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Nuova musica dal mar adriatico: la band croata “Trio Gušt” conquista le radio con il brano in italiano “Tempi Passati”

🎵 La band croata Trio Gušt conquista le radio con il brano in italiano “Tempi passati”, un inno nostalgico alla vita mediterranea che sta scalando le classifiche estere. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#Musica #Croazia #Mediterraneo #Radio

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la band croata Trio Gušt

Roma – Il panorama sonoro del mar Adriatico si arricchisce di un ponte culturale inatteso che unisce la penisola italiana alla vicina sponda balcanica. Una ventata di allegria dal sapore nostalgico sta scalando le classifiche radiofoniche non solo nei Balcani, ma anche oltreoceano. La tarantella moderna e le sonorità che richiamano la tradizione del Bel Paese sono sbarcate con prepotenza nelle stazioni radio della Croazia, conquistando il pubblico e gli addetti ai lavori. Tuttavia, la particolarità che rende questa notizia di grande interesse mediatico risiede nella provenienza degli artisti: a firmare il successo non è un gruppo italiano, bensì la celebre band croata Trio Gušt, che ha scelto di incidere un singolo interamente nella nostra lingua per celebrare le radici comuni che legano le due nazioni bagnate dalle stesse acque.

La nascita del progetto tra sponde adriatiche e tradizioni condivise

Il brano che sta facendo ballare e riflettere gli ascoltatori si intitola Tempi passati e rappresenta un omaggio dichiarato a un’epoca in cui la vita scorreva più lentamente, scandita dai ritmi della natura e dei rapporti di vicinato. La vicinanza geografica tra Italia e Croazia ha giocato un ruolo fondamentale nella genesi di questo progetto artistico. La sponda orientale e quella occidentale dell’Adriatico condividono da secoli non solo rotte commerciali, ma anche una sensibilità artistica e un comune patrimonio culturale.

A spiegare le motivazioni che hanno spinto la formazione a cimentarsi con la lingua italiana è il frontman del gruppo. Zelimir Dundić, cantante e volto noto della formazione Trio Gušt, ha voluto sottolineare il legame profondo che unisce i due popoli. “L’Italia ci è vicina, proprio dall’altra parte del mare, quindi siamo molto vicini anche per quanto riguarda i gusti musicali. È tutta una questione di Mediterraneo”, ha dichiarato l’artista, evidenziando come la musica resti il veicolo più potente per abbattere ogni barriera territoriale. L’obiettivo dichiarato era ricreare le atmosfere tipiche delle estati passate, dei piccoli porti di marittimi e dei borghi costieri dove la comunità si raccoglieva nelle piazze al calar del sole.

Dalle frequenze croate agli Stati Uniti: il successo globale di tempi passati

La risposta del pubblico e dei programmatori radiofonici non si è fatta attendere. Il brano Tempi passati è entrato stabilmente nella rotazione delle principali emittenti radiofoniche della Croazia, riscuotendo consensi trasversali. La freschezza dell’arrangiamento, unita alla sincerità del messaggio, ha varcato rapidamente i confini nazionali. Nelle ultime ore, la canzone ha ottenuto una vetrina internazionale di prestigio, entrando a far parte della programmazione della nota radio online statunitense Rocco’s Musica Musica.

Zelimir Dundic non nasconde l’orgoglio per questo traguardo inaspettato. “Volevamo ricordare il vero stile di vita del Mediterraneo com’era una volta. È già stata trasmessa dalle radio in Croazia e, da ieri, è entrata anche nella programmazione della radio online americana. Che si diffonda la storia di uno stile di vita mediterraneo sano e gioioso”, ha aggiunto il cantante, auspicando che il messaggio di armonia possa raggiungere un pubblico sempre più vasto. La melodia trasporta l’ascoltatore in una dimensione senza tempo, ricordando i profumi della macchia mediterranea e il suono delle onde che si infrangono sugli scogli.

Collaborazioni internazionali e firme d’autore dietro al successo

Dietro a questo progetto transnazionale si cela una fitta rete di collaborazioni artistiche consolidate nel corso degli anni. Il testo di Tempi passati porta la firma del noto giornalista Ivo Scepanovic, una figura di spicco nel panorama culturale balcanico che vanta già una solida storia di cooperazione con la scena musicale italiana. Scepanovic ha infatti collaborato in passato con numerosi cantautori e strumentisti della penisola, tra cui Tiziano Cannas Aghedu, Ermanno Fabbri, Daniele Di Marco e Francesco Digilio.

Tra i frutti più noti di queste sinergie creative spicca il brano Mi manca il calcio, pubblicato durante il periodo pandemico e capace di raccogliere ampi consensi di pubblico. La componente musicale di Tempi passati è stata invece curata da Toni Lasan, il quale in passato aveva già lavorato con artisti italiani grazie alla mediazione dello stesso Scepanovic, firmando il brano Parachute, cantato in inglese dalla celebre mandolinista europea Sanya Vrancic. Questa fitta trama di relazioni dimostra come l’arte non conosca confini e come la collaborazione tra professionisti di nazionalità diverse possa generare prodotti culturali di altissimo profilo, capaci di unire geografie lontane attraverso le note di una chitarra e la poesia di un testo in lingua italiana.

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La furia del rock materico che scava le ferite dell’anima: i CALANCO pubblicano “solchi”, l’album d’esordio che sfida la plastica dello streaming

Il rock italiano ritrova la sua anima più cruda, sporca e sincera, e il domani non fa più paura! 🎸🔥 Esce domani, martedì 15 settembre, “solchi” (Overdub Recordings), lo spettacolare album d’esordio dei CALANCO, la band riminese formata da Marcelli, Menghini e Rampa. Un viaggio viscerale e iper-emotivo composto da 10 tracce (tra cui i successi “sbaglio spesso” e “domenike”) stampato in CD e vinile, nato in un garage per trasformare i rimorsi e l’inquietudine in pura energia collettiva. Vincitori di “Rock è Tratto”, i tre musicisti lanciano una sfida aperta al materialismo digitale: “Basta streaming finto, vogliamo il sudore dei club”. Scoprite la tracklist completa nel nostro articolo! 👇❤️🎹

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CALANCO Cover

Rimini – Ci sono dischi che non nascono per accomodarsi passivamente nelle playlist preconfezionate dei servizi digitali o per fare da sottofondo effimero nei canali di massa, ma che erompono nella scena indipendente come un vero e proprio urlo tellurico, una scossa di terremoto emotivo destinata a fare tabula rasa dell’ipocrisia e del torpore contemporaneo. La musica, quando torna a nutrirsi di polvere, sudore e amplificatori tirati al limite, si riscopre l’unica vera risorsa terapeutica ed etica in grado di dare voce all’alienazione giovanile e di curare le solitudini di una generazione sospesa tra l’asfissia degli schermi digitali e il bisogno viscerale di verità. Da domani, martedì 15 settembre 2026, questo affascinante e spietato affresco sonoro diventa realtà fisica e acustica: debutta ufficialmente su tutte le piattaforme di streaming, in formato CD e in vinile da collezione, “solchi”, il monumentale album d’esordio dei CALANCO, rilasciato sotto l’egida protetta della prestigiosa etichetta Overdub Recordings.

Il progetto discografico si propone come un itinerario spietato e privo di filtri protettivi all’interno dei pensieri più reconditi e inconfessabili dell’animo umano, traducendo in trame sonore sentimenti universali e taglienti come l’odio, l’amore tossico, il rimorso paralizzante, il senso di colpa e il desiderio disperato di fuga. Il titolo dell’opera e il nome stesso della band riminese si configurano come due prospettive speculari del medesimo immaginario: i “solchi” non indicano affatto il capolinea di una sconfitta, bensì la testimonianza materica, viva e trasparente delle esperienze vissute sulla pelle, esattamente come le rughe scavate dal tempo. «Il “solco” è la cicatrice del vissuto», confessa la band con spavalda fermezza, svelando le radici profonde del disco. «Un punto di contatto dove l’erosione sulla nostra pelle diventa identica a quella geologica che modella i paesaggi della terra da cui veniamo. Il nostro stesso nome, CALANCO, è la metafora perfetta di questo processo: una materia che muta, si spacca e si definisce attraverso il proprio tormento».

Dall’entroterra di Rimini alle jam in garage: il profilo della corazzata rock

I CALANCO nascono nella primavera del 2023 dal sodalizio fraterno e dall’onestà intellettuale di tre talenti purissimi dell’entroterra riminese: Edoardo Marcelli (basso e voce), Francesco Menghini (chitarra) e Federico Rampa (batteria). Facendo tesoro di un background culturale stratificato, maturato in precedenti progetti in cui avevano sperimentato con rigore le metriche del post-rock, la profondità del cantautorato classico, l’oscurità del grunge d’oltreoceano e le pulsazioni dell’elettronica, i tre musicisti scelgono di spogliarsi di ogni sovrastruttura per ritrovarsi in garage. Attraverso jam session libere e viscerali, il trio decide di riappropriarsi delle radici minimaliste e analogiche del rock, dove i testi si fanno promemoria etici e la sezione ritmica picchia dritto allo stomaco dell’ascoltatore.

Il ruolino di marcia della band registra un’ascesa fulminea ed eccezionale, trainata esclusivamente dal merito e dal verdetto insindacabile del pubblico. Ad appena pochi mesi dalle prime prove, i CALANCO presentano nove brani inediti sul prestigioso palco del Maledette Malelingue Festival a Novafeltria — lo storico evento in onore di Ivan Graziani che ha visto la partecipazione di mostri sacri del calibro di Cristina Donà, Lucio Corsi, Fede Poggipollini e Andy dei Bluvertigo —, incassando un successo di critica straordinario. La consacrazione definitiva arriva nel giugno del 2024 con la gloriosa vittoria del concorso “Rock è Tratto”, un trionfo trasparente che ha scortato la band a condividere le tavole del palco principale fianco a fianco con icone della nuova scena come Emma Nolde e i Tropea, cementando un’identità live solida e trascinante.

Dieci round di sonorità sporche: la tracklist ufficiale firmata Overdub Recordings

Nato da un’urgenza espressiva totale, “solchi” si caratterizza per una produzione tecnica dai contrasti marcati e dalle sonorità volutamente sporche e sature, curate per preservare l’onestà del gesto performativo contro le nevrosi delle sintonizzazioni digitali artificiali. Il cammino del disco è stato anticipato durante la scorsa primavera dal lancio dei singoli specchio “domenike” (maggio) e “sbaglio spesso” (giugno), due tracce andate rubate nelle radio indipendenti e capaci di edificare un’attesa febbrile tra i collezionisti. La tracklist si sviluppa ora attraverso dieci capitoli di pura tensione e consapevolezza, taccuino alla mano:

  • sbaglio spesso (Il manifesto d’apertura dell’album)
  • bruges e domenike (La discesa nei corridoi dell’inquietudine quotidiana)
  • caffè corretto, persei e verme (L’ossessione che si fa metrica e ripetizione di parole)
  • come fare non lo so e adieu (Il disorientamento di fronte al distacco e all’assenza)
  • L’atto finale di rocciasangue e il commiato di RnR serena.

«Non ci interessa lo streaming fine a se stesso; vogliamo portare questo rumore nei club affollati», conclude con fiera determinazione la compagine riminese, blindando il proprio programma pluriennale in vista del lunghissimo tour autunnale del 2026. «Abbiamo messo a nudo la fragilità che spesso nascondiamo dietro l’arroganza del volume. Il sudore e le sensazioni dei live valgono più di ogni freddo numero della rete». Un invito trasparente e privo di ipocrisie rivolto a chiunque cerchi nella musica un porto sicuro per le proprie fragilità. I motori della Overdub sono caldi, i vinili sono stampati e pronti nei negozi: spegnete gli smartphone e andate sotto il palco a saltare, perché i CALANCO sono qui per ricordarci che ogni solco sulla nostra pelle è l’unica cosa che ci rende davvero reali.

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La scintilla del pop-synth che guarisce le solitudini digitali: Elena Camo lancia “Elettrica”, l’album-manifesto contro la dittatura dell’apparenza

L’energia pulita della grande musica si prende il presente e cancella la dittatura dei social! ⚡🎶 È fuori da venerdì 18 settembre “Elettrica”, lo straordinario ed eclettico nuovo album della cantautrice e performer veronese Elena Camo (Red&Blue Music Relations / ADA Music Italy). Laureata in pianoforte al Conservatorio e reduce da palchi lirici importanti e apparizioni su Rai 1, Elena Camo firma un manifesto synth-pop anni ’80 pazzesco composto da 12 tracce (tra cui i successi “Quando” e “Niente prove”) nato per difendere l’autenticità dei sentimenti contro l’asfissia delle apparenze. Un viaggio cinematografico e iper-emotivo che vi colpirà dritto al cuore: scoprite tutta la tracklist e la storia nell’articolo! 👇❤️🎹

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Elena Camo Cover

Verona – Ci sono album che non nascono semplicemente per riempire le playlist preconfezionate dei servizi di streaming o per inseguire le mode effimere imposte dagli algoritmi di plastica, ma che erompono nella scena musicale come una scarica di pura adrenalina emotiva, un manifesto etico e generazionale nato per rimettere la verità dei sentimenti al centro del nostro presente. La musica, quando torna a sposare il rigore dello studio accademico alla visceralità della strada, si riscopre l’unica vera risorsa terapeutica capace di squarciare il velo dell’isolamento contemporaneo e connettere le persone oltre lo schermo freddo dello smartphone. Da venerdì 18 settembre 2026, questa straordinaria onda d’urto pop e teatrale diventa realtà: debutta su tutte le piattaforme digitali “Elettrica”, il monumentale e attesissimo nuovo album della cantautrice veronese Elena Camo, rilasciato per l’etichetta Red&Blue Music Relations e distribuito capillarmente da ADA Music Italy, in contemporanea con l’ingresso dell’omonima title track nella rotazione radiofonica nazionale.

Il progetto discografico, composto da dodici tracce intense e finemente cesellate, si propone come un viaggio specchio dentro le nevrosi e i desideri della società contemporanea, affrontando senza filtri protettivi temi caldi come l’amore liquido, la disillusione, la faticosa ricerca della propria identità e il bisogno, sempre più urgente e civile, di restare autentici in un mondo dominato dall’asfissia dell’apparenza visiva. Il titolo racchiude il cuore filosofico dell’opera: l’elettricità viene radiografata non come un fenomeno fisico da laboratorio, ma come quell’energia invisibile, intima e trasparente che attraversa ogni scelta strategica, ogni incontro fortuito e ogni coraggioso cambiamento interiore. «Con Elettrica ho smesso di cercare risposte e ho iniziato a raccontare domande», confessa con orgoglio l’artista, invitando il pubblico a spogliarsi delle maschere quotidiane per ritrovare l’onestà intellettuale del proprio vissuto.

Dal Conservatorio di Trento a Rai 1: il profilo d’eccellenza di una performer totale

Dietro la freschezza e l’immediatezza delle melodie di questo disco pulsa l’anima artigiana di una polistrumentista e performer dalla solida e rigorosa formazione accademica. Elena Camocardi (in arte Elena Camo), classe 1991, si è laureata in pianoforte e canto presso il prestigioso Conservatorio di Trento, perfezionando successivamente il proprio stile moderno nei laboratori didattici e nelle joint venture artistiche tra Bari, Penne e Milano. Un percorso d’eccellenza che le ha permesso di incassare importanti riconoscimenti in storici concorsi dello Stato come Castrocaro e Saint Vincent, scortandola fino ai palcoscenici del Nord Italia tra opera lirica e musical, e portandola a esibirsi davanti ai milioni di spettatori delle reti ammiraglie di Rai 1.

Il suo universo sonoro rappresenta un crocevia unico in cui la maestosità della musica orchestrale e del teatro-canzone collide felicemente con le contaminazioni pop-elettroniche e con le atmosfere synth-pop che guardano al revival degli anni Ottanta e Novanta. Se sul fronte dell’interpretazione vocale la Camo evoca la potenza e le sfumature di icone planetarie e nazionali del calibro di Giorgia, Elisa, Adele e Lady Gaga, la sua scrittura — firmata a quattro mani con l’autore Graziano Fanelli — risente profondamente delle grandi colonne sonore cinematografiche, caratterizzate da aperture armoniche mozzafiato e melodie capaci di colpire dritto allo stomaco sia le ultimissime generazioni digitali sia un pubblico adulto alla ricerca di profondità testuale.

I dodici capitoli del riscatto emotivo: dai successi estivi al gran finale

Il ruolino di marcia che ha condotto alla nascita di questo secondo album in studio è stato programmato con una lucidità millimetrica. Dopo lo sfolgorante esordio nel 2023 con il disco Contromano — seguito da un trionfale tour nei teatri accompagnata da un’orchestra sinfonica — e la pubblicazione dei singoli sperimentali “Colombia” e “Big Babol” (distribuito con successo anche sul mercato in lingua spagnola), l’artista ha svelato le prime tessere del nuovo mosaico nel corso del 2026. A maggio ha infatti rilasciato l’intensa traccia “Quando”, seguita a luglio dal ritmo incalzante di “Niente prove”, due capitoli andati rubati nelle radio e capaci di edificare un’attesa febbrile tra i collezionisti e i fan.

L’album si sviluppa ora attraverso una tracklist coerente, eterogenea e ricca di contrasti, dove immagini quotidiane e riferimenti della cultura web si fanno promemoria etici per non smarrire il valore di ciò che ci ha resi ciò che siamo, taccuino alla mano:

  • Elettrica (Focus track e manifesto d’apertura dell’album)
  • Quando e Niente Prove (I motori trainanti della stagione estiva)
  • Adulto, Sì e Amore Zero (Riflessioni spietate sulla maturità e sui legami liquidi)
  • American Express, Tutti Professori e Snake Eyes (Satira colta sulle nevrosi del consumismo contemporaneo)
  • Vola, Una Giornata No, Va Bene Anche Così e l’atto finale di Vuoto in Mano.

«La vera elettricità non è quella che attraversa i cavi, ma quella che unisce le persone», conclude con spavaldo ottimismo Elena Camo, blindando la sua linea artistica in vista dei festival nazionali e dei prossimi live teatrali già cerchiati sul calendario. Le canzoni del disco sono state concepite come piccoli atti autonomi di un mosaico emozionale in cui, a un certo punto, la voce dell’interprete svanisce per lasciare spazio ai pensieri e alla vita di chi ascolta. Spegnete per una notte gli smartphone, abbandonate il grigiore del materialismo quotidiano e lasciatevi travolgere dal flusso di Elena: la spensieratezza e la qualità hanno trovato una nuova, intramontabile via d’accesso per ricordarci che la forza interiore nasce sempre dall’accettazione delle nostre fragilità.

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Il riscatto dell’onestà contro il veleno delle relazioni tossiche: Lorenz Castelli lancia “In fin dei conti”, la ballata rock che cura le delusioni dell’anima

Quando la fiducia viene tradita, la musica rock diventa l’unica vera cura per l’anima! 🎸🔥 Da venerdì 18 settembre arriva in radio e nei digital store “In fin dei conti”, lo straordinario e intenso nuovo singolo del cantautore Lorenz Castelli (Red&Blue Music Relations). Un brano-manifesto iper-emotivo e cinematografico nato tra le strade di Palermo per sconfiggere l’individualismo e le relazioni tossiche attraverso il valore dell’onestà e della dignità. Prodotto con il supporto del Vocal Coach dell’Eurovision Pietro Lo Piccolo, un pezzo di pura passione acustica che vi colpirà dritto allo stomaco. Scoprite tutta l’incredibile storia dell’artista nel nostro articolo! 👇❤️🎵

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Lorenz Castelli Cover

Palermo – Ci sono canzoni che non nascono per assecondare le mode passeggere dettate dagli algoritmi della discografia di plastica, ma che erompono sulla scena musicale come una necessità viscerale, un diario di bordo senza filtri protettivi nato per guardarsi allo specchio e curare le ferite dell’anima. La musica d’autore, quando recupera la sua originaria funzione terapeutica ed etica, diventa l’unico strumento trasparente capace di processare il dolore di una delusione e trasformarlo in una risorsa di luce e riscatto per la collettività. Da venerdì 18 settembre 2026, questa straordinaria iniezione di adrenalina emotiva e onestà intellettuale arriva ufficialmente in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali di streaming. Si tratta di “In fin dei conti”, il potente e attesissimo nuovo singolo del cantautore Lorenz Castelli, promosso sul piano strategico dall’esperto team di Red&Blue Music Relations per conquistare l’airplay nazionale.

Il brano si inserisce con forza nel panorama del pop-rock d’autore italiano, proponendo una riflessione profonda sul diffuso individualismo, sulla rivalsa e sulla menzogna vissute come scorciatoie sociali nel nostro presente. Lorenz Castelli affronta a viso aperto la dinamica complessa di chi, ponendosi all’interno di una relazione d’amore o d’amicizia con totale fiducia e trasparenza, si ritrova a fare involontariamente da “specchio” ai mostri interiori dell’altro. Invece di cedere alla rassegnazione o al risentimento, la scrittura dell’artista reagisce con spavaldo orgoglio, rifiutando il veleno emotivo per edificare un inno alla dignità personale. Una scelta etica e civile rigorosa, che parla direttamente a chiunque abbia visto la propria disponibilità confusa con la vulnerabilità.

Dalle spiagge di Palermo ai provini con Mike Bongiorno: la gavetta di un artista artigiano

Dietro la solidità di questa traccia pulsa la storia autentica di un musicista di razza che ha costruito la propria filosofia e il proprio sound design sulla roccia della strada, lontano dalle logiche standardizzate dei talent show commerciali. Gianlorenzo Castelli (in arte Lorenz), classe 1979, nasce a Bucarest e si trasferisce a metà anni ’80 a Palermo, la splendida ed energica città dove cresce coltivando la passione per la chitarra e la voce tra improvvisazioni sulle spiagge e nei vicoli del centro storico. I suoi punti di riferimento vocali e compositivi sono monumentali: dal pop-rock internazionale di Michael Jackson, Queen, Coldplay e Sting, fino ai mostri sacri della melodia tricolore come Giorgia, Marco Masini, Alex Baroni e Nek (Filippo Neviani).

Un percorso artigianale scandito da tappe storiche importanti nel palinsesto televisivo e concorsuale dello Stato, dalle selezioni per l’Accademia di Sanremo alle audizioni per Amici di Maria De Filippi, fino alla memorabile esibizione su Canale 5 nel programma Momenti di Gloria condotto dal re della televisione italiana, Mike Bongiorno. Per portare questa immensa potenza sui palcoscenici dal vivo, Lorenz ha successivamente fondato la Contromano Music Band (CMB), una corazzata live d’eccezione che vede schierati Piero Virzì alla chitarra, Gaspare Greco alla batteria e Danilo Buttitta al basso, con il coordinamento organizzativo e manageriale affidato alla dedizione di Antonella Trapani, uniti per rielaborare la grande tradizione cantautorale italiana.

L’inganno delle bugie che cadono come stelle: i segreti tecnici in studio

La maturazione artistica e la definizione del sound design cinematografico ed energico di “In fin dei conti” si sono avvalse di una squadra di professionisti d’alto profilo. La produzione tecnica e gli arrangiamenti in studio sono stati affidati al polistrumentista Michele Coratella presso i laboratori del Mikorstudio, mentre la cura e la salute vocale del cantante sono state scortate e protette dal celebre Vocal Coach Pietro Lo Piccolo, già nel team dei coach ufficiali dell’Eurovision Song Contest 2022 di Torino. Una crescita professionale e umana costante, da sempre sostenuta dal calore della famiglia e dall’affetto trasparente degli amici più cari, che permette a Lorenz di presentarsi al pubblico con un’onestà intellettuale disarmante.

«In questo pezzo racconto il meccanismo potente della proiezione», spiega visibilmente emozionato Lorenz Castelli, svelando la genesi poetica del testo. «Quando ti poni con totale apertura di fronte a chi è sopraffatto da insicurezze o tossicità, l’altro proietta la propria ombra su di te e ti indica come la causa di tutto, pur di non affrontare la propria verità. Il brano si apre con una porta chiusa e una domanda: ‘Ti sei nascosta o ti ho perso?’. Accettare di aver perso un affetto fa parte della vita, ma l’inganno della finta inadeguatezza ferisce. Eppure le bugie cadono come le stelle: bruciano in fretta, lasciano una scia dolorosa, ma insegnano a comprendere chi si è davvero». Dopo il successo del precedente singolo “Tutto di te”, la marcia indipendente di Lorenz prosegue dritta verso il futuro: i taccuini radiofonici sono aperti, le scadenze del 2026 rispettate e in cantiere ci sono già le rielaborazioni dei brani “Possibile” e “Vorrei”. Spegnete gli smartphone e mettetevi le cuffie: la verace onestà del rock italiano ha trovato una nuova, intramontabile via d’accesso.

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