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Cultura

“In cima alla salita”: il faticoso rammendo delle ferite del passato e il ritorno a sé stessi nella struggente poesia di Silvia De Angelis

LA VITA È UNA FATICA IMMENSA. MA QUANDO SIAMO ARRIVATI IN CIMA ALLA SALITA, POSSIAMO FINALMENTE INIZIARE A “RICUCIRE” LE FERITE DEL NOSTRO PASSATO! 🗻 ❤️ 🧵 Lasciatevi Rapire il Cuore e L’Anima dalla profondità di questo capolavoro Letterario!!! La bellissima poesia “In Cima alla Salita”, scritta dalla bravissima poetessa romana Silvia De Angelis e recensita magistralmente da Pier Carlo Lava, affronta e descrive una delle Battaglie Psicologiche e Umane più difficili e devastanti della nostra Esistenza: Fare i conti col Nostro Passato per tornare a Volerci Bene! Prima o poi, tutti quanti noi arriviamo sfiniti in un punto della Vita (Che la poetessa paragona genialmente alla faticosissima Cima di un Monte scalato faticosamente a piedi) in cui siamo costretti a Fermarci, a guardarci dentro e a tirar fuori i Mostri nascosti. È In quel momento di Riflessione che riaffiora implacabile il Passato, che scorre davanti agli occhi come una “Pellicola Cinematografica Usurata e che Cigola”! I ricordi, le occasioni perse, i vecchi danni e i vecchi Amori irrisolti tornano in superficie! Tutti noi, per nascondere i dolori al mondo esterno, in superficie sembriamo un “Mare Immobile e tranquillo”, ma nel fondo delle Nostre Anime ci sono invece pericolosissimi “Gorghi che turbinano veloci” e che ci tolgono la Serenità! Ma la Magia vera e propria sprigionata dai versi di Silvia De Angelis esplode nel finale, illuminato dolcemente dalla Luna. La Poetessa ci svela il Segreto e lo Scopo della Nostra Esistenza: IL RAMMENDO! “Bisogna Rammendare i Vecchi Danni per tornare a combaciare con sé stessi”! Nessuno potrà Mai cancellare i Traumi, gli Abbandoni e le Ferite subite… L’unico modo per essere felici è trovare il grandissimo Coraggio di usare “Ago e Filo” per Ricucirle da Soli. Solo perdonando i nostri dolori e le nostre Cicatrici potremo tornare a “Combaciare con Noi Stessi”! Leggi tutto il testo della Straordinaria Poesia e goditi la profonda Recensione in questo meraviglioso e Dolcissimo Articolo per l’Anima! 👇 📖 Vi ritrovate anche Voi nelle profonde Parole, quasi Terapeutiche, di questa Bellissima Poesia? Avete mai sentito l’urgenza di “Rammendare e ricucire” i dolori di alcune scelte sbagliate fatte nel passato per cercare di ritrovare la pace con Voi Stessi, o al contrario fuggite continuamente per paura di guardarvi indietro e vedere le Vostre cicatrici e Rimpianti scorrere in “FlashBack”? Diteci la vostra sviscerando a fondo tutti i vostri pensieri (anche i più intimi) nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo Articolo Smeraviglioso per regalare un momento di grandissima e Guaritrice Poesia a tutti i Vostri Amici!

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In cima alla salita, lo sguardo attraversa il paesaggio

Roma – Ci sono salite che non conducono semplicemente verso un luogo più alto, ma costringono a guardare dentro sé stessi. Nella poesia “In cima alla salita”, Silvia De Angelis racconta proprio questo momento: l’arrivo a un confine interiore dal quale il passato torna visibile, le ferite chiedono di essere ricomposte e il presente appare come uno spazio incerto, sospeso tra memoria e rinascita.

IN CIMA ALLA SALITA

Su culmine d’un azzardo
occhi contrapposti al largo vuoto del tempo
scena in flash back riavvolta nel cavo
che assottiglia giorni.

Trame insolute intrappolate nell’aria
muovono sospese intonazioni in bilico
su grigio del presente.

Rivedere pellicole usurate che si
riaprono corporali cigolando su mare immobile
per schiudere correnti e gorghi vividi nell’ala
e il sangue.

Spargere luna in laghi di luce
nel rammendo di vecchi danni
combaciando con sé stessi
senza oltrepassare una linea
invisibile che ansimi in cima
alla salita…

@Silvia De Angelis

La recensione

La poesia si apre su un’immagine di forte tensione: il “culmine d’un azzardo”. Non siamo davanti a una vetta conquistata serenamente, ma al punto estremo di una scelta, di un rischio o di un percorso personale che ha richiesto coraggio. Gli occhi si affacciano sul “largo vuoto del tempo”, uno spazio sconfinato nel quale presente e passato sembrano perdere i loro confini.

La metafora cinematografica della “scena in flash back” introduce immediatamente il tema centrale della composizione: il ritorno della memoria. Il tempo viene riavvolto come una vecchia pellicola, mentre i giorni si assottigliano e ciò che sembrava lontano torna improvvisamente vicino. Non si tratta, tuttavia, di una contemplazione nostalgica. Le immagini del passato portano con sé questioni rimaste aperte, le “trame insolute” che continuano a occupare l’aria e a produrre intonazioni instabili, sospese sul grigiore del presente.

È particolarmente intensa l’immagine delle “pellicole usurate” che si riaprono in maniera quasi fisica. Il ricordo, nella poesia di Silvia De Angelis, non appartiene soltanto alla mente: diventa materia, corpo, rumore. Le pellicole “cigolano”, come porte rimaste chiuse troppo a lungo, e si muovono sopra un “mare immobile”. L’apparente quiete nasconde però correnti e gorghi ancora vivi, capaci di raggiungere l’ala e il sangue, cioè il desiderio di libertà e la parte più profonda dell’esistenza.

Il mare immobile rappresenta ciò che esteriormente sembra ormai placato, mentre sotto la superficie continuano ad agitarsi emozioni, dolori e domande. È una delle contrapposizioni più significative della poesia: alla staticità visibile corrisponde un movimento interiore impetuoso. Il passato non è morto, ma continua a circolare nel sangue e a influenzare il presente.

Nella parte conclusiva il tono cambia. Dopo il grigio, il vuoto e le pellicole consumate compare la luna, sparsa dentro “laghi di luce”. È un’immagine delicata e riparatrice, che introduce la possibilità di una riconciliazione. La luce lunare non cancella le ferite, ma permette di vederle diversamente e di iniziare quel “rammendo di vecchi danni” che costituisce il passaggio decisivo del testo.

Il verbo “rammendare” suggerisce un gesto paziente e intimo. Non si possono eliminare gli strappi della vita, ma è possibile ricucirli, conservandone le tracce. In questa prospettiva assume un valore fondamentale l’espressione “combaciando con sé stessi”: il vero traguardo della salita non consiste nel dimenticare, ma nel far coincidere nuovamente le diverse parti della propria identità.

Stile e linguaggio

Lo stile di Silvia De Angelis è visionario, metaforico ed essenziale. Le immagini non descrivono una vicenda precisa, ma costruiscono un paesaggio interiore nel quale il lettore può riconoscere le proprie esperienze. Cinema, mare, luna e salita appartengono a campi differenti, eppure confluiscono in un’unica rappresentazione del tempo e della memoria.

La sintassi frammentata e le frequenti sospensioni restituiscono il movimento incerto del pensiero. Gli enjambement spezzano le frasi e fanno oscillare i versi, mentre i verbi all’infinito — “rivedere”, “spargere”, “oltrepassare” — trasformano la poesia in un percorso ancora in atto. Anche i puntini di sospensione finali impediscono una conclusione definitiva: la salita interiore non termina con una risposta, ma con un respiro.

I temi della poesia

I nuclei principali della composizione sono:

  • il ritorno del passato e delle questioni irrisolte;
  • il rapporto tra memoria, corpo e identità;
  • la presenza delle ferite interiori;
  • la necessità di ricomporre ciò che la vita ha spezzato;
  • il limite invisibile tra consapevolezza e sofferenza;
  • la riconciliazione con sé stessi.

Silvia De Angelis

Silvia De Angelis è una poetessa, scrittrice e blogger romana. La sua produzione si distingue per un linguaggio ricco di immagini, per l’intensità emotiva e per una costante attenzione ai movimenti più nascosti dell’animo. Il suo blog, “Inganni velati – Scorci emotivi dettati dal profondo”, raccoglie una produzione poetica ampia e continuativa. Nel tempo alcune sue composizioni hanno ottenuto premi e riconoscimenti, confermando la profondità di una ricerca poetica fondata sull’essenzialità della parola e sull’energia spirituale delle immagini.

Conclusione

“In cima alla salita” è una poesia sulla memoria, ma soprattutto sulla difficile arte di ricomporsi. La vetta evocata dal titolo non rappresenta un punto d’arrivo definitivo: è il luogo fragile nel quale ci si ferma, si guarda indietro e si tenta di riconoscere ciò che ancora vive dentro di noi.

Silvia De Angelis ci ricorda che guarire non significa cancellare il passato. Significa attraversarne nuovamente le immagini, ascoltare il cigolio delle vecchie ferite e provare a rammendarle, fino a tornare a “combaciare con sé stessi”. In cima alla salita rimane una linea invisibile, affannata e sottile: il confine umano tra ciò che siamo stati e ciò che, nonostante tutto, possiamo ancora diventare.

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Cultura

I colori del Creato e la difesa degli animali: la mostra sugli acquerelli di Fulco Pratesi incanta Trastevere

SE I LUPI E GLI ORSI ITALIANI OGGI SONO ANCORA VIVI NEI BOSCHI, È ANCHE GRAZIE A LUI! ROMA CELEBRA I MERAVIGLIOSI “ACQUERELLI” E IL GENIO DEL GRANDE FULCO PRATESI, IL PAPÀ DEL WWF! 🐺 🐻 🎨 Quando si “Ama incondizionatamente la Natura e gli Animali”, ogni singola pennellata su tela per ritrarli diventa un Gesto D’Amore e un Impegno Civile! Dal 16 Settembre al 6 Dicembre, il Museo di Roma in Trastevere ospiterà un’Emozionante ed Estasiante Mostra D’Arte (Intitolata “Acquerelli Pionieri”) dedicata al fondatore del WWF Fulco Pratesi! La mostra ci Permetterà di viaggiare tra i suoi fantastici e segretissimi “Taccuini Illustrati”: opere dipinte a mano e piene di poesie in cui, decenni fa, Pratesi ritraeva la bellezza dei Lupi, degli Orsi Marsicani, delle Balene e delle Tartarughe per convincere lo Stato Italiano (E i Bracconieri) a fermare la “Caccia”, promuovendo la creazione dei nostri amati Parchi Nazionali! Leggi i Dettagli e gli Orari di Questa Stupenda Iniziativa Ambientalista (Adatta a Tutte le Famiglie!) nel Nostro Articolo Eventi! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche Voi Vi Emozionate tantissimo nel poter Osservare nei Boschi o nei Documentari la bellezza di Animali come il Lupo, le Aquile o l’Orso? Credete Che Le Nuove Generazioni Di Giovani Rispettino la Natura Oltrepassando i Danni Fatti Dai Loro Padri, O Sono Ancora Troppo Distratti Dai Cellulari? Diteci la Vostra Sviscerando tutto l’Amore per gli Animali nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura questo Formidabile Articolo Sulle Vostre Bacheche per Taggare gli Amici e Andare Insieme a Vedere i Bellissimi “Quadri e Acquerelli” del WWF!

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AVOCETTA

Roma – C’è un legame profondissimo, intimo e quasi spirituale, che unisce la bellezza maestosa della Natura alla delicata sensibilità dell’animo umano. Quando si ama incondizionatamente il nostro Pianeta, ogni filo d’erba, ogni battito d’ali nel cielo e ogni orma lasciata nel bosco da un animale selvatico si trasformano in un’inestimabile opera d’arte da proteggere a costo della vita. Nessuno in Italia è riuscito a incarnare, difendere e trasmettere questa formidabile empatia verso il Creato meglio del grandissimo Fulco Pratesi.
Oggi, in occasione dello storico e felice traguardo dei 60 anni dalla nascita del WWF Italia, la Capitale ha deciso di rendere il più giusto e poetico dei tributi al fondatore dell’associazione ambientalista. Dal 16 settembre al prossimo 6 dicembre 2026, i corridoi e le prestigiose sale del Museo di Roma in Trastevere (sito in Piazza di S. Egidio) si illumineranno per ospitare l’attesissima mostra “Fulco Pratesi. Acquerelli Pionieri”. Un’esposizione magica, promossa da Roma Capitale e curata amorevolmente da Olympia e Isabella Pratesi, che svela al grande pubblico il lato più intimo, dolce e personale del padre dell’ambientalismo tricolore.

I Diari segreti di un uomo innamorato degli Animali

Visitare questa formidabile esposizione significa compiere un vero e proprio viaggio sensoriale all’interno di un universo creativo vastissimo e commovente. I visitatori potranno infatti ammirare e perdersi tra decine di acquerelli e disegni eseguiti con sorprendente immediatezza, sfogliando con gli occhi gli stupendi taccuini illustrati compilati quotidianamente da Pratesi nel corso dei decenni, zeppi di appunti, riflessioni e meravigliose annotazioni di viaggio.
Architetto, esploratore, giornalista e divulgatore, Fulco non ha soltanto fondato e guidato il WWF per oltre quarant’anni. Egli è stato il vero e proprio “generale” pacifista che ha condotto coraggiosamente alcune delle più importanti e disperate battaglie ambientaliste del nostro Paese. Dalla storica e indimenticabile “Operazione San Francesco” per salvare il lupo dall’estinzione, fino alle estenuanti campagne per la difesa del raro orso bruno marsicano e dei parchi nazionali (sfociate nella fondamentale legge quadro sulle aree protette del 1991). Eppure, tutto questo gigantesco impegno pubblico e politico nasceva sempre e solo da un gesto semplice, puro e personalissimo: osservare il bosco, conoscerlo a fondo, amarlo e difenderlo con i pennelli.

Il disegno come puro Impegno Civile e Atto d’Amore

Gli innumerevoli acquerelli di Pratesi non si limitano a rappresentare in modo asettico gli animali o i paesaggi montani, ma raccontano, come in una stupenda fiaba, il legame viscerale che egli ha saputo instaurare con il mondo dei viventi.
Le specie indifese che hanno popolato le sue aspre battaglie di tutela (gli eleganti uccelli migratori, i lupi ululanti, gli orsi solitari, gli immensi cetacei e le placide tartarughe marine) prendono vita sulle tele esposte come protagonisti assoluti di un universo capace di unire l’assoluta precisione scientifica alla meraviglia poetica. Molti dei soggetti raffigurati, non a caso, appartengono a quegli ecosistemi fragili che proprio Pratesi contribuì concretamente a strappare dalle fauci della cementificazione e del bracconaggio.

Insegnare la Meraviglia alle future Generazioni

Per intere generazioni di italiani e di ragazzini, il volto sorridente e pacato di Fulco Pratesi ha rappresentato l’essenza stessa dell’ambientalismo. Attraverso le telecamere della televisione, le pagine dei suoi bellissimi libri e le innumerevoli visite nelle scuole e nelle oasi del WWF, quest’uomo straordinario ha avvicinato milioni di persone alla scoperta del verde, insegnandoci che la tutela dell’ambiente non si fa con la violenza, ma comincia dalla conoscenza, dal rispetto e dall’attenzione.
Questa mostra romana restituisce finalmente a tutti noi le vere e intime radici di quel fortissimo messaggio civile: per salvare la Terra e gli animali che la abitano, dobbiamo prima di tutto tornare a guardarli con gli occhi pieni di incanto e Meraviglia. Pronti a stupirvi in Trastevere?

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Cultura

Nasce a Roma la SIART Gallery: il genio provocatorio e “pop” di Moreno Bondi inaugura il nuovo tempio dell’arte

LA CLASSICA ED ELEGANTE “VENERE DI MILO” RICOPERTA DI TATUAGGI MODERNI E VESTITA IN PANTALONI JEANS!!! 🎨 😲 🏛️ Quando l’Arte Pura e la Provocazione si Uniscono per Creare un Capolavoro di ironia e Genialità! Arriva a Roma l’Incredibile ed Emozionante Mostra d’Arte “WONDERFUL” del grandissimo Maestro MORENO BONDI! Aprire Un nuovo Luogo dedicato Esclusivamente alla Divulgazione della “Cultura e del Bello”, nel mondo cinico di oggi, è un Gesto d’Amore pazzesco. Nel Cuore Elegante di ROMA (In via S. Maria de’ Calderari) è appena Nata la Nuovissima “SIART GALLERY”, ideata dalla formidabile passione della Dottoressa Sylvia Irrazabal! E per “Tagliare il Nastro” a questo Nuovo e Prestigioso Spazio Culturale, non poteva esserci un’Esposizione più adatta! Dal 29 Settembre aprirà al Pubblico la Mostra del Maestro MORENO BONDI (Fortemente Ammirato anche da Vittorio Sgarbi, che ha Voluto le Sue Tele Persino alla Biennale di Venezia!). Il Maestro Bondi (Inventore dello Stile “Iperrealismo Neo Caravaggesco e POP”) porterà in Scena Delle Tele Assolutamente Incredibili, destinate a far Sorridere, “Arrabbiare” e Stupire il Pubblico! Qualche Esempio? I Protagonisti di Questa Mostra sono niente Meno che i “Marmi Classici dell’Antichità Greco e Romana” (Simbolo della Perfezione) che Bondi ha Genialmente “Spogliato dalla loro Sacralità Antica” Dipongendoli in modo Iper-realistico come se Fossero Corpi Vivi del Giorno D’Oggi! C’è ad Esempio una Splendida “Venere Pop” Dipinta Meravigliosamente dal Maestro Con Addosso i Jeans e Ricoperta di Tatuaggi Colorati! Oltre a Questo, le Opere giocano sui Contrasti “Astri-Formi” accostando la drammaticità di Caravaggio all’Allegria del Colore Acido e Pop-Art! Un Evento Totalmente e Assolutamente Imperdibile! Leggi l’Intervista integrale all’Organizzatrice e tutti gli Orari di questa Formidabile e Geniale Esposizione nel Nostro Bellissimo Articolo Culturale! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche Voi Siete Totalmente “Catturati” e Affascinati da Questo Particolarissimo Genere Artistico Contemporaneo (Molto provocatorio e Ironico), in Cui Le Icone del Passato Greco o Romano vengono Trasportate Meravigliosamente nei Nostri Tempi e Immaginate con addosso Oggetti o Tatuaggi odierni? Quali Emozioni Vi Suscita un Quadro Come la “Venere Con i Jeans”? Oppure Siete degli Amanti Esclusivi e “Puristi” dei Vecchi Quadri Classici del 1500 (Tiziano, Raffaello o Leonardo Da Vinci) in Cui L’Arte non Ammetteva Scherzi? Diteci la Vostra Sviscerando tutto il Vostro Estro Artistico nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo Formidabile Articolo Sulle Vostre Bacheche per Taggare gli Amici o Per Invitare i Vostri Parenti ad Andare a Roma a vedere la Mostra Tutti Insieme!

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San Giovanni- Moreno Bondi

Roma – In un’epoca moderna sempre più distratta e superficiale, in cui il mondo sembra correre troppo velocemente per fermarsi ad ammirare la Bellezza, l’apertura di un nuovo spazio culturale rappresenta sempre un gigantesco atto d’amore, di coraggio e di vitale resistenza umana. Nel cuore pulsante ed eterno della Capitale, l’Arte torna meravigliosamente a respirare a pieni polmoni. Martedì 29 Settembre 2026 si spalancheranno infatti ufficialmente le porte della neonata SIART Gallery (situata in Via di S. Maria de’ Calderari, 22-23). Questo nuovo ed eccezionale palcoscenico espositivo, destinato alla scoperta, promozione e valorizzazione dei migliori talenti artistici nazionali e internazionali, nasce dalla sconfinata passione creativa della dottoressa Sylvia Irrazabal (più volte Commissaria alla prestigiosa Biennale Internazionale d’Arte di Venezia). A tagliare il nastro di questo nuovo tempio dell’Arte sarà la mostra “WONDERFUL”, l’attesissimo progetto espositivo (in programma dal 29 settembre al 28 ottobre) del formidabile Maestro Moreno Bondi.
Riportiamo di seguito, integralmente, un’interessantissima intervista rilasciata proprio dalla fondatrice della Galleria, per sviscerare i segreti e le provocazioni geniali di questo evento imperdibile.

L’Intervista alla Dottoressa Sylvia Irrazabal

Dottoressa Irrazabal, come è avvenuta la scelta delle opere del Maestro Moreno Bondi per inaugurare la sua nuova galleria?
«Da sempre abbiamo privilegiato – assieme al professor Alfio Borghese – il dialogo e il confronto sull’arte contemporanea nella loro articolazione diversificata e poliedrica con caratteristiche concettuali e tecniche d’espressione differenti dalla pittura alla scultura alla digital art e alle tecniche più innovative attraverso le quali il contenuto culturale, sociale, politico ed esistenziale si esprime con una maggiore comprensibilità dell’opera. In questa Mostra di Moreno Bondi si compie la parabola di immergersi in quello che è stato definito “iperrealismo metafisico neo caravaggesco” per stupirsi di fronte a qualcosa che è inedito, sconvolgente ma mai dissacrante, raffinato senza indulgere nella leziosità. Nessun lavoro di Bondi si ripete in un vacuo compiacimento anche se tutti portano la sua inconfondibile cifra stilistica. Un florilegio di opere. Un’esposizione imperdibile che speriamo possa soddisfare la voglia di successo conclamato per il pubblico di collezionisti nazionali e internazionali e per opere straordinarie di grande attrazione per grandi critici come Vittorio Sgarbi che le ha volute alla Biennale di Venezia, mentre le pubblicazioni dedicate alle opera di Moreno portano le firme autorevoli di Antonio Paolucci, Claudio Strinati, Bert Treffers, Marco Bussagli, Giovanni Faccenda, Rossella Vodret, Janus».

Quale l’opera simbolo di questo discorso?
«Come sottolinea il critico d’arte professor Alfio Borghese “Bondi riesce a spogliare la scultura classica dalla sacralità e la tatua come corpo moderno e vivo, nel quale pulsa vita e colore naturale e poi la veste di contemporaneo con i jeans provocando stupore, disappunto e anche approvazione mettendo in discussione l’attuale concetto di bellezza e identità”. Nella sua “Venere Pop” simbolo di questa Mostra, Moreno Bondi, ispirandosi alla corrente pop, concretizza un’interpretazione moderna dell’icona classica, arricchita da tatuaggi giapponesi e resa in modo iper realistico in una ricerca innovativa del colore. In questa nuova fase pittorica, Moreno Bondi, ispirandosi alla corrente pop, culmina in una ricerca innovativa del colore, sempre vibrante e dinamico in ogni suo dipinto e dove il contrasto e la saturazione dei toni diventano protagonisti indiscussi non senza una sottile dose di ironia».

Ma oltre alla Venere POP quali son le opere più attrattive di questa Mostra WONDERFUL?
«Oltre alle bellezze greco-romane, trascinate dentro a una nuova mitologia, sicuramente è nella Serie CARAVAGGIO Pop che si ritrova l’intensità emotiva caravaggesca con l’allegria e il dinamismo dei toni pop. Ma è nella Serie WONDERFUL che dà titolo alla Mostra, che Moreno fonde liberamente elementi astratti e rappresentazione antropomorfa o oggettuale, trattando mirabilmente la “figura” non come specchio fedele della realtà, ma come un codice o un’idea visuale. Il Maestro utilizza la pittura in modo autocosciente: il quadro non simula una finestra sul mondo, ma riflette sui meccanismi stessi della visione, sull’uso della tecnologia e sulla manipolazione delle immagini digitali, evocando dinamiche psicologiche complesse. Bondi incarna così alla perfezione l’evoluzione dell’arte post-figurativa contemporanea attraverso un dialogo simbiotico tra memoria classica ed elementi di forte rottura concettuale. Il nostro critico Alfio Borghese recita in proposito ”Bondi osa interrogare, rappresentare e provocare con eleganza, stile e gusto raffinato proprio di chi non si accontenta solo di dipingere ma con maestria artigianale e lavorio geniale si ferma e miscela il colore per capacitare l’arte in linguaggio artistico”».

La SIArt Cultural Network oltre alla parte espositiva della SIART Gallery, ha altri eventi già in preparazione?
«La SIART Cultural Network ha già in programma un incontro mercoledì 14 ottobre prossimo dedicato all’arte di rinascere dopo le ferite delle violenze di genere: un Incontro che vedrà impegnati artisti, imprenditori e autorevoli esperti legali. L’incontro sarà coordinato dall’Avvocato Monica Caruso, Responsabile Dipartimento Famiglia dell’Associazione Dignità e Libertà Forense, Componente dell’Associazione Giuriste di Genere per la Tutela della Violenza e Consulente Scientifico su tali aspetti al Parlamento Europeo. Interverranno l’Arch. Fiona Sartoretto Verna, imprenditrice ed artista plastico, e l’Artist Manager Diego Stella, docente e formatore, pittore ed artista poliedrico».

Tra sacro e profano: l’Arte che fa riflettere

La sfida visiva e intellettuale lanciata da Moreno Bondi è di quelle che non lasciano scampo all’indifferenza. Le sue opere obbligano il visitatore a porsi delle domande, a sorridere e a indignarsi, a riflettere su come l’identità classica possa convivere con la modernità dei jeans e dei tatuaggi. La SIART Gallery di Roma non è dunque soltanto un nuovo contenitore di quadri, ma si candida fin dal suo primo giorno di vita a diventare un insostituibile “motore di pensiero” per tutta l’Italia.

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Cultura

Il potere curativo delle parole gentili: la poetessa veronese Barbara Anna Gaiardoni conquista la celebre Wikipoesia

“LE PAROLE E LA NARRAZIONE POSSIEDONO IL POTERE CURATIVO DELLA MUSICA… ARRIVANO DRITTE IN QUEI POSTI DELL’ANIMA DOVE TUTTO IL RESTO FALLISCE INESORABILMENTE!”. La bravissima Pedagogista, Autrice e Scrittrice Veronese Barbara Anna Gaiardoni fa il Suo “Trionfale” Ingresso Ufficiale nella Prestigiosa Wikipoesia! Un immenso vanto e Patrimonio per la nostra Cultura! 🌸 ✍️ 📚 In un’Epoca moderna Incredibilmente caotica, violenta e “Cinica”, in cui accendiamo la Televisione (O apriamo i Social) e veniamo Immediatamente Inondati e soffocati da notizie Pessime, urla e Rabbia Sociale inaudita… sentiamo tutti noi il disperato, Fisiologico e immenso bisogno di Trovare un Piccolo, ma Fortissimo, “Rifugio di Pace” per far riposare e rigenerare la nostra Anima ferita! Questa piccola e Magica Scialuppa di Salvataggio si chiama “Poesia e Gentilezza”! Ed è seguendo ostinatamente Questa Magnifica e Altissima Missione di Vita che la Bravissima e Amatissima Pedagogista veronese BARBARA ANNA GAIARDONI è riuscita in queste ore a Tagliare e festeggiare un Traguardo Meraviglioso: L’accreditamento Ufficiale (E l’ingresso come Autrice) all’Interno dell’Enciclopedia Poetica Nazionale WIKIPOESIA! Un riconoscimento pazzesco a una Carriera immensa (Le Sue opere sono addirittura amate e arrivate fino agli Editori d’Oltreoceano!). Barbara Anna è infatti specializzata in progetti Pedagogici, narrazione (Le mitiche e immortali FAVOLE) per grandi e Bambini… ed è abilissima nello scrivere L’elegantissima “Poesia In Stile Giapponese” (Fatta di parole rapide, brevi e folgoranti che catturano i Sentimenti!). La Scrittrice Veneta ha ringraziato, ricordando una dura ma Bellissima Lezione di Vita a tutti i suoi Lettori: “Le Buone Pratiche (Ossia il Rispettare le Persone e prendersi Cura della Comunità) non sono delle idee Teoriche campate In Aria… Vanno Mantenute e dimostrate Ogni Giorno tramite la Dolcezza dell’Ascolto della Parola e del nostro Impegno Comune!!”. Leggi tutta l’appassionante Carriera, l’Intervista e il bellissimo Metodo di Lavoro dell’Autrice Veronese nel Nostro Articolo Culturale! 👇 🗣️ A cosa credete? Siete Profondamente d’Accordo con L’Insegnamento “Vitale e preziosissimo” diffuso dalla Bravissima Scrittrice (Che usa le Favole e la Poesia per Aiutarci), e pensate Anche Voi che in Un mondo “Impazzito” Fatto unicamente di Liti e di Cattiverie la Vera e Unica Rivoluzione rimasta sia “L’Essere Gentili col Prossimo” e Riscoprire le antiche Emozioni della Lettura? Diteci la Vostra Sviscerando tutto il Vostro Sentimento nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo Formidabile Articolo Sulle Vostre Bacheche per Fare un Silenzioso, Fortissimo e Meritato Applauso a Barbara per aver conquistato “L’Olimpo” di Wikipoesia!

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Barbara Anna Gaiardoni

Verona – In un’epoca storica caotica e frenetica, in cui il nostro quotidiano bombardamento mediatico è spessissimo dominato da notizie oscure, violente, difficili e cariche di immotivata rabbia sociale, c’è un bisogno disperato e vitale di ritrovare un “porto sicuro” in cui far riposare l’anima. La cultura, la gentilezza e l’arte letteraria si confermano ancora oggi, fortunatamente, come il più grande e incrollabile rifugio e un indispensabile presidio di speranza concreta e palpabile. Ed è muovendosi esattamente in nome di questo spirito illuminato e compassionevole che la brillantissima Barbara Anna Gaiardoni (stimata pedagogista, formidabile autrice e raffinata poetessa veronese) ha potuto finalmente annunciare, con immensa soddisfazione, il suo ufficiale accreditamento su Wikipoesia, la più grande, consultata e prestigiosa Enciclopedia Poetica del panorama letterario.

Il Rifugio di Speranza: la missione di Barbara Anna Gaiardoni

L’ingresso ufficiale in questa vera e propria “Hall of Fame” della poesia contemporanea non è un semplice e arido traguardo burocratico, ma il giustissimo e sudato riconoscimento a un percorso artistico e umano profondissimo, da sempre saldamente e fieramente radicato nel meraviglioso territorio di Verona. Tutto il lavoro e la sensibilità della Gaiardoni sono infatti religiosamente votati a una convinzione profonda, meravigliosa e incrollabile: la bontà, la cura e la bellezza non sono e non devono mai essere vissuti come dei lontani e inafferrabili “concetti astratti”. Al contrario, sono delle vere e proprie pratiche quotidiane d’amore, degli “esercizi” che richiedono estrema costanza, un immenso spirito di ascolto e la straordinaria capacità di saper coinvolgere e affascinare tutti. A partire dai cuori più puri (quelli dei bambini più piccoli), per arrivare a curare l’anima di chi, ahimè, per colpa dell’età adulta piccolo non lo è più da tanto tempo.

La poesia in stile giapponese e l’Eco Oltreoceano

Il talento letterario di questa autrice possiede sfumature finissime e originali. Fortemente specializzata nella difficilissima e meravigliosa poesia in stile giapponese (quella fatta di poche e folgoranti parole capaci di cogliere l’essenza dell’universo), la Gaiardoni è anche instancabile autrice di dolcissime favole e di importantissimi progetti di educazione e iniziazione alla narrazione pedagogica. La poetessa porta orgogliosamente avanti un’idea di poesia accessibile, popolare, “rigenerativa”, e pensata esclusivamente come uno strumento di felice incontro e condivisione. Grazie a questa forza magnetica e al suo stile inconfondibile, la sua voce ha già da tempo abbattuto e varcato i nostri confini nazionali, arrivando addirittura a dialogare con importantissimi e curiosi editori d’oltreoceano, rimasti totalmente affascinati da questa magica fusione tra la sua finissima sensibilità poetica e l’eco rassicurante delle vecchie tradizioni popolari italiane.

Il potere narrativo: “La parola arriva dove tutto il resto fallisce”

A spiegare il segreto intimo di questa sua inarrestabile missione culturale è stata la stessa bravissima scrittrice veronese, regalandoci una riflessione densa di significato: «La narrazione scritta, esattamente come succede con le note della musica, ha il potere immenso di arrivare dritta in quei posti dell’anima dove le altre cose non riescono ad arrivare», racconta dolcemente l’autrice. «Credere ciecamente nelle buone pratiche e nel “Prendersi Cura” dell’altro significa, però, sceglierle tenacemente ogni santo giorno! Significa mettersi costantemente in gioco per anni, e saperle condividere. Solo così potremo trasformarle in un “ponte vivo e pulsante” per chi si sente parte di questa immensa e faticosa esistenza».

L’invito alla Comunità: riscopriamo l’arte dell’Ascolto

Ecco perché il trionfale accreditamento su un portale enciclopedico e prestigioso come Wikipoesia non rappresenta in alcun modo un freddo riconoscimento biografico fine a se stesso. Quello della Gaiardoni è un vero e proprio abbraccio e un sentito invito rivolto all’intera comunità: fermiamoci un attimo e proviamo tutti a riscoprire il valore curativo della parola gentile. Coltiviamo la virtù preziosa dell’ascolto e dell’osservazione pedagogica, per fare in modo che la Poesia (in un mondo dominato dal cinismo) torni ad essere considerata come un “bene comune”, libero, bellissimo e accessibile a chiunque desideri, anche per un solo istante, mettersi davvero in profondo ascolto del mondo.

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