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Premio Fabrizio De André 2026: finale a Villa Bonelli e semifinali in Abruzzo

🚨 PREMIO DE ANDRÉ 2026: LA VENTICINQUESIMA EDIZIONE SPOSTA LA FINALE A VILLA BONELLI E ACCENDE LE SEMIFINALI IN ABRUZZOL’eredità artistica e civile di Fabrizio De André torna a illuminare le nuove generazioni di talenti della musica, della poesia e della pittura nazionale. Il 18 e 19 settembre 2026, lo splendido parco monumentale di Villa Bonelli a Roma ospiterà eccezionalmente le serate finali della 25ª edizione del “Premio Fabrizio De André – Parlare Musica”, il prestigioso riconoscimento patrocinato dalla Fondazione Fabrizio De André ETS e organizzato da iCompany con la direzione di Luisa Melis. A causa dei lavori di riqualificazione PNRR che interessano la storica sede di Piazza De André alla Magliana, la manifestazione si sposta temporaneamente nella vicina villa storica, garantendo l’ingresso completamente gratuito e la continuità del welfare culturale nel Municipio Roma XI. 🏛️🎸✨Le finali capitoline, sostenute dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e coordinate da Zètema Progetto Cultura, vedranno sul palco i vincitori delle sezioni poesia e pittura (selezionati rispettivamente da Vincenzo Costantino Cinaski e Roberto Sironi) e la consegna delle ambite Targhe Faber, la cui giuria d’eccellenza è presieduta da Dori Ghezzi. La volata verso Roma passerà però dall’Abruzzo: il 26, 27 e 28 agosto l’ex Convento delle Clarisse di Caramanico Terme (PE) ospiterà le semifinali nazionali della sezione musica. I trenta sfidanti scaturiscono dal contest online (che conta oltre mille iscritti) e dalle selezioni live del tour di scouting itinerante “E ti piace lasciarti ascoltare” curato da Teresa Mariano, che fino al 21 agosto attraverserà dieci regioni italiane per scovare le migliori voci emergenti del Paese, libere dalle mode commerciali. 🌐🎨🎙️👇 Qual è l’album o la canzone capolavoro di Fabrizio De André che ha segnato in modo indelebile la tua vita e la tua formazione culturale? Raccontacelo nei commenti!#PremioDeAndre2026 #DoriGhezzi #LuisaMelis #VillaBonelli #iCompany #CaramanicoTerme #TargaFaber #CanzoneDAutore #ZetemaCultura #ScoutingMusicale #MeteoRoma

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DeAndrè26-Locandina

Roma – Nel fitto panorama delle riforme estetiche e dei programmi dedicati alle industrie creative nell’Eurozona, la storicizzazione della canzone d’autore e lo scouting dei nuovi talenti musicali si impongono come asset fondamentali per il welfare culturale e la promozione del territorio. Venerdì 18 e sabato 19 settembre 2026, lo splendido e monumentale parco pubblico di Villa Bonelli a Roma, situato in Via Camillo Montalcini 1, ospiterà in via eccezionale la fase finale della 25ª edizione del prestigioso “Premio Fabrizio De André – Parlare Musica”. Il riconoscimento, istituito nel 2002 e patrocinato ufficialmente dalla Fondazione Fabrizio De André ETS, è prodotto ed eseguito dalla società iCompany sotto la direzione artistica di Luisa Melis. La manifestazione punta a incentivare la creatività libera di autori, interpreti ed esecutori emergenti, slegandola dalle rigide logiche commerciali e dalle mode passeggere del mercato discografico contemporaneo.

Il trasferimento logistico a Villa Bonelli dovuto ai cantieri PNRR della Magliana

La scelta di spostare il proscenio della kermesse all’interno dei giardini di Villa Bonelli risponde a precise esigenze di pianificazione urbanistica e ingegneristica municipale. La storica sede di Piazza Fabrizio De André alla Magliana — quadrante in cui la rassegna era felicemente tornata nel corso dell’ultimo biennio — risulta infatti attualmente indisponibile in quanto oggetto di un imponente intervento strutturale di riqualificazione edilizia e rigenerazione urbana. Il trasferimento temporaneo nel parco di Via Montalcini, situato nel medesimo distretto di prossimità, è stato coordinato per garantire la piena continuità dei servizi culturali di prossimità e preservare il viscerale legame storico che unisce il festival alla comunità locale del Municipio Roma XI, offrendo alla cittadinanza un’arena all’aperto ad accesso completamente libero e gratuito.

Il parterre istituzionale e la direzione di Dori Ghezzi per le Targhe Faber

La sostenibilità politica e organizzativa delle due serate finali è blindata dal sostegno formale dell’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, con il coordinamento tecnico del Dipartimento Attività Culturali e il supporto logistico della società in house Zètema Progetto Cultura. Sul palco capitolino saliranno i finalisti della sezione musica e i vincitori assoluti delle sezioni parallele dedicate alla pittura (selezionati dal critico Roberto Sironi) e alla poesia (vagliati dal saggista Vincenzo Costantino Cinaski). Il momento di massimo spessore mediatico sarà contrassegnato dalla consegna della Targa Faber e della Targa “Quelli che cantano Fabrizio”, onorificenze assegnate da una giuria d’eccellenza composta da giornalisti, critici musicali e docenti universitari, presieduta da Dori Ghezzi. L’albo d’oro del premio vanta il passaggio di leggende e icone del pop e del rock nazionale, tra cui Brunori Sas, Diodato, Madame, Daniele Silvestri, Fiorella Mannoia, Vinicio Capossela, Niccolò Fabi e Samuele Bersani.

Le semifinali ad agosto a Caramanico Terme e il tour di scouting nei borghi

La roadmap selettiva per l’individuazione dei finalisti della sezione musica prevede una complessa e rigorosa transizione interregionale. I trenta semifinalisti nazionali si esibiranno dal vivo il 26, 27 e 28 agosto 2026 all’interno della cornice monumentale dell’ex Convento delle Clarisse a Caramanico Terme, in provincia di Pescara, borgo dell’Appennino abruzzese in cui le sessioni live saranno interamente coordinate e gestite dall’Associazione Centro Adriatico Produzione Musica ETS. Venti concorrenti sono stati selezionati direttamente dal contest online ufficiale di Luisa Melis, che registra annualmente oltre mille iscritti; i restanti dieci profili derivano invece dalla terza edizione del fortunato tour nazionale di scouting itinerante “E ti piace lasciarti ascoltare”, ideato dal manager Teresa Mariano e organizzato dall’Associazione Borghi Artistici.

La rete nazionale dei centri di produzione e la chiusura del tour in Calabria

Il format d’avanguardia “E ti piace lasciarti ascoltare” si configura come una fitta rete sussidiaria di cooperazione culturale che unisce teatri, live club, festival e centri di formazione artistica regionali per mappare sul campo il capitale umano emergente. Il tour live, programmato dal 27 giugno al 21 agosto 2026, attraversa linearmente dieci regioni della penisola per decretare in ogni tappa un vincitore diretto da inserire nelle griglie delle semifinali pescaresi. Dopo aver toccato l’Emilia-Romagna, la Toscana, il Piemonte, la Liguria, l’Abruzzo, il Molise e la Puglia, la carovana dello scouting farà tappa nel Lazio il 6 agosto e in Sardegna il 9 agosto, per poi sigillare i verbali delle selezioni venerdì 21 agosto in Calabria. Questo capillare monitoraggio territoriale dimostra empiricamente come l’immensa eredità artistica e la saggistica civile di Fabrizio De André continuino a operare come un faro metodologico imprescindibile per le nuove generazioni di cantautori italiani.

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Roma, Testaccio Estate accende agosto: il programma tra cinema, musica e comicità

Testaccio Estate accende l’agosto romano alla Città dell’Altra Economia: un mese di cinema, concerti, grandi party e comicità. ☀️ 🎭

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Testaccio Estate_Foto via Testaccio Estate

Roma – Nel fitto panorama delle riforme dell’intrattenimento dal vivo e dei moderni modelli di pianificazione turistica per le aree metropolitane, la valorizzazione degli spazi urbani storici attraverso grandi manifestazioni all’aperto rappresenta un fattore strategico fondamentale. Con l’inizio del mese di agosto, la rassegna Testaccio Estate 2026 entra nel vivo della sua programmazione all’interno degli ampi spazi della Città dell’Altra Economia, in Largo Dino Frisullo. Dal 1° agosto al 5 settembre 2026, lo storico rione capitolino cambierà volto per trasformarsi in una grande piazza della cultura popolare, dove ogni sera prenderà vita un racconto multidisciplinare capace di unire generazioni differenti attraverso il cinema sotto le stelle, i grandi concerti live, la comicità romana e i DJ set, consolidando il ruolo della Capitale come polo d’elezione per il turismo estivo.

Il cartellone del cinema all’aperto: dai grandi cult popolari ai documentari rap

L’architettura della manifestazione riserva un ruolo di primo piano alla settima arte con il ritorno del Cinema Sotto le Stelle, un’arena all’aperto ideata per ripercorrere le tappe fondamentali della cinematografia commerciale e d’autore. Le proiezioni prenderanno il via giovedì 6 agosto con lo storico film Viaggi di nozze di Carlo Verdone, mentre venerdì 7 agosto si celebrerà il trentennale del fenomeno globale Space Jam, seguito dal party a tema “90 Special”. Sabato 8 agosto lo schermo ospiterà il documentario Numero Zero – Alle origini del rap italiano, un’accurata ricostruzione storiografica sulla nascita della scena hip hop nazionale, arricchita da un dibattito pubblico con esponenti storici della console quali Dj Ceffo, Lucci e Stile. Venerdì 14 agosto, alla vigilia del solstizio estivo, i riflettori si accenderanno sulla commedia vintage Panarea di Pipolo, abbinata ai set di DJ Fabris, mentre sabato 22 agosto verranno solennizzati i 40 anni dall’uscita di Top Gun con il format “Mitologia Anni ’80”.

Il rito della Cocomerata di Ferragosto e la rassegna per Carlo Collodi

Il baricentro sociale e aggregativo del mese coincide con la giornata di sabato 15 agosto, data in cui Testaccio Estate celebrerà uno dei riti più autentici e partecipati della tradizione romana: la tradizionale Cocomerata di Ferragosto. La serata, concepita per favorire l’inclusione sociale e combattere l’isolamento estivo di chi resta in città, si avvarrà della selezione musicale del disc jockey Larry C., interamente focalizzata sui grandi successi pop italiani degli anni Novanta e Duemila. Accanto all’intrattenimento di massa, il festival riserva un’ampia sezione critica al cinema d’autore. Dal 23 al 26 agosto, in collaborazione con Teatroinscatola Roma e nel quadro delle celebrazioni per il bicentenario della nascita dello scrittore Carlo Collodi, la rassegna “Di là dal fiume” proporrà quattro capolavori della storia del cinema mondiale: I 400 colpi di François Truffaut, Il monello di Charlie Chaplin, Il mio vicino Totoro di Hayao Miyazaki e Buongiorno del maestro giapponese Yasujirō Ozu.

I grandi live musicali: dall’omaggio a Pino Daniele all’arrivo del rocker James

La musica si conferma l’hardware identitario attorno al quale ruota l’intero palinsesto della Città dell’Altra Economia. Le attività debutteranno sabato 1° agosto con l’evento “Un Sabato Italiano”, che vedrà alternarsi sul palco le formazioni di Baccano e della Festival Bar Band con il DJ set di Giampi, seguite domenica 2 agosto dall’intimo tributo a Pino Daniele intitolato “Un Uomo in Blues”. Di eccezionale rilievo internazionale e interculturale sarà l’appuntamento di domenica 16 agosto 2026, giorno in cui l’arena ospiterà il primo storico concerto a Roma del celebre cantante rock bengalese James (Nagar Baul), un evento di forte richiamo per le comunità straniere residenti nella provincia. Il programma musicale proseguirà venerdì 21 agosto con la notte “Testaccio Mania Dance”, prima delle serate “The Voice of Rome” del 27 e 28 agosto, dedicate ai repertori immortali di Renato Zero e Lucio Battisti, quest’ultimo abbinato allo Spritz Festival in collaborazione con Aperol. Sabato 29 agosto la pista passerà al party vintage di Borghetta Stile, preludio ai grandi concerti di settembre che vedranno salire sul palco i Quintorigo il 3 settembre e i Gemelli DiVersi il 5 settembre con l’evento “Viva gli Anni 2000”.

La scuola della comicità romana: da Antonio Giuliani al Geppo Show

Un capitolo fondamentale del festival investe lo sviluppo del teatro di satira e della comicità di stampo capitolino, offrendo una vetrina d’eccezione a differenti generi e generazioni di artisti. Martedì 4 agosto la rassegna “Scena” ospiterà le performance del collettivo Bardasse, mentre mercoledì 5 agosto si concluderà il ciclo di talk show e incontri interattivi coordinati dal regista e autore Valerio Desirò, arricchito da ospiti a sorpresa provenienti dal mondo del web. Il picco delle presenze è atteso per domenica 30 agosto con l’arrivo sul proscenio di Antonio Giuliani, volto storico e colonna portante della comicità romana, seguito lunedì 31 agosto dalle barzellette e dalle freddate del popolarissimo “Geppo Show”. La programmazione comica si estenderà anche nei primi giorni del mese successivo, affidando la serata di martedì 1° settembre al talento emergente di Alessandro Cognini, completando un cartellone che attraversa oltre quarant’anni di immaginario collettivo per restituire centralità alla cultura popolare.

L’impatto economico della manifestazione e la sicurezza degli spazi pubblici

In ultima analisi, l’imponente sforzo organizzativo profuso per l’allestimento di Testaccio Estate 2026 genera ricadute lineari e tangibili sull’intero indotto economico, commerciale e ricettivo del quadrante meridionale di Roma Capitale. La gratuità di gran parte degli eventi in calendario e la presenza di un’area ristoro ben attrezzata attirano flussi costanti di spettatori, stimolando i consumi e offrendo una valvola di sfogo occupazionale per i giovani professionisti dello spettacolo e della sicurezza. I gestori della Città dell’Altra Economia, in stretta sinergia con gli uffici del Municipio Roma I e con le forze dell’ordine, hanno predisposto un piano di monitoraggio ermetico dei varchi di accesso per garantire i massimi standard di incolumità pubblica e fluidità stradale h24. La cooperazione tra associazionismo, imprese partner e amministrazione comunale si conferma l’unica via per trasformare l’intrattenimento estivo in un reale fattore di coesione civile e benessere per la comunità urbana.

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Radio Bruno compie 50 anni: a Carpi la mostra ufficiale a Palazzo dei Pio

Radio Bruno celebra cinquant’anni di storia dal 1976 al 2026 con una grande mostra multimediale gratuita al Palazzo dei Pio di Carpi. 📻 🏛️

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Enrico Gualdi storico conduttore Radio Bruno

Carpi – Nel panorama dell’industria radiotelevisiva nazionale, della saggistica sui media e della sociologia della comunicazione nell’Eurozona, la longevità delle emittenti locali e la loro espansione verso dimensioni interregionali costituiscono un benchmark fondamentale per comprendere l’evoluzione culturale del Paese. Da venerdì 4 a domenica 13 settembre 2026, la monumentale e storica cornice del Palazzo dei Pio a Carpi, nella provincia di Modena, ospiterà l’atteso evento espositivo intitolato “50 anni di Radio Bruno – 1976/2026 – La nostra storia”. La rassegna, concepita ad accesso completamente libero e gratuito per la cittadinanza e per i flussi turistici dell’Emilia-Romagna, solennizza il mezzo secolo di attività di una delle realtà editoriali più ascoltate d’Italia, deostruendone la parabola aziendale dagli esordi in una casa di campagna fino all’attuale posizionamento sui mercati editoriali della penisola.

Il percorso immersivo della Sala ex Poste curato dall’agenzia 21 Make it count

L’architettura e l’allestimento della mostra temporanea, ospitata specificamente all’interno del Cortile d’onore e dei locali della Sala ex Poste del castello carpigiano, sono stati curati con rigore storiografico dall’agenzia specializzata 21 Make it count. Il percorso espositivo si articola come un viaggio sensoriale interattivo e multimediale nZEB, strutturato per coinvolgere un target demografico trasversale compreso tra le vecchie generazioni di ascoltatori e i nativi digitali della Generazione Z. Attraverso una sequenza flessibile di immagini d’archivio, reportage d’epoca, installazioni visive ed effetti acustici, i visitatori potranno rivivere la memoria collettiva scandita dai jingle, dalle voci storiche della redazione e dalle colonne sonore che hanno accompagnato i mutamenti civili, industriali e sociali del Paese dal secondo Novecento a oggi.

Dallo storico mixer di Radiofreccia alla solidarietà del progetto Teniamo Botta

L’hardware documentale dell’esposizione comprende preziosi cimeli analogici e memorabilia d’avanguardia che testimoniano la transizione tecnologica della radiofonia italiana. Tra registratori a bobina Revox e microfoni d’epoca in bianco e nero, spicca lo storico mixer originale anni Settanta della radio, un pezzo unico di immenso valore iconografico immortalato dal regista e cantautore Luciano Ligubue all’interno della pellicola cinematografica cult “Radiofreccia”. Un capitolo di rilevante densità informativa investe le attività di welfare territoriale promosse fuori dagli studi di trasmissione, a cominciare dal progetto di solidarietà e micro-mecenatismo civile denominato “Teniamo Botta”, attivato dall’emittente per supportare i residenti, le scuole e le imprese colpite dai drammatici eventi sismici del 2012 in Emilia-Romagna e Lombardia.

I cinque temi della mostra e i grandi concerti live del Radio Bruno Estate

L’ordito dell’esposizione si ramifica lungo cinque specifiche macro-aree tematiche che sviscerano il viscerale e continuo legame tra la radiofonia e il territorio di prossimità. Le sezioni mappano l’espansione geometrica delle frequenze e dei bacini di ascolto — che oggi collegano linearmente l’Emilia-Romagna alla Lombardia, alla Toscana, al Piemonte e al Veneto —, le storie personali dei pionieri della console e i ricordi legati alle canzoni che hanno segnato intere generazioni. Ampio spazio è dedicato alla storicizzazione dei grandi eventi live di “Radio Bruno Estate”, i cui palcoscenici all’aperto hanno ospitato, fin dai primi anni Ottanta, leggende della musica nazionale del calibro di Vasco Rossi, Claudio Baglioni, Gianni Morandi e Orietta Berti. I visitatori potranno inoltre registrare una testimonianza vocale interattiva all’interno del modulo “Ero con Radio Bruno quando…”, per alimentare l’archivio dei ricordi condivisi.

Il libro edito da Giunti e le dichiarazioni dell’editore Gianni Prandi

In concomitanza con lo sblocco delle celebrazioni monumentali, verrà presentato al pubblico il volume ufficiale intitolato “Radio Bruno. Chiamala per nome! 1976-2026”, edito dalla prestigiosa casa editrice Giunti Editore e disponibile sia nei canali fisici sia sulle piattaforme digitali. L’editore storici e fondatore di Radio Bruno, Gianni Prandi, ha espresso profondo orgoglio istituzionale per il traguardo conseguito, rievocando i sacrifici iniziali dell’azienda: «Ripercorriamo la nostra avventura dagli inizi ai giorni nostri, fatta di passione, intuizione e tanto lavoro. Non è stato semplicissimo ricollocare cinquant’anni di storia radiofonica, dalle prime trasmissioni nel garage fino ad oggi, ma il ringraziamento più grande va ai milioni di ascoltatori che ci hanno regalato la loro fiducia». Un ringraziamento a cui si uniscono le note del sindaco di Carpi, Riccardo Righi, felice di accogliere nei Musei di Palazzo dei Pio un patrimonio civile che appartiene all’identità comune del territorio.

La sostenibilità manageriale dell’evento e i partner istituzionali

In ultima analisi, la stabilità macroeconomica e logistica dell’intero cronoprogramma del cinquantennale testimonia la validità di un modello di governance condiviso tra l’ente locale e le grandi realtà industriali del comprensorio modenese. La mostra è interamente organizzata con il sostegno e il finanziamento di aziende partner del calibro di Sinergas e CMB, sotto l’egida e il formale patrocinio concesso dal Comune di Carpi, ponendosi come un modello virtuoso di welfare culturale e di promozione turistica per l’Abruzzo e l’Emilia-Romagna. La cooperazione strategica tra la presidenza aziendale e le istituzioni civiche rimane l’unica via per trasformare la memoria in una dinamo di coesione nazionale; per tutte le informazioni tecniche relative alla sicurezza e agli orari di accesso alle sale ex Poste è attivo il sito internet centralizzato e multimediale dell’emittente www.radiobruno.it.

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L’Aquila, 99 Cannelle sotto le stelle: il rito dell’acqua contemporaneo

Alla Fontana delle 99 Cannelle l’evento clou di 99 SONGS: la performance immersiva di musica ed elettronica del collettivo The 10th Sense. 🎶 💧

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99 cannelle L'Aquila

L’Aquila – Nel fitto panorama delle riforme estetiche che interessano la valorizzazione dei centri storici e la promozione dei patrimoni immateriali urbani nel Mezzogiorno, l’interazione tra l’architettura monumentale e i nuovi linguaggi delle arti performative si consolida come un asse strategico per lo sviluppo turistico e la coesione civile. Sabato 1° agosto 2026, a partire dalle ore 21:30, la monumentale e celebre cornice della Fontana delle 99 Cannelle all’Aquila si trasformerà in un’arena teatrale a cielo aperto per ospitare uno degli appuntamenti più attesi e suggestivi del cartellone estivo del capoluogo d’Abruzzo. Lo spettacolo multidisciplinare intitolato “ACCULAE – Il rito delle fonti” (The Rite of Springs) andrà in scena ad accesso completamente libero per residenti, famiglie e flussi turistici fino ad esaurimento dei posti disponibili, configurandosi come un moderno e organico strumento di benessere culturale collettivo.

La rassegna 99 SONGS nel programma del Ministero per L’Aquila 2026

La manifestazione si inserisce come settimo e clou appuntamento ufficiale all’interno della rassegna itinerante “99 SONGS”, un progetto artistico di ampio respiro promosso e organizzato con rigore metodologico dall’Associazione Musicale Euterpe. L’intera programmazione estiva, programmata in un arco temporale flessibile dal 28 giugno al 2 settembre 2026, beneficia del sostegno economico e del finanziamento del Ministero della Cultura (MiC), inserendosi all’interno delle prestigiose attività e celebrazioni ufficiali per “L’Aquila Capitale Italiana della Cultura”. Il festival attraversa i luoghi simbolo della ricostruzione urbana per mappare il territorio attraverso le note, offrendo una panoramica trasversale che unisce epoche, stili e geografie sonore differenti nel segno dell’inclusione sociale e del dialogo intergenerazionale.

La performance immersiva e transdisciplinare del collettivo The 10th Sense

L’architettura della performance estiva nasce da una felice intuizione compositiva del maestro Massimo Felici, il quale cura la direzione artistica e l’allestimento dell’opera in collaborazione con Claudio Mastracci. Sul palco delle 99 Cannelle salirà il collettivo artistico “The 10th Sense”, un ensemble d’avanguardia formato da musicisti, visual artist e designer acustici di livello internazionale. La scaletta esecutiva vedrà l’interazione biologica sul campo di Anne-Lise Binard (voce e viola), dello stesso Massimo Felici alla chitarra, di Agatha Bocedi all’arpa, Andrea Grossi al basso, Gianmarco Petrucci alle percussioni etniche e Gabriele Panico al live electronics. La scomposizione dello spazio visivo e sonoro sarà governata dal sound design di Gianluca Aresu e dalle proiezioni digitali e visuals site-specific firmate da Hermes Mangialardo, con l’innesto della voce fuori campo dell’attore Andrea Fugaro.

Il monumento come presenza viva: i mascheroni dei novantanove castelli

Nella drammaturgia multimediale allestita da Massimo Felici, il monumento simbolo della fondazione aquilana si spoglia della funzione passiva di mero sfondo ornamentale per assurgere al ruolo di interlocutore filosofico e presenza viva sul proscenio. Il canto perpetuo dei getti idrici e la memoria storica custodita nella pietra quadrata entrano in frizione con la tecnologia digitale. La superficie della fontana si convertirà in una membrana vibrante di luce, riflessi e rifrazioni geometriche. I novantanove mascheroni storici — volti grotteschi, bestie ancestrali e divinità segrete che richiamano l’eredità dei novantanove castelli fondatori della città nel Medioevo — diventano il tramite di un movimento estetico in cui l’acqua modella, anima e consuma la materia, ricordando ai visitatori l’antico legame identitario che unisce L’Aquila alla sacralità delle sorgenti sotterranee.

Da Stravinskij e John Cage al minimalismo elettronico di Björk e Peter Gabriel

Sotto il profilo strettamente musicologico, l’ordito dei brani in programma si sviluppa come un viaggio transtransfrontaliero attraverso lingue, culture e sensibilità differenti, unite idealmente dallo stesso filo d’acqua corrente. La suite si offre come una rilettura contemporanea che deostruisce le partiture classiche de “Il rito della primavera” (The Rite of Spring) di Igor Stravinskij, per poi addentrarsi nelle geometrie ambientali e nel minimalismo strumentale di “In a Landscape” di John Cage. Il percorso sonoro unisce le sponde dell’Europa e delle Americhe, intrecciando le tonalità pop-elettroniche di “Water” degli Sugarcubes (storica formazione di Björk) alle ballate folk-rock e introspettive di Joni Mitchell (“River”), Peter Gabriel (“Washing of the Water”), dei Yes (“Take the Water to the Mountain”) e della cantautrice francese Emily Loizeau con “Le Fond de L’eau”, fino a esplorare l’universo etnico di Camarón de la Isla e Julián Álvarez.

La riflessione del M° Felici sul fluire del tempo e la vanità dell’istante

In ultima analisi, il manifesto intellettuale e civile illustrato da Massimo Felici definisce l’acqua non come semplice materia scenica, bensì come metafora del continuo mutamento biologico e della natura effimera dell’esperienza umana nelle metropoli contemporanee. In un’epoca dominata dal desiderio digitale e nevrotico di trattenere e catalogare ogni singolo frammento della quotidianità tramite uno schermo, lo spettacolo ACCULAE opera come un richiamo etico e un invito a rallentare i ritmi per abitare pienamente il presente, accettando la bellezza nella sua dimensione più fragile e irripetibile. La fusione simbiotica tra i beni culturali della Marsica e dell’Aquilano e le nuove frontiere della ricerca artistica e tecnologica traccia la rotta per un turismo di ritorno maturo, capace di convertire la memoria in un fattore di crescita civile e diletto dell’anima per il territorio abruzzese.

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