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La Tarantella del Sud sbarca e trionfa in Croazia! Il “Trio Gušt” lancia “Tempi Passati”, il meraviglioso brano che fa rivivere la nostalgia delle tavolate in famiglia

“QUANTO ERANO BELLI E GIOIOSI I TEMPI PASSATI? QUANDO LE NOSTRE FAMIGLIE SI RIUNIVANO INTORNO AL TAVOLO TRA CIBO, VINO, RISATE E CHITARRE!”. Il bellissimo e commovente Brano musicale a ritmo di Tarantella che dalla Croazia ci ricorda la Nostalgia per le tradizioni Perdute! 🎸 🍷 🇭🇷 La Musica Folcloristica del Nostro amato Sud Italia ha un potere magico, ancestrale e travolgente, capace di abbattere qualsiasi Muro e di volare per centinaia di chilometri! La nostra famosa e immortale “Tarantella” ha letteralmente conquistato i Cuori e le classifiche anche sull’altra sponda del Mare Adriatico (In Croazia)! Il celebre e formidabile “Trio Gušt” (amatissimo Gruppo musicale originario della città di Spalato) ha infatti registrato, suonato e lanciato in radio un pezzo meraviglioso intitolato “Tempi Passati”. Si tratta di una spettacolare e pazzesca “Tarantella Moderna”, che mescola i ritmi vivaci e incalzanti del tamburello a una “Dolce Malinconia” che arriva diritta al Cuore! Ma qual è il messaggio Straordinario di questo “Ponte Culturale e Musicale” tra Croazia e Sud Italia? La canzone è un vero e proprio “INNO E OMAGGIO ALLA NOSTALGIA”!!! Un testo che ricorda e rimpiange amaramente (E a piena ragione!) i bei Tempi andati di una volta: quelle magiche, infinite e chiassose Tavolate che si organizzavano spessissimo in casa, di domenica o la sera, per riunire l’intera Famiglia o decine di Amici! Quei momenti spensierati, fatti di Cibo casereccio, litri di vino sincero, fragorose e meravigliose risate e vecchi Canti a squarciagola a fine Pasto! Un tempo in cui le nostre vite erano molto più povere, ma Umanamente “Più Vere” e Genuine rispetto alla freddezza della società moderna di oggi (In cui per colpa dei Cellulari e di internet siamo ormai totalmente isolati gli uni dagli altri e non ci parliamo quasi più nemmeno in Casa)! La canzone del Trio di Spalato ci insegna proprio questo: la Tarantella e l’Allegria non conoscono confini! Spegniamo la Tecnologia e ricominciamo a Riunirci a Tavola come una volta! Leggi tutta la storia di questo meraviglioso “Gemellaggio Musicale” sul nostro Articolo Emozionante! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche Voi (proprio come cantato meravigliosamente dai musicisti del Trio Gušt in questa stupenda Tarantella Croata) provate un’immensa e Sofferta “Nostalgia” ricordando le immense e lunghissime “Tavolate in famiglia” e i momenti spensierati e Veri dei Bei Tempi Passati? Siete d’accordo sul fatto che una volta ci si divertiva e si rideva davvero con le piccolissime cose e “guardandosi negli occhi”, mentre oggi la Modernità e la Tecnologia ci hanno resi Incredibilmente Ricchi di oggetti e di Internet ma Poverissimi, Gelidi e Tristi dal punto di vista del “Calore Umano”? Diteci la vostra sviscerando a fondo la Vostra Dolce Malinconia e i Vostri Ricordi Personali di quelle immense Cene in famiglia nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo formidabile Articolo Sulle vostre bacheche per Fare un Grandissimo Applauso e In Bocca al lupo Musicale agli amici Croati!

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Spalato (Croazia) – Ci sono melodie ancestrali, profondamente incise nel codice genetico del nostro amato Meridione, che possiedono una magia talmente travolgente da riuscire a scavalcare senza alcuno sforzo qualsiasi tipo di barriera linguistica o confine geografico. La Tarantella, simbolo indiscusso, fiero e immortale della tradizione musicale e popolare del Sud Italia, ha compiuto nelle ultime ore un vero e proprio “miracolo” culturale. Attraversando le acque salate del nostro mare, ha trovato inaspettatamente (ma meravigliosamente) una nuova e vibrante vita sull’altra sponda del Mar Adriatico, in terra croata. I grandissimi protagonisti di questa spettacolare operazione di fratellanza musicale sono i membri del celeberrimo Trio Gušt (storico e amatissimo gruppo originario della stupenda e solare città di Spalato). La band ha infatti appena registrato, prodotto e pubblicato ufficialmente in radio e su tutte le piattaforme un nuovissimo brano dal sapore inconfondibile, intitolato nostalgicamente e profeticamente “Tempi passati”.

Il ponte sull’Adriatico: la Tarantella Moderna

La scommessa musicale del formidabile gruppo spalatino è stata quella di prendere l’energia vitale, esplosiva e quasi tribale della Tarantella napoletana e pugliese, riadattandola e trasformandola abilmente in un particolarissimo brano di “tarantella moderna”.
Con l’uscita in pompa magna di questa meravigliosa canzone, il Trio Gušt non si è limitato a scrivere uno spartito o a lanciare il “tormentone” di fine estate, ma ha letteralmente costruito un solidissimo e invisibile ponte culturale tra le due sponde del mare. L’Italia meridionale e la costa croata, due popoli storicamente e commercialmente vicini, si scoprono così uniti dalla stessa, identica identità mediterranea, scoprendo che la musica folcloristica possiede la forza divina di azzerare i chilometri di distanza.

“Tempi Passati”: l’inno e la dolce malinconia dei ricordi

Ma è ascoltando il testo e facendosi cullare dalla musica di “Tempi passati” che scatta il vero brivido lungo la schiena dell’ascoltatore. La canzone del Trio Gušt è un vero e proprio omaggio struggente e meraviglioso agli anni che furono.
In questo brano, i ritmi folli, vivaci e incalzanti tipici dei tamburelli della Tarantella si vanno paradossalmente (e magicamente) a intrecciare con un filo sottile ma resistentissimo di dolce malinconia. Il testo celebra e rimpiange quei “bei tempi andati”, quelle epoche storiche non troppo lontane in cui le nostre vite (e soprattutto i nostri legami umani) erano infinitamente più semplici e autentiche rispetto alla gelida frenesia digitale del nostro mondo moderno, dove siamo perennemente connessi al cellulare ma drammaticamente soli e isolati in casa.

La Magia dello stare insieme: le antiche riunioni di Famiglia

Il cuore pulsante del brano è una “fotografia” perfetta che ogni famiglia del Sud (e della costa croata) conserva gelosamente nell’album dei propri ricordi. Tempi passati ricorda le sere in cui ci si riuniva spessissimo, quasi ogni domenica, in case magari umili ma strabordanti di amore, calore e umanità. Le famose e infinite tavolate domenicali tra parenti e amici, dominate dai profumi del buon cibo fatto in casa, dai litri di vino sincero, dagli scherzi fragorosi, dalle risate infinite e, soprattutto, dalle chitarre che spuntavano fuori magicamente a fine pasto per intonare vecchie canzoni a squarciagola.
Il capolavoro del Trio Gušt, dunque, non deve essere assolutamente visto come un semplice (e triste) omaggio al passato, ma come un potentissimo invito al futuro. La loro Tarantella è una supplica al mondo moderno: fermiamoci, spegniamo questi freddi schermi dei cellulari e ricominciamo a invitarci a casa. Riscopriamo il calore umano delle antiche riunioni amicali, riscopriamo la gioia di cantare insieme. Perché la vera felicità, così come la Tarantella, non conosce alcun confine.

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L’Italia più bella riapre i suoi tesori segreti: per due mesi “Monumenti Aperti 2026” spalanca 800 meraviglie in 85 Comuni dalla Valle d’Aosta alla Sicilia

L’Italia più bella e segreta riapre le sue porte per una trentesima edizione da record assoluto! 🏛️🗝️✨ Dal 19 settembre all’8 novembre torna la stagione autunnale di “Monumenti Aperti 2026”, lo straordinario viaggio culturale gratuito coordinato da Imago Mundi OdV che spalancherà ben 800 monumenti in 85 Comuni della penisola. Un cartellone pazzesco con il patrocinio di Senato, Camera e Ministero, che vedrà gli studenti guidare i visitatori tra i laboratori di restauro del MIND a Milano, i giardini segreti del Redentore a Venezia, i vicoli della Kalsa a Palermo, le opere di Maria Lai a Ulassai e i capolavori del Rinascimento a Ferrara e dell’antica Teate a Chieti. Un’oasi di pura passione per difendere la nostra terra: scoprite il calendario completo nel nostro articolo! 👇❤️🇮🇹

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Ferrara-phGiacomoBrini Chiesa di San Carlo

Roma – Ci sono momenti in cui il patrimonio artistico e architettonico di una nazione smette di essere un freddo museo statico custodito sotto chiave per farsi materia viva, esercizio di democrazia e risorsa terapeutica contro l’isolamento sociale. Una terra non raccontata è una terra che non esiste, e la memoria storica di un borgo o di una metropoli si salva dall’oblio solo quando le comunità, le famiglie e le nuove generazioni scelgono di riappropriarsi dei propri spazi urbani, trasformandoli in salotti di cittadinanza consapevole. Dopo la pausa estiva, da sabato 19 settembre fino a domenica 8 novembre 2026, prende ufficialmente il via lo straordinario capitolo autunnale della trentesima, storica edizione di Monumenti Aperti. Una mobilitazione civile ed estetica di portata imponente che quest’anno taglia il traguardo del suo trentennale coinvolgendo ben 800 monumenti storici, 85 Comuni e tutte le 20 regioni d’Italia, con visite guidate completamente gratuite per il pubblico.

La monumentale manifestazione nazionale, coordinata sul piano operativo ed etico dall’Associazione Imago Mundi OdV, viaggia da tre decenni con il prestigioso riconoscimento della Medaglia di Rappresentanza della Presidenza della Repubblica Italiana e, per questo capitolo 2026, si poggia sui solenni patrocini del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Ministero della Cultura e del Ministero del Turismo. Il filo conduttore dell’edizione è racchiuso nel titolo programmatico “Generazione Monumenti Aperti. Una questione d’amore per la nostra terra”, un visual anchor che trova la sua perfetta sintesi nell’opera d’arte contemporanea intitolata “In tasca solo pezzi di casa”, firmata dall’artista Maria Jole Serreli in una fitta e trasparente collaborazione scientifica con il Museo MUACC dell’Università di Cagliari, concepita per educare all’accoglienza e limitare l’esodo delle migliori intelligenze dei territori.

Dalla cripta medievale di Aosta ai laboratori d’avanguardia del MIND di Milano

Il ruolino di marcia di questa oasi di spensieratezza e cultura si accenderà il fine settimana del 19 e 20 settembre ad Aymavilles, alle porte di Aosta, dove il Complesso monumentale di Saint-Léger aprirà le porte della sua leggendaria cripta altomedievale del IX-X secolo, una delle testimonianze architettoniche più antiche e affascinanti della Valle d’Aosta. Venerdì 25 settembre la carovana della memoria sbarcherà a Milano, penetrando nel cuore pulsante del MIND (Milano Innovation District). Qui, gli studenti della prestigiosa Scuola di Restauro di Botticino guideranno i visitatori all’interno dei propri laboratori operativi, mostrando in totale trasparenza come la ricerca scientifica, le tecnologie digitali e la sensibilità storico-artistica si uniscano per rigenerare e proteggere le opere d’arte, siglando un passaggio di consegne generazionale sul dovere della tutela pubblica.

Sabato 26 settembre la manifestazione toccherà Venezia, svelando un volto intimo, verde e sorprendente della Laguna. Dietro la celebre Chiesa del Redentore, alla Giudecca, la Venice Gardens Foundation aprirà eccezionalmente lo storico Orto Giardino del Convento: un ettaro monumentale di biodiversità contadina appena restaurato, dove i viandanti cammineranno tra pergolati di viti, rose rampicanti, ulivi secolari e piante officinali fino a raggiungere la splendida Vasca delle Ninfee. Nello stesso weekend del 26 e 27 settembre, le aperture interesseranno l’Antiquarium di Gravellona Toce in Piemonte, per poi scortare il pubblico nei giorni del 3 e 4 ottobre alla scoperta della suggestiva Badia di Dulzago a Bellinzago Novarese, e il 10 e 11 ottobre tra le torri del Nuraghe Diana a Quartu Sant’Elena in Sardegna e a Villa Rey a Torino.

Il gemellaggio della bellezza: la Kalsa di Palermo e il decimo anniversario di Ferrara

Il fine settimana di sabato 17 e domenica 18 ottobre si preannuncia come uno dei più ricchi e travolgenti dell’autunno, unendo in un ideale abbraccio transnazionale il Nord e il Sud della penisola. A Palermo, i laboratori dei volontari condurranno i visitatori nel ventre del quartiere storico della Kalsa, spalancando quattro santuari della memoria urbana e religiosa: la Chiesa di Santa Teresa, Santa Maria della Pietà, il suggestivo fascino scoperchiato di Santa Maria dello Spasimo e la Chiesa dei Santi Euno e Giuliano. Contemporaneamente, nel borgo-museo di Ulassai in Ogliastra, l’eredità artistica ed ecologica di Maria Lai tornerà a vibrare lungo le tappe del Lavatoio Comunale e del CaMuC (Casa Museo Cannas), dove i fili bianchi e i telai si fanno scudo contro l’intolleranza sociale, unendo il territorio alle sue radici pastorali.

Nelle stesse giornate, Ferrara spegnerà le sue prime dieci candeline all’interno del circuito di Monumenti Aperti. La decima edizione estense verrà inaugurata solennemente venerdì 16 ottobre alle ore 18:00 nel Palazzo Municipale, per poi regalare alla cittadinanza l’accesso esclusivo alla meravigliosa Chiesa di San Carlo (normalmente chiusa al pubblico), alla Basilica rinascimentale di San Francesco firmata dall’architetto Biagio Rossetti, alla Scuola Primaria razionalista “Alda Costa” e alla restaurata Palazzina Marfisa d’Este. Il viaggio del 17 e 18 ottobre toccherà anche le Cripte della Misericordia a Santa Maria del Molise e il Museo Papa Pio XII a Siracusa, per poi spostarsi il 23 ottobre nel Trentino, a Faver, alla scoperta dei percorsi murali.

Dall’Art Nouveau di Trieste ai segreti sotterranei dell’antica Teate a Chieti

Sabato 24 ottobre i riflettori si accenderanno su Trieste con l’apertura straordinaria della Cappella della Santissima Trinità all’interno del Palazzo Vescovile. Realizzato nel 1913 dal genio dell’architetto Ivan Vurnik e impreziosito dai dipinti geometrici di Helena Kottler, questo spazio si configura come un gioiello nascosto della Secessione viennese e dell’Art Nouveau, dominato da un’abbagliante bicromia in bianco e oro. Nel medesimo fine settimana del 24 e 25 ottobre, la spensieratezza e il merito culturale invaderanno il Complesso di San Domenico a Benevento, Villa Rendano a Cosenza, lo storico Teatro La Rondinella a Montefano e le strade di Treviso, giungendo anche a Roma per celebrare i murales del Museo di Arte Urbana sulle Migrazioni.

Il ponte di Ognissanti, sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre, vedrà scendere in trincea i giovani ciceroni di Nuoro e soprattutto della fiera città di Chieti. Nell’antica Teate l’itinerario connetterà secoli di storia e funzioni civili unendo le sale monumentali di Palazzo de’ Mayo, il velluto rosso dello storico Teatro Marrucino, l’Esedra dell’ex Pescheria, l’ex Chiesa delle Crocelle, il prestigioso Convitto Nazionale “G.B. Vico” e le pietre archeologiche del Teatro Romano. La rassegna si chiuderà ufficialmente il 7 e 8 novembre tra le installazioni contemporanee del Parco del Pollino a Latronico in Basilicata, il Torrione Angioino di Bitonto in Puglia e il Convento delle Bettine a Campi Bisenzio in Toscana. Tutti i dettagli e gli orari sono già consultabili scaricando l’applicazione ufficiale dal portale www.monumentiaperti.com. Spegnete gli smartphone e preparate i taccuini: l’autunno italiano vi aspetta per dimostrare che la grande bellezza appartiene a chi la sa raccontare.

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Trionfo dell’Arte Italiana in Francia! Il Maestro Paolo Cavallone firma la Prima Mondiale di “D’après Fauré” a Quiberon. Venezia ospite d’Onore

IL TRIONFO DELLA MUSICA ITALIANA IN FRANCIA! Il Grande Compositore Paolo Cavallone sbarca in Bretagna per la Prima Esecuzione Mondiale del suo nuovo Capolavoro Assoluto! E il “Conservatorio di Venezia” è l’Ospite d’Onore del Festival! 🎻 🇮🇹 🇫🇷 L’Italia non è soltanto la nazione della Buona Cucina o dell’Arte Antica, ma è ancora oggi (Nonostante i pochissimi fondi statali alla Cultura) un inesauribile “Bacino di Geni” musicali che il mondo intero ci Invidia disperatamente! Domenica 27 Settembre, la suggestiva e bellissima città di Quiberon (In Bretagna, Francia) ospiterà uno degli appuntamenti Culturali più prestigiosi a livello Europeo: il Festival “Les Musicales de Quiberon”. E chi sarà la Star assoluta dell’Evento? Il nostro grandissimo, celebrato e Geniale compositore PAOLO CAVALLONE! Il famosissimo e Leggendario fagottista e direttore d’Orchestra Francese, Pascal Gallois, ha commissionato direttamente a Cavallone il delicatissimo e titanico compito di riscrivere e “riplasmare” in chiave emotiva e moderna un monumento storico della musica transalpina (“Après un rêve” di Gabriel Fauré). Il risultato finale di questo lavoro? Il brano “D’Après Fauré”, un capolavoro assoluto in cui l’Anima Francese si mescola agli echi affascinanti della grande Musica d’Avanguardia Italiana! E per eseguire al meglio in Prima Mondiale questa partitura difficilissima, sono stati chiamati i nostri migliori “Giovani Talenti”! L’organizzazione francese ha infatti voluto il “Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia” (Dove Cavallone è peraltro docente) come Ospite d’Onore speciale 2026: sul palco saliranno i fenomenali ragazzi italiani del TRIO DELLA SERENISSIMA (Carlo Maria Vianello Mirabello, Leonardo Mariotto e Costanza Battistella) per lasciare i francesi a Bocca Aperta!!! Leggi tutta l’incredibile genesi musicale di questo Capolavoro Contemporaneo che unisce la Francia all’Italia nel nostro elegantissimo e Culturale Articolo Esclusivo! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche a Voi, leggendo queste bellissime Notizie, si riempie il Cuore di infinito e Sano Orgoglio Patriottico sapendo che i nostri grandissimi Compositori Contemporanei e i nostri valorosissimi Studenti di Conservatorio (Nonostante le enormi difficoltà in cui versa lo Stato) vengono osannati, scelti e applauditi come “Star” nei Paesi Stranieri? Diteci la vostra sviscerando a fondo il Vostro Amore per la Cultura Italiana nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo Articolo per diffondere il nostro Patriottismo e fare un Meraviglioso IN BOCCA AL LUPO a questi Geni della Musica in vista del 27 Settembre!

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PaoloCavallone_PascalGallois_©PhilippeGontier

Roma – C’è un linguaggio universale e magico che non ha bisogno di dizionari, che non conosce i freddi confini tracciati sulle mappe geografiche e che ha il potere immenso di unire i popoli e le anime: la Musica. E quando il Genio assoluto della composizione italiana valica le Alpi per essere celebrato e richiesto a gran voce in terra straniera, il nostro cuore non può che gonfiarsi di un grandissimo e giustificato orgoglio patriottico. Domenica 27 settembre 2026, l’incantevole cittadina di Quiberon (nella suggestiva regione della Bretagna, in Francia) si trasformerà nell’ombelico del mondo culturale europeo. Nel corso dell’attesissima e prestigiosa dodicesima edizione del Festival “Les Musicales de Quiberon”, andrà infatti in scena un evento storico per la nostra arte: la Prima Esecuzione Mondiale assoluta di “D’après Fauré”, il nuovo e straordinario capolavoro per trio d’archi scritto dal Maestro Paolo Cavallone, compositore italiano unanimemente riconosciuto tra le voci più autorevoli, brillanti e geniali del nostro tempo.

L’incontro tra due Giganti: Cavallone e Pascal Gallois

La genesi di questa affascinante e complessa opera contemporanea nasce da un sodalizio artistico indissolubile, quello tra l’Italia e la Francia. A commissionare personalmente il nuovo lavoro a Cavallone, infatti, è stato il celeberrimo fagottista, solista e direttore d’orchestra francese Pascal Gallois, attuale Direttore Artistico del Festival (da lui stesso fondato nel 2015).
Gallois non è un musicista qualunque: è una vera e propria leggenda vivente del repertorio contemporaneo, un artista che nella sua stellare carriera ha tenuto a battesimo le opere di mostri sacri come Pierre Boulez, Wolfgang Rihm e il nostro indimenticato Luciano Berio. Proprio spinto dal desiderio viscerale di unire la solida tradizione musicale alle nuove, inesplorate frontiere della creazione contemporanea, Gallois ha affidato a Cavallone l’arduo compito di rileggere in chiave moderna uno dei riferimenti assoluti e intoccabili della musica francese.

La Magia di “D’après Fauré”: smontare e ricreare un Mito

Ma cosa si nasconde dietro le note di questo attesissimo brano? L’opera di Paolo Cavallone prende spunto dal celeberrimo “Après un rêve” del grande compositore transalpino Gabriel Fauré. Tuttavia, Cavallone non si limita banalmente a “citare” l’opera originale. Egli agisce come un sublime scultore del suono: plasma la materia musicale di Fauré, la scompone, la trasforma e ce ne restituisce un’immagine totalmente nuova e cangiante, osservata da una prospettiva emozionale in continua mutazione.
All’interno di questo magico flusso sonoro, le orecchie più attente e sensibili del pubblico potranno scorgere echi lontani, affascinanti e struggenti che richiamano alla memoria la grandiosa tradizione della musica italiana d’avanguardia (da Luciano Berio fino a Luigi Nono). La memoria storica non viene cancellata, ma diventa argilla viva per plasmare il futuro.

Il Trio della Serenissima: i talenti di Venezia sbarcano in Bretagna

Per dare voce a una partitura così complessa, stratificata e ambiziosa, servivano musicisti d’eccezione. E l’orgoglio nazionale raddoppia sapendo che il Festival di Quiberon ha scelto proprio il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia come Ospite d’Onore assoluto dell’edizione 2026.
Il durissimo compito (e il grandissimo onore) di eseguire in Prima Mondiale il brano di Cavallone spetterà ai formidabili talenti italiani del Trio della Serenissima (composto dal violinista Carlo Maria Vianello Mirabello, dal violista Leonardo Mariotto e dalla violoncellista Costanza Battistella). La prestigiosissima presenza veneziana (guidata attualmente dal direttore Roberto Gottipavero, che cederà il timone a Chiara Staibano dal prossimo novembre) impreziosisce enormemente il ponte culturale tra le due nazioni. D’altronde, il legame artistico e umano tra il Maestro Cavallone (già docente di composizione proprio al Conservatorio di Venezia) e la regione della Bretagna ha radici profonde. Dopo gli straordinari successi planetari dell’opera teatrale “Il D’Annunzio Segreto” e la pubblicazione del CD “Miroirs d’esquisses”, il compositore torna da trionfatore in una terra che aveva già imparato ad amare la sua musica grazie alle collaborazioni con l’Orchestre National de Bretagne. Domenica 27 settembre, a Quiberon, suonerà forte il cuore dell’Italia.

(Nota: la foto del Maestro Paolo Cavallone in compagnia di Pascal Gallois è opera del fotografo Philippe Gontier – Riproduzione riservata).

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La capitale mondiale del pianoforte si accende sul Lago d’Iseo: a Lovere il “Tadini Piano Competition” unisce Russia, Ucraina e Cina a colpi di note

I più grandi giovani talenti del pianoforte mondiale si sfidano sul Lago d’Iseo nel segno della pace e del merito! 🎹🏆✨ Dal 23 al 25 settembre l’Accademia Tadini di Lovere (BG) ospita la 10ª edizione del Tadini International Piano Competition, con ben 17 concorrenti su 18 provenienti dall’estero (tra cui Cina, Giappone e uniti nello stesso abbraccio Russia e Ucraina). In palio borse di studio da 5.000 euro e contratti pazzeschi con l’Orchestra Filarmonica della Calabria per la stagione 2027. Giuria d’élite presieduta da Vincenzo Balzani e gran finale sabato 26 settembre con il Concerto di Gala gratuito. Un’oasi di grande arte tra le sculture di Canova, scoprite tutti i dettagli nell’articolo! 👇❤️🇮🇹

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Tadini International Piano Competition

Lovere (BG) – Ci sono tasti d’avorio e d’ebano che quando vengono sfiorati con onestà intellettuale e rigore tecnico possiedono il potere magico e terapeutico di abbattere i confini geografici, azzerando le nevrosi dei conflitti geopolitici per unire popoli distanti in un unico, immenso e trasparente abbraccio universale. La musica classica, quando si fa interprete del merito e del talento giovanile, diventa la risorsa etica più potente a difesa della pace e della civiltà contemporanea. Da mercoledì 23 a venerdì 25 settembre 2026, lo splendido e fiero borgo di Lovere, gemma paesaggistica affacciata sulla sponda bergamasca del Lago d’Iseo e inserito a pieno titolo tra i “Borghi più belli d’Italia”, si trasformerà nella capitale mondiale del pianoforte ospitando la decima, storica edizione del Tadini International Piano Competition.

Il prestigioso concorso internazionale, che taglia il traguardo del suo primo decennio di vita ininterrotta, è ideato e organizzato con viscerale passione dalla Vincenzo Balzani Foundation, in stretta e fruttuosa collaborazione strategica con l’Associazione Pianofriends e la gloriosa Accademia Tadini di Lovere. Le durissime prove eliminatorie e le semifinali della kermesse si svolgeranno all’interno della suggestiva e monumentale Sala degli Affreschi dell’Accademia, con un’architettura acustica d’eccellenza e un ingresso completamente libero e gratuito aperto al pubblico, offrendo a residenti, famiglie e viandanti la possibilità unica di ascoltare dal vivo i futuri maestri del concertismo mondiale, taccuino alla mano.

Dalla trincea di Kiev a Pechino: la diplomazia della tastiera azzera i conflitti

A rendere straordinaria e densa di significato etico questa decima edizione è l’eccezionale e rigorosa selezione dei partecipanti. Su diciotto pianisti d’élite ammessi alle fasi finali del concorso, ben diciassette provengono dall’estero, riducendo la presenza italiana a un solo, coraggioso rappresentante. Il palcoscenico del Lago d’Iseo vedrà incrociare gli sguardi e gli spartiti di ragazzi giunti da Cina, Taipei, Giappone, Regno Unito, Danimarca, Svizzera e, in un cortocircuito emotivo di devastante impatto civile, vedrà sfidarsi fianco a fianco prodigi arrivati da Russia e Ucraina. I dati d’altronde parlano chiaro e non lasciano spazio alla retorica: laddove la diplomazia dei governi fallisce, la musica edifica ponti indistruttibili di fratellanza trasparente.

I Criteri di valutazione e il verdetto insindacabile sul merito artistico saranno gestiti da una giuria internazionale d’altissimo profilo accademico, composta da docenti e solisti di fama planetaria. La cabina di regia e la presidenza della commissione sono affidate al maestro italiano Vincenzo Balzani, che sarà affiancato nelle sessioni d’ascolto da Xing Chang (Cina), Vsevolod Dvorkin (Russia), Luca Trabucco (Italia) e Philippe Raskin (Belgio). Un team d’élite chiamato a radiografare i soft skill, la maturità espressiva e la capacità dei candidati di governare la tastiera senza cedere alle nevrosi della competizione pura.

In palio 5.000 euro e il debutto con l’Orchestra Filarmonica della Calabria

Il Tadini International Piano Competition si distingue nel panorama dei concorsi europei perché rifiuta le logiche dei premi effimeri o fini a se stessi, proponendosi come un reale e concreto trampolino di lancio per l’inserimento stabile dei giovani nel mercato del lavoro concertistico. La Vincenzo Balzani Foundation metterà in palio borse di studio per un valore complessivo di 5.000 euro a sostegno della formazione permanente dei vincitori. Ma la vera e propria svolta professionale risiede nel pacchetto di opportunità artistiche legato ai primi tre gradini del podio per la stagione 2027, un programma pluriennale che blinda il futuro dei ragazzi:

  • 1° Classificato: Conquisterà l’incredibile privilegio di esibirsi come solista in ben due concerti ufficiali con orchestra sinfonica, grazie alla joint venture strategica siglata con l’Orchestra Antonio Vivaldi e con la prestigiosa Orchestra Filarmonica della Calabria.
  • 2° e 3° Classificato: Riceveranno dall’associazione Pianofriends l’opportunità di tenere un recital solistico intero all’interno del cartellone delle stagioni concertistiche ufficiali del circuito.

Il Concerto di Gala e i tesori di Canova: come vivere la settimana della musica

Il gran finale di questa esaltante settimana di alta cultura si consumerà sabato 26 settembre 2026, a partire dalle ore 20:30, all’interno del regale e sontuoso Salone dei Concerti dell’Accademia Tadini. Il Concerto di Gala, anch’esso a ingresso completamente libero fino a esaurimento posti, vedrà salire sul palco i trionfatori assoluti del concorso, pronti a regalare al pubblico una notte di spensieratezza e di eccellenza pianistica indimenticabile. La manifestazione si configura inoltre come un’occasione unica per i turisti e i residenti di riscoprire il patrimonio artistico locale, potendo abbinare l’ascolto dei notturni di Chopin alla visita delle sale del Museo dell’Accademia Tadini, che custodisce gelosamente capolavori immortali firmati da Antonio Canova e Francesco Hayez.

Spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e regalatevi un viaggio a Lovere negli ultimi giorni di settembre. Salire lo scalone dell’Accademia Tadini mentre i flussi delle note si propagano verso le acque del lago significa respirare la storia e riscoprire l’onestà intellettuale del gesto artistico. Il domani del pianismo internazionale passa da Bergamo, ed è pronto a dimostrare che la grande bellezza sa ancora come salvare il mondo, un accordo alla volta.

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