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Cultura

“La Poesia è l’ancora a cui aggrapparsi”: il viaggio emozionante nell’anima di Anna Maria Antonietta Sarra con “Le Poesiole”

“La Poesia è l’unica ancora di salvezza a cui aggrapparsi quando il mondo sembra crollarti addosso!”. Il viaggio nell’anima e nei dolori dell’Amore della straordinaria poetessa Anna Maria Antonietta Sarra, raccontato da Angela Kosta! 📖 🦋 Ci sono sentimenti così forti (l’amore, la gelosia, il dolore per una perdita) che non si possono spiegare con le parole normali. Servono i versi e le poesie! Ed è proprio quello che fa magistralmente la poetessa campana Anna Maria Antonietta Sarra (nata a Teano) con la sua bellissima e commovente raccolta intitolata “Le Poesiole”, dedicata al marito Sergio. L’autrice, vincitrice di quasi 100 premi letterari in tutta Italia, ci spiega che la scrittura è come una magia: ci permette di trasformare il dolore in bellezza, proprio come un brutto bruco che si chiude nel suo bozzolo per poi uscire sotto forma di meravigliosa Farfalla! 🦋 Nel nostro articolo (curato dalla bravissima Angela Kosta) potrete leggere i testi integrali di tre capolavori pluripremiati della Sarra, tra cui “Lo sguardo cieco del tempo” e “Come cielo nell’universo”. Liriche che vi faranno riflettere sul senso della nostra vita, sul tempo che passa e sull’importanza di lasciare una traccia d’amore nel mondo, perché solo l’Amore potrà salvarci dall’oblio e dalla morte! Leggete i suoi meravigliosi versi nel nostro articolo completo. 👇 ✍️ Voi avete mai provato a scrivere una poesia in un momento di grande tristezza o di estrema felicità? Siete d’accordo sul fatto che buttare i propri sentimenti su un foglio di carta sia una vera e propria medicina per guarire l’Anima? Diteci la vostra nei commenti e condividete questo post con chi ama la lettura!

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Anna Maria Antonietta Sarra

Teano (CE) – Esistono sentimenti che le normali parole del quotidiano non riescono a contenere, emozioni così vaste, dolci o laceranti che hanno disperatamente bisogno dei versi per poter respirare. La poesia è l’unico, vero linguaggio capace di tradurre i tumulti del nostro cuore. Ne è la prova vivente la straordinaria poetessa campana Anna Maria Antonietta Sarra, che con la sua quarta silloge poetica intitolata «Le Poesiole» (curata con immensa sensibilità letteraria da Angela Kosta) ci regala un autentico manuale di sopravvivenza emotiva, dedicato con dolcezza infinita al marito Sergio, definito meravigliosamente come “compagno di una vita e per la vita”.
Nata a Teano, in provincia di Caserta, da modeste ma fiere radici sidicine, la Sarra non è solo un’autrice, ma una vera e propria artigiana delle emozioni. In questa sua ultima fatica letteraria, la poetessa tenta e vince la scommessa più ardua: trasmettere il sentimento dell’amore in tutte le sue sfaccettature. «Tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo conosciuto quella metamorfosi dell’Io in cui felicità, follia, gelosia e rabbia si fondono», scrive l’autrice. L’amore è visto come un diamante puro che sboccia, ma anche come un’ombra che scava solchi profondi quando arrivano il dolore e la delusione. E proprio in questi momenti oscuri, la Poesia diventa l’unica fune di salvataggio: è «quell’ancora a cui aggrapparsi quando tutto sembra dissolversi nel nulla».

Dalla Campania al tetto della letteratura italiana

La vita di Anna Maria Antonietta Sarra è un romanzo nel romanzo. Una donna poliedrica, instancabile lettrice (da Alda Merini a Pasolini, da Montale a Emily Dickinson), laureata in Scienze Turistiche ma con la scrittura che le scorreva prepotentemente nelle vene fin dall’adolescenza. Un’esperienza di vita all’estero alla fine degli anni Ottanta ha forgiato la sua sensibilità estetica, ma è stato nel 2020 (nel buio isolamento della pandemia) che il suo talento è definitivamente esploso.
Oggi vanta una bacheca con quasi un centinaio di riconoscimenti letterari nazionali e internazionali. Ma a parlare per lei, più delle targhe e delle medaglie, sono i suoi versi, definiti dalla stessa autrice come un faticoso e catartico processo di trasformazione, in cui «il bruco si trasforma in crisalide e, da quel bozzolo duro e coriaceo, esce una farfalla che vola libera attraverso le pagine».

“Come cielo nell’universo”: l’infinito e il lascito dell’anima

Per comprendere la potenza visiva e spirituale della Sarra, basta immergersi nella sua opera «Come cielo nell’universo» (vincitrice dell’Encomio Galattico Ercole al Premio Quasar UniVersi 2023), in cui l’autrice riflette sull’eternità, trasportandoci in una dimensione onirica dove la vita terrena si dissolve per lasciare spazio all’infinito del firmamento:

Quando in parole senza voce
io vivrò ancora, in quel mondo
che da sempre mi circonda
e in pensieri di fantasia itinerante
volerò con ali di rondini migranti,
in ogni dunque sosterò, mi fermerò
e guarderò la vita attraverso il cuore
di un povero viandante
e osserverò le stelle
in quel grande, enorme firmamento
ne sentirò dentro il canto, nenie antiche
che tornano come echi vagabondi
e abbraccerò la luna con un timido
esile bisbigliare, invocando muse
legate a fusciacche di comete
che in un attimo attraverseranno
il mio sperduto cielo
per dissolversi rapite nel blu profondo
di notti buie e senza sonno.
Quando in parole atone di suoni
io vivrò attraverso poesie immaginate
e sarò lì in un punto d’infinito
di quel grande spazio vuoto
a guardare come ogni sera
il mio incedere piano
sul tempo oramai passato
solo lì e non oltre
la mia anima solinga, riposerà
aleggiando con quei suoni senza voce
tra pagine di vita solo mia
con quel narrare lieve, sottovoce
a riflettere quell’io
che in me è sempre stato
come cielo nell’universo.

“Lo sguardo cieco del tempo”: un grido contro l’oblio

Altrettanto tagliente ed emozionante è «Lo sguardo cieco del tempo» (insignita della Targa del Presidente al Premio Alda Merini 2023). Qui la poetessa fa un bilancio esistenziale, guardando a ritroso le fatiche della vita con un urlo di ribellione contro la caducità dell’esistenza, ma con la certezza che il tempo non potrà mai cancellare il nostro Io più profondo:

Ho guardato
attraverso lo sguardo cieco del tempo
percorsi a ritroso di stagioni passate
e ho riso, di un riso amaro
di vittorie sudate
con lacrime affiorate e mai versate.
Ho riso…
Ho riso nel vederlo passare
e dentro sovente mi son domandata
potrà cancellare il mio incedere piano?
Potrà offuscare il mio ricordare domani?
No! Non potrà mai
cancellare il mio Io di sempre
quel vagare silente, riflesso
in uno sguardo di tempo perenne,
ci sarà sempre una parola
una voce, un suono
eterni come il tempo
a rammentare l’oblio di un momento.

Il profumo dei “Limoni” e la forza salvifica della Poesia

Chiude questo meraviglioso trittico dell’anima la poesia «Limoni» (Premiata ai Decumani 2023). Un’esplosione cromatica e sensoriale in cui l’aroma acre e dolce del limone si fonde con la nostalgia per i ricordi del passato:

Come lanterne accese
penzolano i limoni
sull’avvenire di verdi rami
e dall’albero muto
ricolmo d’abbondanza
irrompe il giallo del passato
su splendide chimere colorate.
Cala l’aroma dolceamaro come infuso
sullo sguardo quieto
di zagare stellate
e fronde a macchia cingono
la scorza luminosa.
Palpitante è il respiro
che sente nel domani
una ventata di sogni andati
balsamiche illusioni
d’inesplicati odori si posano delicati
come gocce di rugiada
sul frutto acre dell’amore
dal profumo antico di limone.

Il lavoro di Anna Maria Antonietta Sarra, magistralmente presentato da Angela Kosta, non è una semplice raccolta di poesie, ma un atto di coraggio estremo. È il coraggio di chi, consapevole della fragilità della vita umana, decide di mettere a nudo la propria anima davanti al mondo, dimostrandoci che, alla fine del nostro viaggio su questa terra, solo l’Amore potrà davvero salvarci e consegnarci all’eternità.

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Cultura

La natura selvaggia e il respiro dei boschi: la poesia dell’americano Ray Whitaker tra wilderness, grandi orsi del Colorado e la traduzione di Irma Kurti

La grande wilderness americana nella poesia di Ray Whitaker: tra gli orsi del Colorado, boschi di pioppi secolari e la traduzione di Irma Kurti 👇

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Ray Whitaker

Roma – C’è una tradizione letteraria potente e primordiale che affonda le sue radici nei silenzi sconfinati del continente americano, dove la parola poetica non nasce per compiacere i salotti accademici, ma per riconnettere l’essere umano con il respiro della terra e con la maestà del regno animale. A interpretare con rara autenticità questo anelito è lo scrittore e poeta statunitense Ray Whitaker, voce tra le più sincere e rappresentative della Carolina del Nord, i cui versi approdano oggi ai lettori italiani grazie alla raffinata traduzione curata dalla poetessa Irma Kurti.

Autore versatile attivo fin dall’adolescenza tra prosa e lirica, Whitaker ha sviluppato nel corso degli anni una poetica incentrata sull’empatia diretta con il pubblico comune: versi limpidi, capaci di evocare immagini immediate, scuotere la coscienza e suscitare una riflessione profonda sul nostro posto nel creato. Membro autorevole della North Carolina Poetry Society, dei Winston-Salem Writers e tre volte “Scrittore in Residenza” presso il prestigioso Centro per le Arti e le Umanità di Weymouth, Whitaker ha pubblicato cinque volumi (tra cui l’acclamato libro Animals) e due chapbook, divulgando la propria opera in dodici nazioni e dirigendo la testata culturale internazionale Masticadores Canada.

«Selvatichezzan»: l’unione mistica tra il corpo dell’uomo e la terra

La lirica «Selvatichezzan» è un autentico inno alla riconciliazione con la natura primigenia, un manifesto di fuga spirituale dal frastuono della civiltà per ritrovare la vicinanza al divino nel palpito delle foreste:

«Probabilmente, andrò nella natura selvaggia
finché ne avrò la possibilità,
senza avere idea di quanto tempo passerà
da ora a quel momento…

per la vita che vi è in essa,
per la selvatichezza,
per la fuga verso il luogo in cui vivono gli animali,
per la vicinanza a Dio.

Immerso nella profondità
della freschezza,
bagnato dalla gioia
dell’erba e degli alberi che crescono

tutti ondeggianti nella brezza
che soffia dal cielo,
le mie narici si dilatano con questo,
ogni inspirazione nutre ogni cellula.

È il mio corpo
sul corpo della terra,
anche con l’impronta del fratello Orso vicino alla mia tenda.»

L’accostamento conclusivo con l’impronta dell’orso non evoca terrore o minaccia, ma fratellanza cosmica: l’uomo e il grande plantigrado condividono lo stesso suolo, testimoni di un patto antico che la frenesia tecnologica moderna rischia di cancellare per sempre.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
LETTERATURA & NATURA SELVAGGIA

Walden, ovvero La vita nei boschi – Henry David Thoreau

Il capolavoro assoluto della letteratura wilderness mondiale: il manifesto intramontabile del ritorno alla semplicità, alla libertà interiore e al contatto sacro con la natura incontaminata.

★★★★★
4.9 su 5
(oltre 5.400 recensioni)

Disponibile anche in versione audiolibro narrato su Audible. Iscriviti ad Amazon Prime con 30 giorni gratis per iniziare subito l’ascolto.

L’incontro epico al Keebler Pass: l’orso, i nativi americani e le rune

Nella seconda poesia, «Grande Orson», il ritmo narrativo si fa incalzante e cinematografico. L’autore rievoca un incontro improvviso avvenuto lungo le curve isolate della strada del Keebler Pass, nel cuore selvaggio delle Montagne Rocciose in Colorado, all’interno della sterminata Foresta Nazionale di Gunnison:

«Ha attraversato di corsa la strada
davanti a me
mentre guidavo a una velocità di circa venti miglia all’ora sulla
strada del Keebler Pass in Colorado,
una strada poco battuta,
immersa in un fitto bosco di alti pioppi tremuli dalla corteccia bianca,
così grandi che non riuscivo ad abbracciarli,
una foresta secolare, con il sottobosco sottostante,
proprio il tipo di rifugio
che piacerebbe a un orso nero dal manto color cannella,
che saltò oltre il guardrail marrone del servizio forestale
e scese lungo il terrapieno in un batter d’occhio,
così tanti alberi alti lo nascosero
in pochi secondi, sparito
tra i pioppi tremuli
proprio così.»

L’apparizione fugace del grande animale si carica di simbolismo esoterico e spirituale. L’autore intreccia le credenze animiste dei Nativi Americani con l’antico misticismo delle rune nordiche, scorgendo nel cammino dell’orso verso sud un presagio propizio di rinascita, crescita vitale e prosperità:

«Non era lontano dal mio accampamento,
trovandomi nella Foresta Nazionale di Gunnison
non riuscivo a smettere di pensare
a lui.

Alcuni dicono che gli orsi siano animali spirituali
non i miei, però
i miei sono il lupo, l’aquila
quelli con le virtù dei nativi americani
così simili alle rune nordiche
una scoperta che feci durante le mie ricerche molti anni fa.

Questo orso che si dirige a sud verso quelle influenze di
crescita, fertilità, una direzione verde,
un percorso verso la prosperità.
Prenderò quei segni dei nativi americani
vedendo questa grande bestia
andare da quella parte.»

Un’opera poetica di straordinaria purezza visiva, che ci ricorda come la salvezza dell’animo umano risieda ancora e sempre nella capacità di meravigliarsi di fronte alla forza selvaggia del pianeta.

A cura della Redazione Cultura e Libri di Cavaliere News

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Cultura

«Il Dialogo sui Riflessi della Riflessione – 2026»: esce la seconda edizione dell’opera di Angela Kosta tra venti voci internazionali, filosofia dell’ascolto e cura della parola

Esce la seconda edizione de «Il Dialogo sui Riflessi della Riflessione – 2026» di Angela Kosta: venti voci internazionali, 265 pagine e la potenza maieutica dell’ascolto 👇

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Il Dialogo sui Riflessi della Riflessione – 2026

Roma – In un’epoca contrassegnata dal rumore effimero della comunicazione istantanea e dalla polarizzazione degli slogan, concedere spazio al pensiero critico e alla sosta feconda del confronto rappresenta un atto di autentica resistenza intellettuale. È disponibile nelle librerie e nei maggiori canali di diffusione editoriale la seconda, attesa edizione de «Il Dialogo sui Riflessi della Riflessione – 2026», imponente opera saggistica curata dalla scrittrice, giornalista e traduttrice internazionale Angela Kosta. Un volume di straordinario spessore etico ed estetico che arricchisce il panorama letterario del nostro territorio, aprendo una finestra privilegiata sulle correnti più vive del dibattito contemporaneo.

L’opera si sviluppa lungo 265 pagine fitte di contenuti, analisi e testimonianze dirette, accogliendo al proprio interno venti interviste d’autore a personalità di primo piano del panorama culturale, artistico e scientifico internazionale. Non una semplice rassegna biografica o un compendio accademico, bensì un vero e proprio laboratorio di pensiero in cui l’intervista si spoglia di ogni formalismo per farsi strumento maieutico di indagine, rispecchiamento reciproco e comprensione delle grandi sfide del nostro tempo.

Oltre la superficie: la complessità delle idee e la ricchezza delle differenze

Il cuore pulsante dell’opera di Angela Kosta risiede nella scelta metodologica di superare l’omologazione conformista. I venti protagonisti del volume non sono stati selezionati per uniformità ideologica, ma esattamente per la feconda pluralità dei loro percorsi: letterati, filosofi, saggisti e artisti provenienti da differenti latitudini geografiche si confrontano in un dialogo serrato che non mira ad appiattire le divergenze, bensì a valorizzarle come scintille di crescita collettiva.

«Soffermarsi sul pensiero di una persona significa restituire valore alla complessità», sottolinea la curatrice. «Significa concedere tempo alle idee, ricostruire i sentieri invisibili che le hanno generate e cogliere le motivazioni intime che orientano una ricerca. L’autorevolezza non si esaurisce nei titoli o nelle pubblicazioni, ma si manifesta nella capacità di elaborare un giudizio autonomo e di assumersi la responsabilità etica di ogni singola parola pronunciata».

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
FILOSOFIA & COMUNICAZIONE

L’arte di ascoltare – Erich Fromm

Un saggio fondamentale sull’ascolto empatico e sulla comprensione dell’altro: la guida essenziale per trasformare la parola e il dialogo in ponti di autentica consapevolezza umana.

★★★★★
4.9 su 5
(oltre 2.800 recensioni)

Disponibile anche in versione audiolibro narrato su Audible. Iscriviti ad Amazon Prime con 30 giorni gratis per iniziare l’ascolto illimitato.

Tra specchio e distanza: l’architettura semantica dell’opera

Il titolo stesso dell’opera – Il Dialogo sui Riflessi della Riflessione – dischiude un’architettura filosofica rigorosa. Il “riflesso” è l’immagine immediata che scaturisce dall’incontro con l’alterità, ma anche la coscienza che ciascuno acquisisce di sé guardandosi negli occhi dell’interlocutore. La “riflessione”, di contro, introduce la distanza critica necessaria per decantare l’esperienza, ponderare le risposte e trasformare il dato grezzo in memoria viva. Un movimento dialettico continuo in cui la domanda non pretende risposte definitive, ma genera nuovi interrogativi etici.

In questo dinamismo, la dimensione sovranazionale del volume assume un valore civile primario: mettere in connessione tradizioni e sensibilità diverse dimostra come la cultura non sia proprietà esclusiva di una sola nazione o lingua, ma un patrimonio comune che si rigenera proprio attraverso il dono reciproco della conoscenza.

La parola come responsabilità etica e memoria futura

Nelle pagine conclusive, Angela Kosta consegna al lettore una densa meditazione sulla sacralità del linguaggio: «La cura della parola rappresenta un impegno che travalica la pura correttezza formale. Implica rispetto reverenziale per le persone, custodia della testimonianza e rifiuto di ogni arroganza intellettuale. La cultura non ha bisogno di celebrazioni vuote, ma di studio tenace, rigore e spazi reali di ascolto».

Con questa seconda edizione arricchita e ampliata, «Il Dialogo sui Riflessi della Riflessione – 2026» si afferma come una lettura irrinunciabile per chiunque cerchi nel libro non una rassicurante conferma dei propri pregiudizi, bensì una bussola per navigare con consapevolezza e coraggio nel mare aperto del pensiero critico.

A cura della Redazione Cultura e Libri di Cavaliere News

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Cultura

«Riflessioni poetiche»: la voce universale di Germain Droogenbroodt, già candidato al Nobel, tra il mistero del volo, l’autunno e la traduzione di Irma Kurti

«Riflessioni poetiche»: la grandezza lirica di Germain Droogenbroodt, già candidato al Nobel per la Letteratura, torna in libreria con Ukiyoto Publishing e Irma Kurti 👇

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Riflessioni poetiche,cover

Roma – Ci sono voci poetiche capaci di attraversare le frontiere geografiche e linguistiche con la leggerezza dell’aria e la densità della pietra filosofale, offrendo ai lettori del nostro territorio un ponte luminoso verso l’infinito. È il caso straordinario di Germain Droogenbroodt, uno dei massimi maestri del verso contemporaneo, già candidato al Premio Nobel per la Letteratura nel 2017 e pioniere infaticabile del dialogo lirico planetario, che torna nelle librerie con l’attesissima raccolta «Riflessioni poetiche», pubblicata dalla prestigiosa casa editrice Ukiyoto Publishing con l’impeccabile traduzione italiana curata dalla poetessa Irma Kurti.

Nato a Rollegem in Belgio nel 1944 ma residente dal 1987 in Spagna, ad Altea, Droogenbroodt incarna la figura rinascimentale del poeta-editore e traduttore universale. Fondatore della storica casa editrice POINT (POesia INTernational) – che ha dato voce a oltre ottanta volumi di lirica mondiale – e creatore insieme ai celebri autori cinesi Bei Dao e Duo Duo della corrente d’avanguardia del Neosensazionismo, l’autore ha conquistato i più ambiti allori internazionali, dal prestigioso Premio Juan Alcaide in Spagna al Grand Prix Mihai Eminescu in Romania, fino alla laurea honoris causa in letteratura conferitagli in Egitto.

Dall’anelito celeste all’armonia dell’autunno: i versi di «Riflessioni poetiche»

La poesia di Germain Droogenbroodt è un esercizio supremo di sottrazione: versi scarni, limati con rigore geometrico, privi di compiacimento retorico, dove ogni singola parola acquista il peso di una rivelazione cosmica. Nel componimento inaugurale «Tra cielo e terra», l’autore interroga il paradosso dell’ambizione umana attraverso la metafora del volo:

«Tra cielo e terra
gli uccelli volano

spiegano le ali
e si alzano in volo

ma poi ritornano di nuovo
perché non riescono a raggiungere il cielo.»

Una meditazione sulla finitezza che trova la sua sublimazione in «Una foglia d’autunno», lirica di limpida quiete zen dove il distacco dal ramo non è vissuto come lutto, ma come liberazione gioiosa verso la ricongiunzione con l’origine:

«Una foglia d’autunno
che con l’aiuto del vento
si è liberata dal suo albero sa
che non c’è ritorno a esso

ma non si affligge e volteggia
godendosi il suo breve volo
verso l’unione
con la terra.»

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
POESIA & LETTERATURA MONDIALE

Riflessioni poetiche – Germain Droogenbroodt

La magnifica raccolta lirica del candidato al Nobel Germain Droogenbroodt nella delicata traduzione di Irma Kurti: un’opera contemplativa edita da Ukiyoto Publishing per riscoprire il senso profondo dell’esistenza.

★★★★★
5.0 su 5
(Edizione Ukiyoto Publishing 2026)

Esplora i capolavori della poesia e della saggistica in formato audiolibro. Iscriviti ad Amazon Prime con 30 giorni gratis per accedere all’ascolto su Audible.

Il dramma dell’emigrazione e il cammino del funambolo

La sensibilità etica di Droogenbroodt non resta tuttavia confinata alla contemplazione della natura: il poeta guarda con occhi dolorosamente aperti alle tragedie civili del Mediterraneo. In «Emigrazione (L’ultimo volo)», l’immagine straziante di una tortora senza vita sulla battigia diviene l’epitaffio muto per ogni essere umano inghiottito dal mare nel tentativo disperato di inseguire la salvezza:

«Sulla spiaggia del mare
che separa l’Africa dalla Spagna
giace una tortora morta

forse diretta
verso il caldo sud?

Giace supina, con le ali spiegate
come se desiderasse ancora una volta
abbracciare il cielo.»

La raccolta si chiude idealmente con la tensione metafisica di «Alla ricerca dell’equilibrio», in cui la condizione umana viene assimilata a quella di un acrobata sospeso nel vuoto, costretto ad avanzare nell’oscurità senza cedere alla vertigine:

«A volte l’alba rimane
priva di sole e calore.

Si aspetta nell’oscurità
invano la luce
e si cerca la speranza

– come un funambolo –

l’equilibrio instabile.»

Con «Riflessioni poetiche», Germain Droogenbroodt e la traduttrice Irma Kurti donano alla cultura contemporanea un’opera indispensabile: un antidoto contro il rumore del mondo, capace di restituire alla parola poetica la sua sacra funzione di specchio dell’anima.

A cura della Redazione Cultura e Libri di Cavaliere News

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