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La guerra della Pergamena Bianca spacca Cava de’ Tirreni: l’ATSC rompe il silenzio dopo il convegno delle polemiche e blinda la Disfida dei Trombonieri

Scontro totale a Cava de’ Tirreni sulla Disfida dei Trombonieri e la Pergamena Bianca! 🛡️🥁 L’ATSC rompe il silenzio dopo il convegno del 4 settembre, respingendo le accuse di perpetuare un “falso storico” e denunciando la totale assenza di un equo contraddittorio. Dalla vera storia dell’assedio del 1460 fino alle pesanti frecciate sui passati contenziosi legali con gli Sbandieratori, un comunicato durissimo che blinda 50 anni di sacrifici, storia e passione dei volontari. Riuscirà la città a ritrovare l’unità? Scoprite tutti i retroscena nel nostro articolo! 👇❤️✨

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Disfida dei Trombonieri

Cava de’ Tirreni (SA) – Ci sono tradizioni che non si limitano a colorare le piazze o a riempire i calendari turistici, ma che costituiscono l’impalcatura stessa su cui poggia l’orgoglio, l’identità e l’anima di un intero popolo. A Cava de’ Tirreni, la Disfida dei Trombonieri e la memoria della leggendaria Pergamena Bianca sono esattamente questo: un patrimonio vivo che unisce generazioni. Ma quando la storia si mescola alle dinamiche associative e ai vecchi contenziosi legali, anche il più nobile dei dibattiti può trasformarsi in una trincea. A seguito del convegno culturale andato in scena lo scorso 4 settembre, l’ATSC (Associazione Trombonieri, Sbandieratori e Cavalieri) ha rotto il silenzio con una nota ufficiale al vetriolo, alzando un argine invalicabile contro quelle che ha definito ricostruzioni unilaterali, decontestualizzate e prive del necessario e democratico contraddittorio.

Il casus belli ruota attorno alla narrazione storiografica della celebre battaglia di Sarno del 1460 e al presunto soccorso che i cavesi avrebbero prestato a Re Ferrante d’Aragona, atto di fedeltà che portò alla concessione del privilegio in bianco. Durante l’incontro del 4 settembre, è stato ribadito con forza che tale soccorso non è altro che una “leggenda mai accaduta”, accusando implicitamente il mondo rievocativo di perpetuare un falso storico. La replica dell’ATSC, che da oltre mezzo secolo vive, organizza e tramanda la Disfida dei Trombonieri, è stata durissima e orgogliosa, tesa a smontare un’accusa ritenuta del tutto anacronistica. «Il falso storico di Sarno è superato da anni», tuonano i vertici dell’associazione, rimarcando come la comunità scientifica e le stesse associazioni abbiano già recepito la verità storica da oltre un decennio.

Assenza di contraddittorio e attacchi unilaterali: l’affondo dell’ATSC

Ciò che ha ferito maggiormente l’animo dei volontari e dei figuranti cavesi è stata la totale esclusione dal tavolo dei relatori delle istituzioni culturali e operative di riferimento. L’ATSC ha espresso profondo rammarico per la mancata convocazione del Centro Studi per la Storia di Cava de’ Tirreni — organo scientifico ufficiale del Comune — e della stessa associazione dei Trombonieri, nonostante l’evento trattasse ampiamente tematiche legate al loro operato. Senza una pluralità di voci, l’incontro è apparso agli occhi dell’ATSC come l’autocelebrazione di un percorso autonomo che, ironia della sorte, fino a pochi anni fa si poggiava proprio su quel mito di Sarno che oggi si pretende di voler demistificare in solitaria.

La nota ufficiale dell’associazione tocca poi un nervo scoperto della vita civile cittadina: il tormentato rapporto con gli Sbandieratori Città de la Cava, soci dell’ATSC dal 1988 al 2022. Trentaquattro anni di storia fraterna e comune improvvisamente naufragati in contenziosi legali. I vertici dell’ATSC hanno giudicato inopportuno e fuori luogo il richiamo parziale e decontextualizzato a queste vicende giudiziarie durante il convegno. «Utilizzare un pubblico dibattito culturale per offrire una visione unilaterale di questioni legali complesse, senza garantire la presenza dell’altra parte per un doveroso ed equo contraddittorio, svilisce lo spirito stesso di qualsiasi confronto che si dichiari costruttivo», si legge nel durissimo comunicato che rivendica il valore della trasparenza e dell’onestà intellettuale.

La verità scientifica del 1460: un percorso di rigore già iniziato nel 2017

Per sgomberare il campo da ogni ombra di approssimazione, l’ATSC ha voluto ricordare le tappe storiche del proprio percorso di adeguamento storiografico. Già nel 2017, infatti, l’associazione aveva promosso un grande convegno accademico con illustri docenti universitari per sancire l’infondatezza della partecipazione cavese alla battaglia di Sarno. Da quel momento, la narrazione delle manifestazioni è stata progressivamente e scientificamente aggiornata, focalizzandosi sulla “vera” storia del 1460: l’eroica resistenza della città all’assedio angioino. Un impegno filologico che ha preso corpo nella splendida rievocazione storica teatralizzata “I Guasti a la Città de la Cava – Una storia di Coraggio e Fedeltà”, realizzata con format innovativi che hanno visto il coinvolgimento di grandi nomi dello spettacolo nazionale.

Il valore e le origini della Disfida sono stati blindati anche dal Centro Studi per la Storia di Cava de’ Tirreni con una perentoria presa di posizione datata 30 maggio 2024. L’organo di ricerca ha chiarito che la manifestazione, nata nel 1974, è un evento folcloristico e turistico fondato sull’uso dell’archibugio e sulla storica suddivisione nei 4 Distretti cittadini risalente al XIV secolo. Collocare arbitrariamente la nascita dei Trombonieri in contesti differenti — come le commemorazioni religiose o la peste del 1656 — significherebbe snaturarne l’origine profonda, legata fin dal primo giorno alla tutela della demanialità e allo spirito guerriero e comunitario della città.

Custodire il futuro: il patto dei Palii d’Italia per Cava

La Disfida dei Trombonieri non è una finzione statica o un museo polveroso, ma una tradizione viva che pulsa nel tessuto sociale cavese attraverso il sacrificio quotidiano di centinaia di volontari, sbandieratori, cavalieri e musicisti. È un ponte tra passato e presente che unisce le generazioni e rinnova il senso di appartenenza a una comunità che non ha mai smesso di lottare per la propria libertà. Questo costante cammino verso l’eccellenza e la qualità culturale è stato testimoniato anche lo scorso 6 giugno, quando l’ATSC ha riunito a Cava i delegati dei più grandi Palii d’Italia per un tavolo di confronto nazionale sulle migliori pratiche di gestione degli eventi storici, bilanciando rigore filologico e promozione turistica.

Con lo stesso spirito di servizio che da oltre mezzo secolo anima il cuore dei suoi volontari, l’ATSC ha rinnovato il proprio impegno al fianco dell’Amministrazione Comunale. L’obiettivo comune resta quello di custodire, raccontare e rievocare le pagine più belle della storia di Cava de’ Tirreni. Ma per farlo, occorre abbandonare le passerelle unilaterali e ritrovare la strada dell’unità e del rispetto reciproco, l’unica via possibile per dare alla città l’autorevolezza e la dignità che merita davanti al mondo intero.

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Marsi n’Jazz a Celano, il Francesco Bruno 4tet apre la rassegna: all’Auditorium Fermi le note di «My New Sky»

Marsi n’Jazz a Celano, il Francesco Bruno 4tet apre la rassegna: all’Auditorium Fermi le note di «My New Sky» 👇

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F.Bruno - Euridice 1

Celano – La grande musica jazz torna a vibrare tra le vette e i borghi della Marsica, portando sul palco interpreti di caratura internazionale e progetti musicali di raffinata sensibilità artistica. Prende ufficialmente il via la prestigiosa programmazione celanese di «Marsi n’Jazz», la rassegna musicale organizzata con instancabile dedizione dall’Associazione Culturale Blue Note APS sotto l’attenta direzione artistica del maestro Franco Finucci. Il sipario si alzerà sabato 31 ottobre 2026 alle ore 18:30 presso l’Auditorium Enrico Fermi di Celano, dove ad inaugurare il cartellone sarà il celebre Francesco Bruno 4tet con il suggestivo live concept intitolato «My New Sky».

Un appuntamento di primissimo piano per gli amanti della musica d’autore di tutto il nostro territorio, sostenuto con convinzione dal Comune di Celano, dalla Regione Abruzzo e dal Ministero della Cultura, confermando la cittadina castellana come polo d’attrazione privilegiato per la cultura e la ricerca sonora contemporanea.

Francesco Bruno 4tet: il viaggio lirico e mediterraneo di «My New Sky»

Protagonista assoluto della serata d’apertura sarà Francesco Bruno, autentica colonna storica della scena jazzistica italiana sin dai primi anni Settanta. Musicista poliedrico, compositore raffinato e chitarrista dall’inconfondibile tocco lirico, Bruno ha attraversato oltre quattro decenni di evoluzione musicale dividendo il palcoscenico e le sale d’incisione con leggende mondiali del calibro del trombettista tascabile Don Cherry, firmando inoltre negli anni Ottanta brani storici divenuti autentici evergreen della canzone italiana. Negli anni più recenti, la sua ricerca lo ha visto dialogare con maestri di primo piano come il trombettista catalano Raynald Colom e i sassofonisti Javier Girotto e Maurizio Giammarco.

Con «My New Sky», Bruno propone una sintesi perfetta tra il rigore formale e l’energia sincopata del modern jazz afroamericano e le atmosfere melodiche e calde della tradizione latina e mediterranea. Il pubblico dell’Auditorium Fermi avrà l’opportunità di ascoltare in anteprima alcune delle composizioni inedite destinate al nuovo album in fase di lavorazione, affiancate da perle discografiche tratte dai suoi più acclamati progetti solisti, tra cui il celebre «Blue Sky Above The Dreamers» e il recente lavoro discografico «Zàkynthos».

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
MUSICA & GRANDI MAESTRI

Il grande libro del jazz – Arrigo Polillo

La monumentale bibbia del jazz edita da Mondadori (Oscar Grandi Classici): la storia, i miti, i protagonisti e le rivoluzioni stilistiche della musica più affascinante del Novecento.

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L’interplay del quartetto: improvvisazione e complicità sul palco

A scolpire l’identità sonora e il dinamismo del concerto sarà una ritmica d’eccezione composta da musicisti di altissimo profilo strumentale: Pierpaolo Principato al pianoforte, Andrea Colella al contrabbasso e Giorgio Raponi alla batteria. L’intesa tra i quattro interpreti non si limita alla puntuale esecuzione degli spartiti, ma vive del cosiddetto interplay, quel dialogo empatico basato sull’ascolto reciproco e sulla capacità di sviluppare variazioni melodiche e poliritmie in tempo reale, rendendo ogni concerto un evento irripetibile.

Le corde fluide di Bruno, capaci di passare da arpeggi acustici intimisti a fraseggi elettrici incandescenti, troveranno nelle armonie del pianoforte di Principato e nel solido groove di Colella e Raponi il terreno ideale per dar vita a un racconto emozionale vibrante, dove la tecnica sopraffina è costantemente al servizio della poesia musicale.

Il cartellone di Marsi n’Jazz: cinque eventi d’eccellenza fino a Natale

La serata del 31 ottobre è soltanto il primo tassello di un cartellone articolato su cinque imperdibili tappe che animeranno l’autunno e l’inverno celanese. Il programma proseguirà domenica 22 novembre con l’energia trascinante del trio guidato dal celebre sassofonista Max Ionata, per poi approdare domenica 6 dicembre all’atteso progetto «Napulitanata» con la voce inconfondibile di Peppe Servillo.

Sabato 12 dicembre sarà la volta dell’omaggio al mito di Miles Davis con il quintetto guidato dal bassista Pippo Matino, mentre la conclusione in grande stile è programmata per domenica 27 dicembre con il tradizionale e travolgente concerto natalizio della straordinaria vocalist americana Sherrita Duran. Una rassegna che arricchisce l’offerta turistica e culturale della Marsica, confermando l’impegno della Blue Note APS e del maestro Finucci nel rendere il jazz un bene condiviso e accessibile a tutta la comunità.

A cura della Redazione Cultura e Spettacolo di Cavaliere News

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Ortona, l’Auditorium Zambra accoglie la personale di Gabriele Lacchè: in mostra il «pittore dei divi irrequieti»

Ortona, l’Auditorium Zambra accoglie la personale di Gabriele Lacchè: in mostra il «pittore dei divi irrequieti» 👇

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la personale di Gabriele Lacchè

Ortona – Il connubio tra recitazione teatrale, rigenerazione urbana e sperimentazione pittorica d’avanguardia trasforma la costa teatina nella capitale abruzzese dell’arte contemporanea. A partire da lunedì 26 ottobre, con inaugurazione ufficiale fissata alle ore 18:30, il suggestivo foyer dell’Auditorium Zambra di Ortona aprirà le proprie porte alla nuova, attesissima mostra personale di Gabriele Lacchè (noto nel circuito artistico anche come Gabriele Orlando Lacchè). L’esposizione, a ingresso completamente gratuito, rimarrà visitabile fino al 26 novembre negli storici spazi di via Don Giovanni Bosco, gestiti con visione e passione dalla compagnia Unaltroteatro guidata dagli attori e registi Lorenza Sorino e Arturo Scognamiglio.

L’appuntamento rappresenta un momento di altissimo richiamo culturale per l’intero territorio, offrendo al pubblico un mese interamente dedicato a un percorso visivo magnetico, capace di unire ritrattistica d’autore, provocazione estetica e contaminazioni con l’alta moda internazionale.

Il pittore dei divi irrequieti: l’universo espressivo di Gabriele Lacchè

Nato a Lanciano nel 1972, autentico figlio d’arte e ormai ortonese d’adozione, Gabriele Lacchè è considerato una delle figure più originali, incisive e vulcaniche del panorama visivo contemporaneo. Il suo percorso accademico affonda le radici nelle aule del prestigioso Liceo Artistico “Giuseppe Misticoni” di Pescara per poi perfezionarsi all’Accademia di Belle Arti di Urbino, culla rinascimentale in cui l’artista ha appreso i segreti della composizione classica prima di decostruirla con audacia moderna. Soprannominato dalla critica «Il pittore dei divi irrequieti», Lacchè ha incentrato la propria instancabile ricerca figurativa sull’animo umano, catturando sguardi, tormenti, fragilità e carisma di personaggi iconici e figure del nostro tempo.

Le sue tele non cercano mai l’adulazione estetica né la perfezione accademica fine a se stessa, ma scavano sotto la pelle dei soggetti per far emergere storie crude, singolari e profondamente reali. Attraverso pennellate dense, colature di colore e contrasti chiaroscurali netti, Lacchè restituisce la vertigine dell’irrequietezza esistenziale, trasformando il ritratto in un vero e proprio specchio psicologico delle contraddizioni della società postmoderna.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
ARTE & CULTURA

Lo squalo da 12 milioni di dollari – Don Thompson

Il saggio bestseller edito da Mondadori: un’inchiesta avvincente e senza filtri sui retroscena, le provocazioni e il fascino travolgente del mercato dell’arte contemporanea internazionale.

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(Bestseller Mondadori Arte)

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Dalle passerelle di Vivienne Westwood al Denim sulla tela

La carriera di Gabriele Lacchè si distingue per una straordinaria capacità di abbattere i recinti tra le discipline creative. Oltre ad aver esposto in prestigiose gallerie capitoline e aver partecipato a importanti premi nazionali, l’artista ha saputo dialogare da protagonista con il mondo dell’alta moda internazionale. Celebri sono state le sue collaborazioni con maison iconiche del calibro di Vivienne Westwood e Andrew Mackenzie, per i quali ha disegnato e dipinto capi unici, jeans personalizzati e collezioni capsule. Da questa immersione nel fashion design è scaturito il suo legame indissolubile con il Denim, tessuto grezzo e ribelle che Lacchè ha eletto a supporto pittorico d’elezione, utilizzandolo al posto della classica tela di lino per conferire alle opere una consistenza materica e urbana inconfondibile.

A completare il suo poliedrico percorso si inseriscono le imponenti scenografie realizzate per il mitico tempio della musica romana “Circolo degli Artisti”, nonché grafiche ed etichette d’autore per rinomate cantine vinicole e birrifici artigianali, a dimostrazione di una concezione dell’arte che rifiuta l’isolamento accademico per vivere a contatto diretto con la quotidianità e con il pubblico.

L’eredità di Zooart e i dettagli per visitare la mostra all’Auditorium

L’impegno di Gabriele Lacchè è profondamente radicato nel tessuto locale: è infatti il fondatore e storico direttore artistico di Zooart Ortona, la fortunata rassegna nata nel 2006 che ha riaperto all’arte contemporanea luoghi urbani dimenticati come l’area dell’ex funicolare, offrendo una vetrina a oltre venti edizioni di creativi internazionali (tra cui la ventunesima edizione del 2026 intitolata “La Scelta”). La nuova personale allo Zambra rappresenta dunque la naturale prosecuzione di questo patto d’amore con la propria città.

La mostra è allestita presso il foyer dell’Auditorium Zambra, in via Don Giovanni Bosco 2 a Ortona (Chieti). L’accesso è libero e gratuito a partire dal vernissage di lunedì 26 ottobre (ore 18:30) fino a giovedì 26 novembre 2026. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero telefonico 085 8135184, inviare un messaggio WhatsApp al 375 5678433, oppure scrivere a info@unaltroteatro.com (sito web ufficiale: www.cinemauditoriumzambra.com; canali social @cinemauditoriumzambra e @unaltroteatro).

A cura della Redazione Arte e Territorio di Cavaliere News

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Teatro Caniglia di Sulmona, trionfo della musica da camera con il Trio Vogler: domenica 25 ottobre virtuosismo e lo Stradivari del 1707

Teatro Caniglia di Sulmona, grande musica da camera con il Trio Vogler: domenica 25 ottobre Rachmaninov, Shor e Mendelssohn 👇

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Trio Vogler

Sulmona – Il fascino intimo e vibrante della grande musica da camera torna a risuonare nel tempio della lirica e della sinfonica peligna. Per il secondo prestigioso appuntamento della 74ª Stagione Musicale 2026-2027 della Camerata Musicale Sulmonese, diretta dal maestro Gaetano Di Bacco, il Teatro Comunale «Maria Caniglia» di Sulmona aprirà le proprie porte a una formazione cameristica di statura planetaria: il celebre Trio Vogler.

Il concerto, in programma per domenica 25 ottobre 2026 alle ore 17:30 e realizzato in stretta collaborazione con l’InClassica – International Music Festival, offrirà al pubblico un itinerario sonoro di rara intensità ed eleganza, che farà da ideale punteggiatura nel lungo cartellone artistico che accompagnerà il nostro territorio fino al prossimo 4 aprile.

Tre star internazionali: Bouchkov, Hauzel e lo Stradivari di Jan Vogler

Sul palco peligno salirà un ensemble che fonde virtuosismo eccelso, personalità travolgente e finezza interpretativa: il violinista belga di origini russo-ucraine Marc Bouchkov, la brillante pianista austriaca Marie Sophie Hauzel e il carismatico violoncellista tedesco Jan Vogler.

Jan Vogler – tra i violoncellisti più acclamati nei cinque continenti, solista regolare con la New York Philharmonic, Boston Symphony e Santa Cecilia, nonché direttore artistico del Dresden Music Festival – incanterà la platea suonando il leggendario violoncello Stradivari «ex Castelbarco/Fau» del 1707, gemma liutaria dal timbro inconfondibile.
Accanto a lui, il talento adamantino di Marc Bouchkov, medaglia d’argento al Concorso Čajkovskij e premio Diapason d’Or, e la purezza tecnica della giovane Marie Sophie Hauzel (classe 2000), considerata tra le più fulgide promesse pianistiche del Mozarteum di Salisburgo.

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I Grandi Trii per Pianoforte e Archi: Mendelssohn e Rachmaninov in CD e Vinile

Le più celebri registrazioni cameristiche e i capolavori romantici per violino, violoncello e pianoforte interpretati dai più grandi solisti e orchestre del panorama internazionale.

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Ascolta le esecuzioni di Jan Vogler e i concerti per violoncello su Amazon Music Unlimited. Iscriviti ad Amazon Prime con 30 giorni gratis per accedere a tutti i contenuti audio.

Il programma: dal lirismo di Rachmaninov all’energia di Mendelssohn

Il repertorio scelto dal Trio Vogler intreccia il lirismo struggente del tardo Romanticismo russo con le architetture classiche e la contemporaneità:

* Sergej Rachmaninov: Trio élégiaque n. 1 in sol minore, pagina giovanile intrisa di malinconia e appassionato slancio melodico;
* Alexey Shor: Trio per pianoforte n. 2, suggestivo ponte tra armonie neoclassiche e suggestioni del presente;
* Felix Mendelssohn-Bartholdy: Trio per pianoforte n. 1 in re minore, op. 49, vertice assoluto della letteratura cameristica ottocentesca, lodato da Robert Schumann per la sua impetuosa eleganza e i contrasti drammatici.

Il prossimo appuntamento con il Premio Paganini Simon Zhu

La prestigiosa rassegna della Camerata Musicale Sulmonese proseguirà domenica 1° novembre, sempre alle 17:30 al Teatro Caniglia, con un altro evento imperdibile: il recital del prodigioso violinista tedesco Simon Zhu, vincitore assoluto del celeberrimo Premio Paganini 2023, accompagnato al pianoforte da Simone Rugani.

A cura della Redazione Musica e Cultura di Cavaliere News

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