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Alluvione in Emilia-Romagna, esce il corto AI «Il turno di domani»: l’opera di Giuseppe Galliano tra fango, dignità operaia e rinascita

Alluvione in Romagna, esce il cortometraggio AI «Il turno di domani»: 1.700 scene digitali per raccontare la dignità operaia e chi ha spalato il fango per salvare lavoro e case 👇

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Ravenna – Il silenzio vischioso del fango che invade le cucine, il rombo sordo dei fiumi che strappano gli argini nella notte e la determinazione incrollabile di chi all’alba impugna una pala per salvare la casa, la fabbrica e il futuro della propria terra. A tre anni dalla catastrofica alluvione che nel maggio del 2023 sommerse 44 comuni della Romagna – provocando 17 vittime e oltre 10 miliardi di euro di devastazione materiale – debutta sul web «Il turno di domani», uno straordinario video-racconto interamente generato con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale dallo studio del regista e visual artist Giuseppe Galliano.

L’opera, diffusa gratuitamente su YouTube, non indugia sul pietismo della sciagura ma accende i riflettori sull’epopea quotidiana della resilienza romagnola: quel patto d’onore non scritto tra colleghi di lavoro, vicini di casa e intere famiglie capaci di rimboccarsi le maniche senza attendere risarcimenti, difendendo con le unghie i poli produttivi da cui dipendeva la sopravvivenza economica di un’intera comunità.

Da Conselice a Lavezzola: il dramma del Reno e le idrovore della salvezza

La trama visiva si apre tra i vicoli e la piazza di Conselice (Ravenna), uno dei centri simbolo della tragedia rimasto isolato per giorni sotto un metro d’acqua stagnante. I protagonisti sono una giovane coppia: lui, operaio metalmeccanico, si alza come ogni mattina per recarsi allo stabilimento mentre i canali di bonifica cedono uno dopo l’altro inghiottendo campi, arredi, fotografie di famiglia e i ricordi di una vita intera.

Il cortometraggio rievoca l’alleanza epica nata tra le industrie del comprensorio di Lavezzola, Argenta e Conselice. Gli imprenditori e le maestranze unirono le proprie forze notte e giorno, posizionando idrovore industriali giganti per svuotare il canale adiacente e scaricare le acque di piena nel fiume Reno che, per un soffio miracoloso, resse alla pressione della corrente, scongiurando la distruzione totale degli impianti produttivi.

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STORIA & TESTIMONIANZE

Riemersi. Romagna 2023, storie per un’alluvione – Solferino

Il libro corale edito da Solferino a cura di Matteo Cavezzali sulla tragedia del maggio 2023: memorie di fango, coraggio e la straordinaria capacità della Romagna di rialzarsi unita.

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(Edizione Solferino Libri)

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1.724 immagini e 784 clip: quando l’algoritmo si mette al servizio del cuore

Per plasmare questa narrazione cinematografica, il regista Giuseppe Galliano – professionista del visual design attivo fin dal 1996 (www.giuseppegalliano.it) – ha costruito ben 1.724 immagini fotorealistiche e montato 784 clip video generate con i più avanzati modelli di IA generativa. Nel tessuto digitale è stato inserito anche un volto reale in carne e ossa: il responsabile marketing della storica azienda General Cavi, che ha promosso e ispirato la creazione del cortometraggio per tramandare l’esempio civile di quei giorni.

«L’Intelligenza Artificiale è stata solo un pennello evoluto per ricostruire visivamente ciò che le telecamere convenzionali non avevano potuto catturare nel buio del disastro», spiega Giuseppe Galliano. «Il mio scopo era capire se l’AI potesse raccontare una storia nobile, umana, dove la tecnologia sparisse per lasciare spazio ai volti, agli sguardi stanchi e al battito cardiaco delle persone. Esattamente come nei grandi film d’animazione d’autore».

«Il turno di domani»: una promessa morale scolpita nel fango

Nel finale, il cortometraggio regala una riflessione profonda sul senso del dovere operaio: «Il titolo ‘Il turno di domani’ è prima di tutto una promessa esistenziale», chiosa il regista. «Significa che se anche oggi l’acqua mi ha portato via tutto, domani mattina mi alzerò ugualmente alle sei per andare a lavorare, perché so che troverò un compagno pronto a passarmi la pala e a dividere il pane con me».

Un documento visivo toccante, visionabile liberamente su YouTube (www.youtube.com/watch?v=vNw7K-WsiIg), che trasforma la memoria del fango in un monumento perenne alla dignità e alla fratellanza del popolo emiliano-romagnolo.

A cura della Redazione Cultura e Innovazione di Cavaliere News

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Eventi

Il mito di Fantômas rivive a Cagliari con «Storie di volti e silenzi»: al via la 10ª rassegna del cinema muto tra Louis Feuillade, musica dal vivo e cene col delitto

A Cagliari il mito di Fantômas inaugura «Storie di volti e silenzi»: al via la 10ª rassegna del cinema muto tra Louis Feuillade sonorizzato dal vivo e la cena noir con delitto 👇

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Fantômas – À lombre de la guillotine

Cagliari – Un criminale inafferrabile e camaleontico, genio supremo del travestimento e dell’inganno, capace di beffare la polizia parigina e dileguarsi nell’ombra un istante prima che la lama della ghigliottina ne recida il destino. È Fantômas, la figura più enigmatica e seducente dell’immaginario poliziesco del Novecento, il protagonista assoluto del doppio appuntamento speciale in programma sabato 24 ottobre a Cagliari per la decima edizione di «Storie di volti e silenzi. La magia del cinema muto». La prestigiosa rassegna è organizzata dall’associazione culturale La macchina cinema, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e la direzione artistica di Patrizia Masala.

L’edizione 2026 reca un titolo programmatico di straordinario fascino: «Alle origini del mistero. Detective, criminalità e psiche». Un percorso filologico e visivo dedicato alla genesi del racconto noir nel cinema delle origini, indagando l’evoluzione psicologica dell’antagonista e la nascita dei moderni archetipi investigativi che avrebbero poi conquistato la letteratura e la cinematografia mondiale.

Alla Fondazione Siotto: Feuillade e la chitarra dal vivo di Paolo Capodacqua

Il primo evento scatterà alle ore 19.00 nella suggestiva Sala dei Ritratti della Fondazione Giuseppe Siotto, in via dei Genovesi 114 a Cagliari. La serata sarà aperta da un seminario critico curato dallo studioso Roberto Chiesi, a cui farà seguito la proiezione del capolavoro del 1913 «Fantômas – À l’ombre de la guillotine» (58 minuti), firmato dal maestro francese Louis Feuillade. A impreziosire le immagini in bianco e nero sarà la sonorizzazione dal vivo eseguita dal cantautore e virtuoso della chitarra Paolo Capodacqua, in una fusione magnetica tra fotogrammi d’epoca e composizione contemporanea.

Tratto dalla prolifica saga letteraria di Pierre Souvestre e Marcel Allain, il film trasporta la platea nella Parigi della Belle Époque, tra il furto di gioielli ai danni della principessa Danidoff al Royal Palace Hotel, l’omicidio di Lord Beltham e l’eterna sfida all’ultimo respiro tra l’inafferrabile criminale, l’ispettore Juve e il giornalista Fandor, sigillata dal celebre scambio d’identità che beffa il boia sul patibolo.

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LETTERATURA NOIR & GIALLO CLASSICO

Fantômas – Marcel Allain e Pierre Souvestre

Il romanzo immortale che ha rivoluzionato il genere poliziesco mondiale: intrighi parigini, delitti perfetti, travestimenti diabolici e la nascita del genio del male più imitato della storia.

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(Classici del Mistero)

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«Crimini in bianco e nero… a tavola»: l’esperienza sensoriale da Su Piscosus

La seconda tappa della serata trasferirà la suspense cinematografica nella dimensione conviviale del gusto. Alle 21.15 il ristorante Su Piscosus, in via Napoli 4 a Cagliari, farà da cornice alla cena-spettacolo «Crimini in bianco e nero… a tavola». Un format esclusivo a posti limitati (massimo 40 commensali) in cui la storia del muto noir s’intreccia con un gioco narrativo animato da attori e con pietanze della tradizione sarda a chilometro zero, rivisitate cromaticamente sul contrasto luce-ombra del cinema muto.

Per prendere parte alla cena è richiesta la prenotazione anticipata contattando la segreteria all’indirizzo email lamacchinacinema@gmail.com o al recapito telefonico 328 0951378.

Da Pirri a Siliqua: il grande cartellone d’autore fino al 24 novembre

La rassegna «Storie di volti e silenzi» è ospitata principalmente presso il Centro culturale Hermaea di Pirri, dove fino al 24 novembre sfileranno pellicole leggendarie firmate da Friedrich Wilhelm Murnau, Tod Browning, Josef von Sternberg ed Emilio Ghione. Il cartellone prevede inoltre un evento speciale a Siliqua il 21 novembre con il restauro di «Sherlock Jr. – Calma signori miei» di Buster Keaton.

Un appuntamento di altissima caratura divulgativa che dimostra come il cinema muto, lontano dall’essere una reliquia polverosa, conservi intatta la forza primigenia delle immagini per raccontare gli abissi e il fascino dell’animo umano.

A cura della Redazione Cinema e Cultura di Cavaliere News

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Flautissimo 2026 accende Roma: al via la 28ª edizione tra Emmanuel Pahud, Laura Morante, Marco Baliani e il debutto di «Niente di vero» di Veronica Raimo

Flautissimo 2026 torna a Roma: dal 31 ottobre all’8 dicembre la 28ª edizione con Emmanuel Pahud, Laura Morante, Marco Baliani e «Niente di vero» di Veronica Raimo 👇

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Locandina evento Roma

Roma – Dal virtuosismo sublime della musica classica da camera al fascino magnetico del grande teatro di narrazione, attraverso confessioni intime, lacerazioni familiari e la memoria delle cose perdute. Dal 31 ottobre all’8 dicembre 2026 torna nella Capitale Flautissimo, il prestigioso festival diretto da Stefano Cioffi e promosso dall’Accademia Italiana del Flauto, che celebra quest’anno la sua ventottesima, sfavillante edizione. Con il sostegno istituzionale della Regione Lazio, di Roma Capitale e in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, la rassegna si conferma uno dei punti di riferimento più autorevoli e polifonici del panorama performativo nazionale.

Il tema guida scelto per l’edizione 2026 è una potente dichiarazione poetica: «Quello che resta tra noi». Un mosaico di spettacoli, prime assolute, concerti da camera e masterclass d’altissimo livello che attraverserà i presidi culturali più vivi della città: dal Teatro Palladium al Teatro India, dal Teatro Torlonia allo Spazio Diamante, fino all’Hub culturale Moby Dick alla Garbatella.

Il trionfo della musica da camera al Palladium: sei concerti con le star mondiali

Il sipario si alzerà sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre sul palco del Teatro Palladium con una due giorni monumentale dedicata alla musica da camera: sei concerti irripetibili e dieci masterclass per giovani promesse. Tra i fuoriclasse internazionali spicca la presenza leggendaria di Emmanuel Pahud, primo flauto solista dei Berliner Philharmoniker, affiancato da solisti del calibro di Silvia Careddu, Andrea Oliva, Philippe Bernold, Julien Beaudiment, Adriana Ferreira, Violeta Gil Garcia, Elizaveta Ivanova, Riccardo Cellacchi, Lorenzo Messina, Mario Bruno e Stella Ingrosso.

A dialogare con i fiati saranno le note arpeggiate di Silvia Podrecca all’arpa e il tocco di grandi pianisti concertisti come Marianna Tongiorgi, Francesca Carta, Marco Grisanti, Aeyoung Byun e Sophie Labandibar. Negli stessi giorni, presso l’Hub Moby Dick, aprirà i battenti l’annuale mostra di strumenti musicali con liutai e maestri artigiani da tutta Europa.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
LETTERATURA & TEATRO D’AUTORE

Niente di vero – Veronica Raimo

Il romanzo cult vincitore del Premio Strega Giovani, portato in scena a Flautissimo: una commedia dissacrante e feroce sulle ossessioni familiari, la memoria e la libertà di reinventarsi.

★★★★★
4.8 su 5
(oltre 3.200 recensioni)

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Il programma teatrale: da «Niente di vero» a Laura Morante e Marco Baliani

La sezione drammaturgica regala un calendario fitto di prime nazionali. Dal 5 all’8 novembre allo Spazio Diamante debutta «U.B.U. Ultime Bellicose Unioni» di e con Giulia Trippetta e Rosario Giglio (produzione Mauri Sturno), un corpo a corpo serrato sul dilemma della genitorialità. Il 9 novembre al Teatro India riflettori puntati sulla prima assoluta teatrale di «Niente di vero», dal capolavoro di Veronica Raimo, con la verve tagliente di Cristina Pellegrino.

L’11 novembre al Teatro Torlonia va in scena «Alfons(in)a» di Marta Bulgherini con Diego Frisina, tributo ad Alfonsina Strada, unica donna a correre il Giro d’Italia tra gli uomini negli anni del regime. Domenica 29 novembre al Palladium evento di punta con Laura Morante ed Eugenia Costantini, protagoniste di «Il ballo» di Irène Némirovsky, accompagnate al pianoforte da Antonello D’Onofrio su partiture di Ravel, Satie e Debussy.

Satira e narrazione: Alessio Marzilli e il gran finale con Adalbert Von Chamisso

Domenica 6 dicembre al Palladium sarà la volta della satira irresistibile di Alessio Marzilli con «La storia del country (Musicata ogni tanto)», un viaggio lisergico tra le assurdità e i paradossi della politica italiana. A sigillare il festival l’8 dicembre sarà il maestro del teatro civile Marco Baliani con la prima romana de «L’ombra perduta di Peter Schlemihl», drammaturgia sonora di Mirto Baliani e regia di Maria Maglietta, ispirata al capolavoro ottocentesco di Chamisso sul prezzo dell’anima e le lusinghe del potere.

«Quello che resta tra noi è il filo conduttore che unisce musica e parola, memoria e presente», dichiara il direttore artistico Stefano Cioffi. «Storie di legami, amori, desideri e addii, perché alla fine è sempre dell’essere umano che parliamo». I biglietti sono disponibili su Vivaticket e Boxol; per tutte le informazioni è attivo il sito ufficiale www.flautissimo.it.

A cura della Redazione Cultura e Spettacoli di Cavaliere News

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«La presenza non si delega»: a Roma il saggio di Olimpia Armenante sui limiti dell’Intelligenza Artificiale tra etica, psicoterapia e responsabilità umana

Intelligenza Artificiale ed etica della cura, a Roma la presentazione del nuovo saggio di Olimpia Armenante: «La presenza non si delega», ecco perché l’empatia umana batte gli algoritmi 👇

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Olimpia Armenante

Roma – Fino a che punto possiamo delegare a un algoritmo le nostre decisioni più intime, i nostri dilemmi morali e persino la delicatezza di un percorso di cura psicologica? È un interrogativo cruciale che ha abbandonato i laboratori accademici per bussare con urgenza alla porta della vita quotidiana di ciascuno di noi. In una società travolta dall’automazione digitale, sabato 24 ottobre alle ore 17.30 la prestigiosa Libreria ELI (in viale Somalia 50/A a Roma) ospita un confronto culturale di primissimo piano in occasione della presentazione del saggio «La presenza non si delega. Fiducia, decisione e responsabilità nella pratica clinica con l’IA», nuova e coraggiosa opera di Olimpia Armenante edita da M@rp Edizioni.

L’incontro, a ingresso libero, chiama a raccolta professionisti della salute mentale, sociologi, studiosi del digitale e cittadini per interrogarsi sulla frontiera più delicata della modernità: salvare la sacralità della relazione umana dal rischio di una fredda sostituzione algoritmica.

Trent’anni di clinica contro l’illusione del calcolo perfetto

Psicoterapeuta, docente e supervisore clinico con oltre tre decenni di attività sul campo, Olimpia Armenante sviluppa un’analisi lucida e priva di pregiudizi oscurantisti. Il libro non demonizza la tecnologia, ma ne circoscrive con rigore scientifico il perimetro operativo: l’Intelligenza Artificiale rappresenta un formidabile alleato nell’organizzazione massiva dei dati, nella catalogazione diagnostica e nel supporto computazionale, ma non può in alcun modo replicare né sostituire l’incontro interpersonale.

La tesi portante del saggio è perentoria: l’intuito clinico, la comprensione silenziosa del non-detto, la valutazione del contesto affettivo, l’empatia dello sguardo e, soprattutto, l’assunzione etica delle conseguenze sono prerogative ontologicamente umane. Dimensioni che nessuna potenza di calcolo o rete neurale artificiale potrà mai surrogare.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
ETICA & INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Vita 3.0: Essere umani nell’era dell’IA – Max Tegmark

Il saggio capolavoro del fisico del MIT sulle sfide etiche, filosofiche e sociali dell’era delle macchine: come guidare l’innovazione tecnologica senza smarrire l’essenza dell’umanità.

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(oltre 3.900 recensioni)

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Il dibattito alla Libreria ELI: Ruberti, Montanari e Moscatelli a confronto

La presentazione di sabato pomeriggio si strutturerà come una tavola rotonda multidisciplinare moderata dal giornalista Omar Ruberti. Al fianco dell’autrice siederanno figure di riferimento assoluto: Claudia Montanari, direttrice scientifica dell’ASPIC e pioniera della psicoterapia pluralistica integrata in Italia, e Vivaldo Moscatelli, consigliere scientifico dell’Human Economic Forum ed esperto di dinamiche legate all’intelligenza artificiale applicata ai sistemi complessi.

Un focus centrale della discussione verterà sulla necessità di tutelare il pensiero critico e l’alleanza terapeutica di fronte all’avanzare dei chatbot di assistenza psicologica fai-da-te, che rischiano di illudere persone in condizioni di fragilità offrendo risposte preconfezionate e prive di reale risonanza emotiva.

La presenza non si automatizza: una sfida antropologica urgente

A conferire ulteriore autorevolezza al testo è la sorprendente tempestività con cui ha anticipato di dieci giorni la promulgazione dell’enciclica Magnifica humanitas, inserendosi a pieno titolo nel solco di una rinnovata riflessione antropologica che coinvolge credenti e laici sui confini etici della tecnica.

In un’epoca che tenta di convertire ogni moto dell’anima in stringhe binarie e risposte predittive, il manifesto di Olimpia Armenante risuona come un monito controcorrente: la fiducia, la vicinanza emotiva e la responsabilità non si possono automatizzare con un prompt. Possono soltanto essere vissute in presenza, da persona a persona.

A cura della Redazione Cultura e Tecnologia di Cavaliere News

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