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Cronaca

Tragedia a Cagnano Amiterno, muore operaio di 30 anni caduto dal ponteggio: l’allarme di Enbital sull’aumento degli incidenti nei cantieri dell’Aquila

Tragedia sul lavoro a Cagnano Amiterno: un operaio di soli trent’anni è morto a seguito delle gravi lesioni riportate precipitando da un ponteggio. Durissima la presa di posizione di Enbital con l’ingegner Paolo Provino: allarmante aumento degli incidenti nei cantieri edili, la sicurezza deve tornare a essere l’asse portante non negoziabile 👇

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Sicurezza Lavoro

L’Aquila – Una nuova, dolorosa ferita scuote la provincia dell’Aquila e riaccende con drammatica urgenza il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. A Cagnano Amiterno, comune dell’Alto Aterno impegnato da anni nelle complesse opere di ricostruzione post-sisma, un giovane operaio edile di appena trent’anni ha perso la vita a seguito delle gravissime lesioni riportate dopo essere precipitato nel vuoto da un ponteggio. Il decesso, sopraggiunto a distanza di alcuni giorni dal drammatico incidente nonostante i disperati tentativi dei sanitari di strapparlo alla morte, ha gettato nello sconforto l’intera comunità locale e riaperto il fronte della denuncia sulle condizioni operative all’interno dei cantieri edili del territorio abruzzese e nazionale.

La denuncia di Enbital: la sicurezza non è una formalità né una voce di spesa

Sulla tragedia è intervenuto con fermezza l’Enbital (Ente Nazionale Bilaterale), richiamando l’intero sistema produttivo e istituzionale alla responsabilità morale e giuridica di azzerare i fattori di rischio nelle lavorazioni in quota. A farsi portavoce della presa di posizione dell’ente è l’ingegnere Paolo Provino, che ha espresso profondo cordoglio per la giovane vita spezzata, tracciando al contempo un quadro allarmante sull’andamento infortunistico recente: «I dati statistici e i recenti fatti di cronaca evidenziano un aumento estremamente preoccupante di questo tipo di incidenti all’interno dei cantieri edili», ha dichiarato con nettezza Provino.

«La sicurezza sul lavoro non può e non deve mai essere considerata un costo accessorio, un intralcio operativo o una semplice formalità burocratica da assolvere sulla carta, bensì l’asse portante e imprescindibile di qualsiasi attività esecutiva. Di fronte al ripetersi intollerabile di simili episodi, occorre un cambio di passo immediato e concreto: la salvaguardia fisica dei lavoratori esige un’applicazione rigorosa e intransigente dei protocolli di protezione, il controllo continuo e certificato delle strutture provvisionali e delle attrezzature, e soprattutto un investimento strutturale e costante nella formazione tecnica e nella consapevolezza operativa di tutte le maestranze impiegate nei cantieri».

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I rischi del lavoro in quota e la vulnerabilità dei cantieri della ricostruzione

Il dramma consumatosi a Cagnano Amiterno evidenzia ancora una volta come le cadute dall’alto continuino a rappresentare la prima causa di infortunio mortale nel comparto delle costruzioni in Italia. Nei territori del cratere sismico abruzzese, caratterizzati dalla presenza simultanea di centinaia di cantieri pubblici e privati per la ricostruzione post-terremoto, la gestione delle impalcature e dei sistemi anticaduta richiede un rigore metodologico assoluto. La fretta nell’avanzamento dei lavori, le pressioni sui cronoprogrammi e il ricorso a catene di subappalti spesso frammentate rischiano di abbassare la soglia di guardia su verifiche tecniche che possono fare la differenza tra la vita e la morte.

I protocolli di sicurezza impongono che ogni ponteggio sia sottoposto a verifica preliminare prima della messa in esercizio, con schemi di montaggio conformi al PiMUS (Piano di Montaggio, Uso e Smontaggio) e controlli periodici sullo stato di ancoraggi, parapetti, fermapiedi e linee vita. A questo deve affiancarsi l’uso corretto e inderogabile dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) di terza categoria, a cominciare dalle imbracature dotate di assorbitori di energia con doppio cordino di sicurezza, indispensabili per trattenere l’operatore in caso di sbilanciamento accidentale.

Formazione continua e vigilanza capillare: la ricetta di Enbital per fermare la strage

L’Enbital ha ribadito con forza che la prevenzione non si costruisce moltiplicando adempimenti meramente formali, ma diffondendo una cultura autentica della sicurezza partecipata. Troppo spesso la formazione viene vissuta come un passaggio burocratico slegato dalla realtà operativa, mentre è proprio sul campo che le maestranze devono acquisire la capacità di riconoscere tempestivamente i rischi specifici e pretendere condizioni operative sicure prima di salire su un piano di lavoro sopraelevato.

«Soltanto attraverso una vigilanza capillare, una pianificazione preventiva scrupolosa e una chiara responsabilizzazione etica e giuridica di committenti, datori di lavoro, coordinatori della sicurezza e tecnici esecutori sarà possibile arrestare questa inaccettabile scia di sangue», conclude la nota dell’Ente. La tragica scomparsa dell’operaio di Cagnano Amiterno non può essere archiviata come una fatalità: rappresenta l’ennesimo richiamo corale affinché il lavoro torni a essere garanzia di futuro, dignità e sussistenza, e mai più luogo di pericolo e lutto per le famiglie.

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Cronaca

Capitanata paralizzata dalla protesta degli autotrasportatori: l’allarme di Masselli (Stilmarmo) sul caro carburanti e la pietra di Apricena: «Situazione peggiore del Covid»

La Capitanata è bloccata dalla protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti. Durissimo l’allarme di Alfonso Masselli di Stilmarmo da Apricena: «Situazione peggiore del Covid, scaffali vuoti e media nazionali colpevolmente silenti». Vertice unitario tra aziende lapidee e sindacati per chiedere un tavolo d’urgenza al Governo 👇

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Protesta degli autotrasportatori

Apricena – La provincia di Foggia è sull’orlo del blocco totale delle attività produttive e dell’approvvigionamento dei beni di prima necessità. L’ondata di protesta contro l’insostenibile impennata del costo dei carburanti, guidata dalle categorie degli autotrasportatori e del mondo agricolo, sta paralizzando i principali snodi viari e autostradali della Capitanata, creando una situazione di emergenza logistica che rischia di strangolare l’economia del territorio. A farsi portavoce del gravissimo grido d’allarme che giunge dal tessuto imprenditoriale pugliese è Alfonso Masselli, responsabile delle relazioni esterne del Gruppo Stilmarmo di Apricena, che denuncia l’inerzia della politica e quello che definisce un inaccettabile silenzio da parte dei grandi organi d’informazione nazionali.

L’allarme di Alfonso Masselli: scaffali vuoti, pompe a secco e silenzio dei media

I toni usati da Masselli riflettono la drammaticità delle ore che si stanno vivendo nel Foggiano: «Stiamo vivendo una situazione di caos e di vera e propria emergenza, addirittura superiore a quella vissuta nei giorni più bui della pandemia da Covid-19», ammonisce il dirigente di Stilmarmo. «In quel periodo drammatico, pur tra mille difficoltà, c’era una regia politica nazionale che governava i processi e garantiva i corridoi minimi di rifornimento, a differenza di oggi in cui regna il disinteresse. Siamo senza gasolio e nell’impossibilità materiale di far partire i camion e consegnare le merci».

L’accusa più pesante lanciata da Masselli punta direttamente al disinteresse dei vertici dell’informazione centrale: «Sono profondamente sconcertato dal silenzio colpevole del servizio pubblico radiotelevisivo e delle grandi testate nazionali. Nei supermercati del nostro territorio gli scaffali dei beni alimentari cominciano a essere desolatamente vuoti e le stazioni di rifornimento sono a secco. Cos’altro deve accadere prima che il governo e la Rai decidano di occuparsi di una crisi che coinvolge decine di migliaia di famiglie, imprese e lavoratori?».

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Il polo lapideo di Apricena sotto scacco: marmi fermi nei piazzali e contratti a rischio

A pagare il prezzo più salato della paralisi è il distretto industriale di Apricena, secondo polo estrattivo lapideo d’Italia e comparto strategico per l’export manifatturiero nazionale. La pietra naturale di Apricena alimenta una complessa catena di valore che va dalle cave di estrazione ai laboratori di taglio e lucidatura, fino alla commercializzazione di lastre e blocchi verso i mercati di tutto il mondo. Un’industria pesante che dipende interamente dalla disponibilità immediata di gasolio per azionare macchinari da decine di tonnellate e dal flusso costante dei mezzi pesanti per raggiungere gli scali ferroviari e i porti commerciali.

I blocchi stradali hanno di fatto congelato le spedizioni. I piazzali delle aziende sono saturi di materiale lavorato pronto per la consegna ma impossibilitato a partire, con penali miliardarie che rischiano di abbattersi sulle imprese per il mancato rispetto dei cronoprogrammi concordati con i committenti esteri. Un danno economico che, giorno dopo giorno, minaccia la stabilità finanziaria delle aziende e la tenuta occupazionale di migliaia di addetti diretti e dell’indotto.

Aziende e sindacati uniti: il vertice di Apricena con Feneal Uil, Fillea Cgil e Filca Cisl

Di fronte alla gravità della situazione, il mondo datoriale e le rappresentanze dei lavoratori hanno scelto la via dell’unità d’intenti. Nella sede legale del Gruppo Stilmarmo si è tenuto un vertice straordinario che ha visto seduti allo stesso tavolo gli imprenditori del settore marmi e i segretari provinciali dei sindacati edili. All’incontro hanno preso parte Antonio Mobilio per Canali Marmi, Alfonso Masselli per Stilmarmo, Giovanni Pizzicoli per Pizzicoli Marmi, Severino Minischetti per la Feneal UIL, Savino Tango per la Fillea CGIL e Giuseppe Villani per la Filca CISL.

Il confronto ha sancito la piena convergenza tra industria e parti sociali: la protesta degli autotrasportatori e degli agricoltori è riconosciuta come pienamente legittima nei suoi contenuti – schiacciata da rincari energetici che hanno eroso ogni margine di sopravvivenza economica –, ma la gestione dell’emergenza non può essere abbandonata alle sole dinamiche locali. Imprese e sindacati hanno ribadito la necessità di salvaguardare al tempo stesso il diritto di sciopero, la sopravvivenza delle fabbriche e la tutela dei livelli salariali dei lavoratori, messi a repentaglio dalla fermata forzata degli impianti.

L’appello al Governo e alla Prefettura: serve un tavolo di crisi nazionale

La conclusione del vertice di Apricena si è tradotta in una richiesta formale indirizzata al Prefetto di Foggia, alla presidenza della Regione Puglia e ai ministeri competenti (Infrastrutture, Trasporti e Imprese): istituire con urgenza un tavolo di coordinamento nazionale che intervenga sul nodo del caro accise e definisca corridoi logistici protetti per consentire il transito del carburante e delle forniture essenziali.

«Non possiamo permetterci di restare isolati dal resto del Paese», è la voce unanime levatasi dal tavolo pugliese. «La Capitanata è un polmone industriale e agricolo primario per l’Italia. Se il governo non interviene immediatamente per calmierare il costo dei carburanti e sbloccare la circolazione in sicurezza, l’onda d’urto di questa crisi travolgerà l’intero Mezzogiorno con conseguenze sociali ed economiche devastanti e irreversibili».

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Cronaca

Treviso – Tredicenne si butta dalla finestra della scuola , dietro al gesto estremo possibile bullismo

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scuola

Traviso-  Dramma durante la ricreazione in un istituto medio: il ragazzo si ferisce, sale al primo piano e si lascia cadere. È ricoverato in ospedale con gravi fratture. Gli studenti: «Deriso per il modo di parlare»

n volo di quasi quattro metri dal primo piano di una scuola media nell’hinterland di Treviso, preceduto da tagli autoinflitti e consumato nel silenzio di una mattinata che sembrava uguale a tante altre. È il dramma vissuto lunedì scorso da un tredicenne, alunno dell’ultimo anno, ora ricoverato in ospedale con fratture gravi e sul quale i medici mantengono il massimo riserbo, monitorando in particolare l’entità delle lesioni interne per scongiurare conseguenze permanenti. Sulla vicenda, che ha scosso profondamente la comunità scolastica e le famiglie, si allunga ora in modo netto l’ombra del bullismo.

Secondo quanto ricostruito attraverso le testimonianze raccolte tra i banchi, il ragazzino avrebbe covato un disagio profondo, alimentato da episodi di scherno mai emersi chiaramente prima. «Veniva preso in giro da alcuni compagni per il modo di parlare», raccontano i ragazzi che frequentano lo stesso istituto, delineando il quadro di una sofferenza rimasta silenziosa.

La sequenza dell’accaduto fotografa una dinamica rapidissima. Durante la ricreazione, il tredicenne era rientrato nell’edificio con la scusa di dover andare in bagno. All’interno della toilette si sarebbe procurato delle ferite alle braccia. Poi, eludendo la sorveglianza e passando davanti alla sua classe al piano terra senza essere notato, ha raggiunto le scale, è salito al primo piano e, dopo aver aperto una porta di sicurezza, si è lasciato cadere nel vuoto.

A dare l’allarme sono stati insegnanti, collaboratori scolastici e alcuni compagni che lo hanno visto riverso a terra. L’ambulanza del 118, giunta tempestivamente sul posto insieme ai carabinieri, ha stabilito le condizioni critiche del minore prima del trasferimento al pronto soccorso.

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Cronaca

Addio a Wilma De Angelis , cantante e star della cucina in tv

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Wilma De Angelis

Redazione- Il mondo dello spettacolo e della musica piange la scomparsa di Wilma De Angelis, che si è spenta nella giornata di oggi, domenica 11 ottobre 2026, a 96 anni, A dare l’annuncio della scomparsa è stato il nipote, Fabio De Angelis, a cui era particolarmente legata. L’artista non si era mai sposata e non ha mai avuto figli, da diversi anni era vedova del suo compagno storico.

L’esperienza professionale di Wilma De Angelis è iniziata prestissimo, già negli anni ’50, quando ha iniziato a cantare, la popolarità è coincisa con il suo approdo al Festival di Sanremo, datato 1959, dove si è presentata con “Nessuno” e “Per tutta la vita”. Quella fase l’ha poi portata a partecipare la Festival di Napoli, dove si è esibita con “Cerasella”, affiancata da Gloria Christian, a cui ha fatto seguito un duetto storico con Mina.

La cantante è po tornata sul palco dell’Ariston l’anno successivo, dove si è presentata con “Quando vien la sera”, brano che le consente di ottenere un ottimo terzo posto con “Joe Sentieri”, oltre che con la canzone “Splende l’arcobaleno”. E’ però il 1961 l’anno più significativo, l’anno in cui interpreta, sempre al Festival, quella che può essere considerata la sua canzone simbolo, “Patatina”, un brano di Gianni Meccia ripetuto dallo stesso autore. La canzona non ha raggiunto la finale, ma è ancora amatissima e ricordata anche dai più giovani, non a caso è stata uno spunto per quello che è rimasto il suo soprannome, “Miss Patatina” o “La Patatina della canzone italiana”.

Il curriculum di Wilma De Angelis prevede complessivamente nove partecipazioni a Sanremo.

La carriera di Wilma De Angelis è stata trasversale, le ha permesso di ottenere anche importanti successi sul piccolo schermo.

Lei è stata una delle prime a condurre un programma di cucina, genere oggi onnipresente sui palinsesti. A puntare su di lei è stato Paolo Limiti, che l’ha voluta alla guida di “Telemenù”, poi diventato “Sale, pepe e fantasia”, in onda su Telemontecarlo da fine anni ’70 per ben 18 anni. I fornelli sono così diventati per lei un po’ il suo mondo, a quello hanno fatto seguito altri format amati dal pubblico, come “La spesa di Wilma”, “Complimenti allo chef”,” A pranzo con Wilma”, occasione per mettersi alla prova con ricette interessanti, che lei cucinava in prima persona, ma anche per conoscere diversi Vip, che lei ospitava in ogni puntata.

L’amore per la musica non si è però mai ovviamente del tutto spento in lei, negli anni ’80 ha così deciso di incidere nuovamente alcuni dischi, affiancata da Ricky Gianco e gli Oldies.

Non sono mancate anche alcune esperienze da attrice, come quella nel film “Femmine contro maschi”, diretto da Fausto Brizzi. Tanti ricordano inoltre la sua versione di “Bad Romance” di Lady Gaga, diventata “Dimmi di sì”.

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