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Attualità

Filorosso su Rai 3, le anticipazioni del 20 luglio: ospiti Chiara Colosimo, Paolo Mieli e Peter Gomez

RAI 3: CHIARA COLOSIMO, PAOLO MIELI E PETER GOMEZ OSPITI A “FILOROSSO”! 📺 Appuntamento imperdibile con l’attualità giornalistica. Lunedì 20 luglio alle 21:15 su Rai 3 e RaiPlay va in onda la sesta puntata del talk condotto da Antonino Monteleone con Adele Grossi. Al centro del dibattito h24 l’ingresso in carcere del gioielliere Mario Roggero e le accese polemiche sulla legittima difesa, con i commenti di Paolo Mieli, Antonio Padellaro e Italo Bocchino. All’indomani del 34° anniversario della strage di Via d’Amelio, intervista esclusiva in studio alla Presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo. In scaletta anche i principali fatti di politica con Daniele Capezzone, Peter Gomez, Isabella Tovaglieri e Alessia Morani, seguiti da un focus sul caso Garlasco con Luciano Garofano e Ugo Ricci. Tutti i dettagli del dossier 👇#filorosso #rai3 #antoninomonteleone #chiaracolosimo #paolomieli #petergomez #danielecapezzone #casogarlasco #anticipazionitv #pagineutili

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Monteleone, Grossi

Il dibattito sulla legittima difesa con Italo Bocchino e Antonio Padellaro nel talk di Rai 3

Roma – Un imponente, accurato e quanto mai felice percorso di approfondimento giornalistico e valorizzazione del dibattito radiotelevisivo nella penisola, incentrato sulle riforme dei palinsesti dell’informazione pubblica e sulla necessità impellente di connettere l’attualità politica ai grandi circuiti della saggistica giudiziaria per incrementare la consapevolezza civile dei corpi sociali dello Stato, registra il ritorno in prima serata del rotocalco d’inchiesta di Rai Tre. La sesta puntata della trasmissione denominata Filorosso, programmata per la serata di lunedì venti luglio a partire dalle ore ventuno e quindici sotto la conduzione sul campo di Antonino Monteleone con Adele Grossi, si svilupperà attorno ai temi caldi della giustizia e della sicurezza nazionale. Il modulo centrale della serata analizzerà i risvolti sociali e le polemiche scaturite dalla condanna definitiva del gioielliere Mario Roggero, recentemente associato al penitenziario di Bollate, configurandosi come una bacheca di analisi concepita per deliziare i telespettatori dello Stato.

Il confronto sul diritto alla difesa e sui confini della legalità impegnerà l’editorialista del Fatto Quotidiano Antonio Padellaro, il saggista Paolo Mieli ed il direttore editoriale del Secolo d’Italia Italo Bocchino, i cui interventi scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

L’intervista a Chiara Colosimo per l’anniversario di Via d’Amelio ed il focus con Daniele Capezzone

Un momento di altissimo valore istituzionale all’interno dello studio della televisione pubblica risulterà dedicato al ricordo della strage mafiosa di Via d’Amelio avvenuta il diciannove luglio del millenovecentonovantadue, nella quale persero la vita il magistrato Paolo Borsellino ed i cinque agenti assegnati alla sua scorta logistica. Antonino Monteleone accoglierà inline per un’intervista esclusiva sui temi del contrasto alla criminalità organizzata la presidente della Commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo, giunta a fare il punto sulle riforme normative a tutela delle vittime dei clan. Lo spiegamento delle opinioni sui principali fatti della settimana registrerà inoltre la partecipazione paritetica dell’eurodeputata della Lega Isabella Tovaglieri, dell’esponente del Partito Democratico Alessia Morani, del direttore del sito internet del Fatto Peter Gomez e del direttore del quotidiano Il Tempo Daniele Capezzone, a tutela dei consumatori.

Le diverse sensibilità politiche si confronteranno sulle dinamiche economiche e sulle bacheche governative della nazione, proiettando le metriche dei commenti sui display dei telefoni dei nuclei familiari del distretto.

I nuovi elementi sul caso Garlasco con Luciano Garofano ed il genetista Ugo Ricci

La seconda parte della scaletta televisiva aprirà una ricca pagina di cronaca nera dedicata agli ultimi sviluppi scientifici ed investigativi legati al delitto di Garlasco, offrendo al pubblico una ricostruzione dettagliata dei fatti in totale sicurezza contrattuale. Il tavolo degli esperti vedrà lo schieramento dell’avvocato Antonio De Rensis e delle giornaliste Rita Cavallaro e Ilenia Petracalvina, supportati inline nei collegamenti remoti dalle analisi periziali del biologo Luciano Garofano, del genetista Ugo Ricci, del criminologo Simone Borile e della produttrice di contenuti web Francesca Bugamelli. Questa cooperazione paritetica tra i tecnici forensi ed i corpi intermedi dell’informazione costituisce un pilastro strategico fondamentale per innalzare la competitività dei format di approfondimento e sollevare l’indice di vivibilità culturale, offrendo risposte veloci.

I canali digitali del programma, attivi sulla bacheca dell’applicazione Instagram, raccoglieranno i commenti degli utenti della rete, ponendo la trasparenza degli atti di cronaca in piena conformità con le usanze di convivenza civile stabilite dalle leggi dello Stato.

I registri del servizio pubblico della Rai ed i collegamenti con il portale di RaiPlay

La promozione di questi spazi di confronto democratico contribuisce a consolidare il prestigio dell’azienda radiotelevisiva di Stato nel mercato internazionale dei media, assicurando la trasparenza delle discussioni e la legalità delle trasmissioni nella nazione. I cittadini, gli studenti e tutti i professionisti del settore scolastico o forense interessati a verificare i cataloghi delle passate edizioni, consultare i calendari orari delle successive inchieste o esaminare le brochure informative della provincia metropolitana, possono collegarsi direttamente alla piattaforma informatica di RaiPlay per prendere visione dei documenti istituzionali pubblici.

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Ritrovati i corpi dei due alpinisti morti in Nepal

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Ritrovati i corpi dei due alpinisti morti in Nepal

‘Ritrovati in Nepal i corpi di 5 alpinisti…’ delle 14.17) Sono in viaggio verso Katmandu in Nepal il fratello e la mamma di Marco Di Marcello, il biologo teramano di 37 anni disperso dallo scorso novembre quando la cordata di alpinisti di cui faceva parte, impegnata nella spedizione internazionale sul Dolma Khang, fu travolta una valanga attorno ai 5.600 metri di quota dello Yalung Ri.
La loro partenza, che segue a poche ore di distanza quella dal Canada della moglie del disperso, fa presagire che le autorità governative nepalesi, in costante contatto con la Farnesina, abbiano elementi utili per ritenere che uno dei cinque cadaveri individuati nella neve nei giorni scorsi, nell’area dell’incidente, possa appartenere al loro congiunto.
Da qui la necessità di averne conferma attraverso un riconoscimento ufficiale della salma.
Da quanto si è appreso nelle ultime ore, l’ennesimo tentativo di raggiungere la quota con gli elicotteri per il recupero dei corpi è stato anche oggi vanificato dalle avverse condizioni meteo.Un ulteriore tentativo sarà effettuato nella giornata di domani, quando in Italia sarà notte.
Dei cinque corpi individuati, uno solo è stato identificato con certezza, ed apparterrebbe ad uno sherpa nepalese che faceva parte della spedizione. All’appello, di quella cordata, oltre a Marco Di Marcello, mancano ancora un altro italiano – Markus Kirchler – un alpinista francese e uno tedesco. Nei giorni immediatamente successivi al 3 novembre, quando la valanga travolse il gruppo nella Rolwaling Valley, furono recuperati i corpi di un nepalese e e di Paolo Cocco, fotografo abruzzese 41enne di Fara San Martino, in provincia di Chieti. Le ricerche dei dispersi furono sospese definitivamente il 10 novembre.

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Francia – bambino di otto ustionato dopo l’esplosione di uno squishy

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Francia - bambino di otto ustionato dopo l'esplosione di uno squishy

Un bambino di 8 anni in Francia è rimasto ustionato dall’esplosione di uno squishy, un giocattolo anti stress contenente una sostanza gelatinosa. Sul caso è stata aperta un’indagine per “lesioni personali con conseguente incapacità lavorativa totale superiore a tre mesi”.

Da una prima ricostruzione, il bambino di 8 anni, originario di Saint-Omer, nel Pas-de-Calais in Francia, stava giocando con uno squishy, quando il giocattolo è esploso, riversandogli addosso il gel che conteneva.

Il piccolo ha riportato ustioni di secondo grado al viso e al torace. L’episodio è avvenuto il 24 luglio 2026 e la Procura di Saint-Omer ha ora aperto un’inchiesta per accertare le cause dell’incidente.

Secondo quanto riferito dalla madre a La Voix du Nord, il prodotto era un “Cool mix supergel“, acquistato in un punto vendita Smyths Toys di Arques.

Dopo che la pallina è esplosa, il bambino è corso dalla mamma in preda al panico. La donna avrebbe provato a togliergli il gel dal viso ma ha visto che la pelle veniva via e ha così capito che era successo qualcosa di grave.

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Il dolore silenzioso di un popolo: quando l’imposizione prende il posto della libertà

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Il dolore silenzioso di un popolo: quando l’imposizione prende il posto della libertà

Redazione- In Afghanistan, la pressione sull’abbigliamento e sull’aspetto personale non riguarda più soltanto le donne, ma coinvolge anche gli uomini. Quando una persona rischia lo stipendio, il lavoro o la propria posizione a causa della barba, del cappello, del turbante o del modo in cui si veste, non si parla più semplicemente di abbigliamento: si parla di dignità, libertà personale e rispetto dell’essere umano.

Mentre molte famiglie affrontano povertà, disoccupazione, difficoltà economiche e il peso della vita quotidiana, molti lavoratori sono costretti a vivere con una nuova paura: perdere il proprio sostentamento non per mancanza di capacità o impegno, ma per non corrispondere a un modello esteriore imposto.

Una società non cresce controllando l’aspetto delle persone. Un Paese si costruisce con istruzione, lavoro, competenza, giustizia, salute e rispetto per ogni individuo. Quando l’attenzione si concentra sull’apparenza invece che sui problemi reali della gente, le sofferenze aumentano e le vere necessità rimangono senza risposta.

Per anni le donne afghane hanno vissuto restrizioni e pressioni sulla loro libertà personale; oggi anche molti uomini sentono il peso di regole che entrano nella loro vita privata. La paura e l’obbligo non possono sostituire la fiducia e il rispetto.

Il dolore più grande è vedere persone che cercano solo di lavorare, mantenere le proprie famiglie e vivere con dignità, costrette a preoccuparsi non solo del pane quotidiano, ma anche di come apparire per non essere punite.

La dignità umana non si misura dalla lunghezza della barba o dal tipo di vestito. Una nazione diventa forte quando protegge la dignità dei suoi cittadini e permette loro di vivere con rispetto e sicurezza.

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