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SUBBUTEO TRADIZIONALE : MARCO PEROTTI ALLA COPPA ITALIA IN TOSCANA
Sport
PADEL E SALUTE: A ROMA TORNA LA VII EDIZIONE TRA SPORT, SCREENING GRATUITI E CULTURA DEL BENESSERE
Sport e prevenzione scendono in campo! Dal 5 al 7 giugno ti aspettiamo al Centro SapienzaSport per la VII edizione di “Padel e Salute”: visite gratuite in 36 specialità, tornei, yoga e musica. La prevenzione è la medicina più efficace, non mancare!
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Redazione- C’è un luogo dove il colpo di una racchetta incontra l’eccellenza della medicina, dove la competizione sportiva diventa il pretesto per prendersi cura di sé. Dal 5 al 7 giugno, il Centro SapienzaSport di Roma si trasforma nel cuore pulsante della prevenzione con la settima edizione di “Padel e Salute”. Non è solo un torneo, ma un grande evento corale che unisce l’Università Sapienza ai cittadini, promuovendo il binomio inscindibile tra attività fisica e medicina predittiva.
Un Villaggio della Salute nel cuore dello sport
Il fischio d’inizio è fissato per venerdì 5 giugno alle ore 9.00. Accanto ai campi da Padel sorgerà il Villaggio della Salute: oltre 400 mq di stand e gazebo dove eccellenze mediche e chirurgiche offriranno visite e consulenze gratuite in ben 36 specialità. Dalla cardiologia alla ginecologia, dalla neurologia (grande novità di quest’anno) alla senologia, fino alla medicina dello sport e al counseling psicologico: la prevenzione esce dagli ospedali per scendere in campo tra la gente.
L’inaugurazione ufficiale avverrà venerdì alle ore 16.00, alla presenza della rettrice Antonella Polimeni, del Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e dei vertici della sanità romana, tra cui il Direttore generale del Policlinico Umberto I, Fabrizio d’Alba, e il Direttore generale del Sant’Andrea, Francesca Milito.
Oltre il campo: formazione, musica e inclusione
Il programma della tre giorni è densissimo. Mentre gli studenti e il personale universitario si sfideranno nelle fasi finali del torneo di Padel, il pubblico potrà rigenerarsi con sessioni di yoga, pilates e risveglio muscolare. Ma “Padel e Salute” è anche un momento di profonda riflessione scientifica. Presso la sala convegni si terranno incontri cruciali come “Benessere e Sapienza: la prevenzione è la medicina più efficace” e un workshop dedicato all’empatia nel rapporto medico-paziente, dal titolo evocativo “Le parole che ti ho detto”.
A dare un tocco di glamour e calore umano sarà la madrina dell’evento, Laura Freddi, mentre le serate di venerdì e sabato si chiuderanno in festa con premiazioni e musica dal vivo a cura di Claudia Hausmann e Lucynant.
Solidarietà e Accessibilità
Il valore sociale dell’iniziativa brilla grazie a collaborazioni storiche. Anche quest’anno, l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) sarà presente per promuovere l’inclusività, dimostrando come lo sport possa abbattere ogni barriera. Non mancherà inoltre l’autoemoteca del Policlinico Umberto I, pronta ad accogliere i donatori di sangue in un gesto di generosità collettiva.
Le parole dei protagonisti
“Padel e Salute rappresenta un modello efficace di medicina preventiva e di dialogo con il territorio,” sottolinea la Rettrice Antonella Polimeni, evidenziando come l’offerta clinica sia stata ulteriormente ampliata per raggiungere ogni fascia d’età. Il Prof. Stefano Arcieri, ideatore dell’evento, pone l’accento sull’aspetto umano: “Fuori dall’ambiente ospedaliero, il paziente si interfaccia con il medico con più fiducia. Per noi specialisti è un’occasione unica per sperimentare l’empatia, determinante per ogni percorso di cura.”
Info utili
Per facilitare la partecipazione, è stato attivato un servizio navetta gratuito che collegherà piazzale Aldo Moro al Centro SapienzaSport ogni 90 minuti. I vincitori dei tornei nei vari circoli romani si sfideranno per il Master finale, in un clima di sana competizione e festa. Il programma completo è consultabile su padelesalute.it.
La prevenzione non è mai stata così dinamica: vi aspettiamo in campo per vincere la partita più importante, quella con la nostra salute.
Calcio
LA NOTTE DEI LEONI: AL MARADONA TRIONFANO LE LEGENDS E IL CUORE GRANDE DI NAPOLI
47mila cuori al Maradona per “La Notte dei Leoni”: i campioni azzurri scendono in campo per Nisida e il Santobono Pausilipon, con Piazza Italia al fianco della solidarietà. Una serata dove il calcio diventa il linguaggio universale del futuro.
#LaNotteDeiLeoni #PiazzaItalia #NapoliSolidale #StadioMaradona
Il brand Piazza Italia brilla sulla maglia azzurra in una serata da 47mila spettatori, dedicata alla solidarietà e al futuro dei più giovani.
Redazione- Il prato del Diego Armando Maradona è tornato a vibrare di emozioni. Non era una partita di campionato, eppure l’energia che si respirava martedì 26 maggio tra gli spalti gremiti di Fuorigrotta non aveva nulla da invidiare alle grandi notti di Champions. Con 47mila spettatori, “La Notte dei Leoni” ha trasformato lo stadio in un tempio a cielo aperto, dove la nostalgia per il calcio che fu si è fusa con una missione nobile: tendere la mano a chi ne ha più bisogno.
Protagonisti assoluti, in campo, sono stati i campioni che hanno segnato la storia recente del Napoli. Veder correre insieme il “trio delle meraviglie” – Insigne, Mertens e Callejón – ha fatto scattare un boato liberatorio, capace di far dimenticare il passare del tempo. Il match, terminato con un pirotecnico 8-7 in favore delle Legends azzurre contro le World Legends, è però passato in secondo piano rispetto al fine ultimo della serata.
Piazza Italia: un legame che va oltre il campo A fare da cornice, impressa sulle maglie indossate dai campioni, c’era l’inconfondibile logo di Piazza Italia. Il brand partenopeo ha scelto di essere main sponsor dell’evento, non solo per visibilità, ma con un messaggio chiaro. La “Lounge Piazza Italia”, allestita dietro la tribuna autorità, è diventata il cuore pulsante dell’evento, ospitando istituzioni, volti noti dello sport e dello spettacolo, tra cui Edoardo De Laurentiis.
Ma il vero valore della partnership risiede nell’impatto sociale. L’intero incasso della serata è stato infatti destinato a due pilastri della solidarietà locale: la ricostruzione del teatro del carcere minorile di Nisida – un luogo di riscatto e alta valenza educativa, che richiama l’eredità morale di Eduardo De Filippo – e il sostegno alla Fondazione Santobono Pausilipon, eccellenza nella ricerca scientifica pediatrica.
Investire nel domani «Essere parte di questo progetto non è soltanto una scelta di brand, ma un impegno civico», ha spiegato con orgoglio Arnaldo Bernardo, CEO di Piazza Italia. «Restituire valore alla nostra comunità significa investire concretamente nel futuro dei ragazzi, nella salute dei più piccoli e nella cultura. Vedere questi campioni scendere in campo per scopi così alti è un messaggio potentissimo per le nuove generazioni».
Il legame tra il marchio e il territorio si conferma così indissolubile. Piazza Italia non si limita a vestire la città, ma ne interpreta le passioni, traslandole in azioni tangibili. La serata al Maradona ha dimostrato che il calcio napoletano, quando si spoglia dell’agonismo estremo per indossare la casacca della solidarietà, rimane una forza della natura.
Tra cori, abbracci e il calore di un pubblico che non ha mai smesso di cantare, il Maradona ha regalato uno spettacolo che è andato ben oltre il rettangolo verde. È stata la vittoria di chi crede che lo sport debba essere, prima di tutto, uno strumento di inclusione e speranza. Un sold-out che suona come una promessa: Napoli, quando si tratta di fare squadra per il bene comune, non si tira mai indietro.
Sport
LAURA SEMERARO: C’È SEMPRE UN BEL PIZZICO DI FOLLIA IN OGNI RUNNER
Redazione- I runner son atleti considerati molto resilienti alla ricerca di spazi e tempo per allenarsi, nelle ore più bizzarre, prima dell’alba, dopo cena, con il clima più avverso, con caldo torrido, vento, pioggia, gelo.
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Laura (ASD Villa De Sanctis) attraverso risposte ad alcune mie domande.
Come ti definisci atleticamente?
Mi definisco un’amatrice appassionata della corsa, con continua voglia di migliorarsi e di sfidare i propri limiti.
Si cerca di fare sempre meglio, allenarsi con metodo, considerare ogni dettaglio oche possa far migliorare e anche alzare l’asticella mettendosi in gioco in gare sempre più lunghe, sfidanti, difficili ma non impossibili.
Cosa e chi contribuisce alla tua prestazione?
La motivazione mi spinge a migliorare la prestazione sia in allenamento sia, soprattutto, in gara.
Per impegnarsi costantemente con determinazione c’è sempre bisogno di forte motivazione e grandissima passione in quello che si fa.
Cosa dicono amici e familiari riguardo alle tue attività sportive?
Ormai lo sanno che tutti i sabati ho gli allenamenti di squadra e quasi tutte le domeniche ho una gara o un lungo (allenamento) per cui almeno tutta la mattinata sto fuori casa. I miei figli mi ammirano e mi prendono come esempio positivo per i loro sport (basket e nuoto), i miei genitori mi prendono un po’ per matta visto che né il gelo né il caldo torrido mi fermano mai, ma si sa che c’è sempre un bel pizzico di follia in ogni runner. Anche gli amici mi ammirano soprattutto da quando ho corso la mia prima maratona quest’anno a Roma e da allora mi chiamano ‘la maratoneta’.
Quali sono le difficoltà nel praticare lo sport?
Per una madre e lavoratrice a tempo pieno la difficoltà principale è sicuramente trovare il tempo per potersi allenare costantemente e qualitativamente.
L’evento sportivo in cui hai provi le emozioni più positive?
Senza ombra di dubbio la maratona di Roma, la mia prima maratona e non solo la gara in sé ma tutti i lunghi e duri mesi di preparazione che poi mi hanno portato a quel giorno, carica e piena di aspettative. La maratona è la metafora della propria vita, ricca di salite e discese, di pena e di emozioni, di lacrime dolci e amare, con quel muro finale da superare per poter finalmente raggiungere quel traguardo finale che sembra un miraggio nell’estasi della sofferenza fisica e mentale. Ma poi realizzi che non è un miraggio ma è reale e solo pochi ultimi metri ti separano dal traguardo, dalla gioia assoluta, da quella medaglia al collo, tanto sudata e tanto agognata e la magia più grande è aver condiviso tutte queste emozioni e questi 42.195 metri con una compagna unica e meravigliosa, Ros, splendida amica e atleta…
Non è facile trovare un giusto equilibrio tra impegni sportivi, familiari, lavorativi ma è importante portare avanti una passione sportiva che fortifica corpo e mente e aiuta a sentirsi più capaci e resilienti, superando eventuali ostacoli arrivando a correre anche una maratona considerata molto difficile da preparare e da interpretare.
Laura ha corso la sua prima maratona il 16 marzo 2025in 4h32’55” a Roma.
La maratona è davvero una grandissima esperienza da quando si decide di volerla preparare a tutto il periodo di preparazione con allenamenti lunghissimi di più ore e durante la gara dove bisogna lottare con se stessi, con una parte di sé che vorrebbe andare avanti a tutti i costi per concluderla e fare una buona performance e un’altra parte più pigra, più negativa che vorrebbe fermarsi per non faticare, non soffrire, non sentire dolore, ma quando si arriva al traguardo si cambia, si diventa più consapevoli di ciò che si è riusciti a fare nonostante tutto, soprattutto se si è in compagnia, condividendo fatica e gioia.
Quali competenze, qualifiche e caratteristiche possiedi nel tuo sport?
Più che competenze e qualifiche sento di possedere una grandissima determinazione e forza di volontà che mi portano a non fermarmi mai e ad andare avanti anche nelle giornate o nei momenti più difficili, che siano un periodo difficile o un infortunio, per il quale ci passa ogni runner prima o poi.
I runner cercano di essere costanti, non saltare allenamenti, cercando di ottenere sempre più miglioramenti per far bene in gara.
Per quali aspetti ritieni utili lo psicologo nello sport?
Penso che possa essere molto utile in caso di infortunio serio e duraturo che può portare a un vero e proprio stato depressivo per l’atleta perché privato della sua droga positiva, e sappiamo che la corsa lo è! Può anche essere utile in caso di delusioni molto forti derivate da risultati negativi in gare per le quali ci si era allenati al meglio e si avevano obiettivi importanti.
La situazione sportiva più difficile?
Gli infortuni avuti dopo pochi mesi che avevo iniziato a correre seriamente: il primo una brutta pubalgia e poi una tendinite che ahimè devo gestire perché penso che non passerà mai.
Si mettono in conto infortuni, avversità, crisi, sconfitte ma bisogna starci, capirle, apprendere da ogni situazione positiva o negativa e potenziare la parte critica, continuando a seguire i propri obiettivi con il sorriso e tentando sempre in modo diverso.
Cosa hai scoperto di te praticando sport?
Che lo sport è una vera e propria terapia mentale.
Che allenamento mentale usi?
Nessuno.
Prossimi Obiettivi?
Tante gare in vista, ma sicuramente la nuova esperienza da guida FISPES per la mia amica atleta Cristina con cui farò la Urbs Mundi il 14 dicembre.
Una bellissima esperienza correre come guida di una atleta cieca, permettendo a chi non può fare da sola a sperimentare un’esperienza di gara in compagnia con fiducia della propria guida, collegata con un cordino.
Sogni realizzati, rimasti incompiuti, da realizzare?
Realizzati: la maratona e la altrettanto fantastica Cortina-Dobbiaco, gara unica per il paesaggio mozzafiato. Da realizzare: la maratona di New York, prima o poi la farò!
Quali sono gli ingredienti del successo?
Costanza e varietà nell’allenamento, determinazione, tanta pazienza.
Per migliorare e sperimentare sia benessere che performance, bisogna non solo essere costanti ma anche cercare di fare allenamenti stimolanti, mettendosi in gioco e apprezzando ogni minimo miglioramento e risultato in gara.
Chi ti ispira?
La mitica Nadia Batocletti.
Nadia Battocletti (12 aprile 2000) è un simbolo di fortissima atleta fortissima, performante e resiliente, sempre con il sorriso. Mezzofondista italiana, medaglia d’argento nei 10000 metri piani ai Giochi olimpici di Parigi 2024, vincitrice di due medaglie (un argento e un bronzo) ai Mondiali di Tokyo 2025 e campionessa europea nei 5000 e nei 10000 metri piani agli Europei di Roma 2024. È l’attuale primatista italiana dei 5000 e dei 10000 metri piani, nonché dei 5 km e dei 10 km su strada e dei 3000 metri piani (sia outdoor che indoor). Detiene inoltre le migliori prestazioni italiane under 20 e under 23 dei 3000 metri piani (sia outdoor che indoor).
Cosa c’è oltre lo sport?
I compagni di squadra, amici con i quali ci si aiuta e ci si sprona a vicenda e che sono sempre lì per te, sia in momenti difficili sia in momenti di allegra convivialità.
C’è qualcuno che ti incoraggia o ti scoraggia?
I miei figli mi incoraggiano continuamente, a volte mi scoraggio da sola ma per fortuna dura poco tempo.
Cosa diresti a te stessa di 10 anni fa?
Direi le stesse cose che in realtà già mi dicevo e cioè di avere pazienza per riprendere lo sport e l’attività fisica perché i figli erano ancora troppo piccoli ed era difficile riprendere, ma con molta pazienza e con loro più grandi ho ripreso quello che ho sempre fatto e amato sin da piccola, correre e fare sport.
C’è un tempo per tutto, per giocare, studiare, formare famiglia, lavorare, ma bisogna sempre pensare a se stessi e cioè trovare spazio e tempi per portare avanti proprie passioni.
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