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Territorio

CARSOLI, IL SILENZIO CHE SQUARCIA IL CUORE: LA COMUNITÀ SOTTO SHOCK PER LA SCOMPARSA DEL GIOVANE FEDERICO

Un’intera città si ferma davanti all’inspiegabile. Le parole del Sindaco Marcangeli dipingono il dolore di una perdita che lascia senza fiato e ci interroga nel profondo del nostro essere: potevamo fare di più? #FedericoNelCuore #Solidarietà #ComunitàInPreghiera

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Redazione-  Ci sono momenti in cui il tempo sembra fermarsi di colpo, in cui il rumore della quotidianità, con le sue scadenze, le sue corse e le sue piccole preoccupazioni, svanisce per lasciare spazio a un silenzio assordante. È quello che sta accadendo in queste ore, mentre la notizia della scomparsa del giovane Federico attraversa le strade, entra nelle case e si ferma, come un peso insopportabile, sul petto di chi lo conosceva e di chi, pur non avendolo mai incontrato, avverte il brivido di una tragedia che colpisce il bene più prezioso di una collettività: i suoi giovani.

Il primo cittadino, l’Avvocato Loreto Alessandro Marcangeli, si è fatto portavoce di questo sentimento collettivo con un messaggio di rara intensità emotiva. Non si è trattato di un semplice comunicato istituzionale, ma di un abbraccio collettivo, un grido sussurrato che cerca di dare una forma al vuoto. “Ci chiudiamo nel silenzio del dolore,” ha dichiarato il Sindaco, interpretando il bisogno di una comunità che non cerca spiegazioni razionali, perché sa che, di fronte alla morte di un ragazzo, la ragione non ha strumenti sufficienti.

La tragedia ha colpito come un fulmine a ciel sereno, lasciando la “terra tremare sotto i piedi”. È un’immagine potente, quella usata da Marcangeli, che descrive perfettamente lo stato di shock di chi si ritrova improvvisamente senza punti di riferimento. Federico non era solo un nome su un registro scolastico o un volto tra i tanti; era un figlio, un compagno, un amico, una promessa di futuro che si è interrotta troppo presto. La sua scomparsa ha ferito profondamente la comunità scolastica, quel luogo che per eccellenza dovrebbe essere culla di sogni e di crescita, e che oggi si ritrova invece a fare i conti con la fragilità dell’esistenza.

Ma oltre al dolore, c’è un altro sentimento che serpeggia tra i banchi di scuola e nelle piazze: quell’interrogativo lancinante che il Sindaco ha espresso con estrema onestà. Sono domande che, in momenti come questo, attraversano inevitabilmente ciascuno di noi: “Se avessimo potuto accorgerci di più, ascoltare di più, fare qualcosa di più”. È il senso di colpa collettivo che accompagna le tragedie giovanili, quel desiderio impossibile di tornare indietro per offrire un orecchio più attento, uno sguardo più profondo, una mano tesa un istante prima che tutto diventi irreparabile.

In un’epoca dominata dal rumore e dalla velocità dei social media, l’invito del Sindaco al silenzio appare quasi rivoluzionario. È un silenzio che non è assenza, ma presenza rispettosa. È il silenzio della preghiera per chi crede, della riflessione per chi cerca risposte, e del rispetto per una famiglia che sta attraversando l’ora più buia. “In un momento in cui ogni parola sembra insufficiente,” continua Marcangeli, l’unica strada percorribile è quella del raccoglimento.

La comunità intera si stringe attorno ai cari di Federico. Non ci sono colori politici, non ci sono distinzioni sociali: c’è solo una grande, dolente famiglia umana che piange la perdita di una delle sue stelle. La vicinanza ai compagni e agli amici di Federico è totale, nella consapevolezza che saranno loro, più di tutti, a dover portare avanti il ricordo di un sorriso che non deve essere dimenticato.

Oggi, le luci della città sembrano un po’ più fioche. Resta il dolore, resta il vuoto, ma resta anche l’impegno silenzioso di una comunità che, passata la tempesta dello shock, dovrà imparare ad ascoltare di più, ad accorgersi dei segnali, a proteggere i propri giovani con un amore ancora più vigile. Per Federico, e per tutti noi.

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Territorio

LUTTO A BORGOROSE: I FUNERALI DI FEDERICO PONZIANI UNISCONO DUE COMUNITÀ IN UN UNICO ABBRACCIO DI DOLORE

Il giovane Federico Ponziani, 17 enne scomparso durante le ricerche sul confine tra Reatino e Abruzzo, sarà ricordato domani a Borgorose. Le esequie, all’ora delle 15, nella piazza del Municipio, hanno trasformato la cittadina in un luogo di commemorazione collettiva; al liceo scientifico di Carsoli, un minuto di silenzio rende omaggio al ragazzo che aveva legato i due territori.

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Redazione-  Domani, la piccola ma accogliente cittadina di Borgorose, nel cuore del Lazio, diventerà il palcoscenico di una cerimonia che va ben oltre la sua popolazione. Alle ore 15, nella piazza antistante il Municipio, le famiglie, gli amici, i vicini e i numerosi concittadini attesi per l’ultimo saluto si raduneranno per dare l’ultimo addio a Federico Ponziani, 17 anni, scomparso il 14 aprile dopo ore di ricerche nella zona più selvaggia al confine tra il Reatino e la provincia di L’Aquila.

Il sindaco Mariano Calisse, in prima persona, ha proclamato il lutto cittadino per consentire a tutti i residenti di partecipare alle esequie senza ostacoli burocratici. “Oggi non è solo il giorno dei funerali di un giovane, ma è il giorno in cui la nostra comunità dice ‘non sei solo’ a una famiglia provata dal dolore più profondo”, ha dichiarato Calisse durante il consesso comunale di questa mattina.

Il percorso di una vita che ha attraversato confini

Federico non è stato un semplice abitante di Borgorose. Nato e cresciuto nella zona, ha trascorso gli ultimi anni della scuola media al Liceo Scientifico dell’Aquila, dove si era già fatto notare per la sua curiosità scientifica e il suo spirito di iniziativa. L’anno scolastico successivo lo ha portato a Carsoli, dove ha iniziato gli studi al Liceo Scientifico di Carsoli, lasciando un’impressione così forte da far parlare di lui non solo tra i compagni di classe, ma anche fra gli insegnanti e le famiglie dei dintorni.

La scomparsa di Federico ha suscitato, fin dalle prime ore, un’ondata di preoccupazione che si è propagata rapidamente dal Reatino alla zona marziana. Le ricerche, coordinate dalle autorità dei due enti, hanno coinvolto volontari, Carabinieri, elicotteri e cani da soccorso, ma hanno dovuto fermarsi quando il corpo del ragazzo è stato ritrovato nella zona più impervia del confine, senza lasciare tracce di un possibile movente.

La risposta della cittadinanza

Le strade di Borgorose, tipicamente tranquille, si sono riempite di affollate file di persone provenienti non solo dal comune, ma anche da tutti i paesi limitrofi. I volti sono stati tutti contraddistinti da un’espressione di solidarietà: genitori, amici, insegnanti e vicini si sono fermati per condividere ricordi di un giovane che amava la natura, la scienza e le lunghe corse in bicicletta tra le colline dell’Aquila.

Molti hanno riportato aneddoti: “Ricordo quando Federico mi aveva mostrato un esperimento di chimica al laboratorio, spiegandomi con entusiasmo il funzionamento di un semplice catalizzatore”, ha raccontato Marco V., compagno di classe. “La sua curiosità era contagiosa, e la sua perdita si sente come un vuoto in ogni angolo della scuola”.

Il sindaco Calisse ha invitato la cittadinanza a continuare a sostenere la famiglia Ponziani: “Il nostro pensiero è con loro, non solo oggi, ma per tutto il tempo che sarà necessario per superare questo lutto”.

Un futuro che si fa più difficile ma non dimenticherà

La morte prematura di Federico solleva interrogativi su come le comunità di piccole dimensioni possano supportare i ragazzi in situazioni di emergenza e perdita. In risposta, il Consiglio Comunale di Borgorose ha annunciato l’avvio di un progetto di “Punto di ascolto giovanile” presso il centro civico, con la collaborazione del Liceo Scientifico di Carsoli per offrire supporto psicologico a giovani e famiglie in momenti di crisi.

Il progetto, che dovrebbe essere operativo entro la fine dell’anno, vuole trasformare il dolore condiviso in un’opportunità di crescita per la collettività, affinché la memoria di Federico non si limiti al ricordo della sua scomparsa, ma diventi un catalizzatore per un futuro più solidale e attento al benessere dei giovani.

 

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AVEZZANO NEL PIATTO: NASCE L’ACCADEMIA DELLA CUCINA PER TRASFORMARE IL FUCINO IN UN POLO DI ALTA FORMAZIONE

Avezzano punta a diventare la capitale del gusto: nasce il progetto per una grande Accademia della Cucina. Formazione d’eccellenza, valorizzazione del Fucino e futuro per i giovani chef del territorio. Scopri i dettagli! 👨‍🍳
#Avezzano #Enogastronomia #Fucino #AccademiaCucina

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Redazione-   Far sì che i sapori della terra diventino una vera e propria scienza e che la tradizione culinaria marsicana si trasformi in una leva strategica per il turismo e l’occupazione. È questa la sfida lanciata da Antonio Del Boccio, capogruppo della Lega in Consiglio comunale e candidato alle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio a sostegno della coalizione di Giovanni Di Pangrazio.

Il progetto, che punta a creare un’Accademia della Cucina ad Avezzano, non è solo una visione gastronomica, ma un piano concreto per chiudere la filiera che va dal campo alla tavola. L’idea, nata dall’estro dello chef marsicano Franco Franciosi, ha già trovato terreno fertile tra le istituzioni, delineando un percorso che unisce la valorizzazione dei prodotti locali – con il Fucino in testa – alla formazione professionale di altissimo livello.

Un hub per le eccellenze

«L’Accademia sarà il luogo dove le eccellenze enogastronomiche della Marsica verranno studiate, ricercate e promosse», spiega Del Boccio. «Vogliamo che i nostri piatti tipici e le ricette della tradizione siano interpretati dai grandi chef e dai loro allievi in un contesto di respiro internazionale». L’obiettivo è chiaro: trasformare il patrimonio agroalimentare locale – dagli ortaggi del Fucino ai salumi, passando per tartufi, miele, vini e birre artigianali – in un prodotto turistico di prestigio, capace di attrarre seminari, congressi ed eventi di settore.

Sinergia politica: il progetto prende il volo

La forza del progetto risiede nella compattezza della filiera politica. Del Boccio rivela di aver già avviato un confronto serrato con il vice presidente della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, e di poter contare sul sostegno del sottosegretario di Stato al Masaf, Luigi D’Eramo. «Quando si tratta di mettere a terra una buona idea, la collaborazione tra amministrazione locale, Regione e Governo diventa fondamentale», sottolinea il candidato. Il solco è già tracciato dall’esperienza di Marsicaland, manifestazione che ha dimostrato quanto l’identità territoriale possa trasformarsi in un potente volano economico.

Formare gli chef di domani

Non solo promozione, ma anche scuola. L’Accademia si propone di diventare un centro di alta formazione dove esperti di chiara fama, tra i migliori del panorama nazionale, potranno insegnare ai giovani talenti locali le tecniche più avanzate. «Vogliamo formare giovani chef marsicani “doc”, pronti a portare l’innovazione nelle nostre cucine senza mai perdere il legame con la civiltà contadina», aggiunge Del Boccio.

Un futuro legato alla terra

Il programma della Lega per le prossime elezioni non lascia dubbi: l’agricoltura resta il cuore pulsante del territorio. Investire nel Fucino significa investire nella storia di Avezzano, guardando però con decisione al futuro. «Il nostro modello di sviluppo punta al connubio tra tradizione e modernità», conclude il capogruppo, ribadendo la centralità di un comparto che rappresenta il vero motore occupazionale della Marsica. Con la nascita dell’Accademia, Avezzano si prepara a servire in tavola non più solo prodotti d’eccellenza, ma una vera e propria visione di crescita per l’intero comprensorio.

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ARISCHIA RISCOPRE LE SUE RADICI: IL MISTERO DEI “SARACENI” D’ABRUZZO NEL NUOVO LIBRO DI EZIO BECCIA

📅 Sabato 23 maggio, ore 17:30 – Arischia (AQ) Presentazione del libro “Fuga dal Garigliano” di Ezio Beccia. Un’indagine mozzafiato sulle origini medievali del nostro territorio, tra pergamene antiche e identità locali. Non mancare! 🏺✨
#Arischia #StoriaMedievale #AbruzzoDaScoprire #ValleSaracena

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Redazione-   Ci sono storie che restano sepolte per secoli tra le pieghe del tempo, protette dal silenzio delle vette appenniniche e dal mormorio dei documenti d’archivio, in attesa di qualcuno capace di ridar loro voce. Una di queste storie sta per essere svelata ad Arischia, in un evento che promette di riscrivere parte della memoria collettiva del territorio aquilano.

Sabato 23 maggio 2026, alle ore 17:30, la sede ADUC Usi Civici di Piazza Duomo diventerà il palcoscenico di un viaggio a ritroso nel tempo lungo oltre mille anni. L’occasione è la presentazione del volume “Fuga dal Garigliano. Destinazione Amiternum e la Valle Saracena”, l’ultima fatica letteraria dello studioso Ezio Beccia, pubblicata da One Group Edizioni.

Un’epopea medievale tra le vette dell’Amiternino

Al centro dell’opera di Beccia c’è un frammento di Medioevo italiano quasi dimenticato, ma dal fascino magnetico: la sorte dei sopravvissuti alla storica battaglia del Garigliano del 915 d.C. In quell’anno, una coalizione cristiana pose fine all’insediamento arabo fortificato nel Lazio meridionale. Ma cosa accadde a chi riuscì a fuggire?

Attraverso un minuzioso lavoro di ricerca su pergamene, cronache altomedievali e fonti documentarie, l’autore ricostruisce il possibile percorso dei fuggitivi verso nord, fino a raggiungere le montagne dell’alto aquilano e quella che oggi conosciamo come Valle Saracena. Non si tratta solo di una cronaca di guerra, ma di un’indagine profonda sulla toponomastica e sulle trasformazioni sociali che hanno plasmato l’identità di questi luoghi. Il libro intreccia il rigore scientifico del ricercatore con una capacità narrativa che rende vivi gli antichi legami tra il Ducato di Spoleto e le comunità locali.

Un parterre di esperti per un dibattito d’eccezione

La presentazione non sarà un semplice incontro letterario, ma un vero e proprio convegno di approfondimento culturale che vedrà la partecipazione di figure di spicco del panorama culturale e accademico. Ad accompagnare l’autore nel racconto di questa “fuga” verso la salvezza ci saranno:

  • Francesca Pompa, Presidente di One Group Edizioni, che ha creduto fortemente in questo progetto editoriale di valorizzazione territoriale;
  • Carlo Fonzi, Presidente dell’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea (IASRIC);
  • Sandro Zecca, esperto e appassionato studioso di fonti medievali;
  • Alfonso Forgione, docente di Archeologia Medievale presso l’Università degli Studi dell’Aquila, che offrirà una prospettiva scientifica sui reperti e le dinamiche insediative dell’epoca.

L’incontro sarà aperto dai saluti istituzionali di Elia Serpetti, Presidente dell’ADUC di Arischia, a testimonianza del legame indissolubile tra la comunità e le sue radici storiche. A guidare il confronto e moderare gli interventi sarà il giornalista Giustino Parisse, firma nota per la sua sensibilità verso la storia e le tradizioni del territorio aquilano.

Perché partecipare

In un’epoca di globalizzazione, riscoprire il “genius loci” attraverso opere come quella di Ezio Beccia significa restituire dignità e consapevolezza a un territorio che ha ancora molto da raccontare. “Fuga dal Garigliano” è un invito a guardare le montagne di Arischia e l’area di Amiternum con occhi nuovi, riconoscendo in ogni nome di luogo e in ogni rudere il passaggio di uomini e donne che, fuggendo dalla storia, hanno finito per scriverne una nuova proprio qui, nel cuore dell’Abruzzo.

L’ingresso è libero e la cittadinanza è invitata a partecipare a quello che si preannuncia come uno degli appuntamenti culturali più significativi della stagione.

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