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Attualità

Agricoltura, le priorità dell’Ugl per il rilancio del Metapontino e della provincia di Matera

🍎 L’Ugl Matera scende in campo accanto agli agricoltori del Metapontino per chiedere infrastrutture moderne, gestione efficiente delle acque e nuove politiche occupazionali. Il futuro della Basilicata passa dai campi e dal lavoro.

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Lollobrigida sulla diga di Montecotugno

Matera – Le prospettive del comparto primario in Basilicata sono finite al centro di un intenso confronto istituzionale che ha visto protagonista il territorio lucano. Il Segretario Provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano, ha partecipato a una serie di appuntamenti strategici alla presenza del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. L’evento, promosso dall’Assessore regionale alle Politiche Agricole, Carmine Cicala, ha toccato snodi nevralgici per l’economia locale, partendo dal sopralluogo alla diga di Montecotugno, opera fondamentale per il sistema irriguo regionale, fino a giungere al convegno dedicato alle prospettive di crescita del settore agricolo.

L’importanza della risorsa idrica per le imprese locali

La visita alla diga di Montecotugno, effettuata insieme al Presidente di Acque del Sud, Luigi Decollanz, ha permesso di focalizzare l’attenzione su una delle questioni più spinose per l’agroalimentare lucano: la gestione oculata dell’acqua. Per le aziende distribuite tra le campagne di Policoro, Scanzano Jonico, Bernalda e le fasce costiere che si affacciano sullo Ionio, l’accesso costante alle risorse idriche rappresenta il prerequisito minimo per la sopravvivenza. Pino Giordano ha ribadito come la sicurezza idrica sia il pilastro su cui fondare qualsiasi strategia di sviluppo. Senza una programmazione efficiente, le eccellenze ortofrutticole del Metapontino rischiano di subire battute d’arresto pesanti, condizionate non solo dai mutamenti del clima ma anche dall’inadeguatezza di alcune reti di distribuzione che necessitano di interventi di manutenzione e ammodernamento.

Il sindacato ha voluto sottolineare che la stabilità fornita dagli invasi è il motore che permette alle imprese di programmare i cicli produttivi, garantendo al contempo la continuità occupazionale per i lavoratori stagionali e fissi che animano le aziende locali. La sinergia tra le istituzioni regionali e il dicastero guidato da Lollobrigida è vista come un’occasione per superare le frammentazioni burocratiche che spesso rallentano i cantieri di manutenzione straordinaria.

Sostegno al lavoro e ricambio generazionale nei campi

Nel corso degli interventi, Giordano ha portato il saluto del Segretario Generale dell’Ugl, Paolo Capone, ribadendo la ferma volontà del sindacato di restare al fianco di chi, ogni giorno, contribuisce con fatica e lungimiranza alla crescita del PIL regionale. Il settore agricolo in provincia di Matera non è soltanto un contenitore di dati economici, ma rappresenta l’identità profonda di migliaia di nuclei familiari. Le criticità sollevate riguardano da vicino l’aumento dei costi di produzione, che spesso erodono i margini di profitto degli agricoltori impegnati nella valorizzazione dei prodotti dop e igp del brand Basilicata.

La proposta dell’Ugl si articola attorno a una visione che mira a trattenere i giovani nei territori rurali. Per invertire la tendenza allo spopolamento, non bastano i contributi a pioggia, ma servono politiche che favoriscano il ricambio generazionale tramite la semplificazione amministrativa e l’accesso al credito facilitato. Il lavoro agricolo, secondo la sigla sindacale, deve essere riposizionato nel dibattito pubblico come una professione altamente specializzata, capace di integrare l’innovazione tecnologica con la sapienza tradizionale del territorio materano.

Infrastrutture e visione strategica per il sud

Il confronto ha evidenziato come il distretto agricolo della provincia di Matera meriti una programmazione di lungo periodo. Gli investimenti infrastrutturali sono necessari per collegare meglio i centri di produzione con i mercati di sbocco, riducendo i costi logistici che gravano sulle imprese del Metapontino. Giordano ha espresso apprezzamento per l’attenzione che il Governo centrale sta riservando al Sud, ma ha chiesto che le promesse si trasformino in cantieri aperti e in misure di defiscalizzazione per le aziende che investono in innovazione.

L’impegno dell’Ugl Matera, in linea con quanto espresso durante gli incontri istituzionali, prosegue con l’obiettivo di trasformare le criticità strutturali in punti di forza. La provincia di Matera, con le sue peculiarità geografiche e la qualità delle sue produzioni, può ambire a una leadership nel settore primario se supportata da un quadro normativo che premi il merito e la qualità. Il sindacato dichiara di voler continuare a portare le istanze dei lavoratori nei tavoli tecnici, mantenendo alto il livello di dialogo con l’Assessorato regionale e il Ministero, con l’obiettivo di garantire un futuro solido alle prossime generazioni di agricoltori lucani che scelgono, nonostante le difficoltà, di restare a coltivare la propria terra.

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Politica

Il Comitato 47 della Brianza a Viareggio, delegazione a confronto con il Generale Vannacci

🚨 TRASFERTA IN TOSCANA PER IL COMITATO 47 DELLA BRIANZA: INCONTRO NAZIONALE CON IL GENERALE VANNACCI! 🏛️ Grande mobilitazione a Viareggio per i delegati brianzoli. Due membri ufficiali del sodalizio di Monza-Brianza hanno preso parte attiva al summit nazionale alla presenza del Generale Roberto Vannacci, unendosi ad amici e sostenitori arrivati da tutta la Lombardia e dal resto d’Italia. Un’occasione straordinaria h24 di confronto e aggregazione per portare la voce del territorio nei grandi dibattiti di respiro nazionale, blindando i valori di identità locale, libertà e partecipazione democratica in vista delle prossime riforme culturali del Paese. Il focus 👇#comitato47brianza | #robertovannacci | #viareggiosummit | #futuronazionale | #identitàlombarda | #monzacronaca | #politicalocale | #pagineutili

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Donne di futuro Nazionale

La trasferta in Versilia dei delegati brianzoli per il summit di Futuro Nazionale

Viareggio – Un imponente, accurato e quanto mai felice percorso di cittadinanza attiva e valorizzazione delle istanze identitarie della Lombardia, incentrato sulle riforme dei palinsesti del dibattito culturale conservatore e sulla necessità impellente di connettere le sezioni provinciali ai grandi circuiti del confronto interregionale per incrementare lo sviluppo programmatico e la coesione civile dei corpi sociali dello Stato, registra una significativa mobilitazione in Toscana. Due rappresentanti ufficiali staccati dal Comitato quarantasette della Brianza hanno raggiunto la storica località balneare di Viareggio, in provincia di Lucca, per prendere parte direttamente ad un’articolata assemblea nazionale. Il tavolo di lavoro ha registrato la partecipazione paritetica di folte delegazioni di sostenitori e amici giunti dai distretti lombardi e da altre regioni della penisola, configurandosi come un prezioso laboratorio politico all’aperto concepito per deliziare i partecipanti del forum.

Il fulcro ideale del meeting è risultato incentrato sull’intervento dottrinale e saggistico del generale Roberto Vannacci, i cui passaggi tematici e le cui linee guida scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili della nazione.

La tutela dell’identità della Brianza e le sinergie con i circoli regionali dello Stato

I dossier dell’organizzazione escludono l’uso del discorso diretto nei paragrafi, della parola faldone o scuderia, delineando una precisa strategia volta a mantenere un filo diretto permanente tra le banchine della realtà locale e le bacheche dei dibattiti di respiro nazionale in totale sicurezza delle parti. I delegati della provincia di Monza e Brianza hanno illustrato le priorità del proprio distretto economico, concentrando l’attenzione sui valori storici della libertà di espressione, della famiglia tradizionale e della meritocrazia istituzionale, pilastri ritenuti sussidiari per interpretare le urgenze del presente per i lavoratori subordinati. Lo scambio di vedute a margine dei lavori in Versilia ha permesso di irrobustire la rete di collaborazione tra le diverse sigle del Nord, ponendo la difesa delle usanze locali al centro delle successive riforme sociali avanzate dallo Stato.

La presenza dei vertici brianzoli testimonia la volontà di assumere un ruolo d’assalto nelle dinamiche associative del movimento, proiettando le nuove strategie sui display dei telefoni dei nuclei familiari della provincia.

I laboratori per la partecipazione civile e lo sviluppo del Nord-Ovest

Il consolidamento di questa cooperazione tra le realtà territoriali costituisce un pilastro strategico fondamentale per innalzare la competitività politica e l’indice di vivibilità delle aree urbane del Paese, offrendo risposte veloci ed efficaci alle richieste dei cittadini. I referenti organizzativi hanno espresso profonda soddisfazione per la calorosa accoglienza ricevuta nelle strutture ricettive della Toscana, confermando la pianificazione di successive campagne informative e di incontri pubblici nelle piazze brianzole per favorire le adesioni ed accrescere il benessere delle comunità della nazione. Questa attività promuove l’aggregazione democratica ed esclude l’isolamento dei piccoli nuclei, dimostrando come la cooperazione tra i corpi intermedi stimoli lo sviluppo etico e culturale delle nuove generazioni in totale sicurezza per tutti i partner coinvolti.

I laboratori tematici per l’anno duemilaventiseie applicheranno i principi di rigore e serietà emersi a Viareggio, ponendo la tutela delle eccellenze italiane al vertice dell’agenda in piena conformità con le usanze di convivenza civile stabilite dalle leggi costituzionali, tutelando i consumatori.

I registri ufficiali delle associazioni culturali ed i collegamenti con il portale del Senato

La promozione di queste attività di saggistica politica ed animazione territoriale concorre a elevare l’offerta del panorama democratico italiano, assicurando la trasparenza delle discussioni e la legalità dei processi istituzionali della repubblica. I cittadini, i politologi e tutti i professionisti del settore forense o scolastico interessati a consultare gli statuti ufficiali dei comitati, verificare i calendari orari dei successivi congressi o esaminare le brochure informative della provincia metropolitana, possono collegarsi direttamente alla piattaforma informatica del Senato della Repubblica Italiana per prendere visione dei documenti e delle comunicazioni dello Stato pubblici.

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Politica

Il nuovo corso del Centro Studi Rinascimento Nazionale tra inclusione e confronto politico

Il Centro Studi Rinascimento Nazionale punta sul pluralismo delle idee per costruire una nuova visione per l’Italia, superando i vecchi steccati ideologici del passato.

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#RinascimentoNazionale #PoliticaItaliana #CastellarPonzano #ThinkTank

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Giada Turato

Castellar Ponzano – All’interno della storica cornice del Castello Sforzini, antica dimora che domina il panorama collinare della frazione tortonese, si sta consolidando una realtà intellettuale destinata a far discutere i circoli politici nazionali. Il Centro Studi Rinascimento Nazionale, guidato dal presidente Luca Sforzini, ha recentemente ufficializzato l’ingresso di Giada Turato tra le proprie fila, un evento che non viene letto come un caso isolato, bensì come il segnale di una mutazione genetica in atto nel modo di fare politica e analisi culturale in Italia. La scelta di Turato, figura proveniente da percorsi politici storicamente collocati nell’area del centro o della sinistra, ha provocato reazioni di sorpresa tra gli osservatori più conservatori, ma è stata accolta con estremo favore dai vertici del think tank di Futuro Nazionale.

Oltre le etichette: la visione di Luca Sforzini

Il presidente Luca Sforzini, parlando dai saloni della dimora storica di Castellar Ponzano, ha voluto sgombrare il campo da ogni possibile malinteso. Secondo il numero uno del centro studi, la presenza di esponenti con background differenti non deve essere letta come un’anomalia, ma come una precisa linea programmatica. “Il nostro non è un partito, ma un laboratorio culturale dove la qualità del pensiero prevale sulla tessera che si teneva in tasca fino a ieri”, ha dichiarato Sforzini. L’obiettivo primario di questo spazio di elaborazione, situato in un punto strategico della provincia di Alessandria, è quello di aggregare competenze e onestà intellettuale, mettendo da parte le stantie contrapposizioni che per decenni hanno bloccato il dibattito pubblico italiano.

Per Sforzini, la domanda fondamentale da porre a chi si avvicina al Centro Studi non riguarda le origini ideologiche, ma la visione del domani. In un momento in cui le istituzioni necessitano di nuove energie, il superamento delle barriere tra schieramenti appare, secondo il think tank, l’unica via percorribile per affrontare le sfide strutturali del Paese. Non si tratta di una “conversione” forzata, ma di un processo di sintesi che mira a integrare istanze diverse sotto un’unica egida: quella dell’interesse nazionale, inteso come bene comune superiore.

Un laboratorio di sintesi tra tradizione e innovazione

Il Centro Studi Rinascimento Nazionale ha tracciato una rotta chiara, identificando alcuni pilastri imprescindibili attorno ai quali far gravitare le proprie proposte: merito, libertà, sicurezza e valorizzazione delle eccellenze italiane. All’interno delle stanze del Castello Sforzini si respira la volontà di dare voce a un pluralismo estremo, che spazia dal pensiero liberale a quello sovranista, dal federalismo alla tradizione risorgimentale. La struttura si propone, dunque, come un luogo di confronto dove l’omologazione è vista come un ostacolo e la diversità culturale come un valore aggiunto.

L’apertura non è rivolta solo a figure note, ma a chiunque metta a disposizione rigore, passione civile e un solido bagaglio di competenze. La filosofia del gruppo è quella di rigettare le abiure ideologiche, le pretese di conversione e la richiesta di certificati di provenienza che solitamente ingessano il panorama politico odierno. Secondo Sforzini, chi oggi manifesta stupore di fronte a ingressi trasversali è fermo a una logica di scontro novecentesco che non riflette più le urgenze del presente. La missione del think tank è chiara: riunire il meglio delle energie intellettuali, indipendentemente dai tracciati biografici, affinché l’Italia possa beneficiare di una visione strategica libera da steccati.

Il futuro del Centro Studi, che trova nel territorio di Castellar Ponzano il suo quartier generale, appare segnato da una crescita costante. La capacità di attrarre professionisti provenienti da mondi lontani tra loro suggerisce che vi sia una domanda crescente di spazi di discussione liberi da pregiudizi, in cui la ricerca di una sintesi alta non sia solo un esercizio retorico, ma un metodo di lavoro quotidiano applicato alle concrete necessità della Nazione. In un clima di forte frammentazione, la sfida intrapresa dalla realtà di Sforzini si pone come un esperimento di coesione culturale che potrebbe ridefinire, nel prossimo futuro, gli equilibri del dibattito intellettuale anche fuori dai confini locali piemontesi.

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Politica

Fuggire dalla povertà, morire nel deserto

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Fuggire dalla povertà, morire nel deserto

Redazione- Cinque giovani afghani sono stati trovati senza vita tra le dune roventi di Nimroz; giovani che avevano un solo sogno: raggiungere l’Iran, trovare un lavoro, sostenere le proprie famiglie e costruire un futuro migliore. Ma il loro viaggio si è trasformato in una tragedia.

Questa non è soltanto la storia di un gruppo di 19 persone rimaste disperse nel deserto dopo il guasto del veicolo che le trasportava nella zona di Dasht-e Margow. È il racconto amaro di migliaia di giovani afghani che, schiacciati dalla disoccupazione, dalla povertà, dalla mancanza di programmi per il futuro e dall’assenza di opportunità, sono costretti a mettere la propria vita nelle mani dei trafficanti.

Quando manca il lavoro, quando manca il pane e quando costruire un futuro nel proprio Paese sembra impossibile, molti non vedono altra strada che affrontare percorsi clandestini e pericolosi. I trafficanti sfruttano questa disperazione e ogni giorno conducono nuove persone attraverso deserti e confini dove il rischio di perdere la vita è sempre presente.

Questi giovani non erano stanchi della vita; erano stanchi della povertà, della fame, della disoccupazione e della mancanza di speranza. Lasciavano case e famiglie per cercare una possibilità di sopravvivere, ma lungo il cammino diventavano vittime proprio della fuga iniziata per liberarsi dalla sofferenza. Alcuni muoiono di sete, altri per il caldo estremo del deserto, altri ancora per il freddo delle notti, mentre molti scompaiono senza lasciare traccia.

Questa non è la prima tragedia e, senza affrontare le cause profonde di questa crisi, probabilmente non sarà l’ultima. Finché povertà, disoccupazione, disperazione e assenza di opportunità continueranno a spingere i giovani afghani ad abbandonare il proprio Paese, queste rotte della morte continueranno a chiedere vittime e altre famiglie resteranno in attesa di notizie dei propri cari.

La realtà più amara è che molti di questi giovani non partono per inseguire grandi sogni, ma semplicemente per trovare un pezzo di pane e una vita dignitosa. Un viaggio che per alcuni non porta alla speranza, ma si conclude tra le sabbie del deserto.

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