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Spettacolo

L’urlo dei filosofi del garage che sfida l’omologazione sociale: i tuttotace pubblicano “Periferie 1”, l’EP-manifesto che scava sotto la nostra coscienza

La filosofia sposa il rock e la verità dei sentimenti si prende il presente! 🎸🎓 Da venerdì 11 settembre è fuori su tutte le piattaforme digitali “Periferie 1”, lo straordinario ed eterogeneo EP di debutto dei tuttotace (distribuito da ADA Music Italy). Cinque tracce viscerali nate in un garage tra libri di filosofia, chitarre shoegaze e ritmi progressive per raccontare una presa di coscienza contro l’omologazione della società moderna. Una scelta controcorrente e coraggiosa che vi colpirà dritto allo stomaco. Scoprite la tracklist completa e la bellissima storia della band nell’articolo! 👇❤️✨

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tuttotace

Roma – Ci sono dischi che non nascono per inseguire le tendenze passeggere dettate dagli algoritmi delle piattaforme digitali o per riempire di vuota retorica i palinsesti radiofonici, ma che erompono nella scena musicale come un vero e proprio atto di ribellione intellettuale, un taccuino di appunti intimi necessari per comprendere chi siamo. La musica, quando torna a riappropriarsi della sua funzione filosofica e terapeutica, diventa l’unico specchio trasparente capace di mostrarci le nostre nevrosi e i condizionamenti invisibili che guidano le scelte di ogni giorno. Da venerdì 11 settembre 2026, questo affascinante viaggio antropologico si trasforma in realtà acustica. Debutta infatti su tutte le piattaforme di streaming “Periferie 1”, il primo e attesissimo EP dei tuttotace, rilasciato per l’etichetta Red&Blue Music Relations e distribuito capillarmente da ADA Music Italy. Un’opera densa, stratificata e ricca di contrasti, concepita per chiunque senta il bisogno di verbalizzare ciò che nel quotidiano non si riesce a dire.

I tuttotace sono un collettivo unico nel panorama indipendente italiano, un quartetto nato nel 2019 dall’incontro fortuito tra Massimo Rusi (voce e chitarra) e Riccardo Quell de Riso Paparo (batteria), all’epoca studenti di filosofia all’Università di Roma. L’ingresso successivo di Federico Bentivoglio (basso e cori) e Andrea El Khaloufi (chitarra e cori), conosciuti tra le aule della facoltà, ha trasformato definitivamente il garage in cui si “giocava” con gli strumenti in una vera e propria officina di composizione e improvvisazione. Nel corso di cinque anni di prove ininterrotte, lottando con il tempo sottratto al lavoro quotidiano, la band ha edificato un’identità solida e totalizzante, registrando nell’estate 2025 l’album d’esordio “un’altra grande città” e stringendo un sodalizio artistico fraterno che oggi si espone senza filtri protettivi.

Dall’emo d’oltreoceano al post-rock: la materia sonora di quattro polistrumentisti

La vera e straordinaria unicità di “Periferie 1” risiede nella sua architettura sonora, un ordito perfetto in cui convergono le influenze — apparentemente incompatibili — dei quattro membri, tutti eclettici polistrumentisti. Massimo suona la chitarra fingerpicking con la purezza del country folk alla Bill Monroe, fondendolo all’emo intimista dei Pinegrove, agli intrecci dei Genesis e alla profondità cantautorale di De André e De Gregori. Riccardo risponde con una batteria tecnica, geometrica ma profondamente emotiva, ispirata alle bacchette di Carter Beauford e Vinnie Colaiuta, tanto da spingere i fan a ribattezzare ironicamente il gruppo “Ricky e i tuttotace”. Federico, il “signore dell’armonia”, tesse le trame melodiche guardando ai Beatles, agli Arctic Monkeys e ai Verdena, mentre Andrea spezza la linearità del pop iniettando nel sound la furia metal di Metallica e Tool, sfumata nelle atmosfere dilatate dello shoegaze alla Alcest e del post-rock dei Mogwai.

Il risultato di questa splendida contaminazione è un sound coerente, riconoscibile e viscerale, dove le prime quattro tracce mescolano folk e progressive per dare forma a emozioni intense, vissute come luoghi fisici da abitare e non da fuggire. L’ultima traccia rompe l’equilibrio preesistente, portando alla luce qualcosa che era presente sottotraccia fin dal primo accordo, regalando all’ascoltatore l’impressione di essere giunto a destinazione dopo aver attraversato sentieri periferici e impliciti. I testi e la musica si equivalgono e si confondono, trasformando ogni canzone in una quinta persona virtuale capace di lanciare un urlo liberatorio, come in preda alla gioia o alla sorpresa di essere al mondo.

La scelta controcorrente del gruppo: «Pubblichiamo in ordine cronologico come atto di rispetto»

I brani che compongono la tracklist — a partire dal celebre singolo d’apertura “Signori”, passando per l’intensità di “A cena”, “Forse noi”, “S2/Linea” fino al gran finale di “Questo suono” — sono stati composti tra il 2020 e il 2022. Una scelta di pubblicazione che rappresenta una vera e propria lezione di onestà intellettuale e rigore etico nel mercato discografico contemporaneo. «“Periferie 1” è la prima metà di un lavoro che condensa i nostri primi due anni di vita insieme», spiega calorosamente la band, svelando i retroscena del progetto. «Da allora abbiamo composto altri due album, ma abbiamo fatto la scelta di pubblicare le canzoni in ordine cronologico, senza farci prendere dall’entusiasmo per le novità. È stato un atto di rispetto verso ciò che siamo stati, la testimonianza trasparente di una crescita».

Le canzoni si configurano come una risorsa terapeutica per sconfiggere l’isolamento e il torpore della società moderna, affrontando la consapevolezza più destabilizzante raggiunta dal gruppo durante gli studi. «Le lune teste sono piene di parole già dette, discorsi già fatti e ambizioni altrui», confessano i tuttotace, invitando il pubblico ad abbandonare per un attimo gli schermi digitali degli smartphone per lasciarsi cullare dalle cuffie. «L’unica cosa che ci resta da fare, allora, è partire da questa consapevolezza non per provare a creare un percorso nuovo, ma per interpretare a nostro modo quelli che abbiamo ereditato». Il viaggio dei filosofi del garage è appena cominciato: le prime cinque tracce sono fuori, i videoclip curati dal regista Riccardo Baiocco (della rivista Sentieri Selvaggi) sono pronti a bucare lo schermo, e la seconda tappa del cammino è già cerchiata sul calendario per gennaio 2027 con l’uscita di “Periferie 2”. La spensieratezza e la verità hanno trovato una nuova, intramontabile via d’accesso.

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Spettacolo

Il coraggio e l’ansia di essere noi stessi: i Tidal Waves ci graffiano l’anima col nuovo singolo “Caro Vecchio Neon”, ispirato a David Foster Wallace

Il Coraggio di essere Noi Stessi in un mondo di Apparenze! I TIDAL WAVES ci “graffiano” dritti all’anima col loro potentissimo Nuovo Singolo: “Caro Vecchio Neon”! 🎸 🎶 Ci sono canzonette scritte solo per farci ballare spensierati e ci sono canzoni che sono dei veri e propri “pugni nello stomaco”, capaci di scuoterci fin nel profondo e tirar fuori le nostre paure più nascoste! Questo venerdì 11 Settembre 2026 invaderà letteralmente le nostre radio un brano spaventoso ed emozionante, capace di unire la magia del grande Rock Alternativo alla genialità della Letteratura Americana! Stiamo parlando di “Caro Vecchio Neon”, il clamoroso singolo che fa da apripista al nuovo Album dei grandissimi TIDAL WAVES, celebre e ruvido trio alternative-rock nato a Napoli! Questa canzone (ispirata a un famoso racconto dello scrittore David Foster Wallace) vi farà venire letteralmente i brividi. Sostenuta da una batteria ossessiva e da chitarre cupe e taglienti, il testo parla dell’Ansia feroce della vita moderna, del perenne senso di sentirsi sempre “sbagliati e fuori posto” e dell’ipocrisia dei social. Fino all’urlo potentissimo del ritornello: «Come si fa a resistere all’idea di meritare tutto?». Il messaggio della band è un urlo di ribellione: in un mondo dominato da finta perfezione, dove tutti vogliono avere successo e fama a ogni costo, noi dobbiamo trovare invece il grande Coraggio di rinunciare al “Tutto” e avere la forza di essere semplicemente Noi Stessi! La band partenopea, influenzata dalle orme sacre di gruppi leggendari come Verdena, Afterhours e Nirvana, ha deciso di svoltare radicalmente cantando totalmente in Lingua Italiana, per comunicare in maniera “Carnale e Diretta” col cuore dei propri fan, lasciando intatte nelle canzoni le “imperfezioni” della registrazione in studio! Alzate il volume al massimo della vostra auto! Leggi i dettagli del disco in uscita e la fantastica Biografia della band nel nostro articolo completo! 👇 🎤 Siete anche voi stanchi di ascoltare in radio le solite canzonette commerciali di plastica? Apprezzate ancora il Vero “Rock Alternativo” suonato col cuore, che parla dei nostri veri disagi giovanili? Diteci la vostra opinione musicale nei commenti e CONDIVIDETE per appoggiare la grandissima Musica d’Autore indipendente italiana!

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Tidal Waves

Napoli – Ci sono canzoni nate per farci ballare spensieratamente in spiaggia, e poi ci sono canzoni scritte come se fossero dei veri e propri “pugni nello stomaco”, capaci di scavarci dentro per risvegliare le nostre ansie più nascoste e i nostri dubbi esistenziali.
La grandissima Musica d’Autore, quella vera e ruvida, non è morta affatto. Da venerdì 11 settembre 2026, l’aria delle nostre radio e delle piattaforme di streaming digitale (sotto etichetta Overdub Recordings) verrà letteralmente squarciata e monopolizzata dal graffiante ed emozionante suono di “Caro Vecchio Neon”, l’atteso e nuovissimo singolo dei Tidal Waves. Un brano meraviglioso, che farà da formidabile apripista all’omonimo e attesissimo album della band partenopea di prossima uscita.

Il coraggio di resistere all’idea di “meritare tutto”

L’ispirazione dietro a questo brano rasenta la genialità letteraria. Il titolo, infatti, è un chiarissimo e commosso omaggio al celebre omonimo racconto di David Foster Wallace (tratto dalla magnifica raccolta “Oblio”). Esattamente come il monologo interiore dello scrittore americano, la canzone dei Tidal Waves ci sbatte in faccia in maniera brutale e sincera il senso di “inautenticità” che domina le nostre vite, schiave delle apparenze dei social network.
Il brano viaggia e si arrampica costantemente su un ritmo di batteria ossessivo, teso e sincopato, sorretto da chitarre e sintetizzatori saturi, che crescono e si accumulano in pancia senza mai esplodere del tutto. E quando la tensione sale, arriva l’urlo del ritornello che recita: «Come si fa a resistere all’idea di meritare tutto?». Un interrogativo potente, la cui unica risposta è quella di fuggire dalla dittatura dell’egoismo (quella che ci fa credere che “tutto ciò che conta è solo ciò che è mio”), per rinunciare alla pretesa di essere “onnipotenti” e trovare, finalmente, la nuda e cruda forza di essere semplicemente noi stessi.

Le parole della Band: “Le imperfezioni che ci rendono unici”

Dietro questo piccolo grande capolavoro c’è la fatica fisica ed emotiva della sala d’incisione. «Questo brano rappresenta perfettamente il nucleo del nostro nuovo disco», spiegano con orgoglio i ragazzi della band. «Dentro c’è tutto il nostro modo di scrivere la vita: doppie voci, chitarre sature, tensione ritmica e atmosfere sospese. In studio abbiamo volutamente evitato di rendere il pezzo “troppo ordinato” o piatto. Grazie all’aiuto magistrale di Joey Santoro e Andrea Caccese, abbiamo mantenuto intatte tutte quelle asperità e imperfezioni che per noi erano vitali».
Il mondo sonoro e tematico di “Caro Vecchio Neon” parla a tutti noi senza usare alcun filtro o censura: parla in maniera cruda del peso insopportabile del nostro passato, della perenne e amara sensazione di sentirsi eternamente “fuori posto”, e della fatica di distinguere quello che siamo davvero da quello che la società ci impone di essere.

Dall’Inglese all’Italiano: il nuovo cuore dei Tidal Waves

L’evoluzione dei Tidal Waves (trio Alternative Rock nato a Napoli nel lontano 2016 e formato da Antonio Ricciardi alla voce e chitarra, Francesco Izzo al basso e voce, e Nunzio Garofalo alla batteria dal 2021) è un viaggio emotivo mozzafiato. Il cambio della guardia alla batteria ha segnato per la band l’inizio di una svolta epocale e coraggiosissima: l’abbandono della comoda lingua inglese (utilizzata ai tempi del primo disco “Avalanches”) in favore di una dolorosa e dolcissima scrittura in Lingua Italiana.
Cantare e urlare nella propria lingua madre ha permesso ai tre artisti di abbattere i muri invisibili della traduzione, instaurando un rapporto carnale, intimo e diretto con chi ascolta i loro testi. Influenzati dall’eredità mastodontica di mostri sacri del calibro di Verdena, Afterhours, Marlene Kuntz, Nirvana, Interpol ed Elliott Smith, i Tidal Waves fondono abilmente psichedelia, new wave e atmosfere elettriche. Preparatevi ad abbassare i finestrini della vostra auto e ad alzare il volume radio al massimo: il vero rock alternativo in Italia è tornato per restare, e questa volta parla direttamente alla nostra anima.

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Spettacolo

Il treno per Formia e la geografia dei sentimenti: Titta lancia “A metà strada”, l’inno pop-cantautorale che insegna ad amarsi senza perdersi

Due città diverse, un treno regionale e un tavolino da bar a Formia dove nasce la magia. 🚆❤️ Da venerdì 11 settembre arriva in radio “A metà strada”, lo splendido e intimo nuovo singolo della cantautrice e attrice Titta, distribuito da ADA Music Italy. Un inno pop-cantautorale iper-emotivo dedicato alle relazioni a distanza e ai legami adulti, nato per ricordarci che amare significa andarsi incontro senza mai annullare il proprio mondo. Un brivido di pura verità acustica che vi colpirà dritto al cuore. Scoprite tutta l’incredibile storia e il progetto “Fuori Asse” nell’articolo! 👇✨🎶

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Titta lancia "A metà strada"

Roma – Ci sono canzoni che non nascono tra le mura acustiche e ovattate di uno studio di registrazione, ma che esplodono all’improvviso sui sedili di un treno regionale, tra il rumore dei binari e lo scorrere dei finestrini, nel punto esatto in cui due vite separate cercano un compromesso per potersi abbracciare. Le relazioni in età adulta sono una geografia complessa, fatta di incastri millimetrici, agende sature, chilometri da percorrere e stanchezze quotidiane da arginare. Da venerdì 11 settembre 2026, questo straordinario e delicatissimo spaccato esistenziale si trasforma in una colonna sonora avvolgente. Entra infatti in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali di streaming “A metà strada”, il travolgente e intimo nuovo singolo della cantautrice e attrice romana Titta, rilasciato per l’etichetta Red&Blue Music Relations e distribuito capillarmente da ADA Music Italy.

Il brano si presenta come il perfetto e attesissimo seguito ideale di “Right Here Right Now”, aprendo ufficialmente la stagione invernale con un sound pop cantautorale, contemporaneo e iper-emotivo. Titta fotografa senza filtri o idealizzazioni romantiche il dramma e la poesia dei legami a distanza, concentrandosi su quella condizione sospesa in cui due persone continuano a scegliersi consapevolmente pur abitando mondi e città differenti. La “metà strada” del titolo diventa così il manifesto filosofico ed etico di un amore o di un’amicizia matura: quel perimetro condiviso in cui nessuno dei due è costretto ad annullare o sacrificare interamente la propria indipendenza per raggiungere l’altro, ma dove entrambi accettano di camminare l’uno verso l’orizzonte dell’altro.

Dalla stazione di Formia alla poesia del quotidiano: la genesi acustica del brano

La storia che ha portato alla nascita di questa traccia possiede la freschezza e la verità delle cose vissute sulla pelle, un aneddoto puro che l’artista condivide con spavalda sincerità. «A metà strada è nata, letteralmente, a metà strada», rivela Titta, svelando i retroscena di un lunedì pomeriggio che ha cambiato la sua rotta creativa. «Io vivo a Roma e la mia amica Laura vive e lavora a Napoli: due vite adulte, piene di impegni, ritmi diversi. Un giorno abbiamo deciso di cercare un punto intermedio tra noi e, seguendo le fermate del treno regionale, siamo finite a Formia. È lì, al tavolino di un bar, che è nata la canzone. Laura mi ha guardato e ha detto: ‘Dovresti scriverci un pezzo’. Ci siamo rese conto che quel luogo raccontava qualcosa di molto più grande di noi».

Nelle amicizie e negli amori adulti, ricorda la cantautrice, non può esserci sempre un solo individuo a percorrere l’intera distanza, investendo tempo, costi ed energie emotive mentre l’altro resta immobile ad attendere. Il brano si trasforma così in una risorsa terapeutica per l’anima del pubblico, un promemoria essenziale che insegna l’arte dell’andare incontro ai bisogni altrui senza smarrire se stessi. Una danza simmetrica e trasparente, dove non serve necessariamente incontrarsi sempre al centro esatto della terraferma, ma continuare a muoversi con empatia e rispetto reciproco per edificare un equilibrio che faccia sentire protetti entrambi.

Dalla Camera dei Deputati allo psycho-punk: il profilo di un’artista totale

L’assoluta solidità strutturale e narrativa di Titta affonda le radici in un percorso multidisciplinare straordinario, che la vede muoversi con disarmante naturalezza tra la recitazione teatrale, il songwriting e l’alta formazione. Oltre a calcare i palchi, l’artista ha approfondito con rigore gli studi nelle artiterapie espressive, portando la propria competenza scientifica fino alla Camera dei Deputati, dove ha partecipato più volte in veste di relatrice ufficiale con speech applauditissimi dedicati proprio al potere medico e curativo dell’arte sulla salute mentale. Una cura per le fragilità umane che oggi Titta continua ad affinare studiando per il conseguimento del Diploma in Canto Moderno, unendo l’istinto alla tecnica più pura.

Il suo sound originale, ricco di contrasti e venato di ironia, rabbia e introspezione, risente di influenze eterogenee che spaziano dal teatro-canzone di stampo classico alle suggestioni del musical anglo-americano, come già dimostrato nelle fortunate tracce precedenti “Ostaggi”, “Mimma” e “Perfetta”. Questo nuovo singolo si inserisce nel più ampio e monumentale progetto artistico battezzato “FUORI ASSE – carta celeste per stelle inclinate”, inaugurato a giugno 2026 con lo straziante brano “Cronika” — accompagnato da un videoclip elegante e disturbante con l’estetica psycho-punk firmata da Armando Di Lillo e la coreografia contemporanea di Anna Bucci. Con “A metà strada”, Titta dimostra che la vulnerabilità non è una debolezza da nascondere dietro uno schermo digitale, ma l’unica vera forza capace di rimetterci al mondo, una fermata del treno alla volta.

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Spettacolo

Monferr’Autore Festival: un mare di chitarre in piazza per il commovente addio a Guccini. Trionfano i Bailenga, svelato il programma di settembre

Oltre 300 persone radunate in Piazza per piangere e cantare le canzoni dell’immenso FRANCESCO GUCCINI! 🎸 ❤️ Le immagini che arrivano da Casale Monferrato (AL) mettono letteralmente i Brividi! In occasione del grandissimo “Monferr’Autore Festival”, una marea di persone di tutte le età, armate solo di Chitarre, Fisarmoniche e Mandolini, ha invaso la piazza per rendere l’ultimo e commovente omaggio al grande “Maestrone” della musica italiana (a un mese esatto dalla sua scomparsa)! Nessun palco, nessuna barriera, solo un gigantesco coro di Cuori! Il Direttore Artistico Enrico Deregibus, commosso, ha promesso: “Lo rifaremo ogni anno! E il prossimo anno canteremo in piazza per Rino Gaetano!”. Ma il Festival è anche il regno dei Giovani: grandissimo successo per la Finale del “Monferrato Music Contest”, che ha visto trionfare il duo dei “Bailenga” (Elisa Guarraggi e Pietro Ariotti) e i giovani talenti casalesi dei “Velvet Mountain”! 🎉 La grandiosa carovana musicale in terra piemontese andrà avanti per tutto il mese di settembre con Ospiti Stellari e totalmente Gratuiti! Giovedì 10 settembre si terrà l’incontro letterario con Emidio Clementi (leader dei Massimo Volume). Giovedì 24 ci sarà lo spettacolo musico-teatrale della bravissima Linda Antosiano. Venerdì 25 settembre preparatevi a ballare con il Talk e il sofisticatissimo Dj-Set di BOOSTA (lo storico fondatore e tastierista dei SUBSONICA)! Infine, il 27 settembre, il magico concerto di Agnese Valle (Vocal Coach della trasmissione televisiva “Amici”)! Leggi tutto il calendario ufficiale, le location e gli orari per partecipare nel nostro articolo di approfondimento completo! 👇 🎶 Qual è la vostra canzone preferita dell’indimenticabile Francesco Guccini? Diteci nei commenti quale frase delle sue canzoni vi portate sempre nel Cuore e CONDIVIDETE per far conoscere a tutti questo meraviglioso Festival della Musica e della Cultura!

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Monferr’Autore Festival

Casale Monferrato (AL) – Ci sono momenti in cui la musica smette di essere un semplice intrattenimento e diventa pura magia, un filo invisibile capace di unire le anime e di curare le ferite di una comunità. E quello che è andato in scena domenica scorsa nella splendida cornice di piazza Mazzini, a Casale Monferrato, è stato un vero e proprio miracolo di condivisione e commozione collettiva.
Oltre trecento persone (arrivate da Torino, Genova, Biella e Novi Ligure) si sono radunate sotto il cielo piemontese per rendere l’ultimo, struggente e immenso omaggio a Francesco Guccini, a un mese esatto dalla sua dolorosissima scomparsa. Nessun palco scintillante, nessuna barriera, nessuna amplificazione artificiale. Solo la forza bruta e meravigliosa dei sentimenti: chitarre acustiche, una fisarmonica, un vecchio mandolino, un violoncello e un coro sterminato di voci di ogni età che si sono alzate al cielo per intonare le ballate immortali del grande “Maestrone”.

Il cuore di Casale e la promessa di Deregibus

L’emozionante “Cantata per Francesco” è stata la tappa più suggestiva del Monferr’Autore Festival, la colossale rassegna culturale che fino a fine settembre porterà ben 25 eventi in 15 diverse località della provincia.
Visibilmente commosso, il Direttore Artistico della kermesse, Enrico Deregibus, ha ringraziato la sua città: «È stata un’emozione unica e irripetibile sentire così tante persone intonare le poesie di uno dei più grandi intellettuali del Novecento italiano. Ma vi faccio una promessa: non sarà un’iniziativa isolata. Ogni anno ripeteremo questa grande cantata in piazza dedicandola a un grandissimo cantautore. E vi anticipo già che il prossimo anno lo faremo per Rino Gaetano!».

Il Monferrato Music Contest: trionfano i Bailenga

Ma il Festival non vive solo di memoria e nostalgia, anzi: è una straordinaria fucina di nuovi talenti giovanili. Martedì sera, 8 settembre, presso il Country Sport Village di Mirabello Monferrato, si è tenuta la tiratissima finale del Monferrato Music Contest.
La vittoria assoluta, meritatissima, è andata ai bravissimi Bailenga (l’affiatato duo acustico composto da Elisa Guarraggi e Pietro Ariotti), mentre l’ambitissimo “premio dei giovani in platea” è stato strappato con grinta dai casalesi Velvet Mountain (Emanuele Artale, Andrea Vella e Filippo Chilò). Un segnale bellissimo che ci conferma quanto la scena musicale giovanile locale sia ancora viva, pulsante e ricca di talento autoriale.

Un cartellone di settembre semplicemente stellare

La carovana del Monferr’Autore Festival (organizzata magistralmente da AccademiaMonferrato) non si ferma e si prepara a chiudere il mese di settembre con un calendario da brividi, incrociando sapientemente letteratura, musica elettronica, cantautori e teatro.
Si parte subito grandissimo giovedì 10 settembre (ore 18:30) ad Alessandria presso la Libreria “Andando e stando”: il protagonista assoluto sarà Emidio Clementi, leader carismatico dei Massimo Volume e figura chiave della cultura alternativa italiana, che presenterà il suo nuovo romanzo “Prima dell’incendio” dialogando a tutto tondo con Deregibus.
Giovedì 24 settembre (ore 21:00, Alessandria) sarà la volta della bravissima Linda Antosiano con il suo particolarissimo spettacolo teatrale-musicale “Canto per non piangere”.
Venerdì 25 settembre l’asticella si alzerà ulteriormente con l’arrivo all’Officina di Alessandria di Boosta (Davide Dileo), storico fondatore e tastierista dei Subsonica. Il celebre musicista delizierà il pubblico prima con un talk intimista sulla sua lunghissima carriera, e poi farà vibrare le casse con un dj-set sofisticatissimo a base di pura elettronica d’autore.
Infine, domenica 27 settembre (ore 16:30), la chiusura in dolcezza a Castelletto Monferrato: in occasione dell’Open Day di AccademiaMonferrato, si esibirà la cantautrice romana Agnese Valle (celebre vocal coach del programma TV “Amici”).
Il Monferrato si conferma così, ancora una volta, la Capitale indiscussa della Cultura e dell’Arte del Nord-Ovest italiano.

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