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Politica

L’Addio a Raffaele Costa: il commosso cordoglio di Valore Liberale per la scomparsa dello storico Ministro. Marco Montecchi: “Perdiamo un autentico Gigante della Libertà”

LUTTO NELLA POLITICA ITALIANA: Addio all’ex Ministro Raffaele Costa. Il commosso ricordo del Segretario Marco Montecchi (Valore Liberale): “Oggi l’Italia perde un autentico Gigante della Libertà!” 🇮🇹 🖤 Ci sono rari, rarissimi Uomini Politici che servono lo Stato con Onore per tutta la Vita, senza mai scendere a compromessi e mettendo sempre il Bene della Nazione davanti a tutto! L’Italia intera piange oggi la triste scomparsa dell’Onorevole RAFFAELE COSTA. Più volte Ministro della Repubblica, Parlamentare storico e giornalista implacabile, Costa è stato per decenni il simbolo vivente e “l’Incubo” per eccellenza della Burocrazia, lottando senza pietà contro gli Sprechi folli della Pubblica Amministrazione e contro i Privilegi della Casta dei politici! Un Padre Nobile assoluto del Pensiero Liberale in Italia. A stringersi nel Dolore Nazionale in queste ore è stato il movimento politico “VALORE LIBERALE”, guidato dal Segretario Nazionale Marco Montecchi, che ha voluto diramare una commossa lettera di addio per questo indimenticabile Servitore dello Stato: “Esprimiamo il nostro profondo cordoglio per la scomparsa dell’Onorevole Raffaele Costa! Uomo delle Istituzioni e Liberale convinto, ha rappresentato per anni un Saldo e Autorevole punto di riferimento per chi crede nei sacri valori della Libertà, della vera Responsabilità Civile e del servizio disinteressato al Paese!”. E ha poi espresso alla famiglia e ai cari del Ministro tutta la vicinanza umana in questo doloroso momento. In un’epoca in cui la Politica sembra purtroppo fatta solo di urla, risse e slogan vuoti su TikTok, l’enorme Eredità Morale di rigore, eleganza e onestà lasciata da Raffaele Costa appare preziosa come non mai! Leggi il commosso omaggio Istituzionale e il lungo articolo ricordo nel nostro pezzo politico di Memoria Storica! 👇 📖 Voi ricordavate le battaglie eroiche ed implacabili fatte negli anni passati dal Ministro Costa contro gli “Sprechi e le follie burocratiche” del nostro Paese? Siete d’accordo col Segretario Montecchi sul fatto che oggi l’Italia abbia disperatamente bisogno di Politici Sereni, Preparati e “Responsabili” come lui, invece dei tantissimi “Urlatori” e populisti improvvisati che vediamo continuamente in Tv? Ditecelo sviscerando i vostri pensieri istituzionali e commossi nei commenti (Oggi esigiamo il massimo Rispetto) e CONDIVIDETE ovunque e a dismisura questo articolo sulle vostre bacheche per rendere il Giusto e Onorevole Omaggio a un grande Servitore dello Stato Italiano!

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Raffaele Costa

Roma – Ci sono figure politiche che attraversano la Storia del nostro Paese in punta di piedi, lasciando un’impronta sbiadita e passeggera, e ci sono invece Uomini delle Istituzioni che, con il loro lavoro instancabile e la loro statura morale, scolpiscono il proprio nome in maniera indelebile nella memoria collettiva della Nazione. Oggi l’Italia intera e tutto il vastissimo e nobile mondo politico liberale piangono dolorosamente la scomparsa dell’Onorevole Raffaele Costa. Già Ministro della Repubblica, parlamentare di lunghissimo corso, giornalista pungente e indomabile fustigatore degli sprechi pubblici e della burocrazia, Costa è stato per decenni una delle voci più lucide, autorevoli e coerenti della grande tradizione politica liberale italiana. La sua morte lascia un vuoto incolmabile in tutti coloro che credono fermamente nei principi di una società libera, equa e responsabile.

Il dolore e il cordoglio profondo di “Valore Liberale”

Di fronte alla scomparsa di un personaggio di questa caratura istituzionale, il mondo politico si è stretto in un corale e commosso abbraccio. Tra i messaggi più sentiti e profondi spicca senza dubbio la nota ufficiale diramata da Marco Montecchi, Segretario Nazionale del movimento politico Valore Liberale.
«Valore Liberale esprime il proprio più profondo e sentito cordoglio per la scomparsa dell’Onorevole Raffaele Costa», si legge nell’accorata nota stampa diffusa dal Segretario Montecchi. Le sue parole non sono un semplice atto di rito istituzionale o un freddo ossequio formale, ma rappresentano il dolore genuino e autentico di una comunità politica che perde oggi uno dei suoi Padri Nobili, un faro che ha saputo illuminare con le sue battaglie decenni di aspra vita parlamentare e di governo.

Un baluardo inespugnabile della Libertà e delle Istituzioni

Raffaele Costa non è mai stato un politico abituato ad assecondare le mode passeggere o i populismi urlati delle piazze. È stato, al contrario, un uomo del rigore, un servitore fedelissimo dello Stato che ha sempre messo la Nazione davanti agli interessi di bottega. «Uomo delle istituzioni e liberale profondamente convinto», ha sottolineato con ammirazione ed enorme rispetto Marco Montecchi, ricordando come la figura dell’ex Ministro abbia «rappresentato per moltissimi anni un autorevole e saldo punto di riferimento per quanti si riconoscono nei valori sacrosanti della libertà, della responsabilità civile e del disinteressato servizio al Paese».
Le sue storiche e proverbiali campagne politiche e giornalistiche condotte senza pietà contro gli sprechi della Pubblica Amministrazione, contro i privilegi della Casta e contro i mali cronici della burocrazia italiana che frena le imprese, rimangono ancora oggi un testamento morale e politico di una potenza e di un’attualità a dir poco impressionanti.

L’eredità immortale della Responsabilità Civile

In un’epoca contemporanea in cui la politica sembra purtroppo aver smarrito la bussola, sprofondando quotidianamente in risse verbali e slogan privi di contenuto, l’insegnamento tramandato dalla vita di Raffaele Costa appare più luminoso e necessario che mai. Essere “Liberali”, come ci ha insegnato Costa per tutta la sua lunghissima esistenza, non significa banalmente chiedere meno tasse o meno Stato; significa innanzitutto esigere e pretendere un livello altissimo e ferreo di Responsabilità individuale e collettiva, accompagnato da un profondo, sacro e inviolabile senso del Dovere nei confronti delle Istituzioni Democratiche.
Il commosso pensiero finale del Segretario Montecchi e di tutto il movimento di Valore Liberale si stringe infine con rispetto attorno al dolore privato della famiglia del defunto Ministro: «Alla sua famiglia, ai suoi affetti più cari, giungano la nostra più totale vicinanza umana e le nostre più sentite condoglianze». L’uomo ci ha lasciati in queste ore di lutto, ma le sue grandi battaglie per la Libertà e per un’Italia più giusta, moderna ed efficiente continueranno a vivere e a camminare orgogliosamente sulle gambe delle future generazioni.

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Politica

Terremoto a Destra, Luca Sforzini rompe con “Futuro Nazionale”: «È un Alto Tradimento! Vogliono lo Stato Etico e spiare nelle mutande degli italiani»

TERREMOTO DEVASTANTE NEL CENTRODESTRA: Luca Sforzini ATTACCA DURAMENTE il movimento “Futuro Nazionale”: “Hanno infilato il naso sotto le lenzuola degli italiani, è un Alto Tradimento!” 🚨 💥 Sta succedendo letteralmente di tutto all’interno della Destra italiana! È andato in scena uno degli “Strappi Politici” più duri e feroci degli ultimi anni! Luca Sforzini, il noto e rispettato Presidente del “Centro Studi Rinascimento Nazionale”, ha scaricato ufficialmente e definitivamente l’intero movimento “Futuro Nazionale”, e lo ha fatto sganciando delle VERE BOMBE dai microfoni della Radio! Quello che doveva essere un grande partito di stampo “Conservatore ma Liberale”, è stato accusato di essere sprofondato in una cupa deriva Medioevale! Sentite le durissime parole di accusa di Sforzini: “Quello in atto dentro Futuro Nazionale è un VERO E PROPRIO ALTO TRADIMENTO degli elettori! Noi eravamo partiti con idee di Buon Senso (come fermare l’immigrazione irregolare, combattere il crimine e tagliare le tasse), ma loro hanno preso il programma e l’hanno stravolto nelle Segrete Stanze trasformando il progetto in un oscurantista STATO ETICO che vuole decidere la morale e mettere il naso nelle MUTANDE e sotto le lenzuola dei cittadini italiani!”. Le accuse riguardano in particolare le limitazioni delle libertà per le donne e la lotta “anacronistica” alla “propaganda Omosessualista”. Sforzini ci ha tenuto a prendere totalmente le distanze con parole durissime: “Il nostro Centro Studi NON FA DA FOGLIA DI FICO a un integralismo cattolico machiettistico, grottesco e rivolto al Passato!”. E ha poi concluso accusando il partito di aver fatto una “guerra Fratricida” contro Giorgia Meloni e gli alleati cercando di cannibalizzare e “Rubare” i Voti in casa al Centrodestra! Leggi tutte le scioccanti accuse e le durissime rivelazioni dei “retroscena del Palazzo” nel nostro lunghissimo e infuocato articolo Editoriale! 👇 🗣️ Voi cosa pensate di questo Clamoroso strappo politico? Siete d’accordo con Sforzini sul fatto che la VERA DESTRA debba occuparsi solo di tagliare le tasse, garantire la Sicurezza sulle strade ed espellere i clandestini, lasciando la Totale “LIBERTÀ” alle persone in Camera da Letto e nella vita privata? O pensate invece (come l’ala integralista e religiosa) che uno Stato forte debba anche “Imporre la Morale Pubblica” ai cittadini? Diteci la vostra sviscerando a fondo tutte le vostre opinioni politiche nei commenti (Oggi dibattito aperto a tutti, di Destra e di Sinistra!) e CONDIVIDETE a dismisura e Ovunque questo durissimo articolo!

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Luca Sforzini

Roma – Si sta consumando una rottura politica drammatica, irreversibile e dai contorni durissimi all’interno delle dinamiche della destra italiana. Quello che doveva essere un progetto politico capace di raccogliere consensi e ridare linfa vitale all’elettorato disilluso, si è trasformato in un feroce campo di battaglia ideologico. Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, ha deciso di staccare violentemente la spina e scaricare in via definitiva il movimento politico Futuro Nazionale. E lo ha fatto sganciando delle vere e proprie bombe mediatiche dai microfoni della trasmissione “Battitori Liberi” su Radio Cusano Campus. Le sue parole non sono semplici critiche politiche, ma pesantissime accuse di tradimento verso gli elettori.

Lo strappo definitivo: “Hanno infilato il naso sotto le lenzuola”

L’accusa mossa da Sforzini è letteralmente devastante per l’immagine del movimento: «In Futuro Nazionale è in atto un tradimento, anzi mi spingo a dire un vero e proprio Alto Tradimento, dati gli argomenti sul tavolo». L’intellettuale e pensatore politico non usa mezzi termini per descrivere la spaventosa e inaccettabile mutazione genetica subìta dal progetto.
«Eravamo partiti da una piattaforma basata sul buon senso: sicurezza per le strade, contrasto serrato alla microcriminalità, lotta all’immigrazione irregolare, libertà vera e difesa della classe media lavoratrice», ha spiegato Sforzini. Ma qualcosa, strada facendo, si è rotto. «Nelle ultime settimane, su questo nobile nucleo, si sono innestate prescrizioni folli da vero e proprio Stato etico e questioni di natura puramente morale che pretendono clamorosamente e in modo inaccettabile di infilare il naso nelle mutande e sotto le lenzuola degli italiani».

Il programma “Segreto” e la pericolosa deriva integralista

Sforzini entra poi nel merito delle proposte che hanno fatto traboccare il vaso, citando le pesanti posizioni di Futuro Nazionale sulla cosiddetta «propaganda omosessualista» e quelle, ancor più gravi e anacronistiche, relative al «ruolo della donna» nella società odierna. «Sono questioni difficilmente compatibili non soltanto con una cultura autenticamente liberale, ma che vanno a scontrarsi frontalmente con i sacrosanti e fondamentali principi della nostra amata Costituzione».
Ma chi ha scritto queste assurdità? Il Presidente Sforzini ci tiene a lavarsene pubblicamente le mani, svelando i retroscena del Palazzo: «Quella parte così controversa del programma è stata elaborata nelle segrete stanze, nell’ombra, senza alcun coinvolgimento del nostro Centro Studi. Evidentemente avevano già intuito che non avrebbero avuto nessun avallo da parte nostra». E poi la bordata finale contro i dirigenti: «Forse qualcuno immaginava un finto centro studi chiamato unicamente a fornire credibilità culturale a qualunque corbelleria sfornata. Noi non siamo nati per fare da “foglia di fico” a un integralismo cattolico, machiettistico, grottesco e rivolto malinconicamente al passato!».

Il fallimento politico: “Avevano praterie, si sono chiusi in un orticello”

Oltre all’impalcatura ideologica, Sforzini boccia senza appello anche la fallimentare strategia elettorale del movimento. Agli occhi dell’analista, Futuro Nazionale ha appena sprecato l’occasione irripetibile di una vita. «Questo movimento aveva davanti a sé delle praterie sterminate da conquistare, e invece ha deciso stupidamente di rinchiudersi nell’orto di cinque metri quadri dietro casa».
La tesi è chiarissima: c’era a disposizione l’immensa fetta di elettori rifugiatasi nell’astensione, il disincanto del centrodestra e i tanti delusi dal centrosinistra, tutti cittadini disperati che chiedono meno tasse, meno burocrazia e uno Stato “minimo”. E invece, Futuro Nazionale ha scelto di barricarsi in una nicchia identitaria e morale che rischia di confinarli ai primordi della civiltà politica.

La guerra fratricida: cannibalizzare il Centrodestra

C’è poi un aspetto cruciale che riguarda l’attuale assetto politico del Governo. Secondo Sforzini, Futuro Nazionale doveva rappresentare un incredibile valore aggiunto per l’intera area conservatrice, ma si è trasformato in una mina vagante impazzita. «Era nato, o almeno questa era la prospettiva che avevamo inizialmente condiviso, per aggiungere preziose energie al Centrodestra. E invece ha scelto inequivocabilmente di fargli la guerra in casa, cercando di sottrarre e saccheggiare sistematicamente i consensi e accavallandosi in maniera fratricida sui temi degli alleati».

Il futuro? Una Destra del XXI Secolo libera e moderna

Dopo aver sganciato queste innumerevoli bombe politiche, Sforzini rassicura i propri sostenitori sul destino del suo Centro Studi Rinascimento Nazionale. «Il nostro progetto continua le proprie attività e la propria missione esattamente come prima. La nostra autonomia culturale e intellettuale non viene minimamente intaccata». D’ora in poi, il Centro Studi non sarà più il “riferimento preferenziale” di Futuro Nazionale, ma tornerà a mettere a disposizione la propria immensa elaborazione culturale e le proprie idee per l’intero e compatto Centrodestra istituzionale. Perché l’obiettivo finale resta solo uno, nobile e ambizioso: «Costruire una Destra vera, laica e moderna del XXI secolo, capace di coniugare e fondere per sempre la Sicurezza con la Libertà».

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Politica

Svolta storica sulla Legge Elettorale: tornano le Preferenze dopo 35 anni! Ma il Ballottaggio sparisce per “paura” del Generale Vannacci: tutti i retroscena

RIVOLUZIONE SULLA LEGGE ELETTORALE: Tornano FINALMENTE le Preferenze dopo 35 Anni, ma il Governo fa sparire il “Ballottaggio” per PAURA del Generale Vannacci! 🚨 🗳️ Ci stiamo preparando a una vera e propria e gigantesca Scossa di Terremoto che cambierà per sempre la Storia Politica del nostro Paese! Da quanti decenni noi italiani siamo costretti a votare chiudendoci in cabina elettorale e trovandoci davanti delle schede con i “Candidati” già imposti, bloccati e decisi a tavolino dai grandi Leader di partito romani? Ebbene, questa lunghissima ingiustizia sta finalmente per finire! Il Senato della Repubblica ha appena approvato lo storico emendamento che reintroduce ufficialmente il sistema delle PREFERENZE (Mancavano dal lontano 1993)! Quando andremo a votare, potremo finalmente scrivere i NOMI di tre nostri candidati preferiti! A festeggiare questa vittoria è il Premier Giorgia Meloni, che ha rivendicato il successo. C’è però un “Trucchetto” amaro: le segreterie dei partiti si sono comunque tenute strette i famigerati “Capilista Bloccati” (il nome in cima alla lista non potrà essere bocciato dai cittadini)! Ma il vero colpo di scena clamoroso della Legge è un altro: il Centrodestra ha deciso di CANCELLARE del tutto l’ipotesi del “Ballottaggio”! Il Motivo? Sono letteralmente TERRORIZZATI dal Generale Roberto VANNACCI! Il Generale, ormai staccato e padrone di un consenso spaventoso che sfiora il 7%, si porterebbe via milioni di voti di “Destra”. Andare a un secondo turno con Vannacci battitore libero sarebbe per il Governo un “Suicidio Politico” quasi certo! Per questo si deciderà tutto e subito al “Primo Turno”! Nel frattempo, volano letteralmente gli “Stracci” e i coltelli tra Fratelli D’Italia e Forza Italia su quale debba essere la percentuale esatta (Tra il 41% e il 43%) per scattare il Premio di Maggioranza e governare l’Italia! E se non troveranno un accordo subito, si mormora pesantemente di ELEZIONI ANTICIPATE e tutti a casa già dal prossimo mese di Gennaio! Leggi tutti i retroscena infuocati del Palazzo e le nuove Regole del voto nel nostro articolo completo! 👇 🇮🇹 Voi siete finalmente contenti che sia tornata la possibilità di scrivere a penna il NOME del vostro candidato preferito sulla scheda o avreste voluto l’eliminazione totale anche dei “Capilista Bloccati”? Pensate davvero che un partito nascente del Generale Vannacci da solo possa far crollare il Centrodestra e “Rubare” quasi il 7% dei voti degli italiani? Diteci la vostra spassionata opinione politica nei commenti e CONDIVIDETE a dismisura questo articolo su tutte le vostre bacheche per tenere informati i vostri contatti sulle nuove e importantissime Regole del Voto Elettorale!

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Senato della Repubblica

Roma – La politica italiana si sta preparando a vivere una vera e propria rivoluzione tellurica che cambierà per sempre il modo in cui i cittadini entreranno nelle cabine elettorali. Dopo 35 anni di feroci polemiche, liste chiuse e candidati imposti freddamente dall’alto dalle segreterie romane, il potere di scelta torna finalmente (anche se solo in parte) nelle mani del Popolo Sovrano. Il Senato della Repubblica ha infatti appena approvato lo storico emendamento unitario presentato dal centrodestra che reintroduce le preferenze nella nuova legge elettorale, ribattezzata “Stabilicum”. Ma dietro questa apparente grande vittoria democratica, si nasconde una tesissima e spietata partita a scacchi all’interno della maggioranza, dominata dall’ombra ingombrante e minacciosa del Generale Roberto Vannacci.

Il ritorno delle preferenze e l’inganno dei “capilista bloccati”

L’Aula di Palazzo Madama ha approvato il testo con 97 voti favorevoli e 67 contrari. La nuova formula ibrida permetterà all’elettore di esprimere sulla scheda elettorale fino a tre preferenze per i propri candidati preferiti (all’interno di un listino di sette nomi, con l’obbligo dell’alternanza di genere). Una svolta salutata con immensa esultanza dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha rivendicato orgogliosamente il successo: «Le preferenze, nel voto per il Parlamento, mancavano dall’ormai lontano 1993. Oggi tornano perché il centrodestra ha scelto di reintrodurle, su proposta di Fratelli d’Italia».
Tuttavia, c’è un rospo amarissimo da ingoiare per i puristi della democrazia: le opposizioni avevano chiesto, tramite un emendamento del senatore dem Dario Parrini, di eliminare il “trucchetto” dei capilista bloccati. L’emendamento è stato bocciato. Questo significa che il numero uno della lista (il capolista) sarà ancora deciso e imposto insindacabilmente dal partito e avrà il seggio blindato, aggirando di fatto la volontà popolare. Un compromesso politico inevitabile per evitare che la legge esplodesse in Senato.

Addio al Ballottaggio: il “Fantasma” di Vannacci terrorizza il Governo

Se sul fronte delle preferenze il governo ha retto l’urto, il vero terremoto si registra sull’abolizione del Secondo Turno. L’ipotesi di inserire un “Ballottaggio” nazionale per assegnare la vittoria nel caso in cui nessuno raggiungesse la soglia minima, è stata brutalmente accantonata e gettata nel cestino.
Il motivo? Squisitamente politico. La maggioranza di centrodestra è letteralmente terrorizzata dall’incredibile ascesa del Generale Roberto Vannacci. L’ex militare è ormai accreditato dai sondaggi di un pesantissimo consenso elettorale che si aggira intorno al 7%. Andare a un ballottaggio con una scheggia impazzita come Vannacci che drena milioni di voti “a destra” senza far parte della coalizione di governo, significherebbe rischiare un clamoroso e mortale autogol politico. Senza ballottaggio, invece, il Governo spera di vincere tutto subito, al primissimo colpo.

La guerra spietata delle percentuali: il Premio di Maggioranza

Ed è proprio la cancellazione del Ballottaggio ad aver scatenato una guerra intestina e spietata sui numeri all’interno della coalizione. Se la partita per governare l’Italia si deciderà tutta in un’unica domenica al primo turno, la Soglia del Premio di Maggioranza diventa questione di vita o di morte.
L’attuale bozza fissa l’asticella al 42% dei voti. Ma i coltelli sono sguainati: Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia vorrebbero abbassare la soglia al 41% per garantirsi la vittoria facile anche qualora Vannacci dovesse rubare molti voti a Destra. Al contrario, Forza Italia fa muro e spinge per alzarla al 43%, per rendere indispensabile il peso politico dei partiti moderati all’interno della coalizione. Una differenza di un solo punto percentuale che, in realtà, deciderà le sorti dell’intero Paese.

Il salvagente per i partitini e il ricatto del voto a Gennaio

Nel frattempo, per compiacere i partner minori della coalizione, spunta un provvidenziale “salvagente”: la soglia di sbarramento per permettere ai piccoli partiti di contribuire ai seggi potrebbe essere drasticamente abbassata dal 3% all’1%. Una mossa disperata per raccogliere ogni singola briciola di consenso ed evitare che i voti moderati vadano dispersi e buttati al vento.
La tensione tra Lega, Forza Italia e FdI è altissima, tanto che nei retroscena romani delle ultime ore è trapelato un durissimo “ultimatum” da parte del Premier Meloni: se gli alleati dovessero fare capricci o ostacolare l’approvazione della legge, il Governo potrebbe far saltare il banco e portare il Paese a elezioni anticipate già nel prossimo mese di Gennaio. La Legge Elettorale è diventata una santabarbara pronta a esplodere: un solo passo falso, e il Parlamento salterà in aria prima ancora di arrivare alle urne.

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Politica

Il Popolo si riprende il Potere, addio ai parlamentari “nominati”: tornano le Preferenze! Rampelli (Fdi) attacca la Sinistra: “Una vittoria epocale”

SVOLTA EPOCALE SULLA LEGGE ELETTORALE: IL POPOLO ITALIANO TORNA FINALMENTE PADRONE DEL PROPRIO VOTO! Addio ai vecchi Parlamentari e parassiti “Nominati dall’Alto”! 🇮🇹 🗳️ Quante volte, chiusi nel segreto della cabina elettorale, avete provato un fastidio e una rabbia immensa nel non poter scrivere liberamente “IL NOME E IL COGNOME” del politico che volevate mandare in Parlamento a rappresentare i vostri Diritti? Per decenni, a causa delle vergognose e maledette Leggi basate sulle “Liste Bloccate”, i cittadini italiani sono stati trattati come stupidi sudditi! Non si poteva più scegliere: ci veniva dato un Simbolo di Partito, e i Segretari decidevano segretamente (e a tavolino) quali amici e “nominati” calare dall’alto per piazzarli comodamente e senza sforzo sulle Poltrone d’Oro di Montecitorio e del Senato! Da oggi, questo “Schifo Antidemocratico” finisce per sempre! Con la reintroduzione ufficiale delle PREFERENZE DI VOTO, la Vera Sovranità e il Potere di scelta torna ferocemente nelle mani del Popolo! Saranno gli elettori a dover scrivere nome e cognome della persona da eleggere: i politici dovranno faticare, abbassare la testa e tornare ad ascoltare i problemi della gente per strada se vogliono i voti! A rivendicare con infinito Orgoglio Patriottico questa “Svolta Epocale e Storica” per la Democrazia è stato in queste ore il Vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli (storico esponente di Fratelli d’Italia)! E le sue parole sono state durissime pietre scagliate contro l’Ipocrisia degli avversari progressisti: “Quella delle preferenze è una Battaglia viscerale di Destra che noi portiamo avanti con le unghie e con i denti da decenni, fin dai tempi storici e lontani del MSI e di Alleanza Nazionale! La Sinistra ha sempre LETTERALMENTE SCHIFATO il voto di preferenza! Per anni hanno inventato sporche scuse accusando il popolo, per il timore di far scegliere alla povera gente. E oggi fingono ipocritamente di accodarsi! Noi abbiamo agito, e l’abbiamo spuntata!”. Un trionfo clamoroso della Democrazia Diretta raccontato senza filtri nel nostro articolo! 👇 ✍️ Voi cosa pensate di questo enorme cambiamento istituzionale? Siete d’accordo col fatto che fosse ormai insopportabile e vergognoso avere in Parlamento dei Deputati “nominati dalle amicizie delle Segreterie”, e che il popolo debba poter SCEGLIERE LIBERAMENTE le persone scrivendone il nome sulla scheda? Diteci la vostra opinione e sfogatevi nei commenti, CONDIVIDENDO ovunque questa fantastica Vittoria di libertà e Democrazia per tutti gli Italiani!

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Rampelli

Roma – C’è stata un’epoca, buia e frustrante per la politica italiana, in cui i cittadini venivano trattati come dei semplici “sudditi” chiamati passivamente alle urne. Per decenni, a causa di pessime leggi elettorali basate sulle famigerate e odiate “liste bloccate”, gli elettori sono stati letteralmente privati del diritto sacrosanto di scegliere il volto e il nome della persona da mandare in Parlamento. I deputati e i senatori venivano calati dall’alto, “nominati” a tavolino nelle fredde stanze delle segreterie di partito.
Oggi, finalmente, questo abominio antidemocratico sembra essere arrivato al capolinea. Con l’ufficiale approvazione e la storica reintroduzione delle Preferenze sulla scheda elettorale, la vera sovranità popolare torna fieramente nelle mani degli italiani. A rivendicare con infinito e viscerale orgoglio questa formidabile vittoria politica è stato il vicepresidente della Camera dei Deputati, Fabio Rampelli (esponente di spicco di Fratelli d’Italia), che non ha esitato a definire questo passaggio legislativo come una vera e propria «svolta epocale» per la nostra amata Nazione.

Il trionfo della democrazia diretta e la responsabilità

Nelle infuocate e appassionate dichiarazioni rilasciate ai margini della votazione, Rampelli ha voluto immediatamente tracciare il solco filosofico di questo grande successo. «Con l’approvazione odierna delle tanto attese preferenze, il nostro Paese continua in maniera decisa e orgogliosa nel vitale solco della democrazia diretta, della massima responsabilità e della governabilità», ha spiegato il vicepresidente.
Il concetto è cristallino: reintrodurre la possibilità per i cittadini di scrivere sulla scheda elettorale il cognome del candidato preferito obbligherà finalmente i politici a “metterci la faccia”, a sudarsi i voti per le strade e ad ascoltare i problemi reali del territorio, invece di nascondersi comodamente dietro l’ombra e l’ombrello protettivo del simbolo di partito.

Una battaglia nel sangue: dall’MSI fino a Fratelli d’Italia

Ma questa non è solo una vittoria tecnica, è la sublimazione di un ideale politico che la Destra italiana porta letteralmente nel sangue da generazioni. Rampelli non ha dimenticato le radici e le sofferenze di questa lunghissima marcia istituzionale, rivendicando la totale paternità del provvedimento.
«La sacrosanta introduzione delle preferenze è sempre stata, storicamente e visceralmente, una nostra intoccabile battaglia politica», ha ricordato con foga. «L’abbiamo combattuta strenuamente per decenni, in tutte le piazze d’Italia, anche quando ci chiamavamo con nomi storicamente diversi e portavamo le bandiere del MSI, di Alleanza Nazionale (AN), poi del PDL, e infine oggi, saldamente sotto le insegne di Fratelli d’Italia».

Il durissimo attacco alla Sinistra: “L’hanno sempre schifata”

E a chi in queste ore, specialmente tra i banchi dell’opposizione, tenta maldestramente di intestarsi o sminuire il risultato, Rampelli ha riservato una stoccata a dir poco spietata. Il vicepresidente ha smascherato senza alcun filtro i decenni di pura e totale ipocrisia delle fazioni progressiste italiane.
«La Sinistra ha sempre schifato la preferenza e la voce del popolo», ha accusato duramente l’esponente meloniano. «Per anni hanno inventato scuse e storie pretestuose sui fantomatici “rischi di corruzione” pur di non far votare i nomi agli italiani. Oggi, con la solita faccia tosta, fingono di chiederle e di appoggiarle, ben sapendo però che l’unica e vera formula vincente e praticabile in Parlamento era esattamente quella che ha voluto e difeso a spada tratta il Centrodestra».

“Il meglio è nemico del bene”: la politica dei fatti concreti

L’affondo finale di Rampelli è una lezione di sano e crudo pragmatismo politico, per zittire chiunque cerchi scuse per affossare le riforme in nome di un irrealizzabile “mondo perfetto” ideologico.
«C’è un vecchio e saggio proverbio che dice che il Meglio è sempre nemico del Bene», ha concluso sferzante il vicepresidente della Camera. «Loro, l’opposizione, fingevano in maniera utopica e irrealizzabile di volere “il meglio” per bloccare tutto. Noi di Fratelli d’Italia, invece, lavorando duro e dopo decenni di lotte estenuanti, abbiamo concretamente portato a casa “il bene”. Le preferenze, alla fine, sono servite. Abbiamo vinto».

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