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Economia

Allarme Carburanti, il Governo ferma i rincari folli: scatta lo sconto d’emergenza sulle Accise. L’ombra cupa della guerra in Iran sui nostri portafogli

Il GOVERNO frena il “Salasso” al distributore! Approvato d’urgenza lo SCONTO sulle Accise per arginare la spaventosa Guerra in Iran! ⛽️ 💶 C’è un vero e proprio “Incubo” ricorrente che toglie il sonno, ormai da troppo tempo, a milioni di padri di famiglia e piccoli artigiani italiani: il momento in cui ci si deve fermare al distributore per fare il disperato “pieno” di benzina o gasolio all’automobile! I continui rincari e le accise spaventose stavano per dare il definitivo e mortale “Colpo di Grazia” al bilancio mensile e ai risparmi di tutti i lavoratori (considerato anche il fatto che i trasporti incidono in maniera pesantissima sull’aumento dei prezzi della spesa e dei cibi al supermercato)! Nelle ultimissime ore, la situazione energetica globale è drammaticamente peggiorata ed è letteralmente precipitata in un “Baratro”: la sanguinosa e catastrofica guerra in IRAN e la temutissima chiusura bellica dello Stretto oceanico di Hormuz (attraverso cui passa gran parte dell’oro nero del mondo) hanno fatto improvvisamente SCHIZZARE LE STELLE le quotazioni mondiali del Petrolio e del greggio! Di fronte al rischio di una stangata economica mortale e letale per i portafogli dei cittadini italiani, nelle scorse ore il Consiglio dei Ministri (il CdM) si è riunito per varare una vitale contromisura di vera e propria Emergenza. Il Governo ha ufficialmente approvato il DECRETO LEGGE per la tanto attesa e sperata PROROGA DEL TAGLIO DELLE ACCISE sul Gasolio! Fino al prossimo 17 Settembre 2026, lo Stato applicherà uno sconto diretto alla pompa di ben 17 CENTESIMI DI EURO AL LITRO, per salvare (almeno momentaneamente) i bilanci familiari dal collasso! Nel frattempo, da Palazzo Chigi assicurano che sono in arrivo nelle prossime settimane delle nuove e fondamentali “Misure Mirate” a tutela esclusiva delle categorie economiche e dei redditi più fragili! Leggi i dettagli del decreto di proroga, la situazione allarmante nello stretto di Hormuz e cosa succederà dopo il 17 settembre nel nostro approfondimento politico ed economico! 👇 🚗 Voi quanto spendete ogni mese, in media, per riuscire ad andare a lavorare in macchina? Credete che il Governo debba trasformare questo “Sconto” momentaneo in un taglio “definitivo” per sempre delle assurde tasse (accise) che pesano ingiustamente sui carburanti nel nostro Paese? Diteci la vostra vera e schietta opinione economica nei commenti e CONDIVIDETE per avvisare dell’ottima notizia e del blocco dei prezzi tutti gli automobilisti italiani!

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Carburanti

Roma – C’è un incubo ricorrente e profondamente angosciante che, ormai da troppo tempo, perseguita i padri e le madri di famiglia italiani, i lavoratori pendolari e i coraggiosi piccoli imprenditori del nostro Paese. È quell’esatto, terribile momento in cui, parcheggiando la propria auto di fronte alla pompa del distributore per andare a fare il “pieno”, si alzano gli occhi per guardare impotenti il tabellone luminoso dei prezzi del gasolio e della benzina.
Numeri che salgono vertiginosamente, rincari spaventosi che azzannano senza pietà i magri bilanci familiari, mangiandosi letteralmente i risparmi e gli stipendi sudati. Ed è proprio per tentare di fermare (o quantomeno arginare) questa spaventosa emorragia economica che, nelle ultimissime ore, il Consiglio dei Ministri (CdM) è stato costretto a varare una manovra d’urgenza di importanza capitale per la sopravvivenza della nostra micro-economia quotidiana.

La “Tempesta Perfetta” in Iran e l’abisso di Hormuz

Prima di analizzare i dettagli del salvataggio governativo, è necessario e doveroso comprendere da dove nasca questa ennesima impennata folle dei prezzi dei carburanti. La colpa, purtroppo, non è da ricercare dentro i nostri confini nazionali, ma in un sanguinoso e catastrofico scacchiere geopolitico internazionale.
L’aggravarsi improvviso della drammatica guerra in Iran e la conseguente, terrificante chiusura strategica del fondamentale Stretto di Hormuz (il “collo di bottiglia” oceanico vitale attraverso cui transita una fetta mastodontica dell’oro nero e del petrolio mondiale) hanno innescato un panico e una reazione a catena senza precedenti sui mercati borsistici internazionali. La paura cieca di rimanere improvvisamente a secco di scorte energetiche ha fatto schizzare letteralmente alle stelle le quotazioni del greggio al barile, minacciando di far esplodere non solo il costo dei rifornimenti stradali, ma l’intero costo della vita (dato che in Italia quasi la totalità delle merci e del cibo viaggia su gomma e sui camion).

Il Decreto del Governo: via libera al taglio delle Accise

Di fronte all’avanzare di questa spaventosa nube nera, l’Esecutivo italiano non è potuto restare a guardare. Secondo fonti ufficialissime e autorevoli di Palazzo Chigi, il Consiglio dei Ministri ha appena dato il via libera all’approvazione del decreto legge recante “Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali e di infrastrutture e attività energetiche strategiche”.
Dietro al lungo e freddo linguaggio burocratico si nasconde in realtà una boccata di ossigeno puro e vitale per i nostri portafogli: il Governo ha ufficialmente stabilito la provvidenziale proroga del “Taglio delle Accise” sul gasolio. Questo scudo statale, in vigore quantomeno fino al prossimo e fondamentale 17 settembre 2026, si tradurrà in uno sconto netto, diretto e immediato alla pompa di ben 17 centesimi al litro. Un salvagente vitale che permetterà a milioni di cittadini, in questi difficilissimi giorni di ripresa lavorativa dopo l’estate, di poter recarsi a lavoro o accompagnare i propri figli a scuola senza la tremenda paura di svuotare il conto in banca.

In arrivo i nuovi e attesissimi sostegni “Mirati”

Ma la politica è ben consapevole che il taglio lineare e generico delle “gabelle” statali (che da decenni gravano ingiustamente sul carburante in Italia) rappresenta solo una pezza momentanea e costosissima per le casse dell’Erario. Proprio per questo motivo, il Cdm ha annunciato l’imminente varo e arrivo di nuove e attesissime misure “mirate”.
L’obiettivo dei futuri decreti sarà infatti quello di abbandonare i tagli per tutti e andare a colpire (o meglio, a sostenere e proteggere) chirurgicamente le categorie sociali e produttive maggiormente massacrate e fragili: chi ha redditi molto bassi, i pensionati, i trasportatori e le famiglie numerose. In attesa di scoprire i dettagli di queste nuove misure e sperando in un miracoloso cessate il fuoco nei lontani mari del Medio Oriente, gli automobilisti italiani possono intanto tirare un (seppur breve) e profondo sospiro di sollievo: la temutissima e letale stangata di settembre sul gasolio è stata temporaneamente scongiurata.

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Economia

Caro gasolio oltre 2,25 euro al litro, allarme di Confederazione Imprese Italia: Sorrentino incalza Meloni, «Basta misure a termine, riportare il diesel a 1,60 euro»

Il gasolio sfonda quota 2,25 euro al litro e la Confederazione Imprese Italia lancia l’allarme: il Segretario Generale Carlos Sorrentino chiede al Governo Meloni una svolta strutturale per riportare il diesel a 1,60 euro e salvare agricoltura, logistica e commercio 👇

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Carburanti

Roma – L’impennata inarrestabile del costo dei carburanti continua a strangolare l’economia reale italiana, trasformandosi in una vera e propria emergenza strutturale che rischia di compromettere la sopravvivenza di decine di migliaia di attività produttive. Nonostante i ripetuti annunci e una serie di provvedimenti emergenziali varati dall’Esecutivo, il prezzo alla pompa non accenna a scendere verso soglie compatibili con i bilanci aziendali e delle famiglie. A levare con forza la voce contro questa situazione insostenibile è il Dott. Carlos A. Sorrentino, Segretario Generale della Confederazione Imprese Italia, che attraverso un dettagliato documento di analisi chiede una netta discontinuità politica al Governo guidato da Giorgia Meloni.

«Abbiamo assistito a una successione continua di provvedimenti, dichiarazioni e micro-interventi sulle accise», denuncia con fermezza Sorrentino. «Eppure, la dura realtà che un imprenditore o un lavoratore tocca con mano ogni giorno quando si ferma a fare rifornimento è un prezzo del gasolio che supera abbondantemente i due euro e venti al litro. Le imprese non possono programmare la produzione sulla base delle promesse della politica: devono fare i conti a fine mese con fatture schizzate alle stelle, costi vivi di trasporto e margini operativi ormai completamente azzerati».

I numeri della stangata: diesel a 2,25 euro e oltre 78 mila euro di rincari per azienda

A certificare la gravità del quadro economico sono gli stessi dati ufficiali rilevati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT): alla data del 14 ottobre, il prezzo medio nazionale del gasolio in modalità self service ha toccato la quota record di 2,252 euro al litro, distanziando pesantemente perfino la benzina, attestata a 2,035 euro. Si tratta di un sovrapprezzo insostenibile, pari a circa 65 centesimi al litro in più rispetto alla soglia di 1,60 euro che la Confederazione Imprese Italia individua come tetto massimo per la tenuta dei settori produttivi.

L’impatto economico di questo divario è devastante. La simulazione condotta dalla Confederazione evidenzia che una tipica media impresa (logistica, movimento terra, manufatturiero o agricoltura) che consuma mediamente 10.000 litri di gasolio al mese deve sopportare un extra-costo mensile di ben 6.520 euro, che su base annua si traduce in un salasso spaventoso da oltre 78.000 euro. Numeri che trovano riscontro nella stima diffusa dalla CNA, secondo cui i rincari energetici complessivi hanno già sottratto all’economia italiana oltre 16,5 miliardi di euro dall’inizio della crisi, con la sola voce carburanti che pesa per circa 7,5 miliardi sottratti direttamente a investimenti, liquidità e occupazione.

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L’insufficienza dei tagli temporanei: «Un credito d’imposta non equivale a un pieno»

La presa di posizione di Confederazione Imprese Italia non nega l’impegno finora profuso dal Governo attraverso il decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162, che ha introdotto una sforbiciata a termine sulle accise. Tuttavia, l’efficacia di tali misure è considerata del tutto insufficiente a fronte dell’entità della crisi:

«Non possiamo continuare a considerare soddisfacente una riduzione temporanea di pochi centesimi della durata di una settimana, quando il sistema produttivo ha bisogno vitale di recuperare stabilmente decine di centesimi al litro», avverte Sorrentino. Sotto accusa finisce anche l’architettura dei crediti d’imposta per l’autotrasporto: «Un credito fiscale concesso a babbo morto non equivale a un pieno meno costoso alla stazione di servizio. Le piccole e piccolissime realtà hanno un bisogno disperato di liquidità immediata oggi, non di compensazioni burocratiche a distanza di mesi». Una dinamica che soffoca in modo speciale le imprese artigiane, agricole e logistiche del nostro territorio.

Agricoltura, autotrasporto e botteghe: lo spettro della desertificazione commerciale

L’effetto domino del caro gasolio colpisce al cuore i comparti trainanti dell’economia nazionale. Nell’agricoltura i rincari mettono in ginocchio le lavorazioni meccaniche e la raccolta, azzerando la redditività dei raccolti persino in presenza di agevolazioni sul gasolio agricolo. Nell’autotrasporto la situazione è ormai incandescente: il carburante rappresenta oltre il 35% dei costi vivi di viaggio, e le proteste con minaccia di fermo spontaneo che si moltiplicano in queste ore nel Mezzogiorno sono il campanello d’allarme di una paralisi imminente della catena logistica.

Nel commercio di prossimità e nell’artigianato, l’aumento dei costi di trasporto si ribalta inesorabilmente sui prezzi al dettaglio, deprimendo i consumi e accelerando la chiusura delle attività di vicinato. «Quando una bottega abbassa la saracinesca non scompare solo una partita IVA, ma si perde un presidio sociale e di sicurezza del territorio. È l’inizio della desertificazione commerciale delle nostre città e delle aree interne», mette in guardia Sorrentino.

Le cinque priorità per la svolta e l’appello diretto a Giorgia Meloni

Per scongiurare il collasso produttivo, Confederazione Imprese Italia ha formalizzato un pacchetto di cinque richieste inderogabili all’indirizzo dell’Esecutivo:

  • 1. Tracciare un piano verso il gasolio a 1,60 €/litro: Definire una road map economica e finanziaria chiara e realistica per ricondurre il prezzo alla pompa a livelli di sostenibilità.
  • 2. Riforma organica e strutturale delle accise: Superare i decreti tampone a singhiozzo e introdurre un meccanismo di accisa mobile automatica e prevedibile legato alle fluttuazioni del greggio.
  • 3. Misure dirette di sostegno ai settori ad alta intensità: Aiuti a fondo perduto e immediati per agricoltura, trasporti, pesca e logistica.
  • 4. Vigilanza anti-speculazione lungo la filiera: Rafforzare i controlli dell’Antitrust e della Guardia di Finanza per verificare che i tagli fiscali arrivino effettivamente ai consumatori senza margini anomali per i raffinatori.
  • 5. Istituzione di un tavolo permanente di crisi energetica: Coinvolgere stabilmente le confederazioni datoriali per monitorare l’evoluzione dei prezzi e l’efficacia dei decreti.

A chiusura del suo intervento, il Segretario Generale rivolge un interrogativo diretto a Palazzo Chigi: «Presidente Meloni, il Governo ha intenzione di costruire un percorso reale per riportare il gasolio a 1,60 euro al litro? Con quali risorse, con quali provvedimenti e in quali tempi? Perché mentre la politica discute e temporeggia, le nostre imprese continuano a dissanguarsi. E il tempo a disposizione è ormai scaduto».

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Economia

Lavoro, l’allarme di Carola Adami (Adami & Associati): «Più occupati ma meno produttivi, è la vera sfida per le imprese italiane» Categor

Il mercato del lavoro italiano tocca record di occupati ma fa registrare uno stallo preoccupante della produttività oraria: l’analisi di Carola Adami, CEO di Adami & Associati, indica la rotta tra competenze digitali, leadership e valorizzazione del capitale umano. Ecco le cinque priorità per la svolta manageriale 👇

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Milano – Il mercato del lavoro in Italia vive una fase apparentemente florida sul versante quantitativo, ma profondamente contraddittoria sul piano strutturale e qualitativo. I numeri diffusi negli ultimi bollettini economici e statistici continuano a registrare traguardi storici: il tasso di occupazione ha toccato livelli record e il volume complessivo delle ore lavorate è salito a ritmi sostenuti. Tuttavia, questa massiccia mobilitazione occupazionale non trova un corrispettivo virtuoso nella crescita del Prodotto Interno Lordo né, soprattutto, nell’andamento della produttività oraria, che resta inchiodata a parametri di stallo decennale o addirittura in flessione rispetto ai competitor dell’Eurozona.

A delineare con lucidità i contorni di questo disallineamento è l’approfondita analisi presentata a Milano da Carola Adami, CEO e fondatrice di Adami & Associati, una delle realtà di riferimento a livello nazionale e internazionale nell’Executive Search e nella selezione di profili manageriali. Secondo il report, l’Italia si trova di fronte a un bivio decisivo: limitarsi a celebrare l’aumento delle teste occupate rischia di trasformarsi in un’illusione ottica pericolosa se tale crescita non viene accompagnata dalla capacità delle aziende di generare nuovo valore aggiunto, spinta innovativa e competitività solida sui mercati globali.

Il paradosso del lavoro: occupazione da record e crescita del PIL a rilento

La fotografia scattata dall’osservatorio di Adami & Associati evidenzia una dinamica macroeconomica dai risvolti preoccupanti. Quando il numero di persone impiegate cresce a un tasso sensibilmente superiore rispetto a quello della ricchezza effettivamente prodotta, l’intero sistema economico finisce per sperimentare una perdita netta di efficienza complessiva. Il rischio primario è che il mercato stia assorbendo quote rilevanti di manodopera prevalentemente all’interno di settori a bassa intensità tecnologica o concentrandosi su mansioni a ridotto valore aggiunto, spesso caratterizzate da precarietà, basse remunerazioni e scarsa prospettiva di crescita.

Questo fenomeno innesca un circolo vizioso che incide direttamente sul benessere sociale e sul potere d’acquisto dei cittadini: bassi livelli di produttività impediscono una rivalutazione sostanziale delle buste paga, cristallizzando i salari reali su soglie non più compatibili con il costo della vita e deprimendo i consumi interni. Al contempo, le imprese che non investono sull’incremento della produttività per addetto perdono marginalità, faticano a fronteggiare l’innovazione della concorrenza estera e restano vulnerabili ai cicli congiunturali negativi.

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Economia & Management

Guida Strategica al Management e Risorse Umane: Leadership, Produttività e Nuove Competenze

Il manuale operativo di riferimento per manager, imprenditori e professionisti HR: strategie pratiche per superare il mismatch di competenze, valorizzare i talenti e incrementare la produttività aziendale.

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La diagnosi di Carola Adami: il nodo delle competenze e del management

«I dati quantitativi sull’occupazione sono certamente incoraggianti, ma rappresentano solo metà della storia», sottolinea Carola Adami, analizzando i trend emersi dal confronto quotidiano con le aziende clienti. «Il vero nodo che oggi tiene sotto scacco l’apparato produttivo italiano risiede nel persistente disallineamento tra le competenze richieste dalla trasformazione digitale e quelle effettivamente disponibili sul mercato. Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro continua a bloccare lo sviluppo di comparti strategici, lasciando scoperte migliaia di posizioni a elevata specializzazione».

Secondo l’esperta di executive search, non è sufficiente lamentare la carenza di figure tecniche o manageriali: le imprese devono assumere un ruolo proattivo, abbandonando l’idea che la ricerca di personale sia un mero adempimento operativo. «Oggi le organizzazioni che registrano tassi di produttività superiori alla media sono quelle capaci di ridefinire la propria cultura manageriale. La produttività non si ottiene chiedendo ai collaboratori di lavorare un’ora in più al giorno, ma consentendo loro di lavorare meglio, dotandoli di strumenti organizzativi evoluti, processi lineari e una guida autorevole capace di valorizzarne il potenziale».

Le cinque priorità strategiche per rilanciare la produttività in azienda

Per superare questa empasse e traghettare il sistema imprenditoriale verso un modello ad alto rendimento, Adami & Associati ha sintetizzato un piano d’azione fondato su cinque priorità imprescindibili per imprenditori e direzioni risorse umane:

  • 1. Formazione continua e upskilling sistematico: Investire nello sviluppo costante delle competenze interne attraverso percorsi formativi mirati e continuativi, consentendo ai dipendenti di acquisire padronanza rispetto ai nuovi paradigmi operativi e all’evoluzione dei mercati.
  • 2. Inserimento di figure manageriali connettive: Integrare leader e quadri intermedi che sappiano fungere da ponte solido tra capitale umano, processi operativi e innovazione tecnologica, guidando il cambiamento con visione strategica ed empatia.
  • 3. Valorizzazione delle tecnologie digitali: Adottare soluzioni tecnologiche, automazione e intelligenza artificiale non come strumenti di mera riduzione dei costi, ma come moltiplicatori dell’efficacia operativa e dell’ingegno delle persone.
  • 4. Piani di carriera trasparenti e retention: Costruire percorsi di crescita interna chiari, meritocratici e motivanti, fondamentali per trattenere i migliori talenti e ridurre il turnover, che rappresenta uno dei principali costi occulti e fattori di rallentamento della produttività.
  • 5. Attrattività e stabilità delle posizioni qualificate: Offrire condizioni contrattuali, pacchetti retributivi e modelli di welfare aziendale moderni (dalla flessibilità al bilanciamento vita-lavoro) capaci di attrarre professionisti di alto profilo e colmare il divario con l’estero.

Oltre i numeri: una nuova cultura del valore per l’impresa italiana

In un contesto internazionale segnato da rapide transizioni energetiche e digitali, la competitività del sistema Paese non potrà reggersi a lungo sulla compressione dei costi o sull’incremento aritmetico dei contratti a termine. Il messaggio che arriva da Milano e dall’esperienza sul campo di Adami & Associati è chiaro: la vera crescita sostenibile richiede un salto di paradigma culturale.

«Generare valore significa credere nel capitale umano come motore primo di innovazione e redditività», conclude Carola Adami. «Le aziende che sapranno coniugare investimenti tecnologici e leadership qualificata saranno le uniche capaci di trasformare l’occupazione in reale benessere economico, ponendo le basi per una prosperità durevole e condivisa».

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Economia

Poste Italiane lancia i nuovi webinar nazionali di educazione finanziaria: come gestire i conti di casa, investimenti e credito con esperti online

Tornano su scala nazionale i webinar gratuiti di educazione finanziaria promossi da Poste Italiane per tutti i cittadini: martedì 13 e giovedì 15 ottobre sessioni online su conti di casa, gestione del credito, protezione della famiglia e investimenti (con interprete LIS per non udenti). Consigli pratici per difendere il bilancio familiare e la nuova serie podcast “Generazione EF”. E per imparare a gestire le entrate e tagliare le spese quotidiane, scoprite il metodo Kakebo e i manuali di finanza personale in offerta su Amazon. Leggete la guida completa con il link di registrazione sul nostro giornale 👇

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Webinar finanziario poste

Roma – In una congiuntura economica complessa, contrassegnata dalle oscillazioni dei mercati e dalla necessità di difendere il potere d’acquisto dei salari e delle pensioni, la consapevolezza nella gestione del denaro si conferma il primo e più efficace strumento di tutela per le famiglie italiane. Poste Italiane rinnova e potenzia il proprio impegno capillare su scala nazionale a favore della cittadinanza, promuovendo un nuovo ciclo di webinar interattivi gratuiti dedicati all’Educazione Finanziaria, Assicurativa e Previdenziale. Una serie di appuntamenti digitali aperti a tutti i risparmiatori da Nord a Sud del Paese, fruibili comodamente da computer, tablet o smartphone, ideati per fornire nozioni pratiche e strumenti operativi per pianificare con serenità il bilancio domestico e gli investimenti futuri.

Il calendario degli incontri: quattro appuntamenti per le famiglie

Il nuovo programma formativo si articola in due giornate strategiche, con una formula snella e accessibile che prevede sessioni mattutine e pomeridiane guidate da docenti ed esperti di pianificazione economica di Poste Italiane.

Si parte martedì 13 ottobre 2026 con una doppia sessione:

  • Ore 10:00 – «I conti di casa»: un modulo fondamentale per imparare a monitorare entrate e uscite, tagliare gli sprechi invisibili e costruire un fondo di riserva per le spese impreviste. La sessione mattutina sarà pienamente accessibile e inclusiva, arricchita dalla presenza di sottotitoli in tempo reale e dal servizio di traduzione con interprete LIS (Lingua dei Segni Italiana).
  • Ore 16:00 – «La gestione del credito»: un focus dedicato a come valutare con giudizio l’accensione di prestiti personali, finanziamenti e mutui per l’acquisto della casa, evitando i rischi del sovraindebitamento e individuando le soluzioni più sostenibili per i propri progetti di vita.

Il secondo ciclo di webinar si terrà giovedì 15 ottobre 2026:

  • Ore 10:00 – «La protezione»: sessione incentrata sul valore delle coperture assicurative per tutelare la salute, l’abitazione e il futuro dei propri cari dagli eventi avversi o accidentali della vita (anch’essa provvista di sottotitoli e interprete LIS).
  • Ore 16:00 – «Il risparmio e gli investimenti»: l’appuntamento pomeridiano offrirà una panoramica chiara sulle differenze tra risparmio liquido e investimento a medio-lungo termine, guidando i partecipanti alla scoperta degli strumenti per far fruttare il capitale nel rispetto del proprio profilo di rischio.

Gestione del denaro e risparmio quotidiano

Per mettere in pratica subito i consigli degli esperti e tenere sotto controllo le spese di casa senza stress, scoprite il celebre Kakebo (Il libro dei conti di casa giapponese per imparare a risparmiare) e i manuali bestseller di Finanza Personale e Pianificazione del Patrimonio in promozione su Amazon.

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Come partecipare gratuitamente e le nuove risorse multimediali

Partecipare agli incontri online è estremamente semplice e non comporta alcun costo né vincolo contrattuale. Per registrarsi è sufficiente collegarsi al portale ufficiale di Poste Italiane nella sezione dedicata: www.posteitaliane.it/educazione-finanziaria/eventi, selezionare la tematica di proprio interesse e compilare il modulo di iscrizione per ricevere via email il link di accesso diretto alla stanza virtuale.

All’interno della medesima sezione web i cittadini possono accedere a una vasta libreria di materiali didattici, guide scaricabili, glossari sui termini bancari e contenuti multimediali sempre fruibili. Tra le novità più apprezzate figura la serie podcast «Generazione EF – Una vita di benessere»: attraverso le vicende quotidiane di quattro protagonisti di età diverse, il podcast racconta come affrontare con lucidità le scelte finanziarie che contraddistinguono le tappe dell’esistenza, dal primo impiego all’acquisto della prima casa, dalla nascita dei figli fino alla previdenza integrativa per la terza età.

La responsabilità sociale d’impresa e i criteri ESG

Il programma nazionale di educazione finanziaria risponde alla storica missione sociale di Poste Italiane, radicata da oltre centosessanta anni al servizio del tessuto produttivo e delle famiglie del Paese. L’iniziativa si inserisce coerentemente negli obiettivi di sostenibilità e di inclusione economica definiti dai criteri internazionali ESG (Environmental, Social and Governance) promossi dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, confermando il ruolo dell’azienda come pilastro fondamentale per la coesione e l’emancipazione civica ed economica della comunità nazionale.

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