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Territorio

Collalto Sabino ospita la sedicesima edizione del campo scuola per giovani volontari

🏕️ A Collalto Sabino, 20 ragazzi si mettono in gioco per imparare le tecniche di soccorso, prevenzione e sicurezza in una settimana di campo scuola indimenticabile al fianco delle Forze dell’Ordine.

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Collalto Sabino ospita la sedicesima edizione del campo scuola per giovani volontari

Redazione- Collalto Sabino, piccolo borgo incastonato tra le montagne del Reatino, si prepara a vivere un’estate all’insegna della responsabilità civica e della formazione outdoor. Dal 29 giugno al 3 luglio 2026, il territorio diventerà teatro della sedicesima edizione di “Anch’io sono la Protezione Civile”, il progetto nazionale promosso dal Dipartimento della Protezione Civile che mira a formare le nuove generazioni sui temi della sicurezza e della prevenzione. Per cinque giorni, venti ragazzi e ragazze di età compresa tra i dieci e i sedici anni abbandoneranno i dispositivi digitali per indossare l’uniforme simbolica del volontariato, vivendo in un campo base allestito appositamente per le loro attività.

L’esperienza formativa tra natura e disciplina

L’iniziativa, gestita sul territorio dal Gruppo Comunale di Protezione Civile di Collalto Sabino, punta a creare una solida coscienza civica tra i giovani partecipanti. Il programma è studiato per essere un banco di prova dove la teoria incontra la pratica operativa, in un contesto protetto ma dinamico. I ragazzi inizieranno la loro giornata con l’allestimento del campo, imparando le basi della convivenza comunitaria in tenda, una pratica che favorisce lo sviluppo dello spirito di squadra e della condivisione degli spazi.

Le attività proposte coprono un ventaglio estremamente vasto di competenze necessarie in caso di emergenza. I partecipanti prenderanno parte a simulazioni di spegnimento incendi boschivi, un tema di grande attualità per le aree montane del Lazio, e apprenderanno le procedure di mitigazione dei rischi idrogeologici e sismici. Non mancheranno prove tecniche di ricerca persone disperse nei boschi circostanti, durante le quali i ragazzi dovranno misurarsi con la cartografia, la topografia e l’orientamento, strumenti indispensabili per chiunque si trovi a operare in ambienti naturali impervi.

Un capitolo significativo riguarda l’uso della tecnologia moderna applicata al soccorso. Il campo include sessioni dedicate all’uso degli apparati radio per le comunicazioni critiche e, novità di grande interesse per le nuove generazioni, le basi dell’utilizzo dei droni per il monitoraggio del territorio in tempo reale. Questo approccio non solo incuriosisce i partecipanti, ma offre una visione concreta di come l’innovazione digitale sia entrata a pieno titolo nei protocolli di gestione dei disastri.

La sinergia con i corpi dello stato

Il valore aggiunto di questa edizione risiede nella collaborazione con le istituzioni che rappresentano l’ossatura del soccorso nel nostro Paese. Il campo scuola non si limita all’insegnamento dei volontari locali, ma apre le porte a un confronto diretto con i professionisti che operano quotidianamente sul campo. Sono previsti incontri e dimostrazioni pratiche condotte dal personale della Croce Rossa Italiana, dell’Arma dei Carabinieri, del Comando dei Carabinieri Forestali, della Polizia Stradale e del Soccorso Alpino e Speleologico.

Tra le attività più attese, spiccano gli interventi delle unità cinofile della Guardia di Finanza, un momento di alto impatto visivo ed emotivo che spiegherà ai ragazzi come il legame con gli animali sia fondamentale nelle operazioni di salvataggio. Inoltre, una giornata intera sarà dedicata alla visita presso un distaccamento dei Vigili del Fuoco. Durante questo sopralluogo, i giovani avranno la possibilità di osservare da vicino i mezzi pesanti, le dotazioni tecnologiche utilizzate per le estricazioni e l’organizzazione logistica che permette alle squadre di pronto intervento di operare in tempi rapidi.

Una scuola di vita per il futuro del volontariato

L’iniziativa di Collalto Sabino non va considerata come un semplice svago estivo. L’obiettivo ultimo resta quello di trasmettere il concetto che la sicurezza non è un compito delegato esclusivamente agli enti, ma un impegno che coinvolge ogni singolo cittadino. Attraverso il contatto diretto con chi dedica la propria vita alla tutela degli altri, i ragazzi imparano il rispetto per l’ambiente circostante e la cura per il bene comune.

Il campo scuola si propone come una palestra di vita dove le regole, la disciplina e la cooperazione diventano basi per la crescita personale. Al termine dei cinque giorni, i venti partecipanti porteranno a casa non solo nozioni tecniche su come affrontare una situazione di crisi, ma una nuova consapevolezza su cosa significhi appartenere a una comunità solidale. La sfida di “Anch’io sono la Protezione Civile” è quella di trasformare la curiosità dei giovani in una risorsa duratura per il territorio, seminando nei cuori dei ragazzi il desiderio di continuare, una volta diventati adulti, a servire il prossimo con competenza, coraggio e un profondo senso di appartenenza allo Stato.

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Emergenza viabilità in Abruzzo, Radica asfalta D’Annuntiis: «Basta mance a pioggia, serve un Piano Marshall per le strade»

Emergenza viabilità in Abruzzo, Radica asfalta D’Annuntiis: «Basta mance a pioggia, serve un Piano Marshall per le strade» 👇

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Angelo Radica

L’Aquila – Lo scontro sulle condizioni disastrose delle arterie stradali abruzzesi raggiunge il livello di massima tensione istituzionale. Dopo la presa di posizione degli oltre cinquanta sindaci che nei giorni scorsi hanno indirizzato una drammatica lettera aperta al Governo nazionale e alla Regione per denunciare lo stato di abbandono in cui versano le reti viarie provinciali e comunali, arriva la dura replica del sindaco di Tollo, Angelo Radica, alle dichiarazioni dell’assessore regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture, Umberto D’Annuntiis. Un botta e risposta al fulmicotone che scuote l’intero territorio regionale.

«Mi dispiace contraddire l’assessore Umberto D’Annuntiis, ma temo non abbia compreso il tono del grido di allarme dei sindaci: la sua è una debole e sterile difesa d’ufficio», esordisce senza mezzi termini Radica, facendosi portavoce del profondo malessere vissuto dagli amministratori locali delle aree interne e costiere. Per il primo cittadino di Tollo, le rassicurazioni fornite da Palazzo Silone non solo appaiono insufficienti, ma denotano una preoccupante sottovalutazione del rischio isolamento che grava su decine di comunità locali.

Al centro della contesa c’è la gestione complessiva dei fondi destinati alle infrastrutture e viabilità abruzzese. Secondo Radica, il metodo adottato negli ultimi anni ha mostrato tutti i suoi limiti strutturali: «Noi chiediamo che il tema della viabilità diventi il tema dei temi per i governi nazionale e regionale. Purtroppo negli ultimi sette anni il governo nazionale e la Regione Abruzzo si sono limitati a svolgere un ordinario compitino distribuendo fondi a pioggia e nella quasi totalità a sindaci di comuni amici. Il nostro appello è di tutt’altro tenore».

Dissesto, frane e buche assassine: il rischio blocco per i paesi

Il quadro tracciato dagli amministratori è allarmante: frane non bonificate, asfalto sbriciolato, voragini pericolose e ponti che necessitano di verifiche urgenti. Una situazione al limite della transitabilità che mette quotidianamente a repentaglio l’incolumità di automobilisti, studenti sui mezzi pubblici, pendolari e autotrasportatori. Senza interventi radicali e tempestivi, l’economia delle aree interne rischia la paralisi totale.

«Non è più rinviabile: a breve i nostri centri abitati non potranno più essere percorsi da auto, da camion, da mezzi mobili a causa della situazione complessiva della viabilità, più che critica: dissesto, frane, buche pericolose. Chiediamo una risposta seria e adeguata, non come avvenuto con l’individuazione di briciole da parte del governo in occasione del ristoro di danni da maltempo di fine marzo e inizio aprile», incalza Radica con estrema fermezza.

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La proposta di un Piano Marshall e il precedente del 2017

Per uscire dall’impasse, il sindaco di Tollo rilancia la necessità di un vero e proprio piano straordinario di investimenti, capace di superare la logica delle erogazioni frammentarie: «Chiediamo uno sforzo soprattutto al governo nazionale e di conseguenza a quello regionale affinché vengano trovate le risorse finanziarie, anche attraverso la riduzione di altre spese che non sono prioritarie, per un vero e proprio piano Marshall per la manutenzione delle strade».

A sostegno della propria tesi, Radica cita un precedente storico preciso che dimostra la fattibilità dell’operazione quando vi è una reale volontà politica: «Chiediamo che vi sia un intervento come quello fatto a seguito della nevicata del 2017 che ha portato, attraverso un’ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri, allo stanziamento triennale di un’adeguata quantità di risorse per il nostro territorio, ottenuto in maniera incisiva dall’allora Giunta regionale presieduta da Luciano D’Alfonso».

La sfida alla Regione: basta annunci, servono cantieri veri

La mobilitazione dei sindaci abruzzesi non accenna a placarsi e promette di spostarsi presto nelle aule consiliari e davanti ai palazzi del potere regionale. Per i territori non si tratta di una schermaglia partitica, ma di una battaglia per la sopravvivenza stessa delle comunità locali, stanche di promesse elettorali mentre le strade sprofondano nel fango.

La palla passa ora alla giunta regionale e all’assessore D’Annuntiis, chiamati a dimostrare con atti concreti, delibere e capitoli di bilancio se l’Abruzzo intende davvero investire sulla sicurezza delle proprie infrastrutture o se continuerà ad assistere passivamente al declino delle sue vie di comunicazione.

A cura della Redazione Politica e Territorio di Cavaliere News

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Halloween a Pescara si tinge di magia e colore: speciale pomeriggio di truccabimbi e festa per famiglie da Flower Burger

Halloween a Pescara si tinge di magia e colore: speciale pomeriggio di truccabimbi e festa per famiglie da Flower Burger 👇

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locandina evento Pescara

Pescara – Con l’avvicinarsi della notte più magica e misteriosa dell’anno, il capoluogo adriatico si prepara a vivere l’atmosfera festosa di Halloween con una serie di appuntamenti pensati per regalare gioia, spensieratezza e creatività ai più piccoli. Tra le iniziative più attese spicca quella promossa dal celebre locale Flower Burger di Pescara, punto di riferimento cittadino per l’alimentazione colorata e naturale, che ha organizzato uno speciale pomeriggio interamente dedicato ai bambini e ai loro genitori. Un evento originale che arricchisce il calendario delle manifestazioni sul territorio abruzzese all’insegna della condivisione e del divertimento sicuro.

L’appuntamento è fissato per sabato 31 ottobre 2026, nella fascia oraria compresa tra le 12:30 e le 14:30, all’interno dell’accogliente sede pescarese situata in Via Trento 16, a due passi dal cuore pulsante del centro pedonale. Per l’occasione, gli spazi del locale si trasformeranno in un ambiente incantato e gioioso, grazie a una speciale partnership siglata con i professionisti di Gioia Animazione Bambini, realtà d’eccellenza nell’intrattenimento educativo e ludico per l’infanzia.

L’obiettivo della giornata è offrire alle famiglie una formula di festa alternativa, capace di coniugare il piacere di una pausa conviviale di qualità con l’emozione di vivere i preparativi del tradizionale «Dolcetto o Scherzetto» in un clima festoso e accogliente, all’interno del circuito di eventi e iniziative per famiglie che animano la costa adriatica.

L’arte del truccabimbi: colori artistici e trasformazioni magiche

Il vero cuore pulsante dell’iniziativa sarà rappresentato dalla postazione di truccabimbi professionale allestita all’interno dello store. Attraverso l’impiego di colori atossici, anallergici e specifici per le pelli più delicate, le animatrici professioniste trasformeranno i piccoli partecipanti nei loro beniamini di Halloween: simpatici fantasmini, streghette sbarazzine, vampiri eleganti, zucche sorridenti e supereroi mascherati. Ogni make-up sarà personalizzato in base ai desideri dei bambini, stimolando la loro fantasia e facendoli sentire protagonisti assoluti della giornata.

L’animazione non si limiterà alla semplice pittura facciale, ma coinvolgerà i giovanissimi ospiti in momenti di gioco, sketch interattivi e scatti fotografici ricordo, immergendoli nella giusta atmosfera prima delle sfilate serali per le vie della città. Un modo creativo per esorcizzare la paura e vivere Halloween come una colorata festa dell’allegria e dell’immaginazione.

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Il gusto naturale incontra la festa: la proposta di Flower Burger

La cornice scelta per l’evento si sposa perfettamente con lo spirito allegro e originale della ricorrenza. Flower Burger è infatti celebre a livello nazionale e internazionale per i suoi iconici panini arcobaleno, realizzati con coloranti al cento per cento naturali (come spirulina, curcuma, barbabietola e carbone vegetale) e farciti con ingredienti interamente a base vegetale. Un connubio ideale per consentire ai genitori di rilassarsi e gustare un pranzo sfizioso e sano, mentre i bambini si immergono nei giochi guidati dall’animazione.

In un momento storico in cui cresce l’attenzione per il benessere alimentare e la qualità del tempo trascorso in famiglia, proposte di questo genere rappresentano un valore aggiunto per il tessuto commerciale e sociale di Pescara, animando il centro cittadino con format inclusivi capaci di fare comunità.

Come partecipare: evento a numero chiuso e modalità di prenotazione

Al fine di garantire a ciascun bambino la massima attenzione da parte delle truccatrici e assicurare un’esperienza confortevole, ordinata e priva di attese estenuanti, la direzione ha stabilito che l’iniziativa si svolgerà a numero rigorosamente chiuso, con prenotazione obbligatoria dei posti fino a esaurimento della disponibilità.

Per richiedere informazioni dettagliate o riservare il proprio tavolo per la sessione di sabato 31 ottobre (dalle 12:30 alle 14:30), le famiglie interessate possono utilizzare diversi canali: inviare un’e-mail all’indirizzo dedicato flowerburgerpescara@gmail.com, contattare telefonicamente lo store al numero 085 2016011, recarsi direttamente presso il punto vendita di Via Trento 16 a Pescara oppure inviare un messaggio privato sulla pagina Facebook ufficiale «Flower Burger – Pescara». Un’occasione imperdibile per inaugurare Halloween all’insegna dei colori, del sorriso e del divertimento condiviso.

A cura della Redazione Eventi e Territorio di Cavaliere News

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Lo zafferano dei Piani di Navelli: una storia antica fatta di terra, fatica e tradizione

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zafferano

Piani di Navelli- Dalle origini medievali alla raccolta autunnale dei delicati fiori viola, il cosiddetto “oro rosso d’Abruzzo” racconta la storia di un territorio che ha saputo trasformare una coltura preziosa in un simbolo della propria identità.

Nel cuore dell’Abruzzo, tra i paesaggi dell’altopiano di Navelli e i borghi della provincia dell’Aquila, cresce una delle eccellenze agricole più conosciute della regione: lo zafferano. Una spezia preziosa, apprezzata per il suo colore intenso, il profumo inconfondibile e il sapore caratteristico, ma soprattutto per il lavoro paziente e meticoloso che si nasconde dietro ogni piccolo fiore.

Lo zafferano dei Piani di Navelli non è soltanto un prodotto gastronomico. È il risultato di secoli di esperienza contadina, di gesti tramandati nelle famiglie e di un rapporto profondo tra l’uomo e una terra che, anno dopo anno, continua a offrire una fioritura tanto breve quanto straordinaria.

La storia dello zafferano abruzzese affonda le proprie radici nel Medioevo. La tradizione collega la diffusione della coltura nell’area aquilana al monaco domenicano Santucci, originario della zona di Navelli, che nel XVI secolo avrebbe contribuito a introdurre o rilanciare la pianta in Abruzzo dopo averla conosciuta durante i suoi viaggi fuori regione.

La coltivazione trovò condizioni favorevoli nell’altopiano: terreni adatti, clima caratterizzato da inverni freddi, estati asciutte e forti escursioni termiche. Nel tempo, la produzione si consolidò e lo zafferano divenne una risorsa economica importante per diverse comunità locali.

La spezia acquisì valore anche grazie alla sua versatilità: utilizzata in cucina, nella colorazione e in preparazioni tradizionali, era una merce pregiata, facilmente conservabile dopo l’essiccazione e capace di raggiungere mercati lontani.

La fama dello zafferano aquilano si è così legata a Navelli, diventato nel tempo uno dei luoghi simbolo di questa coltivazione.La fase più suggestiva della produzione si svolge tra ottobre e novembre, quando i campi si riempiono di fiori viola. La raccolta avviene tradizionalmente nelle prime ore del mattino, prima che i fiori si aprano completamente e siano esposti al sole e agli agenti atmosferici.
I raccoglitori si chinano tra i filari e staccano delicatamente i fiori uno a uno, riponendoli in cesti e contenitori. È un lavoro che richiede pazienza, precisione e velocità: la fioritura è concentrata in un periodo breve e ogni giornata può essere decisiva per la qualità del raccolto.
La raccolta manuale è uno dei tratti più caratteristici di questa tradizione agricola. Non si tratta di un lavoro meccanico, ma di un gesto che richiede esperienza e attenzione, tramandate da generazioni di coltivatori.Una volta raccolti, i fiori vengono portati nei locali di lavorazione, dove avviene la cosiddetta sfioratura, una delle operazioni più delicate dell’intero processo.
Ogni fiore viene aperto manualmente per estrarre i tre stimmi rossi, la parte della pianta dalla quale si ricava la spezia. I filamenti devono essere separati con cura dalle altre parti del fiore, evitando di danneggiarli o di contaminarli.
È proprio qui che si comprende perché lo zafferano sia considerato uno dei prodotti agricoli più preziosi al mondo. Per ottenere un chilogrammo di zafferano essiccato occorrono indicativamente circa 200.000 fiori e centinaia di ore di lavoro, a seconda delle condizioni di coltivazione e delle tecniche impiegate.La sfioratura è anche un momento di socialità: per molto tempo le famiglie si sono riunite attorno ai tavoli per lavorare insieme, spesso fino a sera, raccontando storie e condividendo le fatiche della giornata. Un patrimonio immateriale fatto di gesti semplici, ma fondamentali per conservare la qualità del prodotto.Dopo la sfioratura, gli stimmi freschi devono essere essiccati con attenzione. È una fase decisiva perché consente di ridurre l’umidità e di sviluppare le caratteristiche aromatiche, il colore e il sapore che rendono lo zafferano così ricercato.
L’essiccazione viene effettuata secondo metodi tradizionali e procedure controllate, con tempi e temperature adeguati a preservare le qualità della spezia. Un’essiccazione insufficiente può compromettere la conservazione; una troppo intensa può danneggiare gli aromi.
Al termine del processo, gli stimmi diventano filamenti sottili, fragili e di un rosso intenso. Conservati correttamente, al riparo da luce, umidità e calore, mantengono a lungo le proprie caratteristiche.
Lo zafferano viene commercializzato soprattutto in fili, una forma che permette di riconoscere meglio il prodotto e di apprezzarne le caratteristiche. In cucina, generalmente, gli stimmi vengono lasciati in infusione in un liquido tiepido prima di essere aggiunti alla preparazione.La qualità dello zafferano dei Piani di Navelli dipende anche dalle caratteristiche ambientali dell’altopiano. I terreni permeabili, il clima e l’esperienza dei coltivatori contribuiscono a creare condizioni favorevoli alla coltura, che soffre i ristagni d’acqua.
La pianta nasce da un bulbo, più precisamente un cormo, che viene messo a dimora nel terreno. Nel corso del suo ciclo vegetativo produce foglie, fiori e nuovi cormi, che potranno essere utilizzati per le coltivazioni successive. La gestione del terreno, la scelta dei bulbi e il rispetto dei tempi agricoli sono elementi essenziali per ottenere un raccolto di qualità.
La coltivazione richiede quindi conoscenze specifiche e una cura costante, ben lontane dall’idea di una produzione semplice o immediata. Dietro ogni confezione ci sono mesi di lavoro e una stagione autunnale in cui tutto si concentra in pochi giorni.

Nel 2005 lo Zafferano dell’Aquila ha ottenuto la Denominazione di Origine Protetta (DOP), un riconoscimento importante per la tutela del prodotto e del suo legame con il territorio.

La zona di produzione comprende diversi comuni dell’Aquilano, tra cui Navelli, Barisciano, Caporciano, Fagnano Alto, Fontecchio, L’Aquila, Molina Aterno, Poggio Picenze, Prata d’Ansidonia, San Demetrio ne’ Vestini, San Pio delle Camere, Tione degli Abruzzi e Villa Sant’Angelo. La denominazione protegge una tradizione agricola riconoscibile per ambiente, metodi di coltivazione e lavorazione.

La DOP rappresenta anche uno strumento per valorizzare il lavoro dei produttori, contrastare le imitazioni e offrire ai consumatori maggiori garanzie sull’origine del prodotto.Lo zafferano non è soltanto una spezia da utilizzare in cucina. Per i borghi dell’altopiano rappresenta un’opportunità di promozione turistica, di valorizzazione delle produzioni locali e di trasmissione delle conoscenze agricole.
Le iniziative dedicate alla raccolta, le visite alle aziende, gli incontri gastronomici e le manifestazioni autunnali permettono di avvicinare visitatori e appassionati a un mondo fatto di manualità e rispetto dei ritmi naturali.
Sostenere questa coltura significa anche contribuire alla vitalità delle aree interne, dove mantenere vive le attività agricole tradizionali può aiutare a difendere il paesaggio, l’identità culturale e le economie locali.Quando si parla dello zafferano dei Piani di Navelli, il suo valore non si misura soltanto in grammi o nel prezzo di vendita. Si misura nelle mani che raccolgono i fiori all’alba, nella delicatezza della sfioratura, nell’attenzione dedicata all’essiccazione e nella memoria di una tradizione che ha attraversato i secoli.
Il cosiddetto oro rosso d’Abruzzo è il simbolo di un’agricoltura che richiede pazienza, competenza e dedizione. Ogni filamento racchiude una parte del paesaggio aquilano e della storia delle sue comunità.
Preservare lo zafferano di Navelli significa custodire un’eccellenza gastronomica, ma anche difendere un patrimonio di cultura, lavoro e identità abruzzese.

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