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Attualità

Il Mattutino dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano: la torre, le pietre nel buio prima dell’alba e la luce che non crea ma mostra la verità delle cose

«Prima dell’alba il Castello non si vede. Eppure è tutto lì. La torre, le pietre. Poi arriva la luce. E non crea nulla. Mostra». L’intensa riflessione del Mattutino di lunedì 26 ottobre 2026 dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano per iniziare la settimana con libertà, responsabilità e coraggio 👇

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il mattutino del 26 ottobre 2026

CASTELLAR PONZANO (AL) – Con l’apertura della nuova settimana, lunedì 26 ottobre 2026, torna il tradizionale appuntamento filosofico e civile con Il Mattutino dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano, la riflessione quotidiana ideata da Luca Sforzini dalle antiche mura della fortezza sui colli di Tortona, in provincia di Alessandria. Il pensiero di questo lunedì d’autunno si concentra sul rapporto profondo tra il buio che precede l’aurora, la solidità silenziosa della pietra e il potere rivelatore della luce.

In un’epoca dominata dall’illusione che esista soltanto ciò che appare sotto i riflettori del clamore mediatico, l’osservazione mattutina dal Castello Sforzini invita a riscoprire la sostanza permanente della realtà, quella che resta salda anche nell’oscurità della notte in attesa che il sole torni a renderla visibile.

Un cammino meditativo che prosegue in ideale continuità con il messaggio di ieri dedicato al Mattutino dal Castello Sforzini sul segreto delle porte che si aprono aspettando e il lento cammino dell’edera, offrendo ai lettori una bussola interiore per affrontare le sfide della settimana.

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Il testo integrale del Mattutino di lunedì 26 ottobre 2026 dal Castello Sforzini

Riportiamo di seguito, nella sua essenzialità poetica e rigorosa, il testo integrale diffuso all’alba di oggi da Castellar Ponzano:

IL MATTUTINO
dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano
Lunedì 26 ottobre 2026

Prima dell’alba il Castello non si vede.
Eppure è tutto lì.
La torre, le pietre.

Poi arriva la luce.
E non crea nulla.
Mostra.

Questo era il Mattutino dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano.
“Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio.”

La torre e le pietre prima dell’alba: il valore di ciò che esiste anche quando non viene visto

La prima immagine evocata dal Mattutino di questo lunedì racchiude una lezione ontologica e morale di straordinaria potenza: «Prima dell’alba il Castello non si vede. Eppure è tutto lì. La torre, le pietre». Nel silenzio che precede il sorgere del sole, quando il buio avvolge le colline tortonesi, la fortezza sembra scomparire allo sguardo umano, ma la sua architettura millenaria non perde un solo grammo della propria consistenza.

Allo stesso modo, nella vita civile, culturale e spirituale di una nazione – temi spesso al centro delle riflessioni su etica e futuro, come emerso anche nel recente World Changers Summit in Vaticano dedicato alla centralità della persona e della coscienza – i valori autentici, le radici storiche e la dignità del dovere compiuto continuano a esistere e a reggere le fondamenta della comunità anche nei momenti in cui sembrano avvolti dal buio o dall’indifferenza generale.

«Poi arriva la luce. E non crea nulla. Mostra»: libertà, responsabilità e coraggio per la nuova settimana

Il culmine della meditazione mattutina dal Castello Sforzini sta nei tre versi successivi: «Poi arriva la luce. E non crea nulla. Mostra». La luce della verità e della storia non inventa dal nulla ciò che non c’è, né può dare consistenza al vuoto dell’apparenza: il suo compito è svelare ciò che è stato costruito con pazienza, pietra su pietra, durante il silenzio della notte.

Con il saluto conclusivo – «Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio» – l’appuntamento culturale di Castellar Ponzano rinnova così il proprio invito ai lettori e agli appassionati di cultura, pensiero e tradizione a essere costruttori solidi e autentici, pronti a farsi trovare saldi come una torre quando arriva la luce del nuovo giorno.

A cura della Redazione Cultura di Cavaliere News

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Politica

Il «dividendo fiscale della libertà»: con il libro Rinascimento Nazionale Luca Sforzini sfida la destra statalista e scrive il programma liberale del dopo-Novecento

«Il Novecento è finito. Anche per la destra». Con il libro “Rinascimento Nazionale”, Luca Sforzini sfida la destra statalista e lancia la proposta del «dividendo fiscale della libertà»: meno apparato, meno spesa pubblica e taglio strutturale delle tasse, dallo Stato minimo e strategico fino alle 100 tesi per l’Italia del XXI secolo 👇

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Libro di Luca Sforzini

ROMA – «Il Novecento è finito. Anche per la destra». Bisogna partire da questa premessa netta per comprendere la portata teorica e programmatica di Rinascimento Nazionale. Un’idea, una Nazione, un futuro. Per la rinascita dell’Italia e dell’Occidente, il nuovo volume con cui Luca Sforzini punta a dare sistematicità organica a una cultura politica nazionale ma non statalista, identitaria ma mai razzista, liberale e liberista, occidentale e atlantica, profondamente più risorgimentale che novecentesca.

Sebbene l’opera nasca anche dall’esperienza politica personale legata al rapporto – e alla successiva rottura – con Futuro Nazionale e Roberto Vannacci, fermarsi alla cronaca contingente significherebbe ridimensionare il respiro del libro. La domanda di fondo che attraversa le pagine di Sforzini è infatti assai più vasta: quale destra possa nascere in Italia e in Europa una volta preso atto che le categorie ideologiche del secolo scorso non bastano più.

Un percorso di riflessione culturale e civile che affianca l’impegno quotidiano dell’autore, come visto anche nella meditazione odierna del Mattutino dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano su libertà, responsabilità e coraggio.

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Il «dividendo fiscale della libertà» e lo Stato minimo e strategico: meno apparato, meno spesa, meno tasse

Nel libro di Luca Sforzini il bersaglio polemico è duplice: da un lato le nostalgie simboliche e linguistiche di chi continua a cercare nel Novecento la propria identità; dall’altro quella destra che si proclama nazionale ma sul terreno economico recupera statalismo, dirigismo, espansione della spesa e intervento pubblico, finendo per agire come una sorta di sinistra economica travestita da destra. Per il fondatore di Rinascimento Nazionale, invece, la Nazione non coincide affatto con lo Stato e rafforzare la prima può significare ridimensionare il secondo.

Nasce su questo terreno la proposta economica cardine del volume: il «dividendo fiscale della libertà». Sforzini non si limita a promettere tagli d’imposta a deficit, ma disegna un automatismo politico in cui ogni soppressione o trasferimento permanente di una funzione pubblica genera un risparmio strutturale quantificato, una quota del quale viene vincolata per legge a riduzioni permanenti delle tasse sul lavoro, sull’impresa e sui redditi familiari. Prima viene la destrutturazione dell’apparato burocratico e poi il dividendo restituito alla società, secondo il modello dello «Stato minimo e strategico»: uno Stato autorevole su giustizia, sicurezza, difesa, politica estera, infrastrutture ed energia proprio perché liberato dalle funzioni improprie accumulate nel tempo.

Dalla Carta del Carnaro all’intelligenza artificiale: radici storiche e sovranità tecnologica del XXI secolo

Rinascimento Nazionale va però ben oltre la politica tributaria, cercando le proprie radici molto più indietro del Novecento: Roma, la Cristianità, il Rinascimento, il Risorgimento e l’impresa di Fiume vengono impiegati non come reperti da restaurare, ma come materiali vivi per edificare il futuro. Emblematica è la metafora della Decima Corporazione della Carta del Carnaro, riservata a coloro che operavano per ciò che ancora non aveva nome: una casella lasciata simbolicamente aperta all’avvenire.

Una destra che viene «da più lontano del fascismo» e che per questo guarda avanti, coniugando proprietà, impresa e merito con una Nazione intesa come comunità storica e politica (non etnica), con il controllo dei confini senza trasformare lo straniero in nemico e con la distinzione netta tra Islam e integralismo islamico. Nel programma entrano così con forza temi cruciali per la sovranità del XXI secolo – al centro anche del recente dibattito al World Changers Summit sull’era quantistica e tecnologica – come robotica umanoide, data center, chip, capacità di calcolo e intelligenza artificiale, ricordando che l’Europa non può limitarsi a regolamentare tecnologie inventate da altri, ma deve tornare a produrle.

Liberalismo sociale, mobilità nel merito e le 100 tesi programmatiche per la prima legislatura

Anche il capitolo del liberalismo sociale viene declinato con equilibrio: famiglia, natalità, scuola, valorizzazione della plusdotazione, associazioni e corpi intermedi sono chiamati a ricostruire lo spazio vitale tra individuo e apparato pubblico, perché il merito ha senso solo se esiste una reale mobilità sociale che aiuti chi parte indietro e permetta a chi ha talento di correre più velocemente.

Nell’ultima parte del volume, Luca Sforzini delinea infine una prima legislatura del Rinascimento Nazionale con obiettivi misurabili e cento tesi programmatiche, tentando una sintesi ambiziosa tra liberali, liberisti, libertari, conservatori, cattolici, federalisti, sovranisti, identitari e tradizionalisti. La domanda conclusiva che consegna al dibattito politico e all’attualità nazionale non è infatti quanto a destra debba collocarsi la destra, ma in quale secolo scelga finalmente di abitare.

A cura della Redazione Politica e Cultura di Cavaliere News

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Esteri

Dall’Hazarajat a Kabul: il Fronte della Repubblica dell’Afghanistan e l’espansione geografica della resistenza contro i talebani

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Bandiera Afghana

Le attività sul campo, le rivendicazioni in materia di diritti e le prospettive politiche del Fronte della Repubblica dell’Afghanistan

Afghanistan-  Alla vigilia del primo anniversario dell’annuncio della propria fondazione, il Fronte della Repubblica dell’Afghanistan (Afghanistan Republican Front, ARF) si è ritagliato uno spazio tra le forze di opposizione ai talebani attraverso le attività sul campo che dichiara di condurre all’interno del Paese, gli sforzi politici e diplomatici all’estero e l’insistenza sulla necessità di ripristinare un sistema repubblicano.

Presenza sul campo: dalle province ai grandi centri urbani

Il Fronte della Repubblica dell’Afghanistan ha annunciato la propria fondazione nel novembre 2025. Nelle sue dichiarazioni programmatiche, il movimento pone l’accento sul ritorno a un sistema repubblicano, sullo Stato di diritto, sullo svolgimento di elezioni, sulle libertà politiche e sui diritti dei cittadini.

Secondo i comunicati diffusi dal Fronte, il numero degli attacchi rivendicati contro posizioni e strutture riconducibili ai talebani ha raggiunto quota 41. Kabul, Bamiyan, Parwan, Sar-e Pol, Samangan, Takhar, Daykundi e Ghor figurano tra le province nelle quali sarebbero state segnalate attività del movimento.

Tra gli episodi più recenti, il Fronte della Repubblica ha rivendicato la responsabilità di due attacchi consecutivi nella zona di Siah-Dara, nel distretto di Yakawlang, e nel capoluogo della provincia di Bamiyan. Secondo le informazioni pubblicate dal movimento, gli attacchi avrebbero preso di mira convogli che trasportavano minerali e che sarebbero stati collegati ai talebani, provocando danni alla controparte.

La reiterazione delle azioni rivendicate in diverse aree del Paese ha reso la presenza sul campo uno degli elementi centrali dell’attività del Fronte.

L’Hazarajat e la condizione degli hazara: dall’istruzione alla terra e alla proprietà

Bamiyan e altre aree dell’Hazarajat rappresentano importanti centri storici e sociali della popolazione hazara. La presenza e il ruolo degli hazara, tuttavia, non si limitano a questa regione: la comunità vive in tutto l’Afghanistan e le questioni relative ai suoi diritti, alla sicurezza, all’istruzione e alla partecipazione politica fanno parte della più ampia realtà nazionale.

Negli ultimi anni sono state espresse preoccupazioni per le restrizioni nell’accesso all’istruzione, la riduzione delle opportunità di partecipazione politica, le controversie fondiarie e immobiliari e gli sfollamenti forzati degli hazara in alcune zone. Tali questioni, soprattutto nelle aree in cui la comunità vanta una presenza storica e sociale, hanno inciso sulla sicurezza economica delle famiglie, sull’accesso alla giustizia e sulle loro prospettive future.

Nel settore dell’istruzione, oltre alle restrizioni imposte dai talebani allo studio delle ragazze, sono state sollevate preoccupazioni riguardo al trattamento riservato alle istituzioni formative e alle università associate alla comunità hazara. Secondo le informazioni fornite in merito a queste strutture, alcune università private legate agli hazara sarebbero state dichiarate dai talebani «dell’Emirato» o ricondotte alle strutture istituzionali del gruppo.

Anche nel settore immobiliare sono state pubblicate segnalazioni relative all’occupazione o all’espropriazione di terreni e insediamenti residenziali appartenenti agli hazara. Tra i casi menzionati figurano il complesso residenziale Omid-e Sabz, il complesso di Nawabad, nella provincia di Ghazni, e alcuni terreni e insediamenti abitativi nel capoluogo della provincia di Bamiyan.

Sono inoltre state diffuse segnalazioni riguardanti terreni nei distretti di Panjab e Waras, nella provincia di Bamiyan, che sarebbero stati assegnati, su ordine dei talebani, alle comunità nomadi kuchi (tradizionalmente legate alla pastorizia e alla vita nomade) e a gruppi tribali pashtun.

Qualora confermati da prove documentali, questi casi non potrebbero essere considerati semplici controversie immobiliari: riguarderebbero il diritto alla proprietà, la sicurezza abitativa, l’accesso paritario alla giustizia e la responsabilità delle autorità di governo nella tutela dei diritti dei cittadini. Un esame trasparente e conforme alla legge di tali vicende, insieme alla prevenzione di espropriazioni effettuate senza un procedimento equo, costituisce una delle questioni più rilevanti per il futuro dell’Afghanistan.

Nel loro insieme, queste preoccupazioni mostrano perché la questione hazara non possa essere analizzata esclusivamente in riferimento a una determinata regione o a una dimensione religiosa. Istruzione, proprietà, sicurezza e partecipazione politica sono aspetti interconnessi di una condizione le cui conseguenze vanno oltre l’Hazarajat e si intrecciano con il più ampio problema della giustizia e dei diritti di cittadinanza in tutto l’Afghanistan.

Le risorse naturali: una questione di interesse nazionale

Le risorse minerarie dell’Afghanistan costituiscono una parte della ricchezza nazionale del Paese. Tuttavia, le modalità di gestione e di estrazione di tali risorse sotto il governo dei talebani sono oggetto di gravi accuse relative alla mancanza di trasparenza, a irregolarità finanziarie e amministrative e all’assegnazione di contratti in condizioni poco trasparenti. Le contestazioni sollevate indicano inoltre possibili violazioni amministrative e finanziarie e danni considerevoli all’interesse pubblico.

Questi elementi pongono interrogativi importanti sulle modalità di gestione della ricchezza nazionale afghana e sulle responsabilità dei funzionari talebani nella sua amministrazione.

L’attività politica e diplomatica fuori dall’Afghanistan

Accanto alle attività che dichiara di svolgere all’interno del Paese, il Fronte della Repubblica opera in un contesto nel quale le forze di opposizione ai talebani cercano di portare all’attenzione internazionale la situazione afghana attraverso contatti con i media, le organizzazioni per i diritti umani, i parlamenti e gli ambienti politici internazionali.

Queste iniziative possono mirare a denunciare le restrizioni politiche e sociali, a difendere i diritti dei cittadini e a richiamare l’attenzione sulla necessità di costruire un sistema politico inclusivo e responsabile.

L’importanza di questo ambito risiede nel suo legame con gli sviluppi interni al Paese. L’attività politica e diplomatica può produrre effetti concreti quando è accompagnata da documentazione attendibile, da un impegno costante nel perseguimento delle rivendicazioni e da un progetto chiaro per il futuro dell’Afghanistan.

Anche per valutare l’efficacia del Fronte della Repubblica è quindi necessario distinguere tra le posizioni e gli incontri annunciati dal movimento e i risultati concreti, verificabili e documentabili che esso è effettivamente riuscito a conseguire.

Il manifesto del Fronte: repubblica, Stato di diritto ed elezioni

Le posizioni pubbliche finora espresse dal Fronte della Repubblica indicano che il suo discorso politico si fonda su alcuni principi centrali:

* il ripristino di un sistema democratico e rappresentativo;
* il rispetto dello Stato di diritto;
* la difesa dei diritti e delle libertà dei cittadini;
* lo svolgimento di elezioni;
* la partecipazione politica delle diverse etnie e dei differenti gruppi sociali;
* la salvaguardia dell’unità nazionale;
* l’opposizione al monopolio del potere.

Questi principi delineano l’immagine che il Fronte intende presentare di sé: quella di un movimento i cui obiettivi politici vanno oltre le sole attività armate e che cerca di affrontare la questione del futuro dell’Afghanistan attraverso il sistema istituzionale, i diritti dei cittadini e le modalità di distribuzione del potere.

In questa prospettiva, la repubblica non si identifica semplicemente con il ritorno alla struttura politica del passato. Assumono un’importanza altrettanto rilevante le modalità di svolgimento delle elezioni, l’indipendenza delle istituzioni previste dall’ordinamento, la garanzia delle libertà politiche, la partecipazione paritaria dei cittadini e la prevenzione di un’eccessiva concentrazione del potere.

La realizzazione di questi obiettivi richiede, tuttavia, programmi chiari riguardo alla struttura dello Stato, ai meccanismi di attuazione delle politiche, alla responsabilità delle istituzioni e alle garanzie dei diritti di tutti i cittadini.

Un manifesto politico supera quindi il livello delle dichiarazioni di principio soltanto quando i valori proclamati vengono tradotti in politiche concrete, impegni espliciti e programmi suscettibili di valutazione.

Per quanto riguarda il Fronte della Repubblica, anche il livello del sostegno sociale e la sua effettiva collocazione all’interno della società afghana restano questioni che richiedono un esame fondato su prove indipendenti.

Il primo anno di attività del Fronte della Repubblica: tra rivendicazioni e verifica indipendente

Nel corso del primo anno dall’avvio delle attività dichiarate, il Fronte della Repubblica dell’Afghanistan ha acquisito visibilità nell’ambito dell’opposizione ai talebani attraverso la pubblicazione di comunicati relativi ad attacchi in diverse province e l’esposizione delle proprie posizioni politiche sul futuro del Paese.

Restano tuttavia limitate le informazioni indipendenti sul numero dei suoi combattenti, sulla struttura organizzativa, sulle risorse finanziarie, sul livello di sostegno sociale e sull’effettiva estensione delle sue attività.

Il futuro ruolo del movimento dipenderà dalla continuità delle sue iniziative, dalla capacità di ampliare i propri legami politici e sociali, dai risultati ottenuti sul piano diplomatico e dalla coerenza tra i principi dichiarati e le azioni concrete.

Anche la presentazione di un progetto chiaro per l’amministrazione del Paese, la risoluzione delle controversie, l’organizzazione delle elezioni e la tutela dei diritti e delle libertà dei cittadini potrà assumere un’importanza decisiva nella valutazione del suo peso politico.

In definitiva, la questione afghana non può essere ridotta al confronto tra un singolo movimento politico o militare e i talebani. Il futuro del Paese dipenderà dalla capacità di superare il monopolio del potere, costruire istituzioni responsabili, garantire i diritti dei cittadini e creare le condizioni per una partecipazione paritaria di tutte le comunità etniche e dei diversi gruppi sociali.

Dall’Hazarajat a Kabul e alle altre regioni dell’Afghanistan, le rivendicazioni relative all’istruzione, alla proprietà, alla sicurezza e alla partecipazione politica costituiscono una parte integrante del più ampio dibattito sulla giustizia e sul futuro dell’ordinamento politico del Paese.

La difesa dell’interesse nazionale, la gestione trasparente e responsabile delle risorse naturali e la garanzia dei diritti di tutti i cittadini, senza discriminazioni etniche, religiose o linguistiche, dovrebbero rappresentare i criteri fondamentali con cui valutare qualsiasi progetto politico per il futuro dell’Afghanistan.

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Politica

Sicurezza urbana, remigrazione e legalità: tutto esaurito a Voghera per il convegno di Futuro Nazionale promosso da Barbara Pollini con la delegazione delle donne dalla Brianza

Tutto esaurito a Voghera per il convegno su sicurezza, remigrazione e legalità promosso dal Dipartimento di Sicurezza di Futuro Nazionale e curato dalla Dott.ssa Barbara Pollini: toccante l’intervento della delegazione di donne dalla Brianza 👇

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A Voghera per il convegno promosso da Futuro Nazionale

Voghera (PV) – Sala gremita in ogni ordine di posto e partecipazione straordinaria di cittadini per il convegno dedicato a sicurezza, remigrazione e legalità organizzato a Voghera dal Dipartimento di Sicurezza, Remigrazione e Rapporti con le Forze dell’Ordine di Futuro Nazionale.

L’appuntamento pavese, promosso e curato in ogni singolo dettaglio dalla Dott.ssa Barbara Pollini, Coordinatore del Comitato Costituente n. 1240 di Futuro Nazionale, si è imposto come un momento centrale di analisi e proposta politica sulle sfide quotidiane legate al contrasto del degrado urbano, alla tutela dei quartieri e al sostegno concreto agli uomini e alle donne in divisa che garantiscono l’ordine pubblico nelle cronache di politica e sicurezza nazionale.

Convegno di Futuro Nazionale a Voghera: il lavoro di Barbara Pollini per la sicurezza delle città

Nel corso dell’incontro, la Dott.ssa Barbara Pollini ha posto l’accento sull’urgenza di restituire piena vivibilità e decoro ai centri urbani e alle periferie, rimettendo al centro dell’agenda istituzionale il rispetto delle regole e la difesa dei cittadini onesti.

Il grande afflusso di pubblico registrato a Voghera conferma quanto i temi della sicurezza stradale e ferroviaria, del presidio dei quartieri e del governo rigoroso dei flussi migratori attraverso politiche di remigrazione e contrasto all’illegalità siano avvertiti come priorità assolute dalle famiglie e dalle categorie produttive lombarde, in un percorso di mobilitazione civica che affianca anche le battaglie portate avanti dai comitati locali come nell’intervento del Comitato 2164 Futuro Nazionale di Arcore per i cittadini.

Forte e corale è stato inoltre il plauso rivolto durante i lavori alle Forze dell’Ordine, presidio insostituibile di legalità a cui va garantito il massimo supporto normativo, operativo e morale da parte dello Stato.

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La testimonianza della delegazione arrivata dalla Brianza in difesa delle donne

Tra i passaggi più intensi, applauditi e toccanti dell’intero dibattito a Voghera vi è stato l’intervento della delegazione giunta appositamente dalla Brianza, presente in sala in rappresentanza delle tante donne che ogni giorno si trovano ad affrontare situazioni di grave insicurezza negli spostamenti, nelle stazioni e nei contesti urbani segnati dal degrado.

Una testimonianza diretta che ha scosso la platea, ricordando come la libertà di muoversi senza paura nelle proprie città costituisca il primo e irrinunciabile diritto civile da garantire a ogni cittadina, troppo spesso messo a repentaglio dai fatti di cronaca quotidiana.

Il radicamento del Comitato Costituente 1240 di Futuro Nazionale sul territorio

Il successo dell’evento coordinato dalla Dott.ssa Barbara Pollini certifica la crescita costante del Comitato Costituente n. 1240 di Futuro Nazionale e la volontà di trasformare le istanze dei cittadini in proposte concrete per la tutela della legalità su tutto il territorio.

Un impegno destinato a proseguire nelle prossime settimane con nuove iniziative pubbliche di ascolto e confronto diretto tra istituzioni, rappresentanti delle Forze dell’Ordine e comunità locali.

A cura della Redazione Politica e Territorio di Cavaliere News

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