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Attualità

Il Mattutino della domenica dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano: «Una tovaglia bianca, fichi, pane e porte aperte all’alba. Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio»

Dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano il consueto appuntamento con Il Mattutino di Domenica 18 Ottobre 2026: una riflessione poetica tra la sobrietà della tavola, il rintocco delle campane che suonano senza chiedere ascolto e la speranza che apre ogni porta all’alba. L’augurio per una giornata di libertà, responsabilità e coraggio. 👇

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Il mattutino del 18 ottobre 2026

Castellar Ponzano – Nel silenzio limpido e raccolto della prima domenica d’autunno, le mura storiche del Castello Sforzini a Castellar Ponzano tornano a farsi custodi di una tradizione spirituale e civile di rara intensità. Con le prime luci di Domenica 18 Ottobre 2026, si rinnova l’appuntamento domenicale con «Il Mattutino», una meditazione poetica ed esistenziale che invita a rallentare la corsa convulsa del quotidiano per riannodare i fili con l’essenziale. Versi scarni, potenti, intrisi di profonda umanità e radicamento nella terra, capaci di parlare direttamente alla coscienza e al cuore della comunità:

«Una tovaglia bianca.
Fichi, pane, una bottiglia ancora chiusa.
Il resto può arrivare quando vuole.

Le campane non domandano
se qualcuno le stia ascoltando.

Non sapendo quando verrà l’alba,
io apro ogni porta.»

L’elogio della sobrietà: la sacralità dei gesti semplici

Il componimento si apre con una natura morta di sapore quasi francescano: una tovaglia bianca, i fichi dolci d’autunno, il pane fragrante della tradizione e una bottiglia che attende con pazienza il momento giusto per essere stappata. In questi simboli quotidiani si concentra una potente lezione di vita contro la frenesia e il consumismo moderno. La felicità autentica non ha bisogno di artifici sovrabbondanti o di desideri compulsivi: quando le cose fondamentali sono presenti sulla tavola dell’anima, «il resto può arrivare quando vuole», restituendo all’individuo il dono inestimabile della calma e della pienezza interiore.

È un invito a riscoprire la dimensione del tempo lento, la bellezza delle ore festive trascorse accanto ai propri affetti e la consapevolezza che la vera ricchezza risiede nella capacità di accontentarsi dell’essenziale, trasformando una semplice colazione domenicale in un rito laico di gratitudine e condivisione comunitaria.

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Il dovere della testimonianza e la speranza che apre ogni porta

La seconda strofa tocca vette di lirismo indimenticabile: «Le campane non domandano se qualcuno le stia ascoltando». Un’immagine che richiama l’etica del dovere e della testimonianza disinteressata. Le campane suonano per vocazione propria, diffondono il loro rintocco nella valle senza attendere conferme o applausi. Così deve essere l’azione dell’uomo retto: compiere il bene, difendere la verità e rimanere fedeli ai propri principi morali indipendentemente dal consenso immediato o dal rumore del mondo circostante.

La chiusa poetica, che riecheggia la sublime tensione di Emily Dickinson («Non sapendo quando verrà l’alba, io apro ogni porta»), è un inno alla speranza operosa. Non possiamo prevedere quando il buio delle difficoltà personali o sociali lascerà il posto alla luce della rinascita, ma il nostro compito inderogabile è quello di farci trovare pronti, spalancando le porte della mente all’accoglienza, all’incontro e all’impegno civile senza cedere mai alla rassegnazione o al cinismo.

L’augurio domenicale: libertà, responsabilità e coraggio

Il Mattutino del Castello Sforzini si congeda con una formula benaugurale che risuona come un vero e proprio manifesto etico per l’intera comunità: «Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio». Tre parole cardine, indissolubilmente legate tra loro: non può esistere autentica libertà senza l’assunzione consapevole delle proprie responsabilità verso gli altri, e nessuna libertà può essere custodita nel tempo senza il coraggio quotidiano di difendere le proprie radici e il bene comune.

Dalle colline di Castellar Ponzano, la voce della poesia e della riflessione storica continua così a irradiare un messaggio di speranza limpida e universale, invitando ciascuno di noi ad accogliere questa domenica d’autunno con il cuore aperto e lo sguardo fiero verso il futuro.

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Attualità

Lavoro, l’attacco di Maurizio Landini (CGIL) a «L’Elefante» su Rai 3: «La gente non arriva a fine mese. Manovra sbagliata, serve un contributo dell’1% sui grandi patrimoni»

Il segretario generale della CGIL Maurizio Landini interviene a «L’Elefante» su Rai 3: durissimo attacco alla manovra economica («La gente non arriva a fine mese, i soldi ci sono ma in poche mani») e proposta di un contributo straordinario dell’1% sui grandi patrimoni. Condanna netta dei violenti di piazza e allarme contro l’aumento delle spese militari. 👇

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Landini Gomez

Roma – Un affondo a tutto campo contro l’impostazione economica del governo e una denuncia accorata sulle condizioni materiali di milioni di famiglie italiane. Ospite negli studi del programma televisivo «L’Elefante», condotto dal giornalista Peter Gomez su Rai 3 e disponibile su RaiPlay, il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, ha tracciato un quadro allarmante dello stato sociale del Paese. Al centro dell’intervento del leader sindacale la crescente spaccatura economica tra ceti abbienti e lavoratori dipendenti, l’insufficienza dei salari di fronte al carovita persistente e le ragioni profonde che hanno spinto il principale sindacato italiano a proclamare lo sciopero generale.

La denuncia sociale: «I soldi ci sono, ma concentrati in poche mani»

«La gente non arriva a fine mese. Siamo di fronte a un aumento drammatico delle diseguaglianze e c’è bisogno assoluto di fare scelte politiche che vadano in un’altra direzione. Lo sciopero che abbiamo proclamato pone esattamente un problema di modello sociale», ha esordito con nettezza Maurizio Landini. Il segretario di Corso d’Italia ha collegato la protesta sindacale alle mobilitazioni studentesche che attraversano l’Europa, rivendicando la necessità di un’alleanza generazionale tra lavoratori maturi e giovani:

«Abbiamo deciso di scendere in piazza nello stesso giorno in cui gli studenti manifestano per dire no alle guerre e per chiedere massicci investimenti nello Stato sociale, nella scuola e nella sanità pubblica. Il sindacato deve mettersi a totale disposizione e saper ascoltare questa domanda che arriva dalle nuove generazioni, costrette a fare i conti con livelli di precarietà e sfruttamento del lavoro ormai insostenibili. Per i giovani non è più il tempo delle promesse o delle parole di circostanza: quello che dici deve coincidere rigorosamente con quello che fai».

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La bocciatura della manovra e la proposta: contributo dell’1% sui patrimoni

Nel merito della manovra di bilancio predisposta dall’esecutivo, Landini ha espresso una bocciatura categorica, respingendo l’argomentazione della scarsità di risorse pubbliche: «Per noi è una manovra profondamente sbagliata che continua a percorrere una strada cieca, senza aggredire i nodi strutturali del Paese. Quando si ripete che mancano i soldi si dice una colossale bugia: le risorse finanziarie ci sono, ma sono concentrate in pochissime mani e protette da scelte fiscali inique».

Da qui la proposta shock rilanciata dalla CGIL: l’introduzione di un contributo straordinario dell’1% a carico dei patrimoni più elevati: «In questi anni la legislazione ha sistematicamente premiato le rendite finanziarie, i patrimoni immobiliari speculativi, i mega-profitti e meccanismi come la flat tax. Il paradosso insopportabile è che i più ricchi pagano proporzionalmente meno tasse, mentre lavoratori dipendenti e pensionati continuano a reggere da soli oltre il 90% del gettito IRPEF».

Secondo il segretario della CGIL, il meccanismo fiscale vigente finisce per penalizzare il merito e lo sforzo lavorativo: «Oggi abbiamo un sistema perverso in cui se aumenta il lordo non sale il netto: scatta un’aliquota più alta, si perdono le detrazioni e i bonus, lasciando il reddito reale al palo. I bonus a pioggia sono mere elemosine elettorali che non risolvono nulla: serve ripristinare il principio costituzionale della progressività su ogni forma di reddito, prelevando gli extraprofitti non solo da banche e assicurazioni, ma anche dai colossi dell’energia e dei carburanti che hanno speculato sulle bollette dei cittadini».

Diritto di sciopero, condanna della violenza e allarme sulle spese militari

Interpellato da Peter Gomez sulle recenti tensioni di piazza, Landini ha espresso una netta convergenza istituzionale con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel condannare fermamente i facinorosi: «Siamo d’accordissimo nel condannare chi scende in piazza con il volto coperto per compiere devastazioni. Chi fa violenza danneggia prima di tutto il diritto democratico di manifestare di milioni di persone perbene. La CGIL ha una storia limpida: possiamo proclamare scioperi generali durissimi, manifestare e persino bloccare temporaneamente le arterie stradali, ma sempre a viso aperto, in modo rigorosamente pacifico e per obiettivi sociali chiari. La violenza è l’antitesi della democrazia».

Tuttavia, il leader sindacale ha ammonito la politica a non confondere l’ordine pubblico con il malessere profondo del Paese: «Bisogna interrogarsi sulle radici della rabbia sociale montante. Se le persone lavorano ma restano povere, se i giovani non vedono futuro, la società accumula un’esplosività che la politica ha il dovere di disinnescare con risposte concrete, non con manganelli o indifferenza».

In conclusione, Landini ha lanciato un monito solenne sulla geopolitica e sulla corsa al riarmo: «L’idea che la crisi economica si superi aumentando le spese militari e acquistando nuovi sistemi d’arma è una follia pericolosa. Le armi stanno soffocando la diplomazia e la politica. Oggi, con decine di conflitti aperti nel pianeta, la priorità assoluta dell’Italia

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Esteri

Incendio al municipio storico di Limoges durante le proteste contro il caro-vita: distrutto due terzi della facciata

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Limoges

FRANCIA — Il municipio storico di Limoges, città situata nella Francia centrale, è stato incendiato sabato durante le proteste contro l’aumento del costo della vita. Secondo le autorità locali, le fiamme hanno danneggiato circa due terzi della facciata esterna dell’edificio, causando gravi danni a uno dei monumenti storici della città.

La dinamica dell’incendio

Incendio al municipio storico di Limoges durante le proteste contro il caro-vita: distrutto due terzi della facciata

Secondo le testimonianze raccolte, alcuni manifestanti con il volto coperto avrebbero dato fuoco a udn’automobile della polizia, prima di rompere i vetri del municipio e appiccare l’incendio all’edificio.

L’episodio si è verificato nel contesto delle proteste contro il crescente costo della vita. Le autorità locali hanno riferito che i danni alla facciata sono particolarmente estesi. Non sono tuttavia disponibili, nelle informazioni finora fornite, dettagli confermati sull’eventuale presenza di feriti, sul numero di arresti o sull’identificazione dei responsabili.

Un edificio con oltre un secolo di storia

Il municipio di Limoges fu inaugurato nel 1883 e venne progettato e realizzato dall’architetto francese Charles-Alfred Leclerc. L’edificio rappresenta una testimonianza importante della storia architettonica e amministrativa della città.

Nel 1975, il municipio è stato inserito nell’elenco dei monumenti storici della Francia, riconoscimento che ne sottolinea il valore storico e architettonico.

Possibili conseguenze per il patrimonio storico

I gravi danni riportati dalla facciata sollevano interrogativi sulle operazioni di messa in sicurezza e sul futuro intervento di restauro. La ricostruzione delle parti danneggiate potrebbe richiedere verifiche tecniche approfondite, con particolare attenzione alla conservazione degli elementi architettonici originali.

L’incendio rappresenta un duro colpo per il patrimonio storico di Limoges. Ulteriori informazioni saranno necessarie per chiarire l’entità complessiva dei danni, le condizioni attuali dell’edificio e le eventuali misure di recupero.

 

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Politica

Milano, Futuro Nazionale fa asse con il comitato Remigrazione. L’avvocato Maturo: «Uniamo le forze per la legge popolare su sicurezza, identità e sovranità»

A Milano, presso il Presidio di Piazza Aspromonte, l’avvocato penalista Renato Maturo (Presidente del comitato 421 di Futuro Nazionale) interviene al convegno del comitato Remigrazione con Luca Marsella. Maturo lancia l’appello per la proposta di legge popolare su sicurezza e identità, annunciando la volontà di FNV di fare fronte comune anche alle prossime elezioni. 👇

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Locandina evento Milano

Milano – Il panorama politico identitario e sovranista lombardo registra un nuovo significativo momento di convergenza politica e confronto programmatico. Nel pomeriggio di sabato 17 ottobre 2026, a partire dalle ore 18:00, gli spazi del Presidio Milano in piazza Aspromonte 31 hanno fatto da cornice a un partecipato convegno-dibattito incentrato sulla presentazione ufficiale del volume «Remigrazione – Il percorso verso la Riconquista» (opera collettanea firmata da AA.VV.) e sulla discussione della proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal comitato nazionale per la remigrazione.

A sancire una saldatura politica di rilievo tra le due realtà è stata la presenza attiva al tavolo dei relatori dell’avvocato penalista Renato Maturo, presidente del Comitato 421 di Futuro Nazionale Milano. L’esponente del movimento guidato su scala nazionale da Roberto Fiore ha partecipato ai lavori confermando la volontà del proprio gruppo di fare fronte comune con i promotori della campagna, aprendo la strada a intese elettorali strategiche in vista delle prossime tornate amministrative nel capoluogo lombardo e delle future elezioni politiche.

Il convegno di Piazza Aspromonte: la presentazione del libro e gli interventi

L’incontro, introdotto da una folta presenza di militanti, professionisti e cittadini dell’area metropolitana milanese, ha visto alternarsi al microfono i vertici nazionali del comitato organizzatore. Ad aprire il dibattito sono stati Luca Marsella, presidente di ReR (Rete Remigrazione), affiancato dal vicepresidente Ivan Sogari e dai membri del direttivo nazionale Ermanno Durantini e Sebastiano Seddio.

Al centro dell’esposizione teorica e giuridica del saggio vi è l’elaborazione di una strategia organica volta a contrastare i flussi migratori irregolari e a promuovere politiche di rimpatrio assistito e incentivato verso i Paesi di provenienza. I relatori hanno illustrato i cardini della raccolta firme per la proposta di legge popolare, intesa come uno strumento di democrazia diretta per forzare il dibattito all’interno delle aule parlamentari su temi quali la tutela della sicurezza urbana, la difesa dei confini nazionali e il contrasto al degrado delle grandi periferie urbane.

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L’intervento dell’avvocato Renato Maturo: ordine, sicurezza e giustizia sociale

Nel corso del suo articolato intervento, l’avvocato penalista Renato Maturo ha posto l’accento sulla necessità di superare gli steccati di sigla per costruire una massa critica capace di imporsi nel dibattito istituzionale e parlamentare. Maturo ha espresso un convinto apprezzamento per la mobilitazione civica in corso, legando i profili tecnici della proposta legislativa alle esigenze quotidiane dei quartieri milanesi:

«Dobbiamo unire le forze con determinazione e concretezza per far approvare dal Parlamento questa proposta di legge popolare che tanto spontaneo e straordinario consenso ha già raccolto tra i cittadini. I milanesi, i lombardi e tutti gli italiani sono stanchi di promesse disattese: chiedono ordine, pulizia, sicurezza per le proprie strade, giustizia sociale, difesa intransigente della nostra identità culturale, riaffermazione della sovranità popolare e tutela del benessere economico delle famiglie e dei lavoratori».

Secondo il presidente del Comitato 421 di Futuro Nazionale Milano, l’emergenza sicurezza che investe stazioni, piazze e mezzi pubblici delle grandi città del Nord non può essere affrontata con misure tampone, ma richiede una revisione strutturale delle politiche di gestione dei flussi e una rigorosa certezza della pena per chi viola la legge.

La prospettiva elettorale: fronte comune verso le comunali e le politiche

Il passaggio politico più incisivo della serata ha riguardato le future scadenze elettorali. Maturo ha infatti annunciato formalmente che Futuro Nazionale (FNV) intende trasformare l’intesa sui contenuti della remigrazione in un’alleanza operativa stabile sul piano politico ed elettorale:

L’obiettivo dichiarato è quello di costruire liste unitarie radicate sul territorio in grado di offrire agli elettori milanesi un’opzione chiaramente alternativa rispetto all’attuale amministrazione di centrosinistra e alle forze moderate, puntando su un programma incentrato sul ripristino del presidio territoriale della polizia locale, sullo stop all’occupazione abusiva degli alloggi popolari e sul sostegno prioritario alle fasce deboli della cittadinanza residente.

La convergenza siglata a Milano rappresenta così il primo banco di prova di una sinergia destinata a svilupparsi nelle prossime settimane attraverso banchetti congiunti di raccolta firme e momenti di mobilitazione civica nei municipi periferici della città.

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