Rimani in contatto con noi
#

Spettacolo

Il coraggio e l’ansia di essere noi stessi: i Tidal Waves ci graffiano l’anima col nuovo singolo “Caro Vecchio Neon”, ispirato a David Foster Wallace

Il Coraggio di essere Noi Stessi in un mondo di Apparenze! I TIDAL WAVES ci “graffiano” dritti all’anima col loro potentissimo Nuovo Singolo: “Caro Vecchio Neon”! 🎸 🎶 Ci sono canzonette scritte solo per farci ballare spensierati e ci sono canzoni che sono dei veri e propri “pugni nello stomaco”, capaci di scuoterci fin nel profondo e tirar fuori le nostre paure più nascoste! Questo venerdì 11 Settembre 2026 invaderà letteralmente le nostre radio un brano spaventoso ed emozionante, capace di unire la magia del grande Rock Alternativo alla genialità della Letteratura Americana! Stiamo parlando di “Caro Vecchio Neon”, il clamoroso singolo che fa da apripista al nuovo Album dei grandissimi TIDAL WAVES, celebre e ruvido trio alternative-rock nato a Napoli! Questa canzone (ispirata a un famoso racconto dello scrittore David Foster Wallace) vi farà venire letteralmente i brividi. Sostenuta da una batteria ossessiva e da chitarre cupe e taglienti, il testo parla dell’Ansia feroce della vita moderna, del perenne senso di sentirsi sempre “sbagliati e fuori posto” e dell’ipocrisia dei social. Fino all’urlo potentissimo del ritornello: «Come si fa a resistere all’idea di meritare tutto?». Il messaggio della band è un urlo di ribellione: in un mondo dominato da finta perfezione, dove tutti vogliono avere successo e fama a ogni costo, noi dobbiamo trovare invece il grande Coraggio di rinunciare al “Tutto” e avere la forza di essere semplicemente Noi Stessi! La band partenopea, influenzata dalle orme sacre di gruppi leggendari come Verdena, Afterhours e Nirvana, ha deciso di svoltare radicalmente cantando totalmente in Lingua Italiana, per comunicare in maniera “Carnale e Diretta” col cuore dei propri fan, lasciando intatte nelle canzoni le “imperfezioni” della registrazione in studio! Alzate il volume al massimo della vostra auto! Leggi i dettagli del disco in uscita e la fantastica Biografia della band nel nostro articolo completo! 👇 🎤 Siete anche voi stanchi di ascoltare in radio le solite canzonette commerciali di plastica? Apprezzate ancora il Vero “Rock Alternativo” suonato col cuore, che parla dei nostri veri disagi giovanili? Diteci la vostra opinione musicale nei commenti e CONDIVIDETE per appoggiare la grandissima Musica d’Autore indipendente italiana!

Pubblicato

a

Tidal Waves

Napoli – Ci sono canzoni nate per farci ballare spensieratamente in spiaggia, e poi ci sono canzoni scritte come se fossero dei veri e propri “pugni nello stomaco”, capaci di scavarci dentro per risvegliare le nostre ansie più nascoste e i nostri dubbi esistenziali.
La grandissima Musica d’Autore, quella vera e ruvida, non è morta affatto. Da venerdì 11 settembre 2026, l’aria delle nostre radio e delle piattaforme di streaming digitale (sotto etichetta Overdub Recordings) verrà letteralmente squarciata e monopolizzata dal graffiante ed emozionante suono di “Caro Vecchio Neon”, l’atteso e nuovissimo singolo dei Tidal Waves. Un brano meraviglioso, che farà da formidabile apripista all’omonimo e attesissimo album della band partenopea di prossima uscita.

Il coraggio di resistere all’idea di “meritare tutto”

L’ispirazione dietro a questo brano rasenta la genialità letteraria. Il titolo, infatti, è un chiarissimo e commosso omaggio al celebre omonimo racconto di David Foster Wallace (tratto dalla magnifica raccolta “Oblio”). Esattamente come il monologo interiore dello scrittore americano, la canzone dei Tidal Waves ci sbatte in faccia in maniera brutale e sincera il senso di “inautenticità” che domina le nostre vite, schiave delle apparenze dei social network.
Il brano viaggia e si arrampica costantemente su un ritmo di batteria ossessivo, teso e sincopato, sorretto da chitarre e sintetizzatori saturi, che crescono e si accumulano in pancia senza mai esplodere del tutto. E quando la tensione sale, arriva l’urlo del ritornello che recita: «Come si fa a resistere all’idea di meritare tutto?». Un interrogativo potente, la cui unica risposta è quella di fuggire dalla dittatura dell’egoismo (quella che ci fa credere che “tutto ciò che conta è solo ciò che è mio”), per rinunciare alla pretesa di essere “onnipotenti” e trovare, finalmente, la nuda e cruda forza di essere semplicemente noi stessi.

Le parole della Band: “Le imperfezioni che ci rendono unici”

Dietro questo piccolo grande capolavoro c’è la fatica fisica ed emotiva della sala d’incisione. «Questo brano rappresenta perfettamente il nucleo del nostro nuovo disco», spiegano con orgoglio i ragazzi della band. «Dentro c’è tutto il nostro modo di scrivere la vita: doppie voci, chitarre sature, tensione ritmica e atmosfere sospese. In studio abbiamo volutamente evitato di rendere il pezzo “troppo ordinato” o piatto. Grazie all’aiuto magistrale di Joey Santoro e Andrea Caccese, abbiamo mantenuto intatte tutte quelle asperità e imperfezioni che per noi erano vitali».
Il mondo sonoro e tematico di “Caro Vecchio Neon” parla a tutti noi senza usare alcun filtro o censura: parla in maniera cruda del peso insopportabile del nostro passato, della perenne e amara sensazione di sentirsi eternamente “fuori posto”, e della fatica di distinguere quello che siamo davvero da quello che la società ci impone di essere.

Dall’Inglese all’Italiano: il nuovo cuore dei Tidal Waves

L’evoluzione dei Tidal Waves (trio Alternative Rock nato a Napoli nel lontano 2016 e formato da Antonio Ricciardi alla voce e chitarra, Francesco Izzo al basso e voce, e Nunzio Garofalo alla batteria dal 2021) è un viaggio emotivo mozzafiato. Il cambio della guardia alla batteria ha segnato per la band l’inizio di una svolta epocale e coraggiosissima: l’abbandono della comoda lingua inglese (utilizzata ai tempi del primo disco “Avalanches”) in favore di una dolorosa e dolcissima scrittura in Lingua Italiana.
Cantare e urlare nella propria lingua madre ha permesso ai tre artisti di abbattere i muri invisibili della traduzione, instaurando un rapporto carnale, intimo e diretto con chi ascolta i loro testi. Influenzati dall’eredità mastodontica di mostri sacri del calibro di Verdena, Afterhours, Marlene Kuntz, Nirvana, Interpol ed Elliott Smith, i Tidal Waves fondono abilmente psichedelia, new wave e atmosfere elettriche. Preparatevi ad abbassare i finestrini della vostra auto e ad alzare il volume radio al massimo: il vero rock alternativo in Italia è tornato per restare, e questa volta parla direttamente alla nostra anima.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Spettacolo

Lemuri il Visionario: dal 9 ottobre in radio e in digitale “Dragostea Din Tei”

Pubblicato

a

DRAGOSTEA DIN TEI, cover

Redazione- Da venerdì 9 ottobre 2026 sarà disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali “Dragostea Din Tei” (Azzurra Music), il nuovo singolo di LEMURI IL VISIONARIO. L’artista è la voce maschile della cover interpretata da Haiducii.

“Dragostea Din Tei” torna in una veste completamente nuova con Lemuri il Visionario, nome d’arte di Vittorio Centrone, che per la prima volta reinterpreta da solista, in chiave acustica e rock, il celebre brano dance-pop in lingua rumena pubblicato nel 2003 dal gruppo moldavo O-Zone. Il pezzo, caratterizzato da un ritmo vivace, da un ritornello molto orecchiabile e da sonorità elettroniche, è diventato un grande successo internazionale.

Nel 2004 lo stesso Vittorio Centrone e la cantante rumena Haiducii ne hanno realizzato una propria versione, ottenendo anche loro una grande popolarità in Europa. Le due interpretazioni presentavano la stessa melodia e il celebre ritornello, ma con arrangiamenti e interpretazioni vocali differenti.

Dichiara l’artista a proposito del brano: «Dragostea Din Tei è ormai una parte importante della mia vita e della mia carriera artistica. Ricordo ancora il momento in cui, circa ventidue anni fa, fui chiamato a cantare il brano dall’etichetta discografica Universo per fare un duetto con l’artista rumena Paula Mitrache. Fu un momento di grande stupore ed emozione perché seppi soltanto una volta giunto in studio che avrei dovuto cantare in una lingua che non conoscevo. Alla fine, il risultato fu sorprendente così come fu sorprendente la scoperta che dopo pochi mesi la canzone sarebbe diventata virale in tutte le radio al punto da far partecipare Paula con il nome d’arte di Haiducii al Festival di Sanremo come ospite internazionale. Io all’epoca non fui incluso nel progetto perché il mio percorso artistico da cantautore strideva troppo con il tono dance della canzone e vissi la strana sensazione di ascoltare dappertutto la mia voce senza che nessuno sapesse che ero io. Raccontai per anni questa strana storia durante i miei concerti ma dopo vent’anni fu il destino a rendermi giustizia. Nella prima puntata del format televisivo di Rai 1 “The Voice Senior” 2024 di cui sono stato finalista, la redazione, conoscendo la storia mi fece una sorpresa. Invitò senza dirmelo Haiducii e alla fine della mia esibizione raccontammo pubblicamente il “segreto” e cantammo insieme per la prima volta dal vivo “Dragostea”. Fu un’emozione bellissima condivisa con milioni di telespettatori. Ora, proprio perché questa fortunata canzone fa parte della mia vita e molte persone sanno che sono la voce maschile, è arrivato il momento di condividere con il pubblico la mia personale visione musicale del brano. Sono sicuro che l’arrangiamento arriverà al cuore del pubblico e farà anche capire che “Dragostea Din Tei” non è soltanto una canzone nata per ballare e divertirsi ma può anche far sognare e viaggiare con la fantasia».

Giovedì 8 ottobre dalle ore 18.00, Lemuri il Visionario presenterà “Dragostea Din Tei” allo Studio Orizzonte Gallery di Roma, in via Antonio Bertoloni 1/C. L’appuntamento prevede un live acustico dell’artista e sarà disponibile anche un’edizione speciale e limitata in vinile 45 giri, autografata dall’artista, contenente “Dragostea Din Tei” (cover) e “Brigitta Vampira” (brano originale).

Il videoclip della nuova versione di “Dragostea Din Tei” di Lemuri il Visionario, prodotto dall’etichetta Azzurra Music, è stato realizzato in una suggestiva location nel cuore di Roma ed evoca atmosfere sognanti e ottocentesche, in linea con il nuovo arrangiamento. La partecipazione della giovane attrice Claudia Borgacci sottolinea la forza transgenerazionale del brano che, diventato un successo internazionale nel 2004, continua a distanza di ventidue anni ad emozionare e divertire il pubblico di ogni età e provenienza, confermandosi un evergreen musicale.

Il 2 dicembre 2026 alle ore 20.30 al Teatro Ghione di Roma, debutterà “Sarò Diverso”, lo spettacolo nato da un’idea di Vittorio Centrone e Antonio La Rosa. Un’opera pop che racconta, attraverso canzoni, disegni e immagini, la storia di Victor, un ragazzo timido, occhialuto e introverso che, grazie a un viaggio visionario, si trasforma in Lemuri, l’eroe dei suoi sogni. Nel corso del 2027 sono previste altre repliche in tutta Italia.

Sul palco Lemuri e Victor, interpretati rispettivamente da Vittorio Centrone e Antonio La Rosa, insieme a quattro musicisti, interagiscono con le illustrazioni del fumettista Marco Foffano e le immagini di Roberto Manfredi.

«“Sarò Diverso” è la rappresentazione artistica della mia vita. Ogni testo recitato, ogni disegno e ogni canzone evocano un momento del mio percorso. Non poteva quindi mancare “Dragostea Din Tei”, il brano che, nella versione di Haiducii, ha reso la mia voce famosa in tutto il mondo e che oggi reinterpreto in una mia personale versione. Forse c’è un piccolo Victor in ognuno di noi: quella parte ingenua e passionale che ci spinge verso le nostre mete. “Sarò Diverso” è una storia di formazione che invita a osare, a inseguire i propri sogni e a scoprire quanto sia importante perdersi per poi ritrovarsi. Perché la paura non è negativa di per sé: anche le persone veramente coraggiose hanno paura», dichiara Lemuri Il Visionario.

LEMURI IL VISIONARIO | BIOGRAFIA

Lemuri il Visionario, nome d’arte di Vittorio Centrone, è un cantautore e artista italiano. Cresciuto a Pordenone negli anni del movimento musicale del Great Complotto, dal 1983 al 1992 è tastierista dei Futuritmi, una delle band rock italiane più apprezzate del periodo, con cui pubblica dischi e partecipa a importanti trasmissioni televisive e manifestazioni nazionali.

Dal 1992 intraprende la carriera solista. Si trasferisce a Milano, vince un concorso per autori indetto da EMI, DDD e Warner, pubblica l’album Il Porto dei Santi e nel 2003 firma il brano Chi sei non lo so, presentato al Festival di Sanremo. Nel 2004 presta la voce maschile alla versione italiana di Dragostea Din Tei del progetto Haiducii.

Parallelamente sviluppa un’intensa attività teatrale, interpretando ruoli legati al mondo della musica e partecipando a produzioni di teatro musicale, esperienze che arricchiscono il suo linguaggio artistico e confluiscono nella creazione dell’opera rock Lemuri il Visionario.

Lo spettacolo, che unisce musica, teatro, illustrazione e animazione, viene rappresentato in Italia, Francia, Stati Uniti e Canada, fino al Festival Internazionale del Fumetto di Angoulême.

Negli ultimi anni ottiene importanti riconoscimenti: vince il premio per la miglior performance a Musicultura (2020), pubblica l’album Viaggio al centro di un cuore blu (2021), riceve il premio Rock Targato Italia (2021), è finalista de L’artista che non c’era (2022) e di The Voice Senior su Rai 1 (2024).

Nel 2025 e 2026 è in tour in Italia ed è testimonial per Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027. Dal 2026 collabora con Azzurra Music e Red&Blue e continua l’attività di autore e interprete, pubblicando nuovi singoli e lavorando al nuovo spettacolo musicale “Sarò Diverso” che debutterà il 2 dicembre 2026 a Roma al Teatro Ghione.

“Dragostea Din Tei” (Azzurra Music) è il nuovo singolo di Lemuri il Visionario disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 9 ottobre.

Instagram | TikTok | Facebook | YouTube

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Spettacolo

“Terra Piatta”, dal 9 ottobre il nuovo singolo

Dal 9 ottobre 2026 sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming e in rotazione radiofonica “Terra piatta” , il nuovo singolo di Veronica Del Vecchio, in arte VDV, pubblicato per l’etichetta AltaVibe Music. 

In “Terra Piatta”, VDV alza lo sguardo verso il cielo per raccontare una sensazione profondamente terrena: quella di sentirsi fuori posto in un mondo che sembra funzionare al contrario. Attraverso immagini cosmiche e richiami al contemporaneo — tra buchi neri, luna, metaverso e desideri espressi soffiando sul passato — il brano non cerca una via di fuga, ma una chiave per interpretare la realtà.

Pubblicato

a

Terra Piatta, cover

Redazione-  Dal 9 ottobre 2026 sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming e in rotazione radiofonica “Terra piatta” , il nuovo singolo di Veronica Del Vecchio, in arte VDV, pubblicato per l’etichetta AltaVibe Music. 

In “Terra Piatta”, VDV alza lo sguardo verso il cielo per raccontare una sensazione profondamente terrena: quella di sentirsi fuori posto in un mondo che sembra funzionare al contrario. Attraverso immagini cosmiche e richiami al contemporaneo — tra buchi neri, luna, metaverso e desideri espressi soffiando sul passato — il brano non cerca una via di fuga, ma una chiave per interpretare la realtà.

Al centro del pezzo c’è la frizione tra ciò che dovrebbe avere senso e ciò che si percepisce davvero: la luna è piena mentre dentro ci si sente vuoti, si ride mentre il soffitto trema, si cerca autenticità in una società costruita sulle apparenze. L’immagine paradossale della “terra piatta” diventa così la metafora perfetta di quei momenti in cui ogni certezza crolla all’improvviso. Un brano che affronta il disorientamento senza mai trasformarlo in resa, dosando ironia e tensione sincera nel tentativo di capire dove finisce la narrazione del mondo e dove comincia la nostra verità.

Spiega l’artista commenta a proposito del brano: «In questo brano ho usato metafore spaziali e immagini paradossali non per scappare dalla realtà, ma per provare a capirla. A volte mi capita di guardarmi intorno e sentirmi completamente fuori posto, come se tutto ciò che ho sempre dato per scontato improvvisamente non avesse più senso: è da questa sensazione che nasce l’idea assurda della “terra piatta”. Nel pezzo ammetto i miei blocchi, cerco una rotta e spesso mi fermo “a metà verso”, tra ciò che sembra reale e ciò che è solo illusione. Non ho risposte definitive né la pretesa di aver trovato la verità; preferisco continuare a cercarla osservando il mondo da una prospettiva un po’ storta, abbastanza lontana per metterlo in discussione, ma abbastanza vicina da sentirne ancora tutto il peso.»

Il videoclip di “Terra Piatta” traduce in immagini quel senso di alienazione che attraversa la traccia, costruendo uno spazio sospeso dove gesti ordinari e suggestioni cosmiche convivono a stretto contatto.

VDV si muove all’interno di paesaggi surreali — tra cieli mutevoli, nuvole e visioni del globo — in cui l’ambiente perde stabilità e smette di essere un mero fondale per farsi specchio del dubbio. La sua presenza resta l’unica ancora tangibile: il netto contrasto visivo tra il corpo reale dell’artista e una scenografia deliberatamente artificiale e fuori scala sottolinea la fatica di trovare un baricentro quando le coordinate attorno sembrano svanire.

Osservato da fuori, il pianeta appare quasi come un corpo estraneo. È la messa in scena del ritornello — «come se la terra oggi fosse piatta» —, un paradosso che assume senso non appena le nostre certezze interiori iniziano a incrinarsi. Lungi da qualsiasi richiamo letterale a teorie cospirative, il video sceglie il registro dell’assurdo come chiave espressiva, rendendo lo spazio profondo il riflesso di un disorientamento intimo.

Ne scaturisce una dimensione in cui reale e irreale finiscono per confondersi: un contesto che sembra assemblato al contrario e che racchiude il cuore del brano, perché quando ti senti fuori posto, spesso è il mondo intero a sembrarti improvvisamente storto.

Pre-salva il brano: https://saifam.lnk.to/vdv_terrapiatta 

Biografia

Veronica Del Vecchio, in arte VDV, è nata e cresciuta a Zibido San Giacomo (Mi) e vive a Cernusco Sul Naviglio (Mi). Veronica è una rapper emergente le cui radici affondano nel mondo del rap, ma con uno sguardo rivolto alla tradizione cantautorale italiana. La sua musica esplora a fondo l’animo umano, cercando di restituire un significato profondo e autentico in un’epoca dominata dalla superficialità. I suoi testi sono un viaggio verso la riscoperta della profondità e dell’autenticità, caratteristiche che contraddistinguono le grandi storie e che VDV intende portare nella scena musicale contemporanea.

Nel 2025 VDV pubblica i primi singoli “Spara bambina”, “1+1=3”, “Misoginia” e “Amore clandestino” supportata dall’etichetta AltaVibe Music.

A gennaio 2026 pubblica il brano “Sempre vuote le mie tasche” e a maggio “Il mondo da un iphone”.

“Terra piatta” è il nuovo singolo di VDV disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 9 ottobre 2026 per AltaVibe Music.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Spettacolo

Rocco Panzanelli lancia “Zona di Transito”: il nuovo disco digitale tra jazz, emozioni e cambiamento

La grande musica d’autore italiana si arricchisce di un nuovo, imperdibile capitolo! Da venerdì 9 ottobre 2026 sbarca su tutte le piattaforme digitali (prodotto dall’etichetta indipendente Wow Records) il nuovo disco del batterista, cantante e compositore Rocco Panzanelli, intitolato “Zona di Transito”. Affiancato da un quartetto di musicisti eccezionali (Daniele Del Gobbo, Michele Porcu, Tommaso Petri e Roberto Panzanelli), l’autore umbro d’adozione ci regala sei brani originali e un meraviglioso riarrangiamento di un classico di Lennie Tristano. Un album intimista e profondo, incentrato sull’esplorazione del cambiamento e sulle zone di transito emotive dell’anima, composto durante l’ultimo anno di Conservatorio a Perugia. Panzanelli vanta un curriculum internazionale pazzesco: laureato alla Siena Jazz University, è batterista e tenore per ensemble corali vincitori di Grammy Awards! “Creare vuol dire scoprirsi, ci vuole coraggio per darsi al mondo”, ha dichiarato l’artista. Leggete la genesi completa dell’album nel nostro articolo dedicato. Volete ascoltare questo capolavoro jazzistico con una qualità audio insuperabile? Scoprite il nostro suggerimento tech per voi! 👇

Pubblicato

a

Rocco Panzanelli

Roma – Nel panorama musicale contemporaneo, dominato troppo spesso da sonorità sintetiche e produzioni realizzate in serie, il jazz italiano continua ostinatamente a rappresentare un’oasi di inestimabile creatività, ricerca tecnica e profonda introspezione emotiva. Una nuova, luminosa conferma di questa straordinaria vitalità artistica porta il nome di un giovane e talentuosissimo musicista umbro d’adozione accademica. A partire da venerdì 9 ottobre 2026, infatti, sarà ufficialmente disponibile sulle principali piattaforme di streaming il nuovo disco di Rocco Panzanelli, intitolato “Zona di Transito”. Prodotto con cura dall’etichetta indipendente Wow Records, l’album rappresenta un passo fondamentale nella maturazione artistica del leader, che si propone al grande pubblico non solo nell’inedita veste di batterista dal tocco raffinato, ma anche come eccellente cantante e raffinato compositore. Una poliedricità rara, che affonda le sue radici in un solido e lungo percorso di studi accademici e in una spiccata sensibilità umana. Per la realizzazione di questa nuova e ambiziosa avventura discografica digitale, Panzanelli non ha voluto essere solo, ma ha scelto di farsi affiancare in studio di registrazione da un affiatatissimo quartetto di valenti partner di note, musicisti capaci di tradurre in suono le sue visioni interiori: Daniele Del Gobbo al pianoforte, Michele Porcu alla chitarra, Tommaso Petri al basso elettrico e Roberto Panzanelli al sax (ospite d’eccezione nella traccia Ritornare).

[ASCOLTA LA GRANDE MUSICA CON UNA QUALITÀ AUDIO INSUPERABILE]
Ami perderti nelle sfumature del jazz o ascoltare i tuoi dischi preferiti in alta definizione ovunque ti trovi? CLICCA QUI per acquistare comodamente su Amazon le migliori Cuffie Bluetooth ad Alta Fedeltà (Hi-Fi): goditi ogni singola nota del nuovo album digitale di Rocco Panzanelli con un suono cristallino e avvolgente!

Le sette tracce: un viaggio emozionale e il tributo a Lennie Tristano

Dal punto di vista prettamente compositivo e strutturale, “Zona di Transito” si presenta come un’opera estremamente coesa e intimista.
Il CD digitale contiene complessivamente sette tracce, di cui ben sei brani originali scaturiti direttamente dall’estro compositivo e dalla penna del leader. C’è però spazio anche per un omaggio colto e reverenziale ai grandissimi maestri del passato: la tracklist include infatti Crosscurrent, un celeberrimo standard a firma del leggendario pianista jazz statunitense Lennie Tristano, riarrangiato per l’occasione dallo stesso Panzanelli con un tocco moderno e personale. Ma qual è il cuore pulsante di questo nuovo disco? Come suggerisce il titolo stesso, “Zona di Transito” è un concept album profondamente incentrato sull’idea del movimento, inteso non dal punto di vista fisico, bensì a livello strettamente emotivo e psicologico. Le sette tracce della tracklist accendono una luce interiore volta a indagare profondamente, e senza alcun timore, nei luoghi emozionali e nei territori dello spirito incontrati durante l’intenso percorso di vita di Rocco Panzanelli. Il tema universale del cambiamento rappresenta il vero e inequivocabile leitmotiv dell’intero album, in quanto l’autore è intimamente convinto che la forza motrice generata dalla musica e dalla creazione artistica produca proprio un cambiamento spirituale, un’evoluzione strettamente legata al concetto filosofico del movimento e della scoperta di sé.

La dedica di Panzanelli e una biografia da fuoriclasse

È lo stesso autore del disco a svelarci i retroscena più intimi e la genesi che hanno portato alla creazione di questo nuovo lavoro.
«Zona di Transito è dedicato a tutti coloro che, come me, credono che vivere sia continuare a svelare noi stessi», racconta un emozionato Rocco Panzanelli descrivendo il mood dell’album. «A volte, per tirarsi fuori qualcosa e darsi al mondo, ci vuole davvero un coraggio immenso. Ho composto e arrangiato questi brani nel mio ultimo anno di studio in conservatorio, un momento molto delicato nel quale, per la prima volta nella mia vita, mi chiesi che posto potessi avere nel vasto mondo della musica. In quel frangente sono stato accompagnato da un gruppo di amici veri e da un insegnante speciale. È anche grazie al loro immenso supporto che, infine, ho compreso che creare vuol dire scoprirsi, mettersi a nudo, e che vale assolutamente tutta la fatica e il lavoro spesi nell’impresa. Non credo si possa mai davvero raggiungere in via definitiva il proprio posto nella musica, però continuo a essere mosso e ispirato da un’inequivocabile voce interiore che mi sussurra “incontriamoci là”. Dedico con tutto il cuore questo mio nuovo lavoro discografico a Fabrizio Sferra e Yavanna». Parole che riflettono la statura morale e la caratura artistica di un musicista sensibile, comunicativo e immensamente creativo. Nonostante la giovane età, Panzanelli vanta un curriculum di assoluto prestigio internazionale: dal 2025 canta stabilmente da tenore per il celebre ensemble corale vincitore di premi “Grammy Awards” Anùna, ed è batterista per l’ensemble vincitore dell’European Celtic Contest 2025, Trinaluna. Il suo percorso accademico è impeccabile: nel 2018 è entrato nel triennio di alta formazione della prestigiosa Siena Jazz University (laureandosi nel 2022), studiando con maestri del calibro di Alessandro Paternesi, Enrico Morello, Francesco Petreni ed Ettore Fioravanti. Infine, nel 2025, ha conseguito la laurea al biennio di batteria jazz presso lo storico Conservatorio Morlacchi di Perugia, studiando prima con il docente Lorenzo Tucci e poi con il maestro Fabrizio Sferra. Ora, con “Zona di Transito”, è arrivato il momento di spiccare il volo da leader.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza