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Giulianova canta il rock senza tempo: piazza gremita per “Across the Rock” del Chorus Novus Rock Ensemble

Un successo di pubblico che ha superato ogni aspettativa ha accompagnato, venerdì scorso, “Across the Rock”, lo spettacolo del Chorus Novus Rock Ensemble andato in scena nella suggestiva cornice di Piazza del Mare. I posti a sedere sono andati esauriti in breve tempo e anche tutte le panchine dell’area circostante sono state occupate, mentre numerosi spettatori hanno assistito al concerto in piedi, confermando il grande richiamo dell’iniziativa.

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La voce solista Flavia La Pasta

GIULIANOVA – Un successo di pubblico che ha superato ogni aspettativa ha accompagnato, venerdì scorso, “Across the Rock”, lo spettacolo del Chorus Novus Rock Ensemble andato in scena nella suggestiva cornice di Piazza del Mare. I posti a sedere sono andati esauriti in breve tempo e anche tutte le panchine dell’area circostante sono state occupate, mentre numerosi spettatori hanno assistito al concerto in piedi, confermando il grande richiamo dell’iniziativa.

La serata ha visto anche la partecipazione delle autorità istituzionali, con la presenza del prefetto di Teramo Fabrizio Stelo, del viceprefetto Roberta Di Silvestro e della consigliera del Comune di Giulianova, Rossella De Patre, a testimonianza dell’importanza culturale dell’evento e del suo valore per il territorio.

Ideato e diretto dal maestro Paolo Speca, il concerto ha accompagnato il pubblico in un affascinante viaggio attraverso la storia del rock internazionale, partendo dall’epoca dei Beatles per attraversare le grandi rock opere, i musical e alcuni dei brani più rappresentativi degli anni Settanta, fino alle produzioni che hanno conquistato i principali teatri del mondo.

Più che una semplice successione di successi, “Across the Rock” si è rivelato un racconto musicale capace di intrecciare epoche, generi e sensibilità artistiche, offrendo una rilettura originale di un patrimonio musicale che continua a emozionare generazioni diverse.

Sul palco, accanto alla direzione di Paolo Speca, si sono distinti la voce intensa di Flavia La Pasta e l’ensemble formato da Gianfranco Lupidii al violino, Valter Nicodemi al sassofono, Massimiliano Caporale al pianoforte, Daniele Fratini alle chitarre, Roberto Della Vecchia al basso e Davide Ciarallo alla batteria. L’equilibrio tra coro, strumenti elettrici e acustici ha dato vita a un’esecuzione intensa e coinvolgente, capace di valorizzare tanto la forza del rock quanto la ricchezza degli arrangiamenti.

Particolarmente apprezzata anche la scelta di mantenere riservata la scaletta fino all’esibizione, permettendo al pubblico di lasciarsi sorprendere, brano dopo brano, in un crescendo di emozioni culminato in un finale corale accolto da lunghi applausi.

L’iniziativa, sostenuta dal Comune di Giulianova, dalla Provincia di Teramo, dalla Fondazione Tercas e dal Gruppo Amadori, si è confermata tra gli appuntamenti di maggiore richiamo dell’estate giuliese, dimostrando come la qualità della proposta artistica, unita a un repertorio intramontabile, sia ancora oggi capace di richiamare un pubblico numeroso e partecipe.

Il presidente Franco Di Francesco comunica che il concerto sarà replicato a Civitella del Tronto il prossimo 17 agosto.

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A Villa Altieri la grande convention «Dentro l’arte, oltre l’opera»: cultura, teologia e istituzioni a Roma. Laurea ad honorem a Tony Renis e premi a Giacobbo e Rossi Albertini

Lunedì 19 ottobre 2026 Villa Altieri a Roma ospita la grande convention «Dentro l’arte, oltre l’opera» promossa dall’Academy of Art and Image di Paola Zanoni. Tra teologia, cultura e istituzioni, la giornata culminerà con la Laurea Honoris Causa al Maestro Tony Renis, la retrospettiva su Gaetano Carboni e i premi a Roberto Giacobbo e Valerio Rossi Albertini. 👇

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Locandina evento Roma

Roma – Una giornata monumentale consacrata all’eccellenza culturale, al dialogo interreligioso, alla tutela del patrimonio artistico e al riconoscimento del talento italiano nel mondo. Lunedì 19 ottobre 2026, a partire dalle ore 09:45, la maestosa cornice storica di Villa Altieri, in viale Manzoni 47 nel cuore di Roma, farà da scenario alla prestigiosa convention nazionale intitolata «Dialoghi, Visioni e Percorsi. Dentro l’arte, oltre l’opera». L’iniziativa di altissimo profilo, promossa dall’Academy of Art and Image con l’impulso del consigliere Antonio Giammusso e l’invito istituzionale rivolto al Ministro della Cultura, il professor Alessandro Giuli, si propone come un crocevia multidisciplinare capace di unire accademia, mondo ecclesiastico, spettacolo, informazione e forze dell’ordine.

A ideare, coordinare e moderare l’intera assemblea sarà Paola Zanoni, giornalista, conduttrice, Presidente dell’Academy of Art and Image e autorevole interlocutore referente della Pontificia Accademia di Teologia. I lavori prenderanno il via alle ore 10:00 con la solenne esecuzione dell’Inno di Mameli affidata alla voce del celebre tenore Riccardo Simonetti, a cui faranno seguito i saluti istituzionali dell’onorevole Fabrizio Santori, Consigliere Segretario dell’Assemblea Capitolina, e di Mario Luciano Crea, Consigliere Regionale del Lazio e Presidente della V Commissione Cultura, Spettacolo e Turismo.

La sessione mattutina: l’arte tra teologia, restauro e innovazione

La mattinata offrirà una sequenza di relazioni scientifiche e testimonianze di grande spessore intellettuale. Ad aprire i confronti sarà Monsignor Antonio Staglianò, Presidente della Pontificia Accademia di Teologia e Rettore della celebre Basilica di Santa Maria in Montesanto (la Chiesa degli Artisti a piazza del Popolo), che offrirà una meditazione sul valore trascendente della bellezza e sul ruolo dell’arte come veicolo primario di speranza e riconciliazione tra i popoli in un’epoca segnata da profonde fratture geopolitiche.

Seguiranno i contributi mirati di Dario Ciamei, Direttore di Filiale della Banca di Credito Cooperativo di Roma, focalizzato sul mecenatismo e sul sostegno del credito cooperativo alle imprese culturali; della professoressa Maria Stella Giorlandino, architetto, artista e imprenditrice alla guida della sanità privata d’eccellenza; della restauratrice e studiosa Sara Penco, reduce da rivoluzionarie ricerche iconografiche sulla figura di Maria Maddalena; del giornalista e conduttore televisivo RAI Amedeo Goria; e del professor Claudio Strinati, tra i massimi storici dell’arte viventi e divulgatore televisivo. A completare il quadro gli interventi dell’Innovation Manager Antonio Puce, della dottoressa Iolanda Maria Carboni, nipote del maestro Gaetano Carboni, di Benedetta Puce e dello scultore Fabrizio Savi.

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La sessione pomeridiana «Storie e Miti»: sociologia, legalità e narrazione

Dopo la pausa conviviale delle ore 13:30 allestita nella Sala delle Bandiere — con la degustazione delle eccellenze enologiche dell’Enoteca La Botte e le produzioni artigianali gourmet firmate Lattanzi, Il Gelatone e Dolceamaro —, i lavori ripartiranno alle ore 15:00 con la sessione tematica «Storie e Miti». Un momento di dibattito serrato che vedrà salire in cattedra Don Luigi Trapelli, Cappellano nazionale della Polizia di Stato, per un focus etico sulla legalità e la prossimità sociale.

Accanto a lui, la professoressa Vincenza Palmieri, Presidente dell’INPEF (Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare) e Ambasciatrice di Pace; la professoressa Cristina Siciliano, Preside dell’Istituto Armando Curcio; il professor Renato Pellegrino, Direttore del Centro Studi Upter Roma; l’autore Marco Villani, con la presentazione del volume sociologico «Shock Radio – storia e sociologia della Zanzara»; e il professor Tiziano Costanzo, consulente direzionale. Ad impreziosire i passaggi letterari della sessione saranno le intense letture sceniche dell’attrice Marta Bifano.

La cerimonia conclusiva: lauree ad honorem, gemellaggi e grandi premi

Il momento culminante della convention si celebrerà alle ore 18:00 con la Cerimonia Ufficiale di consegna dei titoli accademici e dei gemellaggi interistituzionali siglati dall’Academy: tra questi spiccano le intese strategiche con l’Istituto Gabriele D’Annunzio (rappresentato dal direttore Bruno Mezzogori), l’Istituto Armando Curcio (con la rettrice Cristina Siciliano), lo Swiss International Campus College (con il preside Marcello Lofriano) e la realtà formativa Vincere sui Social guidata da Giulia D’Aquino e Ludovica Milano.

L’Albo d’Oro dell’evento si arricchirà con il conferimento della prestigiosa Laurea Honoris Causa al leggendario compositore, produttore e Maestro Tony Renis, monumento della musica italiana a livello planetario. Targhe d’onore e benemerenze all’eccellenza saranno inoltre conferite al fisico e divulgatore scientifico Valerio Rossi Albertini; al giornalista e conduttore televisivo Roberto Giacobbo; al Colonnello Giancarlo Mignone dello Stato Maggiore della Difesa; ad Alessandra Mangiacapra, campionessa italiana di Karate del Gruppo Sportivo Fiamme Oro, e al suo allenatore Gianluca Iovine; al Presidente della Fondazione Marche Cultura Andrea Agostini; all’Agente della Polizia di Stato Marco Frattolillo; al cantautore Marvin Lark e al regista cinematografico Valter D’Errico.

La retrospettiva su Gaetano Carboni e il gran finale a Villa Parioli

A fare da preziosa scenografia visiva durante l’intera giornata congressuale sarà l’esposizione antologica delle opere pittoriche del maestro Gaetano Carboni, figura di straordinario rilievo dell’astrattismo e dell’espressionismo italiano del secondo dopoguerra, le cui tele dialogheranno idealmente con le architetture affrescate di Villa Altieri.

Le celebrazioni troveranno la loro degna conclusione a partire dalle ore 20:00 con la Cena Conviviale riservata agli ospiti, alle delegazioni accademiche e ai premiati presso i raffinati saloni di Villa Parioli, in via Antonio Bertoloni 45 a Roma, suggellando un evento che consacra la capitale a laboratorio permanente di bellezza, pensiero e cooperazione umanistica.

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Space, Power and Information: JCU’s Institute of Future and Innovation Studies Leads Rome Forum on the Orbital Geopolitics Shaping Earth

Held in Rome at the Center for American Studies, the high-level forum “Control Space to Govern Earth” brought together top experts, diplomats, and journalists to explore the orbital geopolitics shaping our planet. Conceptualized by JCU’s Institute of Future and Innovation Studies (IFIS) and co-organized with PIUE and ODG Lazio, the summit addressed satellite infrastructure, cybersecurity, artificial intelligence, and Europe’s strategic autonomy. 👇

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Carlo Corazza, Capo dell'Ufficio del Parlamento Europeo in Italia

By Marialuisa Roscino
Originally published in Italian by Cavalierenews on October 17, 2026. English translation published with attribution to the author and original outlet.

Rome-  In the twenty-first century, outer space has ceased to be seen solely as the scientific frontier of human exploration or the domain of pioneering missions. Earth orbit has become a critical, largely invisible infrastructure supporting much of the architecture of contemporary society.

From the instantaneous financial flows that underpin global markets to satellite navigation, from climate monitoring to border security and advanced defence capabilities, everyday life increasingly depends on technological assets operating hundreds of kilometres above the Earth.

Understanding this complex and pervasive interdependence has therefore become a strategic imperative for decision-makers and information professionals alike. It was with this objective that the professional training forum “Control Space to Govern Earth: Space, Power and Information in the New Global Order” was held in Rome at the Sala Pomarancio of the Center for American Studies.

The initiative’s scientific and conceptual framework was developed by the Institute of Future and Innovation Studies (IFIS) at John Cabot University. The event was co-organised with Associazione PIUE, led by Brigadier General (Res.) Carlo Felice Corsetti, hosted by the Center for American Studies, included in the programme of the Festival della Diplomazia, and organised with the active involvement of the Ordine dei Giornalisti del Lazio.

The strategic dimension of space and the responsibility of journalism

The proceedings opened with Guido D’Ubaldo, President of the Ordine dei Giornalisti del Lazio, who stressed the growing need for media professionals to develop multidisciplinary technological and geopolitical expertise.

Training journalists to understand aerospace systems, cybersecurity and their political implications is increasingly essential if the public is to understand how developments in orbit affect the economy, political power and national security.

This perspective was further developed by Roberto Sgalla, Director of the Center for American Studies, and Brigadier General (Res.) Carlo Felice Corsetti, President of PIUE and Secretary of the Territorial Disciplinary Council of the Ordine dei Giornalisti del Lazio. Carlo Corazza, Head of the European Parliament Liaison Office in Italy, also contributed to the institutional opening, bringing the European dimension into a discussion increasingly concerned with strategic autonomy, technological capacity and the governance of critical infrastructures.

Their interventions highlighted the growing strategic importance of space within contemporary forms of conflict and competition. In an environment increasingly shaped by hybrid warfare, information manipulation and asymmetric threats, journalism faces the additional responsibility of interpreting the political use of satellite data without becoming an amplifier for propaganda or arbitrary narratives.

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Data are not reality: infrastructure, vulnerability, power and perception

In his introductory remarks, Francesco Lapenta, Founding Director of the Institute of Future and Innovation Studies at John Cabot University, proposed a systemic interpretation of space as an increasingly central infrastructure of contemporary society.

The challenge, Lapenta argued, is no longer to consider satellites, artificial intelligence, drones, telecommunications, global finance, logistics, security and defence as separate technological domains, but to understand the increasingly dense interdependencies connecting them.

A satellite may simultaneously support telecommunications, navigation, financial synchronisation, environmental observation, logistics, intelligence and security. Drones can operate at once as aircraft, sensors, communications nodes and data platforms, while artificial intelligence can increasingly interpret the information generated by these systems and translate it into operational decisions.

The forum was consequently structured around four interconnected dimensions: infrastructure, vulnerability, power and perception.

One of the central ideas emerging from this framework was straightforward but consequential: we cannot govern what we cannot see. Satellites generate data, not reality. The way those data are selected, processed, interpreted and transformed into knowledge — increasingly through artificial intelligence — is becoming an integral part of contemporary relations of power.

The discussion of space as operational infrastructure was broadened by contributions from Lucia Luzietti, Chief Operating Officer of e-GEOS; Gerardo Lancia of Lazio Innova; Giulio Avanzini of Sapienza University of Rome; and Sirio Zolea of Roma Tre University, bringing together Earth observation, technological capability, industrial ecosystems and the legal questions raised by the growing role of private and commercial actors in space.

Giorgio Bartolomucci, Founder and Secretary General of the Festival della Diplomazia, developed a complementary perspective, emphasising the importance of bringing traditional diplomacy into dialogue with the emerging field of space diplomacy in order to prevent orbital incidents, technological disruptions or interference from escalating into broader international crises.

Maps, algorithms and the geography of power

The forum also examined the inherently political character of geolocation and Earth observation.

Alfonso Giordano and Gianluca Casagrande explored how satellite-generated maps and geospatial data are never entirely detached from questions of power. The ownership of constellations, access to data and control over the algorithms through which information is processed increasingly shape the capacity to identify resources, monitor territories, assess environmental change and respond to emergencies.

The geographical dimension of space is therefore changing. Orbital infrastructures do not merely observe existing political and economic realities; they increasingly participate in the ways those realities are represented, interpreted and acted upon.

The geopolitical and security dimensions were further developed through the contributions of Valentina Chabert of the Istituto Affari Internazionali and the NATO Centre of Excellence Defence Against Terrorism, alongside experts from academia, defence and the wider space-policy community.

Industrial capacity, cybersecurity and European strategic autonomy

From the perspective of industry and defence, the discussion highlighted both the strengths and vulnerabilities of the Italian and European space sectors.

Ezio Bussoletti, President of e-GEOS and former Vice President of the Italian Space Agency (ASI), underlined the importance of Earth-observation data for civil protection and the monitoring of critical national infrastructure, while also drawing attention to the strategic importance of preserving European technological and operational autonomy.

Mariangela Dejana, Director of the Government & Defense Business Unit at D-Orbit Group, focused on the logistics and active management of space assets, explaining how the safe positioning, maintenance and operation of satellites are becoming essential conditions for maintaining the continuity and resilience of services on Earth.

The security discussion also included Sandra Mezzadri of MSB Consulting and ARES Group and Col. Fabio Biondi of the Italian Air Force, adding perspectives from the defence industry and cyber operations to the analysis of how civilian, commercial and military infrastructures are becoming increasingly interconnected.

Cybersecurity provided another crucial dimension of the debate. Corrado Giustozzi, a member of the CLUSIT leadership, highlighted how the cyberattack surface now extends into orbital infrastructure itself. A successful attack against a satellite network may have consequences far beyond the loss of a signal, potentially affecting financial transactions, intelligent transport systems, logistics and emergency communications.

The European dimension was addressed by Vittorio Calaprice of the European AI Office, who discussed policies aimed at strengthening secure connectivity, strategic resilience and European digital sovereignty.

The concluding contributions from journalists and analysts including Frediano Finucci and Matteo Pedditzi returned the discussion to the relationship between orbital infrastructures and information. As satellite systems become increasingly important to the way conflicts, environmental crises, economic activity and geopolitical transformations are observed and understood, the struggle over information flows is becoming inseparable from broader questions of technological and political power.

The discussion in Rome ultimately demonstrated that orbital geopolitics can no longer be treated as a specialist subject confined to the space sector. It is increasingly connected to the infrastructures through which contemporary societies communicate, observe, coordinate and govern themselves — and therefore to some of the most fundamental questions facing politics, security and public information today.

Original article: Cavalierenews, October 17, 2026.

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«The Thin Line», a Roma il grande fotogiornalismo di Romenzi e Tasso: al Museo di Trastevere le emergenze umanitarie raccontate con Intersos

Dal 28 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027 il Museo di Roma in Trastevere ospita «The Thin Line»: la mostra fotografica di Alessio Romenzi e Christian Tasso promossa da Roma Capitale e INTERSOS per raccontare cinque anni di crisi umanitarie tra Ucraina, Libano, Afghanistan, Iraq e Sahel. 👇

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AFGHANISTAN The tine line.

Roma – C’è un confine invisibile, sottile come la lama di un coltello, che attraversa i teatri di crisi più dilaniati del pianeta. È la linea che separa la sopravvivenza dall’oblio, il silenzio complice dell’indifferenza internazionale dall’urgenza morale del soccorso umanitario. Da questa profonda e lacerante consapevolezza visiva nasce «The Thin Line», la straordinaria mostra fotografica firmata da due tra i più autorevoli e pluripremiati fotoreporter contemporanei, Alessio Romenzi e Christian Tasso. L’esposizione sarà ospitata dal 28 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027 negli spazi carichi di fascino del Museo di Roma in Trastevere, in Piazza di Sant’Egidio 1/b, configurandosi come uno degli eventi di punta della stagione espositiva capitolina dedicata a fotografia d’autore, mostre e grandi reportage.

Promossa da Roma Capitale (Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative per la Giornata della Memoria) e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la rassegna è organizzata direttamente dall’organizzazione umanitaria INTERSOS, con i servizi museali curati da Zètema Progetto Cultura. L’anteprima riservata alla stampa è fissata per martedì 27 ottobre 2026 alle ore 11:00, aprendo al pubblico un percorso visivo di rara potenza espressiva che documenta cinque anni ininterrotti di lavoro sul campo accanto agli operatori e alle operatrici umanitarie.

Cinque anni sulle rotte della sofferenza: dal Libano al Sahel all’Ucraina

Nel corso dell’ultimo lustro, Romenzi e Tasso hanno percorso le rotte più impervie e pericolose delle crisi globali, documentando l’impatto devastante dei conflitti armati, della siccità e dei collassi istituzionali sulla popolazione civile. Dalle macerie delle città martoriate in Ucraina alle valli remote dell’Afghanistan strette nella morsa della povertà estrema; dai campi profughi del Libano ai traumi mai rimarginati dell’Iraq, fino all’epicentro delle crisi climatiche e securitarie nel cuore dell’Africa, tra la Nigeria e il Ciad.

Le immagini in mostra non indulgono mai nel voyeurismo del dolore, ma costruiscono una narrazione etica rigorosa, restituendo la dignità intatta a uomini, donne e bambini che lottano quotidianamente per non essere cancellati dalla memoria del mondo. Un reportage corale che dialoga costantemente con i complessi scenari geopolitici contemporanei e le crisi umanitarie globali e diritto alla sopravvivenza.

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Due sguardi complementari: il realismo di Romenzi e l’umanesimo di Tasso

La forza drammaturgica di «The Thin Line» poggia sull’intreccio virtuoso tra due sensibilità artistiche profondamente complementari:

  • Alessio Romenzi: fotogiornalista di fama internazionale, plurivincitore del prestigioso World Press Photo, Romenzi ha documentato per le maggiori testate globali (tra cui Time, The New York Times, Der Spiegel) le Primavere Arabe, la tragedia della guerra civile siriana e il conflitto russo-ucraino. Il suo obiettivo cattura la crudeltà chirurgica della guerra, ma anche la disperata resistenza dell’individuo di fronte alla rovina materiale;
  • Christian Tasso: artista visivo e documentarista, Tasso si distingue per un approccio empatico e umanistico alla fotografia sociale. La sua ricerca artistica, apprezzata dall’ONU e da istituzioni museali internazionali, esplora i temi della diversità, dei diritti delle persone con disabilità e della memoria comunitaria, immortalando la forza interiore e la resilienza spirituale delle comunità ai margini.

La convergenza di questi due sguardi al fianco delle équipe mediche e logistiche di INTERSOS restituisce un racconto a 360 gradi: l’orrore immediato dell’emergenza bellica da una parte, la paziente ricostruzione della vita quotidiana dall’altra.

Il ruolo vitale degli operatori di Intersos sul fronte del bisogno

Un nucleo tematico di rilievo della mostra è dedicato all’opera silenziosa degli operatori umanitari. Lavorare in prima linea in contesti come il bacino del Lago Ciad — dove l’insurrezione di Boko Haram si intreccia alla progressiva evaporazione delle risorse idriche — o nelle periferie degradate di Beirut significa operare costantemente su quella linea sottile dove la presenza di una clinica mobile o di un punto di distribuzione idrica segna la differenza biologica tra la vita e la morte.

Gli scatti di Romenzi e Tasso mostrano medici, psicologi e mediatori culturali nell’atto concreto di prestare soccorso, offrendo al visitatore una prospettiva privilegiata sulle retrovie dell’aiuto umanitario: corridoi sanitari improvvisati, scuole rifugio allestite sotto i teli cerati e presidi nutrizionali che salvano migliaia di neonati dalla denutrizione acuta.

Informazioni e coordinate per la visita

Ospitata nelle suggestive sale del Museo di Roma in Trastevere, cuore pulsante della memoria popolare e visiva della città, la mostra «The Thin Line» rimarrà visitabile dal martedì alla domenica dalle ore 10:00 alle ore 20:00 (ultimo ingresso consentito un’ora prima della chiusura). L’accesso è compreso nel biglietto ordinario del museo, con tariffazione agevolata o gratuita per i possessori della Mic Card e residenti secondo le disposizioni di Roma Capitale.

Un’esposizione civile di straordinaria urgenza che chiama ciascun cittadino a interrogare la propria coscienza: osservare quelle immagini significa rifiutare la rassegnazione e comprendere che la linea sottile della dignità umana dipende dalla responsabilità di ciascuno di noi.

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