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Salute

Estate, le fragilità invisibili. Solitudine estiva degli anziani. Vissuti di sgomento e risorse di cura intervento di Adelia Lucattini, ordinario della Società Psicoanalitica Italiana (SPI)

L’estate, tradizionalmente celebrata come un tempo di leggerezza, vacanze e socialità, si rivela spesso per gli anziani il periodo più critico e insidioso dell’anno. Lo spopolamento delle città, la chiusura dei centri di aggregazione, la partenza dei familiari e le ondate di calore che costringono a una clausura forzata in casa trasformano la solitudine in un vero e proprio isolamento fisico ed esistenziale. Intervista di Marialuisa Roscino

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Adelia Lucattini

Redazione-  L’estate, tradizionalmente celebrata come un tempo di leggerezza, vacanze e socialità, si rivela spesso per gli anziani il periodo più critico e insidioso dell’anno. Lo spopolamento delle città, la chiusura dei centri di aggregazione, la partenza dei familiari e le ondate di calore che costringono a una clausura forzata in casa trasformano la solitudine in un vero e proprio isolamento fisico ed esistenziale.

​Al riguardo, la psicoanalista Adelia Lucattini offre una chiave di lettura profonda e rigorosa, evidenziando come l’estate amplifichi il senso di sgomento e vulnerabilità psicologica. La rottura della routine quotidiana e il vuoto relazionale li rende senz’altro più fragili. Diventa pertanto, fondamentale comprenderne i meccanismi psicologici di questo disagio e attivare una rete di protezione fatta di ascolto, presenza e attenzione, anche clinica, mirata. Lo vediamo in questa intervista con Adelia Lucattini, Ordinario della Società Psicoanalitica italiana e dell’International Psychoanalytical Association.

Lucattini: Il silenzio dell’anziano non va interpretato come disinteresse, può essere una difesa mentale dal dispiacere di dipendere da qualcuno, dalla paura di essere un peso, dalla preoccupazione di non essere ascoltato con attenzione e interesse

Intervista di Marialuisa Roscino

Dott.ssa Lucattini, l’estate è generalmente un periodo gioioso, fatto di relax, di riposo, tempo libero per dilettarsi in attività piacevoli di svago, all’insegna dello sport e della vita sociale, ma per molti anziani, coincide purtroppo con una fase di profonda crisi. Perché, la stagione estiva, amplifica così tanto il senso di solitudine degli anziani?

Quando questa trama relazionale si interrompe, il vuoto esterno può riattivare vissuti interni di perdita, abbandono e precarietà. Le persone anziane, soprattutto i grandi anziani, che possono avere già affrontato lutti, riduzione dell’autonomia e cambiamenti di ruolo, la rarefazione delle relazioni può accentuare la fragilità emotiva e il sentimento di non essere più sufficientemente “tenuti nella mente” di qualcuno. Il caldo in sé e le ondate di calore in aumento, limitano drasticamente la possibilità di uscire e incidono sull’autonomia fisica che può concorrere ad aumentare ulteriormente l’isolamento relazionale.

La letteratura recente conferma che nell’età avanzata, isolamento sociale e solitudine sono associati a depressione, ansia e declino cognitivo da deprivazione, ovvero da mancanza di rapporti sociali. Inoltre, a contribuire a questo stato di malessere, si aggiungono i cambiamenti di vita soprattutto se repentini, basti pensare alle improvvise ondate di caldo anomalo, i merricane e le piogge intense, insorti sempre più precocemente, già a partire dalla primavera, quando il clima è solitamente mite e favorisce le uscite dopo le temperature rigide dell’inverno. Naturalmente, per ciò che concerne, le condizioni di vulnerabilità personale, è noto che gli anziani abbiano maggiori problematiche fisiche e psicologiche dovute all’età, che di conseguenza,  ne influenzano la cronicizzazione. (Clinics in Geriatric Medicine, 2025).

 

In questo contesto di vuoto relazionale, in che modo, in particolare, la solitudine si trasforma in un vero e proprio vissuto di sgomento?

 

La solitudine diventa sgomento quando non è più soltanto assenza di compagnia, ma è percepita come perdita di un legame interiore affettuoso e rassicurante. In termini psicoanalitici, la presenza dell’altro non svolge solo una funzione di socializzazione ma contribuisce a mantenere un senso di continuità, sicurezza e appartenenza.

Quando i legami si rarefanno, soprattutto negli anziani, possono riattivarsi angosce di separazione, perdita e abbandono, anche molto antiche, avvenute nell’infanzia e nella giovinezza che si vanno a sommare a quelle più recenti. Gli anziani possono allora sentirsi non soltanto soli, ma anche non più importanti per nessuno, dimenticati o creduti morti, quest’ultimo è un pensiero molto più frequente di quel che non si pensi, poiché è una proiezione sugli altri sulla sensazione interiore di assenza, depressione, morte psichica. È in questi passaggi, che il vuoto relazionale può trasformarsi in sgomento, una sensazione di disorientamento, precarietà e impotenza.

Uno studio pubblicato sul Journal of Affective Disorders mostra la stretta correlazione negli anziani, tra sentirsi esclusi, sentirsi isolati e sintomi ansiosi e depressivi, particolarmente evidente nelle persone più fragili fisicamente, anche se lo si riscontra anche in alcune forme di demenza senile.

Quali sono, a Suo avviso, i campanelli d’allarme più sottili che i familiari e i caregiver dovrebbero cogliere durante i mesi estivi?

I campanelli d’allarme più importanti sono spesso piccoli cambiamenti rispetto al comportamento abituale, il telefonare di meno, il rinunciare alle visite, perdere interesse per ciò che prima dava piacere, disinteresse per la cura di se stessi, dormire o mangiare di meno, diventare più suscettibili e irritabili, avere un’accentuazione e quindi lamentarsi più frequentemente dei disturbi fisici, anche minimi.

Particolarmente significativo, è quando l’anziano ripete di non volere disturbare o essere di peso. In una lettura psicologica profonda, può trattarsi di un “ritiro difensivo”, per proteggersi dal timore di essere rifiutati o di sentirsi dipendenti, gli anziani rinunciano in anticipo a cercare l’altro con il rischio, più che fondato, che il disinvestimento progressivo dalle relazioni alimenti ulteriormente solitudine e sentimenti depressivi. Per questo, i familiari dovrebbero osservare soprattutto ciò che cambia, anche quando l’anziano continua a dire che “va tutto bene” (Journals of Gerontology. B. Psychological Sciences and Social Sciences, 2025).

Spesso si pensa che basti regalare loro una distrazione momentanea. Quali sono invece, gli interventi psicologici e relazionali davvero efficaci per restituire sollievo alle persone anziane, soprattutto in estate?

Sicuramente non basta distrarre o intrattenere l’anziano in modo formale e distaccato, quello che aiuta è soprattutto una presenza affettiva stabile e prevedibile, emotivamente costante. Telefonate regolari, visite concordate insieme, piccoli appuntamenti quotidiani, attività da fare insieme e occasioni di incontro con i loro coetanei, aiutano a ricostruire quella continuità esistenziale che durante l’estate tende a interrompersi.

In termini psicoanalitici, è importante offrire contenimento e rispecchiamento, ovvero fare sentire la persona pensata, ascoltata e ancora capace di suscitare interesse nell’altro. Anche coinvolgerli nelle decisioni, scegliere le attività, organizzare un incontro, mantenere piccole responsabilità personali, sostiene e rinforza l’autoefficacia e l’autostima contrastando la passività e la dipendenza.

Quando compaiono ritiro marcato, perdita d’interesse o sintomi depressivi, è invece opportuno un vero intervento psicologico, psicoterapeutico e psiconalitico, non soltanto dare una maggiore compagnia. Questo è confermato da uno studio, che dimostra che interventi strutturati di pieno supporto e coinvolgimento sociale, negli anziani possono ridurre la solitudine e i sintomi depressivi, favorendo anche autoefficacia e capacità di adattamento. (Studio pubblicato sull’American Journal of Geriatric Psychiatry (2025).

Nello specifico,  come possono i familiari decodificare questo silenzio e trovare invece,  la chiave giusta per aprire un canale di comunicazione autentico?

Il silenzio dell’anziano non va interpretato come disinteresse, può essere una difesa mentale dal dispiacere di dipendere da qualcuno, dalla paura di essere un peso, dalla preoccupazione di non essere ascoltato con attenzione e interesse. Per aprire un canale autentico di dialogo, quindi, è importante non incalzare con domande, ma offrire una presenza affettiva disponibile, capace anche di tollerare lunghe pause, divagazioni, allentamenti della memoria, silenzi.

Nei momenti di maggiore fragilità o isolamento estivo può essere particolarmente prezioso ascoltare i ricordi che emergono spontaneamente. Raccontare il proprio lavoro, gli affetti, episodi familiari, viaggi, amicizie o momenti particolarmente cari, permette agli anziani di ritrovare un filo tra ciò che è stato e ciò che è oggi. In termini psicoanalitici, la narrazione autobiografica può sostenere la continuità del Sé, l’identità e il sentimento del proprio valore, soprattutto quando l’invecchiamento comporta perdite di ruoli, di persone o di autonomia.

È fondamentale, però, che i ricordi siano liberi e mai forzati, non bisogna trasformare il dialogo in un interrogatorio né pretendere necessariamente ricordi felici. L’ascolto autentico consiste nel seguire ciò che l’Altro desidera raccontare, rispettando anche le reticenze. In questo modo, può sentirsi ancora depositario di una storia che non solo interessa qualcuno ma che continua ad avere significato, trasmettere esperienze, narrazioni, fatti, impressioni fanno parte di un fondamentale bagaglio transgenerazionale che dovrebbe essere cercato e certamente mai perduto.

Una ricerca pubblicato sul Journal of Contemporary Psychotherapy (2025), specificamente dedicata alla psicoterapia psicodinamica e psicoanalitica nell’anziano sottolinea proprio l’importanza dell’esplorazione delle esperienze passate, delle perdite, delle relazioni e delle trasformazioni dell’identità; evidenzia inoltre come questo lavoro possa favorire autoriflessione, comprensione di sé, relazioni e senso di valore personale.

Quali consigli si sente di dare ai familiari e ai caregiver?

-Mantenere una presenza regolare. Meglio contatti brevi ma costanti, che visite sporadiche: la continuità affettiva rassicura e riduce il senso di abbandono;

-Ascoltare senza fare troppe domande. Lasciare spazio ai silenzi e alle parole spontanee, evitando domande pressanti o atteggiamenti troppo direttivi;

-Prestare attenzione ai piccoli cambiamenti. Ritiro, irritabilità, perdita di interesse, trascuratezza o frasi tipo “non voglio disturbare”, possono essere segnali di disagio;

-Favorire i ricordi spontanei. Parlare liberamente di lavoro, affetti, amicizie e momenti significativi può sostenere la continuità del Sé e il sentimento del proprio valore, senza mai forzare la memoria;

-Non infantilizzare e mantenere un dialogo formale e cortese. Coinvolgere l’anziano nelle decisioni quotidiane e rispettarne desideri, tempi e autonomia protegge l’autostima e la dignità personale;

-Conservare gelosamente le piccole routine. Pasti, telefonate, passeggiate compatibili con il caldo e appuntamenti condivisi aiutano a mantenere riferimenti temporali e relazionali stabili;

-Chiedere aiuto quando il ritiro persiste. Se compaiono isolamento marcato, tristezza prolungata, perdita d’interesse o forte angoscia, è importante rivolgersi al medico e agli specialisti curanti e, quando necessario, a uno psicologo o allo psicoanalista.

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Salute

Sanità, allarme infezioni ospedaliere e antibiotico-resistenza al Ministero della Salute: 11mila decessi l’anno in Italia, le nuove tecnologie di prevenzione e le responsabilità legali

Si è concluso all’Auditorium del Ministero della Salute il convegno nazionale sulle Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA) e l’antibiotico-resistenza: in Italia si stimano 500.000 casi l’anno e 11.000 decessi per un costo di 783 milioni di euro per il SSN. Esperti, magistrati e società scientifiche illustrano le soluzioni tecnologiche per la prevenzione dalle divise DPI antibatteriche all’aerosolizzazione atossica e presentano il volume di Francesca De Plato e Francesco Scaglione sulle responsabilità cliniche e giuridiche 👇

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convegno nazionale sulle Infezioni Correlate all'Assistenza (ICA)

ROMA – Una vera e propria «pandemia silente» che miete ogni anno migliaia di vittime evitabili e mette a dura prova la tenuta clinica ed economica del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Si è concluso nel pomeriggio di oggi, martedì 27 ottobre 2026, presso l’Auditorium «Biagio D’Alba» del Ministero della Salute a Roma, l’importante convegno istituzionale dal titolo «Le infezioni in sanità: prevenzione, terapia farmacologica e responsabilità», promosso per fare il punto sulle Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA) e sulla diffusione dei superbatteri resistenti ai farmaci.

L’incontro ha visto la partecipazione corale dei massimi vertici delle istituzioni sanitarie, esperti di igiene pubblica, società scientifiche (tra cui SItI, SIMPIOS e IZS), magistrati e clinici di fama internazionale, chiamati a tracciare una linea d’azione urgente contro un fenomeno che trova proprio nella degenza in terapia intensiva e nei reparti per acuti il suo epicentro di maggiore vulnerabilità, come evidenziato anche dal delicato percorso di cura e degenza ospedaliera di Vittorio Sgarbi al Policlinico Gemelli di Roma.

I numeri shock in Italia: 500mila casi annui, 11mila morti e 783 milioni di costi per il SSN

I dati epidemiologici illustrati durante i lavori fotografano una situazione di straordinaria gravità per il nostro Paese. In Italia si registrano ogni anno circa 500.000 infezioni contratte all’interno di strutture sanitarie, con oltre un terzo dei casi provocato da ceppi batterici resistenti ai comuni trattamenti antibiotici. La penisola detiene purtroppo il primato europeo per incidenza e mortalità da antibiotico-resistenza, con circa 11.000 decessi ogni dodici mesi, una cifra impressionante che corrisponde a un terzo dell’intera mortalità europea per questa causa.

La prevalenza delle ICA si attesta tra il 6% e l’8% nei reparti di degenza ordinaria per acuti, ma raggiunge punte drammatiche del 20% nelle terapie intensive e rianimazioni. Sul versante finanziario, l’impatto economico diretto e indiretto a carico del Servizio Sanitario Nazionale ammonta a ben 783 milioni di euro all’anno, rendendo imprescindibile l’adozione strutturale dell’approccio globale «One Health», capace di integrare la salute umana con quella animale e ambientale.

Una gestione del rischio clinico che richiede modelli organizzativi rigorosi, paralleli a quelli affrontati nel campo della prevenzione aziendale analizzati durante il vertice Impresa 2030 promosso in Consiglio Regionale del Lazio.

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Le innovazioni tecnologiche: divise antibatteriche riutilizzabili, acido ipocloroso e acqua ozonizzata in situ

Nel corso delle tre sessioni congressuali è emerso con chiarezza come una parte cospicua di queste infezioni sia prevenibile attraverso l’impiego tempestivo di tecnologie d’avanguardia conformi alle norme tecniche europee. Tra queste spiccano le nuove divise professionali per operatori sanitari come DPI riutilizzabili, certificate per resistere a centinaia di lavaggi mantenendo intatte proprietà antivirali e antibatteriche con funzione di barriera bidirezionale a tutela del paziente e del medico, in piena aderenza agli indirizzi tecnici INAIL.

Sul fronte della sanificazione ambientale è stata illustrata la disinfezione per aerosolizzazione con formulazioni atossiche come l’acido ipocloroso, impiegabile anche in presenza di degenti ricoverati, e l’adozione dell’acqua ozonizzata prodotta direttamente in situ, riconosciuta a livello UE e citata da INAIL e ANMDO per abbattere la carica microbica senza rilasciare molecole chimiche nell’aria, virtuoso modello adottato anche da cooperative sociali multiservizi.

Spazio anche ai protocolli per gli accessi vascolari protetti del gruppo GAVeCeLT, al monitoraggio continuo delle reti idriche ospedaliere per prevenire contaminazioni da legionella e all’eccellenza del trasporto in biocontenimento gestito in sinergia da Aeronautica Militare e Croce Rossa Italiana per i quadri infettivi più critici.

Capitolati d’appalto regionali, responsabilità medica e il volume di Francesca De Plato e Francesco Scaglione

Un focus determinante ha riguardato le responsabilità giuridiche e gestionali del management ospedaliero e delle ditte fornitrici di servizi di pulizia e sanificazione: magistrati della Procura della Repubblica ed esperti legali hanno sviscerato la più recente giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione in materia di colpa medica e risarcimento del danno per infezioni nosocomiali, sottolineando come le centrali d’acquisto regionali debbano inserire nei capitolati di gara parametri di efficacia tecnica rigorosi.

A suggellare l’incontro è stata la presentazione ufficiale del volume «Le basi scientifiche della terapia antibiotica: compendio su principi e variabili che governano l’efficacia della terapia antibiotica» di Francesca De Plato e Francesco Scaglione (edito da Male Edizioni di Monica Macchioni, 2026), strumento operativo destinato ai medici per personalizzare le prescrizioni terapeutiche ed evitare l’abuso di molecole antimicrobiche.

Un patto etico per la salvaguardia della vita che unisce ricerca accademica, magistratura e comunità locali, ricollegandosi al valore della cooperazione istituzionale celebrata anche al recente Forum MOVES di Anci Lazio a Rieti e alla memoria civile del francobollo per il centenario dei Carabinieri Tutela Lavoro. Segui tutte le inchieste e gli approfondimenti sanitari nella nostra sezione Attualità.

A cura della Redazione Sanità e Salute di Cavaliere News

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Salute

Roma, domani martedì 27 ottobre al Ministero della Salute il vertice su «Le infezioni in sanità» con Marcello Gemmato, Luciano Ciocchetti, Marco Lisei, Massimiliano Maselli, Fabrizio D’Ascenzo e Sergio Iavicoli

Domani, martedì 27 ottobre 2026, alle ore 09:15 presso l’Auditorium “Biagio D’Alba” del Ministero della Salute a Roma si terrà il convegno “Le infezioni in sanità. Prevenzione, terapia farmacologica e responsabilità”, con gli interventi attesi di Marcello Gemmato, Luciano Ciocchetti, Marco Lisei, Massimiliano Maselli, Fabrizio D’Ascenzo e Sergio Iavicoli e la presentazione del volume “Le basi scientifiche della terapia antibiotica” (Male Edizioni di Monica Macchioni) di Francesca De Plato e Francesco Scaglione 👇

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Locandina evento Roma

ROMA – La sanità italiana si confronta su una delle sfide cliniche, organizzative e medico-legali più urgenti del nostro tempo: la lotta alle infezioni correlate all’assistenza (ICA) e al fenomeno dell’antibiotico-resistenza. Nella mattinata di domani, martedì 27 ottobre 2026, a partire dalle ore 09:15, l’Auditorium «Biagio D’Alba» del Ministero della Salute (in Viale Giorgio Ribotta, 5 a Roma) ospiterà l’importante convegno nazionale intitolato «Le infezioni in sanità. Prevenzione, terapia farmacologica e responsabilità».

Un vertice di altissimo profilo che riunirà rappresentanti del Governo, del Parlamento, delle Regioni, vertici degli enti previdenziali e grandi specialisti della farmacologia e dell’igiene ospedaliera per fare il punto sui numeri, sulle responsabilità gestionali e sulle soluzioni concrete a tutela dei pazienti, in una settimana in cui il tema del finanziamento e dell’efficienza del sistema sanitario tiene banco in tutta Italia come evidenziato anche dall’intervento di ALI sul riparto del Fondo Sanitario Nazionale e sul potenziamento dei presidi territoriali.

I protagonisti al Ministero della Salute: da Marcello Gemmato a Luciano Ciocchetti, Marco Lisei e Fabrizio D’Ascenzo

Il tavolo di confronto all’Auditorium «Biagio D’Alba» approfondirà in modo integrato le strategie di prevenzione negli ospedali e nelle RSA, l’uso appropriato dei farmaci antimicrobici e il quadro delle responsabilità amministrative e organizzative all’interno delle strutture sanitarie pubbliche e private, un tema strettamente connesso alla governance e ai modelli di gestione aziendale approfonditi anche nel recente vertice romano dedicato agli adeguati assetti organizzativi per imprese e pubbliche amministrazioni.

Ai lavori del convegno sono attesi:
• Marcello Gemmato, Sottosegretario di Stato alla Salute;
• Luciano Ciocchetti, Vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera dei Deputati;
• Marco Lisei, Senatore e Presidente della Commissione parlamentare d’Inchiesta sull’emergenza sanitaria epidemiologica da SARS-CoV-2;
• Massimiliano Maselli, Assessore all’Inclusione Sociale e Servizi alla Persona della Regione Lazio;
• Fabrizio D’Ascenzo, Presidente dell’INAIL;
• Sergio Iavicoli, Capo Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero della Salute.

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La presentazione del volume «Le basi scientifiche della terapia antibiotica» di Francesca De Plato e Francesco Scaglione

Momento centrale della mattinata al Ministero della Salute sarà la presentazione ufficiale del volume «Le basi scientifiche della terapia antibiotica», pubblicato da Male Edizioni di Monica Macchioni (2026) e firmato da Francesca De Plato e Francesco Scaglione.

Un’opera scientifica di grande rigore e utilità operativa, pensata per offrire a clinici, farmacisti ospedalieri, microbiologi e direzioni sanitarie uno strumento aggiornato sull’appropriatezza prescrittiva degli antibiotici, vero pilastro per contrastare la diffusione dei batteri multiresistenti e ridurre l’impatto clinico ed economico delle infezioni nosocomiali.

Appropriatezza terapeutica, sicurezza delle cure e tutela dei pazienti fragili

L’appuntamento di martedì 27 ottobre 2026 alle ore 09:15 in Viale Giorgio Ribotta 5 a Roma si propone così di tracciare una roadmap condivisa tra istituzioni nazionali, regionali e comunità scientifica per innalzare gli standard di sicurezza nelle corsie ospedaliere e nei servizi sociosanitari, con un’attenzione particolare alla protezione degli anziani e dei pazienti più vulnerabili – priorità al centro anche delle iniziative territoriali dedicate alla prevenzione e alla salute della terza età. Segui tutti gli approfondimenti istituzionali e medico-sanitari nella nostra sezione Politica e Attualità.

A cura della Redazione Salute e Istituzioni di Cavaliere News

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Salute

Salute e Dieta Mediterranea, nasce l’Health and Nutrition International Observatory Euromed (HNIOEUROMED): il 30 ottobre a Bari la cerimonia inaugurale con il Presidente Antonio Pepe

Nasce l’Health and Nutrition International Observatory – Euromed (HNIOEUROMED): venerdì 30 ottobre a Villa Romanazzi Carducci a Bari la cerimonia inaugurale con il Presidente Dr. Antonio Pepe e il comitato scientifico 👇

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Salute e Dieta Mediterranea

Bari – Venerdì 30 ottobre 2026 alle ore 17:30, nella prestigiosa cornice di Villa Romanazzi Carducci in via Giuseppe Capruzzi 326 a Bari, si terrà la cerimonia inaugurale dell’Health and Nutrition International Observatory – Euromed (HNIOEUROMED), la nuova struttura internazionale dedicata alla tutela della salute, alla promozione della cultura alimentare mediterranea, alla salvaguardia dell’ambiente e allo sviluppo sociale nei Paesi europei e dell’area euromediterranea.

L’osservatorio guidato dal Presidente Dr. Antonio Pepe nasce come piattaforma tecnico-scientifica e culturale di alto profilo, capace di dialogare con gli organismi europei e internazionali per promuovere programmi di educazione sanitaria, monitoraggio della qualità agroalimentare e cooperazione tra i popoli, ponendosi al centro delle più avanzate strategie di salute, prevenzione e benessere.

HNIOEUROMED a Villa Romanazzi Carducci di Bari: la relazione del Presidente Antonio Pepe e di Marialuisa Roscino

L’HNIOEUROMED si propone come un presidio autorevole per la costruzione di un modello integrato di salute, sicurezza alimentare e sviluppo sostenibile, fondato sull’incontro tra la millenaria tradizione mediterranea e le più moderne competenze della ricerca scientifica.

Il programma ufficiale della cerimonia inaugurale di venerdì 30 ottobre a Bari si aprirà con l’introduzione ai lavori curata da Alfio Colavecchio, Consigliere del Presidente, seguita dai saluti istituzionali delle autorità civili e religiose.

Cuore dell’apertura sarà la relazione programmatica del Presidente dell’HNIOEUROMED, Dr. Antonio Pepe, affiancato dalla giornalista Marialuisa Roscino, responsabile della Direzione Comunicazione Internazionale dell’Osservatorio, in uno degli appuntamenti più rilevanti nel calendario degli eventi scientifici e istituzionali d’autunno.

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Dieta Mediterranea, prevenzione e sicurezza alimentare: gli interventi del comitato scientifico

Ampio spazio sarà dedicato alle relazioni degli illustri esperti dell’Ufficio di Presidenza: la Prof.ssa Danila De Vito approfondirà il ruolo cardine della prevenzione medica, mentre il Dr. Salvatore Loconte traccerà l’evoluzione della Dieta Mediterranea tra passato e futuro e il Dr. Francesco Loperfido illustrerà i criteri della sicurezza alimentare nella vita quotidiana delle famiglie, valorizzando le eccellenze della cucina e cultura gastronomica.

Il legame tra filiera produttiva e benessere sarà al centro degli interventi del Prof. Luigi De Ales sull’agricoltura come fonte primaria di buona salute e del Prof. Gustavo Mastrobuoni sui processi d’innovazione tecnologica applicati alla nutrizione.

Sostenibilità ESG, formazione e nomina del Governatore HNIOEUROMED Italia

La sessione scientifica proseguirà con il contributo del Prof. Marco Sponziello dedicato ai parametri ESG e alle sfide per la tutela dell’ambiente e della sostenibilità, seguito dalla relazione del Prof. Giuseppe Catapano sull’importanza di cultura e formazione accademica e dall’intervento dell’Avv. Maria Lucia Valletta sul ruolo dell’HNIO come ponte internazionale per i corretti stili di vita nel mondo.

La cerimonia di Villa Romanazzi Carducci si concluderà con l’atteso intervento del Presidente Nazionale per l’investitura ufficiale del Governatore HNIOEUROMED Italia e il conferimento degli incarichi direttivi per la Sede Italiana dell’Osservatorio.

A cura della Redazione Salute e Scienza di Cavaliere News

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