Eventi
Alessandria del Carretto – il borgo diventa magico con “Radici in Passerella” dove moda ed arte si esaltano
Redazione- In una delle perle del Pollino, Alessandria del Carretto, il 26 Luglio dalle 21 , diventa uno straordinario Red Carpet di Moda ed Arte, con RADICI IN PASSERELLA. La moda prende forma con la sfilata di moda, della collezione della stilista LUIGIA GRANATA. Un connubio di tessuti, colori, sbalzi, e pieghe che armonizzeranno gli sguardi, le anime,e le emozioni indistinte della bellezza. Hair e Makeup saranno curati da Luciana Vivacqua ed Umberto D’Alba. Tra un bellezza ed un altra, le allieve dell’Accademia di danza BDS di Giusy Palermo esalteranno le armoniche sartoriali.Il servizio audio e luci sarà curato dall’accademia Gustave Maheler. La direzione fotografica è curata da Maurizio Guarino. Presenta la serata la straordinaria Cristina Montalto. Questo grande evento fa parte del Progetto ” Alessandria il paese delle Meraviglie “.
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La magia del circo contemporaneo trasforma il cuore di Noceto in un paese delle meraviglie: arriva il “Festival Incredibile” tra dinosauri giganti, acrobati e roulotte-camera oscura
Noceto si trasforma nel paese delle meraviglie per un fine settimana di pura e spettacolare magia! 🎪🎭✨ Sabato 19 e domenica 20 settembre il centro storico del borgo parmense ospita il “Festival Incredibile”: due giorni di circo contemporaneo, teatro di strada e performance internazionali a ingresso completamente GRATUITO. Un cartellone pazzesco che vedrà piazze e vicoli invasi da “Cromosauro” (un dinosauro gigante alto 5 metri), le acrobazie aeree dei marinai argentini del Duo Un Pie, il mimo Monsieur con pianoforte in miniatura e lo show steampunk ispirato a Miyazaki. Inoltre, per i bambini c’è la roulotte-camera oscura Wacky! Scoprite il programma completo e gli orari nel nostro articolo! 👇❤️🇮🇹
Noceto (PR) – Ci sono giorni in cui le piazze, i vicoli e l’intonaco dei palazzi di provincia smettono di essere semplici scenografie della routine quotidiana per trasformarsi in un immenso teatro a cielo aperto, un’oasi protetta dove lo stupore e la meraviglia prendono il sopravvento sulle nevrosi del nostro tempo. Il circo contemporaneo e il teatro di strada, quando si spogliano dei vecchi cliché, si riscoprono la risorsa terapeutica ed etica più potente per contrastare l’isolamento sociale, regalando a intere generazioni la spensieratezza e la trasparenza di un rito collettivo unico. Sabato 19 e domenica 20 settembre 2026, il centro storico di Noceto diventerà la capitale della fantasia ospitando “Noceto delle Meraviglie”, una nuova e spettacolare tappa del celebre Festival Incredibile. Due giornate a ingresso completamente gratuito nate per invadere le strade con creature fantastiche, macchine sceniche e acrobazie da brivido.
La manifestazione, giunta quest’anno alla sua quinta e trionfale edizione, è ideata e promossa con viscerale passione dall’Associazione L’Ufficio Incredibile APS. Il progetto costituisce una fitta e trasparente rete culturale itinerante che attraversa la pianura e l’Appennino parmense, modenese e reggiano, godendo del prestigioso contributo del Ministero della Cultura, della Regione Emilia-Romagna e del sostegno pluriennale “Sostegno (R)esistente” di Fondazione Cariparma. A Noceto l’architettura della festa si svilupperà come una scena diffusa tra Piazza Garibaldi, Piazza Repubblica e Via Vittorio Veneto, azzerando le barriere tradizionali tra artisti e passanti e chiamando a raccolta una straordinaria parata di compagnie d’élite provenienti da Francia, Germania, Argentina, Cile, Repubblica Ceca e Italia.
Dalla Germania al Cile: l’inaugurazione tra cinema muto e dinosauri di stoffa
Il ruolino di marcia del festival si accenderà sabato 11 settembre alle ore 17:30 in Via Vittorio Veneto con i Giochi Antichi di Diego Brocani: un’installazione eccezionale di manufatti in legno d’una volta, dove astuzia e abilità guideranno bambini e famiglie in un percorso di socializzazione spontanea. Alle 18:00, Piazza Garibaldi ospiterà per la prima volta in Italia la pluripremiata compagnia tedesca Monsieur und Die Dame Am Klavier con lo spettacolo “Humor in Black and White”. Il mimo Monsieur gestirà i perfetti tempi comici del corpo senza proferire parola, scortato dalle note dal vivo della compositrice Nora Born su un pianoforte a coda in miniatura, evocando l’eleganza malinconica del cinema muto (replica alle 22:30). Alle 18:30 la Cia Bruboc presenterà “WOOW”, una performance di clownerie e atletismo in cui due surreali piloti viaggiano nel tempo a bordo di un bizzarro tapis roulant (replica alle 20:30).
Il momento di più alto impatto visivo della prima giornata si consumerà alle ore 19:00 in Piazza Repubblica con l’eruzione di Cromosauro, una gigantesca macchina scenica itinerante alta cinque metri e lunga sette, curata da MascheraViva. Uno scheletro monumentale di dinosauro, interamente rivestito di stoffe coloratissime, si aggirerà tra la folla su trampoli grazie a un complesso gioco di bilanciamenti e contrappesi azionati da un attore-sentinella (replica alle 22:00). Alle 19:45, i marinai argentini del Duo Un Pie faranno battere il cuore del pubblico con “Amor y Sal”, una commedia circense mozzafiato tra danza acrobatica, pertica e giocoleria (replica alle 23:00). La notte si completerà con le evoluzioni spaziali sui trampoli della compagnia francese Tac O Tac in “Special Conquest” (ore 21:00) e con il virtuosismo dell’acrobata cileno Mr Dyvinetz in “Vari”, una performance magnetica tra bicicletta acrobatica e ruota Cyr (ore 21:30).
La roulotte magica e il sogno di Miyazaki: il programma della domenica
La seconda giornata del festival, domenica 20 settembre, aprirà i battenti alle 17:30 in Piazza Repubblica con un laboratorio gratuito di educazione permanente all’immagine: “Wacky”, curato da Ottotipi Spaccio D’Arte. Una roulotte d’epoca si trasformerà in una vera e propria camera oscura itinerante, un piccolo mondo segreto dove bambini e adulti curiosi potranno scoprire la magia della fotografia stenopeica a ciclo continuo. Dopo i graditi ritorni e le repliche pomeridiane del Duo Un Pie, di Monsieur e di Mr Dyvinetz, Piazza Repubblica tornerà a vibrare alle 19:30 con il burlesque aereo dei Tac O Tac e la loro epopea comica sulla conquista dello spazio.
Il gran finale del festival sarà affidato a un appuntamento visionario e poetico di altissimo spessore etico. Alle ore 20:15 (con replica alle 21:30) Via Vittorio Veneto ospiterà “Loco-motiv” di Gambeinspalla Teatro, una coproduzione italo-ceca che si configura come un omaggio totale all’immaginario cinematografico di Hayao Miyazaki. Tra estetica steampunk, sonorità rock, fumogene, bolle di sapone giganti e aeroplani di carta, la performance libererà nel cielo di Noceto uno stormo di aquiloni, celebrando il desiderio ancestrale dell’uomo di volare leggero e libero da ogni condizionamento materiale. Il festival si chiuderà alle 22:00 con l’ultima, spettacolare esibizione di Mr Dyvinetz. Per qualsiasi informazione e aggiornamento dell’ultimo minuto sul programma, l’organizzazione ha messo a disposizione il contatto telefonico di Alice al numero 339.5443100. Spegnete gli smartphone, lasciate a casa i pensieri grigi e andate a abitare le strade di Noceto: la carovana delle meraviglie è arrivata, e la felicità è a portata di sorriso.
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Il corpo che si fa manifesto contro le nevrosi del presente: i Castelli Romani diventano il palcoscenico mondiale della danza contemporanea
La grande danza contemporanea internazionale si prende il cuore dei Castelli Romani per due mesi di pura e viscerale emozione! 🩰🏛️✨ Dal 18 settembre al 17 novembre torna “Paesaggi del Corpo”, lo straordinario festival diffuso diretto da Patrizia Cavola tra le piazze e i palazzi storici di Velletri e Genzano di Roma. Oltre 30 appuntamenti imperdibili con i più grandi coreografi mondiali per raccontare i drammi del nostro tempo: dalla crisi climatica della DANA in Spagna con la compagnia EnClaveDANZA, alle coreografie oniriche ispirate a Chagall, fino all’urlo civile contro le guerre di “Mater Sola”. Un’oasi di arte, cultura e spensieratezza colta a ingresso gratuito o ridotto: scoprite il programma completo nel nostro articolo! 👇❤️🎭
Velletri (RM) – Ci sono movimenti capaci di squarciare il velo dell’indifferenza e di curare le solitudini del nostro tempo, trasformando i muscoli, i respiri e il sudore dei performer in un’arma di dirompente impatto sociale, civile ed emotivo. In un’era dominata dall’asfissia degli schermi digitali e dall’isolamento individuale, l’arte coreutica si riscopre l’unica vera risorsa terapeutica ed etica in grado di rimettere l’essere umano in connessione profonda con lo spazio pubblico, con l’ambiente e con la comunità. Da venerdì 18 settembre a domenica 17 novembre 2026, l’incantevole e fiero scenario dei Castelli Romani si trasformerà in una monumentale e pulsante scena diffusa. Prenderà infatti il via la nuova, attesissima edizione di Paesaggi del Corpo – Festival Internazionale di Danza Contemporanea, una kermesse imponente diretta con viscerale passione da Patrizia Cavola, pronta a invadere teatri, piazze e palazzi storici di Velletri e Genzano di Roma con oltre 30 appuntamenti imperdibili.
Il festival si propone come un mosaico articolato e trasparente di linguaggi contemporanei, unendo mostri sacri della coreografia e nuove leve creative della scena transnazionale, tra cui spiccano i laboratori e le produzioni di ben 22 compagnie d’élite (dalla Compagnia Atacama al Balletto Teatro di Torino, passando per Enzo Cosimi, EgriBiancoDanza, MOTUS e la madrilena EnClaveDANZA). Al centro dei due mesi di programmazione vi è un’analisi spietata e poetica delle grandi contraddizioni del XXI secolo: la crisi climatica globale, la memoria storica dello Stato, l’impatto dell’intelligenza artificiale sulle relazioni umane, il conflitto geopolitico e il dramma dell’invidia sociale alimentata dal confronto permanente sui social network, offrendo al pubblico una bussola per orientarsi nel caos del presente.
I giochi di strada contro lo smartphone: l’inaugurazione a Piazza Cairoli
Il sipario ideale della rassegna si alzerà venerdì 18 settembre a Velletri, a partire dalle ore 17:30, all’interno della cornice urbana di Piazza Cairoli, teatro del debutto di “Anghingò” della Compagnia Atacama, firmato da Patrizia Cavola e Ivan Truol. Ispirato al saggio letterario di Piero Dorfles dedicato alle rime dei giochi di strada, lo spettacolo recupera con nostalgia e spavaldo ottimismo l’immaginario dei riti collettivi dell’infanzia di un tempo, quando la strada era un salotto di invenzione, socializzazione spontanea e costruzione condivisa delle regole. Un’opera di squadra eccezionale che usa la voce, le filastrocche e la metrica del corpo per denunciare la progressiva perdita degli spazi fisici aggregativi a causa del torpore tecnologico che ipnotizza i nostri figli fin dai primi anni di vita.
La giornata inaugurale proseguirà con due perle internazionali di devastante intensità emotiva. La coreografa belga Irene Kalbusch porterà in scena con la sua Cie Irene K la performance “La nature n’aime pas le vide”, un’indagine millimetrica sulla cautela dell’incontro tra due individui, tesi tra il trattenere e il lasciar andare, tra la paura dello sconosciuto e l’accettazione dell’alterità. Subito dopo, il Balletto Civile accenderà i riflettori su “Tebe”, con l’ideazione e la regia di Michela Lucenti. Ispirato a Le Fenicie di Euripide, il lavoro compie un salto analitico spaventoso, interrogando la tragedia classica per radiografare le guerre contemporanee, la tirannia, il crollo delle democrazie e il dovere civile della resistenza sociale.
Dall’alluvione DANA in Spagna al sogno di Chagall: il weekend di Genzano
Sabato 19 settembre la carovana del festival si sposterà a Genzano di Roma. Piazza Frasconi e lo splendido Anfiteatro Michael Ende (ex Olmata) faranno da sfondo alla replica della Cie Irene K e al debutto dell’intenso “Invidia” dei MOTUS, drammaturgia di Rosanna Cieri, che mette a nudo la frustrazione e l’autodistruzione dei corpi nell’era del materialismo e dei filtri digitali. Grande attesa per la compagnia spagnola EnClaveDANZA, che presenterà “Terra Ferida”: una riflessione mozzafiato sul cambiamento climatico nata dal fango e dal dolore dell’alluvione DANA che nel 2024 ha devastante colpito Valencia e Mira, trasformando i movimenti dell’acqua e lo straripamento dei fiumi in una metafora della fragilità geologica contemporanea.
Domenica 20 settembre, le sale regali e monumentali di Palazzo Sforza Cesarini a Genzano ospiteranno un trittico domenicale da brivido a partire dalle 17:30. Si aprirà con “Naufraghi (Jules)” di Naturalis Labor, viaggio intimo di Luciano Padovani sul disorientamento che accompagna la perdita di un amore impossibile, seguito da “La Passeggiata” di Ersilia Danza, un omaggio fluttuante e onirico al celebre dipinto di Marc Chagall e di sua moglie Bella, dove la bellezza si fa scudo contro il peso della dittatura e della storia. Chiuderà la sessione lo straziante “Mater Sola” della Compagnia Francesca Selva, un quadro densissimo che guarda alle vittime civili di tutte le guerre attraverso l’archetipo della madre che resta immobile a presidiare le macerie, offrendo una testimonianza di altissima dignità umana.
I riti Zen, il vento e la terra: il programma alla Casa delle Culture
Il festival tornerà a Velletri venerdì 25 settembre, riempiendo gli spazi suggestivi della Casa delle Culture e della Musica con una giornata interamente dedicata al dialogo trasparente tra il corpo e la natura circostante. Il Balletto Teatro di Torino presenterà “ALISEO variation”, un assolo di Bailey Kager firmato Manfredi Perego dove il vento si fa metafora di un’energia invisibile capace di mutare i paesaggi. A seguire, la Mandala Dance Company presenterà in anteprima la produzione 2026 “Stone” di Paola Sorressa: sette pietre accompagneranno un rito coreografico ancestrale che richiama la pace e l’ascolto dei giardini Zen, culminando nell’erezione di un totem sacrale.
Il ricco cartellone del weekend si completerà con l’ironia colta della Compagnia degli Istanti in “Suddenly Here” di Simona Bucci — che rilegge in chiave psicoanalitica il gioco infantile del “Dire, fare, baciare” — e con l’incursione transnazionale della compagnia francese Cie Vialuni. La regista Michèle Ettori porterà sul palco “La Performance Agricole”, una partitura totalmente aperta dove la terra rurale, l’acqua e le piante entrano fisicamente in scena, abbattendo ogni barriera tra attori e spettatori. Spegnete per un fine settimana gli smartphone, abbandonate le nevrosi delle città e regalatevi un viaggio tra i palazzi e le piazze dei Castelli Romani: scoprirete che finché ci sarà un corpo che danza e un pubblico che respira all’unisono, il nostro domani sarà sempre un posto protetto, libero e profondamente umano.
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Il cinema italiano illumina il deserto e il Lido incorona “La Dolce Via Festival”: ad Abu Dhabi e Dubai la rivoluzione dell’emancipazione femminile con i capolavori di Cinecittà
Il grande cinema italiano vola a Dubai e Abu Dhabi, e il ponte del futuro viene incoronato alla Mostra del Cinema di Venezia! 🇮🇹✈️🇦🇪 Presentato all’Italian Pavilion del Lido il programma della seconda edizione de “La Dolce Via Festival”, lo straordinario progetto di Benedetta Paravia che unisce l’Italia agli Emirati Arabi attraverso l’alta formazione dei giovani. Tra le grandi novità, il workshop motivazionale della regista laziale Eleonora Puglia, l’annuncio del primo film in coproduzione italo-emiratina e una rassegna pazzesca di capolavori restaurati da Cinecittà (da “La ragazza con la pistola” a “La famiglia”) per raccontare l’emancipazione femminile e la storia del nostro Paese. Scoprite tutte le date di ottobre e i dettagli nell’articolo! 👇❤️🎬
Venezia – Ci sono ponti invisibili che non necessitano di piloni d’acciaio o di monumentali colate di cemento per unire culture, deserti e lagune, perché poggiano sulla roccia trasparente della cultura, sulla forza delle immagini in movimento e sulla magia senza tempo del grande schermo. Il cinema, da sempre la metafora più potente e viscerale del dialogo transnazionale, si riscopre lo strumento privilegiato di una diplomazia culturale d’altissimo profilo strategico, capace di connettere l’Italia agli orizzonti futuristici del Golfo Persico. Lo scorso giovedì 10 settembre 2026, la splendida ed elegante cornice dell’Italian Pavilion presso l’Hotel Excelsior, nel cuore pulsante della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ha ospitato la presentazione internazionale ufficiale della seconda edizione de “La Dolce Via Festival”. Un’iniziativa straordinaria, concepita per proiettare il saper fare tricolore e le nuove leve creative direttamente nel cuore pulsante degli Emirati Arabi Uniti.
La manifestazione, che si svolgerà in terra emiratense dal 26 al 28 ottobre 2026, vivrà la sua solenne inaugurazione presso la prestigiosa Cultural Foundation di Abu Dhabi — confermando la fortunata location del debutto — per poi spostare il proprio baricentro operativo e accademico nelle successive giornate all’interno delle aule della American University in the Emirates (AUE) di Dubai. Il progetto, promosso con fiera determinazione da A.N.G.E.L.S. APS, nasce con il nobile dovere civile di rafforzare i legami tra le due nazioni attraverso l’alta formazione dei giovani talenti arabi, offrendo agli studenti delle facoltà di Arte, Media e Comunicazione un’opportunità di confronto diretto con le eccellenze della cinematografia italiana. Un’occasione d’oro per far nascere un hub creativo internazionale in grado di trasformare la vicinanza ideale in stabili joint venture industriali.
Dalla cattedra di Roberto Stabile al workshop motivazionale di Eleonora Puglia
Alla conferenza stampa veneziana, taccuino alla mano, è intervenuto un parterre d’élite che ha svelato le grandi novità programmatiche di questa seconda edizione. I lavori sono stati aperti e guidati da Benedetta Paravia, fondatrice e direttrice de “La Dolce Via Festival” nonché Vice Presidente di A.N.G.E.L.S. APS, affiancata da Roberto Stabile, stimato Responsabile delle Relazioni Internazionali di Cinecittà. Accanto a loro, a testimoniare la freschezza espressiva delle nuove generazioni, si è eretta la figura di Eleonora Puglia, giovane e talentuosa regista e attrice della Regione Lazio. La Puglia sarà la protagonista di un attesissimo workshop motivazionale rivolto agli studenti emiratensi, un laboratorio intimo e senza filtri incentrato sulla determinazione, sulla capacità di superare l’isolamento e sul metodo artigianale per convertire il talento e le aspirazioni artistiche in un progetto professionale concreto e duraturo.
La vera e propria svolta industriale della kermesse, emersa durante il serrato dibattito al Lido, risiede nell’annuncio dei lavori attualmente in corso per la realizzazione del primo storico film in coproduzione italo-emiratina. Un traguardo epocale che dimostra come il festival non sia una vetrina estetica passiva, ma una piattaforma commerciale solida, capace di far dialogare le maestranze, i capitali e le tecnologie dei due Paesi. Per suggellare questo patto d’onore, Benedetta Paravia ha consegnato a Roberto Stabile — entrato ufficialmente nel Board Culturale del festival — il prezioso award ufficiale della rassegna: una scultura che raffigura una giovane donna proiettata verso il domani mentre stringe il logo della Dolce Via, un visual anchor che sintetizza il dovere di guardare al futuro senza mai recidere le proprie radici identitarie.
I capolavori restaurati da Cinecittà: la lezione di emancipazione che scuote il Golfo
Se la prima edizione aveva celebrato il cinema di genere portando negli Emirati la trilogia visionaria del regista cult Gabriele Mainetti e l’intensità drammaturgica di Alessandro Preziosi, il focus del 2026 si sposta su un terreno etico e sociale di sconvolgente attualità. Grazie alla cineteca di Cinecittà, gli studenti arabi assisteranno alla proiezione di una selezione di capolavori storici restaurati, un percorso visivo incentrato sull’evoluzione della società italiana e sul riscatto della figura femminile contro i cliché della cultura patriarcale. Quattro pellicole monumentali concepite come una risorsa terapeutica per comprendere la metamorfosi dei diritti civili:
- Peccato che sia una canaglia: La donna astuta e seducente che impara a giocare con le regole del mondo maschile senza farsi schiacciare.
- La fortuna di essere donna: La decostruzione dello sguardo dell’uomo, trasformato dalla protagonista in un’opportunità di autonomia e indipendenza.
- La ragazza con la pistola: Il manifesto assoluto della rottura delle catene tradizionali, dove la donna rivendica il diritto sacrosanto di scegliere da sola chi vuole essere.
- La famiglia: L’affresco intergenerazionale firmato Ettore Scola, dove l’uomo e la donna si misurano con lo scorrere del tempo e con le trasformazioni profonde dei legami affettivi.
La diplomazia culturale dello Stato: i patrocini dei tre Ministeri
Questo miracolo di cooperazione internazionale e alta formazione gode dei patrocini più prestigiosi della Repubblica Italiana, a testimonianza della tenuta istituzionale del progetto: dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale al Ministero della Cultura, fino al Ministero del Turismo e alla stessa Regione Lazio. Sul versante mediorientale, la kermesse si muove sotto gli solenni auspici del Ministero degli Affari Esteri degli Emirati Arabi Uniti, in costante e fitta sinergia con l’Ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi. Da Venezia al deserto, “La Dolce Via Festival” blinda il proprio ruolino di marcia, dimostrando che la grande bellezza non è un museo statico da difendere con intolleranza, ma un fuoco vivo capace di viaggiare oltre l’oceano per accendere i sogni delle nuove generazioni e limitare l’esodo delle idee.
I gioielli indossati da Paravia sono di Maison Giglio
Presente in conferenza la Medical Division di Mediass
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