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LAURA SEMERARO: C’È SEMPRE UN BEL PIZZICO DI FOLLIA IN OGNI RUNNER

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LAURA SEMERARO: C'È SEMPRE UN BEL PIZZICO DI FOLLIA IN OGNI RUNNER

Redazione-  I runner son atleti considerati molto resilienti alla ricerca di spazi e tempo per allenarsi, nelle ore più bizzarre, prima dell’alba, dopo cena, con il clima più avverso, con caldo torrido, vento, pioggia, gelo.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Laura (ASD Villa De Sanctis) attraverso risposte ad alcune mie domande.

Come ti definisci atleticamente?

Mi definisco un’amatrice appassionata della corsa, con continua voglia di migliorarsi e di sfidare i propri limiti.

 

Si cerca di fare sempre meglio, allenarsi con metodo, considerare ogni dettaglio oche possa far migliorare e anche alzare l’asticella mettendosi in gioco in gare sempre più lunghe, sfidanti, difficili ma non impossibili.

Cosa e chi contribuisce alla tua prestazione?

La motivazione mi spinge a migliorare la prestazione sia in allenamento sia, soprattutto, in gara.

 

Per impegnarsi costantemente con determinazione c’è sempre bisogno di forte motivazione e grandissima passione in quello che si fa.

Cosa dicono amici e familiari riguardo alle tue attività sportive?

Ormai lo sanno che tutti i sabati ho gli allenamenti di squadra e quasi tutte le domeniche ho una gara o un lungo (allenamento) per cui almeno tutta la mattinata sto fuori casa. I miei figli mi ammirano e mi prendono come esempio positivo per i loro sport (basket e nuoto), i miei genitori mi prendono un po’ per matta visto che né il gelo né il caldo torrido mi fermano mai, ma si sa che c’è sempre un bel pizzico di follia in ogni runner. Anche gli amici mi ammirano soprattutto da quando ho corso la mia prima maratona quest’anno a Roma e da allora mi chiamano ‘la maratoneta’.

Quali sono le difficoltà nel praticare lo sport?

Per una madre e lavoratrice a tempo pieno la difficoltà principale è sicuramente trovare il tempo per potersi allenare costantemente e qualitativamente.

L’evento sportivo in cui hai provi le emozioni più positive?

Senza ombra di dubbio la maratona di Roma, la mia prima maratona e non solo la gara in sé ma tutti i lunghi e duri mesi di preparazione che poi mi hanno portato a quel giorno, carica e piena di aspettative. La maratona è la metafora della propria vita, ricca di salite e discese, di pena e di emozioni, di lacrime dolci e amare, con quel muro finale da superare per poter finalmente raggiungere quel traguardo finale che sembra un miraggio nell’estasi della sofferenza fisica e mentale. Ma poi realizzi che non è un miraggio ma è reale e solo pochi ultimi metri ti separano dal traguardo, dalla gioia assoluta, da quella medaglia al collo, tanto sudata e tanto agognata e la magia più grande è aver condiviso tutte queste emozioni e questi 42.195 metri con una compagna unica e meravigliosa, Ros, splendida amica e atleta…

 

Non è facile trovare un giusto equilibrio tra impegni sportivi, familiari, lavorativi ma è importante portare avanti una passione sportiva che fortifica corpo e mente e aiuta a sentirsi più capaci e resilienti, superando eventuali ostacoli arrivando a correre anche una maratona considerata molto difficile da preparare e da interpretare.

Laura ha corso la sua prima maratona il 16 marzo 2025in 4h32’55” a Roma.

La maratona è davvero una grandissima esperienza da quando si decide di volerla preparare a tutto il periodo di preparazione con allenamenti lunghissimi di più ore e durante la gara dove bisogna lottare con se stessi, con una parte di sé che vorrebbe andare avanti a tutti i costi per concluderla e fare una buona performance e un’altra parte più pigra, più negativa che vorrebbe fermarsi per non faticare, non soffrire, non sentire dolore, ma quando si arriva al traguardo si cambia, si diventa più consapevoli di ciò che si è riusciti a fare nonostante tutto, soprattutto se si è in compagnia, condividendo fatica e gioia.

Quali competenze, qualifiche e caratteristiche possiedi nel tuo sport?

Più che competenze e qualifiche sento di possedere una grandissima determinazione e forza di volontà che mi portano a non fermarmi mai e ad andare avanti anche nelle giornate o nei momenti più difficili, che siano un periodo difficile o un infortunio, per il quale ci passa ogni runner prima o poi.

 

I runner cercano di essere costanti, non saltare allenamenti, cercando di ottenere sempre più miglioramenti per far bene in gara.

Per quali aspetti ritieni utili lo psicologo nello sport?

Penso che possa essere molto utile in caso di infortunio serio e duraturo che può portare a un vero e proprio stato depressivo per l’atleta perché privato della sua droga positiva, e sappiamo che la corsa lo è! Può anche essere utile in caso di delusioni molto forti derivate da risultati negativi in gare per le quali ci si era allenati al meglio e si avevano obiettivi importanti.

La situazione sportiva più difficile?

Gli infortuni avuti dopo pochi mesi che avevo iniziato a correre seriamente: il primo una brutta pubalgia e poi una tendinite che ahimè devo gestire perché penso che non passerà mai.

 

Si mettono in conto infortuni, avversità, crisi, sconfitte ma bisogna starci, capirle, apprendere da ogni situazione positiva o negativa e potenziare la parte critica, continuando a seguire i propri obiettivi con il sorriso e tentando sempre in modo diverso.

Cosa hai scoperto di te praticando sport?

Che lo sport è una vera e propria terapia mentale.

Che allenamento mentale usi?

Nessuno.

Prossimi Obiettivi?

Tante gare in vista, ma sicuramente la nuova esperienza da guida FISPES per la mia amica atleta Cristina con cui farò la Urbs Mundi il 14 dicembre.

 

Una bellissima esperienza correre come guida di una atleta cieca, permettendo a chi non può fare da sola a sperimentare un’esperienza di gara in compagnia con fiducia della propria guida, collegata con un cordino.

Sogni realizzati, rimasti incompiuti, da realizzare?

Realizzati: la maratona e la altrettanto fantastica Cortina-Dobbiaco, gara unica per il paesaggio mozzafiato. Da realizzare: la maratona di New York, prima o poi la farò!

Quali sono gli ingredienti del successo?

Costanza e varietà nell’allenamento, determinazione, tanta pazienza.

 

Per migliorare e sperimentare sia benessere che performance, bisogna non solo essere costanti ma anche cercare di fare allenamenti stimolanti, mettendosi in gioco e apprezzando ogni minimo miglioramento e risultato in gara.

Chi ti ispira?

La mitica Nadia Batocletti.

 

Nadia Battocletti (12 aprile 2000) è un simbolo di fortissima atleta fortissima, performante e resiliente, sempre con il sorriso. Mezzofondista italiana, medaglia d’argento nei 10000 metri piani ai Giochi olimpici di Parigi 2024, vincitrice di due medaglie (un argento e un bronzo) ai Mondiali di Tokyo 2025 e campionessa europea nei 5000 e nei 10000 metri piani agli Europei di Roma 2024. È l’attuale primatista italiana dei 5000 e dei 10000 metri piani, nonché dei 5 km e dei 10 km su strada e dei 3000 metri piani (sia outdoor che indoor). Detiene inoltre le migliori prestazioni italiane under 20 e under 23 dei 3000 metri piani (sia outdoor che indoor).

Cosa c’è oltre lo sport?

I compagni di squadra, amici con i quali ci si aiuta e ci si sprona a vicenda e che sono sempre lì per te, sia in momenti difficili sia in momenti di allegra convivialità.

C’è qualcuno che ti incoraggia o ti scoraggia?

I miei figli mi incoraggiano continuamente, a volte mi scoraggio da sola ma per fortuna dura poco tempo.

Cosa diresti a te stessa di 10 anni fa?

Direi le stesse cose che in realtà già mi dicevo e cioè di avere pazienza per riprendere lo sport e l’attività fisica perché i figli erano ancora troppo piccoli ed era difficile riprendere, ma con molta pazienza e con loro più grandi ho ripreso quello che ho sempre fatto e amato sin da piccola, correre e fare sport.

 

C’è un tempo per tutto, per giocare, studiare, formare famiglia, lavorare, ma bisogna sempre pensare a se stessi e cioè trovare spazio e tempi per portare avanti proprie passioni.

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Sport

Isweb Avezzano Rugby, domenica il debutto casalingo allo stadio «Trombetta» contro il Rugby Parma: i gialloneri di Rotilio a caccia del bis in Serie A1

Serie A1, l’Isweb Avezzano Rugby debutta in casa: domenica alle 15.30 al «Trombetta» arriva il Parma per blindare la vetta della classifica 👇

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Keegan Munro

Avezzano – L’attesa febbrile della tifoseria marsicana è finalmente giunta al termine. Dopo la prestigiosa e combattuta vittoria conquistata all’esordio sul difficile campo del VII Rugby Torino, l’Isweb Avezzano Rugby è pronta a bagnare il proprio debutto casalingo nel campionato nazionale di Serie A1 (girone meritocratico) 2026/2027. Una domenica di grande agonismo e passione ovale che infiamma il territorio, richiamando a raccolta gli appassionati di tutta la provincia per sostenere i colori gialloneri.

L’appuntamento è fissato per domenica 25 ottobre alle ore 15.30 sul manto erboso dello stadio comunale «A. Trombetta» di via Newton, dove la compagine avezzanese guidata dall’head coach Pierpaolo Rotilio riceverà la storica formazione del Rugby Parma 1931. L’obiettivo dichiarato dello spogliatoio è bissare il successo della prima giornata, incamerando altri cinque punti pesanti in classifica generale prima della pausa programmata per gli impegni internazionali della Nazionale azzurra.

L’analisi dell’head coach Pierpaolo Rotilio: concentrazione e disciplina

Nel corso delle intense sedute di allenamento settimanali, coach Pierpaolo Rotilio ha tenuto alta la guardia, elogiando la tempra caratteriale mostrata in Piemonte ma sollecitando la squadra a perfezionare i meccanismi di gioco:

«Contro il Settimo Torinese non è stata una sfida semplice, ma siamo riusciti a centrare la vittoria piena che cercavamo con tutte le nostre forze», ha rimarcato l’allenatore giallonero. «Faccio i complimenti ai ragazzi per aver lottato duramente e con coraggio su ogni pallone. Siamo partiti con il piede giusto, ma siamo pienamente consapevoli che c’è ancora molto da lavorare per migliorare quegli aspetti del gioco dove è necessario crescere in termini di confidenza tattica, precisione nei punti d’incontro e solidità complessiva per tutti gli ottanta minuti».

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La carica del neoacquisto Keegan Munro: «Cuore, carattere e coesione»

A fargli eco con parole cariche di entusiasmo è la seconda linea Keegan Munro, atleta di grande fisicità ed esperienza giunto quest’anno a rinforzare il pack marsicano:

«È stata una trasferta durissima sotto ogni profilo, resa ancor più impegnativa dal lungo viaggio affrontato, ma l’imperativo categorico era portare a casa il bottino pieno e ci siamo riusciti con merito», commenta Munro. «Il gruppo ha dimostrato di essere compatto, solido e animato da una chimica eccellente. Dobbiamo ancora affinare alcune dinamiche interne, ma la reazione corale sfoderata nei momenti più caldi della partita mi riempie d’orgoglio. Nel finale abbiamo gettato il cuore oltre l’ostacolo, conquistando una vittoria fondamentale che infonde fiducia per il proseguo del torneo».

Una storia gloriosa dal 1977 al servizio dei giovani e dello sport

Fondato nel lontano 1977, l’Avezzano Rugby si conferma una delle istituzioni sportive più nobili, radicate e vincenti dell’Abruzzo interno. Oltre ai traguardi della prima squadra, il club porta avanti con dedizione un capillare progetto sociale ed educativo attraverso il settore giovanile e la club house, promuovendo il rispetto dell’avversario, la lealtà e il sacro rito del terzo tempo.

Domenica 25 ottobre alle 15.30 lo stadio «Trombetta» si preannuncia gremito per spingere i guerrieri gialloneri verso la seconda vittoria consecutiva. Per tutte le informazioni sui biglietti e sulle attività del club è possibile consultare il portale ufficiale www.avezzanorugby.it

Foto di Michele Stoduto

A cura della Redazione Sport e Territorio di Cavaliere News

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«Febbre da cavallo» compie 50 anni: il 29 ottobre festa e proiezione gratuita all’Ippodromo delle Capannelle. L’incontro con Enrico Vanzina e la rinascita dello storico tempio dell’ippica romana

«Febbre da cavallo» compie 50 anni: giovedì 29 ottobre festa e proiezione gratuita all’Ippodromo delle Capannelle con Enrico Vanzina e Laura Delli Colli per celebrare il capolavoro di Steno e Gigi Proietti. Il programma completo nell’articolo di Cavaliere News! 👇

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Ippodromo Capannelle Roma

Roma – Mezzo secolo di risate irriverenti, battute entrate di diritto nel vocabolario quotidiano, colpi di genio cinematografici e un amore viscerale per la Città Eterna e per il mondo delle corse al galoppo e al trotto. Il 29 ottobre 1976 faceva il suo debutto nelle sale cinematografiche italiane una pellicola destinata a segnare in modo indelebile la storia della commedia all’italiana: Febbre da cavallo. Diretto con maestria insuperabile da Steno, pseudonimo del grandissimo Stefano Vanzina (1917-1988), il film ha saputo immortalare l’anima popolare, sognatrice, scanzonata e perennemente al verde di una Roma indimenticabile, trasformando la passione per le scommesse ippiche in un autentico monumento della memoria collettiva nazionale.

A cinquant’anni esatti da quella storica prima visione, la Capitale si prepara a celebrare questo capolavoro senza tempo con un appuntamento straordinario e dal valore altamente simbolico. Il prossimo giovedì 29 ottobre, la cittadinanza tutta, gli appassionati di cinema, le famiglie romane e i fedelissimi dell’ippica sono invitati all’Ippodromo delle Capannelle per una serata evento a ingresso totalmente gratuito. Cornice perfetta e naturale di questa ricorrenza, lo storico impianto di via Appia Nuova farà da palcoscenico a una speciale proiezione all’aperto del film, riunendo generazioni di spettatori sotto il cielo di Roma per rivivere le esilaranti peripezie dell’indossatore Bruno Fioretti detto “Mandrake”, del disoccupato Armando Pellicci detto “Er Pomata” e del guardalinee Felice Roversi.

Ad aprire la manifestazione, a partire dalle ore 18.00, sarà un prestigioso momento di approfondimento culturale che vedrà protagonista d’eccezione Enrico Vanzina. Il celebre regista, sceneggiatore e produttore, figlio primogenito di Steno e co-autore insieme al padre e al fratello Carlo di pagine memorabili del cinema nostrano, incontrerà il pubblico per raccontare i retroscena inediti sulla genesi dell’opera, le memorie del set, il lavoro gomito a gomito con il padre e lo speciale connubio che legava la Roma degli anni Settanta all’universo febbrile delle scommesse clandestine e ufficiali. A moderare il confronto sarà la giornalista e saggista Laura Delli Colli, presidente del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, prima di dare il via alla visione su grande schermo della pellicola restaurata.

Un doppio anniversario secolare: la memoria di Mandrake e la ristrutturazione di Capannelle

La ricorrenza del cinquantenario di Febbre da cavallo assume quest’anno una valenza ancora più profonda ed emozionante, poiché si intreccia a filo doppio con un altro traguardo storico: il centenario della monumentale ristrutturazione dell’Ippodromo delle Capannelle, celebrato lo scorso 20 settembre attraverso una partecipatissima festa aperta a tutta la città. Inaugurato nella sua veste architettonica moderna nel 1926, l’impianto romano rappresenta da un secolo un punto di riferimento insostituibile non soltanto per l’ippica internazionale, ma per l’intero tessuto sociale e ricreativo della Capitale. Riunire simbolicamente queste due ricorrenze all’interno dello stesso prato significa rendere omaggio a un’opera che ha saputo fotografare la romanità più autentica elevandola a canone culturale.

Impossibile non ricordare la straordinaria galleria di personaggi cesellata dalla regia di Steno e interpretata da un cast in stato di grazia assoluta. Su tutti giganteggia il compianto Gigi Proietti, che con il suo Mandrake regalò una delle prove d’attore più iconiche e poliedriche della sua sterminata carriera, affiancato da un incontenibile Enrico Montesano nei panni del Pomata, da Francesco De Rosa, dall’eleganza di Catherine Spaak nei panni dell’esasperata fidanzata Gabriella e dalla verve straripante di Mario Carotenuto nel ruolo dell’avvocato De Marchis, senza dimenticare Adolfo Celi, memorabile giudice severo dal cuore segretamente ippico. La leggendaria scommessa sulla tris “Soldatino, King e D’Artagnan”, la truffa delle giubbe e la fuga precipitosa tra le scuderie hanno scolpito sequenze che appartengono al patrimonio affettivo di milioni di italiani.

Negli ultimi anni, tuttavia, il patrimonio storico e sportivo di Capannelle ha dovuto fare i conti con una fase amministrativa e gestionale particolarmente complessa e delicata, che ha rischiato seriamente di comprometterne la continuità operativa e di recidere quel legame secolare costruito con generazioni di romani abituati a trascorrere le domeniche sulle tribune Liberty dell’ippodromo.

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Tutto sommato: Qualcosa mi ricordo – Gigi Proietti

L’autobiografia brillante, appassionata e ricca di aneddoti del maestro Gigi Proietti: dai primi passi nei locali di cabaret fino alla consacrazione sul set di Febbre da cavallo nei panni dell’indimenticabile Mandrake. Un viaggio intimo tra teatro, cinema e il grande cuore di Roma.

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La ripartenza di Capannelle: un polo culturale polivalente aperto a tutta la città

La proiezione del capolavoro di Steno si inserisce all’interno di una concreta e vigorosa rinascita per l’Ippodromo delle Capannelle. Dopo mesi di grande incertezza, grazie al proficuo lavoro congiunto condotto da Roma Capitale e dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), affiancato dall’impegno operativo e gestionale garantito da Zètema Progetto Cultura, lo scorso 4 settembre le corse sono finalmente tornate a far battere il cuore delle piste, restituendo alla città uno dei suoi simboli più cari.

La riapertura dell’impianto non si limita tuttavia a un mero ritorno alle attività del passato, ma segna l’inizio di una visione strategica radicalmente rinnovata. L’obiettivo delle istituzioni capitoline è duplice: da un lato preservare e rilanciare con standard qualitativi d’eccellenza la vocazione ippica e agonistica di Capannelle, dall’altro trasformare la struttura in un grande parco polifunzionale vivo e accessibile trecentosessantacinque giorni all’anno, capace di aprirsi a esperienze culturali, sportive, formative e di aggregazione sociale per un pubblico vasto e trasversale.

Con le sue ampie superfici all’aperto, i prati sconfinati, le monumentali tribune d’epoca e scorci panoramici mozzafiato verso i Castelli Romani, Capannelle vanta una scenografia unica nel panorama capitolino. Uno spazio ideale per accogliere concerti di musica dal vivo, festival gastronomici, rassegne cinematografiche, laboratori didattici per bambini e manifestazioni sportive di quartiere, attirando famiglie, giovani, residenti e turisti che magari non hanno mai varcato i cancelli di un ippodromo.

La sinergia tra cinema e sport: Capannelle riparte dalla propria storia

La scelta di puntare con decisione sulla settima arte nasce dalla profonda convinzione, condivisa da Zètema Progetto Cultura e dall’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, che il cinema rappresenti il veicolo più potente per creare comunità e aggregazione attorno ai luoghi identitari della città. L’ippica italiana e il grande schermo hanno sempre dialogato in modo fecondo, trovando a Capannelle un set a cielo aperto ricco di fascino, contraddizioni, speranze e nobile romanticismo.

L’invito rivolto a tutta la cittadinanza per giovedì 29 ottobre rappresenta dunque molto più di una semplice celebrazione nostalgica: è l’occasione per riappropriarsi collettivamente di un bene comune straordinario. Tra una risata per le profezie ippiche del Pomata, il ricordo commosso dell’arte immensa di Gigi Proietti e la testimonianza preziosa di Enrico Vanzina, Roma ritrova uno dei suoi templi più amati, dimostrando che custodire la propria memoria popolare è il primo, fondamentale passo per costruire un futuro all’altezza della sua grande storia.

A cura della Redazione Cultura e Spettacoli di Cavaliere News

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Sport

Subbuteo Tradizionale, il ternano Marco Perotti a Roma per il Gran Prix Lazio: caccia al podio e premiazione al Centro Sportivo in Miniatura

Tutto pronto a Roma per il Gran Prix Lazio di Subbuteo Tradizionale! Domenica 25 ottobre al Centro Sportivo in Miniatura di Balduina si sfidano 32 campioni su campi Astropitch originali. Grande attesa per il ternano Marco Perotti: premiato come vincitore della classifica fuori regione della passata stagione dopo aver chiuso al 5° posto assoluto, lancia l’assalto al podio nel debutto del campionato 2026-2027. Tutti i dettagli 👇

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Locandina evento Roma

La magia senza tempo del calcio a punta di dito torna a infiammare la Capitale in un appuntamento agonistico di primo piano che unisce nostalgia, precisione millimetrica e altissimo tasso tecnico. Domenica 25 ottobre 2026 i riflettori del circuito federale saranno puntati sul quartiere Balduina a Roma, dove presso gli storici locali del «Centro Sportivo in Miniatura» di via Filippo Nicolai 76 andrà in scena l’atteso Gran Prix Lazio di Subbuteo Tradizionale. Con il calcio d’inizio fissato tassativamente per le ore 9.30, la manifestazione inaugurerà ufficialmente la nuova stagione sportiva 2026-2027, richiamando sul panno verde alcuni tra i migliori interpreti del centro Italia.

L’evento rappresenta una tappa prestigiosa nel calendario del movimento ed è promosso congiuntamente dalla Federazione Italiana Sportiva Calcio Tavolo (FISCT), dal Settore Nazionale Subbuteo di OPES Italia — ente di promozione sportiva ufficialmente riconosciuto dal CONI —, dalla delegazione regionale FISCT Lazio e dall’esperta organizzazione del club Black Rose Roma 1998, autentica colonna storica e fucina di campioni del panorama capitolino e nazionale. Ai nastri di partenza si sfideranno 32 giocatori selezionati, provenienti non solo da Roma e dalle province laziali di Viterbo e Frosinone, ma anche da Campania, Abruzzo e Umbria, a testimonianza della straordinaria vitalità di una disciplina capace di aggregare generazioni diverse.

Marco Perotti alfiere di Terni: il trionfo tra i fuori regione e la nuova sfida al vertice

A difendere i colori della città dell’acciaio e dell’Umbria intera sarà presente il giocatore ternano Marco Perotti, atleta tesserato FISCT divenuto ormai una figura di riferimento costante nei tabelloni d’eccellenza del circuito laziale. Perotti si presenta ai nastri di partenza di questa nuova annata agonistica forte di un cammino straordinario compiuto nella passata stagione 2025-2026, durante la quale ha saputo imporsi per regolarità di rendimento, lucidità tattica e freddezza nelle fasi a eliminazione diretta.

I numeri certificano una crescita esponenziale: nell’arco degli scorsi dodici mesi Perotti ha accumulato la bellezza di 731 punti nel ranking ufficiale FISCT Lazio di Subbuteo Tradizionale, riuscendo nell’impresa di conquistare il quinto posto assoluto su un lotto complessivo di ben 113 atleti classificati. Un piazzamento d’élite che è stato ulteriormente impreziosito dal trionfo nella speciale graduatoria riservata ai giocatori «Fuori Regione», dove l’alfiere ternano ha conquistato la vetta solitaria piazzandosi al primo posto davanti a 40 agguerriti concorrenti provenienti da tutto il Centro-Sud.

Proprio in occasione del Gran Prix di domenica 25 ottobre, il cerimoniale ufficiale dell’evento ospiterà le premiazioni federali di chiusura della stagione 2025-2026: Perotti riceverà la coppa per la vittoria nella classifica fuori regione, raccogliendo il meritato tributo da parte di colleghi e avversari. Una celebrazione che tuttavia non distoglierà la concentrazione del campione umbro dall’obiettivo immediato: approcciare il debutto stagionale con la determinazione necessaria per incamerare punti pesanti, puntare senza mezzi termini alla vittoria di tappa e lanciare l’assalto alle primissime posizioni del ranking generale 2026-2027.

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Campi Astropitch e porte d’epoca: il fascino del regolamento tradizionale

A conferire un fascino unico alla manifestazione della Balduina è il rispetto rigoroso dei canoni del Subbuteo Tradizionale, una declinazione sportiva che si differenzia nettamente dal calcio da tavolo moderno per la fedeltà ai materiali storici che hanno fatto sognare intere generazioni tra gli anni Settanta e Novanta. Le contese si svolgeranno infatti esclusivamente sui leggendari campi «Astropitch» originali, superfici in tessuto speciale rinomate per l’eccezionale scorrevolezza e per la capacità di esaltare la precisione dei tiri piazzati e delle traiettorie a effetto («girello»).

Anche l’attrezzatura di gioco risponderà a standard filologici rigorosi: porte tradizionali in plastica con le classiche reti a maglia fitta e miniature montate sulle iconiche basi basculanti d’epoca, capaci di richiedere all’atleta una sensibilità di tocco straordinaria, dove la forza bruta è bandita per fare spazio a geometrie millimetriche, coperture difensive studiate a tavolino e cambi di gioco millimetrici. Tutte le sfide in programma saranno rigorosamente dirette da arbitri federali designati dalla commissione tecnica, garantendo la massima trasparenza deontologica e il rispetto dello spirito di lealtà sportiva tipico della disciplina.

La formula della competizione prevede sfide articolate su due tempi da 12 minuti ciascuno, per una durata effettiva di 24 minuti a partita. Un format rapido e logorante sul piano della tenuta psicologica, dove ogni singola distrazione o un posizionamento errato della miniatura difensiva può costare la concessione di un calcio piazzato letale o di una ripartenza micidiale negli ultimi secondi di recupero.

Il Centro Sportivo in Miniatura: tempio di passione e cultura sportiva a Roma

La scelta della sede di via Filippo Nicolai non è casuale: il Centro Sportivo in Miniatura rappresenta da anni un punto di riferimento insostituibile per l’associazionismo ludico-sportivo della Capitale, un presidio culturale in cui la passione per i giochi di simulazione sportiva si trasforma in occasione di socialità sana, confronto generazionale e salvaguardia di un patrimonio di manualità che l’era digitale rischiava di cancellare. Grazie alla sinergia con il club Black Rose Roma 1998, la struttura garantisce standard logistici e di accoglienza all’altezza dei massimi tornei nazionali.

Per Marco Perotti e per i suoi 31 contendenti la giornata di domenica si preannuncia intensa e carica di adrenalina: dalle prime fasi eliminatorie a gironi della mattinata fino ai quarti, alle semifinali e alla finalissima del pomeriggio, il Gran Prix Lazio promette di regalare match vibranti e spettacolari. Per il movimento ternano e per lo sport umbro, la presenza del proprio portacolori ai massimi livelli della rassegna romana conferma come la dedizione e la serietà agonistica possano portare risultati di assoluta eccellenza, rinnovando la leggenda di uno sport che non smette di far battere i cuori a punta di dito.

A cura della Redazione Sport di Cavaliere News

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