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MONTESILVANO: IL “CASO MARINELLI” SCUOTE L’URBANISTICA – CITTADINI A CONFRONTO PER UNA RIQUALIFICAZIONE TRASPARENTE

Montesilvano in fermento: il 30 maggio si discute il “Caso Marinelli”, un presunto illecito urbanistico. Le associazioni propongono soluzioni per una città più equa e trasparente.#Montesilvano #UrbanisticaTrasparente #ViaMarinelli #RiqualificazioneUrbana

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MONTESILVANO: IL "CASO MARINELLI" SCUOTE L'URBANISTICA – CITTADINI A CONFRONTO PER UNA RIQUALIFICAZIONE TRASPARENTE

Redazione-  Un’ombra si allunga sull’urbanistica di Montesilvano, ma diverse associazioni civiche sono pronte a trasformarla in un’opportunità di dialogo e cambiamento. Il prossimo sabato 30 maggio 2026, dalle 10:30 alle 12:30, la Sala Tricolore del Comune di Montesilvano (Piazza Diaz) diventerà il palcoscenico di un confronto cruciale. L’obiettivo: presentare “Osservazioni e proposte per la riqualificazione urbana dell’intervento edilizio di via Marinelli 40-42”, passando “dall’illecito urbanistico alla proposta di conciliazione” per una riqualificazione a favore dell’intero quartiere.

L’iniziativa è promossa congiuntamente da alcune delle voci più attente del territorio: ITALIA NOSTRA ETS – sezione L. Gorgoni di Pescara, da sempre baluardo per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale; PROSPETTIVA FUTURA ETS di Montesilvano, editrice del periodico civico “Il Sorpasso”; e il comitato di quartiere SALINE.MARINA.PP1, costituito in Montesilvano ai sensi dell’Art. 39 C.C.

Il Gigante Anomalo di Via Marinelli: Una Storia di Opacità Edilizia

Al centro del dibattito vi è la clamorosa vicenda edilizia di via Marinelli 40-42. Gli organizzatori presenteranno i risultati di un’inchiesta approfondita su un complesso edilizio di ben sette piani, attualmente in costruzione sulla via principale di Villa Verrocchio. Questa “torre”, sottolineano le associazioni, si erge a fianco di casette della “città giardino” di appena uno o due piani, creando un impatto visivo e urbanistico stridente e sollevando interrogativi profondi sulla coerenza dello sviluppo territoriale.

La vicenda di via Marinelli – che echeggia, per le sue dinamiche, altre controverse situazioni nel pescarese – è dipinta come l’emblema di un’urbanistica “oscura”. Un percorso costellato da presunti “rifiuti di accesso agli atti”, “discutibili interpretazioni di norma urbanistiche”, “palesi illeciti” e “decisioni discrezionali”. Tutto ciò, lamentano i promotori, sarebbe avvenuto in contraddizione con norme urbanistiche nazionali e locali, e soprattutto, “senza trasparenza, controllo e confronto” con la cittadinanza.

Dalla Denuncia alla Proposta: Verso un’Urbanistica Equa e Sostenibile

Le tre associazioni, tuttavia, non si sono limitate alla denuncia. Il loro intento è contribuire attivamente al miglioramento della situazione, recuperando un clima di collaborazione e di intervento proattivo. Per questo, presenteranno una dettagliata “proposta di mitigazione degli impatti” dell’edificio e, soprattutto, intendono avviare una riflessione più ampia su un tema di rilevanza nazionale: la trasformazione della città esistente e le “demo-ricostruzioni” in un’ottica di “zero consumo di suolo”. Un processo che, a loro avviso, “dovrà diventare un futuro normale, equo e sostenibile per la nuova città che cambia.”

Il convegno è un invito aperto alla partecipazione. Sono attesi non solo gli organi di stampa, ma anche l’amministrazione comunale, i consiglieri comunali, i rappresentanti della politica e delle associazioni civiche ed economiche della città. L’auspicio è che, a partire dalla “inquietante vicenda edilizia” di via Marinelli, si possa avviare una riflessione collettiva che verta non solo sulla modifica del progetto in questione a favore della riqualificazione urbanistica di Villa Verrocchio, ma anche e soprattutto su un ripensamento profondo delle regole della trasformazione della città esistente, rendendola “equa, sostenibile, trasparente e partecipata”.

È una chiamata alle armi civica per tutti coloro che credono in un futuro urbanistico migliore per Montesilvano, dove la legalità, la sostenibilità e la partecipazione siano i pilastri di ogni nuova costruzione.

Informazioni e contatti: digiampietro@webstrade.it – WhatsApp: 338-5343-969 pescara@italianostra.org – Arch. M.Palladini 338-1230-346

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Pescara, a scuola di gusto con i «Piccoli Flower Chef»: laboratorio di cucina vegetale per bambini e ragazzi in vista di Halloween

Martedì 20 ottobre 2026 da Flower Burger a Pescara torna l’appuntamento con «Piccoli Flower Chef»: un laboratorio per bambini e ragazzi dedicato alla cucina vegetale in vista di Halloween, con la preparazione di muffin salati a base di zucca e mais insieme a «L’orto ghiotto di Simona». 👇

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Locandina evento Pescara

Pescara – L’educazione alimentare consapevole, la manualità creativa e il divertimento ai fornelli si incontrano nel cuore di Pescara per dare vita a un’iniziativa pedagogica e culinaria pensata per le nuove generazioni. In vista dell’ormai imminente festività di Halloween, la città adriatica si prepara ad accogliere un appuntamento speciale interamente dedicato al mondo green: il laboratorio esperienziale intitolato «Piccoli Flower Chef», un percorso pratico ideato per avvicinare bambine, bambini e ragazzi della scuola primaria e della secondaria di primo grado ai segreti della cucina vegetale, sana e di stagione, arricchendo il fitto calendario di eventi in Abruzzo e iniziative per il tempo libero.

L’appuntamento è fissato per il pomeriggio di martedì 20 ottobre 2026, dalle ore 16:00 alle ore 18:00, all’interno della colorata e accogliente sede di Flower Burger, situata in Via Trento 16 a Pescara. L’evento nasce da una virtuosa sinergia tra la celebre catena di burger vegetali e la food blogger Simona, curatrice del seguito canale «L’orto ghiotto di Simona», una realtà editoriale e digitale focalizzata sulla divulgazione di ricette golose, genuine e realizzate nel più rigoroso rispetto della terra e della stagionalità.

La zucca regina di Halloween: muffin salati tra manualità e sapori autunnali

L’obiettivo primario dell’iniziativa è quello di superare i pregiudizi che spesso allontanano i più piccoli dal consumo di verdure, ortaggi e legumi, dimostrando attraverso il gioco e la manipolazione diretta come la cucina 100% vegetale possa essere straordinariamente saporita, vivace e divertente. Durante le due ore di attività, i giovanissimi aspiranti chef saranno guidati passo dopo passo nella preparazione artigianale di deliziosi muffin salati a base di zucca e mais, due ingredienti autunnali perfetti per celebrare l’atmosfera magica e misteriosa di Halloween in chiave salutare.

Mettere letteralmente “le mani in pasta” rappresenta per l’infanzia un’esperienza sensoriale insostituibile: pesare gli ingredienti, mescolare le farine, comprendere la consistenza degli impasti e scoprire i profumi delle spezie naturali stimola la concentrazione, sviluppa la coordinazione motoria fine e favorisce un rapporto armonioso e curioso con il nutrimento, confermando le migliori linee guida su educazione alimentare e ricette per il benessere della famiglia.

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Un’esperienza condivisa tra genitori e figli: kit da lavoro e creazioni da asporto

L’organizzazione dell’evento ha predisposto ogni dettaglio per garantire ai partecipanti un’immersione professionale e divertente nel mestiere del cuoco. Tutti i materiali di consumo e di lavoro — dagli ingredienti freschi e biologici agli stampi per la cottura, dai grembiuli da chef agli utensili specificamente progettati per l’uso infantile — saranno forniti direttamente dalla struttura.

Al termine del laboratorio, ogni bambino potrà confezionare e portare a casa le proprie creazioni gastronomiche per condividerle con la famiglia, trasformando il lavoro svolto in un momento di orgoglio personale e festa conviviale. Per favorire un clima di rassicurazione e partecipazione attiva, è richiesta la presenza di un genitore o accompagnatore adulto per l’intera durata dell’incontro, creando una preziosa occasione di condivisione e complicità tra grandi e piccoli.

Modalità di iscrizione e posti limitati

Per assicurare la massima cura educativa, il rispetto delle distanze e la sicurezza di ogni giovane partecipante durante le fasi di preparazione, il laboratorio prevede un numero rigorosamente chiuso di posti, con prenotazione obbligatoria.

Le famiglie interessate a riservare un banco da lavoro per i propri figli possono mettersi in contatto con l’organizzazione inviando un messaggio privato alla pagina Facebook ufficiale di Flower Burger Pescara oppure inoltrando un’e-mail all’indirizzo dedicato flowerburgerpescara@gmail.com. Nella richiesta è necessario indicare nome e cognome del bambino, età, recapito telefonico del genitore ed eventuali allergie o intolleranze alimentari per permettere al team di adattare gli ingredienti. Un’opportunità ghiotta e intelligente per festeggiare Halloween riscoprendo il sapore autentico della natura.

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Caro gasolio, allarme rosso per agricoltura e pesca: l’appello di Radica (Città del Vino e ALI): «Settore allo stremo dopo tre anni di disastri climatici, servono sconti fiscali e aiuti retroattivi»

Allarme di Angelo Radica (Città del Vino e ALI Abruzzo) a sostegno della protesta di agricoltori, pescatori e trasportatori contro il caro gasolio: dopo peronospora, alluvioni e siccità, servono aiuti retroattivi, moratoria fiscale e taglio dei tributi locali per evitare la chiusura delle imprese. 👇

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Radica

L’Aquila – L’impennata fuori controllo del costo dei carburanti e dei prodotti energetici rischia di assestare il colpo di grazia ai comparti trainanti dell’economia reale italiana. Dalle campagne dell’Abruzzo ai porti della costa adriatica, fino alla rete nevralgica della logistica su gomma, si moltiplicano i presidi e le proteste di agricoltori, pescatori e autotrasportatori. A farsi interprete di un malessere sociale ed economico ormai giunto al punto di rottura è Angelo Radica, Presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino e vertice regionale di ALI Abruzzo (Autonomie Locali Italiane), che ha lanciato un forte e accorato appello al Governo nazionale, alla Regione e agli enti locali, richiamando la necessità di tutelare l’economia, lavoro e filiera agroalimentare italiana.

«Esprimo piena solidarietà, vicinanza e sostegno incondizionato agli agricoltori, ai pescatori e ai trasportatori abruzzesi e italiani che in queste ore stanno scendendo pacificamente in piazza contro il caro gasolio», ha dichiarato con fermezza Radica. L’analisi del presidente fotografa una situazione strutturale drammatica, dove i margini di guadagno dei produttori primari sono stati polverizzati: «Il reddito degli operatori agricoli era già da tempo insufficiente per retribuire dignitosamente il lavoro quotidiano e coprire gli esorbitanti costi vivi di produzione. Oggi la fiammata del carburante agricolo si abbatte su un comparto che viene da tre anni ininterrotti di calamità ambientali senza precedenti».

Il calvario climatico: dalla peronospora del 2023 alla doppia siccità del 2026

La disamina di Radica ripercorre con precisione chirurgica il drammatico quadriennio che ha piegato la dorsale vitivinicola e agricola abruzzese e nazionale. Un vero e proprio shock climatico a tappe forzate che ha visto succedersi:

  • La peronospora del 2023: l’attacco fungino che ha devastato i vigneti, dimezzando i raccolti di uva e mettendo in ginocchio cantine storiche e consorzi di tutela;
  • La grande siccità del 2024: mesi di arsura prolungata che hanno prosciugato invasi e falde, compromettendo le coltivazioni estive e foraggere;
  • I nubifragi e le alluvioni di marzo 2026: piogge torrenziali e dissesti che hanno provocato frane, allagamenti nei campi e perdita di semine;
  • La nuova siccità persistente del 2026: una carenza idrica autunnale che sta paralizzando le lavorazioni del terreno e la programmazione agronomica, come emerso nei recenti approfondimenti dedicati all’emergenza siccità e crisi climatica in Abruzzo.

«Di fronte a questa sequenza micidiale di eventi estremi — avverte Radica — il settore primario rischia la desertificazione economica. Stiamo assistendo all’abbandono progressivo dei terreni fertili, all’interruzione traumatica del passaggio generazionale tra padri e figli e alla chiusura definitiva di centinaia di storiche aziende a conduzione familiare».

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La piattaforma delle richieste: sgravi, moratoria fiscale e aiuti retroattivi

Per impedire il tracollo definitivo delle imprese, Radica sollecita l’adozione immediata di misure shock a carattere straordinario e risolutivo. La piattaforma programmatica avanzata da Città del Vino e ALI Abruzzo si articola su precisi interventi istituzionali:

«Servono interventi sostanziosi e immediati: sgravi fiscali dedicati, sconti reali alle pompe di rifornimento per il gasolio agricolo e marittimo, e aiuti economici retroattivi per compensare i rincari subiti negli ultimi mesi. È indispensabile dichiarare formalmente lo stato di crisi di settore, disponendo la sospensione immediata e generalizzata di imposte, tasse e contributi previdenziali da parte di tutti gli enti impositori, unita a una drastica sburocratizzazione nell’erogazione dei fondi europei dello sviluppo rurale».

La sfida investe l’intera catena della governance democratica: «Governo centrale, Giunte regionali e amministrazioni comunali devono fare ciascuno la propria parte senza scaricare responsabilità. Come sindaci e amministratori di ALI siamo pronti a fare la nostra parte fin da subito: nei prossimi bilanci comunali di previsione inseriremo specifiche agevolazioni e riduzioni sui tributi locali a vantaggio delle aziende agricole e di pesca radicate sui nostri territori».

Il patto con il mondo produttivo: al fianco di Coldiretti, Cia e Confagricoltura

In chiusura del suo intervento, Angelo Radica ha espresso il pieno sostegno istituzionale alle mobilitazioni promosse dalle confederazioni professionali: «Ribadiamo la nostra più convinta vicinanza alle battaglie di tutte le organizzazioni agricole — a cominciare da Coldiretti, Cia e Confagricoltura — che in questi giorni in tutta Italia stanno manifestando con coraggio e dignità per denunciare le sofferenze del mondo rurale. Salvare la terra, i pescherecci e i camion della distribuzione significa difendere la sovranità alimentare dell’Italia, il presidio idrogeologico delle nostre colline e il futuro stesso delle nostre comunità».

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Chieti, le giovanili del centrosinistra scendono in piazza per il clima: «L’Abruzzo brucia e crolla, basta passerelle: servono prevenzione e difesa del suolo»

Mobilitazione unitaria a Chieti delle organizzazioni giovanili di centrosinistra (UGS, GD, Network Giovani e Verdi) per chiedere prevenzione, stop alle passerelle e risorse immediate contro il dissesto idrogeologico e gli incendi che hanno devastato oltre 2.500 ettari in Abruzzo. 👇

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Mobilitazione unitaria a Chieti delle organizzazioni giovanili di centrosinistra

Chieti – La mobilitazione delle nuove generazioni torna a farsi sentire con forza nel cuore dell’Abruzzo per denunciare le ferite aperte di un territorio fragile e costantemente minacciato dagli eventi estremi. Mancata prevenzione strutturale, dissesto idrogeologico che minaccia i centri urbani e una transizione ecologica non più rinviabile sono stati i temi centrali della manifestazione che ha visto scendere in piazza a Chieti, in maniera compatta e unitaria, le principali organizzazioni giovanili progressiste della regione. Un flash-mob partecipato e determinato, scandito da un messaggio inequivocabile: «Il clima è rotto, ma noi cambiamo rotta».

A promuovere l’iniziativa sono state le sigle giovanili del centrosinistra abruzzese: l’Unione Giovani di Sinistra (UGS), i Giovani Democratici (GD), il Network Giovani e i Giovani Europeisti Verdi (GEV). Ragazze e ragazzi si sono dati appuntamento per tracciare un bilancio drammatico dell’ultima stagione estiva e delle emergenze croniche che attanagliano la provincia teatina e l’intera regione, sollecitando un radicale cambio di rotta nelle politiche di transizione ecologica e tutela dell’ambiente.

Istituzioni e società civile al fianco dei ragazzi: da Legnini a D’Amico e WWF

L’appuntamento di piazza ha raccolto un ampio sostegno istituzionale e associativo. Al fianco del Coordinatore Regionale dell’Unione Giovani di Sinistra, Alex Giaccio, e del Segretario Regionale dei Giovani Democratici, Saverio Gileno, hanno preso parte alla mobilitazione il Sindaco di Chieti Giovanni Legnini, da sempre impegnato sui complessi fronti della ricostruzione e della vulnerabilità del sottosuolo, e diversi amministratori locali del territorio.

Di particolare rilievo politico è stato l’intervento di Luciano D’Amico, capogruppo delle opposizioni in Consiglio Regionale e candidato unitario del centrosinistra per le imminenti elezioni suppletive alla Camera dei Deputati del 15 e 16 novembre 2026. Al loro fianco ha portato la propria testimonianza anche il Presidente del WWF Abruzzo, Francesco Cerasoli, che ha ribadito la necessità improrogabile di sostenere le battaglie delle giovani generazioni, definendo la protezione degli ecosistemi un dovere etico verso il futuro della comunità abruzzese.

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La voce dei giovani: «In fumo 2.532 ettari, pretendiamo il diritto al futuro»

Ad aprire la serie degli interventi dal palco è stata Beatrice Centofanti, Vice referente del Network Giovani Abruzzo, che ha scandito con nettezza la posizione della piazza: «Oggi a Chieti non siamo scesi a chiedere un favore, ma a pretendere un diritto fondamentale: il diritto al nostro futuro. La crisi climatica non è una proiezione lontana, ma una realtà bruciante del nostro presente. In Abruzzo lo confermano senza appello i 2.532 ettari di vegetazione andati completamente in fumo solo nel corso di quest’estate. Come Network Giovani rifiutiamo la retorica paternalistica di chi ci etichetta come “il futuro” unicamente per rinviare le decisioni coraggiose che vanno assunte oggi. La transizione ecologica deve essere immediata, equa e capace di coniugare giustizia climatica e giustizia sociale».

Sulla necessità di superare la gestione episodica e frammentaria delle crisi ha insistito Annachiara Di Lorenzo, Presidente Regionale dei Giovani Democratici Abruzzo: «L’Abruzzo è una delle regioni italiane più esposte e vulnerabili d’Italia. Ne abbiamo la dimostrazione quotidiana con l’impennata delle temperature, la siccità prolungata che strangola le nostre imprese agricole, la desertificazione delle aree interne e le nostre coste divorate dall’erosione marina. Di fronte a questo scenario allarmante, la politica delle passerelle elettorali e della gestione emergenziale non serve più a nulla. Esigiamo piani strutturali di adattamento agli eventi meteo estremi, ricollocando al centro la sicurezza delle comunità locali e la cura del suolo», richiamando l’urgenza di interventi contro il dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza del territorio.

Dal Morrone a Filippone: la mappa delle ferite ambientali abruzzesi

A delineare con drammatica precisione la geografia delle emergenze locali è stata Francesca Avallone, referente di Chieti per l’Unione Giovani di Sinistra, che ha ricordato gli episodi più traumatici vissuti dalla cittadinanza: «Il clima non aspetta i tempi della burocrazia e noi non possiamo più permetterci di attendere. In Abruzzo abbiamo visto i boschi secolari del Morrone divorati dai roghi, l’intero territorio teatino ferito da frane e smottamenti continui, e a Filippone le fiamme sono arrivate letteralmente a un passo dalle abitazioni civili, gettando nel terrore decine di famiglie. Sono fenomeni diversi che consegnano una sola lezione: la prevenzione non è un costo, ma l’unico investimento vitale che non può più essere differito».

Le conclusioni della manifestazione sono state affidate a Daiana Della Loggia, rappresentante dei Giovani Europeisti Verdi Abruzzo, che ha richiamato l’identità ecologica dell’intero comprensorio regionale: «L’Abruzzo è storicamente celebrato come la regione verde d’Europa per il suo patrimonio montano, i parchi nazionali e una biodiversità straordinaria. Ma come possiamo continuare a definirci verdi se non tuteliamo ciò che ci rende unici al mondo? L’impatto climatico è già qui: negli incendi devastanti, nelle crisi idriche che assetano i nostri comuni e nella fragilità strutturale delle nostre comunità».

Il presidio di Chieti si è sciolto ribadendo che la mobilitazione proseguirà in tutte le quattro province abruzzesi, chiamando la giunta regionale e il governo nazionale a stanziare risorse certe e cantierabili per la difesa idrogeologica e il risanamento del territorio.

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