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La scuola che unisce l’Italia senza barriere ideologiche: Ornella Cuzzupi (UGL) a Matera per difendere il futuro dei docenti e dei borghi lucani

La scuola del futuro riparte dai Sassi di Matera e rifiuta le etichette politiche! 🇮🇹📚 Grande successo per la visita istituzionale di Ornella Cuzzupi, segretario nazionale UGL Istruzione, e Pino Giordano tra i docenti e il personale ATA del territorio. 🏛️🔒 Il sindacato lancia una dura sfida contro il precariato e replica con fermezza alle parole di Bonaccini: “Gli operai, gli artigiani e gli insegnanti lucani meritano rispetto, nessuno può dare lezioni di superiorità culturale sulla base del voto”. Un inno alla libertà d’espressione per salvare i nostri giovani dall’emigrazione. Leggi qui il resoconto completo e i dettagli del piano scuola e lavoro! 👇

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Ornella Cuzzupi (UGL)

Matera – Ci sono luoghi in cui l’aula scolastica smette di essere un semplice spazio fisico di lezione per trasformarsi nel baluardo più autentico della democrazia, della legalità e del riscatto sociale di un intero territorio. Il comprensorio di Matera e della sua splendida provincia ha vissuto una giornata di straordinaria importanza sindacale e civile. Ornella Cuzzupi, Segretario Nazionale di UGL Istruzione, ha compiuto una solenne visita istituzionale nella città dei Sassi e nei borghi dell’entroterra lucano. Accompagnata passo dopo passo dal segretario provinciale UGL Matera, Pino Giordano, la leader nazionale ha dato vita a un fitto e profondo percorso di confronto diretto con il personale docente, gli operatori ATA, le famiglie e i rappresentanti dei lavoratori, raccogliendo le istanze e le sofferenze di un mondo fondamentale che rifiuta di essere lasciato solo.

La visita si è configurata come un momento sacro di ascolto e presenza fisica del sindacato sul territorio, lontano dai palazzi della burocrazia romana. L’UGL ha voluto mettere a nudo le critiche strutturali accumulate negli anni: dal precariato cronico che umilia la dignità dei docenti, alla carenza di sicurezza negli edifici scolastici, fino al vuoto di organico del personale tecnico e amministrativo. “Siamo qui per ascoltare chi ogni giorno vive la scuola sulla propria pelle, perché l’istruzione non ha e non deve avere un colore politico. Per troppi anni i governi precedenti hanno accumulato ritardi drammatici e lasciato irrisolte questioni vitali. Oggi occorre guardare avanti e considerare la scuola per quello che realmente è: l’investimento strategico più importante sul futuro del Paese e dei nostri territori”, hanno dichiarato congiuntamente Cuzzupi e Giordano.

Basta con l’assistenzialismo: i giovani lucani chiedono il diritto di restare

La sfida che attende il sistema scolastico ed educativo nel materano è strettamente interconnessa con il mercato del lavoro e con la tenuta demografica delle aree interne della Basilicata. Per l’UGL Istruzione, la formazione d’avanguardia deve marciare in perfetta simbiosi con lo sviluppo economico locale, offrendo ai ragazzi competenze spendibili nei settori cardine dell’economia moderna. “Matera e tutto il suo territorio non chiedono elemosine o assistenzialismo sterile, chiedono opportunità reali”, ha sottolineato Pino Giordano con fermezza. “I nostri giovani devono poter studiare ai massimi livelli e trovare un’occupazione dignitosa e qualificata senza essere costretti a fare le valigie per abbandonare questa terra meravigliosa. La scuola deve essere il motore di una strategia complessiva di sviluppo regionale”.

Durante gli incontri con il personale scolastico, i vertici dell’UGL hanno espresso una dura e ferma replica alle recenti e discusse dichiarazioni del politico Stefano Bonaccini, secondo cui il voto alla destra sarebbe maggioritario tra i cittadini che hanno studiato meno, che risiedono nelle periferie degradate o nelle aree interne e che versano in condizioni di disagio economico. “È singolare, quasi paradossale, che proprio quando si parla di istruzione qualcuno pensi ancora di poter dividere gli italiani tra colti e ignoranti sulla base delle loro scelte nelle cabine elettorali”, hanno affermato Cuzzupi e Giordano, riscuotendo un grande applauso. “Gli insegnanti, gli operai, gli artigiani, i professionisti e i pensionati del materano meritano rispetto assoluto, non lezioni di superiorità culturale. La vera scuola deve insegnare a pensare liberamente con la propria testa, non a stabilire per chi si deve votare”.

Una rete di servizi per le famiglie: il plauso all’azione di Latronico

Proprio partendo dai bisogni reali delle famiglie che lottano contro il carovita e l’isolamento dei piccoli comuni montani, l’UGL ha voluto riconoscere l’importanza dell’azione amministrativa portata avanti dall’assessore regionale alle Politiche Sociali, Cosimo Latronico. Il rafforzamento dei servizi assistenziali alla persona, il sostegno ai nuclei familiari in difficoltà e l’attenzione alla coesione sociale rappresentano per il sindacato dei passi in avanti decisivi in cui le istituzioni dimostrano un volto umano. In quest’ottica, la scuola deve integrarsi perfettamente come presidio di welfare: un’istruzione forte e a tempo pieno si traduce in famiglie più sostenute nella quotidianità, giovani più preparati e un territorio materano più competitivo sul piano nazionale ed europeo.

La storica visita di Ornella Cuzzupi non si chiude come un evento isolato, ma rappresenta un punto di partenza per una nuova stagione di tesseramento e di radicamento capillare nei luoghi di lavoro. L’UGL Istruzione e l’UGL Matera confermano la volontà di presidiare ogni singola scuola della provincia, lottando per la trasparenza delle graduatorie e per la valorizzazione del merito professionale. Sostenere una scuola libera, autorevole e inclusiva significa porre le fondamenta per una società più giusta, coesa e ricca di opportunità occupazionali. Il futuro della Basilicata si scrive oggi sui banchi di scuola, e il sindacato promette di vigilare con rigore e orgoglio affinché a nessun bambino e a nessun lavoratore venga mai negato il diritto a un domani migliore.

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La sanità lucana ritrova l’anima e difende i fragili: l’UGL Matera promuove la svolta di Latronico e spegne le polemiche sul ticket dei farmaci

Svolta storica nella sanità in Basilicata, il sindacato rompe il silenzio! 🏥🇮🇹 L’UGL Matera e il segretario Pino Giordano promuovono a pieni voti il piano di rilancio dell’assessore Cosimo Latronico per gli ospedali di Matera e Policoro: “Basta critiche a prescindere, finalmente c’è un cambio di passo che difende il lavoro e il territorio”. 🛑💊 Massima chiarezza anche sul nuovo ticket da 2,50 euro sui farmaci dal 1° settembre: “Nessun dramma, gli esenti, gli anziani e i malati cronici restano totalmente protetti. Chi ha meno deve ricevere di più!”. Leggi qui il resoconto completo e i dettagli del piano di tutele per i più fragili! 👇

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Corsia di Ospedale

Matera – Ci sono settori della vita pubblica in cui la gestione dei servizi non può essere ridotta a un mero calcolo di bilancio o a una fredda contabilità burocratica, ma deve configurarsi come un presidio di civiltà, un atto d’amore e di protezione verso le fasce più esposte della popolazione. La sanità in Basilicata, dopo un lungo e tormentato periodo caratterizzato da incertezze strutturali e dibattiti accesi sul rischio di ridimensionamento dei presìdi di periferia, si trova oggi di fronte a una svolta strategica cruciale. A tracciare un bilancio lucido, coraggioso e privo di preconcetti ideologici è Pino Giordano, Segretario Provinciale dell’UGL Matera, che fotografa l’azione amministrativa impressa dall’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico. Un intervento che, secondo la sigla sindacale, segna un netto e inequivocabile cambio di passo, rimettendo al centro della programmazione l’integrazione tra la rete ospedaliera, la medicina territoriale di prossimità e la dignità del lavoro sanitario.

“Dopo anni di preoccupante immobilismo, nella sanità lucana finalmente si vede una direzione precisa. L’assessore Latronico sta portando avanti una strategia lungimirante che mette insieme ospedali, sanità territoriale, servizi sociali, tutela delle fasce deboli e occupazione stabile. Come sindacato riteniamo doveroso e intellettualmente onesto riconoscerlo”, dichiara Pino Giordano. L’UGL sottolinea con evidente soddisfazione come due nodi vitali della sanità provinciale, Matera e Policoro, siano tornati al centro della pianificazione strategica. In particolare, per il presidio di Policoro si passa finalmente dalle logiche difensive contro i tagli a un concreto progetto di rilancio, valorizzazione e potenziamento delle prestazioni erogate, offrendo risposte certe a un bacino d’utenza che rivendica il diritto sacrosanto a una sanità d’eccellenza e vicina ai luoghi di vita quotidiana.

La quota di 2,50 euro sui farmaci: fare chiarezza per tutelare i malati cronici

La nota del sindacato affronta con estrema trasparenza e fermezza il delicato tema della quota di compartecipazione di 2,50 euro sui farmaci, in vigore a partire dal prossimo 1° settembre. Sul punto, Giordano spegne sul nascere le strumentalizzazioni politiche della vigilia: “Bisogna fare assoluta chiarezza nei confronti dei cittadini: questa quota non è un’invenzione estemporanea di Latronico, ma una scelta politica regionale obbligata. La Basilicata, del resto, è una delle ultime regioni d’Italia ad applicare una misura già presente e attiva da anni in gran parte del resto del Paese”. Ma l’aspetto fondamentale, spesso omesso dalle narrazioni di parte, riguarda la totale salvaguardia delle fasce protette.

Tutti i cittadini che rientrano nelle categorie di esenzione nazionali e regionali continueranno a essere interamente tutelati e non dovranno sborsare un solo centesimo. Il principio cardine dell’UGL resta netto e radicato nei valori della giustizia sociale: chi ha meno dal punto di vista economico e biologico deve essere protetto di più dallo Stato. Anziani, disabili, malati cronici, pazienti oncologici o affetti da malattie rare, famiglie in povertà e disoccupati devono trovare nella sanità pubblica uno scudo impenetrabile. Nessuna persona fragile o vulnerabile in Basilicata deve essere mai costretta a vivere il dramma contro natura di dover scegliere se curare la propria patologia o fare la spesa per arrivare dignitosamente alla fine del mese.

Valorizzare medici e infermieri per fermare la fuga dei giovani cervelli

Dietro l’efficienza di un reparto, di una sala operatoria o di un servizio di assistenza domiciliare integrata ci sono prima di tutto i lavoratori: medici in prima linea, infermieri professionali, operatori socio-sanitari (OSS), tecnici di laboratorio e personale amministrativo che ogni giorno, con sacrifici immensi, garantiscono la tenuta del sistema. Investire con trasparenza nella sanità pubblica significa, per l’UGL, difendere l’occupazione qualificata, valorizzare le competenze interne e bloccare la drammatica emorragia di giovani professionisti verso le strutture del nord Italia o dell’estero. Matera e la sua provincia devono diventare attrattive, trasformando le risorse stanziate in un volano di sviluppo economico e di lavoro dignitoso per il territorio.

“Come UGL continueremo a vigilare in modo rigoroso, monitorando ogni singola delibera e chiedendo risultati concreti e misurabili sul campo. Non facciamo sconti a nessuno e saremo i primi a denunciare se qualcosa non dovesse funzionare nell’erogazione dei servizi”, conclude con determinazione Pino Giordano. Fare sindacato in modo moderno e maturo significa abbandonare la cultura della critica sterile e del no a prescindere, per farsi forza propositiva, capace di accompagnare e sostenere le scelte utili al bene comune delle nostre comunità locali. La sfida per una sanità lucana più forte, trasparente e solidale è appena iniziata, e l’UGL è pronta a fare la sua parte per garantire diritti, tutele e futuro a tutti i cittadini.

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Vertenza ISCOT a Melfi, esplode la rabbia dell’UGL: «Basta prese in giro, la Regione dia risposte immediate alle famiglie dell’indotto Stellantis»

“Dietro quelle tute da lavoro ci sono famiglie, non numeri di matricola da tagliare!” 🛑 🏭 Esplode la rabbia del sindacato UGL a Melfi in difesa dei dipendenti ISCOT (il settore Multiservizi operante nel cruciale stabilimento Stellantis). I segretari Pezzolla e Palumbo lanciano un durissimo grido d’allarme e un ultimatum senza precedenti alla politica locale e alla Regione Basilicata. I lavoratori dell’indotto, da troppo tempo vittime di ammortizzatori sociali, riduzione oraria e incertezza logorante, sono stanchi di essere usati come “ammortizzatori umani” e trattati come lavoratori di serie B. “Il tempo degli annunci è finito – avverte l’UGL – chiediamo a Bardi e Cupparo di aprire subito un tavolo regionale con Stellantis e Iscot per garantire continuità occupazionale e la dignità del reddito”. In caso di mancate risposte, il sindacato è pronto alla mobilitazione e alla lotta! Leggi le durissime parole della nota sindacale nel nostro articolo. 👇 🛠️ Siete d’accordo con la battaglia per difendere l’indotto? Scrivetelo nei commenti!

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iscot-ugl

Melfi – Quando il grande motore dell’industria mondiale inizia a rallentare e a scricchiolare, i primi a essere stritolati negli ingranaggi della crisi sono sempre gli anelli più deboli e silenziosi della catena produttiva. L’incubo della crisi dell’automotive e l’infinita incertezza che aleggia intorno al polo Stellantis stanno letteralmente togliendo il sonno e il respiro a centinaia di famiglie lucane. Oggi, però, il silenzio della disperazione è stato rotto da un durissimo, inequivocabile e appassionato grido d’allarme lanciato dal sindacato UGL in difesa dei dipendenti dell’appalto multiservizi ISCOT, operanti all’interno del cruciale stabilimento di Melfi (Potenza).

Il dramma silenzioso dei lavoratori “di serie B”

Il messaggio lanciato ai vertici politici e industriali non ammette più repliche evasive: «Basta proclami, basta immobilismo», tuonano all’unisono Domenico Pezzolla, segretario UGL Igiene Ambientale di Potenza, e Giuseppe Palumbo, segretario provinciale UGL Potenza. I due sindacalisti hanno deciso di scendere in campo apertamente per denunciare una situazione lavorativa ed esistenziale ormai insostenibile.

«I dipendenti ISCOT di Melfi non possono continuare a pagare sulla propria pelle le immense difficoltà dell’industria e le spaventose incertezze dell’indotto Stellantis», spiegano con foga i dirigenti sindacali. «Da troppo tempo assistiamo passivamente, come comparse, sempre allo stesso amaro copione: drastica riduzione delle attività, ricorso sistematico agli ammortizzatori sociali, incertezza logorante sulle ore lavorate e sul reddito a fine mese, e una totale mancanza di programmazione che toglie ogni garanzia sul futuro. È moralmente inaccettabile che siano sempre e soltanto gli operai degli appalti a diventare il primo bersaglio, il primo costo da tagliare, quando il sistema va in tilt». I lavoratori dei servizi in appalto, sottolinea giustamente l’UGL, non sono “ammortizzatori umani” da accendere e spegnere a piacimento, né possono essere trattati perennemente come lavoratori di serie B.

L’appello a Bardi e Cupparo: “Servono fatti, non comunicati”

La rabbia del sindacato si sposta poi dai capannoni industriali direttamente ai palazzi della politica lucana. L’accusa mossa a chi governa la Basilicata è quella di una gestione fatta di tante, troppe parole e nessuna azione incisiva. «Nel frattempo, dalla politica continuano ad arrivare solo rassicurazioni di facciata e annunci vuoti, ma a questi padri e madri di famiglia servono risposte tangibili e concrete. Chi governa deve smettere di limitarsi ai comunicati stampa. Se esiste davvero una strategia per il rilancio del comparto automotive e dell’indotto Stellantis, allora esigiamo di sapere nero su bianco quale futuro è previsto per i dipendenti ISCOT di Melfi».

Chiedere pazienza a un lavoratore che non sa se il mese successivo riuscirà a mettere il piatto a tavola per i propri figli è un insulto alla dignità umana. «La Regione non può chiedere ai lavoratori di sopportare in silenzio mentre le loro case sprofondano nell’incertezza. Servono continuità occupazionale e una programmazione serissima degli appalti», incalzano Pezzolla e Palumbo.

L’urgenza di un tavolo regionale e la minaccia di mobilitazione

Per sbloccare un’impasse che rischia di trasformarsi in una bomba sociale, l’UGL chiede ufficialmente e a gran voce l’apertura immediata di un tavolo di crisi regionale incentrato proprio sui Multiservizi e sull’indotto. Un tavolo di concertazione al quale dovranno necessariamente sedersi tutti gli attori protagonisti: la Regione Basilicata (con il presidente della Giunta Vito Bardi e l’assessorato alle Attività Produttive guidato da Francesco Cupparo), i vertici di Stellantis, l’azienda appaltatrice ISCOT e, ovviamente, le organizzazioni sindacali.

«Chiediamo a Bardi e Cupparo di assumersi fino in fondo, come Istituzioni, le proprie responsabilità. Badate bene: un tavolo puramente formale, senza impegni vincolanti e scadenze certe, sarebbe giudicato come l’ennesima presa in giro e non lo accetteremo», avvertono i sindacalisti.

Dignità e futuro: dietro le tute da lavoro ci sono vite umane

La chiusura della nota stampa è un manifesto in difesa del diritto al lavoro sancito dalla nostra Costituzione: «Il tempo delle vane promesse è scaduto. Non accetteremo mai, in modo rassegnato, che la precarietà diventi la nuova e drammatica normalità lucana, e che il peso di ogni crisi internazionale venga scaricato impunemente sulle spalle, già deboli, dei lavoratori. Dietro ogni singola tuta da lavoro, dietro ogni dipendente ISCOT c’è una famiglia viva e pulsante, non un arido numero di matricola da depennare da un registro. Chiediamo una cosa banale, semplice e sacrosanta: lavoro, continuità, dignità e futuro. Se continueranno ad arrivare soltanto parole vuote, l’UGL valuterà insieme alla base operaia l’attivazione di tutte le iniziative sindacali, di lotta e di protesta, necessarie a farsi ascoltare». Le Istituzioni sono avvisate: a Melfi il tempo è ormai scaduto.

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Economia

Stellantis Melfi ancora al buio, nuova serrata dei cancelli. Il grido dell’UGL: «Non permetteremo la desertificazione industriale del Sud»

Nuvole sempre più nere sul futuro di Melfi: Stellantis ferma di nuovo la produzione e scoppia la rabbia dei sindacati! 🏭 🛑 I motori dello stabilimento lucano si spegneranno ancora una volta: l’azienda ha comunicato la chiusura totale delle linee per lunedì 24 agosto (dalle 06:00 alle 22:00) a causa della solita “mancanza di componenti”. Ma i lavoratori sono esausti! A lanciare un durissimo grido d’allarme è Costanzo Florence, Segretaria Regionale dell’UGL Metalmeccanici Basilicata: “Non possiamo assistere passivamente al declino di questo sito! Dietro ogni stop ci sono famiglie nell’incertezza e il terrore si ripercuote su migliaia di lavoratori dell’indotto in tutto il Mezzogiorno”. L’UGL pretende un tavolo di crisi istituzionale chiaro e trasparente per capire le reali intenzioni dei vertici franco-italiani. “La tanto sbandierata transizione ecologica dell’automotive non può e non deve trasformarsi in un alibi per desertificare il Sud! Servono investimenti e garanzie subito!”. Leggete la forte presa di posizione del sindacato a difesa degli operai nel nostro nuovo articolo! 👇 👷‍♂️

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Operaia dello stabilimento Stellantis di Melfi

Basilicata – C’è un’ombra scura, sempre più densa e minacciosa, che continua ad allungarsi inesorabilmente sul futuro industriale e sociale della Basilicata. La situazione all’interno del gigantesco e storico stabilimento Stellantis di Melfi sta assumendo i contorni di una vera e propria emergenza cronica, una lenta agonia che rischia di logorare definitivamente i nervi dei dipendenti e la tenuta economica di un’intera regione. La direzione aziendale ha infatti appena comunicato l’ennesima, pesantissima sospensione dell’attività produttiva, giustificandola ancora una volta con l’ormai tristemente nota “mancanza di componenti” sulla linea di montaggio. Una giustificazione che suona come l’ennesima doccia fredda per chi, ogni mattina, varca quei cancelli per portare il pane a casa.

Cancelli chiusi il 24 agosto: il blocco dei turni

La scure della sospensione si abbatterà sui lavoratori all’inizio della prossima settimana. L’azienda ha disposto il fermo totale delle linee produttive dalle ore 06:00 fino alle ore 22:00 di lunedì 24 agosto 2026. Sedici ore di buio totale, sedici ore di motori spenti e nastri trasportatori immobili. Un provvedimento che, letto isolatamente, potrebbe sembrare un semplice singhiozzo logistico, ma che inserito nel contesto degli ultimi mesi rappresenta l’ennesimo segnale di una crisi sistemica profonda che sta mettendo a durissima prova i lavoratori, le loro famiglie e tutto il fragile sistema socio-economico del territorio lucano.

Il grido d’allarme di Florence (UGL): “Basta incertezza”

A farsi portavoce della rabbia, della paura e della frustrazione degli operai è intervenuta con voce ferma Costanzo Florence, agguerrita Segretaria Regionale dell’UGL Metalmeccanici Basilicata. Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni rassicuranti: «Apprendiamo con fortissima preoccupazione questa nuova decisione aziendale. Questa ulteriore battuta d’arresto produttiva si inserisce in un quadro già estremamente difficile e compromesso, e non può e non deve essere assolutamente considerata come un episodio isolato. Non possiamo permetterci il lusso di assistere passivamente, in silenzio, al progressivo indebolimento del sito produttivo di Melfi».

La sindacalista sposta poi i riflettori dal freddo dato economico al fattore puramente umano: «Dietro ogni singola giornata di fermata produttiva ci sono operai in carne ed ossa che vivono in un perenne stato di incertezza, ci sono madri e padri di famiglia che devono fare i conti con bilanci domestici sempre più magri e con un futuro diventato ormai del tutto imprevedibile».

L’effetto domino sull’indotto e su tutto il Mezzogiorno

Il vero dramma della crisi di Stellantis, tuttavia, non si esaurisce all’interno delle mura dello stabilimento madre. Melfi non è una semplice fabbrica: è il polo industriale e logistico più strategico non solo per la Basilicata, ma per l’intera architettura produttiva del Mezzogiorno d’Italia.

Ogni colpo di tosse di Stellantis provoca una violentissima polmonite a tutto l’enorme e vitale bacino dell’indotto locale. Le aziende esterne che forniscono logistica, servizi, pulizie e, soprattutto, l’immensa rete della componentistica dell’automotive lucano subiscono contraccolpi devastanti a ogni singolo stop. Si parla di migliaia e migliaia di lavoratori “invisibili” il cui destino è inesorabilmente legato al filo delle decisioni prese nei lontani uffici dirigenziali internazionali del gruppo franco-italiano.

La transizione ecologica non diventi un deserto industriale

La sfida epocale imposta dal passaggio all’elettrico e dalle normative europee non può essere pagata sulla pelle dei lavoratori del Sud. L’UGL Metalmeccanici Basilicata su questo punto è categorica: ritiene indispensabile e urgente l’apertura di un confronto vero, serrato, concreto e soprattutto trasparente tra i vertici dell’azienda, le organizzazioni sindacali e le massime Istituzioni politiche.

«È fondamentale comprendere, ora e subito, quali siano le reali prospettive industriali che l’azienda ha in mente per lo stabilimento e quali investimenti concreti Stellantis intenda mettere sul piatto per garantire sia la continuità produttiva che quella occupazionale», incalza con forza la Segretaria Florence. «La necessaria transizione del settore automotive non deve e non può mai trasformarsi nell’alibi perfetto per una progressiva desertificazione industriale del nostro Sud».

“Vigileremo sul futuro di Melfi”

L’avvertimento finale del sindacato è un messaggio chiaro a tutte le parti in causa: «Servono investimenti massicci, programmazione seria, garanzie occupazionali blindate e una visione industriale di lunghissimo periodo. Lo stabilimento di Melfi racchiude altissime professionalità, competenze uniche maturate in decenni e un patrimonio industriale inestimabile che l’Italia non può permettersi di disperdere nel nulla. Come sindacato UGL continueremo a vigilare strenuamente e a pretendere risposte concrete dai vertici. Il futuro e la dignità dei lavoratori e dell’intero territorio lucano non possono più essere affidati all’incertezza e al caso».

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