Sport
LAURA SEMERARO: C’È SEMPRE UN BEL PIZZICO DI FOLLIA IN OGNI RUNNER
Redazione- I runner son atleti considerati molto resilienti alla ricerca di spazi e tempo per allenarsi, nelle ore più bizzarre, prima dell’alba, dopo cena, con il clima più avverso, con caldo torrido, vento, pioggia, gelo.
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Laura (ASD Villa De Sanctis) attraverso risposte ad alcune mie domande.
Come ti definisci atleticamente?
Mi definisco un’amatrice appassionata della corsa, con continua voglia di migliorarsi e di sfidare i propri limiti.
Si cerca di fare sempre meglio, allenarsi con metodo, considerare ogni dettaglio oche possa far migliorare e anche alzare l’asticella mettendosi in gioco in gare sempre più lunghe, sfidanti, difficili ma non impossibili.
Cosa e chi contribuisce alla tua prestazione?
La motivazione mi spinge a migliorare la prestazione sia in allenamento sia, soprattutto, in gara.
Per impegnarsi costantemente con determinazione c’è sempre bisogno di forte motivazione e grandissima passione in quello che si fa.
Cosa dicono amici e familiari riguardo alle tue attività sportive?
Ormai lo sanno che tutti i sabati ho gli allenamenti di squadra e quasi tutte le domeniche ho una gara o un lungo (allenamento) per cui almeno tutta la mattinata sto fuori casa. I miei figli mi ammirano e mi prendono come esempio positivo per i loro sport (basket e nuoto), i miei genitori mi prendono un po’ per matta visto che né il gelo né il caldo torrido mi fermano mai, ma si sa che c’è sempre un bel pizzico di follia in ogni runner. Anche gli amici mi ammirano soprattutto da quando ho corso la mia prima maratona quest’anno a Roma e da allora mi chiamano ‘la maratoneta’.
Quali sono le difficoltà nel praticare lo sport?
Per una madre e lavoratrice a tempo pieno la difficoltà principale è sicuramente trovare il tempo per potersi allenare costantemente e qualitativamente.
L’evento sportivo in cui hai provi le emozioni più positive?
Senza ombra di dubbio la maratona di Roma, la mia prima maratona e non solo la gara in sé ma tutti i lunghi e duri mesi di preparazione che poi mi hanno portato a quel giorno, carica e piena di aspettative. La maratona è la metafora della propria vita, ricca di salite e discese, di pena e di emozioni, di lacrime dolci e amare, con quel muro finale da superare per poter finalmente raggiungere quel traguardo finale che sembra un miraggio nell’estasi della sofferenza fisica e mentale. Ma poi realizzi che non è un miraggio ma è reale e solo pochi ultimi metri ti separano dal traguardo, dalla gioia assoluta, da quella medaglia al collo, tanto sudata e tanto agognata e la magia più grande è aver condiviso tutte queste emozioni e questi 42.195 metri con una compagna unica e meravigliosa, Ros, splendida amica e atleta…
Non è facile trovare un giusto equilibrio tra impegni sportivi, familiari, lavorativi ma è importante portare avanti una passione sportiva che fortifica corpo e mente e aiuta a sentirsi più capaci e resilienti, superando eventuali ostacoli arrivando a correre anche una maratona considerata molto difficile da preparare e da interpretare.
Laura ha corso la sua prima maratona il 16 marzo 2025in 4h32’55” a Roma.
La maratona è davvero una grandissima esperienza da quando si decide di volerla preparare a tutto il periodo di preparazione con allenamenti lunghissimi di più ore e durante la gara dove bisogna lottare con se stessi, con una parte di sé che vorrebbe andare avanti a tutti i costi per concluderla e fare una buona performance e un’altra parte più pigra, più negativa che vorrebbe fermarsi per non faticare, non soffrire, non sentire dolore, ma quando si arriva al traguardo si cambia, si diventa più consapevoli di ciò che si è riusciti a fare nonostante tutto, soprattutto se si è in compagnia, condividendo fatica e gioia.
Quali competenze, qualifiche e caratteristiche possiedi nel tuo sport?
Più che competenze e qualifiche sento di possedere una grandissima determinazione e forza di volontà che mi portano a non fermarmi mai e ad andare avanti anche nelle giornate o nei momenti più difficili, che siano un periodo difficile o un infortunio, per il quale ci passa ogni runner prima o poi.
I runner cercano di essere costanti, non saltare allenamenti, cercando di ottenere sempre più miglioramenti per far bene in gara.
Per quali aspetti ritieni utili lo psicologo nello sport?
Penso che possa essere molto utile in caso di infortunio serio e duraturo che può portare a un vero e proprio stato depressivo per l’atleta perché privato della sua droga positiva, e sappiamo che la corsa lo è! Può anche essere utile in caso di delusioni molto forti derivate da risultati negativi in gare per le quali ci si era allenati al meglio e si avevano obiettivi importanti.
La situazione sportiva più difficile?
Gli infortuni avuti dopo pochi mesi che avevo iniziato a correre seriamente: il primo una brutta pubalgia e poi una tendinite che ahimè devo gestire perché penso che non passerà mai.
Si mettono in conto infortuni, avversità, crisi, sconfitte ma bisogna starci, capirle, apprendere da ogni situazione positiva o negativa e potenziare la parte critica, continuando a seguire i propri obiettivi con il sorriso e tentando sempre in modo diverso.
Cosa hai scoperto di te praticando sport?
Che lo sport è una vera e propria terapia mentale.
Che allenamento mentale usi?
Nessuno.
Prossimi Obiettivi?
Tante gare in vista, ma sicuramente la nuova esperienza da guida FISPES per la mia amica atleta Cristina con cui farò la Urbs Mundi il 14 dicembre.
Una bellissima esperienza correre come guida di una atleta cieca, permettendo a chi non può fare da sola a sperimentare un’esperienza di gara in compagnia con fiducia della propria guida, collegata con un cordino.
Sogni realizzati, rimasti incompiuti, da realizzare?
Realizzati: la maratona e la altrettanto fantastica Cortina-Dobbiaco, gara unica per il paesaggio mozzafiato. Da realizzare: la maratona di New York, prima o poi la farò!
Quali sono gli ingredienti del successo?
Costanza e varietà nell’allenamento, determinazione, tanta pazienza.
Per migliorare e sperimentare sia benessere che performance, bisogna non solo essere costanti ma anche cercare di fare allenamenti stimolanti, mettendosi in gioco e apprezzando ogni minimo miglioramento e risultato in gara.
Chi ti ispira?
La mitica Nadia Batocletti.
Nadia Battocletti (12 aprile 2000) è un simbolo di fortissima atleta fortissima, performante e resiliente, sempre con il sorriso. Mezzofondista italiana, medaglia d’argento nei 10000 metri piani ai Giochi olimpici di Parigi 2024, vincitrice di due medaglie (un argento e un bronzo) ai Mondiali di Tokyo 2025 e campionessa europea nei 5000 e nei 10000 metri piani agli Europei di Roma 2024. È l’attuale primatista italiana dei 5000 e dei 10000 metri piani, nonché dei 5 km e dei 10 km su strada e dei 3000 metri piani (sia outdoor che indoor). Detiene inoltre le migliori prestazioni italiane under 20 e under 23 dei 3000 metri piani (sia outdoor che indoor).
Cosa c’è oltre lo sport?
I compagni di squadra, amici con i quali ci si aiuta e ci si sprona a vicenda e che sono sempre lì per te, sia in momenti difficili sia in momenti di allegra convivialità.
C’è qualcuno che ti incoraggia o ti scoraggia?
I miei figli mi incoraggiano continuamente, a volte mi scoraggio da sola ma per fortuna dura poco tempo.
Cosa diresti a te stessa di 10 anni fa?
Direi le stesse cose che in realtà già mi dicevo e cioè di avere pazienza per riprendere lo sport e l’attività fisica perché i figli erano ancora troppo piccoli ed era difficile riprendere, ma con molta pazienza e con loro più grandi ho ripreso quello che ho sempre fatto e amato sin da piccola, correre e fare sport.
C’è un tempo per tutto, per giocare, studiare, formare famiglia, lavorare, ma bisogna sempre pensare a se stessi e cioè trovare spazio e tempi per portare avanti proprie passioni.
Sport
Castel di Sangro capitale dello sci di fondo estivo, al via i Campionati Italiani di Skiroll
🚨 TRICOLORE IN ALTO SANGRO: CASTEL DI SANGRO ACCENDE I CAMPIONATI ITALIANI DI SKIROLL VALIDI PER IL MONDIALE! 🎿🏆 Lo sci di fondo estivo sbarca in Abruzzo con un evento spettacolare. Al via oggi i Campionati Italiani e la Coppa Italia NextPro h24: oltre 100 atleti da tutta Italia si sfidano per strappare il pass per la Coppa del Mondo. Si parte stasera alle 16:00 con la gara Sprint alla stazione ferroviaria, mentre domenica alle 9:30 sarà la volta della spettacolare Mass Start verso il borgo di Roccacinquemiglia, fortemente voluta dal sindaco Angelo Caruso. Un dossier sportivo di altissimo livello organizzato dallo Sci Club Alfedena di Arturo Como, raccontato dalla voce di Alberto Pasquali e sostenuto dall’assessore regionale Mario Quaglieri. Un pezzo di pura passione e adrenalina, scritto con il cuore e con l’anima. Il servizio completo 👇#casteldisangro | #skirollitalia | #coppaitalianextpro | #fisiabruzzo | #arturocomo | #angelocaruso #roccacinquemiglia | #marioquaglieri | #pagineutili
La gara sprint alla stazione ferroviaria e la storica Mass Start a Roccacinquemiglia
Castel di Sangro – Ci sono manifestazioni sportive capaci di trasformare l’asfalto delle strade montane in un’arena agonistica di caratura internazionale, dove la velocità e la resistenza degli atleti valorizzano i borghi dell’Appennino e proiettano le eccellenze del territorio verso i massimi traguardi mondiali. Il comprensorio dell’Alto Sangro si appresta a diventare il baricentro dello sci di fondo estivo accogliendo le delegazioni del Campionato Italiano di Skiroll e della Coppa Italia NextPro. L’evento registra il superamento della soglia record di cento iscritti, richiamando i migliori fondisti provenienti da tutti i comitati regionali della penisola per una due giorni di gare valevole per le qualificazioni alla prossima Coppa del Mondo. Il programma agonistico aprirà i battenti questo pomeriggio, sabato venticinque luglio, alle ore sedici, con una spettacolare Skiroll Sprint ospitata nei pressi della stazione ferroviaria di Castel di Sangro, dove i velocisti si sfideranno in un concentrato di pura potenza tecnica.
La seconda sessione del weekend prenderà il via domenica ventisei luglio, a partire dalle ore nove e trenta, con una Mass Start che collegherà idealmente il centro cittadino alla frazione di Roccacinquemiglia, coinvolgendo per la prima volta lo storico borgo in una competizione tricolore, i cui tempi parziali ed i cui ordini d’arrivo scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.
Il raduno della Nazionale Under 23 ed il corso maestri diretto da Giorgio Tognetti
La designazione della località abruzzese giunge a coronamento di un lungo percorso di preparazione che ha visto i blocchi della Nazionale Under 23 e della squadra Juniores svolgere intensi ritiri collegiali sulle strade d’altura dell’Alto Sangro, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi per garantire l’onestà e la freschezza della cronaca sportiva. Il distretto aquilano ospita in concomitanza le attività didattiche del Terzo Modulo Tecnico per la Formazione dei Maestri di Sci organizzato dal comitato del Lazio a firma di Giorgio Tognetti, un percorso di specializzazione che annovera ventisei corsisti provenienti da sette diverse regioni italiane. La complessa macchina logistica è coordinata dall’Asd Sci Club di Alfedena, sodalizio presieduto da Arturo Como e designato ufficialmente dalla Fisi come ente affidatario della manifestazione grazie a una solida esperienza che vanta oltre dieci eventi nazionali organizzati nell’ultimo decennio sul territorio.
I preparatori atletici e i tecnici federali monitorano lo stato di forma dei ragazzi in vista dei traguardi autunnali, proiettando le immagini degli allenamenti sui display dei telefoni dei nuclei familiari del comprensorio montano.
Il commento dello speaker Alberto Pasquali e la premiazione con l’assessore Mario Quaglieri
La direzione tecnica della competizione è affidata alla consolidata esperienza dell’allenatrice di terzo livello Elena Como, la quale guiderà uno schieramento di ufficiali di gara e cronometristi di primo ordine, mentre la cronaca in diretta di ogni singolo istante delle prove sarà affidata all’inconfondibile voce dello speaker Alberto Pasquali. Il sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, ha manifestato profondo orgoglio per un evento che premia la lungimiranza dell’amministrazione comunale, impegnata nella progettazione di una pista permanente interamente riservata alla disciplina dello skiroll. Le cerimonie ufficiali di premiazione si terranno questa sera alle ore diciannove nella splendida cornice di Piazza Plebiscito alla presenza di numerose autorità civili e dell’assessore regionale Mario Quaglieri, il quale ha evidenziato come i grandi eventi sportivi costituiscano un formidabile motore di sviluppo economico, coesione sociale e promozione turistica per l’intero Abruzzo.
Sport
Careth Christine Arnold 2^ all’Hardrock Hundred Endurance Run 2026
Il 10 luglio 2026 ha avuto luogo la “33rd Hardrock Hundred Endurance Run (USA)”, 100 miglia trail.Tra le donne ha vinto Courteney Dauwalter (USA) 26h03’10” (5^ assoluta) precedendo Careth Arnold (USA) 30h32’31” e Tara Dower (USA) 33h02’04”.
Il vincitore assoluto è stato Ludovic Pommeret (FRA), 51 anni, con il crono di 21h11’36” precedendo Jimmy Elam (USA) 23h48’56”, a seguire David Ayala 24h28’17” (USA).
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Careth Christine Arnold attraverso risposte ad alcune ime domande.
Redazione- Il 10 luglio 2026 ha avuto luogo la “33rd Hardrock Hundred Endurance Run (USA)”, 100 miglia trail.Tra le donne ha vinto Courteney Dauwalter (USA) 26h03’10” (5^ assoluta) precedendo Careth Arnold (USA) 30h32’31” e Tara Dower (USA) 33h02’04”.
Il vincitore assoluto è stato Ludovic Pommeret (FRA), 51 anni, con il crono di 21h11’36” precedendo Jimmy Elam (USA) 23h48’56”, a seguire David Ayala 24h28’17” (USA).
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Careth Christine Arnold attraverso risposte ad alcune ime domande.
Congratulazioni per il tuo secondo posto alla Hardrock: sei soddisfatta? Sono soddisfatta del mio secondo posto femminile alla Hardrock? Sì e no. Ho iniziato questa gara con la speranza e la forma fisica per finirla in meno di 27 ore. Tuttavia, portare a termine la Hardrock da sola è già un grande risultato, e ne sono profondamente grata.
Portare a termine un’ultramaratona di 100 miglia è una grandissima sfida, arrivare al secondo posto all’Hardrock è davvero un grandissimo risultato, una gara difficilissima e sfidante per l’altimetria estrema.
Quando hai capito che non avresti potuto vincere?
Ho capito che non avrei vinto l’Hardrock non appena ho iniziato la scalata dell’Handies Peak. A quel punto, mi sono reso conto di quanto i miei polmoni stessero faticando e ho sentito la carenza di ossigeno aumentare esponenzialmente. Courtney si muoveva molto più velocemente di quanto io potessi fare.
La Hardrock Hundred Mile Endurance Run è un’ultramaratona di 101,8 miglia (circa 165 km), con un dislivello positivo di circa 10.200 metri in salita e circa 10.200 metri in discesa, per un dislivello totale di circa 20.300 metri, a un’altitudine media di circa 3.350 metri. La corsa si svolge su un percorso ad anello che si snoda su strade sterrate, sentieri e percorsi di cross-country nella catena montuosa di San Juan, nel Colorado meridionale, negli Stati Uniti. La corsa inizia e termina a Silverton, in Colorado, e attraversa le città di Telluride, Ouray e la città fantasma di Sherman, superando tredici passi principali tra i 3.650 e i 3.950 metri di altitudine. I partecipanti devono percorrere 13 volte un dislivello superiore ai 3.700 metri, con il punto più alto del percorso rappresentato dalla vetta di Handies Peak, a 4.288 metri di altitudine.
https://hardrock100.com/hardrock-about.php
Davvero una grande sfida, non solo per i tantissimi chilometri da percorrere ma anche per l’altitudine elevata, oltre i 3.000 dove ci vuole una preparazione mirata.
A chi dedichi questo?
Dedico tutti i miei sforzi alle mie due figlie. Amo essere per loro un esempio di forza e perseveranza.
Ci sono stati dei momenti critici? Qual è stata la parte più difficile?
Ci sono stati molti momenti critici nella seconda metà della gara, ma il più critico è stato durante l’ultima salita verso Little Giant. Mi sono reso conto che il mio corpo non assorbiva l’ossigeno di cui aveva bisogno e ho iniziato a lottare per respirare con una frequenza respiratoria molto elevata. Le ultime quattro ore sono state la parte più difficile: avevo una grave carenza di calorie, facevo fatica a respirare ed ero molto emotiva.
L’ultima salita della Hardrock 100 miglia 2026, era il Little Giant. Dislivello: circa 820 metri. Distanza: circa 4 chilometri. Pendenza: molto ripida, con punte che sfiorano il 30%. Altitudine: si parte dal ristoro di Cunningham circa 3.160m per arrivare a 3.960m.
Trattasi di una gara difficilissima se si pensa che correndo una maratona di 42.195 km, gli atleti incontrano la crisi, il muro al 30-35° km, figuriamoci una gara di 160 km, dove metà gara è di 80 km in altitudine e si corre non per 3.4 ore totali come una maratona ma 25-30 ore per i più forti atleti al mondo.
Per quali atlete eri preoccupata?
Ero preoccupata che le atlete dietro di me mi raggiungessero, soprattutto Tara Dower, perché so quanto è forte e tenace.
Quali sono state le sessioni di allenamento più importanti?
Le sessioni di allenamento più importanti sono state le lunghe giornate trascorse sul percorso. Conoscere e amare il terreno mi ha aiutato a concludere la gara nel miglior modo possibile.
Importantissimo sviluppare la consapevolezza di ciò a cui si va incontro, importantissimo conoscere il percorso, sapere a cosa si va incontro, arrivare alla partenza preparati fisicamente e mentalmente.
Cosa cambia adesso?
La prossima cosa che cambierà è il mio modo di respirare. L’altitudine è ancora un mio punto debole e voglio investire tempo trascorrendo più tempo in quota, oltre ad allenare il mio sistema respiratorio per migliorare le mie prestazioni fisiche.
Non si finisce mai di imparare, ogni gara è una grandissima esperienza, un test, un’opportunità per conoscersi meglio e per potenziare eventuali criticità per cercare di fare sempre meglio le prossime volte.
Qualche consiglio per vincere la Hardrock 100?
Non ho consigli per vincere la Hardrock, chiedimelo quando lo farò!
Qualche consiglio su come avvicinare i giovani al trail running?
Il mio consiglio per i giovani trail runner è di iniziare subito, divertirsi in montagna e non tirarsi mai indietro di fronte alle sfide che spaventano.
In che modo l’ultramaratona ti ha cambiato?
L’ultramaratona mi ha insegnato a rispettare il mio corpo. È straordinariamente adattabile all’allenamento. Ha anche rafforzato la mia fede. Non potrei praticare questo sport senza la mia fede nella forza di Dio, che si manifesta quando la mia viene meno.
La pratica dell’ultramaratona aiuta a conoscersi meglio, a fidarsi sempre di più, a incrementare gradualmente chilometri e difficoltà, adattandosi a ogni situazione, un adattamento sia corporeo che mentale a ogni situazione difficile e critica.
Chi e cosa ti aiuta nel tuo sport?
Mio marito mi supporta in modo incredibile: si fa avanti per i nostri figli ogni volta che ho bisogno di allenarmi. Non potrei essere sia mamma che atleta senza il suo sostegno. Anche i miei sponsor – Altra, Smartwool, Ultraspire e Näak – sono fondamentali per il mio percorso in questo sport.
L’ultramaratona richiede tante ore di allenamenti e possibilmente una famiglia che comprende e sostiene. L’atleta ha bisogno di tempo, spazio e anche abbigliamento adeguato agli allenamenti e le gare e ben vengano sponsor che supportano e aiutano l’atleta.
Quali sono i tuoi obiettivi a breve, medio e lungo termine?
I miei obiettivi a breve, medio e lungo termine sono tutti uguali: diventare più veloce su distanze più lunghe (e a volte anche più brevi) e alimentarmi sempre correttamente.
Sogni realizzati, sogni ancora da realizzare e sogni irrealizzati?
I miei sogni stanno iniziando a realizzarsi. Non so se un singolo risultato o una singola vittoria in gara mi soddisferanno mai completamente, ma so di voler dare il meglio di me. Spero solo che il mio massimo impegno sia sufficiente.
È importante avere una progettualità nello sport e nella vita, stabilire mete, obiettivi, sogni e impegnarsi per poterli raggiungere e sentirsi soddisfatti, con la consapevolezza che si cerca di fare del proprio meglio e che è importante che la motivazione resti sempre elevata.
Sport
L’Isweb Avezzano Rugby punta al futuro: arriva il mediano d’apertura Roberto Carnino
🏉 L’Isweb Avezzano Rugby continua a volare alto: il classe 2004 Roberto Carnino si unisce al roster giallonero per portare classe e visione di gioco in Serie A1. Una scelta ambiziosa che conferma la crescita costante del nostro club.
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#AvezzanoRugby #SerieA1 #RugbyIt #AbruzzoSport
Avezzano- Il panorama sportivo della Marsica si prepara a una stagione di grande intensità, con l’Isweb Avezzano Rugby che continua a consolidare le proprie ambizioni in vista del campionato di Serie A1 2026/2027. La società giallonera, che da anni rappresenta un punto di riferimento per la palla ovale in Abruzzo, ha ufficializzato un nuovo, importante innesto per rinforzare la linea dei trequarti: si tratta di Roberto Carnino, mediano d’apertura classe 2004, un profilo che coniuga una giovane età a una solida esperienza maturata nei campionati seniores nazionali.
L’arrivo di Carnino non è solo una mossa tattica, ma parte di una strategia mirata a elevare la qualità tecnica all’interno del centro sportivo di via dei Gladiatori. Il giocatore, originario del Piemonte, porta con sé un bagaglio formativo d’eccellenza, essendo cresciuto nel vivaio del Monferrato Rugby, realtà nota per la cura maniacale nel plasmare i talenti del domani. Negli ultimi due anni, il mediano ha indossato la maglia del Verona Rugby, misurandosi con la fisicità e la velocità richieste dal massimo campionato di Serie A. Queste stagioni in Veneto sono state decisive per affinare le sue doti naturali: la precisione nei calci di spostamento, la capacità di dettare il tempo di gioco e una visione tattica che gli permette di gestire la linea arretrata sotto pressione.
Un tassello strategico per la manovra offensiva
La scelta di puntare su un profilo come quello di Carnino risponde a un’esigenza chiara dello staff tecnico avezzanese, che da tempo cercava un interprete capace di dare profondità e fluidità alla manovra offensiva. In un campionato complesso e competitivo come la Serie A1, in cui ogni dettaglio fa la differenza, avere un numero dieci in grado di leggere le situazioni di campo in frazioni di secondo diviene un fattore determinante per l’economia dell’intera squadra.
Il giocatore si è già integrato con il resto del gruppo, dimostrando di aver compreso lo spirito che anima la società marsicana. Il terreno di gioco dell’impianto di Avezzano, che di domenica in domenica si trasforma in una roccaforte per i numerosi tifosi locali, sarà il banco di prova principale per Carnino. La sua capacità di gestire i ritmi di gioco sarà essenziale per valorizzare i compagni di reparto, offrendo soluzioni rapide ed efficaci per superare le difese avversarie. L’aspetto atletico e quello tattico si fondono nel suo stile di gioco, che punta sulla concretezza piuttosto che sul virtuosismo fine a se stesso.
Le ragioni di una scelta condivisa
La motivazione che ha spinto il giovane talento a trasferirsi nella Marsica non è legata esclusivamente alle prospettive agonistiche, ma anche al clima societario. In un’epoca in cui il professionismo sportivo sembra talvolta dimenticare il valore dell’individuo, Carnino ha sottolineato come la visione dell’Isweb Avezzano Rugby rappresenti un’eccezione positiva. “Questa realtà mette al centro la persona prima ancora del giocatore”, ha dichiarato il neo-acquisto, evidenziando come la solidità del progetto sportivo e la compattezza del gruppo siano stati i fattori decisivi per accettare la sfida proposta dalla dirigenza giallonera.
Per il club presieduto dai vertici societari, l’ingaggio di Carnino è la conferma di una reputazione ormai radicata a livello nazionale. Avezzano non è più solo una piazza di provincia che partecipa con orgoglio ai campionati nazionali, ma è diventata una meta ambita per quei giocatori che cercano un mix tra ambizione tecnica e un ambiente capace di supportare la crescita professionale. La struttura organizzativa del sodalizio abruzzese continua a dimostrarsi in grado di attrarre profili provenienti da diverse regioni, consolidando la propria posizione tra le realtà più solide dell’intero panorama rugbistico italiano.
Con questo nuovo arrivo, i tifosi di Avezzano possono guardare al prossimo campionato con rinnovato ottimismo. La squadra sta prendendo forma con l’obiettivo di competere ai vertici, costruendo un organico che possa contare su una sana competitività interna in ogni ruolo. L’innesto del classe 2004 permette allo staff di avere maggiore flessibilità tattica, garantendo la necessaria profondità in un ruolo, quello del mediano d’apertura, storicamente vitale per gli equilibri di qualsiasi formazione ovale che ambisca a risultati duraturi. La stagione che attende i gialloneri si prospetta densa di sfide, ma il lavoro di pianificazione svolto durante l’estate promette di regalare al pubblico marsicano un anno memorabile.
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