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Michele La Ginestra al Teatro Vittoria Colonna con Mi pare ieri: risate, ricordi ed emozioni nello spettacolo diretto da Roberto Marafante

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Locandina evento Marino

Marino – Il grande teatro d’autore e la comicità intelligente tornano a illuminare la stagione culturale con un appuntamento imperdibile per gli appassionati del palcoscenico. Nel pomeriggio di domenica 8 novembre 2026 alle ore 18:00, il prestigioso sipario del Teatro Vittoria Colonna si aprirà per accogliere Mi pare ieri, la brillante e toccante commedia scritta, diretta e interpretata dall’amatissimo attore e commediografo romano Michele La Ginestra, con la preziosa regia curata insieme a Roberto Marafante. Una produzione teatrale raffinata che arricchisce il cartellone della nostra rubrica dedicata a teatro, spettacoli dal vivo e cultura, regalando al pubblico una serata all’insegna del sorriso e dell’introspezione.

Costruita attorno a una frase universale che chiunque ha pronunciato almeno una volta nella vita guardandosi alle spalle, l’opera si sviluppa come un viaggio intimo e corale nella memoria. Mi pare ieri non è soltanto un’espressione colloquiale, ma una vera e propria chiave di lettura esistenziale: la sensazione vertiginosa di come il tempo scorra inesorabile, lasciando però intatti gli entusiasmi giovanili, i traguardi raggiunti, i sogni custoditi nel cassetto e le ferite rimarginate. Attraverso questo prisma narrativo, l’autore guida gli spettatori tra le tappe salienti della propria trentennale carriera artistica, alternando pagine di travolgente ironia a momenti di autentica commozione.

Michele La Ginestra a teatro con Mi pare ieri: il racconto autobiografico e la regia di Roberto Marafante

Sul palcoscenico del Teatro Vittoria Colonna, Michele La Ginestra intesse una trama drammaturgica vivace e sorprendente, dove il racconto autobiografico diventa lo specchio in cui ogni spettatore può riconoscere le proprie speranze e fragilità. Con il suo stile inconfondibile, fatto di garbo comico, brillantezza mimica e profonda empatia, l’attore ripercorre gli esordi faticosi, le prime soddisfazioni sotto i riflettori, i dubbi laceranti che accompagnano ogni scelta di vita e quelle illusioni svanite che tuttavia hanno insegnato a rialzarsi con maggiore determinazione, in perfetta sintonia con le riflessioni umane ospitate ne Il Mattutino dal Castello Sforzini tra memoria ed esistenza.

A rendere il testo particolarmente dinamico è la sapiente regia concertata con Roberto Marafante, capace di orchestrare un ritmo scenico incalzante attraverso dialoghi surreali, sketch fulminei e divertenti frammenti di vecchi copioni riportati in vita con fresca modernità. Non mancano gli esilaranti aneddoti legati ai dietro le quinte, alle gaffe tra colleghi durante le repliche e agli incontri provvidenziali con i grandi maestri della scena che hanno segnato la storia dello spettacolo italiano, trasformando la recitazione in una vera e propria missione civile e comunitaria.

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Teatro Vittoria Colonna spettacolo domenica 8 novembre: il cast sul palco con Sergio Zecca e Brunella Platania

La straordinaria efficacia di questa messa in scena poggia su una coralità affiatata e armonica. Al fianco del protagonista sale infatti sul palco una squadra di interpreti di eccezionale talento e sensibilità artistica, a partire da Alessandro La Ginestra e Luca La Ginestra, che condividono la scena con naturale complicità, affiancati dalla bravissima Ilaria Nestovito e dalla magnetica presenza canora e recitativa di Brunella Platania, una delle voci più stimate e celebrate del panorama teatrale e del musical italiano. Un cast poliedrico che valorizza l’offerta di spettacolo promossa sul nostro territorio e nei centri nevralgici della vita culturale regionale.

A impreziosire ulteriormente l’opera teatrale giunge la partecipazione straordinaria di Sergio Zecca, attore e regista di comprovata esperienza e carisma, la cui presenza sulla scena amplifica i tempi comici e aggiunge spessore espressivo e verve satirica alla narrazione. L’interazione tra i membri del gruppo crea un perfetto gioco di squadra, dove ogni battuta trova la sua naturale cassa di risonanza nei compagni di palco, offrendo al pubblico una prova d’insieme di altissimo livello qualitativo in linea con le iniziative segnalate nella nostra rassegna di eventi teatrali, mostre e spettacoli.

Mi pare ieri commedia e biglietti: una storia di passione, amicizia e grandi incontri artistici

Il segreto del successo duraturo di questo allestimento risiede nella sua mirabile capacità di mantenere un perfetto equilibrio tra leggerezza e profondità emotiva. Lo spettacolo non scade mai nella nostalgia sterile, ma celebra il valore fondante delle amicizie sincere nate nei camerini, la lealtà tra colleghi e la passione instancabile che spinge chi sceglie questo mestiere a salire sul palco sera dopo sera, sfidando fatiche e incertezze per donare una scintilla di autentica bellezza al proprio pubblico.

L’appuntamento di domenica 8 novembre alle 18:00 al Teatro Vittoria Colonna rappresenta dunque un’opportunità speciale per lasciarsi trasportare da una storia ricca di emozioni sincere, sogni condivisi e risate contagiose. Una commedia dedicata a chi ama la tradizione del grande teatro italiano e desidera riscoprire, con il sorriso sulle labbra e un pizzico di dolce malinconia, la meraviglia di quegli istanti passati che, guardandosi indietro, sembrano davvero accaduti solo ieri.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Allo Spazio Rossellini di Roma lo spettacolo Se salissimo un gradino: la Compagnia Garbuggino Ventriglia rilegge Dostoevskij

Dostoevskij rivive allo Spazio Rossellini di Roma con “Se salissimo un gradino”.

La Compagnia Garbuggino Ventriglia e la regia di Attilio Scarpellini mettono in scena il tormentato scontro tra Ivan e Alesa Karamazov per i Premi Tuttoteatro.com.

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Roma-Garbuggino Ventriglia e Attilio Scarpellini_Se salissimo un gradino

Roma – Il cartellone autunnale del teatro d’autore capitolino si arricchisce di un evento scenico di straordinario rigore formale e vibrante tensione speculativa, capace di interrogare le radici stesse della coscienza occidentale. Martedì 3 novembre 2026, alle ore 21:00, il suggestivo palcoscenico dello Spazio Rossellini di Roma ospiterà la prima dell’atteso lavoro teatrale intitolato Se salissimo un gradino, una potente rilettura dei capolavori della letteratura russa prodotta dalla Compagnia Garbuggino Ventriglia in stretta sinergia con Attilio Scarpellini, evento di spicco seguito con particolare attenzione dalla nostra redazione nell’ambito della grande drammaturgia e spettacolo.

La rappresentazione, programmata fuori concorso all’interno delle prestigiose manifestazioni legate ai Premi Tuttoteatro.com 2026 per la XX edizione del Premio alle arti sceniche “Dante Cappelletti”, affonda la propria lama interpretativa nelle pagine immortali de I fratelli Karamazov di Fedor Dostoevskij. L’iniziativa, sostenuta da Kino-Partizan e Teatri di Vetro, trasforma lo spazio teatrale della Capitale in un ring metafisico di confronto civile e filosofico, arricchendo la proposta artistica offerta al territorio e al pubblico romano.

Il testo si concentra su tre capitoli cruciali del romanzo dostoevskijano: I fratelli fanno conoscenza, Ribellione e la celeberrima Leggenda del Grande Inquisitore. Scarpellini condensa in un’ora e un quarto di fitta recitazione il dilemma universale della libertà, la ferita insanabile del dolore innocente e l’ambiguità del potere temporale di fronte al silenzio divino, collegandosi alla profonda ricerca etica documentata nel nostro recente speciale su spiritualità, musica sacra e riflessione a Roma.

In scena agiscono due interpreti di straordinaria sensibilità: Gaetano Ventriglia, calato nei tormenti intellettuali di Ivan Karamazov, e Silvia Garbuggino, custode della purezza spirituale di Alesa. Il loro scontro dialettico in una taverna fumosa travalica i confini della convenzione teatrale per diventare un rito collettivo, sostenuto dal disegno luci caravaggesco firmato da Gianni Staropoli e dai paesaggi acustici curati da Emanuele Pontecorvo, appuntamento irrinunciabile per la nostra rubrica di cultura teatrale e letteraria.

La Compagnia Garbuggino Ventriglia allo Spazio Rossellini: la regia d’autore di Attilio Scarpellini

La messinscena ideata dal critico e regista Attilio Scarpellini prende avvio dal trasalire improvviso di una voce che fende il brusio indistinto di una sala da bere. Passo dopo passo, attraverso un’intensificazione geometrica del dialogo tra i due fratelli, la conversazione quotidiana scivola senza preavviso nel vortice della Leggenda del Grande Inquisitore, quel monologo profetico conficcato nella modernità che nessuna esegesi teologica è mai riuscita a esaurire pienamente.

Il dispositivo scenografico si regge su un tavolo essenziale attorno a cui siedono gli attori, proiezione visiva di quello su cui si chiudeva il celebre Mozart e Salieri nella scena finale della taverna. Scarpellini include la presenza viva degli spettatori attraverso una precisa sonorizzazione ambientale: il brusio del mondo va e viene, producendo un continuo sdoppiamento prospettico che allontana e riavvicina i corpi degli attori, generando quel pathos della distanza in cui la parola si fa carne viva.

La partitura interpretativa si biforca in due direzioni complementari: Gaetano Ventriglia performa la virtù e la parola svestendosi fino a toccare il centro vuoto di ogni teologia terrena, mentre Silvia Garbuggino performa l’essere e il silenzio ritirandosi nell’inafferrabile evanescenza della grazia. Quando i due fratelli giungono al loro unico, fugace contatto corporeo, il palco sprofonda improvvisamente nel buio e il rumore del mondo riemerge purificato in forma di pura musica.

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Il Grande Inquisitore di Dostoevskij in scena: il duello tra Ivan e Alesa Karamazov

Il titolo dello spettacolo, Se salissimo un gradino, trae origine da un verso memorabile di Poesia ininterrotta di Paul Eluard, già pronunciato dalla figura di Don Chisciotte in una precedente produzione della compagnia risalente al 2017. Quel gradino rappresenta l’invito a compiere un atto di coraggio spirituale, un salto di qualità nello sguardo che rifiuta la rassegnazione e l’obbedienza cieca al conformismo delle convenzioni correnti.

L’attualità sconvolgente di Fedor Dostoevskij emerge proprio nella radicalità con cui viene sviscerato il tema della libertà. La vera libertà non coincide con la delega acritica al potere rassicurante delle autorità costituite, né con l’individualismo egoistico, ma è una scelta vertiginosa e carica di rischi, indissolubilmente legata alla fede autentica. Non può esistere fede senza la dolorosa presa di coscienza del male che attraversa il mondo e della sofferenza ingiusta patita dai bambini.

La poetica della Compagnia Garbuggino Ventriglia si spoglia di ogni orpello decorativo per riscoprire il teatro come comunione emotiva e intellettuale tra chi recita e chi ascolta. Le parole cesellate dell’autore russo si radicano nel respiro degli spettatori, abbattendo la quarta parete per interrogare le certezze morali dell’uomo contemporaneo di fronte alle guerre e alle derive autoritarie del nostro secolo.

I Premi Tuttoteatro.com e il Premio Dante Cappelletti: orari, biglietti e informazioni utili a Roma

L’allestimento si inserisce nell’ambito della prestigiosa rassegna dei Premi Tuttoteatro.com 2026, progetto promosso dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale nell’ambito dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365 in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, con il sostegno della Regione Lazio, dei fondi Otto per mille della Chiesa Valdese e di ATCL presso lo Spazio Rossellini.

La kermesse racchiude tre concorsi storici del teatro indipendente italiano: la XX edizione del Premio Dante Cappelletti dedicato alle arti sceniche, la XIII edizione del Premio Renato Nicolini e l’VIII edizione del concorso per il Miglior Teaser. Mentre l’accesso a tutte le prove e semifinali del concorso è a ingresso gratuito, per la replica speciale di Se salissimo un gradino del 3 novembre alle ore 21:00 è prevista la bigliettazione con prenotazione obbligatoria.

Il pubblico interessato a vivere questa memorabile immersione nel capolavoro di Dostoevskij può richiedere informazioni e riservare il proprio posto contattando la segreteria organizzativa via mail all’indirizzo comunicazione@tuttoteatro.com o telefonicamente al numero 347 0444624 (o consultando il portale ufficiale www.tuttoteatro.com al recapito 06 83607162), confermando Roma come crocevia pulsante della ricerca teatrale europea.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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San Francesco a Roma nell’VIII centenario del “transito”: quattro sabati di arte, musica sacra e spiritualità ai Santi XII Apostoli

San Francesco rivive a Roma per l’VIII centenario nella splendida Basilica dei Santi XII Apostoli.

Quattro sabati gratuiti tra visite guidate, teologia e concerti di musica sacra (da Frisina a Riz Ortolani), tra i capolavori del Baciccia e le sculture di Canova.

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Altare maggiore

Roma – A distanza di esattamente otto secoli dal beato transito del Poverello di Assisi (1226–2026), la Capitale si prepara a celebrare la ricorrenza giubilare con un evento di straordinario respiro culturale e teologico. Nel cuore monumentale della città eterna, la maestosa Basilica dei Santi XII Apostoli ospiterà per quattro sabati consecutivi, dal 7 al 28 novembre 2026, la rassegna intitolata Francesco ai Santi Apostoli. Canti nella casa dell’Ordine per l’VIII centenario francescano, un percorso a ingresso gratuito tra fede, bellezza e armonia promosso dalla nostra rubrica dedicata alla grande cultura e memoria storica.

L’iniziativa intende far dialogare la memoria biografica del Santo con le sfide etiche del terzo millennio: la fraternità universale, il disarmo, la tutela dell’ambiente e il dialogo interreligioso. A fare da quinta scenica alle conferenze e ai concerti sarà la sede della Curia Generalizia dei Frati Minori Conventuali, custode ininterrotta dal 1475 di capolavori artistici inestimabili. Ad accogliere la cittadinanza e i pellegrini sarà il Guardiano e Parroco della basilica, Padre Francesco Celestino, figura di spicco della comunità religiosa capitolina e promotore di un profondo legame con il territorio e il patrimonio religioso.

La formula della manifestazione è stata studiata per coinvolgere attivamente il pubblico: ogni sabato, a partire dalle ore 16:00, l’accoglienza sarà scandita da una visita guidata mediante audioguide digitali (accessibili anche via smartphone tramite codici QR), seguita da una lectio magistralis affidata a docenti universitari e teologi di fama internazionale e coronata da un concerto di musica sacra dal vivo, confermando la centralità delle rassegne artistiche d’eccellenza segnalate nel nostro calendario di eventi e spettacoli aperti al pubblico.

Il progetto si inserisce nel solco delle grandi celebrazioni autunnali che attraversano il Centro Italia, valorizzando la narrazione storica e la sensibilità contemporanea proprio come avvenuto per le recenti premiazioni letterarie dedicate al talento narrativo del nostro recente servizio su riconoscimenti culturali e premi d’autore.

Il programma dell’VIII centenario francescano a Roma: quattro sabati nella Basilica dei Santi XII Apostoli

Il calendario degli appuntamenti si aprirà sabato 7 novembre con il modulo introduttivo Chi è Francesco?. Presso la magnifica Cappella del Crocifisso, impreziosita dagli affreschi ottocenteschi del maestro Domenico Bruschi, la riflessione storica sarà guidata da Fra Jesus Manuel Rodriguez Morales, docente di Filosofia presso la Pontificia Università Antonianum, il quale commenterà i momenti salienti della giovinezza e della conversione del Santo attraverso letture scelte dai celebri Fioretti.

Il secondo appuntamento, previsto per sabato 14 novembre, sarà dedicato al tema L’estasi e si terrà nella monumentale Cappella Colonna. Al cospetto della pala settecentesca dipinta da Giuseppe Bartolomeo Chiari, raffigurante il Santo stigmatizzato e sostenuto dagli angeli, Padre Raffaele Di Muro, preside della Pontificia Facoltà Teologica San Bonaventura di Roma, condurrà i fedeli dentro il mistero del dolore redentivo e dell’esperienza mistica sul Monte della Verna.

Sabato 21 novembre, sotto l’abbagliante volta della navata centrale affrescata dal Baciccia, andrà in scena l’incontro Francesco e la pace. A intervenire sarà Fra Tomasz Szymczak, docente di Sacra Scrittura presso l’Urbaniana, il quale traccerà le linee guida per la costruzione della convivenza pacifica tra i popoli in un contesto globale segnato da guerre cruente, mentre sabato 28 novembre la chiusura sarà affidata a Maria Grazia Ercolano del Movimento Laudato Si’ sul tema La cura della casa comune e sull’enciclica papale.

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I quattro concerti di musica sacra: dalle laudi medievali a Riz Ortolani e Marco Frisina

La componente musicale rivestirà un ruolo essenziale lungo l’intero itinerario spirituale, trasformando le navate della basilica in una cassa di risonanza armonica senza tempo. Il concerto inaugurale del 7 novembre riproporrà il solenne Inno del Transito e l’intenso O Patriarca Pauperum di G. Catracchia, insieme all’armonizzazione di O Sanctissima di D. Stella, affidate all’interpretazione raffinata del duo composto da M. Ivashchenko e A. Pantalone.

Per la giornata del 14 novembre, dedicata alle Stigmate, lo spazio sonoro sarà animato dalla millenaria tradizione del canto gregoriano con i brani della Corda Pia: Jesu Criste Crucifixe, Christus amor meus ed Eja mater fons amoris eseguiti da E. Ramos e A. Pantalone. Il terzo concerto del 21 novembre omaggerà la pace con due gemme contemporanee di Marco Frisina (Alto e Glorioso Dio e Canto di Madonna Povertà) cantate da F. Proietti e G. Kim.

L’apoteosi sinfonica e vocale è attesa per il concerto di chiusura del 28 novembre incentrato sulla Creazione, nel quale una nutrita formazione corale e orchestrale interpreterà la celeberrima colonna sonora Fratello Sole sorella luna del maestro Riz Ortolani, affiancata da Laudato si mi Signore di R. Mancinoni e dal monumentale Cantico delle Creature di D. Stella.

Il patrimonio artistico dei Santi Apostoli: tra gli affreschi del Baciccia e il genio di Antonio Canova

Oltre all’elevazione spirituale, la rassegna romana offrirà a migliaia di turisti e fedeli l’opportunità di ammirare uno dei complessi architettonici più ricchi e stratificati della Capitale. Fondata nel VI secolo e intitolata agli apostoli Filippo e Giacomo, la Basilica dei Santi XII Apostoli racchiude oltre quindici secoli di storia dell’arte europea.

Tra le opere di maggiore fascino spicca senza dubbio il gigantesco Trionfo dell’Ordine Francescano realizzato nel 1707 da Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccia, capolavoro del barocco romano che sembra spalancare il soffitto verso l’infinito paradisiaco. Nella navata laterale sinistra si erge inoltre il grandioso mausoleo funebre di papa Clemente XIV, prima celebre commissione pontificia scolpita nel marmo candido da Antonio Canova.

Un patrimonio universale che accoglierà la cittadinanza a ingresso libero ogni sabato pomeriggio dalle ore 16:00 alle 18:00, ricordandoci come l’eredità di San Francesco d’Assisi continui a brillare come una luce inestinguibile di speranza, bellezza e concordia per l’intera umanità.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Premio Omissis 2026: trionfa Una Sagoma di Netien al Teatro Bellini di Napoli per la nuova drammaturgia italiana

Premio Omissis 2026: al Teatro Bellini di Napoli trionfa “Una Sagoma” di Netien, il monologo potente sul precariato e la solitudine notturna.

Menzione speciale a “Colonia estiva” di Elvira Buonocore e terzo finalista Alessandro Paschitto con “Sesso” in una grande serata dedicata ai giovani drammaturghi.

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Premio Omissis 2026

Napoli – La nuova drammaturgia contemporanea italiana celebra il talento degli autori emergenti con uno dei riconoscimenti più attenti alla ricerca linguistica, alla sperimentazione scenica e all’impegno sociale. È l’opera Una Sagoma firmata dall’autore Netien ad aggiudicarsi la quarta edizione del prestigioso Premio nazionale di drammaturgia Omissis 2026, ideato dall’impresa culturale Theatron 2.0 e promosso in stretta collaborazione con il celebre Teatro Bellini di Napoli. Un appuntamento di spicco che conferma la centralità del capoluogo campano per la crescita dello spettacolo dal vivo.

La solenne cerimonia di premiazione si svolgerà lunedì 16 novembre 2026, a partire dalle ore 19:00, nella suggestiva cornice del Piccolo Bellini a ingresso libero per tutta la cittadinanza. La serata vedrà alternarsi letture sceniche dei testi finalisti, testimonianze critiche e momenti di dibattito, tracciando un ponte ideale tra le diverse anime culturali europee, similmente a quanto documentato nella nostra recente inchiesta sul cordoglio internazionale per la musica balcanica, arricchendo la vitalità del nostro territorio nazionale.

L’edizione 2026 ha registrato una partecipazione straordinaria di testi inediti composti da autrici e autori under 40, valutati da una giuria d’eccellenza composta da Michele Altamura, Giorgio Andriani, Davide Carnevali, Ivonne Capece, Lucia Franchi, Antonino Pirillo, Ornella Rosato e Gabriele Russo. Accanto alla vittoria di Netien, il concorso ha tributato la menzione speciale e il prestigioso Premio del Comitato Under 30 a Colonia estiva di Elvira Buonocore, mentre la terna finale è stata completata dal potente testo Sesso di Alessandro Paschitto, confermando la ricchezza della nostra cultura teatrale d’avanguardia.

Il progetto Omissis, guidato con visione dalla direzione generale di Cesare D’Arco e Ornella Rosato, non si limita a conferire un mero riconoscimento simbolico, ma accompagna i drammaturghi attraverso percorsi concreti di produzione, mentorship e circuitazione nei più prestigiosi festival italiani. Una formula virtuosa che tutela la professione della scrittura teatrale in un’epoca di profonde trasformazioni per il panorama dell’editoria contemporanea.

La vittoria di Una Sagoma al Teatro Bellini: il monologo sul precariato e la solitudine notturna

Al centro dell’opera vincitrice Una Sagoma si colloca la voce lacerata di un guardiano notturno, incaricato di sorvegliare in completa solitudine un cantiere edile. Attraverso una lingua viva, fortemente intrisa di cadenza dialettale e percorsa da un’ironia amara e corrosiva, l’autore Netien riesce a restituire senza stereotipi la condizione psicologica ed esistenziale del lavoratore precario, costretto ai margini della produttività e delle relazioni umane della società odierna.

La giuria ha lodato la capacità del testo di affrontare nodi nevralgici quali il senso di appartenenza di classe, l’identità di genere, il desiderio represso e la solitudine metropolitana. Dietro il lessico talvolta aspro e i pregiudizi manifestati dal protagonista emerge una disarmante fragilità emotiva, che trasforma il monologo in una lucida riflessione sull’alienazione del lavoro moderno e sulla necessità di riscatto per la dignità dell’individuo.

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La menzione a Colonia estiva di Elvira Buonocore e la terna finalista con Alessandro Paschitto

Grande entusiasmo ha suscitato anche il testo Colonia estiva di Elvira Buonocore, insignito della menzione speciale e del premio della giuria giovane. L’autrice scandaglia con acume le dinamiche del privilegio sociale e le sfumature più subdole della violenza psicologica attraverso il confronto serrato tra due figure femminili, Baia e Silvana. Nel loro rapporto apparentemente solidale, la scrittrice mostra come la premura assistenziale possa degenerare in possesso ossessivo, mettendo a nudo le ipocrisie del perbenismo borghese.

A chiudere il podio dei finalisti è la potente drammaturgia di Alessandro Paschitto con Sesso, una partitura serrata che indaga la mercificazione dei corpi e il bisogno primordiale di contatto fisico nel disorientamento contemporaneo. Tutti e tre i copioni finalisti beneficeranno di un’importante promozione all’estero grazie alla rete internazionale di Eurodram e alla collaborazione con prestigiose case editrici quali Cue Press, Luca Sossella Editore e la casa editrice indipendente SuiGeneris.

La cerimonia a Napoli, la Fellowship Omissis e le tournée nei festival teatrali d’Italia

La serata del 16 novembre al Teatro Bellini costituirà anche l’occasione per presentare ufficialmente i vincitori della prestigiosa Fellowship Omissis per le edizioni 2025 e 2026. La borsa di studio, del valore di cinquemila euro, è promossa dall’Osservatorio drammaturgico di Theatron 2.0 per garantire agli autori il tempo materiale per lo studio e la ricerca creativa propedeutica alla nascita di nuove partiture drammatiche.

Per il vincitore Netien è previsto un percorso completo che comprende un premio in denaro, un tutoraggio professionale con il maestro Davide Carnevali e una tournée di letture sceniche integrali che nel 2027 toccherà il Kilowatt Festival di Sansepolcro, il Festival Dominio Pubblico a Roma, il Teatro Fontana di Milano e il Vivaio Festival in Puglia. Una vittoria che dimostra come il teatro italiano continui a essere una fucina inesauribile di nuove narrazioni civili.

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