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PERUGIA, IL XXXVII CAPITOLO DELLA CONFRATERNITA DI SAN JACOPO: L’ABRUZZESE BENITO MARINETTI TRA I NUOVI MEMBRI DEL SODALIZIO JACOBEO

A Perugia il XXXVII Capitolo della Confraternita di San Jacopo celebra i valori del pellegrinaggio e accoglie nuovi membri, tra cui l’abruzzese Benito Marinetti. Un legame profondo tra fede e storia che si rinnova nel nome di San Francesco.
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PERUGIA, IL XXXVII CAPITOLO DELLA CONFRATERNITA DI SAN JACOPO: L’ABRUZZESE BENITO MARINETTI TRA I NUOVI MEMBRI DEL SODALIZIO JACOBEO

Redazione-  La città di Perugia ha ospitato nei giorni scorsi il XXXVII Capitolo Generale della Confraternita di San Jacopo di Compostella, un evento di rilievo internazionale che ha riunito pellegrini, studiosi e religiosi provenienti da tutta Italia e da diverse nazioni europee come Spagna, Francia e Austria. L’incontro, coordinato dal Centro Italiano di Studi Compostellani sotto la guida del rettore Paolo Caucci von Saucken, ha celebrato il legame tra la tradizione del cammino e la figura di San Francesco. Tra i momenti più significativi della sessione umbra, l’ingresso ufficiale dell’abruzzese Benito Marinetti tra i membri della Confraternita, presentato formalmente dal delegato regionale per l’Abruzzo, Valentino Pisegna.

L’edizione di quest’anno ha assunto una valenza particolare poiché inserita nel contesto del Giubileo francescano. Il tema portante, “San Francesco, homo viator”, ha fatto da filo conduttore a un ciclo di conferenze di alto profilo scientifico. Esperti e accademici hanno analizzato l’eredità del Santo di Assisi non solo come figura religiosa, ma come archetipo del pellegrino medievale e moderno, capace di influenzare profondamente l’arte e la cultura europea. Le sessioni di studio hanno permesso di contestualizzare storicamente il fenomeno dei cammini, evidenziando come la ricerca spirituale si intrecci da secoli con lo sviluppo dei territori attraversati.

Uno dei passaggi centrali del Capitolo è stata la cerimonia di accoglienza dei nuovi aderenti. Valentino Pisegna, nel suo ruolo di delegato per l’Abruzzo e padrino del nuovo confratello, ha illustrato il percorso di Benito Marinetti. La sua candidatura è il risultato di una maturazione umana e spirituale avvenuta lungo le strade che portano a Santiago, ricalcando i valori di essenzialità e condivisione propri della tradizione jacobea. L’ingresso di nuovi membri abruzzesi conferma la vitalità della delegazione regionale, sempre più attiva nella promozione dei cammini storici e nella tutela della cultura del pellegrinaggio.

Il culmine dell’incontro si è raggiunto con il Rito della Vestizione. Durante questa cerimonia solenne, i novizi hanno indossato per la prima volta l’abito rituale, segnando il passaggio formale all’interno della Confraternita. L’evento, svoltosi alla presenza di una folta delegazione internazionale, ha ribadito l’importanza dell’accoglienza come pilastro fondante dell’esperienza jacobea. Non si tratta solo di un atto formale, ma di un impegno pubblico a sostenere chi si mette in viaggio verso i grandi santuari della cristianità.

Oltre all’aspetto spirituale e accademico, la Confraternita svolge un ruolo amministrativo e logistico fondamentale per migliaia di viaggiatori. L’ente è infatti autorizzato al rilascio della “credenziale”, il documento d’identità del pellegrino necessario per accedere agli ostelli e per ottenere, una volta giunti a Santiago di Compostela, la “Compostela” (il certificato ufficiale del cammino). Tale documento è riconosciuto e valido anche per chi intraprende i percorsi verso Roma e Gerusalemme, le altre due grandi mete storiche della “Peregrinatio”.

La Confraternita di San Jacopo di Compostella mantiene la sua sede principale a Perugia, in Piazza IV Novembre 6. L’ufficio di segreteria rimane il punto di riferimento nazionale per chiunque desideri intraprendere il cammino o approfondire gli studi legati alla tradizione di San Giacomo, mettendo a disposizione competenze storiche e assistenza pratica per la pianificazione dei pellegrinaggi.

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Carsoli – si scaldano i boccali per il primo Festival della Birra

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Locandina evento Carsoli

Manca veramente poco al taglio del nastro del primo Festival della Birra di Carsoli. Il programma musicale offrirà ogni sera uno spettacolo diverso. Ad inaugurare il festival, il 29 luglio alle ore 21, sarà il tributo a Vasco Rossi con “Siamo Solo Noi – Vascover”, seguito il 30 luglio dall’energia di Greg & The Frigidaires dalle 21, mentre dalle 19 il gruppo di musica popolare ERRESEI. Il 31 luglio salirà sul palco Alberto Farina con “Festivalbars”, uno spettacolo dedicato alle grandi hit degli anni Novanta e Duemila.Il 1° agosto sarà la volta di 90 Mania, format musicale che farà rivivere le atmosfere indimenticabili della dance anni Novanta, mentre il 2 agosto il sipario calerà con il concerto dell’Orchestraccia, pronta a chiudere il festival con la sua travolgente energia. E poi spazio alla “Pizzica”: giovedì 30 luglio dalle 19 alle 21. Scaldate i boccali.

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Carsoli – il Make up artist Umberto D’Alba nel team di due eventi di moda in terra Calabra

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Carsoli - il Make up artist Umberto D'Alba nel team di due eventi di moda in terra Calabra

Il Make up Artist UMBERTO D’ALBA, uscito dall’Accademia Luigi Alesi di Roma, nei giorni 26 Luglio, e 13 Agosto sarà presente, con la sua arte , in due eventi di moda ed Arte, in terra Calabra. Il 26 Luglio sarò presente ad Alessandria del Carretto, nell’evento di Moda ” RADICI IN PASSERELLA “, ed il 13 Agosto a Trebisacce alla 18esima edizione della sfilata di moda ed arte ” LA NOTTE DELLA FENICE “. L’Arte non ha confini, ha solo un armoniosa evoluzione di bellezza.

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Piana del Cavaliere

Il futuro del vino biologico abruzzese al convegno de “La Via delle Cantine” a Rocca di Botte

🚨 IL FUTURO DEL VINO È BIO: GRANDE SUCCESSO A ROCCA DI BOTTE PER LA VIA DELLE CANTINECome può il vino diventare il motore economico e culturale di un intero territorio? Si è aperto con un dibattito di altissimo livello a Rocca di Botte il ventennale de “La Via delle Cantine”, grazie al convegno strategico “La via del BIO e la sua ANIMA: Identità, Territorio e Mercato”. 🍷🌿Istituzioni ed esperti del settore — tra cui Domenico Pasetti, Antonio De Gennaro, Pierluigi Panunzi e il critico enologico Franco Santini — si sono confrontati sulle nuove sfide della sostenibilità, sulla difesa delle tradizioni locali e sulle opportunità dei mercati internazionali per la viticoltura abruzzese. Il biologico non è più solo una scelta agricola, ma una vera identità commerciale vincente! 📊🌍👇 Qual è il tuo vitigno abruzzese preferito quando cerchi la qualità nel calice? Scrivilo nei commenti!Scopri il programma completo dei prossimi giorni dell’evento.#LaViaDelleCantine #Roccadibotte #VinoBio #ViticolturaSostenibile #EccellenzeAbruzzesi #Enoturismo #Assomarso

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convegno “La via del BIO e la sua ANIMA: Identità, Territorio e Mercato”a Rocca di Botte

Rocca di Botte – Nel quadro delle moderne strategie di sviluppo rurale e di posizionamento sui mercati internazionali, la viticoltura biologica non rappresenta più una semplice nicchia di produzione, ma si configura come un asset macroeconomico e culturale trainante. L’apertura della ventesima edizione de “La Via delle Cantine” è stata contrassegnata da un momento di profonda riflessione scientifica e commerciale attraverso il convegno intitolato “La via del BIO e la sua ANIMA: Identità, Territorio e Mercato”. L’appuntamento ha registrano una straordinaria partecipazione di addetti ai lavori, produttori e rappresentanti istituzionali, trasformandosi in una piattaforma di alto livello per l’esplorazione del comparto enologico inteso come massima espressione dell’ecosistema geografico e umano della regione. I saluti istituzionali del presidente di Assomarso, Piero Cipriani, e del sindaco, Elvino Marzolini, hanno formalmente dato il via a un dibattito che ha messo in luce la necessità impellente di coniugare la tutela ambientale con la competitività economica delle imprese agroalimentari abruzzesi.

Sostenibilità e dinamiche di mercato: le relazioni tecniche

Il nucleo centrale del convegno, moderato con rigore giornalistico da Pierluigi Palmieri, ha visto l’avvicendarsi di interventi tecnici focalizzati sulle sfide strutturali che l’universo vitivinicolo si trova ad affrontare nell’era della transizione ecologica e del cambiamento climatico. Relatori del calibro di Domenico Pasetti, Antonio De Gennaro e Pierluigi Panunzi hanno sviscerato la complessa relazione che intercorre tra i protocolli di certificazione biologica e la risposta dei mercati globali, sempre più orientati verso consumi etici e consapevoli. Dalle relazioni è emerso chiaramente come la qualità intrinseca del prodotto non possa più prescindere da una narrazione autentica della sua genesi territoriale. Gli esperti hanno analizzato le barriere doganali, l’evoluzione delle catene di distribuzione e l’importanza di preservare le tecniche colturali tradizionali, innovandole attraverso processi tecnologici a basso impatto, capaci di garantire la stabilità e la sanità del vino senza alterarne l’identità organolettica originaria.

L’analisi critica e il valore dell’identità nel comparto enologico

Un contributo fondamentale alla compreensão delle tendenze future del settore è arrivato dall’intervento conclusivo di Franco Santini, noto critico enologico di rilievo nazionale. Santini ha offerto una panoramica analitica sui mutamenti del gusto dei consumatori e sulle oscillazioni di un comparto in continua e rapidissima evoluzione. Secondo l’analisi del critico, il valore aggiunto del vino abruzzese risiede proprio nella sua capacità di rendersi riconoscibile e non omologabile alle produzioni di massa standardizzate. La “via del bio” è stata quindi descritta non solo come un percorso agronomico, ma come una vera e propria scelta filosofica e commerciale in grado di riscattare i territori dall’anonimato della globalizzazione, trasformando il legame storico tra il vignaiolo e la sua terra in una leva di marketing geopolitico e di attrazione enotustica.

Il network istituzionale come motore di sviluppo per l’Abruzzo

In ultima analisi, il convegno ha confermato che il successo di un intero comparto economico dipende in modo lineare dalla qualità del dialogo tra le istituzioni pubbliche, gli specialisti accademici e gli operatori privados che presidiano la filiera. L’integrazione di queste forze, come evidenziato dagli organizzatori di Assomarso, costituisce la base logistica su cui costruire i futuri modelli di business legati all’enoturismo e alla valorizzazione del patrimonio storico locale. L’auspicio formulato a chiusura dei lavori indica che questo forum rappresenta esclusivamente il primo tassello di una serie di tavoli programmatici stabili. L’obiettivo finale resta la strutturazione di un piano integrato volto a promuovere la cultura del vino come elemento identitario insostituibile, capace di generare occupazione giovanile e di contrastare efficacemente la tendenza all’abbandono delle aree rurali della regione.

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