Rimani in contatto con noi
#

Cultura

Patrizia Landini e la nuova frontiera dell’Albania: «Voglio raccontarla e costruire un ponte solido con l’Italia tra società, cultura e imprese»

Dall’Italia all’Albania per raccontare il Paese delle Aquile oltre i cliché: dopo 25 anni di successi nel giornalismo e nell’editoria, Patrizia Landini avvia una nuova sfida professionale a Tirana. Ospite di Artur Nura su Radio Radicale, la giornalista annuncia la nascita di un progetto editoriale sul campo dedicato a persone, imprese, donne e alla comunità italiana tra le due sponde dell’Adriatico. Tutti i dettagli e gli obiettivi del progetto 👇

Pubblicato

a

Patrizia-Landini-artur-nura

Costruire ponti culturali, professionali e umani attraverso le due sponde dell’Adriatico, superando i cliché del passato e raccontando sul campo la trasformazione travolgente di una terra in piena effervescenza economica e sociale. È questa la nuova avventura intrapresa da Patrizia Landini, giornalista ed editrice forte di un quarto di secolo di esperienza maturata ai vertici del settore editoriale e della comunicazione in Italia. Una carriera consolidata che oggi sceglie di aprirsi a una sfida internazionale inedita: avviare una struttura di produzione giornalistica e contenutistica direttamente in Albania, con quartier generale tra Tirana e le principali città del Paese delle Aquile.

A rivelare i retroscena, le motivazioni intime e gli ambiziosi obiettivi operativi di questo percorso è stata la stessa Landini, intervenuta come ospite d’onore all’interno della celebre rubrica radiofonica «Albania Italianofona», curata e condotta dal giornalista Artur Nura sulle frequenze di Radio Radicale. Nel corso di una conversazione densa di riflessioni e prospettive, la reporter italiana ha tracciato le linee guida di un progetto che punta a colmare un vuoto informativo, offrendo al pubblico italiano una lente d’ingrandimento veritiera, dinamica e priva di filtri ideologici su una delle realtà emergenti più interessanti del Mediterraneo contemporaneo.

Dall’Italia alle rive dell’Adriatico: la nascita di un progetto editoriale sul campo

Il legame tra Patrizia Landini e l’Albania è nato circa un anno fa, scaturito inizialmente da motivazioni di carattere professionale legate al supporto di delegazioni imprenditoriali italiane. Quello che doveva essere un contatto temporaneo e circoscritto si è rapidamente trasformato in una profonda fascinazione per il Paese, la sua gente e la vertiginosa energia di rinnovamento che si respira nelle sue strade. La conoscenza teorica e storiografica accumulata negli anni ha così ceduto il passo all’esperienza diretta: una fitta successione di viaggi, sopralluoghi, interviste e incontri istituzionali ha fatto maturare la consapevolezza che l’Albania possiede oggi storie straordinarie che meritano di essere veicolate con rigore e sensibilità.

«Mi sono talmente appassionata che ho deciso di aprire in Albania e di trasferire quest’altra parte del ponte», ha spiegato senza mezzi termini Landini ai microfoni di Radio Radicale. L’idea alla base dell’iniziativa non è quella di compiere sporadiche trasferte da inviata speciale, bensì di radicare una presenza operativa permanente a Tirana: uno spazio laboratoriale dedicato al giornalismo d’approfondimento, alle video-interviste, alla creazione di format digitali e alla produzione di contenuti multimediali capaci di dialogare costantemente con l’ecosistema informativo italiano, favorendo una circolazione virtuosa di notizie, analisi e opportunità di cooperazione bilaterale.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
LETTERATURA & CULTURE BALCANICHE

Il generale dell’armata morta – Ismail Kadare

Il capolavoro assoluto della letteratura albanese: il grande romanzo che racconta la memoria, l’identità e i complessi legami storici tra Italia e Albania attraverso la prosa maestosa del celebre autore balcanico.

⭐⭐⭐⭐⭐
4.8 su 5
(oltre 1.600 recensioni)
Disponibile anche in versione audiolibro su Audible. Prova gratis Audible per 30 giorni cliccando qui.

Raccontare la società reale: imprese, protagonismo femminile e vita quotidiana oltre la politica

Uno degli aspetti più distintivi del manifesto editoriale delineato da Patrizia Landini risiede nel netto rifiuto di una narrazione incentrata esclusivamente sulle dinamiche della politica politicata e sui resoconti istituzionali di vertice. Pur senza trascurare il contesto legislativo ed economico che favorisce lo sviluppo del Paese, il cuore del lavoro giornalistico sarà dedicato alle persone in carne e ossa, alla vitalità sociale e al racconto intimo della vita quotidiana. Un viaggio umano capace di mostrare al pubblico d’oltrefrontiera il volto di un’Albania autentica, operosa e accogliente.

Tirana emerge in questa prospettiva come una metropoli vivacissima, sospesa tra una straordinaria spinta alla modernizzazione architettonica, la valorizzazione delle proprie radici identitarie e una spontanea permeabilità alla cultura italiana. Dopo la capitale, anche Durazzo, polo logistico e marittimo di primaria importanza nonché culla di storici scambi marittimi, è entrata stabilmente nei radar della giornalista attraverso la partecipazione a forum e rassegne incentrate sulla cooperazione adriatica. In questo tessuto in rapida evoluzione, una particolare attenzione sarà riservata al crescente protagonismo femminile: Landini ha espresso la ferma volontà di dare voce alle tante donne albanesi che guidano con successo aziende, studi professionali, startup innovative e progetti sociali, rappresentando uno dei motori più dinamici del cambiamento.

Non meno rilevante sarà il focus puntato sulla numerosa e articolata comunità italiana stabilmente insediata nel Paese delle Aquile. Dagli imprenditori che hanno delocalizzato o avviato partnership industriali, fino ai giovani ricercatori, professionisti e famiglie miste italo-albanesi: un patrimonio di storie individuali e collettive che dimostra come i legami tra Roma e Tirana non siano un astratto accordo burocratico, ma un’esperienza vissuta giorno per giorno nelle case, negli uffici e nelle piazze.

L’umiltà dell’ascolto e la cooperazione: fare rete con i colleghi e le istituzioni locali

Nel corso dell’intervista rilasciata ad Artur Nura, Patrizia Landini ha voluto sottolineare con vigore un principio metodologico e deontologico fondamentale: l’approccio alla nuova realtà albanese avverrà con profonda umiltà professionale e senza alcuna presunzione di superiorità. «Non posso certo competere con chi l’Albania la vive e la conosce profondamente da generazioni», ha rimarcato la giornalista ed editrice, indicando nella collaborazione orizzontale con i colleghi, i reporter e i professionisti dell’informazione albanesi la chiave imprescindibile per la riuscita del progetto editoriale.

L’obiettivo è dunque creare una rete solida di scambi e coproduzioni che valorizzi i talenti locali, aprendo spazi di espressione condivisa tra operatori della comunicazione delle due nazioni. In questo quadro di dialogo interculturale, la lingua italiana continua a svolgere una funzione di ponte insostituibile. Storicamente parlata e compresa da larghe fasce della popolazione albanese grazie al richiamo della televisione italiana e alla contiguità geografica, la nostra lingua si trova oggi a dover preservare la propria centralità di fronte alla prorompente diffusione globale dell’inglese tra le nuove generazioni.

Landini ha testimoniato di aver approfondito questa delicata tematica anche attraverso proficui confronti con i rappresentanti dell’Istituto Italiano di Cultura a Tirana, analizzando le strategie per sostenere l’insegnamento dell’italiano nelle scuole e nelle università locali. Al contempo, in un gesto di rispetto culturale e coerenza deontologica, la giornalista ha annunciato l’intenzione di studiare la lingua albanese: un passo ritenuto indispensabile per entrare in sintonia piena con le sfumature espressive, le tradizioni e i sentimenti più profondi della comunità che si appresta a raccontare.

Un ponte di informazione tra due sponde dell’Adriatico: la rubrica di Radio Radicale e le prospettive future

L’esperienza e la visione condivise all’interno della rubrica «Albania Italianofona» rappresentano il manifesto di una nuova stagione professionale che arricchisce il panorama editoriale indipendente. La testimonianza integrale di Patrizia Landini, fruibile per gli ascoltatori e gli addetti ai lavori attraverso la piattaforma multimediale di Radio Radicale (consultabile alla scheda ufficiale dell’emittente), offre uno spaccato prezioso di come il giornalismo di qualità possa trasformarsi in un potente catalizzatore di relazioni economiche, culturali e diplomatiche tra i popoli.

Il nuovo capitolo inaugurato dalla Landini dimostra che fare informazione oggi significa uscire dalla comodità delle redazioni sedentarie per calarsi direttamente nei territori, osservando con occhi nuovi i cambiamenti geo-economici dell’area adriatica e balcanica. L’apertura del canale editoriale a Tirana si candida a divenire un punto di riferimento qualificato per chiunque voglia comprendere l’Albania al di là delle mode o dei luoghi comuni, costruendo una narrazione corale fondata sull’ascolto reciproco, sul rispetto e sulla valorizzazione delle reciproche eccellenze.

A cura della Redazione Giornalismo e Media di Cavalier News

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cultura

La natura selvaggia e il respiro dei boschi: la poesia dell’americano Ray Whitaker tra wilderness, grandi orsi del Colorado e la traduzione di Irma Kurti

La grande wilderness americana nella poesia di Ray Whitaker: tra gli orsi del Colorado, boschi di pioppi secolari e la traduzione di Irma Kurti 👇

Pubblicato

a

Ray Whitaker

Roma – C’è una tradizione letteraria potente e primordiale che affonda le sue radici nei silenzi sconfinati del continente americano, dove la parola poetica non nasce per compiacere i salotti accademici, ma per riconnettere l’essere umano con il respiro della terra e con la maestà del regno animale. A interpretare con rara autenticità questo anelito è lo scrittore e poeta statunitense Ray Whitaker, voce tra le più sincere e rappresentative della Carolina del Nord, i cui versi approdano oggi ai lettori italiani grazie alla raffinata traduzione curata dalla poetessa Irma Kurti.

Autore versatile attivo fin dall’adolescenza tra prosa e lirica, Whitaker ha sviluppato nel corso degli anni una poetica incentrata sull’empatia diretta con il pubblico comune: versi limpidi, capaci di evocare immagini immediate, scuotere la coscienza e suscitare una riflessione profonda sul nostro posto nel creato. Membro autorevole della North Carolina Poetry Society, dei Winston-Salem Writers e tre volte “Scrittore in Residenza” presso il prestigioso Centro per le Arti e le Umanità di Weymouth, Whitaker ha pubblicato cinque volumi (tra cui l’acclamato libro Animals) e due chapbook, divulgando la propria opera in dodici nazioni e dirigendo la testata culturale internazionale Masticadores Canada.

«Selvatichezzan»: l’unione mistica tra il corpo dell’uomo e la terra

La lirica «Selvatichezzan» è un autentico inno alla riconciliazione con la natura primigenia, un manifesto di fuga spirituale dal frastuono della civiltà per ritrovare la vicinanza al divino nel palpito delle foreste:

«Probabilmente, andrò nella natura selvaggia
finché ne avrò la possibilità,
senza avere idea di quanto tempo passerà
da ora a quel momento…

per la vita che vi è in essa,
per la selvatichezza,
per la fuga verso il luogo in cui vivono gli animali,
per la vicinanza a Dio.

Immerso nella profondità
della freschezza,
bagnato dalla gioia
dell’erba e degli alberi che crescono

tutti ondeggianti nella brezza
che soffia dal cielo,
le mie narici si dilatano con questo,
ogni inspirazione nutre ogni cellula.

È il mio corpo
sul corpo della terra,
anche con l’impronta del fratello Orso vicino alla mia tenda.»

L’accostamento conclusivo con l’impronta dell’orso non evoca terrore o minaccia, ma fratellanza cosmica: l’uomo e il grande plantigrado condividono lo stesso suolo, testimoni di un patto antico che la frenesia tecnologica moderna rischia di cancellare per sempre.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
LETTERATURA & NATURA SELVAGGIA

Walden, ovvero La vita nei boschi – Henry David Thoreau

Il capolavoro assoluto della letteratura wilderness mondiale: il manifesto intramontabile del ritorno alla semplicità, alla libertà interiore e al contatto sacro con la natura incontaminata.

★★★★★
4.9 su 5
(oltre 5.400 recensioni)

Disponibile anche in versione audiolibro narrato su Audible. Iscriviti ad Amazon Prime con 30 giorni gratis per iniziare subito l’ascolto.

L’incontro epico al Keebler Pass: l’orso, i nativi americani e le rune

Nella seconda poesia, «Grande Orson», il ritmo narrativo si fa incalzante e cinematografico. L’autore rievoca un incontro improvviso avvenuto lungo le curve isolate della strada del Keebler Pass, nel cuore selvaggio delle Montagne Rocciose in Colorado, all’interno della sterminata Foresta Nazionale di Gunnison:

«Ha attraversato di corsa la strada
davanti a me
mentre guidavo a una velocità di circa venti miglia all’ora sulla
strada del Keebler Pass in Colorado,
una strada poco battuta,
immersa in un fitto bosco di alti pioppi tremuli dalla corteccia bianca,
così grandi che non riuscivo ad abbracciarli,
una foresta secolare, con il sottobosco sottostante,
proprio il tipo di rifugio
che piacerebbe a un orso nero dal manto color cannella,
che saltò oltre il guardrail marrone del servizio forestale
e scese lungo il terrapieno in un batter d’occhio,
così tanti alberi alti lo nascosero
in pochi secondi, sparito
tra i pioppi tremuli
proprio così.»

L’apparizione fugace del grande animale si carica di simbolismo esoterico e spirituale. L’autore intreccia le credenze animiste dei Nativi Americani con l’antico misticismo delle rune nordiche, scorgendo nel cammino dell’orso verso sud un presagio propizio di rinascita, crescita vitale e prosperità:

«Non era lontano dal mio accampamento,
trovandomi nella Foresta Nazionale di Gunnison
non riuscivo a smettere di pensare
a lui.

Alcuni dicono che gli orsi siano animali spirituali
non i miei, però
i miei sono il lupo, l’aquila
quelli con le virtù dei nativi americani
così simili alle rune nordiche
una scoperta che feci durante le mie ricerche molti anni fa.

Questo orso che si dirige a sud verso quelle influenze di
crescita, fertilità, una direzione verde,
un percorso verso la prosperità.
Prenderò quei segni dei nativi americani
vedendo questa grande bestia
andare da quella parte.»

Un’opera poetica di straordinaria purezza visiva, che ci ricorda come la salvezza dell’animo umano risieda ancora e sempre nella capacità di meravigliarsi di fronte alla forza selvaggia del pianeta.

A cura della Redazione Cultura e Libri di Cavaliere News

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Cultura

«Il Dialogo sui Riflessi della Riflessione – 2026»: esce la seconda edizione dell’opera di Angela Kosta tra venti voci internazionali, filosofia dell’ascolto e cura della parola

Esce la seconda edizione de «Il Dialogo sui Riflessi della Riflessione – 2026» di Angela Kosta: venti voci internazionali, 265 pagine e la potenza maieutica dell’ascolto 👇

Pubblicato

a

Il Dialogo sui Riflessi della Riflessione – 2026

Roma – In un’epoca contrassegnata dal rumore effimero della comunicazione istantanea e dalla polarizzazione degli slogan, concedere spazio al pensiero critico e alla sosta feconda del confronto rappresenta un atto di autentica resistenza intellettuale. È disponibile nelle librerie e nei maggiori canali di diffusione editoriale la seconda, attesa edizione de «Il Dialogo sui Riflessi della Riflessione – 2026», imponente opera saggistica curata dalla scrittrice, giornalista e traduttrice internazionale Angela Kosta. Un volume di straordinario spessore etico ed estetico che arricchisce il panorama letterario del nostro territorio, aprendo una finestra privilegiata sulle correnti più vive del dibattito contemporaneo.

L’opera si sviluppa lungo 265 pagine fitte di contenuti, analisi e testimonianze dirette, accogliendo al proprio interno venti interviste d’autore a personalità di primo piano del panorama culturale, artistico e scientifico internazionale. Non una semplice rassegna biografica o un compendio accademico, bensì un vero e proprio laboratorio di pensiero in cui l’intervista si spoglia di ogni formalismo per farsi strumento maieutico di indagine, rispecchiamento reciproco e comprensione delle grandi sfide del nostro tempo.

Oltre la superficie: la complessità delle idee e la ricchezza delle differenze

Il cuore pulsante dell’opera di Angela Kosta risiede nella scelta metodologica di superare l’omologazione conformista. I venti protagonisti del volume non sono stati selezionati per uniformità ideologica, ma esattamente per la feconda pluralità dei loro percorsi: letterati, filosofi, saggisti e artisti provenienti da differenti latitudini geografiche si confrontano in un dialogo serrato che non mira ad appiattire le divergenze, bensì a valorizzarle come scintille di crescita collettiva.

«Soffermarsi sul pensiero di una persona significa restituire valore alla complessità», sottolinea la curatrice. «Significa concedere tempo alle idee, ricostruire i sentieri invisibili che le hanno generate e cogliere le motivazioni intime che orientano una ricerca. L’autorevolezza non si esaurisce nei titoli o nelle pubblicazioni, ma si manifesta nella capacità di elaborare un giudizio autonomo e di assumersi la responsabilità etica di ogni singola parola pronunciata».

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
FILOSOFIA & COMUNICAZIONE

L’arte di ascoltare – Erich Fromm

Un saggio fondamentale sull’ascolto empatico e sulla comprensione dell’altro: la guida essenziale per trasformare la parola e il dialogo in ponti di autentica consapevolezza umana.

★★★★★
4.9 su 5
(oltre 2.800 recensioni)

Disponibile anche in versione audiolibro narrato su Audible. Iscriviti ad Amazon Prime con 30 giorni gratis per iniziare l’ascolto illimitato.

Tra specchio e distanza: l’architettura semantica dell’opera

Il titolo stesso dell’opera – Il Dialogo sui Riflessi della Riflessione – dischiude un’architettura filosofica rigorosa. Il “riflesso” è l’immagine immediata che scaturisce dall’incontro con l’alterità, ma anche la coscienza che ciascuno acquisisce di sé guardandosi negli occhi dell’interlocutore. La “riflessione”, di contro, introduce la distanza critica necessaria per decantare l’esperienza, ponderare le risposte e trasformare il dato grezzo in memoria viva. Un movimento dialettico continuo in cui la domanda non pretende risposte definitive, ma genera nuovi interrogativi etici.

In questo dinamismo, la dimensione sovranazionale del volume assume un valore civile primario: mettere in connessione tradizioni e sensibilità diverse dimostra come la cultura non sia proprietà esclusiva di una sola nazione o lingua, ma un patrimonio comune che si rigenera proprio attraverso il dono reciproco della conoscenza.

La parola come responsabilità etica e memoria futura

Nelle pagine conclusive, Angela Kosta consegna al lettore una densa meditazione sulla sacralità del linguaggio: «La cura della parola rappresenta un impegno che travalica la pura correttezza formale. Implica rispetto reverenziale per le persone, custodia della testimonianza e rifiuto di ogni arroganza intellettuale. La cultura non ha bisogno di celebrazioni vuote, ma di studio tenace, rigore e spazi reali di ascolto».

Con questa seconda edizione arricchita e ampliata, «Il Dialogo sui Riflessi della Riflessione – 2026» si afferma come una lettura irrinunciabile per chiunque cerchi nel libro non una rassicurante conferma dei propri pregiudizi, bensì una bussola per navigare con consapevolezza e coraggio nel mare aperto del pensiero critico.

A cura della Redazione Cultura e Libri di Cavaliere News

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Cultura

«Riflessioni poetiche»: la voce universale di Germain Droogenbroodt, già candidato al Nobel, tra il mistero del volo, l’autunno e la traduzione di Irma Kurti

«Riflessioni poetiche»: la grandezza lirica di Germain Droogenbroodt, già candidato al Nobel per la Letteratura, torna in libreria con Ukiyoto Publishing e Irma Kurti 👇

Pubblicato

a

Riflessioni poetiche,cover

Roma – Ci sono voci poetiche capaci di attraversare le frontiere geografiche e linguistiche con la leggerezza dell’aria e la densità della pietra filosofale, offrendo ai lettori del nostro territorio un ponte luminoso verso l’infinito. È il caso straordinario di Germain Droogenbroodt, uno dei massimi maestri del verso contemporaneo, già candidato al Premio Nobel per la Letteratura nel 2017 e pioniere infaticabile del dialogo lirico planetario, che torna nelle librerie con l’attesissima raccolta «Riflessioni poetiche», pubblicata dalla prestigiosa casa editrice Ukiyoto Publishing con l’impeccabile traduzione italiana curata dalla poetessa Irma Kurti.

Nato a Rollegem in Belgio nel 1944 ma residente dal 1987 in Spagna, ad Altea, Droogenbroodt incarna la figura rinascimentale del poeta-editore e traduttore universale. Fondatore della storica casa editrice POINT (POesia INTernational) – che ha dato voce a oltre ottanta volumi di lirica mondiale – e creatore insieme ai celebri autori cinesi Bei Dao e Duo Duo della corrente d’avanguardia del Neosensazionismo, l’autore ha conquistato i più ambiti allori internazionali, dal prestigioso Premio Juan Alcaide in Spagna al Grand Prix Mihai Eminescu in Romania, fino alla laurea honoris causa in letteratura conferitagli in Egitto.

Dall’anelito celeste all’armonia dell’autunno: i versi di «Riflessioni poetiche»

La poesia di Germain Droogenbroodt è un esercizio supremo di sottrazione: versi scarni, limati con rigore geometrico, privi di compiacimento retorico, dove ogni singola parola acquista il peso di una rivelazione cosmica. Nel componimento inaugurale «Tra cielo e terra», l’autore interroga il paradosso dell’ambizione umana attraverso la metafora del volo:

«Tra cielo e terra
gli uccelli volano

spiegano le ali
e si alzano in volo

ma poi ritornano di nuovo
perché non riescono a raggiungere il cielo.»

Una meditazione sulla finitezza che trova la sua sublimazione in «Una foglia d’autunno», lirica di limpida quiete zen dove il distacco dal ramo non è vissuto come lutto, ma come liberazione gioiosa verso la ricongiunzione con l’origine:

«Una foglia d’autunno
che con l’aiuto del vento
si è liberata dal suo albero sa
che non c’è ritorno a esso

ma non si affligge e volteggia
godendosi il suo breve volo
verso l’unione
con la terra.»

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
POESIA & LETTERATURA MONDIALE

Riflessioni poetiche – Germain Droogenbroodt

La magnifica raccolta lirica del candidato al Nobel Germain Droogenbroodt nella delicata traduzione di Irma Kurti: un’opera contemplativa edita da Ukiyoto Publishing per riscoprire il senso profondo dell’esistenza.

★★★★★
5.0 su 5
(Edizione Ukiyoto Publishing 2026)

Esplora i capolavori della poesia e della saggistica in formato audiolibro. Iscriviti ad Amazon Prime con 30 giorni gratis per accedere all’ascolto su Audible.

Il dramma dell’emigrazione e il cammino del funambolo

La sensibilità etica di Droogenbroodt non resta tuttavia confinata alla contemplazione della natura: il poeta guarda con occhi dolorosamente aperti alle tragedie civili del Mediterraneo. In «Emigrazione (L’ultimo volo)», l’immagine straziante di una tortora senza vita sulla battigia diviene l’epitaffio muto per ogni essere umano inghiottito dal mare nel tentativo disperato di inseguire la salvezza:

«Sulla spiaggia del mare
che separa l’Africa dalla Spagna
giace una tortora morta

forse diretta
verso il caldo sud?

Giace supina, con le ali spiegate
come se desiderasse ancora una volta
abbracciare il cielo.»

La raccolta si chiude idealmente con la tensione metafisica di «Alla ricerca dell’equilibrio», in cui la condizione umana viene assimilata a quella di un acrobata sospeso nel vuoto, costretto ad avanzare nell’oscurità senza cedere alla vertigine:

«A volte l’alba rimane
priva di sole e calore.

Si aspetta nell’oscurità
invano la luce
e si cerca la speranza

– come un funambolo –

l’equilibrio instabile.»

Con «Riflessioni poetiche», Germain Droogenbroodt e la traduttrice Irma Kurti donano alla cultura contemporanea un’opera indispensabile: un antidoto contro il rumore del mondo, capace di restituire alla parola poetica la sua sacra funzione di specchio dell’anima.

A cura della Redazione Cultura e Libri di Cavaliere News

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza