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Spettacolo

Il tunnel dell’amore che corre veloce senza svincoli d’uscita: il giovanissimo talento Halley lancia il singolo pop “Favola”

Il talento urban di Roma si trasforma in una splendida favola pop per fare scudo attorno ai sentimenti dei più giovani! 🎤✨ Da venerdì 4 settembre arriva in radio e nei digital store “FAVOLA” (ADA Music Italy), il nuovissimo e atteso singolo di Halley (Alessandro Piazza), classe 2008. 🎹🚀 Abbandonate le atmosfere trap dei precedenti singoli “Chiamami” e “Niente”, il giovane artista del roster di Marco Stanzani firma una traccia densa di ritmo ed entusiasmo, prodotta da Massimo Calabrese e Lorenzo Celata. Una metafora potente sulla velocità dell’amore vissuta come un’autostrada senza svincoli d’uscita. Leggi qui per scoprire i retroscena del testo, la biografia dell’autore e guarda il lyric video ufficiale! 👇

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Singolo Favola

Roma – Ci sono momenti nella vita di un adolescente in cui la musica smette di essere un semplice passatempo per trasformarsi in un salvagente emotivo viscerale, un porto sicuro in cui rifugiarsi per dare voce alle proprie fragilità e sconfiggere l’isolamento della modernità. La scena pop e urban nazionale registra in queste ore la nascita di un progetto discografico densissimo di pathos, freschezza ed energia d’avanguardia. Da venerdì 4 settembre 2026 sarà ufficialmente disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “FAVOLA”, il nuovissimo e atteso singolo di Halley. Distribuito dal colosso ADA Music Italy e supportato dal lavoro promozionale di Red&Blue Music Relations, il brano si offre al pubblico dei teenager e delle famiglie come un inno all’entusiasmo pulito e alla meraviglia dell’incontro.

Abbandonando temporaneamente le atmosfere cupe e malinconiche che avevano caratterizzato le sue precedenti e fortunate uscite discografiche, come i singoli “Niente” e “Chiamami”, il giovanissimo cantautore romano sceglie questa volta di affrontare il tema universale dell’amore con un piglio decisamente più solare, leggero e accessibile. Favola è una ballata contemporanea che racconta quel momento esatto in cui un sentimento profondo travolge la vita quotidiana, lasciando chi lo prova in uno stato di stupore quasi magico. Il ritornello, trainato dal verso emblematico “Come fossi in una favola”, cattura in modo trasparente l’incredulità e la gioia di chi fatica a credere che la complicità e la felicità che sta sperimentando sulla propria carne viva siano reali e non il frutto di un incantesimo della mente.

Dalla trap alle melodie immediate: l’evoluzione tecnica del talento romano

Anche sul piano strettamente musicale e della biomeccanica del suono, “Favola” segna una pietra miliare e una netta evoluzione nel cammino artistico di Halley. La struttura del pezzo si allontana con coraggio e maturità dalle sonorità più canoniche e stratificate della trap generazionale per aprirsi a una dimensione pop e radiofonica a 360 gradi, caratterizzata da melodie immediate, un ritmo trascinante e un’atmosfera avvolgente adatta ai salotti estivi e autunnali. Non si tratta di un esperimento commerciale freddo guidato dagli algoritmi dei social network, ma del compimento di un percorso di studio e di trasparenza espressiva in cui la voce dell’artista impara a dialogare con arrangiamenti sartoriali di respiro europeo.

“Favola è una canzone profondamente diversa da tutto ciò che ho pubblicato in passato, sia per il sound molto più leggero sia per la struttura dei testi”, spiega con straordinaria onestà intellettuale l’artista romano under 35. “Nonostante questa svolta melodica, sento che il brano mi rappresenta tantissimo. Ho sempre prediletto le sonorità urban, ma ho sempre amato scrivere e cantare su beat spiccatamente pop. C’è una frase all’interno del testo a cui sono legato in modo viscerale: ‘Tu sei un’autostrada senza svincolo d’uscita’. Questa immagine descrive perfettamente la sensazione di essere entrati in un tunnel emotivo ad altissima velocità, dove devi costantemente stare attento a non sbandare e andare veloce, senza sapere come o quando uscirne”.

La scuderia di Marco Stanzani e l’alleanza con il producer Lorenzo Celata

Dietro lo pseudonimo di Halley c’è la storia di Alessandro Piazza, un giovanissimo talento nato a Roma nel 2008. Fin da bambino, Alessandro si contraddistingue nel panorama scolastico per una passione smisurata e viscerale per il pentagramma, componendo le sue prime opere amatoriali tra le mura della propria cameretta. La vera e propria svolta umana e professionale arriva alla tenera età di 11 anni: entrando per la prima volta in una vera sala di registrazione per incidere un demo, fa l’incontro della vita con Lorenzo Celata, il fonico e musicista che da quel momento in poi diventerà il suo producer fisso e la sua ombra artistica. Per Halley, la musica non è mai stata una scelta frivola per inseguire la vanità dei follower, ma una vocazione e un presidio di prossimità nato per fare comunità con chi si sente solo o invisibile.

Oggi, la determinazione e l’onestà espressiva di Alessandro Piazza sono state protette e valorizzate dall’ingresso nel prestigioso roster della Red&Blue di Marco Stanzani, un marchio di assoluta garanzia nel mercato discografico nazionale. La produzione artistica e la cura degli arrangiamenti in studio sono state affidate a una scuderia di professionisti d’élite del calibro di Massimo Calabrese, Marco Lecci e Valerio Calisse. Scommettere sul talento pulito di un sedicenne significa investire sul futuro della nostra civiltà musicale, offrendo ai ragazzi un supporto emotivo reale attraverso canzoni capaci di curare i disagi e generare contesti di pace. Il lyric video ufficiale del brano è già visibile sul canale YouTube dell’artista: collegatevi agli store digitali, sintonizzate le radio e lasciatevi spettinare la coscienza dall’energia di un sogno che ha fatto della fantasia la sua splendida e libera bandiera. 👇

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Spettacolo

«Small Talking», l’ironia pop dei Relief conquista la radio: fuori il nuovo singolo tra chiacchiere di circostanza e visioni surreali

I Relief tornano con «Small Talking», il nuovo singolo per Red&Blue Music Relations e ADA Music Italy: un brano pop ironico che smonta le chiacchiere di circostanza tra flauto traverso groovy e un videoclip dallo stile kitsch. 👇

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Small Talking,cover

Roma – Da venerdì 16 ottobre 2026 approda ufficialmente in rotazione radiofonica nazionale e su tutte le piattaforme di streaming digitale «Small Talking», il nuovo trascinante singolo dei Relief, pubblicato per l’etichetta Red&Blue Music Relations e distribuito da ADA Music Italy. Con questo nuovo brano, la poliedrica formazione romana torna a sorprendere il pubblico proponendo un pop fresco, raffinato e irresistibilmente disincantato, capace di mettere a nudo con leggerezza una delle dinamiche più universali e nevrotiche del nostro tempo: l’imbarazzo e la fatica delle conversazioni superficiali di tutti i giorni.

«Small Talking» è una fotografia ironica e surreale di quella frattura invisibile che spesso si crea tra i dialoghi stereotipati del quotidiano e i veri pensieri che affollano la nostra mente. Mentre attorno a noi si discute distrattamente delle temperature anomale, delle oscillazioni del costo del gas, delle buone maniere da manuale o dell’atmosfera festiva a comando, la testa del protagonista fugge altrove, catturata dai dettagli più insoliti e apparentemente insignificanti del paesaggio urbano: le geometrie delle torri dell’acqua, i cavi sospesi dei tram, frammenti sonori e odori della metropoli.

Tra pop, funk e flauto traverso: la firma sonora dei Relief

Dal punto di vista dell’architettura sonora, il brano sintetizza alla perfezione la cifra stilistica della band, fondendo un impianto pop-rock contagioso con una marcata ricerca timbrica. Il contrasto tra la solarità della melodia e il senso di disallineamento esistenziale espresso dal testo viene esaltato da un marchio di fabbrica unico nel panorama indipendente: l’utilizzo del flauto traverso non come semplice abbellimento melodico, ma come vero e proprio motore ritmico e armonico, arricchito da loop station, pedali multieffetto e accenni di beatbox, dialogando con un basso intriso di groove funk e chitarre dal sapore squisitamente vintage.

«Small Talking nasce proprio dalla difficoltà di stare dentro quelle conversazioni ordinarie in cui tutti sembrano perfettamente padroni dell’argomento, mentre la nostra mente è già fuggita altrove», racconta la band spiegando il retroterra della canzone. «Ci divertiva l’idea di esplorare questo scarto senza trasformarlo in una sterile lamentela: il protagonista vorrebbe sinceramente riuscire a integrarsi nel rito del convenevole, ma finisce irrimediabilmente attratto da dettagli che per gli altri non hanno alcun senso. In fondo è un brano sul disperato tentativo di trovare un proprio spazio anche dove non ci si sente naturali, arrivando persino a chiedere alla persona amata di aiutarci a pronunciare parole a vanvera pur di non restare in silenzio». Una ventata di originalità che arricchisce il panorama delle novità discografiche e uscite musicali più stimolanti della stagione.

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Un videoclip tra estetica kitsch e meme di WhatsApp

Ad accompagnare il lancio radiofonico è disponibile su YouTube il videoclip ufficiale, che traduce in immagini il carattere surreale e divertito del brano senza cadere nella didascalia letterale. La clip adotta una provocatoria e coloratissima estetica volutamente kitsch, che pesca a piene mani dall’immaginario visivo delle catene e delle grafiche stravaganti che da anni affollano le chat di WhatsApp: cornici fluo, gif improbabili, scritte a caratteri cubitali e frammenti nonsense.

Le sequenze visive amplificano il cortocircuito tra la serietà imposta dalle chiacchiere di convenienza e il flusso disordinato dei pensieri interiori. Nelle scene si alternano i componenti della band immersi in situazioni volutamente grottesche ed esagerate, dando vita a un esperimento audiovisivo spontaneo, leggero e giocato sull’autoironia più pura.

Chi sono i Relief: identità, formazione e percorso artistico

Attivi da circa due anni nella scena musicale romana, i Relief nascono dall’unione di anime con formazioni eterogenee, a cavallo tra rigore accademico e gavetta autodidatta, accomunate dal desiderio di plasmare un pop d’autore moderno, ritmico e mai banale. Il sound del trio affonda le proprie radici in un ascolto vorace dei grandi classici del pop e del rock progressivo – dai Beatles e Queen fino a Genesis, Jethro Tull, Weather Report, Jamiroquai e Pino Daniele – riattualizzati con sensibilità contemporanea.

La formazione vede protagonisti Lorenzo Corsi (flauto traverso, chitarre e cori), Leonardo Fortini (basso elettrico e cori) e Lorenzo Politi (voce principale, chitarra acustica e pianoforte). Seguiti da vicino in cabina di regia e produzione artistica da Massimo Calabrese e Marco Lecci, i Relief, dopo i positivi riscontri ottenuti con i singoli «Cristalli Liquidi» ed «Eh No!», confermano con «Small Talking» una maturità compositiva capace di parlare con immediatezza ed empatia a una generazione attenta alla qualità dei testi e delle melodie.

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Spettacolo

Premio Andrea Parodi 2026 a Cagliari: vent’anni senza la voce dei Tazenda, sul palco del Massimo Paolo Fresu, Elena Ledda e le stelle della world music

Il Teatro Massimo di Cagliari ospita la 19ª edizione del Premio Andrea Parodi a vent’anni dalla scomparsa della voce dei Tazenda: Paolo Fresu riceve l’Albo d’Oro, sul palco Elena Ledda, Bungaro e sette finalisti della world music internazionale. Tutti i dettagli e il programma 👇

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Andrea Parodi

Cagliari – A vent’anni esatti dalla prematura scomparsa di Andrea Parodi, avvenuta il 17 ottobre 2006, la Sardegna e l’intero panorama musicale d’autore si stringono attorno a una delle eredità artistiche più luminose, libere e profonde del nostro tempo. Dal 15 al 17 ottobre 2026, lo storico palcoscenico del Teatro Massimo di Cagliari ospita la diciannovesima edizione del Premio Andrea Parodi, punto di riferimento europeo e globale per la world music, ideato e organizzato con encomiabile dedizione dalla Fondazione Andrea Parodi. Un’edizione carica di simbolismo civile e culturale, che non si limita a celebrare il ricordo di una voce irripetibile, ma ne rinnova la visione cosmopolita: fare della radice linguistica e identitaria un ponte universale di dialogo tra popoli, culture e tradizioni sonore lontane.

Un ventennale di memoria viva: la straordinaria eredità di Andrea Parodi

Parlare di Andrea Parodi significa ripercorrere una delle stagioni più coraggiose e feconde della canzone d’autore mediterranea. Dai primi passi con il Coro degli Angeli alla consacrazione storica con i Tazenda — capaci di portare la lingua sarda sul palco del Festival di Sanremo con capolavori immortali come Disamparados (reso celebre con Pierangelo Bertoli in Spunta la luna dal monte) —, fino a un percorso solistico di respiro internazionale scandito da collaborazioni con giganti del calibro di Al Di Meola, Noa e i Chieftains, Parodi ha dimostrato che la tradizione non è un museo da custodire sotto vetro, ma una materia viva, pulsante e in perenne metamorfosi.

Nel ventennale della sua scomparsa, il Premio a lui intitolato rappresenta l’unico contest italiano interamente dedicato alla world music a godere di una risonanza planetaria. Sotto la direzione artistica di Elena Ledda, ambasciatrice della musica sarda nel mondo e compagna artistica di Andrea in indimenticabili avventure sonore, la tre giorni cagliaritana trasformerà il capoluogo sardo nell’ombelico della contaminazione acustica contemporanea. A condurre le tre serate al Teatro Massimo saranno due figure storiche della divulgazione musicale radiofonica e televisiva: Gianmaurizio Foderaro e Ottavio Nieddu.

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Paolo Fresu Premio Albo d’Oro e un parterre di ospiti prestigiosi

Tra i momenti più attesi e solenni di questa diciannovesima edizione spicca la consegna del prestigioso Premio Albo d’Oro 2026 a Paolo Fresu. Il celebre trombettista berchiddese, icona mondiale del jazz contemporaneo e instancabile promotore del patrimonio culturale sardo, salirà sul palco del Teatro Massimo accompagnato da due fuoriclasse: la chitarra di Bebo Ferra e l’organetto di Pierpaolo Vacca. Un’esibizione che promette di fondere lirismo improvvisativo e radice etnica in un omaggio vibrante alla poetica di Parodi.

Il cartellone degli ospiti d’onore vanta nomi di primaria grandezza nel panorama cantautorale. Tornerà al Massimo il cantautore Bungaro, raffinato artigiano della melodia italiana e da sempre vicino alla Fondazione. Accanto a lui, il cantautore cagliaritano Gigi Marras e la cantautrice siciliana Luisa Briguglio, trionfatrice assoluta della passata edizione 2025. Di straordinario fascino anche la presentazione del progetto originale “Bent’e mari” (produzione Medinsard), un ensemble di respiro transmediterraneo che schiera la stessa Elena Ledda, il cantautore sulcitano Matteo Leone, il polistrumentista tunisino Marzouk Mejri e il virtuoso chitarrista brasiliano Roberto Taufic.

Il contest internazionale: sette finalisti da quattro continenti per il titolo

Il cuore pulsante della kermesse resta il concorso internazionale, che ha visto centinaia di candidature giungere da ogni angolo del globo. A contendersi i riconoscimenti della 19ª edizione saranno sette progetti selezionati per l’originalità compositiva e l’intensità espressiva: Koyel Basu (India/Messico/Inghilterra), Chiarò (Campania), Hita Del Rio (Colombia/Francia), Momi (Friuli), Nubras Ensemble (formazione transfrontaliera tra Italia, Spagna e Romania), Angelica Perri (Calabria) ed Elana Sasson (California/Spagna). Due delle finaliste inizialmente ammesse, Federica Fruscella e Indelicato, non potranno prendere parte alla fase finale a causa di sopravvenuti impedimenti organizzativi.

Il percorso di gara si articolerà in tre serate graduate ad altissima intensità:

  • Giovedì 15 ottobre: ciascun concorrente presenterà il proprio brano in concorso affiancato da un secondo pezzo del proprio repertorio originale; ospite speciale della serata sarà Gigi Marras.
  • Venerdì 16 ottobre: i finalisti eseguiranno nuovamente il pezzo in gara insieme a un’inedita e personale reinterpretazione di un brano del repertorio di Andrea Parodi; la serata sarà impreziosita dall’esibizione di Bungaro.
  • Sabato 17 ottobre (Serata Finale): i finalisti proporranno la versione definitiva del brano in concorso davanti alle giurie riunite. La serata vedrà alternarsi sul palco Luisa Briguglio, il progetto Bent’e Mari, Paolo Fresu con Ferra e Vacca, Bungaro e Gigi Marras, prima della solenne proclamazione dei vincitori.

Seminari professionali, memoria d’archivio e le tre giurie di esperti

Come da tradizione, il Premio Andrea Parodi affianca alle serate di spettacolo un fitto programma diurno di incontri, approfondimenti e tutela della categoria musicale, tutti a ingresso gratuito. Venerdì 16 ottobre (dalle ore 10:30, sala M3) si aprirà con i seminari formativi sui diritti degli artisti interpreti ed esecutori a cura di Andrea Marco Ricci (Nuovo IMAIE) e sulla gestione del diritto d’autore tenuto da Claudio Carboni (Consiglio di gestione SIAE). Nel pomeriggio (ore 18:15, sala M2) spazio alla memoria storica con la proiezione di “Andrea Parodi, immagini e memoria”, preziosa selezione di interviste, concerti e apparizioni tv dall’archivio del Museo Multimediale Andrea Parodi, seguita dal debutto degli allievi dell’Accademia “I Fiori” (S’ardmusic).

Sabato 17 ottobre (ore 10:00, sala M3) andrà in scena l’incontro speciale “Andrea Parodi si racconta alla radio” in collaborazione con Rai Radio Techete’: la conduttrice Elisabetta Malantrucco dialogherà con Elena Ledda, Ottavio Nieddu e Bungaro riscoprendo storici documenti sonori Rai. A seguire (ore 11:30), il talk accademico “A chi servono, i Premi? (Musicisti emergenti, politiche culturali e musica dal vivo in Italia)” curato dal musicologo Jacopo Tomatis (Università di Torino) con Del Favero, De Rosa, Pasqua e Pinto.

A decretare i verdetti saranno tre autorevoli giurie (tecnica, critica e internazionale) composte da decine di giornalisti, discografici, etnomusicologi e direttori artistici. Il vincitore assoluto riceverà una borsa di studio di 2.500 euro e l’opportunità di esibirsi nel 2027 in importanti festival partner (come l’European Jazz Expo in Sardegna, Folkest in Friuli e il Festival del Torto in Sicilia). Il Premio della Critica garantirà invece la produzione di un videoclip professionale a cura della Fondazione. Verranno inoltre assegnate le menzioni speciali per testo, musica, arrangiamento, interpretazione, miglior cover di Parodi e i premi delle giurie collaterali.

Modalità di accesso e diretta streaming globale

Tutti gli spettacoli serali al Teatro Massimo di Cagliari sono a ingresso gratuito previa prenotazione obbligatoria sul circuito ufficiale Box Office Sardegna. Per consentire la partecipazione del pubblico internazionale e degli appassionati disseminati nel mondo, le intere serate saranno trasmesse in diretta streaming sulla pagina Facebook ufficiale della Fondazione Andrea Parodi. Una festa della musica, dell’inclusione e dell’identità che onora nel migliore dei modi l’anima generosa e visionaria di Andrea.

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Spettacolo

Dario Distasi lancia «Nostalgia»: tra britpop ed echi di Manchester, il nuovo singolo sul tempo che scorre e la paura del futuro

Dario Distasi presenta «Nostalgia»: dopo il trionfo al MEI di Faenza, il cantautore pubblica un singolo intenso tra britpop ed echi di Manchester sul tempo che scorre e l’ansia del futuro. Dagli anni in Inghilterra al videoclip lacustre nel nostro approfondimento completo 👇

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Dario Distasi ,cover

Faenza – Il tempo non è soltanto una sequenza lineare di ore scandite dall’orologio, ma una lente emotiva attraverso cui misuriamo le nostre mancanze, il peso delle aspettative sociali e la vertigine di un futuro che spesso bussa alle porte prima del dovuto. Reduce dal caloroso successo riscosso sul prestigioso palco del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza, il cantautore e virtuoso chitarrista Dario Distasi torna sulla scena discografica nazionale con Nostalgia, il suo nuovo singolo disponibile a partire da venerdì 16 ottobre 2026 su tutte le piattaforme di streaming digitale e in rotazione radiofonica. Prodotto e promosso da Red&Blue Music Relations e distribuito da ADA Music Italy (divisione di Warner Music), il brano si impone come una riflessione lucida, viscerale e cinematografica sul senso di perenne rincorsa che caratterizza la nostra epoca.

Attraverso una scrittura confessionale e intimista, Nostalgia scava nelle pieghe di quell’inquietudine sottile legata ai traguardi da raggiungere a una determinata età anagrafica e al modo in cui i giorni logorano o ridefiniscono le relazioni umane più preziose. «Sono proprio in tempo per far tardi un’altra volta», canta con disarmante autoironia l’artista, condensando in una singola frase l’attrito costante tra il ritmo frenetico della società contemporanea e il bisogno interiore di fermarsi, respirare e guardarsi indietro. L’opera interroga direttamente chi gli cammina accanto con una domanda universale sul disorientamento del presente: «Cosa sta succedendo qui fuori? Riusciamo ancora a sentirci bene?». Lungi dall’essere un mero esercizio di rimpianto passivo, la nostalgia si trasforma qui in uno strumento di salvezza: perdersi nei corridoi della memoria per riscoprire le radici della propria identità e trovare lo slancio necessario per ricominciare a camminare a testa alta.

L’eredità di Manchester e le matrici britpop: un sound internazionale senza confini

Coerentemente con il suo sguardo rivolto al vissuto personale, la tessitura sonora di Nostalgia affonda le proprie radici nel lungo soggiorno trascorso da Dario Distasi nel Regno Unito. I cinque anni vissuti a Manchester — culla sacra del britpop e terra d’elezione di band leggendarie come gli Oasis e i The Smiths — hanno lasciato un’impronta indelebile nella sensibilità compositiva del musicista italiano. Quel sound d’oltremanica, intriso di chitarre vibranti, melodie ariose e ritmiche incalzanti, si riaccende con una freschezza sorprendente, dialogando con le atmosfere colte e ruvide assorbite durante le successive sessioni di registrazione a Nashville, tra alternative rock, sfumature grunge e la grande tradizione dei songwriter d’autore.

«Nostalgia è nata da un momento di introspezione profonda: il tempo mi scrutava negli occhi e io desideravo approfittarne per scattare un’istantanea nitida di quell’attimo fuggente», spiega Dario Distasi commentando la genesi del lavoro. «Guardare indietro significava inevitabilmente fare i conti con la mia esperienza britannica, ed era fondamentale che l’arrangiamento ne riflettesse l’anima in ogni passaggio. Questo brano va a inserirsi nel contesto delle mie ultime uscite discografiche difendendo con forza e fierezza la mia identità, unendo la complessità armonica alla purezza della forma canzone».

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Dal diploma con lode alla consacrazione: il percorso di un artista poliedrico

La caratura artistica di Dario Distasi (all’anagrafe Dario Di Stasi) affonda le proprie radici in oltre un decennio di rigorosa gavetta musicale e solida preparazione accademica. Formatosi studiando chitarra jazz con Nicola Cordisco, rock con Gianni De Chellis e fusion con William Stravato, si diploma con il massimo dei voti e la lode (100/100) presso il prestigioso Modern Musician Institute di Alex Stornello. Gli anni universitari a Roma, frequentando il Saint Louis College of Music, segnano la svolta decisiva: la chitarra non basta più da sola a esprimere il suo mondo interiore, spingendolo ad abbracciare lo studio del canto prima in Italia con Alessandra Piroddi e Marco Priotti, e successivamente a Londra sotto la guida di Jonny Black. Da lì la finale conquistata al contest Open Mic UK, le colonne sonore firmate per il docufilm Varchi Attivi con la partecipazione di Michele Placido e le collaborazioni visive con il regista britannico Mat Johns.

A dare corpo alle suggestioni sonore di Nostalgia contribuisce in modo decisivo il suggestivo videoclip ufficiale, ambientato nella vastità incontaminata di paesaggi lacustri e solitarie strade extraurbane. La narrazione visiva ruota attorno a una protagonista femminile sospesa tra l’ansia paralizzante per il trascorrere inesorabile delle stagioni e la liberazione catartica racchiusa nella promessa solenne che fa da architrave al brano: «Ti ho detto che non dovrai mai aver paura, finché saremo vivi». Con oltre centomila streaming già all’attivo su Spotify e una trilogia di brani di successo (tra cui Forever, Again e Where The Wind Blows), Dario Distasi si conferma un autore di rara sensibilità, capace di trasformare il pop in una bussola emotiva preziosa contro lo smarrimento del nostro tempo.

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