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Fiuggi, apre le porte la casa del “Dopo di Noi”: il gesto d’amore dei coniugi Callori regala un futuro sicuro ai ragazzi con disabilità

“Chi baderà a mio figlio disabile quando noi non ci saremo più?”. A Fiuggi la straordinaria risposta d’Amore a questa paura: inaugurata la bellissima Casa del “Dopo di Noi”! 🏠 ❤️ La paura più grande, tremenda e inconfessabile di ogni genitore di un ragazzo con grave disabilità è quella di lasciarlo solo, indifeso e senza amore quando arriverà la fine della propria vita terrena. Ma la meravigliosa comunità di FIUGGI oggi ha dimostrato che c’è sempre speranza quando si uniscono Istituzioni e cittadini di buon cuore! Questa mattina è stata infatti inaugurata la modernissima e accogliente Casa del “DOPO DI NOI” (in Via Verghetti), un progetto meraviglioso gestito da “La Meridiana” che permetterà a tanti giovani speciali di imparare a vivere in autonomia, supportati dagli operatori, assicurando loro un tetto sicuro, amore e dignità per tutto il resto della vita! Questa impresa è stata resa possibile dallo STRAORDINARIO gesto di estrema generosità dei coniugi MICHELE CALLORI e sua moglie, che hanno donato e messo a disposizione dei ragazzi questa grande struttura immobiliare, compiendo un capolavoro di filantropia e amore per il prossimo! All’inaugurazione e ai festeggiamenti, insieme alle commosse famiglie, era orgogliosamente presente il Consigliere Provinciale Gianluca Quadrini: “Questo gesto d’amore della famiglia Callori rappresenta l’essenza pura della nostra comunità! Noi Istituzioni promettiamo solennemente di stare sempre al fianco di questi ragazzi: nessuno in Ciociaria sarà MAI lasciato indietro o da solo!”. Leggi il racconto emozionante di questa mattinata di solidarietà nel nostro articolo! 👇 🕊️ Gesti immensi come quello della donazione di un immobile da parte dei coniugi Callori dovrebbero finire sulle prime pagine dei Telegiornali nazionali! Unitevi a noi nei commenti per fare il più grande degli applausi a questa famiglia e ai ragazzi che andranno ad abitare in questa nuova casa sicura! Taggate i vostri amici per fargli leggere questa bellissima storia a lieto fine!

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Inaugurazione struttura del "Dopo di Noi":

Fiuggi“Chi si prenderà cura del nostro ragazzo quando noi non ci saremo più? Chi gli preparerà la cena, chi gli sorriderà al mattino, chi lo rassicurerà quando avrà paura?”. È questa, purtroppo, la domanda silenziosa, angosciante e pesantissima che toglie il sonno a migliaia di madri e padri di persone con disabilità severa. La paura di lasciare i propri figli soli e abbandonati al mondo è un macigno emotivo indescrivibile.
Ecco perché l’evento che si è celebrato questa mattina a Fiuggi (in Via Gian Francesco Verghetti n. 26) non è un semplice “taglio del nastro” istituzionale, ma rappresenta la vittoria assoluta dell’Amore, della Speranza e della Solidarietà umana sulla paura del futuro. Si è tenuta infatti l’attesissima cerimonia di inaugurazione del “Dopo di Noi Fiuggi”, una formidabile e concreta iniziativa ad altissimo valore sociale rivolta all’assistenza abitativa, all’integrazione e all’autonomia delle persone con disabilità grave e prive del necessario sostegno familiare.

Il gesto del cuore: la donazione dei coniugi Callori

Il progetto “Dopo di Noi” (nato per dare applicazione pratica all’omonima e vitale legge nazionale del 2016) mira proprio a creare delle strutture, delle vere e proprie “case-famiglia”, in cui i ragazzi con disabilità possano gradualmente imparare a vivere da soli, in autonomia o supportati da operatori, staccandosi dal nucleo familiare originario prima che questo venga a mancare, prevenendo così traumi psicologici e garantendo loro un futuro sereno e dignitoso.
Tutto questo, a Fiuggi, è stato reso possibile grazie a un vero e proprio miracolo di generosità cittadina. Durante la cerimonia inaugurale, un momento di particolare commozione e di profondissima gratitudine è stato dedicato ai proprietari dell’immobile, Michele Callori e sua moglie. Con straordinaria e rara filantropia, i due coniugi hanno infatti deciso di mettere a disposizione dei ragazzi e dell’intera comunità una struttura accogliente, grande, idonea e perfettamente attrezzata, già pronta a diventare una vera e propria “Casa” calda e protetta per tanti giovani del territorio.

Il plauso delle Istituzioni e del Consigliere Quadrini

All’emozionante e partecipato evento ha preso orgogliosamente parte il Consigliere Provinciale di Frosinone e Dirigente di ANCI Lazio, Gianluca Quadrini, figura da sempre politicamente attentissima alle delicate tematiche del terzo settore e del vitale sostegno alle fasce più fragili della provincia. Insieme a lui, in rappresentanza del movimento politico “Evoluzione e Libertà” (di cui Quadrini ricopre l’importante carica di Vice Segretario Nazionale), erano presenti anche il validissimo coordinatore cittadino Giuseppe Lembo e il responsabile dell’organizzazione provinciale di Frosinone, Massimo Piscitelli.
«Iniziative meravigliose e concrete come questa rappresentano l’essenza più pura, vera e autentica della solidarietà e del senso di appartenenza a una comunità», ha dichiarato con orgoglio e visibile emozione il Consigliere Provinciale Gianluca Quadrini.

“Nessuno sarà mai lasciato indietro o da solo”

Quadrini ha poi voluto rivolgere il suo ringraziamento personale ai benefattori: «Un ringraziamento sincero e dal profondo del cuore va inevitabilmente a Michele Callori e a sua moglie per questo inestimabile gesto d’amore, e per la straordinaria, rara sensibilità dimostrata nel voler donare ai nostri ragazzi uno spazio sereno, bello e sicuro dove poter costruire un futuro autonomo».
Il Consigliere ha infine ricordato l’importanza del lavoro svolto dalle cooperative sociali e dagli operatori specializzati: «L’inaugurazione del ‘Dopo di Noi’ qui a Fiuggi è la risposta migliore, più forte e concreta che le Istituzioni possono e devono dare alle tantissime famiglie che chiedono legittimamente garanzie e certezze per il domani dei propri cari. Come rappresentanti delle istituzioni, il nostro dovere morale è promettere che saremo sempre in primissima linea, spalla a spalla, al fianco di splendide realtà operative come “La Meridiana” e di tutti quei cittadini virtuosi che lavorano, giorno e notte, per non lasciare mai indietro nessuno».
L’inaugurazione si è conclusa tra gli applausi scroscianti, le lacrime di gioia delle famiglie, la musica e i festeggiamenti, con il dolcissimo augurio di un percorso ricco di vita, serenità e crescita per tutti i giovani e gli operatori che, da oggi, animeranno di amore e sorrisi le stanze di questa nuova casa.

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Gessopalena capitale della “Viticoltura Eroica”: il trionfo dei vitigni salvati dall’estinzione e dalla furia della guerra

Altro che vini tutti uguali e industriali! A Gessopalena trionfa la “Viticoltura Eroica” abruzzese: l’incredibile storia del vino salvato dalle stragi Naziste del 1944! 🍷 🍇 C’è un’Italia segreta che resiste con le unghie e con i denti per difendere la propria storia dall’omologazione globale! In un evento mozzafiato andato in scena nelle grotte scavate nel gesso a Gessopalena (CH), la Bio Cantina Sociale Orsogna (insieme al Parco Nazionale della Maiella) ha presentato il progetto “Pe’ nin perde la sumente”, offrendo la degustazione dei vini “Irripetibili”: rarissimi vitigni storici abruzzesi salvati dall’estinzione dopo 5 anni di studi! Grazie a questo incredibile lavoro, GESSOPALENA è diventato UFFICIALMENTE IL PRIMO COMUNE D’ABRUZZO a ricevere l’ambitissima certificazione internazionale CERVIM, che premia la cosiddetta “Viticoltura Eroica” (fatta a mano in alta montagna su pendenze estreme)! Ma la vera magia è dietro le storie di questi vini. Su tutti spicca il “Nero Antico di Pretalucente”: le radici di quest’uva meravigliosa furono accudite e salvate miracolosamente da Giuseppe D’Amico, un eroico contadino sopravvissuto alla feroce strage nazista del 1944, che volle restare in Abruzzo per ricostruire il paese e difendere le vigne storiche! Tra i calici serviti c’era anche un “Pecorino d’Alta Quota” antichissimo sopravvissuto all’epidemia di Fillossera dell’800, la rara “Vedovella” e l'”Uva dell’Acea”, portata in Abruzzo negli anni ’50 dagli operai laziali che vennero a costruire i laghi artificiali di Bomba e Casoli! Leggi l’affascinante reportage storico ed enologico nel nostro articolo! 👇 🍷 E voi avete mai assaggiato queste rarissime perle del nostro Abruzzo? Siete orgogliosi del fatto che i piccoli produttori di montagna abbiano ricevuto un certificato internazionale per aver salvato la nostra biodiversità dalle spietate leggi delle multinazionali? Taggate gli amanti del vino (e della nostra terra) nei commenti per far conoscere questa splendida storia!

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gessopalena irripetibili assaggio bio cantina sociale orsogna

Gessopalena- C’è stato un tempo in cui il sapore del vino non veniva deciso a tavolino dalle fredde leggi del marketing globale o dai trend di mercato, ma era il puro e semplice riflesso della terra, della fatica, del clima e del carattere indomito di chi la coltivava. Oggi, in un’epoca dominata dalla preoccupante standardizzazione e omologazione del gusto, c’è un angolo magico d’Abruzzo che ha deciso di ribellarsi, compiendo un vero e proprio atto di “resistenza culturale ed enologica”.
Questo luogo è Gessopalena (CH), dove in questi giorni, all’interno delle suggestive grotte-cantine scavate nel gesso dello storico Palazzo Persiani (l’unica casa gentilizia sopravvissuta intatta alla furia distruttrice nazista durante la Seconda Guerra Mondiale), la Bio Cantina Sociale Orsogna ha fatto registrare un incredibile pienone di pubblico e addetti ai lavori per la degustazione de “Gli Irripetibili”. Un evento straordinario nato per presentare i frutti del commovente progetto “Pe’ nin perde la sumente” (Per non perdere la semente), condotto in strettissima collaborazione con la Banca del germoplasma del Parco Nazionale della Maiella.

Cinque anni di fatiche contro la standardizzazione

«Abbiamo condotto cinque anni di sperimentazione rigorosissima per comprendere e restituire finalmente autenticità a ogni singolo vitigno storico della Maiella orientale», ha spiegato con estremo orgoglio il Direttore ed enologo Camillo Zulli. «Queste viti, amorevolmente salvate e conservate dai nostri tenaci contadini, sono indubbiamente il passato, ma rappresentano anche il presente e il futuro della vera viticoltura in Abruzzo. Sono l’antidoto perfetto contro il mercato moderno che procede verso la progressiva standardizzazione globale».

Gessopalena nella Storia: il marchio CERVIM per i viticoltori “Eroici”

A certificare l’immenso valore di questo lavoro di recupero storico è intervenuto personalmente Nicola Abbrescia, presidente del CERVIM (l’organismo internazionale che tutela la cosiddetta “viticoltura eroica”, ovvero quella praticata a mano in condizioni estreme, ad altitudini superiori ai 500 metri o con pendenze oltre il 30%). Abbrescia ha annunciato ufficialmente l’ottenimento della prestigiosissima certificazione CERVIM per Gessopalena: si tratta del primo e unico Comune in tutto l’Abruzzo a poter vantare questo titolo!
Un traguardo celebrato con commozione dal sindaco Mario Zulli: «Oggi è una giornata bellissima, entrare in questa ristretta rete internazionale ci riempie di orgoglio. Stiamo investendo tantissimo per salvare i nostri antichi vitigni, con la forte speranza che questo successo possa spingere i nostri giovani a tornare alla terra e a restare a Gessopalena».

“Gli Irripetibili”: il Nero Antico salvato dopo le stragi naziste

Il momento clou dell’evento è stato l’assaggio dei vini “Irripetibili”, vere e proprie gemme archeologiche liquide. Su tutti spicca l’ormai celebre “Nero Antico di Pretalucente”, riconosciuto nel 2024 come secondo vitigno a bacca nera d’Abruzzo (dopo il Montepulciano) e certificato CERVIM grazie al lavoro delle aziende associate Bozzi e Melchiorre. La sua storia fa venire i brividi: questo vitigno è stato tramandato dal viticoltore Mariano Bozzi attraverso le sapienti mani del nonno Giuseppe D’Amico, uno dei pochi sopravvissuti all’efferata strage nazista del gennaio 1944. Nonno Giuseppe rimase stoicamente in paese per ricostruirlo mattone su mattone, preoccupandosi di curare e preservare quelle che i contadini chiamavano le “vitiche antiche”.
Non meno affascinante è la storia della “Vedovella” (un ecotipo rarissimo di Sangiovese della Maiella), un tempo osannata e oggi sopravvissuta solo in pochissime viti quasi abbandonate. E poi c’è il “Pecorino d’Alta Quota”, miracolosamente sopravvissuto alla peste della fillossera dell’Ottocento, che cresce a mille metri d’altitudine abbarbicato (“maritato”) agli aceri campestri.
Il viaggio sensoriale è proseguito con la degustazione della Middialonghe (uva rosata che prende il nome da “Emidio il lungo”, il contadino che la scoprì), della Taulase (la bacca bianca “melelle”), della rarissima Verdacchiona e dell’affascinante “Uva dell’Acea”, un Sangiovese portato in Abruzzo negli anni ’50 dai rudi operai laziali giunti in zona per costruire le imponenti dighe di Bomba e Casoli.

La Montagna come scrigno di Biodiversità

«La collaborazione con la Bio Cantina Sociale Orsogna ci ha permesso di compiere miracoli scientifici, recuperando non solo vitigni storici in via d’estinzione, ma persino lieviti autoctoni purissimi», ha ricordato Marco Di Santo (Parco della Maiella).
A chiosare magnificamente l’evento è stato Aurelio Manzi, ricordando come fino al ‘600 la viticoltura abruzzese si svolgesse quasi esclusivamente in montagna (poiché la costa serviva ai pastori per la transumanza). Ed è proprio per questo motivo che le nostre montagne sono oggi lo scrigno segreto e intatto della biodiversità, il luogo sicuro che ha protetto la ricchezza della nostra Terra dalla furia dell’uomo e dall’omologazione industriale. Brindiamo alla resistenza dei nostri eroici contadini!

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Terelle si stringe a Sant’Egidio Abate: fede, devozione e vicinanza istituzionale nel cuore storico della Ciociaria

Fede, tradizione e una folla commossa tra i vicoli: Terelle festeggia in grande il suo amato Patrono, Sant’Egidio Abate! 🙏 🕍 Le feste patronali sono il cuore pulsante delle nostre comunità, il momento in cui i nostri borghi si stringono come una grande famiglia per onorare le proprie radici! Ieri, 1° settembre, la meravigliosa comunità di Terelle (FR) ha vissuto una giornata di grandissima e commossa partecipazione emotiva per le solenni celebrazioni in onore del Santo Patrono, Sant’Egidio Abate. I vicoli in pietra del borgo si sono riempiti di preghiere, canti e devozione durante il suggestivo Corteo dello Stendardo e la storica Processione! All’evento, accolti dalla Sindaca Fiorella Gazzellone, hanno partecipato numerose Autorità civili, tra cui il Consigliere Provinciale e Dirigente ANCI Lazio Gianluca Quadrini e il Consigliere Comunale di Casalvieri Mario Borza, per dimostrare l’assoluta vicinanza delle Istituzioni ai piccoli Comuni! “La festa patronale custodisce la Storia e l’Identità della Ciociaria!”, ha dichiarato orgogliosamente Quadrini. “I nostri piccoli Comuni sono dei veri e propri presidi di bellezza e di valori, e noi Istituzioni abbiamo il dovere morale di ascoltare i territori e non abbandonarli mai, lavorando per dargli un futuro roseo!”. Un ringraziamento speciale da parte delle Istituzioni è andato agli infaticabili volontari del Comitato Festeggiamenti, che hanno lavorato per mesi alla riuscita della festa! Leggi il racconto completo e le dichiarazioni dei protagonisti nel nostro articolo! 👇 🌹 E voi eravate presenti alla bellissima festa di Terelle? Quanto è importante secondo voi l’aiuto della Provincia e delle Istituzioni per mantenere vive le preziose e antichissime tradizioni religiose dei nostri piccoli borghi? Taggate gli amici e i parenti per condividere con loro le emozioni di questa bellissima giornata di festa!

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Terelle, vicinanza istituzionale

Terelle – Ci sono giorni speciali in cui le piccole comunità dei nostri meravigliosi borghi mettono in pausa la frenesia della quotidianità moderna per stringersi, come in un unico e immenso abbraccio fraterno, attorno alle proprie radici più antiche e preziose. Fede incondizionata, devozione popolare e rispetto istituzionale si fondono, creando un’atmosfera magica e intrisa di memoria. È esattamente questo il clima di profonda condivisione spirituale, storica e civile che si è respirato a pieni polmoni ieri, 1° settembre 2026, nello splendido borgo di Terelle (FR), in occasione delle solenni e attesissime celebrazioni in onore del Santo Patrono Sant’Egidio Abate.
All’importantissimo appuntamento religioso e identitario, raccogliendo l’invito istituzionale della prima cittadina, la Dott.ssa Fiorella Gazzellone, hanno preso attivamente parte il Consigliere Provinciale di Frosinone e Dirigente ANCI Lazio, Gianluca Quadrini, e il Consigliere Comunale di Casalvieri, Mario Borza, a testimonianza di quanto l’unità territoriale sia fondamentale per lo sviluppo e la sopravvivenza dei nostri piccoli comuni.

Il rito dello Stendardo e la commozione nei vicoli del borgo

La giornata festiva è stata baciata dal sole e ha visto la partecipazione commossa, massiccia e composta di quasi tutta la cittadinanza locale, affiancata da numerose Autorità civili, militari e religiose della zona. Il ricchissimo programma delle celebrazioni si è aperto ufficialmente alle ore 10:00 presso la centrale Piazza Loreto Biondi con il rito dell’accoglienza delle Autorità, seguita alle ore 10:30 dalla maestosa partenza del suggestivo Corteo dello Stendardo (scattato da Piazza Antonio Tarì).
Alle ore 11:00, in una chiesa gremita e silenziosa, è stata celebrata la Solenne Santa Messa dedicata a Sant’Egidio Abate. Il momento più alto ed emozionante dell’intera mattinata è coinciso, come da antichissima tradizione, con la Solenne Processione: la statua del Santo Patrono, portata orgogliosamente a spalla, si è snodata lentamente e faticosamente lungo i caratteristici, stretti e meravigliosi vicoli in pietra del borgo, accompagnata dalle preghiere e dai canti dei fedeli.

Quadrini (ANCI Lazio): “I piccoli Comuni sono presidi di bellezza”

L’importanza della presenza politica in queste occasioni è stata rimarcata dalle parole cariche di affetto di Gianluca Quadrini, Consigliere Provinciale di Frosinone e Dirigente ANCI Lazio. «Partecipare fisicamente alle celebrazioni in onore del Santo Patrono Sant’Egidio Abate qui a Terelle rappresenta un segnale fortissimo e concreto di vicinanza delle Istituzioni alla nostra gente e a tutte le comunità locali», ha dichiarato Quadrini.
«La festa patronale non è soltanto un momento di altissimo valore religioso e di sincera, genuina devozione, ma costituisce il vero cuore pulsante delle nostre antiche radici, custodendo l’identità, la storia millenaria e la coesione sociale della Ciociaria. Come Consigliere Provinciale, ribadisco con forza quanto sia fondamentale stare al fianco dei piccoli Comuni, che sono dei veri e propri presidi di valori, tradizioni e bellezza inestimabile della nostra terra. Essere qui oggi testimonia un impegno istituzionale che va ben oltre l’aspetto meramente formale: significa ascoltare i territori, condividerne la memoria e lavorare costantemente per dare forza, voce e prospettiva amministrativa alle nostre realtà».
Quadrini ha infine rivolto un sincero plauso organizzativo alla Sindaca Gazzellone e a tutti gli infaticabili componenti del Comitato Festeggiamenti, che con passione e puro spirito di servizio hanno lavorato alacremente dietro le quinte per mesi per l’ottima riuscita delle solenni festività.

La sinergia tra Ciociaria e Val di Comino

Sulla stessa lunghezza d’onda, e concentrato sulla rilevanza assoluta del raccordo amministrativo tra le diverse municipalità del territorio provinciale, si è espresso anche Mario Borza, Consigliere Comunale di Casalvieri.
«È per me un grandissimo onore essere presente oggi a Terelle, al fianco del Consigliere Provinciale Gianluca Quadrini e dell’Amministrazione locale che ci ha ospitato così calorosamente», ha sottolineato Borza. «Eventi aggregativi come questo dimostrano quanto sia fondamentale, oggi più che mai, la sinergia e la solidarietà concreta tra i Comuni della Ciociaria e quelli della Val di Comino. Condividere questi momenti di altissimo valore umano rafforza il legame vitale tra gli amministratori locali e i cittadini, confermando l’assoluta centralità dei nostri amatissimi borghi storici». Una giornata indimenticabile, in cui le Istituzioni e i cittadini hanno camminato fianco a fianco sotto l’ala protettiva del Santo Patrono.

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Strage dei pini in Abruzzo, l’allarme di ALI: “I Comuni sono soli contro l’avanzata della cocciniglia. La Regione intervenga subito!”

I pini dell’Abruzzo stanno MORENDO a causa della Cocciniglia! 🌲 ⚠️ Il drammatico allarme di ALI Abruzzo: “I Comuni sono soli contro questo parassita devastante, la Regione intervenga SUBITO!”. Chiunque sia nato in Abruzzo, o chiunque ci sia venuto in vacanza almeno una volta nella vita, ha nel cuore la bellezza sconfinata, il profumo inebriante e l’ombra rinfrescante delle storiche Pinete costiere (come quella meravigliosa e secolare di Pineto!). Ebbene, questo inestimabile patrimonio ambientale, turistico e affettivo rischia di scomparire per sempre! I nostri pini domestici sono sotto il gravissimo attacco della “Cocciniglia tartaruga”, un parassita killer che succhia la linfa degli alberi fino a farli seccare e morire in pochissimo tempo. Per salvare le piante servono costose cure mediche (“endoterapia”), ma i singoli Comuni non hanno i soldi per pagare questi interventi su migliaia di alberi! A lanciare l’allarme è Angelo Radica, Presidente dell’associazione dei Comuni ALI Abruzzo, che sposa la disperata battaglia del Sindaco di Pineto, Alberto Dell’Orletta: “I dati sulla salute dei pini sono drammatici! È impensabile lasciare le amministrazioni locali da sole a combattere contro questa piaga. Servono subito risorse economiche e un Tavolo di Coordinamento urgente con la Regione Abruzzo!”. In gioco non c’è solo l’Ambiente, ma l’identità stessa della nostra terra! “Le pinete costiere sono il patrimonio culturale e identitario dell’Abruzzo, dobbiamo salvarle ad ogni costo!”, tuona Radica. Leggi i dettagli e l’appello dei Sindaci nel nostro articolo! 👇 💔 E voi quanto siete legati emotivamente alle splendide pinete della nostra costa? Non è forse un dovere morale della politica trovare subito i fondi pubblici per salvare questi giganti verdi che fanno ombra alle nostre estati? Fate sentire la vostra voce nei commenti e condividete per salvare i pini dell’Abruzzo!

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Ali-abruzzo

Redazione – C’è un dramma silenzioso, invisibile ma inesorabile, che si sta consumando lentamente sopra le nostre teste, minacciando di cancellare per sempre uno dei simboli più amati, fotografati e iconici del paesaggio della nostra costa. Le meravigliose e rigogliose pinete costiere dell’Abruzzo sono sotto il gravissimo e costante attacco della cocciniglia, un minuscolo ma devastante insetto parassita (nello specifico, la pericolosissima cocciniglia tartaruga) che si nutre in maniera vorace della linfa dei pini, facendoli seccare fino a portarli rapidamente alla morte.
La lotta contro questo micidiale parassita richiede cure specializzate, costosissime iniezioni endoterapiche e potature preventive mirate, tutti interventi economici che i singoli bilanci delle Amministrazioni locali non possono minimamente sostenere da soli. A lanciare un accorato e durissimo grido d’allarme, scendendo in campo per difendere il patrimonio arboreo abruzzese, è Angelo Radica, l’agguerrito presidente dell’associazione dei Comuni “ALI Abruzzo”, che ha deciso di sposare in pieno la battaglia istituzionale avviata nei giorni scorsi dal sindaco di Pineto, Alberto Dell’Orletta.

“Impensabile lasciare i Sindaci da soli in questa battaglia”

Le parole del presidente dell’ALI non lasciano spazio a interpretazioni e chiamano direttamente in causa i vertici della politica regionale, chiedendo un’assunzione di responsabilità immediata. «Condividiamo totalmente e senza alcuna riserva la pressante e fondamentale sollecitazione istituzionale avanzata dal sindaco di Pineto, Alberto Dell’Orletta», dichiara a gran voce Angelo Radica. «È letteralmente impensabile, oltre che ingiusto, che i singoli Comuni costieri vengano abbandonati e lasciati da soli, con i loro esigui fondi di bilancio, di fronte all’inarrestabile e devastante avanzata della cocciniglia. Serve immediatamente il sostegno economico e logistico della Regione Abruzzo».

I dati allarmanti di Pineto e il rischio di un contagio esteso

L’esempio virtuoso del Comune di Pineto (famoso in tutta Italia proprio per la sua immensa, secolare e lussureggiante pineta litoranea) è emblematico della disperazione dei Sindaci. «Lo sforzo economico, umano e organizzativo messo in campo in questi mesi dall’amministrazione di Pineto contro la cocciniglia, anche dal fondamentale punto di vista della prevenzione del contagio tra le piante, è incredibilmente importante e quantomai meritevole», prosegue il presidente Radica. «Tuttavia, proprio da questa certosina e ostinata attività di contrasto sul campo stanno emergendo, in tutta la loro oggettiva drammaticità, dei dati scientifici molto, molto preoccupanti sullo stato di salute effettivo del nostro patrimonio arboreo. I pini stanno soffrendo tremendamente».

L’urgenza di un Tavolo di coordinamento regionale

Il fattore tempo, in questi casi, fa la vera differenza tra salvare un albero monumentale o doverlo abbattere tristemente con la motosega. «È assolutamente indispensabile e vitale agire nel più breve tempo possibile», incalza Radica, «a maggior ragione se si tiene conto, guardando la mappa dei contagi del parassita, che lo splendido territorio di Pineto non è purtroppo l’unico interessato dal problema in Abruzzo».
La richiesta politica avanzata ad alta voce da ALI Abruzzo è quindi chiara e perentoria: «Occorre istituire un immediato e operativo Tavolo di coordinamento con i Comuni e la Regione. È urgente che vengano stabilite in modo chiaro le risorse finanziarie pubbliche da stanziare, i passi operativi da compiere, le rigorose tempistiche stagionali di intervento e le concrete modalità della necessaria collaborazione istituzionale per poter affrontare e sconfiggere, una volta per tutte, la terribile piaga della cocciniglia».

Un patrimonio identitario ed emozionale da salvare a tutti i costi

In ballo non c’è solo la classificazione botanica di qualche albero ammalorato, ma l’anima stessa del turismo e del paesaggio abruzzese. «Le nostre pinete costiere sono molto, ma molto di più che dei semplici presidi ad alto valore ambientale», conclude con estrema emozione e orgoglio il presidente Angelo Radica. «Esse rappresentano l’immenso patrimonio culturale, paesaggistico e fortemente identitario della nostra amata Regione».
Quei pini hanno fatto ombra a intere generazioni di famiglie in vacanza, hanno visto nascere i primi amori dei giovani sulle panchine, hanno ispirato le poesie del Vate Gabriele D’Annunzio e continuano a essere il polmone verde che ci permette di respirare aria pulita mitigando le torride ondate di calore estive. Perdere le storiche pinete abruzzesi significherebbe sfigurare per sempre il volto e il cuore dell’Abruzzo. E questo, i cittadini e i Sindaci, non possono proprio permetterlo.

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