bataclan. E, purtroppo, continuiamo testardamente a farlo ancora oggi, ipnotizzati nel nome di un tossico buonismo e di un multiculturalismo suicida che sta distruggendo la nostra amata civiltà.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Esteri

Il “Ricatto” dell’Iran sul Petrolio Mondiale: Pezeshkian apre alla riapertura dello Stretto di Hormuz, ma lancia un avvertimento durissimo agli Stati Uniti d’America

IL RICATTO DELL’IRAN SUL PETROLIO CHE TERRORIZZA IL MONDO E FA TREMARE I MERCATI! Il Presidente Iraniano annuncia la Riapertura dell’importantissimo Stretto di Hormuz, ma lancia un Durissimo Avvertimento agli Stati Uniti: “Dovete fermare il Blocco Navale!” 🚢 🛢️ C’è un sottilissimo e caldissimo lembo di mare, nel Golfo Persico, che vale infinitamente di più di intere nazioni: si tratta del famigerato STRETTO DI HORMUZ! Per capire la sua vitale e mostruosa importanza, vi basti sapere che in quelle acque passa ben il 20% di tutto il Petrolio trasportato via mare a Livello Globale! Se quel passaggio viene “Bloccato” a causa della Guerra, le economie occidentali sprofonderanno nella paralisi, i prezzi di Benzina e Bollette schizzeranno alle stelle e l’Inflazione ci divorerà vivi! Ed è proprio su questo nervo scoperto che l’Iran sta compiendo il suo “Capolavoro” di Ricatto Geopolitico contro l’America! Il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha annunciato al mondo intero di essere pronto a “Riaprire” lo Stretto e a far fluire liberamente le enormi e gigantesche Petroliere… MA HA DETTATO CONDIZIONI FERREE E INVALICABILI ALL’OCCIDENTE: gli Stati Uniti devono interrompere immediatamente l’assedio economico, togliere le pesantissime Sanzioni e ritirare le Navicelle Militari e il “Blocco Navale”! Da mesi ormai le enormi Corazzate Americane e i barchini armati delle Guardie Rivoluzionarie iraniane si sfidano a distanza ravvicinata, rischiando ogni giorno di far scoppiare la Terza Guerra Mondiale! L’Iran, che non è più isolato grazie all’ingresso nei potentissimi Paesi “BRICS”, ha firmato un grandioso accordo di pace marittima con gli Sceicchi Arabi e ha ottenuto il supporto commerciale e diplomatico nientemeno che del Premier Indiano Modi! Un chiaro messaggio a Washington: “L’America non comanda più in questi Mari!”. Leggi tutti gli inquietanti scenari politici e la strategia del Petrolio nel nostro lungo articolo di Geopolitica Internazionale! 👇 🌍 Voi cosa pensate di questo durissimo Braccio di Ferro tra il blocco “Americano/Europeo” e quello Asiatico per il dominio Energetico ed Economico Mondiale? Secondo voi gli Stati Uniti farebbero bene ad “ammorbidire” le Sanzioni e il Blocco Navale all’Iran per evitare di far schizzare alle stelle i Prezzi della Benzina da noi, oppure devono continuare a combattere duramente a costo di una Guerra disastrosa per tutti? Diteci la vostra sviscerando a fondo tutti i vostri pensieri Geopolitici ed economici nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo importantissimo articolo per informare i vostri amici su quanto sta accadendo nel mondo!

Pubblicato

a

Stretto di Hormuz

Redazione – Nel complesso, cinico e spietato scacchiere della geopolitica internazionale, ci sono alcuni sottilissimi lembi di mare che valgono infinitamente di più di intere nazioni o continenti. Lo Stretto di Hormuz è senza alcun dubbio il più vitale, pericoloso e strategico di questi “colli di bottiglia”. In queste acque calde e tesissime passa infatti quasi il 20 per cento di tutto il greggio trasportato via mare a livello globale. Chiudete quello stretto, e l’intera economia del mondo occidentale (già fiaccata dall’inflazione) si ritroverà paralizzata, con i prezzi della benzina e dell’energia destinati a schizzare alle stelle. Nelle ultime ore, a smuovere violentemente le acque di questa crisi senza precedenti, è intervenuto direttamente il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, il quale ha lanciato un segnale di enorme portata: una possibile, attesissima “riapertura” dello Stretto. Ma il suo non è un gesto di pace incondizionata, bensì un durissimo diktat rivolto direttamente al cuore di Washington.

Le condizioni di Teheran: “Stop al blocco navale e alle aggressioni”

Secondo le dichiarazioni ufficiali rilanciate con forza dall’agenzia di stampa statale iraniana ISNA, il leader di Teheran ha messo le carte in tavola con brutale chiarezza. La via d’acqua vitale per il trasporto petrolifero potrebbe tornare pienamente operativa, ma a una condizione ferrea, non negoziabile: gli Stati Uniti d’America devono interrompere immediatamente l’assedio economico, il blocco navale e le azioni militari ostili contro la Repubblica Islamica.
Si tratta di un vero e proprio braccio di ferro che arriva nel momento di massima e febbrile tensione regionale. Negli ultimi mesi, infatti, gli Stati Uniti hanno esercitato una pressione asfissiante e letale su Teheran. L’amministrazione americana ha stretto la morsa utilizzando un letale mix di pesantissime sanzioni economiche e un massiccio dispiegamento navale, situazioni che hanno portato, quasi quotidianamente, a pericolosissimi confronti militari ravvicinati, a un passo dal conflitto aperto, tra le potentissime flotte statunitensi e i barchini d’assalto delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (i famigerati Pasdaran).

Il cruciale vertice di Muscat e la mediazione Araba

In questo clima di terrore navale, si apre però un inaspettato e importantissimo spiraglio di diplomazia marittima. Lunedì prossimo, nella neutrale capitale dell’Oman, Muscat, Iran e Oman dovrebbero firmare uno storico accordo bilaterale. L’importanza dell’evento, come anticipato dallo stesso Pezeshkian, è testimoniata dal fatto che alla cerimonia parteciperanno fisicamente anche i Ministri degli Esteri degli altri ricchissimi Stati arabi che si affacciano sul Golfo Persico.
La mossa iraniana è politicamente geniale: sedersi al tavolo con i vicini arabi (storicamente alleati degli americani) per firmare un patto di stabilità da sottoporre poi all’Organizzazione Marittima Internazionale. L’obiettivo dell’Iran è dimostrare al mondo di essere pronto a garantire la pace commerciale nella regione, scaricando interamente sugli Stati Uniti la colpa di eventuali embarghi o nuove escalation militari.

L’ombra dei BRICS e l’intervento diplomatico dell’India

Ma la vera novità geopolitica, che spaventa enormemente l’Occidente, è che l’Iran non è più isolato come un tempo. Teheran sta tessendo una fitta e impenetrabile ragnatela di alleanze con le nuove superpotenze mondiali. Un chiaro esempio di questa strategia si è materializzato a margine del recente e importantissimo Vertice BRICS, tenutosi eccezionalmente a Nuova Delhi.
Proprio in questa cornice internazionale, lontanissima dall’influenza di Washington, il Primo Ministro indiano Narendra Modi ha voluto incontrare separatamente e faccia a faccia il leader iraniano Pezeshkian. Al centro dei colloqui, non a caso, ci sono stati i cruciali sviluppi in Asia occidentale, il rafforzamento dei legami bilaterali e, soprattutto, le garanzie per la salvaguardia della libertà di navigazione e del commercio. L’India, gigante economico affamato di energia, non può permettersi un blocco petrolifero, e la sua discesa in campo come “mediatore” dimostra come l’asse del potere mondiale si stia inesorabilmente spostando verso Est. L’America è avvisata: lo Stretto di Hormuz è pronto a riaprirsi, ma le chiavi, questa volta, non sono a Washington.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Esteri

“Non ci farete mai tacere”: da Lydia Taylor Davis a Nick Shirley, ecco i coraggiosi giovani che hanno raccolto l’eredità e il microfono di Charlie Kirk

“NON CI FARETE MAI TACERE!”: Il coraggio di Riley Gaines, Nick Shirley e dei giovani che sfidano e smontano l’ideologia “Woke” e la follia dell’estrema sinistra nei Campus Universitari Americani! 🇺🇸 🎙️ “Gli uomini buoni possono morire, ma la morte non potrà MAI uccidere il loro Nome!”. In un’epoca in cui sembra che chiunque abbia un’idea diversa dal “pensiero unico” debba essere censurato, silenziato o addirittura aggredito, negli Stati Uniti è in atto una vera e propria e Meravigliosa Rivoluzione Giovanile! Tutto nasce dall’immortale eredità lasciata dal leader politico Charlie Kirk: dopo la sua prematura scomparsa, un gruppo di coraggiosi ventenni (studenti e atleti) ha deciso di “raccogliere il suo microfono” e mettersi in viaggio in tutti i pericolosissimi campus universitari americani per smontare le follie della “Cultura Woke” guardando in faccia i contestatori! In questa incredibile prima linea culturale ci sono veri e propri EROI moderni: c’è la 23enne Lydia Taylor Davis, diventata l’idolo indiscusso di chi combatte per proteggere e difendere la Sacra VITA dei bambini nel grembo materno dalle leggi sull’aborto. C’è il 30enne Will Witt, che viaggia instancabilmente affrontando le urla dell’estrema sinistra per dire a gran voce “No!” all’immigrazione illegale e alla dittatura della “Teoria Gender”! E come non citare la stupenda e gloriosa Riley Gaines? L’ex Campionessa d’Oro di Nuoto Agonistico (26 anni) che ha deciso di girare l’America per combattere la folle e ingiusta ammissione degli uomini transgender all’interno delle competizioni sportive Femminili! La loro missione non è affatto facile: il giovanissimo giornalista d’assalto Nick Shirley (24 anni), famoso per andare a fare domande scomode proprio nel mezzo dei violenti cortei “Antifa”, è stato aggredito fisicamente e riceve continue Minacce di Morte, tanto da dover girare con le guardie del corpo! Ma NESSUNO di loro si arrende! Leggi le loro storie straordinarie, i loro sacrifici e la loro meravigliosa battaglia per la Libertà di Pensiero nel nostro lungo articolo di Esteri! 👇 🦅 Voi credete che l’imposizione sorda e dittatoriale dell’Ideologia Woke e della “Teoria Gender” stia arrivando pericolosamente anche nelle Nostre Università e Scuole Italiane? Siete d’accordo con la battaglia intrapresa dalla campionessa Riley Gaines per impedire per Legge che atleti biologicamente “uomini” possano rubare le medaglie alle donne gareggiando negli sport femminili? Sviscerate tutte le vostre appassionate e spassionate opinioni in merito nei commenti (vogliamo leggere il pensiero di tutti!), e CONDIVIDETE ovunque a dismisura questo articolo per dar voce al coraggio di questi straordinari ragazzi!

Pubblicato

a

Charlie Kirk

Redazione«Gli uomini buoni devono inevitabilmente morire, ma la morte non potrà mai uccidere i loro nomi». È questo, senza ombra di dubbio, uno dei tweet più profondi, iconici e famosi mai scritti dal compianto Charlie Kirk. Un leader carismatico che, anche dopo la sua prematura e dolorosa scomparsa, ha continuato a illuminare il cammino e a ispirare il cuore di migliaia di giovani in tutto l’universo conservatore americano.
In un’epoca storica in cui il pensiero unico sembra voler schiacciare qualsiasi voce fuori dal coro, c’è chi ha deciso con immenso coraggio di raccogliere la sua pesantissima eredità politica e intellettuale. Giovani donne e giovani uomini (tutti sotto i trent’anni) che hanno impugnato nuovamente quel microfono, mettendosi in viaggio in lungo e in largo per i difficilissimi campus universitari americani. Il loro obiettivo? Smontare, parola dopo parola, argomentazione dopo argomentazione, tutte quelle asfissianti narrazioni dell’ideologia “woke” che tendono a silenziare, bullizzare e censurare il libero e democratico dibattito pubblico.

Lydia Taylor Davis e Will Witt: in prima linea per la Vita e i Valori

In questa coraggiosa trincea culturale spicca luminosa la figura della ventitreenne Lydia Taylor Davis. Nel suo fondamentale ruolo di portavoce del movimento “Students for Life” (Studenti per la Vita), Lydia viaggia costantemente nelle università degli Stati Uniti per confrontarsi faccia a faccia con i suoi coetanei, spiegando con grande umanità e preparazione scientifica tutte le criticità sociali e morali legate all’aborto. La sua missione è quella di promuovere la cultura della Vita, difendendo il diritto di esistere di ogni creatura nel grembo materno. Sui social network è oggi unanimemente riconosciuta come una delle più influenti, dolci ma decise attiviste pro-vita di tutti gli Usa.
Non meno vitale e imponente è il lavoro portato avanti dal trentenne Will Witt. Storico attivista dell’associazione Turning Point USA, Will ha iniziato a visitare fisicamente le università subito dopo la scomparsa di Charlie Kirk, intavolando fieri e accesi dibattiti con gli studenti più progressisti. I suoi temi di battaglia sono crudi e attualissimi: la lotta contro l’immigrazione illegale e la difesa della famiglia contro le distorsioni della teoria gender. Entrambi, com’è noto, pagano un prezzo carissimo per le loro idee, ricevendo costantemente disturbi, insulti e minacce gravissime durante i loro pacifici comizi pubblici.

Riley Gaines: l’ex campionessa in trincea per difendere lo Sport femminile

Tra le altre brillanti e giovanissime leve cresciute sotto l’ala del Turning Point c’è anche la meravigliosa e determinata Riley Gaines, attivista conservatrice di 26 anni che da sempre si batte anima e corpo contro l’inserimento forzato degli atleti transgender all’interno delle competizioni sportive femminili.
Riley non parla per sentito dire, ma conosce benissimo il sapore dell’acqua clorata e del sacrificio: ha alle spalle una lunga e gloriosa carriera nel nuoto agonistico a livello universitario, avendo trionfato nei campionati SEC (la potente Confederazione sportiva del sud-est) vincendo l’oro prima alla prestigiosa Columbia University nel 2021 e successivamente a Knoxville nel 2022.
La sua autorevole voce è diventata così potente da farle guadagnare gli schermi televisivi nazionali al fianco della senatrice Marsha Blackburn e l’invito nel celebre podcast del noto giornalista Tucker Carlson. Proprio di recente, Riley ha sostenuto strenuamente la campagna sportiva della cestista americana Sophie Cunningham, schierandosi a scudo dello sport femminile contro le intromissioni sconsiderate e le ingiustizie biologiche dell’ideologia woke. Anche lei viaggia senza sosta per le università, affrontando a testa alta e senza paura i megafoni dei contestatori per parlare di questo delicatissimo tema di attualità.

Nick Shirley: giornalismo d’assalto e sprezzo del pericolo

Ultimo, ma assolutamente non per importanza o per coraggio, è il giovanissimo e brillante giornalista investigativo Nick Shirley. Amico personale e di lunghissima data di Charlie Kirk, questo impavido ventiquattrenne ha scelto la strada più difficile e pericolosa in assoluto: si reca fisicamente e in prima linea nel bel mezzo delle violente manifestazioni dei gruppi “antifa” e dell’estrema sinistra per intervistare i militanti e metterli spalle al muro con domande scomode, dirette e senza filtri.
Molto spesso, purtroppo, il prezzo per la ricerca della verità è il sangue: Nick è stato aggredito ripetutamente, sia fisicamente (con sputi, spintoni e percosse) che verbalmente. Eppure, non si è mai piegato. Non si è mai dato per vinto, continuando a documentare minuziosamente su YouTube ogni singolo episodio e ogni follia del fanatismo ideologico. Oggi, a causa di una spaventosa escalation di minacce di morte ricevute, è stato dolorosamente costretto ad assumere delle guardie del corpo private per garantire la propria incolumità fisica. Ma la sua telecamera continua a riprendere, il suo microfono continua a registrare, e la sua voce non si spegnerà mai: perché le idee forti e coraggiose, come insegnava Charlie, sopravvivono per sempre.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Esteri

Terrore alle porte dell’Europa: 14 Jihadisti nascosti tra i migranti a Ceuta. L’Italia aveva ragione ad alzare le barricate, il fallimento di Sánchez

IL TERRORE CHE SI NASCONDE TRA I MIGRANTI: L’Italia e il Governo Meloni avevano ragione ad alzare le Barricate, il Buonismo della Spagna ha fatto entrare i Jihadisti a Ceuta! 🚨 🇪🇺 C’è un gigantesco incubo mortale che ha sempre tolto il sonno a noi cittadini europei mentre osservavamo impotenti i continui sbarchi e gli “assalti” di migliaia di clandestini ai nostri confini marittimi: “Ma in mezzo a questi presunti disperati, non è che si nascondono anche Terroristi pronti a colpire le nostre città?”. Ebbene, oggi questo bruttissimo e atroce sospetto si è trasformato in una spaventosa Realtà! L’assalto di massa alla barriera spagnola di Ceuta (avvenuto lo scorso 31 Luglio) si è rivelato un vero e proprio “Cavallo di Troia” per far infiltrare l’Estremismo Islamico! Ad oggi, la Polizia ha infatti scoperto, bloccato e arrestato ben 14 UOMINI (mimetizzati furbescamente tra la massa dei disperati) con gravissimi precedenti per radicalizzazione, eversione e TERRORISMO JIHADISTA! Tra di loro spicca perfino un estremista che era stato condannato per Terrorismo in Catalogna ed espulso “a vita” dall’Europa nel 2015, e che oggi è riuscito incredibilmente a rientrare eludendo tutti i controlli del confine! Questa agghiacciante scoperta rappresenta una monumentale Rivincita per l’Italia e per i nostri Servizi Segreti: la nostra Intelligence, infatti, aveva lanciato ripetutamente e da mesi l’allarme sul rischio che l’immigrazione indiscriminata diventasse la copertura per i fanatici! Non era “Inutile Allarmismo di destra”, era la verità! E il Governo Meloni ha fatto benissimo e coraggiosamente a “sospendere” immediatamente gli accordi di Schengen per sigillare le porte e ripristinare i controlli durissimi su tutti gli arrivi dalla Spagna! Mentre Ceuta oggi brucia nel caos tra risse e baraccopoli abusive, il premier socialista spagnolo Pedro Sánchez (che aveva colpevolmente ignorato i Dossier Militari che lo avvertivano dell’Invasione) continua a fare la morale: “Non chiamateli Invasori!”. Leggi lo scioccante e drammatico articolo sulle indagini Antiterrorismo tra i migranti! 👇 ⚔️ Voi cosa provate sapendo che le leggi “buoniste” dell’Europa stanno permettendo a soggetti già condannati per Terrorismo e radicalizzazione di rientrare liberamente e indisturbati nelle nostre città? Siete d’accordo sul fatto che L’Italia faccia benissimo a infischiarsene dell’Europa “blindando e militarizzando” ogni singolo confine per difendere la Sicurezza e la vita dei nostri figli, fregandosene dell’accoglienza “A porte Aperte”? Diteci la vostra spassionata opinione sviscerando tutta la vostra rabbia nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura questo articolo sulle vostre bacheche per informare gli italiani di questa enorme minaccia Europea!

Pubblicato

a

Migranti Ceuta

Roma – C’è un incubo oscuro, profondo e silenzioso che toglie il sonno a milioni di cittadini europei ogni singola volta che guardano le drammatiche immagini degli assalti incontrollati ai confini: la paura atroce che, in mezzo a disperati in cerca di una vita migliore, si nascondano feroci lupi solitari pronti a colpire il cuore delle nostre città. Oggi, purtroppo, quell’incubo non è più soltanto un brutto presentimento, ma una terrificante e certificata realtà. L’assalto di massa alla frontiera spagnola di Ceuta non ha aperto un varco soltanto all’immigrazione clandestina. Tra le migliaia di marocchini entrati illegalmente con la forza nell’exclave spagnola lo scorso 31 luglio, si nascondevano soggetti già pericolosamente noti per jihadismo ed eversione islamica.

Il cavallo di Troia: la scoperta shock dell’Antiterrorismo

Nelle scorse ore, le autorità spagnole hanno arrestato e individuato l’ennesimo soggetto pericolosissimo: un uomo che era già stato arrestato nel lontano 2015 durante una durissima operazione antiterrorismo in Catalogna. Dopo aver subìto una condanna definitiva per terrorismo islamico ed essere stato formalmente espulso a vita dal suolo iberico, questo individuo è incredibilmente riuscito a rimettere piede in Europa. Come ha fatto? Semplice: sfruttando il caos e confondendosi furbescamente nella massa umana e incontrollata dei migranti al confine di Ceuta.
Ad oggi, sarebbero già ben quattordici gli uomini con precedenti gravissimi legati all’estremismo radicale e all’eversione riconosciuti ed espulsi dopo aver approfittato dell’ondata di sbarchi. Un vero e proprio e letale “Cavallo di Troia” umano.

L’allarme dell’Intelligence italiana e la lungimiranza di Giorgia Meloni

Questa agghiacciante scoperta rappresenta la più clamorosa e assoluta rivincita per la nostra Intelligence. Erano stati proprio i Servizi Segreti italiani, nei mesi scorsi, a richiamare con forza l’attenzione europea su questo precisissimo rischio. Nessuno voleva fare la stupida e barbara equazione per cui “ogni immigrato è un terrorista”, ma gli 007 di Roma avevano avvertito del pericolo concreto che un flusso clandestino fuori controllo diventasse la copertura ideale per soggetti già fanaticamente radicalizzati.
Ecco perché i nuovi arresti di Ceuta danno pienamente ragione alla sacrosanta prudenza del Governo Meloni, che non ha ceduto al buonismo e ha coraggiosamente ripristinato i controlli ferrei per chi arriva dalla Spagna, sospendendo temporaneamente la libera circolazione prevista dal trattato di Schengen. Non era affatto “inutile allarmismo”, ma lucida e sacra prevenzione nazionale.

Il caso inquietante della famiglia radicalizzata e dei minori indottrinati

Tra i quattordici estremisti individuati spicca la figura inquietante del 24enne Chakir Achatoui, smascherato miracolosamente dal sistema di riconoscimento facciale della Policía Nacional. Era sbarcato via mare fingendosi un normale disperato. In realtà, la sua storia fa letteralmente accapponare la pelle: nel 2018 era stato espulso insieme ai genitori, considerato pericolo per la sicurezza nazionale.
Il fratello maggiore era andato a combattere in Siria tra le milizie jihadiste, mentre lui e il suo gemello, ad appena 15 anni, erano stati affidati dalla loro stessa madre alle cure di un folle reclutatore del terrore per essere indottrinati e mandati in battaglia. La Guardia Civil fermò la loro partenza all’ultimo istante, ma i segni della radicalizzazione non sono mai stati cancellati.

I dossier militari ignorati dalla Spagna: il drammatico fallimento di Sánchez

Ma ciò che fa letteralmente infuriare i cittadini è scoprire che questa invasione poteva e doveva essere fermata. Un rapporto segretissimo del 32° Reggimento di guerra elettronica dell’Esercito spagnolo aveva infatti intercettato su chat arabe e francesi gli appelli a forzare il confine, avvertendo i vertici già dal 27 luglio del “possibile ingresso massiccio”.
Eppure, a causa delle inefficienze e delle lentezze, l’allarme è giunto ai piani alti solo quando ormai le barriere erano state distrutte. Mentre Ceuta continua a bruciare (nella notte sono state incendiate 42 baracche abusive sorte sulla spiaggia in mezzo al caos e alle aggressioni alla polizia), il premier socialista spagnolo Pedro Sánchez continua ostinatamente a minimizzare e a voltarsi dall’altra parte, dichiarando: «Non stiamo parlando di invasori, ma di persone che cercano una vita migliore».

Difendere i confini è un Sacro Diritto alla Sicurezza

Le parole consolatorie e buoniste del Premier spagnolo si infrangono tristemente e duramente contro la cruda realtà dei fatti, dei coltelli e delle cariche della polizia. Controllare rigidamente una frontiera nazionale non significa affatto “criminalizzare” per puro razzismo le persone che la attraversano, bensì significa sapere esattamente chi diavolo stia entrando a casa nostra.
La drammatica lezione di Ceuta ci dimostra nel modo peggiore e più spaventoso possibile quanto possa costare caro rinunciare al dovere dei controlli in nome di una falsa e pericolosa accoglienza indiscriminata. L’Italia, nel dubbio, ha scelto la via della Sicurezza. Ed è la scelta di chi ha a cuore la pelle, la vita e la serenità dei propri cittadini.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza