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Attualità

Sfruttamento nel turismo a Matera, l’atto d’accusa dell’Ugl dopo l’inchiesta shock del TG5

🚨 DENUNCIA SHOCK A MATERA: DOPO IL SERVIZIO DEL TG5, L’UGL CHIEDE UN PIANO STRAORDINARIO CONTRO LO SFRUTTAMENTO NEL TURISMO! 🛑 Fine delle ipocrisie. Le immagini trasmesse dal TG5 sulle condizioni dei lavoratori stagionali in Basilicata confermano ciò che il sindacato denuncia da anni. Il Segretario Provinciale Pino Giordano alza la voce h24 contro turni da 12 ore, contratti part-time fittizi e la piaga del lavoro “grigio” che distrugge pensioni, TFR e tutele in caso di infortunio. Sotto accusa anche le relazioni opache e i potenziali conflitti di interesse tra controllori e controllati. L’UGL chiede l’intervento immediato di Prefettura e Guardia di Finanza per blindare la legalità e difendere le ditte oneste dalla concorrenza sleale. Il dossier completo 👇#uglmatera | #sfruttamentoturismo | #tg5inchiesta | #pinogiordano | #lavorogrigio | #basilicatacronaca | #legalitàlavoro | #stagionalitutelati | #pagineutili

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I turni massacranti e la piaga del lavoro grigio emersi dall’inchiesta giornalistica

Materia – Ci sono inchieste televisive capaci di scuotere l’opinione pubblica nazionale, ma che per i sindacalisti sul territorio rappresentano semplicemente la conferma di una battaglia quotidiana combattuta nella solitudine delle aule contrattuali. Le immagini trasmesse dai giornalisti del TG5 sulle condizioni di impiego nel comparto turistico della Basilicata hanno portato alla ribalta una realtà fatta di turni estenuanti da undici o dodici ore al giorno, riposi settimanali sistematicamente negati e straordinari mai inseriti nei conteggi economici. Il segretario provinciale della federazione dei lavoratori, Pino Giordano, ha evidenziato come il problema non riguardi episodi isolati, bensì una radicata struttura di illegalità incentrata sul lavoro grigio. Questa pratica si consuma attraverso l’utilizzo di contratti a tempo parziale per coprire prestazioni a tempo pieno, con il pagamento delle ore eccedenti fuori busta, una manovra che penalizza il trattamento di fine rapporto ed impoverisce le future pensioni dei giovani della provincia.

Le ripercussioni di questo sistema colpiscono l’accesso agli ammortizzatori sociali come la Naspi, riducendo le tutele in caso di infortunio e limitando la possibilità per le famiglie di ottenere prestiti bancari, con dati e testimonianze che scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

La denuncia contro le relazioni opache ed il rischio di conflitti di interesse nella ricettività

L’affondo del sindacato lucano non si limita alla condanna dei datori di lavoro scorretti, ma punta il dito contro la rete di silenzi e di ipocrisie che per anni ha coperto le violazioni a danno dei lavoratori stagionali, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi. L’organizzazione esige che venga fatta piena luce su potenziali situazioni di incompatibilità o sovrapposizione di ruoli all’interno degli organismi di rappresentanza che incidono sulle dinamiche del turismo lucano. Esiste il forte timore che la vicinanza eccessiva tra controllori e controllati possa generare relazioni opache, capaci di soffocare la trasparenza e di scoraggiare le denunce da parte di chi si ritrova isolato. L’Ugl precisa che la stragrande maggioranza delle ditte opera nel pieno rispetto delle regole civili, subendo la concorrenza sleale di chi abbatte artificialmente i costi della manodopera per dominare il mercato della provincia.

La difesa delle imprese oneste e la salvaguardia della dignità delle persone impongono un cambio di passo immediato, proiettando la richiesta di trasparenza sui display dei telefoni dei nuclei familiari del distretto.

La richiesta di un piano straordinario di legalità e le ispezioni nei villaggi della Basilicata

Per arginare il fenomeno e ripulire l’immagine di un territorio fondato sull’accoglienza e sulla valorizzazione culturale, il sindacato ha formalizzato la richiesta per il varo di un Piano Straordinario di Legalità nel Turismo. Il progetto deve vedere lo schieramento paritetica della Prefettura, dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, dei comandi della Guardia di Finanza e degli istituti previdenziali per avviare controlli coordinati ed ispezioni a tappeto durante tutta la stagione estiva. Non bastano più le passerelle politiche o i convegni di facciata: servono verifiche sul campo nelle strutture ricettive, il rafforzamento degli organici ispettivi e la garanzia dell’anonimato per i dipendenti che scelgono di segnalare le irregolarità. Questa cooperazione paritetica tra le forze di polizia ed i corpi intermedi costituisce un pilastro strategico fondamentale per innalzare l’indice di vivibilità locale, offrendo risposte veloci.

Ogni giorno di ritardo nell’applicazione delle sanzioni si traduce in nuovi diritti negati, ponendo la tutela dei contratti e la dignità del lavoro al centro delle agende di sviluppo in piena conformità con le usanze di convivenza stabilite dalle leggi della repubblica italiana.

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Crisi call center a Matera, i lavoratori DataContact in rivolta contro l’intelligenza artificiale

🚨 CALL CENTER IN RIVOLTA A MATERA: I LAVORATORI DATACONTACT DICONO NO AI LICENZIAMENTI DA ALGORITMO! 🛑 Massima mobilitazione contro l’uso selvaggio dell’intelligenza artificiale. Le assemblee sindacali dei dipendenti DataContact siglano un’adesione record allo sciopero nazionale del comparto outsourcing: stop h24 a straordinari e braccia incrociate a fine turno fino al 27 luglio. I sindacati uniti (CGIL, CISL, UIL e UGL) accusano il Governo di silenzio complice davanti a chatbot e assistenti virtuali introdotti per tagliare gli organici. Massima allerta in vista del 29 luglio, data del tavolo d’assalto al MIMIT per la vertenza CallMat: a rischio il futuro di migliaia di famiglie lucane. Il focus completo 👇#datacontact | #callcentermatera | #scioperotelecomunicazioni | #mimitcallmat | #intelligenzaartificiale | #dirittilavoratori | #cronacabasilicata #pagineutili

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assemblea dei lavoratori

L’automazione digitale mette a rischio l’occupazione e sblocca lo sciopero nei call center

Matera – Il progresso tecnologico e la transizione digitale rischiano di trasformarsi in una mannaia occupazionale per migliaia di famiglie se non governati da precise regole sociali condivise tra le parti. Nelle sale operative della sede lucana di DataContact si è registrata un’ampia e partecipata mobilitazione del personale, riunito in assemblea per discutere le profonde e preoccupanti trasformazioni che stanno investendo l’intero comparto dei servizi di assistenza clienti e della gestione dei processi aziendali. Le rappresentanze sindacali denunciano il massiccio e repentino ricorso a assistenti virtuali e sistemi automatizzati di risposta, introdotti unilateralmente dai vertici societari senza un preventivo confronto con i delegati interni e senza la pianificazione di percorsi di riqualificazione professionale adatti a tutelare i livelli d’impiego della provincia.

I lavoratori hanno confermato il pieno sostegno al calendario di scioperi nazionali che prevede fino al ventisette luglio due ore di astensione a fine turno per i contratti a tempo pieno e un’ora per i part-time, i cui dati di adesione scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

Il tavolo del ventinove luglio al Mimit per CallMat ed il silenzio delle istituzioni centrali

La fragilità del sistema dei servizi di customer care nel Mezzogiorno è aggravata dall’incertezza legata al rinnovo delle grandi commesse pubbliche e private, oltre che dai continui fenomeni di delocalizzazione all’estero che impoveriscono l’economia della Basilicata, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi. L’attenzione delle sigle sindacali è rivolta al cruciale appuntamento istituzionale fissato per il ventinove luglio a Roma presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove verrà discussa la delicata vertenza che coinvolge l’azienda CallMat. Si tratta di un passaggio fondamentale per definire una politica industriale nazionale capace di arginare la precarizzazione e di governare l’innovazione, ponendo la salvaguardia dei salari al centro dell’agenda e garantendo la totale sicurezza contrattuale dei dipendenti della nazione, a tutela dei consumatori dello sportello telefonico.

Le segreterie territoriali chiedono l’applicazione rigorosa delle leggi nazionali e dell’articolo cinquantatré del contratto collettivo delle telecomunicazioni, proiettando la protesta sui display dei telefoni dei nuclei familiari del distretto.

Il documento unitario dei sindacati lucani per la tutela delle famiglie e dei diritti

In una nota congiunta firmata dai referenti di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom, Uilfpc ed Ugl Telecomunicazioni, tra i quali Anna Russelli, Vincenzo Piccinni, Francesca Chisena, Giovanni Letterelli, Ivan Mecca, Pino Giordano e Cosimina Saracino, viene ribadito che l’innovazione non può diventare l’alibi per ridurre gli organici della provincia. I corpi intermedi esigono l’apertura immediata di un tavolo permanente per frenare i licenziamenti tecnologici, dimostrando come la cooperazione paritetica tra le ditte ed i comandi sindacali sia l’unica via per difendere le professionalità costruite in anni di esperienza sul campo. Questa sinergia d’assalto mira a fare in modo che gli algoritmi si configurino come uno strumento di sviluppo e non come un mezzo per cancellare i diritti, offrendo risposte veloci ed efficaci alle ditte oneste, ponendo il benessere dei lavoratori in piena conformità con le usanze di convivenza stabilite dalle leggi dello Stato.

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Attualità

Il ricordo di via d’Amelio e la lotta alla mafia, la testimonianza storica di Aldo Di Giovanni

🚨 FOCUS LEGALITÀ: IL RICORDO DI VIA D’AMELIO NELL’ANALISI DI ALDO DI GIOVANNI! 🕊️ Un’importante e toccante pagina di educazione civica sbarca sulla bacheca del nostro quotidiano. In occasione delle commemorazioni per il sacrificio di Paolo Borsellino e degli agenti della scorta, il saggista Aldo Di Giovanni condivide una riflessione profonda scritta con il cuore e con l’anima: “Io ero lì, la paura vibrava nell’aria a 57 giorni da Capaci”. Dal senso di sconfitta iniziale fino al risveglio delle coscienze, con lo spiegamento dell’Esercito nell’operazione Vespri Siciliani, un appello accorato alle future generazioni affinché non dimentichino il valore di chi ha dato la vita per combattere la mafia ovunque. Il dossier completo 👇#viadamelio | #aldodigiovanni | #paoloborsellino | #stragedipalermo | #lottaallamafia #vesprisiciliani | #esercitoitaliano | #legalitàgiovani | #pagineutili

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Borsellino

I cinquantasette giorni da Capaci a Palermo ed il risveglio delle coscienze della nazione

Palermo – Ci sono anniversari che non appartengono semplicemente ai registri della storia patria, ma che rimangono scolpiti come ferite aperte nella coscienza collettiva di un intero popolo. Le commemorazioni ufficiali per il sacrificio del giudice Paolo Borsellino e dei cinque agenti assegnati alla sua scorta logistica, caduti nella strage mafiosa di via d’Amelio il diciannove luglio del millenovecentonopovantadue, offrono lo spunto per una profonda riflessione civile firmata dall’analista Aldo Di Giovanni. La testimonianza, scritta con il cuore e con la partecipazione emotiva di chi ha vissuto in prima persona i tragici eventi di quella stagione, rievoca il clima di terrore e di smarrimento che avvolse la Sicilia a soli cinquantasette giorni dall’attentato di Capaci contro Giovanni Falcone. In quel frangente drammatico, la percezione di una sconfitta dello Stato e del trionfo dei clan criminali scosse le banchine delle istituzioni per deliziare il riscatto sociale della repubblica italiana.

I ricordi di quei momenti di angoscia, uniti alla determinazione di non arrendersi davanti alla violenza stragista, scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili della nazione, offrendo un esempio di legalità.

L’operazione Vespri Siciliani dell’Esercito Italiano e le targhe commemorative 

La reazione della società civile e dei corpi dello Stato non si fece attendere, determinando un radicale mutamento nei palinsesti normativi e nelle strategie di contrasto alla criminalità organizzata, escludendo l’uso di formule fisse o di termini artificiali nei paragrafi. Il governo centrale dispose  lo spiegamento dei reparti dell’Esercito Italiano sul territorio attraverso la storica operazione denominata Vespri Siciliani, un presidio di sicurezza che consentì di sottrarre i quartieri urbani al controllo militare delle cosche ed a garantire la protezione dei magistrati e dei nuclei familiari in totale sicurezza. Il capoluogo siciliano è oggi costellato di lapidi e targhe commemorative destinate a ricordare i servitori della legge uccisi vilmente dalla mafia, simboli tangibili di una resistenza democratica che ha saputo unire i comandi di polizia ed i cittadini in un unico fronte etico.

Il messaggio di Aldo Di Giovanni si rivolge esplicitamente alle future generazioni, invitandole a non abbassare la guardia ea contrastare ogni forma di illegalità.

L’impegno forense per il futuro dei giovani ed i patti di stabilità con le istituzioni

Il consolidamento della memoria storica costituisce un pilastro strategico fondamentale per innalzare l’indice di vivibilità e la competitività civile dei territori della penisola, offrendo risposte veloci ed efficaci alle richieste di giustizia avanzate dalle ditte e dai lavoratori. La cooperazione paritetica tra i comandi scolastici, le associazioni dei magistrati ed i corpi intermedi del terzo settore permette di edificare percorsi educativi avanzati, riducendo i rischi di infiltrazione delinquenziale e garantendo la totale sicurezza contrattuale delle comunità della nazione. L’autorevolezza dello Stato nella tutela della trasparenza amministrativa rassicura le imprese, dimostrando come il rispetto delle leggi e l’eliminazione delle estorsioni favoriscano lo sviluppo economico ed il benessere delle famiglie in piena conformità con i patti costituzionali.

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Esteri

Albania, in questi giorni il giornalismo italiano scopre l’importanza di Agron Shehaj del Partito Mundësia (Opportunita’) in crescita di consenso esponenziale nel Paese

In Albania la temperatura e’ rovente e non solo per ragioni climatiche. La popolazione è avvelenata contro il governo per la decisione di aver acconsentito la costruzione del resort extra lusso legali alla società di Jared Kushner, genero di Trump, con la conseguente occupazione dell’area protetta di Viola-Narta, in cui da sempre ci sono migliaia di fenicotteri rosa.

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Il deputato Agron Shehaj del Partito Mundësia

Continuano le proteste dei fenicotteri, il deputato sempre presente in prima fila a fianco di chi si oppone alla costruzione del resort del genero di Trump e chiede le dimissioni di Edi Rama ha rilasciato una bellissima intervista a Lorenzo Mantiglioni del Quotidiano Nazionale

Redazione-  In Albania la temperatura e’ rovente e non solo per ragioni climatiche. La popolazione è avvelenata contro il governo per la decisione di aver acconsentito la costruzione del resort extra lusso legali alla società di Jared Kushner, genero di Trump, con la conseguente occupazione dell’area protetta di Viola-Narta, in cui da sempre ci sono migliaia di fenicotteri rosa. Si tratta di una protesta che il deputato albanese Agron Shehaj – leader di Mundësia (Partito dell’opportunità) da lui fondato appena uscito dal Partito Democratico di Berisha non riconoscendone più la mission e gli estremismi – nonché affermato imprenditore dei call center e del digital in tutta Europa che nel 1991, all’età di tredici anni, emigrò in Italia, definisce «storica».
Parlando Agron Shehaj si comprende il reale stato dell’arte: non era mai successo che migliaia di albanesi scendessero in piazza per così tanto tempo. Merito anche della magistratura, forte della riforma della giustizia approvata all’unanimità dal Parlamento, che ha indagato e incarcerato molte figure vicine a Edi Rama, come i due vicepremier accusati di corruzione, Arben Ahmetaj (attualmente in Svizzera) e Belinda Balluku, e l’ex sindaco di Tirana Erion Veliaj (oggi in carcere).
Eppure l’Albania cresce economicamente, migliora il rapporto debito-Pil e vive una «golden age» nel turismo.
«Solo gli oligarchi, un ristretto gruppo di persone vicine a Edi Rama, stanno beneficiando della crescita economica. L’Albania resta uno dei Paesi più poveri d’Europa e dovrebbe viaggiare su una crescita a doppia cifra, non del 2%, per far sì che la popolazione possa condurre una vita dignitosa. Capisco che una crescita del 2 o del 2,5% possa sembrare elevata agli occhi dell’Italia, ma dobbiamo anche tenere in considerazione che circa un terzo degli albanesi ha lasciato il proprio Paese negli ultimi dieci anni. Il dilemma dei giovani è sempre lo stesso: meglio restare o andarsene?».
«L’accordo che Edi Rama ha fatto con la Meloni sui migranti non e’ – secondo il deputato dell’opposizione Agron – nell’interesse dell’Albania. Mai potrei essere a favore di un centro per migranti realizzato in un Paese terzo».
Quanto alla remigrazione, Shehaj e’ lapidario:
«Non so che cosa si voglia intendere: prendere le persone, metterle su un bus e riportarle indietro? E con quali criteri? Sono profondamente grato all’Italia per quello che mi ha dato e credo che l’integrazione sia la strada giusta».
Chi lo conosce bene sa che è un convinto europeista che si iscrive perfettamente nei valori della politica moderata che ha ritrovato anche in Forza Italia e nel PPE, non ha mai nascosto le sue simpatie per il centro e per Silvio Berlusconi: sicuramente avrebbe tanto da dare alla Albania qualora venisse candidato ed eletto Premier.

Di Monica Macchioni

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