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Cultura

La settima arte infiamma L’Aquila Capitale della Cultura: al via la prima edizione del “CiAq” con 79 film da brivido, masterclass e giurie da Oscar

L’Aquila si trasforma nella Hollywood d’Abruzzo per quattro giorni di pura magia cinematografica! 🎬⛰️ Dal 17 al 20 settembre prende il via la prima edizione di “CiAq – Premio Cinematografico L’Aquila”, un festival monumentale a ingresso GRATUITO inserito nel palinsesto di L’Aquila Capitale della Cultura 2026. Ben 79 film in programma distribuiti tra il Teatro San Filippo e Palazzo Ciccozzi, masterclass quotidiane con critici e distributori, e proiezioni attesissime come “Squali” e “The Last Match”. Si chiude domenica con la consegna dei premi della giuria presieduta da Mariangela Sansone e l’omaggio speciale a Federico Braconi. Scoprite l’intero programma nell’articolo! 👇❤️✨

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Locandina evento L'Aquila

L’Aquila – Ci sono città che possiedono un’architettura che sembra essa stessa una scenografia cinematografica a cielo aperto, dove le ferite della storia e la maestosità della pietra raccontano, senza bisogno di parole, l’eterna epopea della fragilità e del riscatto umano. L’Aquila, nel suo anno d’oro come Capitale Italiana della Cultura 2026, si appresta a riappropriarsi della sua vocazione più intima, viscerale e profonda: quella di essere un palcoscenico e un laboratorio per il cinema indipendente mondiale. Da giovedì 17 a domenica 20 settembre 2026 prenderà ufficialmente il via la prima, attesissima edizione di CiAq – Premio Cinematografico L’Aquila. Una kermesse imponente, a ingresso completamente gratuito previa registrazione online, che promette di trasformare il capoluogo abruzzese nel cuore pulsante della settima arte, riunendo registi emergenti, maestri della cinepresa e migliaia di appassionati.

La manifestazione si presenta al pubblico con un cartellone da capogiro: ben 79 opere cinematografiche distinte, meticolosamente selezionate tra 12 lungometraggi di finzione, 24 documentari d’inchiesta e 43 cortometraggi d’avanguardia. Organizzato con rigore filologico dall’Associazione Culturale Innovahub, con il prezioso e fondamentale sostegno del Gruppo Abivet Società Benefit, il festival è guidato dal talento del direttore artistico Maurizio Albano e dal direttore organizzativo Francesco Albano, storici fondatori della casa di produzione SimonFilm e del polo formativo Spazio Indipendenza. L’evento rappresenta una vera e propria risorsa terapeutica ed etica per il territorio, segnando la rinascita culturale del settecentesco Palazzo Ciccozzi in via Indipendenza, restituito alla comunità come hub per la formazione e l’innovazione.

Dieci round di visioni e giurie d’élite: i nomi dei giurati che tremano al Lido

A valutare e cesellare i verdetti di un concorso così ricco e serrato sarà una giuria ufficiale d’eccezione, composta da autorevoli firme della critica e della cinematografia internazionale. A presiedere la delicata e prestigiosa sezione Lungometraggi sarà la celebre saggista e critica cinematografica Mariangela Sansone, affiancata in commissione da Anna Collabolletta, Stefano D’Amadio e Gianlorenzo Franzì. La valutazione dei Cortometraggi sarà affidata alla sensibilità di Francesca Laurenzi, Nicola Luigi Conti e Irina Tarvida, mentre l’ingrato ma affascinante compito di selezionare il miglior Documentario spetterà al regista e giornalista Riccardo Barbieri. Un team d’élite incaricato di scovare i capolavori capaci di interpretare la complessità del nostro presente.

«Con la prima edizione del CiAq non vogliamo soltanto celebrare il cinema, ma restituire all’Aquila la sua naturale vocazione di set», spiega con orgoglio e calore il direttore artistico Maurizio Albano, riannodando i fili con la memoria e raccogliendo il testimone ideale di un’esperienza storica e straordinaria come Una Città in Cinema. «Il nostro obiettivo è far riappropriare la comunità degli spazi urbani, trasformando le piazze e i teatri in luoghi di incontro, visione e dibattito pulito». Una postura che trova il pieno e convinto eco nelle parole del direttore organizzativo Francesco Albano: «In un’era caratterizzata dalla fruizione individuale e dall’isolamento delle piattaforme streaming, crediamo nella magia del grande schermo vissuto come rito collettivo e festa partecipata».

Dal Teatro San Filippo a Palazzo Ciccozzi: la mappa delle emozioni

Il cuore pulsante del festival batterà all’interno di due presidi architettonici straordinari. Il monumentale Teatro San Filippo ospiterà la cerimonia di inaugurazione, fissata per giovedì 17 settembre alle ore 15:30. Insieme alla suggestiva Piazza del Teatro, questa arena ospiterà ben 30 proiezioni di assoluto rilievo, tra cui spiccano pellicole attesissime come il crudo “Squali” di Daniele Barbiero, l’intenso ed emozionante “THE LAST MATCH – L’ultima sfida” diretto da Antonio Silvestre e il mistico, evocativo “Milarepa” firmato dal genio di Louis Nero. Nel frattempo, le sale di Palazzo Ciccozzi proietteranno altri 49 titoli in concorso a partire dalle 15:30, accogliendo a fine giornata registi e accreditati con un esclusivo aperitivo di networking per favorire coproduzioni e joint venture.

Ma il CiAq è anche e soprattutto un’officina di educazione permanente e alta formazione. Ogni giorno, a partire dalle ore 14:00, Palazzo Ciccozzi ospiterà masterclass e workshop specialistici gratuiti curati da professionisti dell’industria audiovisiva, tra cui le stesse giurate Mariangela Sansone e Irina F. Tarvida, e l’esperto di comunicazione Riccardo Barbieri, offrendo ai giovani talenti locali gli strumenti tecnici per comprendere e governare la macchina del cinema moderno, limitando al massimo l’esodo all’estero delle nostre migliori intelligenze creative.

Il gran finale e l’omaggio a Federico Braconi fuori concorso

La solenne cerimonia finale di premiazione si consumerà domenica 20 settembre, alle ore 21:00, sul palco del Teatro San Filippo, momento in cui verranno svelati i vincitori dei trofei ufficiali della kermesse. Ma la festa non si spegnerà con la consegna dei premi: a partire dalle ore 22:00, Piazza del Teatro si illuminerà per un gran finale d’eccezione fuori concorso, dedicato interamente alla proiezione speciale di due opere cinematografiche di devastante impatto sociale: “Piccola storia di un muro” e “Anatomia di un grande sogno”. Entrambi i film sono firmati dalla regia di Federico Braconi e prodotti da SimonFilm, due affreschi densi di vulnerabilità, resistenza e desiderio di evoluzione che sigilleranno una quattro giorni indimenticabile.

Il festival, che viaggia a passo spedito verso il sold out, è promosso grazie a una fitta e trasparente rete di partner territoriali, tra cui L’Aquila Young, il Gold Partner LGF Srl e il media partner Abruzzo Web, uniti per valorizzare l’Abruzzo come set cinematografico d’eccellenza. Il programma completo e gli orari dettagliati di tutte le 79 proiezioni sono già consultabili in tempo reale scaricando l’applicazione ufficiale dal portale https://ciaq.it/it/app/#/schedule. Spegnete gli smartphone, lasciate a casa le nevrosi quotidiane e regalatevi una notte di pura magia all’Aquila: scendete in piazza e lasciatevi cullare dal respiro unanime del grande schermo, perché il cinema è l’unico posto al mondo in cui i sogni tornano a farsi carne.

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Cultura

Due poesie per la mamma: i versi di Irma Kurti nel ventesimo anniversario della scomparsa di Sherife Kurti

Due poesie per la mamma: i versi di Irma Kurti nel ventesimo anniversario della scomparsa di Sherife Kurti 👇

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Irma Kurti

Letteratura – Ci sono legami che oltrepassano il confine del tempo e della morte, radici invisibili ma indistruttibili che continuano a nutrire l’anima di chi resta. A vent’anni esatti dalla scomparsa dell’amata madre Sherife Kurti, avvenuta il 25 ottobre 2006, la poetessa e scrittrice internazionale Irma Kurti affida alla purezza della parola in versi il proprio omaggio più intimo, commosso e universale. Due componimenti di struggente bellezza – Il salice piangente e Lettera alla mamma – che testimoniano come il dialogo con i propri affetti più cari non si interrompa mai, facendosi carezza e balsamo sul territorio della memoria.

Per Irma Kurti, autrice poliedrica e instancabile mediatrice culturale tra le sponde dell’Adriatico e il mondo, la figura materna ha sempre rappresentato il porto sicuro, la luce primigenia che orienta il cammino anche nelle notti più buie dell’esistenza. Nel ventesimo anniversario di quel doloroso distacco, la poetessa non cerca l’artificio retorico o la posa formale, ma si spoglia di ogni difesa, parlando alla madre come una bambina che si rifugia nel ricordo di un abbraccio per trovare ristoro dalla frenesia e dalle maschere della vita moderna.

La memoria diventa così uno spazio sacro e inviolabile all’interno della memoria e sensibilità poetica contemporanea, un luogo dove le memorie del piccolo appartamento d’infanzia e le serate trascorse attorno a un minuscolo fornello riscaldano ancora il cuore, vincendo il gelo del tempo e dell’assenza fisica.

«Il salice piangente»: il rifugio della memoria contro i ritmi del mondo

Nella prima lirica, Il salice piangente, il senso di colpa per le visite mancate a causa di una vita che corre a «un ritmo pazzesco» si stempera in una confessione disarmante. La poetessa si china dinanzi al ricordo materno con la trepidazione di una figlia smarrita in un mondo dominato da apparenze e maschere ingannevoli, dove sembra impossibile ritrovare l’indirizzo delle persone sensibili.

Ma nell’atto stesso di chiudere le palpebre per non turbare la pace materna con le proprie tristezze, nasce il desiderio di trasformarsi in una presenza protettiva per la tomba della madre: non solo ombra ristoratrice nei giorni torridi dell’estate, ma salice piangente capace di vegliare per sempre sul suo riposo.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
POESIA E GRANDI CLASSICI ITALIANI

Tutte le poesie – Alda Merini

I capolavori immortali della poetessa milanese sulla maternità, il dolore, l’amore viscerale e la memoria indelebile degli affetti più cari.

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4.9 su 5
(4.250 recensioni certificate)

Disponibile anche in versione audiolibro su Audible. Prova gratis Audible per 30 giorni cliccando qui.

Il testo delle poesie di Irma Kurti

IL SALICE PIANGENTE

Quanto tempo, mamma, che non vengo da te,
i fiori saranno appassiti di sicuro,
altri, selvaggi germogliano molto alti,
cercando di spezzare l’immenso azzurro.

Mi chino anch’io davanti al tuo ricordo
come una bimba che ha commesso un errore
e alla luce del sole cerca di nascondere
una cattiva condotta o un bicchiere rotto.

La mia vita ha raggiunto un ritmo pazzesco,
i passi somigliano alla corsa ogni giorno.
Ho incontrato tante di quelle maschere
che mi spaventano i pensieri e il sonno.

Ho perso l’indirizzo delle brave persone
e quelle sensibili non riesco a trovarle.
Ho vissuto giorni di pioggia e di freddo,
negli occhi son rimaste gocce di lacrime.

Non voglio farti parte della tristezza,
ricordi quante notti passasti in bianco?
Non ti dirò nulla, chiuderò le palpebre,
nella memoria cercherò il tuo abbraccio.

Mamma, sulla tomba ti cambieranno i fiori
che senza pietà ha rovinato quest’inverno.
Vorrei essere l’ombra nei giorni d’estate,
vorrei essere per te il salice piangente.

LETTERA ALLA MAMMA

Come stai, mamma? Da tempo non parliamo,
non ho ricevuto nessuna notizia da te,
ci sono segnali che nei giorni decifro
come un tuo saluto, come le tue tracce.

Tu mi avevi promesso che saresti venuta
e non ci avrebbe mai separato la morte,
tutti i miei giorni si sono trasformati
in attesa o in battiti veloci del cuore.

Mamma, io non posso venire da te adesso,
i versi mi aspettano immersi nel sonno,
molte idee vaghe e confuse mi attendono
di tornare al più presto, su un foglio.

E mi vengono in mente le nostre memorie,
le sere intorno a un minuscolo fornello,
il piccolo appartamento e le notti buie
che si accendevano dal nostro affetto.

Tu sapevi mantenere le promesse, Mamma
e temo che forse qualcosa sia successo.
Ti spedirò la lettera nella tua dimora
rinfrescata dall’ombra di un cipresso.

«Nel ventesimo anniversario della morte di mia madre, Sherife Kurti, per dirle che la penso ogni singolo giorno ed è sempre nella mia anima, dove si custodiscono gli amori più grandi (25 ottobre 2006)».

In Lettera alla mamma il dialogo si fa ancora più intimo e quotidiano, annullando la distanza tra cielo e terra. La lettera spedita alla dimora rinfrescata dall’ombra del cipresso suggella un patto d’amore imperituro che continua a vivere nella poesia di Irma Kurti e nel ricordo commosso dei lettori.

A cura della Redazione Cultura di Cavaliere News

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Cultura

La poesia americana di Hiram Larew: tra fame nel mondo, memoria e i versi di «Cose sbagliate» tradotti da Irma Kurti

La poesia americana di Hiram Larew: tra fame nel mondo, memoria e i versi di «Cose sbagliate» tradotti da Irma Kurti 👇

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Hiram Larew

Letteratura – Dal cuore pulsante del Maryland fino alle sponde europee, la voce lirica e civile di Hiram Larew rappresenta una delle testimonianze più originali e incisive della poesia statunitense contemporanea. Pluripremiato autore insignito del prestigioso Louisiana Literature Prize, del riconoscimento della Washington Review e nominato per ben quattro volte al prestigioso Pushcart Prize, Larew ha saputo coniugare la finezza estetica della parola con un impegno umanitario di respiro planetario. Oggi le sue opere approdano sul territorio italiano grazie alla preziosa traduzione della poetessa e scrittrice Irma Kurti.

La produzione di Larew – apparsa su riviste di primo piano come Poetry South, The Brown Critique, Contemporary American Voices, Honest Ulsterman e Amsterdam Quarterly – non si è mai rinchiusa nelle torri d’avorio dell’accademia. Docente di cortesia presso cinque università americane e voce culturale di spicco della storica emittente radiofonica WBJC (91.5 FM) di Baltimora all’interno del programma Booknotes, il poeta ha ricevuto borse di studio dall’Arts Councils e dalle Nazioni Unite per la sua straordinaria iniziativa «Poetry X Hunger», un movimento globale che mobilità poeti di ogni continente nella battaglia contro la fame nel mondo. A ciò si affianca la fondazione di «Voices of Woodlawn», un progetto corale che intreccia versi, musica e pittura per fare luce sulla dolorosa memoria della schiavitù negli Stati Uniti.

Lo stile di Hiram Larew si distingue per un’intonazione familiare, schietta, mai incline all’artificio o alla volgarità. I suoi versi traggono linfa da una concreta e appassionata esperienza di vita, dove le immagini quotidiane si caricano di una vibrante allusività filosofica. L’incontro tra la sua sensibilità e la traduzione di Irma Kurti regala due liriche di straordinaria intensità emotiva: Cose sbagliate e Bagnato, tappe preziose di questo fecondo dialogo poetico e culturale.

Imparare dalla fragilità: la lezione delle «Cose sbagliate»

Nel componimento Cose sbagliate, Larew rovescia la logica borghese della perfezione e della sicurezza a tutti i costi. Il poeta avverte l’urgenza quasi fisiologica di mettersi in ascolto delle stonature, delle cene bruciate, dei discorsi complessi e dei corpi sofferenti. È nel contatto intimo con la vulnerabilità – incarnata da un cane con le zecche, da un animale ferito o dal tremore di un bambino spaventato – che l’esperienza si trasfigura in autentica sapienza.

Voltando le spalle alle false certezze protette e chiuse a chiave, l’autore accoglie l’imprevisto come un fulmine necessario: è proprio quando l’ordine precario si spezza che la realtà si spalanca, rivelando il mistero profondo dell’animo umano.

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POESIA E GRANDI CLASSICI AMERICANI

Foglie d’erba – Walt Whitman

Il capolavoro assoluto della letteratura americana che canta la terra, l’anima universale, la libertà e l’incondizionata empatia verso gli ultimi.

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Disponibile anche in versione audiolibro su Audible. Prova gratis Audible per 30 giorni cliccando qui.

Il testo delle poesie di Hiram Larew

COSE SBAGLIATE

Devo ascoltare di più le cose sbagliate. Sì
Ho bisogno di lasciare che i discorsi difficili
si avvicinino a me.
Ho bisogno di credere nella verità delle cene bruciate e
di prendere lezioni dai cani
che passano di nascosto con le zecche.

In effetti, l’unico modo per imparare
probabilmente è da
un animale ferito o
da un bambino spaventato e tremante.
Sì, i suoni vuoti che trasformano
i miei brividi in saggezza.

Quindi, con tutto questo in mente, penso
di voltare le spalle alle
cose più sicure della vita perché
Sembra
che arrivi un errore o
un fulmine arrabbiato e
Ciò che era stato ordinato e chiuso a chiave
si frammenta in pezzi
si spalanca tutto
in una volta con preoccupazioni e rivelazioni.

BAGNATO

La fama deve essere come guidare
sotto un acquazzone
o strizzare gli occhi per vedere…
cercando di scorgere
cosa c’è di notte
con nessun altro intorno
che parla ad alta voce.

O forse essere conosciuti significa in realtà che
le camicie bagnate sembrano finalmente normali.
Forse, in effetti, se improvvisamente vi vengono i brividi
da tutti i titoli dei giornali
allora quei brividi vi porteranno a
dire semplicemente Va bene, grazie.

A dire il vero, l’acclamazione è probabilmente
come quando i torrenti esondano
il vostro terreno basso
e gli alberi e i cani ridono dall’alto
mentre voi galleggiate
salutando.

Sì, la popolarità deve essere come gli odori di una cantina––
speciali e per tutto il tempo ––
anche dopo che tua nonna ha consegnato il suo biglietto
e se n’è andata per sempre.

In Bagnato, Larew offre invece una decostruzione ironica e impietosa del concetto di fama e celebrità, paragonata a un acquazzone improvviso o a un torrente in piena che sommerge la terraferma. Una riflessione matura e disincantata, che la penna sensibile di Irma Kurti restituisce con mirabile fedeltà lirica.

A cura di Irma Kurti per Cavaliere News

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Cultura

L’arte senza confini di Daniela Karina Tomé: le poesie dall’Argentina nella traduzione di Irma Kurti

L’arte senza confini di Daniela Karina Tomé: le poesie dall’Argentina nella traduzione di Irma Kurti 👇

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Daniela Karina Tomé

Letteratura – Dalle sponde dell’Oceano Atlantico che bagnano Mar del Plata fino alle avenidas sterminate di Buenos Aires, la voce artistica di Daniela Karina Tomé irrompe nel panorama contemporaneo come una potente testimonianza di libertà, impegno civile e polifonia creativa. Nata nel 1968 in una terra feconda di contraddizioni e fermenti culturali, la Tomé incarna la figura autentica dell’artista rinascimentale del terzo millennio: musicista, cantautrice con oltre cinquecento brani composti all’attivo, pittrice, muralista, giornalista e poetessa pluripremiata. Oggi la sua opera sbarca sul territorio italiano grazie alla prestigiosa traduzione firmata dalla poetessa e scrittrice internazionale Irma Kurti.

Fondatrice del movimento culturale «Arte Sin Aduanas» (Arte Senza Dogane) e dell’omonima casa editrice nata nel 2020, Daniela Karina Tomé ha sempre concepito l’espressione artistica non come un piedistallo per l’ego, ma come uno strumento militante di emancipazione umana e riscatto sociale. Con i suoi progetti ha portato laboratori di musica, pittura e poesia all’interno delle carceri e degli istituti per l’infanzia abbandonata, convinta che la bellezza sia l’unico varco capace di abbattere le sbarre dell’emarginazione. Come editore del giornale digitale Humana Resistencia e voce radiofonica indipendente, si batte da decenni in prima linea per la difesa incondizionata dei diritti umani.

La sua produzione musicale – coronata da album iconici come El ojo del ciclón (2013), Por donde ara la lluvia (2020) e Sirena triste – spazia tra il rock d’autore, il blues viscerale, la trova e il folk argentino, riflettendosi intimamente nei suoi quattro libri di poesia. La silloge presentata oggi apre una finestra privilegiata su questo dialogo interculturale e poetico, offrendo tre componimenti emblematici: La perla, Chilometri più in basso e Anima.

Tra l’oceano di Mar del Plata e l’abisso urbano di Buenos Aires

Nella lirica La perla, la Tomé canta l’elemento marino che ha cullato la sua infanzia a Mar del Plata (storicamente ribattezzata la «Perla dell’Atlantico»). Il mare non è soltanto un paesaggio naturale, ma un’entità vivente, «un polmone che si estende nelle arterie» e una presenza ineludibile da cui l’animo umano non potrà mai allontanarsi veramente. È la culla della libertà originaria che chiama a sé chiunque abbia imparato ad ascoltarne il richiamo.

A questa visione primordiale e luminosa fa da contrappunto il disincanto metropolitano di Chilometri più in basso. Qui lo sguardo si sposta sulle strade convulse di Buenos Aires, dove i viali infiniti sembrano recidere il legame con il cielo e la folla in perenne movimento divora l’identità dei singoli, trasformando la solitudine nel volto condiviso di milioni di individui smarriti nella fretta quotidiana.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
POESIA E LETTERATURA LATINOAMERICANA

Tutte le poesie – Jorge Luis Borges

I capolavori del maestro argentino tra labirinti interiori, le strade di Buenos Aires, il mare e l’incessante ricerca del mistero dell’anima.

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4.9 su 5
(2.410 recensioni certificate)

Disponibile anche in versione audiolibro su Audible. Prova gratis Audible per 30 giorni cliccando qui.

Il testo delle poesie di Daniela Karina Tomé

LA PERLA

Qui il mare è un altro sole che splende;
un polmone che si estende nelle arterie;
la libertà che sussurra dalle profondità,
seguendo i tuoi passi…

Anche se pensi che sia distante;
non ti allontanerai mai così tanto,
da non sentire
il mare.

CHILOMETRI PIÙ IN BASSO

…le strade di Buenos Aires
sembrano più lontane dal cielo,
in quel viavai di folle
qualcuno perde il proprio nome,
e aspetta, rannicchiato nella pesantezza dei giorni.

Le navi corrono lungo viali eterni,
un’eterna fretta che divora i segni.
Assediata, sì, la solitudine
occupa il volto di migliaia di persone.

ANIMA

Vertiginosa e dolorosa,
oscillante tra i lati del pendolo,
finché non si ferma,
finché le nostre costole e le nostre dita non si placano,
la saliva di questi giorni urgenti.
La ferita che è il mondo,
il dialogo urlato a gran voce tra il cuore
e la mente.
Il silenzio che è l’anima.

La traduzione accurata e poetica di Irma Kurti rende giustizia alla sensibilità graffiante e viscerale di un’artista che continua a lottare per un mondo senza barriere mentali, dove la parola resta il più potente testimone della verità.

A cura di Irma Kurti per Cavaliere News

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