Rimani in contatto con noi
#

Territorio

Poggio Moiano, la passione di Ester e Piero Angeloni dietro il successo della Pizzeria “Incontro”

🚨 STORIA, PASSIONE E FILIERA CORTA A POGGIO MOIANO: IL SUCCESSO DELLA PIZZERIA INCONTRO! Dal 1990 la Pizzeria Incontro è un punto di riferimento per gli amanti della buona tavola nella Sabina. Merito dello splendido connubio tra Piero Angeloni (69 anni), che prepara personalmente gli impasti con farine biologiche macinate a pietra, e sua figlia Ester, che coordina la sala con un’accoglienza impeccabile. Ma c’è di più: le pizze sono condite con l’olio extravergine ricavato dall’uliveto di 5 ettari dell’azienda agricola di Piero, coltivato con metodi naturali e concimi organici provenienti dai propri allevamenti di bovini, ovini, suini ed equini. Una vera eccellenza che guarda al futuro con il progetto di un punto vendita di prodotti tipici locali. Tutti i dettagli 👇#poggiomoiano | #pizzeriaincontro | #pieroangeloni | #esterangeloni | #oliobiologico | #fornoalegna | #pizzasabina | #filieracorta | #eccellenzesabine | #pagineutili

Pubblicato

a

Piero Angeloni

La selezione delle farine biologiche macinate a pietra e l’arte dei panetti a lenta lievitazione naturale

Poggio Moiano – Un imponente, accurato e quanto mai felice percorso di valorizzazione della tradizione gastronomica della Sabina, incentrato sulle riforme dei palinsesti dell’accoglienza culinaria e sulla necessità impellente di coniugare la qualità delle materie prime del territorio alla tutela delle antiche ricette della panificazione della penisola, continua a registrare un successo di pubblico straordinario. Nel cuore pulsante del comune di Poggio Moiano la Pizzeria Incontro si è affermata stabilmente dal millenovecentonovanta come un punto di riferimento insostituibile per gli estimatori della buona tavola e per i passeggeri mobili della provincia reatina. La fortunata gestione aziendale, coordinata sul campo con dedizione totale dal capostipite sessantanovenne Piero Angeloni in stretta sinergia professionale con sua figlia Ester, poggia le proprie basi strategiche su una filosofia produttiva rigida e trasparente, orientata all’eccellenza e lontana dalle logiche commerciali della ristorazione di massa.
Il segreto del locale risiede nella cura millimetrica riservata alla preparazione quotidiana degli impasti, realizzati direttamente dal padre Piero attraverso l’utilizzo di farine biologiche di prim’ordine macinate a pietra, avviando una lenta lievitazione naturale che supera le quarantotto ore consecutive per garantire una digeribilità totale.
Piazza Diavola

Tutti i vari tipi di pizza sfornati dal forno a legna tra le classiche e le speciali gourmet della Sabina

Il menu del locale si caratterizza per una spiccata capacità che permette di soddisfare le esigenze dei consumatori, schierando sul bancone una ricca e variegata selezione che comprende tutti i vari tipi di pizza della tradizione italiana. Gli amanti dei sapori classici possono degustare la fragranza della pizza Margherita, impreziosita da pomodoro San Marzano e mozzarella fiordilatte locale, oppure la storicità della pizza Marinara con aglio e origano selvatico della Sabina. La cucina mette inoltre a disposizione degli utenti mobili una fitta serie di pizze speciali gourmet, condite con l’olio extravergine di oliva biologico ricavato dall’uliveto di cinque ettari di proprietà dello stesso Piero Angeloni. Questa preziosa risorsa vegetale viene coltivata con metodi naturali e concimi organici provenienti dai propri allevamenti di bovini, ovini, suini ed equini della scuderia.
Ogni singolo panetto viene steso rigorosamente a mano e cotto ad alta temperatura all’interno del forno a legna, abbinando il gusto delle pizze gourmet ai formaggi artigianali ed alle cariche di carne prodotte direttamente all’interno della azienda agricola di famiglia.
Caprese

L’accoglienza impeccabile della sala coordinata da Ester Angeloni per i clienti del locale

Accanto alla sapienza tecnica dimostrata da Piero Angeloni davanti al piano di lavoro fin dal millenovecentonovanta, il successo della struttura risulta legato a doppio filo all’efficienza e alla cortesia dei servizi di accoglienza della sala, coordinati in prima persona da sua figlia Ester. La giovane professionista ha strutturato un modello di ospitalità inclusivo ed impeccabile, capace di far sentire ogni cliente come a casa propria, dedicando una attenzione costante alla cura dei dettagli decorativi e alla gestione rapida delle comande nei momenti di massimo afflusso del fine settimana. La gentilezza dello staff e la predisposizione di spazi confortevoli consentono di accogliere al meglio sia le famiglie con bambini sia i gruppi di lavoratori della provincia, offrendo risposte veloci alle richieste dei consumatori della nazione.
La cooperazione familiare tra padre e figlia rappresenta il vero motore trainante dell’impresa commerciale, dimostrando come l’unione delle competenze storiche all’entusiasmo giovanile permetta alle piccole realtà dei borghi storici di competere nel mercato.

I futuri punti vendita dei prodotti tipici locali e le guide informative disponibili per lo smartphone

La lungimiranza della famiglia Angeloni si proietta già verso il futuro della commercializzazione enogastronomica, programmando l’apertura e l’allestimento di un punto vendita esclusivo interamente dedicato alla promozione ed all’acquisto dei prodotti tipici locali sabini e delle carni biologiche dei propri allevamenti appenninici. Questa iniziativa commerciale incrementerà la competitività economica della provincia di Rieti, attirando frotte di visitatori dalle regioni limitrofe ed elevando il prestigio ricettivo del territorio interno dell’appennino centrale. I dettagli organizzativi sulle tabelle orarie di apertura, i numeri telefonici per completare le prenotazioni dei tavoli e i link per consultare la galleria fotografica degli scatti storici del locale sono liberamente consultabili online sulle bacheche e sulle piattaforme informatiche societarie per agevolare l’accessibilità da smartphone.
I lettori mobili e i professionisti della penisola continueranno a ricevere guide utili e aggiornamenti puntuali sui temi dell’economia, della scuola, del lavoro, della sanità e dello sviluppo delle riforme dei corpi sociali della nostra bellissima nazione.
Tel:0765201845

Pizzeria "Incontro" Poggio Moiano


Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Territorio

Lo zafferano dei Piani di Navelli: una storia antica fatta di terra, fatica e tradizione

Pubblicato

a

zafferano

Piani di Navelli- Dalle origini medievali alla raccolta autunnale dei delicati fiori viola, il cosiddetto “oro rosso d’Abruzzo” racconta la storia di un territorio che ha saputo trasformare una coltura preziosa in un simbolo della propria identità.

Nel cuore dell’Abruzzo, tra i paesaggi dell’altopiano di Navelli e i borghi della provincia dell’Aquila, cresce una delle eccellenze agricole più conosciute della regione: lo zafferano. Una spezia preziosa, apprezzata per il suo colore intenso, il profumo inconfondibile e il sapore caratteristico, ma soprattutto per il lavoro paziente e meticoloso che si nasconde dietro ogni piccolo fiore.

Lo zafferano dei Piani di Navelli non è soltanto un prodotto gastronomico. È il risultato di secoli di esperienza contadina, di gesti tramandati nelle famiglie e di un rapporto profondo tra l’uomo e una terra che, anno dopo anno, continua a offrire una fioritura tanto breve quanto straordinaria.

La storia dello zafferano abruzzese affonda le proprie radici nel Medioevo. La tradizione collega la diffusione della coltura nell’area aquilana al monaco domenicano Santucci, originario della zona di Navelli, che nel XVI secolo avrebbe contribuito a introdurre o rilanciare la pianta in Abruzzo dopo averla conosciuta durante i suoi viaggi fuori regione.

La coltivazione trovò condizioni favorevoli nell’altopiano: terreni adatti, clima caratterizzato da inverni freddi, estati asciutte e forti escursioni termiche. Nel tempo, la produzione si consolidò e lo zafferano divenne una risorsa economica importante per diverse comunità locali.

La spezia acquisì valore anche grazie alla sua versatilità: utilizzata in cucina, nella colorazione e in preparazioni tradizionali, era una merce pregiata, facilmente conservabile dopo l’essiccazione e capace di raggiungere mercati lontani.

La fama dello zafferano aquilano si è così legata a Navelli, diventato nel tempo uno dei luoghi simbolo di questa coltivazione.La fase più suggestiva della produzione si svolge tra ottobre e novembre, quando i campi si riempiono di fiori viola. La raccolta avviene tradizionalmente nelle prime ore del mattino, prima che i fiori si aprano completamente e siano esposti al sole e agli agenti atmosferici.
I raccoglitori si chinano tra i filari e staccano delicatamente i fiori uno a uno, riponendoli in cesti e contenitori. È un lavoro che richiede pazienza, precisione e velocità: la fioritura è concentrata in un periodo breve e ogni giornata può essere decisiva per la qualità del raccolto.
La raccolta manuale è uno dei tratti più caratteristici di questa tradizione agricola. Non si tratta di un lavoro meccanico, ma di un gesto che richiede esperienza e attenzione, tramandate da generazioni di coltivatori.Una volta raccolti, i fiori vengono portati nei locali di lavorazione, dove avviene la cosiddetta sfioratura, una delle operazioni più delicate dell’intero processo.
Ogni fiore viene aperto manualmente per estrarre i tre stimmi rossi, la parte della pianta dalla quale si ricava la spezia. I filamenti devono essere separati con cura dalle altre parti del fiore, evitando di danneggiarli o di contaminarli.
È proprio qui che si comprende perché lo zafferano sia considerato uno dei prodotti agricoli più preziosi al mondo. Per ottenere un chilogrammo di zafferano essiccato occorrono indicativamente circa 200.000 fiori e centinaia di ore di lavoro, a seconda delle condizioni di coltivazione e delle tecniche impiegate.La sfioratura è anche un momento di socialità: per molto tempo le famiglie si sono riunite attorno ai tavoli per lavorare insieme, spesso fino a sera, raccontando storie e condividendo le fatiche della giornata. Un patrimonio immateriale fatto di gesti semplici, ma fondamentali per conservare la qualità del prodotto.Dopo la sfioratura, gli stimmi freschi devono essere essiccati con attenzione. È una fase decisiva perché consente di ridurre l’umidità e di sviluppare le caratteristiche aromatiche, il colore e il sapore che rendono lo zafferano così ricercato.
L’essiccazione viene effettuata secondo metodi tradizionali e procedure controllate, con tempi e temperature adeguati a preservare le qualità della spezia. Un’essiccazione insufficiente può compromettere la conservazione; una troppo intensa può danneggiare gli aromi.
Al termine del processo, gli stimmi diventano filamenti sottili, fragili e di un rosso intenso. Conservati correttamente, al riparo da luce, umidità e calore, mantengono a lungo le proprie caratteristiche.
Lo zafferano viene commercializzato soprattutto in fili, una forma che permette di riconoscere meglio il prodotto e di apprezzarne le caratteristiche. In cucina, generalmente, gli stimmi vengono lasciati in infusione in un liquido tiepido prima di essere aggiunti alla preparazione.La qualità dello zafferano dei Piani di Navelli dipende anche dalle caratteristiche ambientali dell’altopiano. I terreni permeabili, il clima e l’esperienza dei coltivatori contribuiscono a creare condizioni favorevoli alla coltura, che soffre i ristagni d’acqua.
La pianta nasce da un bulbo, più precisamente un cormo, che viene messo a dimora nel terreno. Nel corso del suo ciclo vegetativo produce foglie, fiori e nuovi cormi, che potranno essere utilizzati per le coltivazioni successive. La gestione del terreno, la scelta dei bulbi e il rispetto dei tempi agricoli sono elementi essenziali per ottenere un raccolto di qualità.
La coltivazione richiede quindi conoscenze specifiche e una cura costante, ben lontane dall’idea di una produzione semplice o immediata. Dietro ogni confezione ci sono mesi di lavoro e una stagione autunnale in cui tutto si concentra in pochi giorni.

Nel 2005 lo Zafferano dell’Aquila ha ottenuto la Denominazione di Origine Protetta (DOP), un riconoscimento importante per la tutela del prodotto e del suo legame con il territorio.

La zona di produzione comprende diversi comuni dell’Aquilano, tra cui Navelli, Barisciano, Caporciano, Fagnano Alto, Fontecchio, L’Aquila, Molina Aterno, Poggio Picenze, Prata d’Ansidonia, San Demetrio ne’ Vestini, San Pio delle Camere, Tione degli Abruzzi e Villa Sant’Angelo. La denominazione protegge una tradizione agricola riconoscibile per ambiente, metodi di coltivazione e lavorazione.

La DOP rappresenta anche uno strumento per valorizzare il lavoro dei produttori, contrastare le imitazioni e offrire ai consumatori maggiori garanzie sull’origine del prodotto.Lo zafferano non è soltanto una spezia da utilizzare in cucina. Per i borghi dell’altopiano rappresenta un’opportunità di promozione turistica, di valorizzazione delle produzioni locali e di trasmissione delle conoscenze agricole.
Le iniziative dedicate alla raccolta, le visite alle aziende, gli incontri gastronomici e le manifestazioni autunnali permettono di avvicinare visitatori e appassionati a un mondo fatto di manualità e rispetto dei ritmi naturali.
Sostenere questa coltura significa anche contribuire alla vitalità delle aree interne, dove mantenere vive le attività agricole tradizionali può aiutare a difendere il paesaggio, l’identità culturale e le economie locali.Quando si parla dello zafferano dei Piani di Navelli, il suo valore non si misura soltanto in grammi o nel prezzo di vendita. Si misura nelle mani che raccolgono i fiori all’alba, nella delicatezza della sfioratura, nell’attenzione dedicata all’essiccazione e nella memoria di una tradizione che ha attraversato i secoli.
Il cosiddetto oro rosso d’Abruzzo è il simbolo di un’agricoltura che richiede pazienza, competenza e dedizione. Ogni filamento racchiude una parte del paesaggio aquilano e della storia delle sue comunità.
Preservare lo zafferano di Navelli significa custodire un’eccellenza gastronomica, ma anche difendere un patrimonio di cultura, lavoro e identità abruzzese.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Territorio

Summit nazionale dei Gal all’Aquila, Mario Di Lorenzo: «Fondi Ue 2028-2034 alle porte, riscriviamo le strategie per le aree interne»

All’Aquila il Forum Leader 2026: i Gal di tutta Italia a confronto sulla nuova programmazione dei fondi Ue 2028-2034. Mario Di Lorenzo: «Pronti a riscrivere le strategie per le aree interne» 👇

Pubblicato

a

Locandina evento L'Aquila

L’Aquila – Il rilancio socio-economico delle aree interne montane, la lotta contro lo spopolamento dei borghi appenninici e la gestione strategica delle risorse comunitarie tornano al centro del dibattito nazionale. Mercoledì 28 e giovedì 29 ottobre 2026, le prestigiose sale di Palazzo Spaventa all’Aquila ospiteranno l’edizione annuale del «Forum Leader 2026», il summit istituzionale che riunirà nel capoluogo regionale abruzzese — dopo la precedente tappa del 2025 svoltasi in provincia di Palermo — decine di Gruppi di Azione Locale (GAL), amministratori, ricercatori, esperti di europrogettazione e rappresentanti del tessuto produttivo provenienti da tutta Italia. Un evento cruciale per il destino del nostro territorio, chiamato a delineare le future traiettorie dello sviluppo rurale e della coesione territoriale.

A scandire l’urgenza e la rilevanza politica dell’appuntamento aquilano è stato Mario Di Lorenzo, direttore del GAL Gran Sasso Velino, che ha lanciato un messaggio chiaro alla classe dirigente: «A brevissimo sarà indispensabile riscrivere da cima a fondo le strategie di sviluppo locale in vista della programmazione dei fondi comunitari 2028-2034. È una scadenza che sembra lontana ma che in realtà è già alle porte: dobbiamo farci trovare compatti e preparati per costruire un percorso autorevole, capace di tutelare e valorizzare le peculiarità delle nostre comunità».

La svolta di Bruxelles sui fondi 2028-2034: il dialogo diretto con lo Stato

L’incontro dell’Aquila cade in una congiuntura temporale determinante. In questi mesi, infatti, a Bruxelles sono entrati nel vivo i negoziati preliminari tra la Commissione Europea e gli Stati membri per definire l’architettura finanziaria e regolamentare del settennato post-2027. Un passaggio che introduce una novità strutturale di portata storica per i territori: l’Unione Europea ha infatti stabilito che per il ciclo 2028-2034 il canale di confronto e concertazione avverrà direttamente con i governi centrali dei singoli Stati membri, superando il modello delle interlocuzioni frammentate a livello regionale.

«Questa modifica nei criteri di governance impone ai GAL di fare rete e presentarsi con una visione unitaria», ha chiarito Di Lorenzo. «Il tavolo tecnico di Palazzo Spaventa rappresenterà il primo grande momento di sintesi per comprendere in che modo verranno ripartite le risorse del programma LEADER (Liaison Entre Actions de Développement de l’Économie Rurale) e come orientare i nuovi strumenti di sviluppo economico e fondi strutturali affinché rispondano alle sfide dell’innovazione digitale, della transizione ecologica e del ricambio generazionale nell’agricoltura e nell’artigianato tipico».

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
ECONOMIA & FONDI EUROPEI

Guida alla formulazione e gestione dei progetti europei – Marco Amici e Federico Porcedda

Il manuale strategico per comprendere l’europrogettazione, accedere ai finanziamenti comunitari e gestire con successo le risorse per la crescita dei territori.

⭐⭐⭐⭐⭐
4.8 su 5
(460 recensioni)

Disponibile anche in versione audiolibro su Audible. Prova gratis Audible per 30 giorni cliccando qui.

Il parterre istituzionale a Palazzo Spaventa: Governo, Regione e Comuni montani

L’autorevolezza della due giorni aquilana è confermata dalla presenza dei massimi rappresentanti istituzionali del settore agroalimentare e delle politiche di coesione. Ai lavori interverranno il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) Luigi D’Eramo, il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il Vicepresidente della Giunta regionale con delega all’Agricoltura Emanuele Imprudente, il Sindaco dell’Aquila e Presidente di ANCI Abruzzo Pierluigi Biondi, e il Presidente nazionale dell’UNCEM (Unione Nazionale Comuni, Comunità ed Enti Montani) Marco Bussone, affiancati dai delegati dei Ministeri competenti e dai vertici operativi dei GAL di ogni regione italiana.

Un parterre di altissimo profilo che evidenzia come il capoluogo abruzzese si confermi laboratorio privilegiato a livello nazionale per l’elaborazione di politiche pubbliche avanzate rivolte alle terre alte, dimostrando che la montagna non deve essere considerata un’area di marginalità assistita, ma un ecosistema produttivo vivace in grado di generare valore, turismo sostenibile e presidio ecologico.

I cinque laboratori operativi: la montagna, il patrimonio fondiario e il Fondo Unico

Il cuore operativo della manifestazione sarà scandito da cinque tavoli laboratoriali tematici, ciascuno promosso da un GAL capofila e sostenuto dalla partecipazione attiva di almeno altri otto GAL provenienti da tre differenti regioni, a garanzia di una feconda contaminazione interregionale. I temi sul tavolo toccheranno i nodi nevralgici del futuro rurale: «Verso un’associazione nazionale dei GAL» (proposto dal GAL Metropoli Est di Palermo per unificare la rappresentanza istituzionale); «Il ruolo dei GAL nella governance delle aree montane» (promosso dal GAL Etruria Meridionale del Lazio, che vede il GAL Gran Sasso Velino assoluto protagonista in virtù della propria specifica vocazione appenninica); «Affrontare l’Abbandono: il metodo LEADER per rimettere in moto il patrimonio fondiario» (a cura del GAL Castelli Romani e Monti Prenestini); «L’attuazione del LEADER 2028-2034 nella prospettiva del Fondo Unico» (guidato dal GAL Alto Bellunese); e infine il laboratorio «Effetto Leader» (co-promosso dal GAL piemontese Escartons e Valli Valdesi e dal GAL abruzzese Costa dei Trabocchi).

Dall’Aquila parte così una sfida ambiziosa per l’intero Paese: dimostrare alle istituzioni nazionali e comunitarie che investire nei Gruppi di Azione Locale significa dotare i territori di una sentinella insostituibile, capace di intercettare bandi complessi, sostenere i giovani imprenditori e trasformare i fondi europei in cantieri aperti di futuro e speranza per le nostre montagne.

A cura della Redazione Economia e Territorio di Cavaliere News

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Territorio

Adsu L’Aquila, nasce il tavolo permanente con gli studenti: residenze, borse di studio e mobilità al centro del confronto con Schiavone e Suriani

L’Adsu L’Aquila avvia un tavolo permanente con le associazioni studentesche dopo il meeting nazionale Andisu: borse di studio, alloggi Pnrr, navette e bici elettriche con la presidente Schiavone e il direttore Suriani 👇

Pubblicato

a

Adsu_interventi

L’Aquila – Aprire le porte dell’ente, mettersi in ascolto costante delle istanze provenienti dai banchi delle facoltà e costruire insieme una piattaforma di priorità strategiche per garantire il benessere materiale, sociale e psicologico dei giovani lungo tutto l’arco della carriera universitaria. È un cambio di passo decisivo e partecipato quello varato dall’Adsu dell’Aquila, l’Azienda per il Diritto agli Studi Universitari del capoluogo regionale abruzzese, che si prepara a istituire un tavolo permanente di concertazione con le rappresentanze e le associazioni studentesche. Una decisione maturata al termine di un partecipatissimo e vivace dibattito sviluppatosi nell’ambito del meeting nazionale promosso dall’Andisu (Associazione Nazionale degli Organismi per il Diritto allo Studio Universitario), che ha fatto convergere nella città capoluogo oltre 150 delegati provenienti dagli atenei di tutta la penisola per riflettere sul futuro del territorio e della formazione accademica.

Il confronto, proseguito fino a tarda sera alla presenza dei massimi vertici nazionali e regionali delle istituzioni e dell’università, ha consentito agli studenti di illustrare con puntualità i traguardi raggiunti ma soprattutto le criticità da superare con urgenza: dal nodo vitale degli alloggi e del caro-affitti alla tempestività nell’erogazione delle borse di studio, fino al potenziamento dei trasporti e degli spazi ricreativi, confermando quanto sia cruciale investire nei servizi per il diritto allo studio per attrarre e trattenere le migliori intelligenze del Paese.

Le parole di Marica Schiavone e Michele Suriani: «Ascolto vero e tutela del benessere»

A tracciare le linee guida del nuovo corso è stata la presidente dell’Adsu L’Aquila, Marica Schiavone, che ha sottolineato la volontà dell’Azienda di operare in totale trasparenza e sinergia con la comunità studentesca: «È stato un momento di confronto autentico e costruttivo, nel quale ci siamo messi a completa disposizione ascoltando le richieste vive dei tanti ragazzi intervenuti. La missione primaria dell’Adsu è senza dubbio quella di garantire le prestazioni essenziali, dalla copertura totale delle borse di studio all’accoglienza nelle residenze universitarie; tuttavia, negli ultimi anni abbiamo premuto con forza l’acceleratore anche su progetti volti a stimolare la socialità, aprendo nuovi spazi di aggregazione culturale e mettendo in campo ogni risorsa per rendere l’esperienza universitaria aquilana sempre più ricca, inclusiva e a misura di studente».

Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore dell’Adsu, Michele Suriani, che ha rimarcato la vicinanza quotidiana e diretta della dirigenza alle necessità concrete dei ragazzi: «Siamo a disposizione ventiquattr’ore su ventiquattro. Gli studenti sanno di poter contare sui nostri recapiti personali e quando hanno un’urgenza o un problema sanno di trovare un interlocutore pronto a intervenire. Dalla mobilità urbana agli alloggi, le richieste avanzate sono legittime e comprensibili: l’Azienda fa e continuerà a fare tutto il possibile per venire incontro a chi l’università la vive ogni giorno. Questo tavolo permanente rappresenterà la sede ideale per portare con rinnovata forza le istanze studentesche all’attenzione di tutti gli enti istituzionali competenti».

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
UNIVERSITÀ & FORMAZIONE

Metodo universitario. Come studiare meglio e superare gli esami – Andrea Acconcia e Giuseppe Moriello

La guida strategica e pratica per affrontare il percorso accademico senza ansia, organizzare il tempo di studio e superare brillantemente ogni sessione d’esame.

⭐⭐⭐⭐⭐
4.8 su 5
(1.680 recensioni)

Disponibile anche in versione audiolibro su Audible. Prova gratis Audible per 30 giorni cliccando qui.

Il vertice nazionale Andisu e il parterre istituzionale verso Capitale della Cultura 2026

L’assemblea annuale di Andisu, intitolata suggestivamente «L’Aquila, città della cultura e della conoscenza 2026», ha visto la partecipazione del neo eletto presidente nazionale Simone Foglio e del segretario generale Gabriele Verza, focalizzandosi sul ruolo trainante della ricerca e della formazione nella costruzione delle competenze del futuro. Di assoluto rilievo la presenza dei delegati del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), a partire da Manuela Manenti, commissario straordinario di Governo per la realizzazione dei nuovi alloggi e residenze universitarie previsti dalle risorse del PNRR, e da Alessio Pontillo, dirigente dell’Ufficio Studenti e Diritto allo Studio del Ministero, che ha portato il saluto ufficiale e il plauso del ministro Anna Maria Bernini.

Il tavolo ha registrato una coralità istituzionale senza precedenti per l’Abruzzo: vi hanno preso parte il vicepresidente della Giunta regionale Emanuele Imprudente, l’assessore regionale al Bilancio Mario Quaglieri, l’assessore comunale Ersilia Lancia, il rettore dell’Università dell’Aquila Fabio Graziosi, il direttore generale dell’ateneo Pietro Di Benedetto e il direttore generale dell’ARPA Abruzzo Maurizio Dionisio. Accanto a loro, il mondo economico e produttivo è stato rappresentato da Francesca Assumma (presidente del Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo), Antonella Ballone (presidente della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia), Ezio Rainaldi (presidente di ANCE L’Aquila) e Pierluigi Frezza (presidente di Confindustria L’Aquila – Abruzzo Interno), tutti concordi nel considerare la popolazione studentesca come il più prezioso volano di rilancio e innovazione per l’intero comprensorio montano.

Mobilità green, sale prove e welfare: i servizi concreti messi in campo

Nel corso dell’incontro è stato fatto anche un dettagliato bilancio delle misure concrete già attivate dall’Adsu dell’Aquila per abbattere i costi della vita universitaria e incentivare stili di vita sostenibili. Tra i fiori all’occhiello spicca il progetto di mobilità ecologica con una flotta di 60 biciclette elettriche a pedalata assistita fornite gratuitamente agli studenti, affiancate da un servizio dedicato di bus navetta che collega costantemente i poli didattici con le mense e i complessi residenziali.

Ampio spazio è stato riservato anche al tempo libero e alla crescita personale: è imminente l’inaugurazione di una moderna sala prove musicali gratuita destinata ai gruppi universitari, a cui si aggiungono convenzioni a tariffe agevolate con le strutture sportive cittadine, un corso di formazione teatrale completamente gratuito e rassegne culturali di respiro poliedrico come il Multiverso Canada, ricco di concerti ed eventi dal vivo, e il suggestivo Cammino dello studente tra le vette appenniniche. Progetti tangibili che dimostrano come L’Aquila, verso l’orizzonte di Capitale Italiana della Cultura 2026, si candidi a essere un modello nazionale di accoglienza e inclusione accademica.

A cura della Redazione Attualità e Territorio di Cavaliere News

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza