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Territorio

Poste Italiane, uffici aperti ad agosto a Rieti: il piano dei turni

Poste Italiane garantisce l’apertura dei cinque uffici postali di Rieti anche ad agosto: orari rimodulati e Postamat attivi h24. 🏛️ 📬

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Ufficio Postale

Rieti – Nel quadro della pianificazione dei servizi pubblici essenziali, della gestione della logistica sul territorio e della garanzia di continuità delle prestazioni finanziarie durante la stagione estiva, la capillarità degli sportelli sul territorio rappresenta un fattore di primaria importanza per i cittadini. In concomitanza con l’inizio del mese di agosto, Poste Italiane ha formalizzato il piano dei turni e delle aperture per la città di Rieti, strutturato per garantire un presidio costante e ridurre al minimo i disagi per la cittadinanza e per i flussi turistici. La rete cittadina, composta da cinque uffici postali capillarizzati nei diversi quartieri, rimarrà operativa per l’intero periodo ferragostano, assicurando l’accesso ai servizi di corrispondenza, ai prodotti di risparmio e al pagamento delle utenze domestiche.

I tre uffici a doppio turno e la rimodulazione degli orari pomeridiani

Il fulcro della continuità assistenziale e dei servizi finanziari nel capoluogo sabino è affidato alle tre sedi strutturate con il sistema del cosiddetto “doppio turno”, caratterizzate dall’orario continuato. Si tratta degli uffici postali di Rieti Garibaldi (situato in via Giuseppe Garibaldi), Rieti 3 (in via Renzo De Felice) e Rieti 4 (in via Lionello Matteucci), i cui orari ordinari prevedono l’apertura dal lunedì al venerdì fino alle ore 19:05 e il sabato fino alle ore 12:35. Nel corso del mese di agosto, queste tre strutture saranno interessate da una parziale rimodulazione estiva dei flussi di lavoro per brevi periodi concordati, limitando l’apertura al pubblico fino alle ore 13:35. Tuttavia, la pianificazione aziendale assicura che per ogni singola giornata del mese sarà garantita l’operatività pomeridiana di almeno una sede fino alle 19:05.

Il piano per le sedi a turno unico e la settimana di Ferragosto

Per quanto concerne gli uffici postali operanti a turno unico, la sede di Rieti 2, ubicata in via Isonzo, manterrà invariati i propri consueti orari di accesso per l’intero arco del mese, rimanendo a disposizione dell’utenza dal lunedì al venerdì dalle ore 8:20 alle ore 13:35 e nella giornata di sabato dalle ore 8:20 alle ore 12:35. Una pianificazione analoga è stata predisposta per lo sportello di Rieti 1, sito in via Chiesa Nuova; in questo caso, il consueto orario antimeridiano verrà garantito in modo sostanziale, registrando la chiusura temporanea esclusivamente in alcune singole giornate concentrate principalmente all’interno della settimana di Ferragosto, periodo in cui si registra storicamente una contrazione fisiologica della domanda interna.

L’operatività h24 dei 4 ATM Postamat per i prelievi di contante

A integrazione dei servizi erogati fisicamente dagli operatori di sportello, Poste Italiane ha confermato la piena e costante efficienza dei 4 ATM Postamat distribuiti nel tessuto urbano di Rieti. Gli sportelli automatici esterni rimarranno attivi h24, consentendo ai titolari di carte di debito associate a conti correnti o libretti di risparmio e ai possessori di Postepay Evolution di effettuare prelievi di denaro contante in totale sicurezza. Oltre al prelievo, i terminali digitali permettono l’esecuzione di molteplici operazioni dispositive e informative, tra cui il pagamento dei bollettini di conto corrente postale e delle principali utenze energetiche, le ricariche telefoniche e delle carte prepagate, nonché la consultazione del saldo e della lista dei movimenti bancari.

La trasparenza delle informazioni e i canali digitali dell’app aziendale

Per agevolare l’orientamento dei cittadini e prevenire tempi di attesa superiori alla media, la direzione aziendale ha predisposto una puntuale campagna informativa all’esterno di ciascun plesso. Appositi avvisi indicheranno in modo analitico gli orari di apertura, le eventuali variazioni temporanee e l’ubicazione delle sedi limitrofe più vicine pronte ad accogliere l’utenza. Poste Italiane ricorda infine che la quasi totalità dei prodotti finanziari e postali è fruibile in totale autonomia anche attraverso i canali digitali, mediante la consultazione del sito internet ufficiale o l’utilizzo dell’applicazione mobile dedicata, offrendo alle famiglie un canale sussidiario per la gestione delle proprie scadenze economiche dal domicilio.

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Territorio

Bellegra, il Sacro Ritiro di San Francesco: storia del Nido di Santi

La storia millenaria del Sacro Ritiro di Bellegra: sulle tracce di San Francesco e del “Nido di Santi” immerso nella natura simbruina. 🏛️ 🌲

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Sacro Ritiro di Bellegra

Bellegra – Nel cuore della campagna romana, dove le colline si fondono con i primi rilievi dell’Appennino, esiste un luogo dove la storia, la fede e la natura si intrecciano in un abbraccio secolare. Il territorio di Bellegra, incastonato nel verde splendido dei boschi di castagni e faggi che ricoprono i monti Simbruini, custodisce una delle testimonianze francescane più intime e straordinarie del mondo. Fu l’anno 1223 a segnare per sempre il destino spirituale di questa terra: mentre era in viaggio verso la storica Abbazia di Subiaco, San Francesco d’Assisi decise di compiere una sosta in questa cornice naturale così suggestiva e silenziosa. Colpito dalla pace del paesaggio, il Poverello si stabilì qui con i suoi primi frati, ponendo le basi per la nascita di una casa di preghiera destinata a diventare un faro di spiritualità per l’intera provincia di Roma e per il Lazio.

L’incontro con i tre ladroni e le fonti storiche del Mirzio e del Wadding

La permanenza di San Francesco a Bellegra è legata a uno degli episodi più celebri e toccanti della tradizione francescana: l’incontro e la successiva, miracolosa conversione di tre temuti ladroni che terrorizzavano le strade della zona, oggi venerati in stato di santità. La storicità di questa visita e della fondazione del primo nucleo del convento è documentata in modo accurato all’interno della saggistica monastica e degli archivi religiosi. Ne fanno esplicita citazione sia il celebre cronista benedettino Cherubino Mirzio, nei suoi scritti legati al Sacro Speco di Subiaco — dove ancora oggi si conserva un preziosissimo affresco d’epoca che riproduce le sembianze reali di Francesco —, sia il monumentale storico francescano Luca Wadding nelle sue celebri cronache medievali, confermando l’importanza del sito nel cammino del Santo.

L’opera di San Tommaso da Cori e la nascita del Sacro Ritiro

Per secoli, la struttura è rimasta un centro nevralgico di evangelizzazione e di ritiro, la cui opera spirituale si irradiava nelle vallate circostanti anche attraverso la pratica quotidiana della questua compiuta periodicamente dai frati, unica fonte di sostentamento per la comunità. Una svolta fondamentale nell’architettura del complesso si verificò nel XVIII secolo, quando l’umile frate Tommaso da Cori divenne superiore della comunità. Egli scelse questo luogo per fondare il “Sacro Ritiro”, impegnandosi a mantenere l’edificio fedele alla regola della povertà assoluta. Pur preservando la semplicità delle linee, Tommaso ampliò leggermente gli spazi edificando una foresteria e dormitori sufficienti per accogliere un massimo di venti religiosi. Scomparso l’11 gennaio 1729, il suo corpo riposa oggi all’interno della navata unica della chiesa conventuale, in una cappella sul lato destro. San Tommaso da Cori è stato solennemente elevato agli altari il 21 novembre 1999 da Papa Giovanni Paolo II.

L’impronta del cappuccio nel tufo e i castagni secolari di San Francesco

L’intero cammino che conduce al convento di Bellegra è costellato di segni tangibili legati alla tradizione popolare e alla devozione dei cittadini. Lungo la via principale sorge una storica edicola sacra, edificata nel 1719 per volere di Orazio Pompili, posta nel punto esatto in cui, secondo il racconto dei vecchi del paese, San Francesco si fermò a riposare a causa della fatica del viaggio. La leggenda vuole che il Santo, appoggiando la testa incappucciata contro una parete di tufo, vi abbia lasciato impressa l’impronta perfetta del proprio cappuccio, visibile ancora oggi ai pellegrini. Allo stesso modo, la memoria locale attribuisce alle mani del Poverello d’Assisi la piantumazione dei primi maestosi alberi di castagno che compongono il fitto bosco circostante, trasformando la natura stessa in un monumento vivo alla cura del creato.

Il Nido di Santi: un patrimonio unico di pace frequentato dai pellegrini

In ultima analisi, il Sacro Ritiro di Bellegra si offre oggi all’opinione pubblica e ai visitatori con il titolo unico al mondo di “Nido di Santi”. All’interno delle sue mura semplici e silenziose, nel corso dei secoli, hanno vissuto e pregato oltre un centinaio di religiosi eccellenti, tra i quali si contano numerosi Servi di Dio, Venerabili, Beati e Santi che hanno speso la vita per il bene comune e per il conforto delle famiglie. Questa concentrazione straordinaria di spiritualità rende il convento una delle mete più amate e frequentate dalle comunità parrocchiali della provincia e dell’associazionismo cattolico. La cooperazione tra la comunità dei frati minori e i residenti rimane la via maestra per tutelare un patrimonio immateriale di inestimabile valore, offrendo ai giovani un rifugio autentico contro le solitudini moderne e riscoprendo il valore del silenzio.

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Bellegra ricorda Padre Giacinto Bracci: fede e devozione al Sacro Ritiro

Il ricordo sempre vivo di Padre Giacinto Bracci a Bellegra: pellegrinaggi al Sacro Ritiro francescano per l’anniversario del sacerdote. 🌹 🙏

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Sacro Ritiro Bellegra

Bellegra – Nel cuore della Valle dell’Aniene, dove i boschi e il silenzio invitano da secoli al raccoglimento dell’anima, la memoria dei testimoni della fede continua a risplendere come una luce viva, capace di riscaldare i cuori dei fedeli anche nelle stagioni più fredde. Presso il Sacro Ritiro di San Francesco di Bellegra, uno dei luoghi più intimi e carichi di spiritualità dell’intero cammino francescano, si rinnova in questi giorni il ricordo solenne e affettuoso di Padre Giacinto Bracci. Sacerdote francescano umile e pio, scomparso cinquantanove anni fa, Padre Giacinto ha lasciato un’impronta indelebile nel tessuto umano e religioso del territorio sublacense. La sua vita, interamente spesa al servizio degli ultimi e nella contemplazione del Vangelo, rappresenta ancora oggi un punto di riferimento per intere generazioni di credenti che continuano a salire quassù in cerca di pace.

La tradizione del Necrologio francescano e le radici a Vignanello

Nei conventi dei Frati Minori vive da secoli una consuetudine semplice ma di straordinaria densità emotiva. Ogni sera, prima di consumare la cena comune nel refettorio, la comunità si raccoglie per leggere le pagine del “Necrologio”, ricordando i religiosi defunti in quel preciso giorno dell’anno e offrendo per le loro anime preghiere di suffragio. È proprio attraverso questa memoria fraterna che riemerge la figura di Padre Giacinto Bracci, nato a Vignanello, nella provincia di Viterbo, l’11 luglio 1877 con il nome di battesimo di Giuseppe Aloisio. Il suo cammino terreno si è concluso a Roma il 17 gennaio 1967, all’età di 90 anni, presso l’infermeria provinciale. Un’esistenza lunghissima e feconda, caratterizzata da ben 72 anni di professione religiosa e 65 anni di ministero sacerdotale vissuti all’insegna della totale donazione a Dio e al prossimo.

L’instancabile apostolato nel Sublacense e le virtù del silenzio

L’azione pastorale di Padre Giacinto ha trovato il suo baricentro ideale nel territorio del Sublacense, un’area geografica segnata dalla presenza dei monasteri benedettini e francescani, dove la natura aspra e solenne favorisce la ricerca del sacro. Chi lo ha conosciuto ne ricorda lo zelo instancabile, ma soprattutto le virtù umane che lo rendevano così vicino alla sensibilità dei cittadini e delle famiglie più umili. In un’epoca che iniziava a correre verso la modernità e i consumi, il frate si distinse per una semplicità disarmante, un profondo spirito di preghiera e una pratica radicale della povertà e dell’obbedienza, ricalcando perfettamente i passi del Serafico Padre San Francesco. A queste doti si univa una devozione straordinaria e filoniana verso Sant’Antonio di Padova, che il religioso indicava sempre ai fedeli come potente intercessore nei momenti di sofferenza e difficoltà domestica.

Il Calvario di Bellegra: una tomba coperta di fiori e preghiere

I resti mortali di Padre Giacinto Bracci riposano oggi nella suggestiva cappella-cimitero, tradizionalmente denominata “Il Calvario”, situata all’interno del Convento di San Francesco di Bellegra. In questo luogo, dove il religioso ha dimorato per oltre quarant’anni facendosi custode del silenzio e dell’accoglienza, il tempo sembra essersi fermato. Nonostante il rigore dei mesi invernali e l’inclemenza del tempo, il flusso dei pellegrini non conosce soste. Moltissimi devoti salgono a piedi lungo i sentieri della collina per visitare la sua tomba, accendere un cero o lasciare una preghiera scritta su un pezzo di carta. Quel piccolo spazio sacro, costantemente curato dalle mani amorevoli dei frati e dei passanti, si presenta oggi agli occhi dei visitatori come un vero e proprio giardino fiorito, segno tangibile di un affetto che il tempo non è riuscito a scalfire.

Il profondo impatto sociale del ricordo e la speranza dei fedeli

In ultima analisi, la figura di Padre Giacinto Bracci, oggi ricordata in odore di santità, riapre una riflessione importante sul valore della memoria storica e del patrimonio immateriale nelle aree interne del Lazio. Le testimonianze di molti fedeli, che asseriscono di aver ricevuto grazie straordinarie implorando la sua intercessione, alimentano una devozione genuina e spontanea che unisce le province di Roma e Viterbo. Sostenere il ricordo di questi giusti non significa cedere a una sterile nostalgia del passato, ma offrire ai giovani e alle famiglie una bussola etica fondata sui valori della solidarietà, del rispetto e dell’ascolto dell’altro. La cooperazione tra la comunità monastica e i pellegrini rimane la via maestra per mantenere vivo questo faro di speranza, nella certezza che il Buon Dio saprà concedere la ricompensa dei giusti a chi ha speso la vita per il bene comune.

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Piana del Cavaliere

Rocca di Botte, approvata la Rottamazione Quinquies: il piano per i tributi

Il Consiglio comunale di Rocca di Botte approva l’adesione alla Rottamazione Quinquies: domande online da ottobre per IMU e TARI. 🏛️ ⚖️

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Rottamazione quinquies

Rocca di Botte – Nel quadro delle riforme fiscali, della gestione dei bilanci degli enti locali e delle politiche di riscossione agevolata nel territorio nazionale, la regolarizzazione delle pendenze debitorie rappresenta una variabile fondamentale per garantire l’equilibrio finanziario dei Comuni e alleggerire il carico fiscale sui contribuenti. Il Consiglio Comunale di Rocca di Botte, borgo situato nella provincia dell’Aquila, ha approvato ufficialmente la delibera di adesione alla nuova definizione agevolata, nota come Rottamazione Quinquies. Il provvedimento, recepito in conformità con le correnti linee guida del Governo, offre ai cittadini e al tessuto delle microimprese locali la possibilità di estinguere i vecchi debiti maturati nei confronti delle casse comunali a condizioni agevolate, riducendo il rischio di contenziosi e procedure esecutive coatte.

La perimetrazione dei tributi ammessi: dall’IMU storica alla Tari sui rifiuti

L’architettura del piano approvato dall’assessorato al Bilancio municipale stabilisce un perimetro temporale e merceologico ben definito per l’individuazione dei carichi definibili. L’agevolazione investe in modo analitico tutti i debiti iscritti a ruolo e affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione in un arco temporale compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Sotto il profilo dei tributi comunali, la sanatoria si applica alle cartelle esattoriali relative alle vecchie imposte sugli immobili e sui servizi, come l’ICI, l’IMU e la TASI, nonché alle tasse legate allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani che si sono succedute negli anni, tra cui spiccano i ruoli TARSU, TARES e TARI, oltre a sanzioni amministrative diverse e altre entrate patrimoniali dell’ente.

I vantaggi della definizione agevolata: azzeramento di sanzioni e interessi

I contribuenti che sceglieranno di accedere alla definizione agevolata beneficeranno di un sensibile abbattimento dell’importo originario delle cartelle. Il meccanismo normativo prevede che l’estinzione del debito avvenga mediante il versamento esclusivo delle somme dovute a titolo di tributo o capitale, disponendo la cancellazione totale e definitiva di tutte le sanzioni amministrative comminate, degli interessi di mora e degli altri oneri di riscossione previsti dalla legge. Per quanto concerne specificamente le violazioni al Codice della Strada e le multe stradali, l’agevolazione segue un binario differente: resterà interamente dovuto l’importo della sanzione originaria, mentre verranno azzerati gli interessi di maggiorazione e le spese accessorie legate al ritardo nei pagamenti.

Il piano di rateizzazione flessibile: fino a 54 rate bimestrali

Al fine di garantire la sostenibilità economica della misura e andare incontro alle reali capacità di spesa delle famiglie colpite dalla crisi del costo della vita, l’amministrazione comunale di Rocca di Botte ha approvato un piano di pagamento flessibile. I cittadini interessati potranno scegliere se liquidare l’importo dovuto in un’unica soluzione, oppure se dilazionare il pagamento attraverso un piano di rateizzazione a lungo termine, che prevede fino a un massimo di 54 rate bimestrali. Questa dilazione straordinaria permette di spalmare il carico finanziario in un arco temporale ampio, offrendo alle famiglie un prezioso canale di flessibilità per pianificare le scadenze domestiche senza compromettere la stabilità economica del nucleo familiare.

Il cronoprogramma delle domande: i varchi digitali attivi da ottobre 2026

La governance municipale ricorda che l’accesso ai benefici della Rottamazione Quinquies non avverrà in modalità automatica, ma sarà subordinato alla presentazione di una formale istanza telematica da parte del contribuente. Il cronoprogramma ufficiale delle attività fissa due scadenze fondamentali per la cittadinanza: a partire dal 15 ottobre 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione renderà disponibili i conteggi e gli importi precisi definibili per ciascuna posizione. Successivamente, in una finestra temporale compresa tra il 16 ottobre e il 15 dicembre 2026, sarà possibile trasmettere la domanda di adesione esclusivamente online sul portale dell’ente di riscossione, accedendo ai servizi mediante le credenziali dell’identità digitale quali lo SPID, la Carta d’Identità Elettronica (CIE) o la Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

La sinergia tra Comune e cittadini per il recupero dell’evasione fiscale

In ultima analisi, l’adesione alla sanatoria nazionale si offre come un’importante occasione per ricostruire un rapporto trasparente e di fiducia tra la pubblica amministrazione e la cittadinanza di Rocca di Botte. Gli uffici comunali e il personale preposto ai servizi demografici e ai tributi rimarranno a disposizione per fornire chiarimenti operativi, assistenza personalizzata e supporto informativo alle fasce di popolazione meno digitalizzate o agli anziani in condizione di solitudine. La cooperazione strategica tra l’ente locale e i residenti rimane la via maestra per recuperare le risorse finanziarie necessarie al mantenimento dei servizi essenziali, della sicurezza stradale e della manutenzione dei beni comuni, dimostrando che la tenuta e lo sviluppo dei piccoli borghi passano inevitabilmente dalla legalità fiscale e dalla responsabilità individuale.

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