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Attualità

Trionfo dell’Olio DOP Valle del Belice: il ministero riconosce il Consorzio, la storia di Valentina Blunda entra nel Museo delle Radici di Palermo

Il Ministero dell’Agricoltura riconosce ufficialmente il Consorzio di Tutela dell’Olio Extra Vergine DOP Valle del Belice. La straordinaria storia di cooperazione guidata da Valentina Blunda, che unisce 50 agricoltori della Nocellara, sarà custodita ed esposta nel Museo Internazionale delle Radici a Palermo 👇

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Palermo – Un traguardo storico che premia il coraggio dell’aggregazione d’impresa, la tutela della biodiversità mediterranea e la capacità di trasformare la sapienza agricola secolare in un volano economico d’eccellenza. Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) ha decretato il riconoscimento ufficiale del Consorzio di Tutela e Valorizzazione dell’Olio Extra Vergine di Oliva DOP Valle del Belice, con sede nell’areale trapanese. Il provvedimento ministeriale attribuisce formalmente all’organismo consortile le funzioni strategiche di vigilanza, promozione, valorizzazione e salvaguardia legale della denominazione protetta, consacrando la Valle del Belice quale bacino olivicolo monovarietale più esteso e identitario dell’intero bacino del Mediterraneo.

Il modello vincente di Valentina Blunda: quando la cooperazione batte l’isolamento

Dietro questo straordinario risultato istituzionale si cela una storia esemplare di riscatto e visione manageriale al femminile. Figura centrale di questo percorso è l’imprenditrice Valentina Blunda, promotrice di un modello virtuoso di cooperazione che ha saputo scardinare lo storico individualismo dei piccoli produttori agricoli siciliani. L’avventura era iniziata con la fondazione di Sicily Food, una realtà consortile pionieristica capace in appena un triennio di federare oltre cinquanta coltivatori diretti del comprensorio belicino, superando la soglia dei tre milioni di euro di fatturato e aprendo canali commerciali solidi sia nella grande distribuzione sia sui mercati dell’alta gastronomia estera.

Quell’esperienza di rete, fondata sulla trasparenza dei conferimenti, sulla tracciabilità capillare della filiera e sull’adozione di disciplinari agronomici all’avanguardia per la molitura a freddo, ha costituito il terreno fertile sul quale ha preso forma la costituzione del Consorzio di Tutela oggi riconosciuto dal governo nazionale. Un’aggregazione che protegge il lavoro quotidiano di centinaia di famiglie contadine, garantendo una giusta remunerazione al prezzo delle olive e difendendo il territorio dalle insidie delle speculazioni di mercato e delle contraffazioni alimentari.

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La Nocellara del Belice: il tesoro verde che racconta le radici millenarie della Sicilia

La cultivar Nocellara del Belice incarna un unicum agronomico e sensoriale a livello mondiale. Caratterizzata da una drupa sferica e polposa, dal colore verde smeraldo cangiante, questa varietà autoctona dà vita a un olio extravergine dal profilo organolettico inconfondibile: fruttato intenso di oliva verde, con marcate note erbacee di carciofo e pomodoro verde, accompagnate da un amaro e un piccante armoniosi e persistenti. Più che un semplice prodotto agroalimentare, la Nocellara rappresenta il documento vivente della civiltà rurale siciliana, coltivata sin dai tempi degli insediamenti greci di Selinunte.

Sull’importanza del traguardo raggiunto sono intervenuti i vertici della Fondazione Made in Sicily – ROOTS, il presidente Giovanni Callea e il vicepresidente Davide Morici: «La Nocellara del Belice non è solo un’eccellenza culinaria, ma custodisce le radici più profonde della nostra isola. Racconta il patto d’onore e fatica stretto tra una comunità e la propria terra attraverso le generazioni. E le radici per noi non costituiscono un retaggio statico del passato, bensì le fondamenta solide sulle quali edificare il futuro economico della Sicilia. L’esempio di Valentina Blunda e dei cinquanta olivicoltori aggregati dimostra che fare squadra raddoppia la competitività e dà voce a un intero territorio».

Dal campo al museo: l’ingresso nel Museo Internazionale delle Radici a Ballarò

A suggello di questa straordinaria parabola agricola e culturale, la Fondazione Made in Sicily ha ufficializzato che la storia del Consorzio dell’Olio DOP Valle del Belice troverà una collocazione permanente all’interno del Museo Internazionale delle Radici – ROOTS, attualmente in fase di allestimento negli spazi monumentali dell’ex Reclusorio femminile nel quartiere di Ballarò a Palermo, con inaugurazione solenne calendarizzata per il 5 gennaio 2027.

La struttura museale palermitana nascerà proprio per celebrare le narrazioni vive del lavoro e dell’identità siciliana nel mondo: comunità che mantengono vive le proprie tradizioni agronomiche, artigiani che custodiscono la memoria e figure capaci di generare impresa etica e sostenibile. «Perché le radici non servono soltanto a ricordare da dove veniamo – chiosano Callea e Morici – ma sono la bussola per scegliere con determinazione e consapevolezza dove vogliamo andare». Una consacrazione che proietta l’Olio DOP della Valle del Belice ben oltre i confini del mercato enogastronomico, eleggendolo a simbolo universale dell’ingegno e della fierezza rurale siciliana.

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Esteri

Tra dazi, energia e diplomazia: le oscillazioni di Trump scuotono l’alleanza con l’Ucraina

“Questo accordo è un regalo a un nostro avversario e un tradimento dei nostri alleati; deve essere revocato”. Così un gruppo bipartisan di dodici senatori americani si è espresso in una lettera rilasciata dopo l’annuncio di Donald Trump sulla tregua fra Russia e Ucraina, che richiedeva la sospensione degli attacchi ucraini alle raffinerie russe in cambio della vendita di gasolio russo. I senatori, fra i quali spicca Susan Collins, repubblicana del Maine attualmente impegnata in una dura lotta per mantenere il suo seggio, hanno continuato asserendo che l’accordo non recherebbe benefici ai consumatori americani.

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Zelensky e Trump

Redazione-  “Questo accordo è un regalo a un nostro avversario e un tradimento dei nostri alleati; deve essere revocato”. Così un gruppo bipartisan di dodici senatori americani si è espresso in una lettera rilasciata dopo l’annuncio di Donald Trump sulla tregua fra Russia e Ucraina, che richiedeva la sospensione degli attacchi ucraini alle raffinerie russe in cambio della vendita di gasolio russo. I senatori, fra i quali spicca Susan Collins, repubblicana del Maine attualmente impegnata in una dura lotta per mantenere il suo seggio, hanno continuato asserendo che l’accordo non recherebbe benefici ai consumatori americani.

La tregua non è durata, ma ci ha riconfermato l’inaffidabilità del presidente statunitense verso gli alleati, che lui non esita a scaricare secondo le sue convenienze. La vendita del gasolio russo sarebbe stata una boccata di ossigeno per Vladimir Putin, come hanno fatto notare i 12 senatori. Avrebbe permesso alla Russia di vendere 300 mila tonnellate di gasolio al mercato americano e globale, a cui sarebbero seguite altre 500 mila a novembre, per poi aumentare a un milione di tonnellate. La tregua annunciata da Trump avrebbe favorito la Russia, violando però le leggi americane. Nel 2022, infatti, il governo Usa approvò una legge che vieta l’importazione di prodotti energetici russi, visti in grande misura come un sostegno finanziario alle attività militari per la guerra in Ucraina. La legge fu approvata alla Camera con un voto schiacciante di 414-17 e al Senato nessun senatore si oppose. Inoltre, un’altra legge approvata proprio questa estate impone dazi ai Paesi che importano greggio russo.

Trump aveva ovviamente messo tutto questo da parte, preoccupato dall’aumento del prezzo del gasolio che negli Usa, nel 2026, è aumentato da 3,60 a 6,20 dollari al gallone. Gli aumenti sono dovuti ovviamente alla guerra in Iran e al quasi blocco totale dello Stretto di Hormuz. Il presidente statunitense è ovviamente preoccupato poiché le elezioni di medio termine si prevedono poco allettanti per il suo partito, in buona parte per il carovita dovuto principalmente ai suoi dazi e agli aumenti dell’energia. Trump aveva però attribuito erroneamente che l’alto costo del gasolio fosse dovuto agli ucraini e ai loro attacchi alle raffinerie russe. In realtà, va rilevato che gli ucraini sono stati efficaci con i loro droni nel danneggiare severamente le strutture energetiche russe. Le riparazioni in Russia sono difficili da realizzare, in grande misura per la scarsità di componenti dovuta alle sanzioni europee e americane. Secondo un’agenzia russa non governativa, il costo della benzina in Russia è aumentato più del 20 percento e quello del gasolio del 18 percento. In buona parte ciò si deve ai danni provocati dai droni ucraini e alla loro efficacia.

La tregua, dunque, sarebbe stata un duro colpo per Zelensky, aggravata anche dalla sospensione del sistema satellitario Starshield, usato nei territori ucraini occupati dai russi. Starshield è di proprietà di Elon Musk, il quale ha chiarito che l’interruzione non è stata causata da lui, bensì dal governo Usa, che infatti ne copre i costi. Quindi l’interruzione sarà stata probabilmente imposta dall’amministrazione Trump come messaggio a Zelensky, che deve fare attenzione poiché dipende dagli Usa e specialmente dalle azioni imprevedibili dell’inquilino della Casa Bianca.

I rapporti fra Trump e Zelensky riflettono fasi alternate fra stima e minacce, poco rassicuranti per gli ucraini. Va ricordato il duro scontro alla Casa Bianca nel mese di febbraio del 2025, quando Trump rimproverò Zelensky accusandolo di non avere “carte” e sostenendo quindi che dovesse essere flessibile con Putin. D’altra parte, il presidente statunitense nel mese di luglio dell’anno in corso ha espresso ammirazione per gli ucraini per la loro efficace condotta della guerra. Quest’ultimo episodio della tregua conferma però i dubbi sull’affidabilità di Trump, il quale ha persino invitato Putin al vertice del G-20 che si terrà a Miami nel mese di dicembre. Ovviamente altri alleati, come i sauditi, non possono che rimanere alquanto perplessi. Il principe ereditario Mohammed bin Salman avrebbe telefonato a Trump ben due volte poche settimane fa esortandolo a bombardare gli Houthi, senza ottenere successo. Gli altri alleati (europei, sudcoreani, taiwanesi e giapponesi) saranno senza dubbio guardinghi nell’osservare gli atteggiamenti poco rassicuranti di Trump. Questi dubbi creati dal presidente americano fanno sicuramente sorridere Putin, il quale non ha nessuna fretta di sedersi attorno a un tavolo per negoziare una vera tregua e una possibile fine al conflitto con l’Ucraina che dura da quasi cinque anni. Putin spera che gli alleati europei e gli Usa alla fine si stanchino di supportare Zelensky, il quale da solo non potrebbe resistere a lungo.

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Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

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Attualità

Real Teatro di San Carlo, svolta storica a Napoli: Speranza Scappucci prima donna sul podio, a lei il Premio Pietro Golia

Svolta storica al Real Teatro di San Carlo di Napoli: a quasi tre secoli dall’apertura, Speranza Scappucci è la prima direttrice d’orchestra donna a salire sul podio del Massimo partenopeo. All’acclamata bacchetta italiana il Premio Pietro Golia conferito da Polo Sud. 👇

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Speranza Scappucci

Napoli – Una pagina memorabile destinata a rimanere scolpita a caratteri d’oro negli annali della musica colta internazionale. A quasi trecento anni dalla sua solenne inaugurazione, il Real Teatro di San Carlo di Napoli, il teatro d’opera ininterrottamente attivo più antico al mondo, abbatte una storica barriera simbolica accogliendo per la prima volta sul proprio leggendario podio una direttrice d’orchestra donna: la celebre e pluripremiata maestra Speranza Scappucci.

A darne notizia con vibrante entusiasmo è l’onorevole Amedeo Laboccetta, presidente del centro studi e associazione Polo Sud, che ha annunciato contestualmente la decisione unanime di conferire alla bacchetta romana il prestigioso Premio “Pietro Golia”, riconoscimento intitolato all’indimenticato editore e animatore culturale partenopeo: «A quasi trecento anni dalla sua apertura, il Real Teatro di San Carlo, la cui storia coincide perfettamente con quella della Lirica, accoglie finalmente una donna sul podio. La figura di Speranza Scappucci brilla tra le meraviglie della vita musicale mondiale, ovunque essendo riconosciuti il suo talento e la sua maestria, e arriva a Napoli, capitale del Sud, sull’onda di successi che noi, felici, festeggiamo. Da oggi, per la prima volta, la storia del nostro Massimo ha sul podio la stella in più di una donna straordinaria».

Il tempio borbonico e la rottura del soffitto di cristallo

Fondata nel 1737 per volere di re Carlo di Borbone – anticipando di quarantuno anni la nascita del Teatro alla Scala di Milano e di cinquantacinque quella della Fenice di Venezia – la sala del San Carlo rappresenta la culla universale della tradizione canora e orchestrale italiana, tempio sacro che ha visto alternarsi compositori immortali come Rossini, Donizetti, Bellini e Verdi. Tuttavia, in quasi tre secoli di fasti, la direzione musicale dal vivo era rimasta una prerogativa pressoché esclusivamente maschile.

L’arrivo di Speranza Scappucci alla guida della gloriosa Orchestra del San Carlo segna un cambio di passo epocale per Napoli e per l’intero Mezzogiorno, proiettando il teatro partenopeo all’avanguardia delle grandi istituzioni sinfoniche globali e offrendo agli appassionati di grandi eventi culturali e spettacoli teatrali un momento di altissimo valore artistico e civile.

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Storia dell’Opera Lirica: I Grandi Capolavori e i Maestri del Podio

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Chi è Speranza Scappucci: stella italiana della direzione orchestrale

Romana, diplomatasi al prestigioso Conservatorio di Santa Cecilia e perfezionatasi alla severa Juilliard School di New York, Speranza Scappucci è considerata dalla critica internazionale una delle personalità più brillanti, energiche e raffinate della sua generazione. Nel corso degli anni ha infranto numerosi record storici nel panorama lirico-sinfonico: è stata la prima direttrice donna italiana a salire sul podio del Teatro alla Scala di Milano per un’opera lirica (con I Capuleti e i Montecchi di Bellini), nonché prima donna a dirigere al celebre Ballo dell’Opera di Vienna.

Già direttrice musicale all’Opéra Royal de Wallonie di Liegi e nominata Principal Guest Conductor presso la prestigiosa Royal Opera House – Covent Garden di Londra, la Scappucci è applaudita regolarmente nei teatri più venerati del pianeta: dal Metropolitan Opera di New York all’Opéra Nazionale di Parigi, dall’Opernhaus di Zurigo alla Staatsoper di Vienna. Il suo stile direttoriale, contraddistinto da un perfetto rigore filologico congiunto a una straordinaria carica espressiva e a una sensibilità istintiva per il fraseggio belcantistico, ha conquistato le platee di tutto il globo.

Il Premio Pietro Golia e l’omaggio della città di Napoli

Il conferimento del Premio “Pietro Golia” da parte dell’associazione Polo Sud assume un significato che trascende il dato puramente celebrativo. Pietro Golia, figura intellettuale appassionata, editore coraggioso della casa editrice Controcorrente e custode delle radici storiche meridionali, ha dedicato l’intera esistenza alla promozione dell’identità culturale e delle eccellenze artistiche del Mezzogiorno.

Premiare Speranza Scappucci in concomitanza con il suo storico debutto al San Carlo significa ribadire il ruolo di Napoli non come semplice spettatrice, ma come capitale culturale cosmopolita, capace di attrarre i massimi talenti dell’arte mondiale e di scrivere il futuro della grande musica. La presenza della maestra Scappucci sul podio del San Carlo non è solo una conquista attesa da tre secoli, ma una promessa di rinnovamento e bellezza che illumina l’intera città.

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Attualità

DDL Difesa, l’allarme del SUM al Senato: «Rafforzare la capacità militare non cancelli salute, sicurezza e tutele di chi serve il Paese»

Il S.U.M. (Sindacato Unico dei Militari) presenta al Senato le proposte di modifica al DDL Difesa 2028: il presidente Antonello Arabia chiede la riscrittura dell’art. 6 sulla sicurezza sul lavoro, l’estensione dell’indennità di comando a Sergenti e Graduati e tutele per il settore Cyber. 👇

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S.U.M.

Roma – Il S.U.M. (Sindacato Unico dei Militari) interviene con fermezza nel dibattito parlamentare sul futuro delle Forze Armate italiane, trasmettendo alla 3ª Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato della Repubblica una corposa e articolata scheda tecnico-normativa. Il documento contiene osservazioni puntuali e proposte di modifica al Disegno di Legge n. 2028, recante disposizioni per il rafforzamento e l’adeguamento della capacità di difesa nazionale. Un intervento necessario e improntato alla tutela del personale in divisa, accompagnato tuttavia dal forte rammarico per la mancata audizione formale dell’organizzazione sindacale in Commissione Difesa, a differenza del positivo e costruttivo confronto registratosi in Commissione Affari Costituzionali sul delicato fronte dell’emergenza alloggiativa.

Il sindacato ha ricordato come il coinvolgimento e l’ascolto delle Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari (A.P.C.S.M.) siano espressamente sanciti dall’articolo 1476-ter del Codice dell’Ordinamento Militare. «Mentre i vertici militari e il Ministro della Difesa discutono dell’adeguamento strategico dello strumento militare, constatiamo con amarezza l’assenza di un reale coinvolgimento preventivo delle rappresentanze del personale su materie centrali quali la salute, la sicurezza nei luoghi di lavoro e il trattamento economico», ha dichiarato con determinazione il Presidente Nazionale del S.U.M., Antonello Arabia.

Sicurezza sul lavoro: la salute dei militari non può essere cancellata per legge

Entrando nel vivo dell’analisi tecnica presentata a Palazzo Madama, la prima e più urgente criticità sollevata dal Sindacato Unico dei Militari riguarda l’articolo 6 del DDL, relativo alla sicurezza e all’incolumità fisica del personale. Il S.U.M. chiede a chiare lettere la soppressione totale della norma o, in subordine, una radicale e profonda riscrittura a salvaguardia dei lavoratori con le stellette.

La formulazione attuale del testo rischia infatti di escludere indiscriminatamente le aree operative, i poligoni addestrativi e i contesti emergenziali dalla definizione giuridica di “luogo di lavoro”, introducendo di fatto una pericolosa presunzione di adempimento automatico degli obblighi di prevenzione. Secondo il sindacato, la specificità operativa e le peculiarità della missione militare non possono in alcun modo tradursi in una dequotazione della valutazione dei rischi o in un affievolimento delle tutele fondamentali sancite dal Decreto Legislativo 81/2008 (Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro). Chi serve lo Stato in condizioni di rischio estremo ha diritto al massimo livello di protezione preventiva possibile, senza deroghe ingiustificate che possano pregiudicarne la salute.

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Indennità di comando: risorse e dignità anche per Sergenti e Graduati

La seconda macro-area d’intervento riguarda l’articolo 7-bis e il giusto riconoscimento economico delle responsabilità sul campo. A fronte dell’introduzione di nuovi benefici economici destinati alle sole figure apicali della catena gerarchica, il S.U.M. rivendica parità di dignità e misure concrete per chi esercita il comando effettivo sul terreno operativo quotidiano.

La proposta sindacale chiede con forza l’estensione dell’indennità supplementare di comando, nella misura del 30%, anche ai Sergenti e ai Graduati formalmente incaricati del comando di squadra o di unità minore. Una misura di equità fondamentale per dare valore alle responsabilità reali, alle mansioni effettivamente svolte e al carico decisionale sostenuto quotidianamente dal personale non dirigente, elemento essenziale per la coesione delle forze e la tenuta dei reparti distribuiti su tutto il territorio nazionale, come costantemente evidenziato negli approfondimenti e aggiornamenti sulle istituzioni e il lavoro sul nostro territorio.

Settore Cyber e brevetti: trasparenza, consenso e tutele familiari

Il terzo pilastro delle osservazioni depositate dal S.U.M. investe l’articolo 7 del provvedimento, dedicato al potenziamento delle competenze nella guerra cibernetica e nel dominio cyber. Pur condividendo appieno la necessità strategica di sviluppare capacità tecnologiche avanzate per la Difesa, l’organizzazione sindacale esige regole d’ingaggio limpide, trasparenti e rispettose della dignità del personale.

Nello specifico, il sindacato richiede l’adozione di criteri oggettivi e meritocratici di accesso ai corsi di specializzazione, svincolati dalla mera anzianità o dal grado rivestito. Si sollecita inoltre l’obbligo di formale e dettagliata motivazione per l’eventuale revoca o ritiro dei brevetti acquisiti, la garanzia del consenso pienamente informato in merito ai vincoli di ferma aggiuntiva e, soprattutto, la salvaguardia assoluta e inviolabile delle tutele a sostegno della genitorialità, della salute personale e dell’assistenza ai familiari con disabilità ai sensi della Legge 104/1992.

«Rafforzare la Difesa significa prima di tutto proteggere e valorizzare le donne e gli uomini in divisa che ogni giorno garantiscono la sicurezza dell’Italia. Ci auguriamo che il Senato recepisca le nostre istanze nel dibattito parlamentare», ha concluso il Presidente Nazionale Antonello Arabia. Una presa di posizione netta che riafferma lo storico principio dell’organizzazione: Cogito Ergo S.U.M., per una rappresentanza sindacale militare consapevole, rigorosa e vicina ai bisogni reali del personale.

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