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Il miracolo del lavoro in Abruzzo: l’incredibile record della Green Academy (95% di assunti). Aperte le iscrizioni e nuovo Open Day all’Aquila

IL MIRACOLO DEL LAVORO IN ABRUZZO! 💼 🎓 Un incredibile record del 95% di “Assunti Subito”! Arriva l’OPEN DAY gratuito all’Aquila per studenti e disoccupati! Vi preghiamo di leggere questo articolo e di diffonderlo per aiutare chi non ha un impiego! In un periodo storico in cui per i giovani (e non solo) trovare un posto di lavoro sembra un’impresa impossibile e disperata, nella nostra regione c’è una straordinaria “Isola Felice” che regala una speranza enorme a centinaia di famiglie! Stiamo parlando della prestigiosa “Abruzzo Green Academy” (ITSEE dell’Aquila), una magnifica scuola di Alta Tecnologia Specializzata che forma quelle rarissime figure professionali che le aziende moderne cercano disperatamente! ⚙️🔋 I numeri di questi corsi sono da brividi: grazie alla preparazione in Transizione Energetica e Industria 4.0 (con mesi e mesi passati direttamente a fare pratica nelle aziende e in Europa), ben IL 95% DEGLI ISCRITTI TROVA IMMEDIATAMENTE UN LAVORO sicuro nell’edilizia e nell’industria ecologica! Per presentare questi formidabili percorsi, MARTEDÌ 15 SETTEMBRE 2026 alle ore 10:00 si terrà uno speciale OPEN DAY presso il Centro per l’Impiego dell’Aquila (in Via Rocco Carabba)! Un incontro a Porte Aperte rivolto ai giovani diplomati, ai laureati e persino a tutti i Disoccupati e lavoratori in cerca di una nuova svolta nella vita! Le buone notizie non finiscono qui: quest’anno ai corsi di “Energy Manager” si aggiungerà il nuovissimo corso per “Sustainability Manager”, e verrà presto inaugurata un’enorme Sede Distaccata anche ad AVEZZANO! Ma attenzione: per mantenere altissima la qualità, le lezioni di novembre sono “a numero chiuso”! Ci sono solamente 75 POSTI DISPONIBILI. Leggi tutti i dettagli sui diplomi rilasciati e scopri il Link Ufficiale per poterti iscrivere subito nel nostro articolo completo! 👇 🏭 Conoscevate già questa bellissima realtà abruzzese capace di azzerare la disoccupazione? Diteci la vostra opinione nei commenti, TAGGATE i vostri figli, amici e parenti in cerca di un’occupazione solida e CONDIVIDETE per far girare questa meravigliosa e speranzosa notizia!

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AbruzzoGreenAcademy

L’Aquila – In una società in cui troppo spesso i giovani, i padri di famiglia e i disoccupati perdono le speranze di trovare un’occupazione dignitosa, schiacciati dalla crisi e dall’incertezza del domani, esistono per fortuna delle “isole felici” capaci di accendere un faro luminoso in fondo al tunnel. Una di queste rarissime ed eccellenti realtà si trova proprio nel cuore dell’Abruzzo: stiamo parlando della prestigiosa Abruzzo Green Academy (Itsee) dell’Aquila.
Questa straordinaria scuola di Alta Tecnologia e Specializzazione rappresenta oggi un vero e proprio trampolino di lancio verso un futuro radioso, garantendo l’accesso ai mestieri del domani (legati all’efficienza energetica e all’ecologia) con un tasso di assunzione post-diploma che ha letteralmente dell’incredibile.

L’Open Day della Speranza: appuntamento il 15 settembre

Per illustrare alla cittadinanza questo percorso di altissima formazione e per incrociare in maniera concreta la domanda e l’offerta nel mercato del lavoro, l’Abruzzo Green Academy ha organizzato una vitale giornata di incontro e orientamento.
L’attesissimo “Open Day” si terrà martedì 15 settembre 2026, a partire dalle ore 10:00 del mattino, proprio all’interno del Centro per l’Impiego del capoluogo regionale, situato in via Rocco Carabba 4. L’invito non è rivolto soltanto ai giovanissimi neodiplomati in cerca di orientamento, ma è un appello a porte aperte per i disoccupati o per i lavoratori che sognano di rimettersi in gioco e affrontare nuove, stimolanti sfide professionali in un mondo industriale in continua evoluzione.

Il record delle assunzioni: il 95% trova subito lavoro

Il vero e indiscutibile punto di forza di questi corsi è racchiuso nei numeri, che parlano da soli in modo trionfale. «Questa giornata speciale è un’occasione d’oro per aprire le nostre porte a chi è alla ricerca di una svolta definitiva nella propria vita», ha spiegato con orgoglio Mara Laglia, Presidente della Fondazione ITS Efficienza Energetica dell’Aquila.
«Avremo modo di illustrare a tutti le straordinarie proposte e i sicuri sbocchi lavorativi di un percorso d’eccellenza. Formiamo figure tecniche specializzate che sono sempre più introvabili e richieste dalle aziende di tutta Europa, tanto che ben il 95% dei nostri studenti trova immediatamente un posto di lavoro garantito nei settori dell’industria 4.0 e dell’edilizia sostenibile».

I tre percorsi del futuro e la nuova sede ad Avezzano

L’Accademia ha ufficialmente aperto le candidature per l’iscrizione ai nuovi, ambitissimi corsi. La grandissima novità formativa di quest’anno è l’introduzione del corso per Sustainability Manager, una figura ormai vitale per il futuro del pianeta, che andrà ad affiancarsi ai già collaudati ed efficientissimi corsi per Energy Manager e Building Manager. Professioni, queste ultime, che guidano i grandi capitali verso la cosiddetta transizione ecologica (la “Green Economy”).
Ma le buone notizie non finiscono qui. Per dimostrare un’attenzione ancora più capillare verso le esigenze logistiche degli iscritti abruzzesi, la Presidente Laglia ha annunciato con entusiasmo l’imminente apertura di una nuova sede distaccata ad Avezzano: un presidio che garantirà spazi enormi e diventerà un fondamentale punto di riferimento formativo per tutto il bacino della Marsica.

Come candidarsi per accaparrarsi gli ambiti 75 posti

I posti per accedere a questa eccellenza tutta abruzzese sono rigorosamente “a numero chiuso”, per garantire una formazione seria e una reale attenzione agli studenti. Ci sono a disposizione solamente 75 posti totali (divisi in 25 candidati per ognuno dei tre corsi proposti).
Possono iscriversi e candidarsi tutti coloro che sono in possesso di un normale Diploma di Scuola Superiore, oltre a laureati o laureandi. Il percorso formativo, che partirà ufficialmente nei primissimi giorni di novembre, è lungo e professionalizzante: prevede ben 1.800 ore totali, di cui 800 svolte in tirocini diretti all’interno di aziende o studi professionali (in Italia o all’estero tramite il circuito europeo Erasmus+). Tutti i diplomi rilasciati, e i crediti acquisiti, sono pienamente riconosciuti dalle Università in tutto il territorio dell’Unione Europea. Per inviare la propria candidatura è sufficiente registrarsi online sul sito ufficiale itsenergia.org. Non perdete questa occasione: il lavoro dei vostri sogni potrebbe partire proprio da qui.

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Subiaco – Monastero di Santa Scolastica, dove nacque il primo libro stampato in Italia

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Santa Scolastica Subiaco

Subiaco-  C’è chi sale a Subiaco solo per il Sacro Speco, la grotta scavata nella roccia che la tradizione lega agli anni da eremita di San Benedetto.
Pochi chilometri più a valle, però, un altro edificio merita la sosta e viene spesso liquidato con una scrollata di spalle: il Monastero di Santa Scolastica.
Qui, nel 1465, due chierici tedeschi misero in funzione il primo torchio tipografico della penisola. Il risultato è che il più antico libro a stampa d’Italia porta, in un certo senso, il profumo di questa valle dell’Aniene, a un’ora scarsa da Roma.Prima dei monaci c’era l’imperatore. Nerone aveva fatto costruire quassù una villa e una serie di laghi artificiali sbarrando il fiume, i celebri Simbruina stagna.
Su quelle rovine, intorno al VI secolo, il giovane Benedetto da Norcia si ritirò in solitudine e fondò una rete di comunità monastiche.Di quei dodici cenobi, Santa Scolastica è l’unico sopravvissuto senza interruzioni, tanto che un’iscrizione all’ingresso ricorda proprio questo primato.
L’intitolazione alla sorella gemella del santo arrivò più tardi: in origine il complesso era dedicato a San Silvestro. Come ricostruisce il sito ufficiale dei Benedettini di Subiaco, la comunità ha attraversato saccheggi, terremoti e rifacimenti restando sempre abitata.Il campanile romanico, con i suoi cinque ordini di bifore, è la parte più antica ancora in piedi e risale alla metà dell’XI secolo.
È il primo segnale che il luogo non si lascia riassumere in una sola epoca: ci si entra credendo di trovare un monastero medievale e si esce con la testa piena di secoli diversi.Il cuore architettonico è la sequenza dei tre chiostri, che si attraversano uno dopo l’altro come capitoli di uno stesso racconto.
Il più recente è il chiostro rinascimentale, sobrio e luminoso, con arcate regolari che smorzano la severità monastica. Si prosegue nel chiostro gotico, dalle linee slanciate e ogivali, prima di arrivare al pezzo forte.Il chiostro cosmatesco, del XIII secolo, è il più prezioso. Lo firmarono Jacopo e il figlio Cosma, maestri marmorari romani della celebre famiglia dei Cosmati, specialisti in quei mosaici geometrici fatti di tessere colorate e dischi di porfido che sembrano tappeti pietrificati.
Un’iscrizione intarsiata nel marmo cita ancora gli artefici, dettaglio raro per l’epoca e piccola vanità d’autore che fa sorridere.Veniamo all’episodio che rende Santa Scolastica un indirizzo da pellegrinaggio per bibliofili e storici del libro. Nel 1465 due tipografi provenienti dalla Germania, Conrad Sweynheym e Arnold Pannartz, allievi della bottega di Gutenberg, arrivarono nel monastero e vi installarono il primo torchio a caratteri mobili funzionante in Italia.
Da quelle casse di legno uscì il De oratore di Cicerone e, con data certa dell’ottobre 1465, le De Divinis Istitutionibus di Lattanzio: il primo libro a stampa italiano di cui si conosca il giorno di pubblicazione. Entrambi sono visibili nell’Esposizione Permanente della Biblioteca.
Un terzo volume fu il De Civitate Dei di Sant’Agostino, stampato nel giugno del 1467, subito prima del trasferimento di Pannartz e e Sweynheym a Roma.I due artigiani restarono poco: dopo un paio d’anni trasferirono l’officina a Roma, dove il mercato dei lettori era più ricco.
Resta però il fatto storico: la tipografia italiana nacque in questo angolo di montagna, non in una capitale. Un paradosso che dice molto su quanto i monasteri fossero, allora, i veri laboratori del sapere.Coerente con questa vocazione, la biblioteca statale del Monastero di Santa Scolastica conserva un patrimonio di manoscritti, pergamene e incunaboli che la rende un riferimento per gli studiosi.
Scorrere il catalogo significa ripercorrere la trasmissione della cultura occidentale attraverso l’amanuense prima e il carattere mobile poi.
Sopra uno degli archi d’ingresso campeggia l’invito che riassume l’intera filosofia benedettina, l’ora et labora: prega e lavora, due gesti che qui hanno prodotto bellezza tangibile per quindici secoli.Merita una parola anche la chiesa abbaziale. Il suo aspetto attuale, neoclassico e sorprendentemente luminoso, si deve all’architetto bergamasco Giacomo Quarenghi, che la ridisegnò alla fine del Settecento prima di partire per la Russia e diventare l’architetto prediletto di Caterina II.
Trovare la sua mano in una valle dell’Aniene è uno di quei cortocircuiti che rendono la visita memorabile.

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La Calabria e Tropea finiscono sulla nuova moneta da 5 euro

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Redazione-  Nasce una nuova moneta da 5 euro che porta la Calabria nella serie “Cultura Enogastronomica Italiana – Sapori d’Italia”. Ad andare sul conio sono due prodotti simbolo della regione: il vino Cirò e la Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP. L’emissione, spiega la nota ufficiale, vuole celebrare il patrimonio enogastronomico nazionale come espressione di storia, cultura e tradizioni trasmesse nel tempo. Il collezionismo numismatico diventa così uno strumento per raccontare i territori e le identità locali attraverso immagini e simboli. Sul dritto della moneta c’è uno scorcio del lago Cecita, immerso nel verde dell’altopiano della Sila. Il paesaggio è “sorvegliato” dai Bronzi di Riace, mentre un capitello ionico richiama la Magna Grecia, la stagione in cui le colonie greche lasciarono un’impronta profonda nel Meridione. Il rovescio è dedicato ai sapori e ai saperi calabresi. In primo piano una bottiglia di Cirò, decorata con un pinax locrese raffigurante Dioniso, accanto a una cesta intrecciata secondo la tradizione della Sila greca e colma di grappoli d’uva. Completano la scena una treccia di peperoncini e una di cipolle rosse di Tropea. Il riferimento all’IGP lega il prodotto a un’area precisa e a un disciplinare di produzione, facendo dell’origine territoriale un tratto distintivo. La moneta, intitolata “Cirò e Cipolle di Tropea – Calabria”, è stata emessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e realizzata dalla Zecca dello Stato. Il progetto è firmato dall’incisora Marta Bonifacio.

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In Toscana il borgo piu’ colorato, un quadro a cielo aperto

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Borgo colorato

Redazione-  La Toscana, con il suo paesaggio estremamente vario, che cambia chilometro dopo chilometro, porta chi la visita a fondo dentro a un gigantesco caleidoscopio. Le sfumature di questa regione sembrano non smettere mai di cambiare davanti ai nostri occhi. In provincia di Pisa, però, un piccolo borgo ha voluto spingersi oltre. Anziché limitarsi a essere incorniciato da tutti quei colori, Ghizzano ha deciso di metterseli addosso. Tutto è iniziato nel 2019, da un progetto di riqualificazione che ha visto tre artisti trasformare il piccolo paese in un piccolo mondo a parte. Grazie a vie dalle case colorate, sculture e opere d’arte contemporanea, Alicja Kwade, David Tremlett e Patrick Tuttofuoco hanno reso Ghizzano il borgo più colorato d’Italia. Un’iniziativa che comunque non ha messo in secondo piano il fascino storico del borgo, ma lo ha risaltato ulteriormente.

Via di Mezzo è una strada lunga e stretta che divide il piccolo centro di Ghizzano. Ai lati della via ci sono due file di piccole case allineate, che nel 2019 sono diventate la tavolozza dell’artista inglese David Tremlett. Le loro pareti sono state ridipinte con colori che spaziano tra verde, ocra, rosso e marrone, con l’intento di riprendere i colori tipici del paesaggio circostante. Inoltre, in prossimità delle porte e delle finestre compaiono decorazioni geometriche colorate con le stesse tonalità vivaci. Un omaggio alla terra e alla natura circostante il cui impatto visivo risulta ancora più forte grazie al contrasto con le antiche case di mattoni che riempiono il resto del paese.

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