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Gessopalena capitale della “Viticoltura Eroica”: il trionfo dei vitigni salvati dall’estinzione e dalla furia della guerra

Altro che vini tutti uguali e industriali! A Gessopalena trionfa la “Viticoltura Eroica” abruzzese: l’incredibile storia del vino salvato dalle stragi Naziste del 1944! 🍷 🍇 C’è un’Italia segreta che resiste con le unghie e con i denti per difendere la propria storia dall’omologazione globale! In un evento mozzafiato andato in scena nelle grotte scavate nel gesso a Gessopalena (CH), la Bio Cantina Sociale Orsogna (insieme al Parco Nazionale della Maiella) ha presentato il progetto “Pe’ nin perde la sumente”, offrendo la degustazione dei vini “Irripetibili”: rarissimi vitigni storici abruzzesi salvati dall’estinzione dopo 5 anni di studi! Grazie a questo incredibile lavoro, GESSOPALENA è diventato UFFICIALMENTE IL PRIMO COMUNE D’ABRUZZO a ricevere l’ambitissima certificazione internazionale CERVIM, che premia la cosiddetta “Viticoltura Eroica” (fatta a mano in alta montagna su pendenze estreme)! Ma la vera magia è dietro le storie di questi vini. Su tutti spicca il “Nero Antico di Pretalucente”: le radici di quest’uva meravigliosa furono accudite e salvate miracolosamente da Giuseppe D’Amico, un eroico contadino sopravvissuto alla feroce strage nazista del 1944, che volle restare in Abruzzo per ricostruire il paese e difendere le vigne storiche! Tra i calici serviti c’era anche un “Pecorino d’Alta Quota” antichissimo sopravvissuto all’epidemia di Fillossera dell’800, la rara “Vedovella” e l'”Uva dell’Acea”, portata in Abruzzo negli anni ’50 dagli operai laziali che vennero a costruire i laghi artificiali di Bomba e Casoli! Leggi l’affascinante reportage storico ed enologico nel nostro articolo! 👇 🍷 E voi avete mai assaggiato queste rarissime perle del nostro Abruzzo? Siete orgogliosi del fatto che i piccoli produttori di montagna abbiano ricevuto un certificato internazionale per aver salvato la nostra biodiversità dalle spietate leggi delle multinazionali? Taggate gli amanti del vino (e della nostra terra) nei commenti per far conoscere questa splendida storia!

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Gessopalena- C’è stato un tempo in cui il sapore del vino non veniva deciso a tavolino dalle fredde leggi del marketing globale o dai trend di mercato, ma era il puro e semplice riflesso della terra, della fatica, del clima e del carattere indomito di chi la coltivava. Oggi, in un’epoca dominata dalla preoccupante standardizzazione e omologazione del gusto, c’è un angolo magico d’Abruzzo che ha deciso di ribellarsi, compiendo un vero e proprio atto di “resistenza culturale ed enologica”.
Questo luogo è Gessopalena (CH), dove in questi giorni, all’interno delle suggestive grotte-cantine scavate nel gesso dello storico Palazzo Persiani (l’unica casa gentilizia sopravvissuta intatta alla furia distruttrice nazista durante la Seconda Guerra Mondiale), la Bio Cantina Sociale Orsogna ha fatto registrare un incredibile pienone di pubblico e addetti ai lavori per la degustazione de “Gli Irripetibili”. Un evento straordinario nato per presentare i frutti del commovente progetto “Pe’ nin perde la sumente” (Per non perdere la semente), condotto in strettissima collaborazione con la Banca del germoplasma del Parco Nazionale della Maiella.

Cinque anni di fatiche contro la standardizzazione

«Abbiamo condotto cinque anni di sperimentazione rigorosissima per comprendere e restituire finalmente autenticità a ogni singolo vitigno storico della Maiella orientale», ha spiegato con estremo orgoglio il Direttore ed enologo Camillo Zulli. «Queste viti, amorevolmente salvate e conservate dai nostri tenaci contadini, sono indubbiamente il passato, ma rappresentano anche il presente e il futuro della vera viticoltura in Abruzzo. Sono l’antidoto perfetto contro il mercato moderno che procede verso la progressiva standardizzazione globale».

Gessopalena nella Storia: il marchio CERVIM per i viticoltori “Eroici”

A certificare l’immenso valore di questo lavoro di recupero storico è intervenuto personalmente Nicola Abbrescia, presidente del CERVIM (l’organismo internazionale che tutela la cosiddetta “viticoltura eroica”, ovvero quella praticata a mano in condizioni estreme, ad altitudini superiori ai 500 metri o con pendenze oltre il 30%). Abbrescia ha annunciato ufficialmente l’ottenimento della prestigiosissima certificazione CERVIM per Gessopalena: si tratta del primo e unico Comune in tutto l’Abruzzo a poter vantare questo titolo!
Un traguardo celebrato con commozione dal sindaco Mario Zulli: «Oggi è una giornata bellissima, entrare in questa ristretta rete internazionale ci riempie di orgoglio. Stiamo investendo tantissimo per salvare i nostri antichi vitigni, con la forte speranza che questo successo possa spingere i nostri giovani a tornare alla terra e a restare a Gessopalena».

“Gli Irripetibili”: il Nero Antico salvato dopo le stragi naziste

Il momento clou dell’evento è stato l’assaggio dei vini “Irripetibili”, vere e proprie gemme archeologiche liquide. Su tutti spicca l’ormai celebre “Nero Antico di Pretalucente”, riconosciuto nel 2024 come secondo vitigno a bacca nera d’Abruzzo (dopo il Montepulciano) e certificato CERVIM grazie al lavoro delle aziende associate Bozzi e Melchiorre. La sua storia fa venire i brividi: questo vitigno è stato tramandato dal viticoltore Mariano Bozzi attraverso le sapienti mani del nonno Giuseppe D’Amico, uno dei pochi sopravvissuti all’efferata strage nazista del gennaio 1944. Nonno Giuseppe rimase stoicamente in paese per ricostruirlo mattone su mattone, preoccupandosi di curare e preservare quelle che i contadini chiamavano le “vitiche antiche”.
Non meno affascinante è la storia della “Vedovella” (un ecotipo rarissimo di Sangiovese della Maiella), un tempo osannata e oggi sopravvissuta solo in pochissime viti quasi abbandonate. E poi c’è il “Pecorino d’Alta Quota”, miracolosamente sopravvissuto alla peste della fillossera dell’Ottocento, che cresce a mille metri d’altitudine abbarbicato (“maritato”) agli aceri campestri.
Il viaggio sensoriale è proseguito con la degustazione della Middialonghe (uva rosata che prende il nome da “Emidio il lungo”, il contadino che la scoprì), della Taulase (la bacca bianca “melelle”), della rarissima Verdacchiona e dell’affascinante “Uva dell’Acea”, un Sangiovese portato in Abruzzo negli anni ’50 dai rudi operai laziali giunti in zona per costruire le imponenti dighe di Bomba e Casoli.

La Montagna come scrigno di Biodiversità

«La collaborazione con la Bio Cantina Sociale Orsogna ci ha permesso di compiere miracoli scientifici, recuperando non solo vitigni storici in via d’estinzione, ma persino lieviti autoctoni purissimi», ha ricordato Marco Di Santo (Parco della Maiella).
A chiosare magnificamente l’evento è stato Aurelio Manzi, ricordando come fino al ‘600 la viticoltura abruzzese si svolgesse quasi esclusivamente in montagna (poiché la costa serviva ai pastori per la transumanza). Ed è proprio per questo motivo che le nostre montagne sono oggi lo scrigno segreto e intatto della biodiversità, il luogo sicuro che ha protetto la ricchezza della nostra Terra dalla furia dell’uomo e dall’omologazione industriale. Brindiamo alla resistenza dei nostri eroici contadini!

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Piana del Cavaliere

Svincolo A24 Carsoli interdetto ai bus: TUA sopprime temporaneamente tre fermate pomeridiane sulla direttrice L’Aquila-Roma

L’ordinanza n. 379 di Strada dei Parchi vieta il transito ai mezzi sopra le 7,5 tonnellate sullo svincolo A24 di Carsoli/Oricola: TUA sopprime temporaneamente tre fermate pomeridiane (ore 16:10, 18:05 e 19:50) della linea L’Aquila-Roma, con forti disagi per i pendolari e verifiche tecniche in corso. 👇

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Svincolo A24 Carsoli

Carsoli – Una nuova criticità viabilistica si abbatte sulla mobilità dei pendolari della Piana del Cavaliere e delle aree interne abruzzesi diretti verso la Capitale. A seguito dell’emanazione dell’ordinanza n. 379 del 16 ottobre 2026 da parte della società concessionaria Strada dei Parchi, il gestore del trasporto pubblico regionale TUA (Trasporto Unico Abruzzese) ha ufficializzato la temporanea soppressione della fermata di Carsoli per tre nevralgiche corse pomeridiane feriali attive lungo la direttrice L’Aquila-Roma. Il provvedimento di Strada dei Parchi introduce infatti un divieto perentorio di transito per tutti i veicoli con massa a pieno carico superiore a 7,5 tonnellate sulle rampe dello svincolo autostradale di Carsoli/Oricola dell’autostrada A24, rendendo tecnicamente e normativamente impossibile l’accesso ai pesanti pullman di linea adibiti al servizio interurbano.

La limitazione interessa in modo specifico la rampa di immissione in autostrada A24 in direzione Roma e la corrispondente rampa di uscita per i convogli provenienti da L’Aquila. Di conseguenza, l’azienda unica di trasporti abruzzese ha dovuto rimodulare d’urgenza l’assetto operativo delle corse pomeridiane, escludendo il transito nell’abitato carsolano per salvaguardare la regolarità complessiva del tragitto autostradale e rispettare i vincoli di sicurezza imposti dalla concessionaria autostradale.

L’ordinanza n. 379 di Strada dei Parchi: limitazioni di portata e sicurezza sui viadotti

Il dispositivo emesso dall’ente concessionario autostradale si inserisce nell’ambito dei serrati monitoraggi tecnici e degli interventi strutturali che interessano da mesi l’arteria autostradale A24 Torano-Pescara e Roma-L’Aquila. L’ordinanza n. 379, firmata e resa esecutiva il 16 ottobre 2026, fissa una rigida soglia di carico a 7,5 tonnellate per le rampe d’innesto dello svincolo di Carsoli/Oricola, un nodo strategico situato al confine tra Abruzzo e Lazio dove convergono flussi quotidiani di lavoratori, studenti universitari e autotrasportatori.

Le ragioni alla base della limitazione risiedono nella necessità di alleggerire le sollecitazioni dinamiche sui manufatti e sulle rampe di raccordo in attesa di verifiche tecniche approfondite e di eventuali opere di consolidamento conservativo. Se per il traffico leggero, composto da automobili private, furgoni commerciali compatti e motocicli, la viabilità resta consentita senza variazioni, per i mezzi pesanti, i bilici e soprattutto gli autobus gran turismo a due o tre assi impiegati da TUA – la cui massa a vuoto e a pieno carico oltrepassa ampiamente le 10-18 tonnellate – il transito sulle rampe interdette è severamente vietato dalla legge.

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Le corse TUA interessate: orari, soppressioni e tabella delle modifiche

Per informare tempestivamente l’utenza e prevenire disagi alle pensiline, la direzione d’esercizio di TUA ha diffuso il prospetto dettagliato delle modifiche applicate al servizio feriale da e verso la Capitale. La variazione riguarda tre corse chiave della fascia pomeridiana e preserale, utilizzate quotidianamente dai residenti del comprensorio montano per raggiungere il polo della stazione Tiburtina e di Ponte Mammolo a Roma.

«A seguito dell’ordinanza n. 379 del 16 Ottobre 2026 di Strada dei Parchi, che vieta il transito ai veicoli con massa superiore a 7,5 tonnellate sulle rampe dello svincolo di Carsoli/Oricola sia in ingresso verso Roma sia in uscita da L’Aquila, si rende necessaria la soppressione temporanea della fermata di Carsoli per tre corse pomeridiane feriali della linea L’Aquila-Roma fino a nuova comunicazione.»

Nel dettaglio, le tre partenze da L’Aquila Terminal Collemaggio/Centocelle soggette alla modifica dell’itinerario e alla cancellazione della sosta nella cittadina marsicana sono:

1. Corsa feriale delle ore 15:20 da L’Aquila per Roma: il pullman non effettuerà l’uscita autostradale e salterà la fermata intermedia di Carsoli precedentemente prevista per le ore 16:10, proseguendo direttamente il viaggio in autostrada verso la barriera di Roma Est e il nodo di Roma Tiburtina.

2. Corsa feriale delle ore 17:15 da L’Aquila per Roma: soppressa la programmata fermata di Carsoli fissata da tabella alle ore 18:05; la corsa manterrà il transito diretto lungo il tracciato autostradale senza deviazioni intermedie nello svincolo carsolano.

3. Corsa feriale delle ore 19:00 da L’Aquila per Roma: viene meno la consueta sosta serale a Carsoli fissata per le ore 19:50, orario tradizionalmente cruciale per i rientri dei pendolari e degli studenti universitari impegnati negli atenei abruzzesi.

L’impatto sul comprensorio della Piana del Cavaliere e le soluzioni per i pendolari

La soppressione delle tre fermate pomeridiane rappresenta un duro colpo per la connettività del territorio della Piana del Cavaliere. Carsoli costituisce infatti il baricentro naturale non soltanto della propria comunità urbana, ma anche dei vicini comuni di Oricola, Pereto, Rocca di Botte, nonché dei centri limitrofi del versante laziale come Vallinfreda, Vivaro Romano e Camerata Nuova, i cui cittadini usufruiscono abitualmente del trasporto pubblico su gomma per raggiungere i luoghi di lavoro e di studio nell’hinterland romano.

La perdita di questi tre collegamenti diretti nella fascia oraria tra le 16:00 e le 20:00 costringe gli utenti a riorganizzare le proprie abitudini di viaggio, valutando percorsi alternativi e modalità di spostamento intermodali. TUA ha fatto sapere che le altre corse ordinarie che non impiegano le rampe soggette a divieto o che transitano su itinerari differenti continuano a svolgere regolare servizio secondo i consueti orari esposti nelle stazioni e consultabili sull’app ufficiale dell’azienda.

Per chi necessita di raggiungere Roma o rientrare nel pomeriggio, un’opzione alternativa immediata è rappresentata dal trasporto ferroviario regionale attraverso la linea ferroviaria FL2 Roma-Avezzano-Sulmona-Pescara. La stazione ferroviaria di Carsoli offre infatti collegamenti diretti verso Roma Tiburtina e Roma Termini, pur con tempi di percorrenza e frequenze che spesso differiscono rispetto alla rapidità garantita dal servizio autobus autostradale.

Interlocuzioni istituzionali e prospettive di ripristino

L’amministrazione comunale di Carsoli e gli enti locali del distretto marsicano stanno seguendo l’evolversi della situazione a stretto contatto con i vertici tecnici di Strada dei Parchi, con l’assessorato ai Trasporti della Regione Abruzzo e con i vertici di TUA. L’obiettivo primario condiviso è verificare la tempistica necessaria per consentire eventuali deroghe tecniche o, in alternativa, per completare i sopralluoghi strutturali sulle rampe d’accesso che permettano di rimodulare il limite di tonnellaggio per i mezzi di linea di pubblico servizio.

Allo stesso tempo, si sta esaminando la fattibilità logistica di percorsi sussidiari temporanei – come l’utilizzo controllato della viabilità ordinaria lungo la Strada Statale 5 Tiburtina Valeria o l’accesso attraverso gli svincoli autostradali adiacenti di Tagliacozzo o Vicovaro-Mandela – pur dovendo tenere conto delle inevitabili dilatazioni nei tempi di percorrenza e delle strettoie viarie che caratterizzano i valichi appenninici.

TUA ha ribadito che il provvedimento resterà in vigore fino a nuova comunicazione ufficiale e ha rinnovato l’invito a tutti gli abbonati e viaggiatori a consultare con costanza i canali informativi digitali aziendali, il sito istituzionale e gli avvisi affissi nelle bacheche di fermata per restare aggiornati su eventuali rettifiche o sul tanto auspicato ripristino definitivo delle fermate soppresse.

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Quartu Sant’Elena, trionfo per l’Abruzzo: Kristine Maria Rapino vince il Premio Letterario nella Narrativa con “Scialacca”

La scrittrice abruzzese Kristine Maria Rapino vince la quinta edizione del Premio Letterario Città di Quartu Sant’Elena nella sezione Narrativa edita con il romanzo “Scialacca” (Sperling & Kupfer): il plauso della giuria presieduta da Rossana Copez per un affresco corale intessuto di ironia, nostalgia e riscatto. 👇

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Kristine Maria Rapino

Quartu Sant’Elena – Uno straordinario successo che inorgoglisce la cultura abruzzese e consacra una delle sue penne più sensibili e luminose sul palcoscenico letterario nazionale. La scrittrice Kristine Maria Rapino, con il brillante romanzo «Scialacca» edito da Sperling & Kupfer, ha conquistato il primo posto assoluto nella sezione Narrativa edita della quinta edizione del prestigioso Premio Letterario Città di Quartu Sant’Elena. La proclamazione è avvenuta nel corso della solenne cerimonia conclusiva ospitata nella splendida cornice del Phi Hotel Sighientu a Marina di Capitana, suggellando un’affermazione di altissimo profilo critico ed editoriale.

La manifestazione, promossa e organizzata con meticoloso rigore dall’associazione culturale «Le Pergamene di Melquiades» presieduta da Danilo Mallò, con la direzione artistica dello scrittore Massimo Granchi, si avvale del prestigioso patrocinio istituzionale del Comune di Quartu Sant’Elena, della Regione Autonoma della Sardegna e del fondamentale sostegno della Fondazione di Sardegna. Nato nel 2022, il concorso ha saputo imporsi in appena un lustro come uno spazio autorevole di confronto democratico tra differenti forme di scrittura, capace di far dialogare le voci emergenti con gli autori più acclamati delle maggiori case editrici italiane.

La motivazione della giuria: vivacità corale, ironia e riscatto personale

A decretare la vittoria del romanzo firmato da Kristine Maria Rapino è stata una commissione giudicatrice di assoluto prestigio accademico e letterario, presieduta dalla scrittrice Rossana Copez e composta dal professor Mauro Pala (docente ordinario di Critica letteraria e Letterature comparate presso l’Università degli Studi di Cagliari), da Cristina Batteta (Libreria Mondadori I Mulini), da Martino Giordano (vincitore della IV edizione per la Narrativa edita), da Vito Di Battista (scrittore e vincitore della III edizione nella sezione Libro edito) e da Francesco De Filippi (noto book blogger e divulgatore editoriale).

Il giudizio della giuria tecnica ha voluto sottolineare la maestria stilistica e l’equilibrio narrativo dell’opera, compendiati in una motivazione ufficiale che ne esalta la portata corale e la risonanza emotiva:

«Il romanzo “Scialacca” si aggiudica il primo posto nella sezione narrativa edita per la straordinaria vivacità narrativa e la profonda sensibilità con cui dipinge un affresco corale ricco di umanità e sfumature emotive. Kristine Maria Rapino orchestra una trama avvolgente e brillante, capace di far convivere con naturalezza ironia, nostalgia e riscatto personale. Un’opera magnetica edita da Sperling & Kupfer, che celebra la forza dei legami e la bellezza dei nuovi inizi, lasciando un’impronta duratura nel cuore del lettore».

La formula di «Scialacca» – termine della tradizione dialettale che richiama l’abbondanza gioiosa, il tripudio della tavola condivisa e il godimento autentico dell’esistenza – diventa nelle pagine della scrittrice una potente metafora di rinascita, in cui i conflitti generazionali e le fragilità personali si sciolgono nel calore di una comunità pronta a riscoprirsi e a perdonare.

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Narrativa Contemporanea

Scialacca di Kristine Maria Rapino (Sperling & Kupfer)

Il romanzo vincitore del Premio Città di Quartu Sant’Elena: un affresco corale avvolgente e luminoso sulla forza dei legami familiari, le seconde possibilità, l’ironia e la bellezza dei nuovi inizi.

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Dall’Abruzzo al grande pubblico: la parabola narrativa di Kristine Maria Rapino

La vittoria a Quartu Sant’Elena conferma la statura artistica e la parabola in costante ascesa di Kristine Maria Rapino nel panorama della narrativa italiana d’autore. Dopo aver catturato l’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori con il fortunato debutto di «Fichi di marzo», l’autrice abruzzese ha saputo affinare una cifra stilistica inconfondibile, caratterizzata da una prosa morbida, ricca di chiaroscuri psicologici e impreziosita da una prodigiosa capacità di osservazione antropologica.

Nelle sue pagine il radicamento territoriale nella cultura d’Abruzzo non scade mai nel bozzetto folcloristico, ma diviene lievito per un racconto universale dei sentimenti: l’odore della terra, la complessità delle dinamiche familiari, il peso del passato e la fatica gioiosa di ricostruire la propria esistenza dopo una rottura. Questa sensibilità ha saputo creare un ponte ideale e fecondo tra le coste adriatiche e la terra di Sardegna, trovando nella platea sarda un’accoglienza calorosa ed entusiasta.

Il Premio Quartu Sant’Elena: crocevia di talenti e casa per i grandi autori

Il trionfo di «Scialacca» impreziosisce l’albo d’oro del concorso isolano, a testimonianza di come il festival ideato da Le Pergamene di Melquiades sia ormai diventato una vetrina irrinunciabile per i titoli di punta della grande editoria tricolore. La capacità del comitato organizzatore di coinvolgere le scuole, le case editrici storiche e un pubblico eterogeneo trasforma il Premio in una vera festa democratica del libro e della lettura.

Per la comunità abruzzese e per i lettori che ne seguono da sempre il cammino con affetto, l’incoronazione di Kristine Maria Rapino in terra sarda rappresenta un motivo di legittimo orgoglio identitario, confermando come la creatività, la grazia e la dedizione alla parola scritta siano capaci di abbattere qualsiasi distanza geografica per parlare direttamente al cuore della nazione.

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A San Nicolò a Tordino il Chorus Novus conquista il pubblico: applausi e bis per una serata di grande musica

Un viaggio coinvolgente attraverso la storia del rock, tra grandi classici, arrangiamenti originali ed emozioni capaci di unire generazioni diverse. È stato questo “Across the Rock”, lo spettacolo del Chorus Novus Rock Ensemble ideato e diretto dal maestro Paolo Speca, andato in scena sabato 17 ottobre presso lo Spazio Multiculturale Ca.Fé di San Nicolò a Tordino.

L’evento, particolarmente atteso e riproposto dopo un rinvio causato dal maltempo, si è trasformato in una vera e propria festa della musica. Al termine dell’esibizione, il pubblico ha tributato all’ensemble un lungo e caloroso applauso, richiedendo a gran voce il bis e confermando il grande gradimento per una proposta capace di coniugare qualità artistica, energia e capacità comunicativa.

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Chorus Novus

San Nicolò a Todino-  Un viaggio coinvolgente attraverso la storia del rock, tra grandi classici, arrangiamenti originali ed emozioni capaci di unire generazioni diverse. È stato questo “Across the Rock”, lo spettacolo del Chorus Novus Rock Ensemble ideato e diretto dal maestro Paolo Speca, andato in scena sabato 17 ottobre presso lo Spazio Multiculturale Ca.Fé di San Nicolò a Tordino.

L’evento, particolarmente atteso e riproposto dopo un rinvio causato dal maltempo, si è trasformato in una vera e propria festa della musica. Al termine dell’esibizione, il pubblico ha tributato all’ensemble un lungo e caloroso applauso, richiedendo a gran voce il bis e confermando il grande gradimento per una proposta capace di coniugare qualità artistica, energia e capacità comunicativa.

La serata si è aperta con i saluti del presidente del Chorus Novus, Franco Di Francesco, seguiti dagli interventi del vicesindaco di Teramo, Antonio Filipponi (in rappresentanza del sindaco Gianguido D’Alberto), e di Chiara Ciminà, coordinatrice dello Spazio Multiculturale Ca.Fé.

«Il concerto del Chorus Novus Rock Ensemble di oggi pomeriggio è un evento che abbiamo voluto fortemente a San Nicolò a Tordino nell’ambito dello Spazio Multiculturale Ca.Fé che, da quest’anno, è entrato nel Polo Museale di Teramo come centro dinamico di aggregazione, cultura, inclusione e laboratori nel quale cerchiamo di intervenire con una serie di progetti sia a livello culturale che musicale», ha sottolineato il vicesindaco Antonio Filipponi.

«Ospitare un evento di così alto spessore allo Spazio Multiculturale Ca.Fé rappresenta appieno lo spirito con cui animiamo questo luogo ogni giorno», ha dichiarato Chiara Ciminà. «Un sentito ringraziamento va a Franco Di Francesco per la straordinaria cura nell’organizzazione. Ca.Fé nasce per essere uno spazio libero, aperto, creativo e inclusivo, un laboratorio di comunità in cui le persone possono incontrarsi e costruire legami autentici. L’arte e la musica sono il linguaggio universale che permette di accogliere la diversità e valorizzare ogni talento. Siamo felici di aver ospitato il Chorus Novus Rock Ensemble e il maestro Paolo Speca, che ci hanno donato un’occasione speciale di grande musica e partecipazione».

Il progetto artistico del Chorus Novus Rock Ensemble si distingue per una formula originale: la potenza e la grinta del rock incontrano la ricchezza delle armonie corali, ridando nuova vita a brani iconici. La scaletta ha attraversato diverse epoche e stili musicali, dai Beatles ai celebri musical rock di Broadway e del West End londinese, fino ai grandi successi degli anni Settanta. Particolarmente apprezzato è stato anche l’omaggio finale ad alcune delle canzoni più amate di Fabrizio De André, scelta che ha dimostrato come la musica possa superare i confini dei generi mantenendo inalterata la propria forza espressiva.

Straordinaria è stata la performance del Chorus Novus Rock Ensemble, in particolare della voce solista Flavia La Pasta. Con una presenza scenica e vocale di forte impatto, intensa e profonda, l’artista ha saputo caratterizzare ogni brano valorizzandone le sfumature e guidando gli spettatori attraverso i diversi momenti emozionali della serata.

Sul palco, il direttore Paolo Speca ha diretto con maestria il coro, affiancato da una formazione di strumentisti di altissimo livello capaci di creare un perfetto equilibrio tra sonorità elettriche ed acustiche: Gianfranco Lupidii (violino), Gianluca Caporale (sassofono), Massimiliano Caporale (pianoforte), Daniele Fratini (chitarre), Roberto Della Vecchia (basso) e Davide Ciarallo (batteria).

L’affetto del pubblico e il successo riscontrato a San Nicolò a Tordino danno continuità ai consensi già raccolti dall’ensemble lo scorso 10 luglio a Giulianova, in piazza del Mare, premiando il costante lavoro di ricerca e sperimentazione svolto dal gruppo.

L’iniziativa si è svolta con il patrocinio e il sostegno del Comune di Teramo, della Provincia di Teramo e della Fondazione Tercas, ed è stata resa possibile grazie all’ospitalità e alla collaborazione dello Spazio Multiculturale Ca.Fé. Una serata che ha lasciato un segno profondo, dimostrando come il linguaggio del rock, rivisitato in chiave corale, continui ad affascinare e far dialogare pubblico di ogni età.

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