Sport
LASZLO NEMES VICECAMPIONE MONDIALE 48H CINISELLO BALSAMO 2026
Redazione- Tra il 27 e il 29 marzo 2026 nell’ambito del Cinisello Balsamo Running Festival, ha avuto luogo la 5° edizione del Campionato del mondo GOMU di 48 ore (GOMU World Championship 48 Hour).
Il campione mondiale è stato Bartosz Fudali (Polonia) km 447,581 precedendo Laszlo Nemes (Ungheria) km 427,065 e Nicolas De Las Heras Monforte (Spagna) km 407,439.
La campionessa mondiale è stata Patricja Bereznowska (Polonia) che ha totalizzato km 413,396 (3^ assoluta) precedendo Edyta Lewandowska (Polonia) km 390,650 (6^ assoluta) e Magdalena Superson (Polonia) km 372,031 (9^ assoluta).
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Laszlo (21 aprile 1970) attraverso risposte ad alcune mie domande.
Complimenti per il secondo posto al mondiale 48h, soddisfatto?
Innanzitutto, grazie mille! Il secondo posto in un Campionato del Mondo di 48 ore è sempre un grande risultato, ma onestamente… provo sempre un po’ di delusione. So di aver dato il massimo, ma nelle ultramaratone ti chiedi sempre se c’era ancora qualcosa in me. (Először is köszönöm szépen! A második hely egy 48 órás világbajnokságon mindig hatalmas dolog, de őszintén… bennem ilyenkor mindig van egy kis hiányérzet is. Tudom, hogy közel volt a maximumhoz, de az ultrában mindig marad benned egy kérdés: vajon volt-e még bennem egy kicsi.)
Cosa ti è mancato per la vittoria?
Cosa mancava per vincere? Probabilmente un giorno in più… (Hogy mi hiányzott a győzelemhez? Valószínűleg még egy nap….)
Quali sono stati i momenti più difficili?
I momenti più difficili sono sempre quelli in cui non si è fisicamente stanchi, ma mentalmente. Quando non fa più male, ma non migliora nemmeno. Quando si continua ad andare avanti senza sapere per quanto tempo ancora si potrà. È lì che si decide tutto. (A legnehezebb pillanatok mindig azok, amikor nem fizikailag, hanem fejben fáradsz el. Amikor már nem fáj jobban, de nem is javul. Amikor csak mész, és nem tudod, meddig tudsz még így menni. Ott dől el minden.)
Gare di ultramaratona di 48 ore sono davvero difficili da gestire per la stanchezza che si fa sentire dopo tante ore di gara, con privazione di sonno, ma si è preparati a tutto ciò, non solo fisicamente ma soprattutto mentalmente, sapendo che le crisi arriveranno e saranno tantissime ma ogni volta bisogna respingere ogni tentativo di sabotare la prestazione, continuando ad avanzare, nonostante la stanchezza, nonostante le crisi, nonostante il sonno.
Cosa dicono i tuoi familiari e amici di questo podio?
La mia famiglia e i miei amici sono molto orgogliosi, ma sanno esattamente cosa succede dietro le quinte. Vedono la quotidianità, gli allenamenti, la fatica. Questo podio non è solo mio. (A családom és a barátaim nagyon büszkék, de ők pontosan tudják, mi van a háttérben. Ők látják a hétköznapokat, az edzéseket, a lemondásokat, a fáradtságot. Ez a dobogó nem csak az enyém.)
Dietro un podio e dietro una gara ci sono tanti allenamenti e tante persone che seguono, sostengono, aiutano.
Cosa hai scoperto di te stesso in questo mondiale?
In questo Campionato del Mondo ho imparato che posso fare molto più di quanto pensassi. E anche che i limiti non sono dove li percepiamo per la prima volta. (Ezen a világbajnokságon azt tanultam meg magamról, hogy sokkal többet bírok, mint amit gondolok. És azt is, hogy a határok nem ott vannak, ahol elsőre érezzük.)
Quali sono stati gli allenamenti più importanti?
Gli allenamenti più importanti? Quelli che fai quando non ne hai voglia. Quando sei stanco, quando piove, quando preferiresti saltare l’allenamento. È lì che si costruisce la vera forza. Forza di volontà e capacità di superare noi stessi. (A legfontosabb edzések? Azok, amiket akkor csinálsz meg, amikor nincs kedved. Amikor fáradt vagy, amikor esik, amikor inkább kihagynád. Ott épül az igazi erő. Az akarat és az önmagunk legyőzése.
In effetti, in allenamento bisogna faticare tanto e a volte anche controvoglia per allenarsi alla fatica, alla stanchezza, alla mancanza di volontà e di motivazione a spingere.
Sogni raggiunti e da raggiungere?
Dai sogni nascono sempre nuove cose. Ciò che si è avverato fornisce solo la base per il futuro. L’obiettivo è arrivare un giorno a competere al massimo delle mie potenzialità, dove tutto si incastra alla perfezione. Sono sulla strada giusta 😀. (Álmokból mindig van új. Ami megvalósult, az csak alapot ad a következőhöz. A cél, hogy egyszer tényleg kihozzam magamból azt a versenyt, ahol minden összeáll. Jó úton vagyok 😀)
Bisogna sempre aver fiducia di poter far meglio, di poter andare oltre e ogni gara è un test, una prova, un’opportunità per sperimentarsi, per conoscersi meglio.
Quali sono i segreti del tuo successo?
Il segreto del successo? Non c’è nessun segreto. Perseveranza, impegno, costanza e una visione a lungo termine. Giorno dopo giorno. (A siker titka? Nincs titok. Kitartás, elköteleződés, következetesség, és az, hogy hosszú távon gondolkodsz. Napról napra.)
Il successo si costruisce con l’impegno giorno dopo giorno, con la passione e la motivazione, con la forte volontà, con la determinazione.
Cosa c’è dietro un podio?
Dietro il podio c’è un sacco di lavoro invisibile. Mattine presto, allenamenti lunghi, infortuni, battute d’arresto. Nessuno lo vede, ma senza di esso non ci sono risultati. (A dobogó mögött rengeteg láthatatlan munka van. Korán kelések, hosszú edzések, sérülések, visszaesések. Ezeket nem látja senki, de ezek nélkül nincs eredmény.)
In effetti, sembra tutto facile e scontato andare a podio ma bisogna incastrare spazi e tempi per allenarsi, per allenamenti lunghissimi, nonostante il clima atmosferico, nonostante i tanti impegni lavorativi e familiari.
In che modo lo sport ti ha cambiato? In che modo lo sport ti aiuta nella vita quotidiana?
Lo sport mi ha cambiato completamente. Mi ha insegnato a lottare, a essere paziente e ad accettare che non si ha sempre il controllo, ma che si può mantenerlo. Mi dà anche molto nella vita di tutti i giorni: concentrazione, metodo e una sorta di pace interiore. (A sport teljesen megváltoztatott. Megtanított küzdeni, türelmesnek lenni, és elfogadni, hogy nem mindig te irányítasz, de kontroll alatt tarthatod. A mindennapokban is sokat ad: fókuszt, rendszert, és egyfajta belső nyugalmat.)
La pratica dell’ultramaratona aiuta a saper definire obiettivi sfidanti e stimolanti, anche se difficili ma non impossibili, ad avere metodo e cura del dettaglio, a sapersi organizzare, ad accettare momenti di crisi, con pazienza, fiducia e resilienza.
Che messaggio daresti per avvicinare le persone alle ultramaratone?
Consiglio questo sport a chi non ha paura di stare da solo con se stesso. L’ultramaratona non riguarda solo il corpo, ma soprattutto come si affrontano i momenti difficili, il dolore, l’incertezza. (Ezt a sportot azoknak ajánlom, akik nem félnek egyedül lenni saját magukkal. Az ultrafutás nem csak a testről szól – sokkal inkább arról, hogy hogyan kezeled a mélypontokat, a fájdalmat, a bizonytalanságot.)
A chi ti ispiri? Mi ispiro a chi lavora in silenzio e con costanza. Non al successo eclatante, ma alla perseveranza. (Engem azok inspirálnak, akik csendben, következetesen dolgoznak. Nem a hangos siker, hanem a kitartás.)
Bisogna saper fare in silenzio, con umiltà, con perseveranza, insistendo e provando in modo diverso con fiducia di potercela fare.
Di quale gara sei più orgoglioso?
Sono particolarmente orgoglioso del mio titolo di Campione Nazionale del 2025 e di questa gara di 48 ore, perché qui ho raggiunto moltissimi risultati in una sola competizione. (A legbüszkébb a 2025-ös Országos bajnoki címemre és erre a 48órás versenyre vagyok, hiszen itt sok-sok eredményem született 1 verseny alatt.)
In effetti, nella classifica di tutti i tempi 48h uomini Categoria M55 Nemes risulta essere al primo posto con 427,065 km, precedendo Gilbert Mainix 425,125 km (FRA) ottenuto il 09 maggio 1993 a Surgeres (FRA) e Tetsuo Kiso 411,356 km (JPN) il 23 febbraio 2025 a Taipei.
La tua gara più difficile?
La più difficile è stata la mia prima ultramaratona nel 2018, la Mátrabérc di 53 km. (A legnehezebb, 2018-ban az első ultra versenyem volt, a Mátrabérc 53km.)
Sei un modello di riferimento per qualcuno? Sono un modello da seguire?
Non spetta a me deciderlo. Ma se quello che faccio motiva qualcuno, allora ne vale la pena. Ma in Ungheria c’è ancora una carenza di sponsorizzazioni. Se dovessi ispirare qualcuno, direi: non è necessario correre subito un’ultramaratona. Basta iniziare a muoversi ed essere costanti. Il percorso è molto più importante dell’obiettivo. (Hogy példakép vagyok-e? Ezt nem én döntöm el. De ha valakit motivál az, amit csinálok, akkor már megérte. Ha inspirálnom kellene valakit, azt mondanám: nem kell rögtön ultrát futni. Csak kezdj el mozogni, és légy következetes. Az út sokkal fontosabb, mint a cél. Azért a támogató szponzoráció még hiányzik Magyarországon.)
Sport
Sport e poesia per vincere i disturbi alimentari: l’impegno di Alberto Dionisi e dell’associazione Donna Donna
“Gli Sport di Greg” non è solo un libro, ma una testimonianza poetica che scende in campo contro l’anoressia, unendo la forza dello sport alla solidarietà di Donna Donna APS. Unisciti a noi in questa riflessione.
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#GliSportDiGreg #AlbertoDionisi #DonnaDonnaAPS #SaluteMentale
Redazione- Roma accoglie un evento editoriale di grande spessore sociale che unisce la sensibilità della lirica alla durezza della sfida sportiva. Lunedì 15 giugno, alle ore 18:00, la libreria Mondadori Bookstore di Piazza Cola di Rienzo ospiterà la presentazione ufficiale de “Gli Sport di Greg: Quando lo sport è poesia”, l’ultima fatica letteraria del noto giornalista Alberto Dionisi, edita da PandiLettere. Non si tratta soltanto di un volume di versi, ma di un progetto che mette a nudo la battaglia contro i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, offrendo una prospettiva inedita attraverso il linguaggio del gesto atletico.
Il dolore di Greg trasformato in versi
Il cuore pulsante dell’opera risiede in una dedica profondamente umana. Dionisi ha scelto di scrivere queste pagine per una ragazza che, nel pieno di un complesso percorso di guarigione dall’anoressia, ha preferito utilizzare lo pseudonimo “Greg”. Questo nome rappresenta per lei un rifugio, una protezione necessaria in una fase in cui il rapporto con il proprio corpo femminile appare lacerato. Sessantatré pagine compongono questa raccolta, una sequenza di istantanee poetiche che hanno già ottenuto riconoscimenti di prestigio, tra cui le candidature al Premio Strega Poesia 2026, al Festival del Calcio Italiano e al Festival della Letteratura Sportiva 2026.
Il parallelismo scelto dall’autore è diretto e potente: come l’atleta che si prepara a una competizione misurandosi con l’avversario e con il limite fisico, chi affronta un disturbo alimentare ingaggia una sfida quotidiana contro il proprio io. Ogni verso del libro diviene dunque un incoraggiamento a non arrendersi, una mano tesa che trasforma l’isolamento della malattia in uno slancio verso la vita. La poetica di Dionisi non cerca scorciatoie emotive, ma sceglie la sincerità di un osservatore attento, capace di cogliere la fatica e, al contempo, la dignità di chi combatte per riappropriarsi della propria esistenza.
Un impegno concreto per il territorio e l’associazionismo
Il valore del libro trascende la pagina scritta, traducendosi in un sostegno tangibile alle realtà che operano sul campo. L’intero ricavato sarà infatti devoluto all’associazione Donna Donna APS, ente che da oltre quindici anni si occupa di prevenzione, sensibilizzazione e contrasto ai disturbi alimentari. L’organizzazione, particolarmente attiva nel contesto scolastico, mira a intercettare precocemente il disagio giovanile, promuovendo una cultura del benessere psicofisico.
La presentazione romana si inserisce inoltre nel solco della campagna “Gustiamo Insieme la Vita: Dentro la Terra, Dentro di Noi”, un’iniziativa promossa da Donna Donna APS con il supporto fondamentale di Arsial e della Regione Lazio. Nadia Accetti, fondatrice dell’associazione, ha espresso grande apprezzamento per il lavoro di Dionisi: “Vedere la nostra missione raccontata attraverso la poesia è un traguardo che ci riempie di orgoglio. Il connubio tra sport, cultura ed educazione rappresenta la metafora ideale della lotta contro queste patologie. I versi di Alberto danno voce a migliaia di giovani che vivono in silenzio il proprio malessere”.
Un dialogo tra cultura, sport e solidarietà
L’evento di presentazione promette una partecipazione di rilievo, con un parterre che unisce giornalismo e spettacolo. A discutere dell’opera saranno, accanto all’autore, figure note del panorama giornalistico sportivo italiano come Alvaro Moretti, Luigi Ferrajolo, Giorgio Germanò e Alessio Maldini. Il momento sarà arricchito da letture interpretate da un gruppo di professionisti che hanno scelto di prestare la propria voce alla causa: Alessandra Broglia, Nunzia G. Plastino, Adele D’Argenio, Francesco Petibon, Francesca Romana Barberini e il noto telecronista Carlo Zampa.
Questa convergenza di intenti sottolinea l’importanza di affrontare il tema dei disturbi alimentari non come una questione privata, ma come un impegno collettivo. La scelta di presentare il libro in un luogo di cultura come la Mondadori Bookstore di Piazza Cola di Rienzo riflette il desiderio degli organizzatori di avvicinare il grande pubblico a una consapevolezza più profonda, dove la poesia diventa strumento di cura e lo sport un veicolo di speranza e riscatto per le nuove generazioni.
Sport
Pir Akbar Shah Jilani: L’ingrediente del successo è l’impegno continuo e duro
Per far bene, migliorare e cercare di ottenere il successo, bisogna impegnarsi costantemente con determinazione.Di seguito approfondiamo la conoscenza di Pir Akbar Shah Jilani attraverso risposte ad alcune mie domande.
Redazione- Per far bene, migliorare e cercare di ottenere il successo, bisogna impegnarsi costantemente con determinazione. Di seguito approfondiamo la conoscenza di Pir Akbar Shah Jilani attraverso risposte ad alcune mie domande.
Cosa hai scoperto attraverso lo sport?
Ho scoperto che nello sport l’età è un fattore determinante per accrescere la fiducia in se stessi, pianificando in modo efficace e molto altro.
La pratica di un o sport aiuta a definire obiettivi, organizzarsi prepararsi per cercare di trasformare sogni in realtà, credendoci sempre di più e sviluppando consapevolezza e resilienza. superando ogni ostacolo.
Che tipo di allenamento mentale usi?
L’allenamento mentale si basa su diversi fattori. Mi rilasso, medito e prego, questo influisce sul mio allenamento mentale a livello personale.
È importante non solo curare la preparazione fisica ma anche quella mentale, attraverso opportuni recuperi, attività compensative come respirazione, visualizzazione, meditazione, focalizzazione, gestione dello stress.
Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? Sogni ancora da realizzare?
Il prossimo obiettivo è una maratona completa, non solo nel mio Paese ma anche a livello internazionale. Che Dio mi aiuti in questo.
Preparare e portare a termine una maratona è una grande sfida ma si può fare con il duro lavoro, credendoci e affidandosi a un bravo allenatore o a un gruppo di amici.
Quali sono gli ingredienti del successo?
L’ingrediente del successo è l’impegno continuo e duro, niente droghe o alcol, la vera strada. Siamo bisognosi e poveri, Dio ci benedice, soprattutto se siamo fisicamente attivi, più attivi, niente perdite di tempo, puntualità.
Si può puntare al successo impegnandosi e facendo sacrifici, con uno stile di vita sano cercando di non intossicarsi.
Chi ti ispira?
Eliud Kipchoge è la mia ispirazione, e la maggior parte degli altri sportivi sono le mie ispirazioni, Cristiano Ronaldo e altri sportivi del mio Paese.
Eliud Kipchoge è due volte campione olimpico della maratona (Rio 2016, Tokyo 2021), il 25 settembre 2022 ha vinto la Maratona di Berlino, stabilendo il nuovo record mondiale in 2h01’09”, primato poi perso appena un anno dopo in favore del giovane connazionale Kelvin Kiptum che a Chicago abbassa ulteriormente il tempo in 2h00’35”.
Cosa c’è oltre lo sport?
Oltre allo sport, c’è la preghiera che aiuta le persone bisognose ad aiutare il tuo Paese a crescere come un grande sport, il che ti aiuta mentalmente e fisicamente. Tuttavia, i fattori da considerare sono molti, ma questi sono gli elementi più importanti.
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Cosa hai scoperto attraverso lo sport?
Ho scoperto che nello sport l’età è un fattore determinante per accrescere la fiducia in se stessi, pianificando in modo efficace e molto altro.
La pratica di un o sport aiuta a definire obiettivi, organizzarsi prepararsi per cercare di trasformare sogni in realtà, credendoci sempre di più e sviluppando consapevolezza e resilienza. superando ogni ostacolo.
Che tipo di allenamento mentale usi?
L’allenamento mentale si basa su diversi fattori. Mi rilasso, medito e prego, questo influisce sul mio allenamento mentale a livello personale.
È importante non solo curare la preparazione fisica ma anche quella mentale, attraverso opportuni recuperi, attività compensative come respirazione, visualizzazione, meditazione, focalizzazione, gestione dello stress.
Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? Sogni ancora da realizzare?
Il prossimo obiettivo è una maratona completa, non solo nel mio Paese ma anche a livello internazionale. Che Dio mi aiuti in questo.
Preparare e portare a termine una maratona è una grande sfida ma si può fare con il duro lavoro, credendoci e affidandosi a un bravo allenatore o a un gruppo di amici.
Quali sono gli ingredienti del successo?
L’ingrediente del successo è l’impegno continuo e duro, niente droghe o alcol, la vera strada. Siamo bisognosi e poveri, Dio ci benedice, soprattutto se siamo fisicamente attivi, più attivi, niente perdite di tempo, puntualità.
Si può puntare al successo impegnandosi e facendo sacrifici, con uno stile di vita sano cercando di non intossicarsi.
Chi ti ispira?
Eliud Kipchoge è la mia ispirazione, e la maggior parte degli altri sportivi sono le mie ispirazioni, Cristiano Ronaldo e altri sportivi del mio Paese.
Eliud Kipchoge è due volte campione olimpico della maratona (Rio 2016, Tokyo 2021), il 25 settembre 2022 ha vinto la Maratona di Berlino, stabilendo il nuovo record mondiale in 2h01’09”, primato poi perso appena un anno dopo in favore del giovane connazionale Kelvin Kiptum che a Chicago abbassa ulteriormente il tempo in 2h00’35”.
Cosa c’è oltre lo sport?
Oltre allo sport, c’è la preghiera che aiuta le persone bisognose ad aiutare il tuo Paese a crescere come un grande sport, il che ti aiuta mentalmente e fisicamente. Tuttavia, i fattori da considerare sono molti, ma questi sono gli elementi più importanti.
Sport
Pablo Barnes record argentino 46 giri/308,476km alla Backyard Ultra Livata 2026
La Backyard Ultra è nata da un’idea di Laz Lake. La gara si corre su un circuito da 6,7 km da completare in 60 minuti. Ogni 60 minuti c’è una nuova partenza.Chi finisce il giro in un tempo minore può sfruttare i minuti rimanenti come preferisce: può riposare, mangiare, dormire. Chi non riesce
Redazione- La Backyard Ultra è nata da un’idea di Laz Lake. La gara si corre su un circuito da 6,7 km da completare in 60 minuti. Ogni 60 minuti c’è una nuova partenza.Chi finisce il giro in un tempo minore può sfruttare i minuti rimanenti come preferisce: può riposare, mangiare, dormire. Chi non riesce a completare il giro in 60 minuti o non riesce a partire in tempo per il giro successivo, è eliminato. La gara continua fino a che non rimarrà in gara un solo concorrente in grado di completare un ultimo giro, uno in più degli altri.
Il 30 maggio 2026 ha avuto luogo la 2^ edizione della Backyard Ultra Livata e l’ultimo a restare in gara dopo 51 giri totalizzando 342,006 km è stato Danile Lissoni che vinse anche l’anno scorso.
In seconda posizione Francesca Ferraro con 50 giri e 335,300 km e in terza posizione Pablo Barnes (ARG) con 46 giri e 308,476 km. A seguire Giuliano Zaccaria 37 giri e 248,122 km.
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Pablo (Barnes Trail and Road ASD) attraverso risposte ad alcune mie domande.
Complimenti per il record argentino alla Backyard, te l’aspettavi?
Ho fatto il record argentino con 46 giri, poi mi sono fermato, Francesca Ferraro ha fatto il record italiano con 50 giri e ha vinto Daniele Lissoni con 51 giri. Non ho vinto la gara ma mi va bene così.
Un’ottima prestazione per Pablo, consapevole di quello che voleva e poteva fare fin dall’inizio.
Il precedente record nazionale argentino di Backyard Ultra apparteneva a Luis Agustín Casajús, stabilito tra il 24 e il 26 gennaio 2026 al 4° El Ceibo Backyard Ultra Dolores (ARG) restando in gara per 45 giri e totalizzando 301,770 km, precedendo i connazionali Dario Arauz 44 giri/295,064 km, Ana Ferrere 33 giri/221,298 km, Rivas Montoya 28 giri/187,768.
Hai chiuso gli occhi qualche minuto?
È stata la prima volta che ho superato le 2 notti di gara, mi sono addormentato per neanche 3 minuti la prima notte e la seconda avevo pochi minuti sempre, a volte il cervello si spegneva per un microsecondo e poi ripartivo.
Una prova davvero dura, sempre in movimento ora dopo ora e ogni sosta si aspettava una nuova partenza, pochissimi minuti per riposare, nutrirsi, rilassarsi.
Eventuali criticità, momenti difficili?
La notte è stata veramente dura, la seconda notte faceva freddo. La seconda notte facevo fatica ad andare con i ragazzi, lo stesso gruppetto di 3, ci davamo una mano a vicenda. Una volta uscito il sole sembrava incredibile che il corpo riusciva a trovare energia. Poi ho stretto i denti quando ho superato il record argentino, mi sono fermato, andava benissimo così, il mio personale era 36 ore, 10 ore in meno.
È importante avere chiari i propri obiettivi e saper di voler fare ciò che si vuole senza stress, andando oltre ma senza strafare e con la consapevolezza che le crisi passano e il corpo e la mente si adattano a tutto.
Il tuo vissuto Backyard pre-gara, durante la gara, post gara (sensazioni, pensieri)?
Ero andato lì perché volevo fare un allenamento per il Tor, è andata benissimo, a conti fatti potevo fare qualche giro in più, magari stare con Francesca, ma dovevo tornare con Michele Graglia che mi aspettava e ho rispettato i piani, non ho tirato fuori la vena agonistica, non volevo neanche esagerare perché avevo il ‘Tor’ in programma, mi sembrava andare oltre e ci voleva tanto tempo poi per recuperare; infatti, sono stato tutta la settimana fermo e faccio fatica ancora a recuperare le ore di sonno. Felicissimo, ora ho recuperato un po’ le gambe.
Una gara considerata estrema per la stanchezza del corpo e anche per la mente per la privazione di sonno e la conseguente mancanza di lucidità.
Per questa seconda edizione dell’Ultra Backyard Livata, Antonio Di Manno ha invitato amici atleti da diverse parti del mondo, molto validi e competitivi. Ma alla fine ha vinto l’atleta della sua squadra ‘Vegan Power Team’, una squadra costruita con una mentalità vincente e soprattutto sensibile agli animali invitando tutti ad avere più rispetto per loro.
Una gara che ha visto al via anche la leggenda dell’ultramaratona Michele Graglia, un ex modello che provando l’ultramaratona ha scoperto di poter vincere le più difficili al mondo: nel deserto, nei ghiacciai, nella valle dell’inferno.
Che intenzioni hai per il futuro?
Quest’anno, dopo 10 Spartathlon consecutive ho scelto di non andare, farò una sfida gigante, bella da affrontare, il Tor des Geants.
Pablo Barnes è anche lui una leggenda delle ultramaratone, continuando a essere protagonista, ad andare a podio o vincere gare durissime e avendo corso per 10 volte consecutive una delle più difficili gare al mondo, la Spartathlon.
La Spartathlon è una corsa tra Atene e Sparta di 246 km che ripercorre le orme di Fidippide, un messaggero ateniese mandato a Sparta nel 490 a.C. per cercare aiuto contro i Persiani nella Battaglia di Maratona.
Fidippide, secondo un racconto dello storico greco Erodoto, arrivò a Sparta il giorno dopo che era partito da Atene. Basandosi su tale aneddoto, il comandante britannico John Foden e altri quattro ufficiali della RAF si sono recati in Grecia nel 1982 per una missione ufficiale per verificare se fosse possibile coprire i quasi 250 chilometri in un giorno e mezzo. Tre corridori hanno completato con successo la missione: John Foden (37h37’), John Scholtens (34h30’) e John McCarthy (39h00).
L’anno successivo un gruppo di persone di varia nazionalità tra cui britannici e greci sotto la guida di Philhellene Michael Callaghan organizzarono la prima edizione della Open International Spartathlon Race.
Una gara durissima che per partecipare bisogna avere dei tempi accreditati sulle lunghe distanze e Pablo l’ha portata a termine 10 volte. La sua prima partecipazione risale al 2015 in 29h35’59; la sua miglior prestazione nel 2016 27h05’31”, classificandosi 12° assoluto e 11° tra gli uomini.
Il TOR330 – Tor des Géants è una gara di endurance trail di 330 km e 24.000 m D+. Tempo massimo: 150 ore. Partenza e arrivo: Courmayeur – Valle d’Aosta.
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