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Cronaca

Lupo avvistato ad Arrone, verso il trasferimento al parco dei Monti Sibillini: stretta per la cattura dopo l’aggressione alla bimba

🐺 Vertice in prefettura a Terni per pianificare la cattura del lupo che ha aggredito una bambina ad Arrone. Installate sedici fototrappole e definito il trasferimento nei Monti Sibillini.

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#Cronaca #Arrone #Lupo #Valnerina

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Lupo

Arrone – Una nuova e più rigida pianificazione operativa prende forma per risolvere la questione legata alla presenza del predatore che si aggira nei pressi del centro abitato della Valnerina, in provincia di Terni. Nella mattinata di martedì 21 luglio, si è tenuta una riunione di coordinamento nella sede istituzionale convocata per definire le prossime mosse. Al centro del vertice vi è la necessità di stringere il cerchio attorno all’esemplare di lupo ritenuto responsabile dell’episodio di aggressione che nei giorni scorsi ha visto coinvolta una bambina, suscitando forte apprensione tra i residenti della zona e nelle località limitrofe come Piediluco e Ferentillo.

Il vertice operativo è stato presieduto direttamente dal prefetto Antonietta Orlando, la quale ha voluto fare il punto della situazione insieme alle autorità locali e ai vertici della sicurezza pubblica. All’incontro istituzionale hanno preso parte il sindaco di Arrone, Fabio Di Gioia, il questore Bruno Abenante, i rappresentanti dei carabinieri forestali, della polizia provinciale e dei vigili del fuoco. La task force interforze, istituita formalmente lo scorso 10 luglio subito dopo le prime segnalazioni e i conseguenti accertamenti medico-sanitari sulla minore ferita, sta operando senza sosta lungo le sponde del fiume Nera e nei boschi circostanti per monitorare ogni singolo movimento del mammifero.

Il bilancio delle attività di controllo e le sedici fototrappole attive

Nelle ultime due settimane, il lavoro sul campo condotto dagli operatori specializzati ha portato all’installazione di ben sedici fototrappole in punti strategici del territorio comunale, comprese le aree rurali vicine a frazioni come Casteldilago e Colleorseto. Questi dispositivi elettronici ad alta definizione permettono di registrare giorno e notte il passaggio di eventuali animali selvatici, inviando segnalazioni in tempo reale agli uffici competenti. Contestualmente, la macchina comunale e la prefettura hanno diramato diffuse informative alla cittadinanza, distribuendo volantini e pubblicando sui canali istituzionali una serie di linee guida comportamentali. Tra le raccomandazioni principali figurano il divieto assoluto di lasciare rifiuti organici o cibo all’aperto, la custodia rigorosa degli animali domestici nelle ore notturne e la massima prudenza negli spostamenti a piedi lungo i sentieri naturalistici che conducono verso le cascate e le zone boscate della vallata umbra.

Le modalità operative per la cattura e il parere dell’Ispra

Durante la riunione odierna, i partecipanti hanno esaminato nel dettaglio le autorizzazioni formali rilasciate dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) alla Regione Umbria. Questo passaggio burocratico e tecnico risulta indispensabile per agire nel pieno rispetto della normativa nazionale ed europea, trattandosi di una specie particolarmente protetta. Gli esperti faunistici hanno concordato le specifiche modalità tecniche per la cattura in sicurezza dell’esemplare, utilizzando gabbie-trappola appositamente predisposte e attrattivi non nocivi, monitorati costantemente dal personale veterinario della Asl competente.

Il trasferimento programmato verso l’area protetta dei Monti Sibillini

Una volta completate le operazioni di cattura e verificate le condizioni di salute dell’animale, il piano d’intervento prevede il trasferimento immediato del lupo. L’esemplare non verrà soppresso, ma sarà trasportato all’interno di un’area recintata e protetta situata nel perimetro del parco nazionale dei Monti Sibillini, una zona appositamente attrezzata per la gestione della fauna selvatica problematica. Questa soluzione permetterà di allontanare definitivamente il pericolo dai centri abitati della provincia ternana, garantendo al contempo la tutela e la conservazione dell’animale in un habitat idoneo alla sua etologia, lontano dalle case e dai luoghi frequentati dalla popolazione locale e dai turisti che ogni estate affollano i borghi della Valnerina.

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Cronaca

Dramma a Monterotondo, bimbo di 5 anni muore a causa di un malore nella piscina del centro estivo

🚨 DRAMMA A MONTEROTONDO: BIMBO DI 5 ANNI MUORE PER UN MALORE NELLA PISCINA DEL CENTRO ESTIVO! 🖤 Un dolore immenso toglie il fiato alla provincia di Roma. Nella mattinata di oggi, 22 luglio, intorno alle ore 11:00, un bimbo di soli 5 anni ha perso la vita mentre giocava nell’acqua bassa dello Stadio del Nuoto “Paolo Roghi” in via della Fonte. Il piccolo è stato colto da un arresto cardiaco improvviso sotto gli occhi degli altri bambini. Inutili i soccorsi disperati del 118 e l’arrivo immediato dell’elisoccorso. I Carabinieri di Monterotondo e la Procura di Tivoli hanno avviato le indagini h24 per fare piena luce sulla tragedia. Una pagina di cronaca straziante scritta con il cuore e con l’anima, che stringe l’intera comunità in un abbraccio di profondo cordoglio. Il servizio completo 👇#monterotondocronaca #tragediapiscina #bimbomorto #stadiodelnuoto #procurativoli #soccorsi118 #elisoccorsoroma #sicurezzacentriestivi #pagineutili

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Piscina

La tragedia allo Stadio del Nuoto Roghi e l’inutile volo dell’elisoccorso

Monterotondo – Ci sono notizie di cronaca che lasciano un’intera comunità senza fiato, squarciando la spensieratezza dei mesi estivi e gettando nel dolore più cupo e profondo decine di famiglie. La mattinata di mercoledì ventidue luglio si è trasformata in un dramma indelebile all’interno di un centro estivo di Monterotondo, comune situato nella provincia nord di Roma. Un bambino di appena cinque anni ha perso tragicamente la vita mentre si trovava in una piccola piscina esterna, una vasca con l’acqua molto bassa appositamente progettata per i giochi dei bambini della sua età. Intorno alle ore undici, mentre il piccolo giocava serenamente sul bagnasciuga insieme a una quindicina di coetanei sotto la sorveglianza degli educatori, è stato improvvisamente colto da un malore fatale. I soccorritori del centodiciotto sono giunti tempestivamente sul posto per avviare le disperate manovre di rianimazione cardiopolmonare, supportati dall’intervento immediato di un elisoccorso, ma ogni tentativo di salvare il piccolo si è rivelato purtroppo inutile.

La drammatica sequenza degli eventi e i primi bollettini medici dei sanitari, che parlano di un arresto cardiaco fulmineo, scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili, sconvolgendo i genitori e i residenti.

I rilievi dei Carabinieri coordinati dalla Procura di Tivoli per accertare le cause

Lo choc nell’area circostante l’impianto sportivo dello Stadio del Nuoto Paolo Roghi, situato in via della Fonte al civico numero sei, è enorme e ha lasciato nell’angoscia più profonda i testimoni e le famiglie degli altri bambini, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi. Sul luogo della tragedia sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Monterotondo, i quali hanno avviato i rilievi scientifici e i primi accertamenti legati alle misure di sicurezza adottate nella struttura, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Tivoli. I magistrati dovranno disporre l’esame autoptico per chiarire con certezza assoluta se il decesso sia stato provocato da una patologia congenita o da una congestione improvvisa, isolando le indagini e mettendo sotto sequestro l’area per fare piena luce sulla dinamica dell’accaduto.

L’intera vallata e i comuni limitrofi si stringono in un abbraccio silenzioso e partecipe attorno alla famiglia della vittima, proiettando il dolore sui display dei telefoni dei nuclei familiari del distretto romano.

Il ricordo dell’incidente di Mentana e l’esigenza di una protezione reale per i più piccoli

La terribile scomparsa del piccolo di via della Fonte riapre una ferita dolorosa in tutta l’area a nord della Capitale, riportando alla mente dei genitori la paura vissuta soltanto quarantotto ore prima nel vicino comune di Mentana. In quel caso, una fuga improvvisa di esalazioni di cloro all’interno di un circolo sportivo aveva provocato l’intossicazione di otto persone, costringendo un altro bambino di cinque anni a un ricovero d’urgenza in codice rosso e gettando nel panico i frequentatori della struttura. Due episodi diversi ma drammaticamente vicini, che mettono a nudo la fragilità dei più piccoli nei luoghi che dovrebbero essere dedicati unicamente allo svago, alla crescita e alla serenità estiva. Davanti a questa nuova ferita, la comunità non cerca risposte fredde o protocolli burocratici, ma invoca un impegno collettivo e rigoroso affinché la vita dei nostri figli venga protetta con il massimo della responsabilità e dell’attenzione.

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Cronaca

Tempesta di grandine a Villa Zaccheo, auto degli operai distrutte: la rabbia della Fim Cisl

🚨 DISASTRO A VILLA ZACCHEO: GRANDINE DEVASTA LE AUTO DEI LAVORATORI, L’URLO DELLA FIM CISL SULLA VALLE DEL TUBO! ⛈️🛠️ Una mazzata spaventosa si abbatte sulle tasche degli operai nel Teramano. Una violenta tempesta di grandine ha letteralmente distrutto decine di automobili parcheggiate fuori dalle fabbriche durante il secondo turno h24. Al termine del lavoro, i dipendenti hanno trovato parabrezza sfondati, vetri in frantumi e carrozzerie devastate. Il Segretario Generale Fim Cisl, Amedeo Nanni, lancia un pesante atto d’accusa scritto con il cuore e con l’anima: “Parliamo di persone che guadagnano 1.700 euro al mese e che ora affrontano migliaia di euro di danni per auto spesso comprate a rate. Da anni denunciamo la mancanza di parcheggi coperti e nessuno ci ascolta”. Il sindacato chiede lo stato di calamità alla Regione e l’intervento immediato delle imprese per non lasciare soli i lavoratori. Il focus completo del dossier 👇#grandinatateramo | #villazaccheo | #valledeltubo | #fimcislabruzzo | #amedeonanni | #operaitutelati | #dannigrandine | #cronacateramo | #pagineutili

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Grandine

I parabrezza sfondati a fine turno nel distretto industriale della Valle del Tubo

Teramo – Ci sono eventi meteorologici estremi che non si limitano a colpire il paesaggio, ma si abbattono con violenza chirurgica sulla vita quotidiana e sulle tasche di chi si guadagna da vivere con il lavoro in fabbrica. Nel cuore dell’area industriale del Teramano, una spaventosa perturbazione estiva ha flagellato la frazione di Villa Zaccheo, trasformando i parcheggi degli stabilimenti produttivi in uno scenario di totale devastazione. La tempesta si è abbattuta sul distretto proprio durante lo svolgimento del secondo turno lavorativo, compreso tra le ore quattordici e le ventidue. Centinaia di operai, al termine di una faticosa giornata spesa davanti alle linee di montaggio, hanno vissuto minuti di autentico shock e disperazione nel ritrovare i propri mezzi privati completamente devastati dal ghiaccio. La foga della grandinata ha provocato la distruzione dei lunotti, lo sfondamento dei parabrezza e la martellatura profonda delle carrozzerie delle vetture in sosta.

Le immagini dei piazzali invasi dai vetri in frantumi testimoniano la gravità di un disastro che colpisce i beni primari dei dipendenti, i cui report sulla stima dei danni materiali scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

L’atto d’accusa di Amedeo Nanni per gli stipendi operai da millesettecento euro

Sulla drammatica vicenda è intervenuto con fermezza il segretario generale della Fim Cisl Abruzzo e Molise, Amedeo Nanni, il quale ha sollevato un duro atto d’accusa per dare voce alla frustrazione dei lavoratori del comparto metalmeccanico, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi. Il rappresentante sindacale ha evidenziato come per molte famiglie si tratti di veicoli acquistati con anni di sacrifici, spesso ancora gravati da pesanti rate mensili di finanziamento. Ritrovarsi con l’automobile distrutta significa non sapere come raggiungere il posto di lavoro l’indomani, affrontando spese di riparazione da migliaia di euro che risultano insostenibili per un salario medio di circa millesettecento euro al mese. Nanni ha denunciato la storica assenza di pensiline protettive o parcheggi coperti adeguati nella Valle del Tubo, una carenza strutturale segnalata da anni e rimasta colpevolmente inascoltata.

La mancanza di tutele per i mezzi privati dei dipendenti esaspera gli animi all’interno delle fabbriche del distretto, proiettando l’allarme sociale sui display dei telefoni dei nuclei familiari del territorio teramano.

L’appello alla Regione per la calamità ed il ruolo sociale delle imprese colpite

La segreteria sindacale ha formalizzato una richiesta urgente indirizzata ai vertici della Regione Abruzzo per l’immediata proclamazione dello stato di calamità naturale, un provvedimento indispensabile per sbloccare i primi fondi straordinari di risarcimento e sostenere le maestranze colpite. Al contempo, la Fim Cisl ha chiamato in causa la responsabilità sociale delle grandi ditte della Valle del Tubo, pretendendo che le imprese facciano la propria parte per non lasciare soli gli operai che hanno sempre garantito flessibilità, ore di straordinario e massima professionalità in fabbrica. Le emergenze climatiche non possono ricadere unicamente sulle spalle dei lavoratori; per questo motivo, la politica ed i datori di lavoro hanno il dovere etico di intervenire con soluzioni rapide e risposte concrete, restituendo serenità e dignità a chi sostiene l’economia della provincia.

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Cronaca

Rocca di Mezzo, 51enne denunciato per l’incendio nel Parco Sirente Velino: rischia la richiesta di risarcimento danni

🚨 DISASTRO SULLE ROCCHE: ACCENDE IL BARBECUE E VA A FARE LA SPESA, 51ENNE DENUNCIATO PER IL VASTO INCENDIO NEL PARCO! 🪵🔥 Svolta nelle indagini a Rocca di Mezzo dopo il rogo che ha distrutto 20 ettari di bosco nel Parco Sirente Velino. I Carabinieri hanno denunciato un uomo per incendio colposo: ha lasciato il barbecue incustodito in giardino, e le raffiche di vento hanno scatenato l’inferno. Le fiamme sono arrivate a soli 100 metri dall’Hotel Delle Rocche e dall’Hotel Caldora h24. Imponente il lavoro dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, con due elicotteri che hanno fatto la spola dal laghetto del paese per spegnere i focolai. Ora l’indagato rischia una maxi richiesta di risarcimento per i danni alla flora e alla fauna. Il reportage completo 👇#roccadimezzo | #incendiocolposo | #parcosirentevelino | #altopianodellerocche | #vigilidelfuocoaquila #cronacaabruzzo | #emergenzaforeste | #danniambientali | #pagineutili

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Incendio sterpaglie

Il braciere lasciato incustodito in giardino e le indagini dei Carabinieri

Rocca di Mezzo – Ci sono imprudenze estive capaci di innescare disastri ambientali di proporzioni vastissime, trasformando una tranquilla giornata all’aria aperta in un dramma civile e giudiziario che segna per sempre il territorio. Nel cuore dell’Altopiano delle Rocche, le indagini condotte dai Carabinieri della Stazione locale, sotto la direzione del maresciallo Mario Aloisio, hanno permesso di individuare il presunto responsabile del rogo che ha devastato l’area protetta. Un uomo di cinquantun anni, residente a Rocca di Mezzo, è stato deferito all’autorità giudiziaria con l’accusa di incendio colposo. Secondo la ricostruzione dei militari dell’Arma, l’indagato avrebbe acceso un barbecue nel cortile della propria abitazione, allontanandosi successivamente per sbrigare alcune commissioni e lasciando il braciere incustodito. Le forti raffiche di vento hanno alimentato i carboni ardenti, spingendo le scintille verso le sterpaglie e dando il via al disastro.

Il fronte del fuoco ha aggredito rapidamente i boschi del Parco regionale Sirente Velino, i cui sviluppi investigativi e le cui perizie tecniche scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

Le fiamme vicino agli hotel Caldora e Delle Rocche nei Colli della Mula

L’emergenza ha tenuto con il fiato sospeso l’intera provincia dell’Aquila a causa della velocità con cui le fiamme si sono propagate nella zona panoramica dei Colli della Mula, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi. Il fronte distruttivo ha ridotto in cenere circa venti ettari di vegetazione spontanea e alberi ad alto fusto, spingendosi fino a cento metri di distanza dal perimetro dell’Hotel Delle Rocche e a meno di trecento metri dall’Hotel Caldora. Nonostante il fumo denso e la vicinanza della linea del fuoco alle strutture ricettive ed alle case prima di notte, il tempestivo intervento dei soccorritori ha evitato l’evacuazione degli ospiti e dei residenti. I rilievi scientifici eseguiti dai Carabinieri Forestali hanno certificato il punto esatto d’innesco, un passaggio chiave che graverà sul procedimento penale per incendio colposo in totale sicurezza delle prove.

L’indagato potrebbe essere chiamato a risarcire i gravissimi danni provocati alla flora ed alla fauna dell’area protetta, proiettando le sanzioni civili sui display dei telefoni dei nuclei familiari del distretto aquilano.

I lanci degli elicotteri dal laghetto e la bonifica dei Vigili del Fuoco dell’Aquila

Per circoscrivere l’incendio colposo è stato necessario lo schieramento di un imponente dispositivo di soccorso che ha visto operare sul ring dell’emergenza le squadre dei Vigili del Fuoco del comando provinciale dell’Aquila, supportate dal distaccamento di Avezzano . Al loro fianco hanno lavorato i volontari della Protezione Civile per creare linee tagliafuoco e avviare le delicate e lunghe operazioni di bonifica del sottobosco. Cruciale risulterà l’apporto fornito da due elicotteri antincendio dei Vigili del Fuoco, i quali hanno effettuato decine di lanci d’acqua prelevando il carico direttamente dal laghetto di Rocca di Mezzo. Questa cooperazione sul campo ha permesso di mettere in sicurezza l’intero comprensorio dell’Altopiano delle Rocche, dimostrando come la prontezza dei soccorsi tuteli le strutture ricettive e garantisca il benessere pubblico.

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