Rimani in contatto con noi
#

Esteri

Si riaccende la Speranza dopo 4 anni di Sangue: a ottobre i colloqui di Pace tra Ucraina, USA e Russia. Ma su Kiev incombe l’incubo dell’Inverno

DOPO 4 ANNI E MEZZO DI SANGUE E MORTI, SI RIACCENDE UNA FIEVOLE SPERANZA! Ad Ottobre l’Ucraina siederà a un “Tavolo a Tre” con Stati Uniti e RUSSIA per cercare la Pace! Ma il Terrore per i “Bombardamenti Invernali” gela il sangue dei Civili! 🇺🇦 🇷🇺 🇺🇸 Dopo quasi 5 anni di indicibili sofferenze, Fosse Comuni, intere città rase al suolo e milioni di profughi, il buio della guerra in Ucraina sembra improvvisamente far spazio a una fievolissima luce di Speranza! Il Capo dell’Ufficio della Presidenza Ucraina, Kyrylo Budanov, ha appena sganciato una “bomba Diplomatica” clamorosa: a OTTOBRE è prevista la riapertura di uno storico e fondamentale tavolo di Pace! Ma stavolta non saranno soli: ai colloqui parteciperanno direttamente la Russia di Putin e gli STATI UNITI d’America, veri architetti segreti di questa trattativa. Cosa chiederà Kiev? Le richieste sono tre e fondamentali per la sopravvivenza del Popolo: lo “STOP IMMEDIATO” e totale ai Bombardamenti aerei sui Civili e sulle Centrali Elettriche, e lo sblocco per la libera navigazione nel Mar Nero! La Russia (secondo Budanov) ha le carte in mano e le sta “Valutando”! Il lavoro sotterraneo degli inviati di Washington (Kushner e Witkoff) che stanno facendo la spola tra Kiev e Mosca sta forse dando i suoi frutti. Ma purtroppo c’è pochissimo da festeggiare e il tempo stringe inesorabilmente. L’incubo più grande per l’Ucraina si chiama INVERNO! Il terrore di Zelensky è che il tavolo di Pace sia solo una finta di Putin per prendere tempo, mentre prepara una violentissima e spietata Campagna di “Bombardamenti Invernali” per distruggere le dighe e il riscaldamento e costringere la popolazione Civile ad Arrendersi uccidendola di “Gelo e Freddo” nei prossimi mesi invernali! Leggi tutti i delicatissimi dettagli della trattativa Usa e della strategia Militare Russa nel nostro profondo articolo di Geopolitica! 👇 🗣️ A cosa credete di più? Siete davvero convinti e fiduciosi che questo “Tavolo a Tre” con gli Americani a Ottobre riuscirà finalmente a zittire le armi e a porre fine a questa inutile Carneficina durata fin troppi anni? Oppure temete anche voi che Putin, in realtà, non si fermerà mai fino a quando non avrà preso con la forza tutta l’Ucraina, sfruttando la spietata “Arma del Freddo e dell’Inverno”? Diteci la vostra sviscerando a fondo tutti i vostri pareri Geopolitici e Umani nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo importantissimo articolo sulle vostre bacheche per informare il web e urlare a gran voce il nostro “NO” ALLA GUERRA!

Pubblicato

a

Steve Witkoff e Jared Kushner con Zelenskyy

Kiev – Ci sono voluti più di quattro anni e mezzo di indicibili atrocità, di fosse comuni, di città rase al suolo e di un milione di vite distrutte nelle fangose e gelide trincee dell’est. Una carneficina senza fine che ha logorato l’Europa e il mondo intero. Eppure, proprio quando il buio sembrava aver definitivamente inghiottito ogni spiraglio, una fievolissima ma concreta luce di speranza torna a brillare all’orizzonte. L’Ucraina, stremata ma fiera, si sta infatti preparando attivamente a riprendere in mano la via diplomatica. Il mese cruciale sarà Ottobre, quando dovrebbe prendere vita un difficilissimo e attesissimo tavolo di colloqui di pace trilaterali che vedrà il coinvolgimento diretto e fondamentale non solo di Russia e Ucraina, ma soprattutto degli Stati Uniti d’America, veri e unici garanti per affrontare e tentare di disinnescare la guerra in corso.

L’annuncio di Budanov e i tre pilastri della Trattativa

A squarciare il velo su questi intensi e segreti preparativi diplomatici è stato direttamente Kyrylo Budanov (potentissimo Capo dell’Ufficio del Presidente dell’Ucraina). L’annuncio clamoroso del potenziale e imminente riavvio dei negoziati è arrivato il 12 settembre, proprio a margine dell’incontro annuale della prestigiosa Yalta European Strategy tenutasi a Kiev.
Ma di cosa si parlerà concretamente a questo attesissimo tavolo? Le discussioni preliminari non puntano ancora alla resa definitiva, bensì a una drastica de-escalation del terrore. Sul tavolo ci sono tre pilastri fondamentali: la creazione di meccanismi ferrei per ridurre drasticamente gli attacchi aerei (che terrorizzano la popolazione civile ucraina); limitare e vietare chirurgicamente i bombardamenti russi contro le infrastrutture critiche del Paese (centrali elettriche e dighe in primis); e, infine, garantire la totale sicurezza della navigazione commerciale nel cruciale snodo del Mar Nero. Budanov ha dichiarato esplicitamente che il Cremlino e la Russia sono già a perfetta conoscenza di questi tre punti chiave e li stanno attualmente “valutando” con attenzione.

Il pressing segreto di Washington e il vertice Europeo

Questi delicatissimi preparativi non nascono per caso, ma sono il frutto maturo di mesi di estenuante e silenzioso lavoro diplomatico sotterraneo. Una spinta decisiva è stata impressa dalle recenti discussioni diplomatiche condotte in gran segreto, facendo la spola continua tra i palazzi del potere di Kiev e quelli blindati di Mosca, dagli inviati speciali statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner.
L’Europa, dal canto suo, non resta a guardare. Durante la conferenza ucraina, lo stesso Budanov ha tenuto lunghe e fitte consultazioni con i massimi consiglieri per la sicurezza nazionale delle principali potenze europee: da Gunter Sautter per la Germania a Emmanuel Bonne per la Francia, passando per Fabrizio Saggio a rappresentare l’Italia, fino a Jonathan Powell per il Regno Unito. L’obiettivo dichiarato di Budanov è quello di agire in fretta per “costruire una nuovissima architettura di sicurezza europea, con l’Ucraina finalmente al sicuro come sua componente integrale”.

L’incubo del Generale Inverno e la data della Pace

Eppure, su questa meravigliosa e fragile speranza di pace, si allunga un’ombra oscura, fredda e terrorizzante: l’imminente arrivo dell’inverno. L’iniziativa diplomatica americana arriva infatti in mezzo alle crescenti, fondatissime preoccupazioni per una possibile e violentissima escalation russa.
Il piano di Putin, come lucidamente osservato da Budanov in precedenza, potrebbe essere quello di tentare di forzare la totale capitolazione dell’Ucraina proprio nei prossimi mesi, scatenando una mortale e spietata campagna di bombardamenti strategici invernali mirati esclusivamente a distruggere la rete elettrica e il riscaldamento, per piegare la popolazione civile con l’arma spietata del “gelo”. Nonostante il tavolo di ottobre, l’illusione di una fine imminente va purtroppo domata con il realismo: gli analisti di Kiev avvertono amaramente che, se le cose dovessero andare per le lunghe, la carneficina “potrebbe non concludersi del tutto prima della lontana primavera del 2027”. Speriamo con tutto il cuore che il mese di ottobre smentisca questa tragica profezia.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Esteri

Vergogna a New York! Il Sindaco Mamdani e la Ocasio-Cortez beccati a ridere a Ground Zero mentre venivano letti i nomi dei morti dell’11 Settembre

Il Sindaco di New York (Mamdani) e la Deputata “Socialista” Ocasio-Cortez beccati a RIDERE E SCHERZARE a Ground Zero mentre venivano letti i nomi dei Morti dell’11 Settembre! Ci sono dei Luoghi Sacri in cui il Rispetto, il Silenzio e le Lacrime dovrebbero essere un Dovere Assoluto per chiunque! E invece, nel giorno del doloroso “Venticinquesimo Anniversario” della Strage delle Torri Gemelle, un’immagine Vergognosa ha fatto il giro del Web indignando milioni di persone! Le telecamere hanno immortalato il controverso Sindaco Zohran Mamdani e la Ocasio-Cortez sorridenti, allegri e rilassati a chiacchierare tra loro. Il problema? Tutto questo avveniva a Ground Zero, a pochissimi metri di distanza dalle Famiglie in Lacrime che in quel preciso istante stavano leggendo ad alta voce i nomi delle Tremila Vittime innocenti massacrate dai Terroristi Islamici! Una bufera pazzesca (Riportata minuziosamente in Italia da ilgiornale.it)! I Repubblicani sono andati su tutte le furie: “Come diavolo si fa a ridere mentre si ricordano le persone assassinate?”. Un “Capolavoro di Inopportunità” e uno Schiaffo ai morti, che si aggiunge ai pessimi precedenti del Sindaco Mamdani: in passato, invece di piangere le 3.000 vittime, aveva ricordato l’11 settembre piangendo “per una sua parente che non si sentiva sicura in metropolitana con l’Hijab Islamico in testa!”. E ieri, durante la marcia in Memoria, si è rifiutato di entrare nelle Chiese Cristiane o Ebraiche, presentandosi SOLTANTO all’ultima tappa in un Centro Islamico. Leggi tutta la vergognosa cronaca Politica e guarda i retroscena nel nostro articolo di approfondimento! 👇 🇺🇸 Ma come si fa ad essere così Cinici e Inopportunti? Siete d’accordo sul fatto che la Sinistra americana Radical Chic stia letteralmente calpestando i “Valori” e la memoria sacra della Patria in nome di assurde ideologie? Non credete che un Sindaco del genere dovrebbe Chiedere SCUSA Ufficialmente a tutti i parenti delle vittime per non aver mantenuto un contegno di lutto? Diteci la vostra sviscerando a fondo la vostra Indignazione nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo articolo esplosivo sulle vostre bacheche per denunciare queste assurde mancanze di Rispetto!

Pubblicato

a

Il Sindaco Mamdani e la Ocasio-Cortez

New York – Ci sono luoghi sacri e intoccabili in cui il silenzio, il rispetto e la commozione dovrebbero essere l’unica lingua parlata da un essere umano. Ground Zero è uno di questi. Eppure, nel giorno più delicato, sacro e doloroso per l’intera città di New York e per l’America intera, un’immagine agghiacciante sta facendo il giro del mondo, scatenando un’ondata inarrestabile di sdegno e polemiche feroci. Durante la toccante cerimonia per il venticinquesimo anniversario della strage dell’11 settembre, il controverso sindaco “socialista” di New York, Zohran Mamdani, è stato immortalato dalle telecamere in un momento a dir poco raccapricciante: ripreso mentre sorride ampiamente e scherza con la deputata Alexandria Ocasio-Cortez. Tutto questo mentre, esattamente a pochi metri di distanza da loro, le famiglie in lacrime leggevano uno dopo l’altro i nomi delle tremila vittime massacrate negli attentati, ricordando padri, madri e figli che quella maledetta mattina non tornarono mai più a casa.

Le immagini dell’Indignazione e la furia dei Repubblicani

Come riportato con dovizia di particolari dalle colonne de ilgiornale.it, sono bastati davvero pochissimi secondi di video per scatenare una valanga inarrestabile di polemiche contro il Primo Cittadino. L’ira della politica americana si è abbattuta su di lui come un uragano. “Perché diavolo questi due stanno ridendo in un momento simile?”, ha tuonato su X (ex Twitter) Meghan McCain. Ancora più duro, glaciale e spietato il commento del senatore repubblicano Ted Cruz, che ha dato voce al disgusto di milioni di americani: “Come si fa a ridere e a scherzare mentre vengono letti a voce alta i nomi delle persone assassinate l’11 settembre?”.
Secondo alcune fonti presenti alla cerimonia, l’isolamento del sindaco era palpabile: “Nessuno voleva stare vicino a lui. Era imbarazzante”. Soltanto quando altre alte cariche (come la governatrice Hochul e il senatore Schumer) si sono allontanate dai loro posti, la Ocasio-Cortez si sarebbe avvicinata a Mamdani, innescando quella conversazione allegra e sorridente diventata tristemente virale sui social network.

I precedenti del Sindaco: le lacrime per l’hijab e lo schiaffo ai morti

La bufera che sta travolgendo Mamdani (ampiamente documentata dall’inchiesta de ilgiornale.it) non nasce però per caso da questi pochi secondi di video. È il culmine di un rapporto storicamente conflittuale e freddo tra il sindaco socialista e la Memoria collettiva di quella tragedia.
Già durante la sua campagna elettorale, Mamdani aveva scatenato le ire dei parenti delle vittime a causa di un suo discorso surreale: visibilmente commosso davanti a una platea di leader islamici, aveva ricordato l’11 Settembre piangendo non per i tremila morti bruciati vivi nelle Torri Gemelle, ma per l’esperienza di una sua parente che, dopo gli attentati, “avrebbe smesso di prendere la metropolitana perché non si sentiva sicura indossando l’hijab”. Un passaggio che l’opinione pubblica americana giudicò offensivo, vergognoso e totalmente fuori luogo. A peggiorare le cose, proprio alla vigilia di questo doloroso venticinquesimo anniversario, il sindaco aveva snobbato le tappe cristiane ed ebraiche di una marcia commemorativa, aggregandosi al corteo soltanto durante l’ultima sosta presso un centro islamico.

Un “Capolavoro di Inopportunità” nonostante la difesa di facciata

A onor del vero, va sottolineato che esiste una ricostruzione leggermente diversa dell’accaduto. Michael Ragusa, storico responsabile della sicurezza dell’ex sindaco Rudy Giuliani, pur essendo un repubblicano ferocemente critico verso Mamdani, ha cercato di gettare acqua sul fuoco, sostenendo che la Ocasio-Cortez stesse semplicemente “salutando” e che anche altri politici stessero chiacchierando nelle retrovie.
Inoltre, va riconosciuto che il Sindaco è comunque rimasto alla cerimonia fino alla fine, interloquendo anche con Rudy Giuliani (l’eroico sindaco di New York durante l’attentato). Ma in politica, come nella vita, la forma è sostanza e le immagini contano più di mille giustificazioni. Farsi immortalare allegri e sorridenti mentre le famiglie piangono le vittime del più atroce attentato terroristico della storia umana, resta un insulto imperdonabile. Come sottolineato dai media americani, si è trattato di un vero e proprio “capolavoro di inopportunità” giocato, purtroppo, sulla pelle sensibile e sul sangue versato dalla città di New York.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Esteri

La lunga ombra dei talebani arriva fino alla Germania

Pubblicato

a

Attivisti afghani e rappresentanti dei partiti tedeschi

Redazione- Per molti afghani, lasciare l’Afghanistan non significa necessariamente lasciarsi alle spalle la paura. La minaccia dei talebani, secondo diversi attivisti afghani residenti in Germania, continua a farsi sentire anche fuori dai confini del Paese.

Giovedì 19 Sunbula, attivisti afghani hanno incontrato alcuni deputati e rappresentanti di quattro importanti partiti tedeschi per parlare delle loro preoccupazioni: dalle espulsioni verso l’Afghanistan controllato dai talebani fino alle presunte minacce e pressioni esercitate sugli afghani che vivono in Germania.

Durante l’incontro, gli attivisti hanno raccontato di casi in cui rappresentanti dei talebani presenti nei consolati afghani avrebbero chiesto informazioni sull’identità delle persone, sul loro luogo di residenza e sulle loro famiglie rimaste in Afghanistan.

Per alcuni afghani, andare al consolato per sbrigare una semplice pratica amministrativa è diventato quindi motivo di paura.

«Non possiamo sentirci al sicuro se le nostre informazioni finiscono nelle mani dei talebani», è il timore espresso dagli attivisti.

Un’altra questione centrale è quella delle espulsioni. Secondo gli attivisti, il ritorno in Afghanistan non può essere considerato sicuro, nemmeno per le persone che non hanno commesso alcun reato in Germania.

Il dibattito ha riguardato anche i servizi consolari e il denaro che, secondo quanto denunciato durante l’incontro, potrebbe finire nelle casse dei talebani. La deputata di origine afghana Shahina Gambir ha affermato che i talebani potrebbero ottenere quotidianamente più di 10.000 euro attraverso questo canale, sollevando interrogativi sul possibile finanziamento del gruppo.

I deputati tedeschi hanno sottolineato che le intimidazioni e la repressione degli oppositori talebani all’estero non devono essere considerate soltanto una questione legata all’Afghanistan.

È anche una questione di sicurezza interna per la Germania.

Per questo hanno chiesto che i casi di minaccia vengano documentati e seguiti con maggiore attenzione e che venga creato un meccanismo indipendente per monitorare la repressione transnazionale dei talebani.

Il deputato Marcel Emmerich ha inoltre sottolineato la necessità che le autorità tedesche sappiano chi è esposto a minacce e che polizia e uffici per l’immigrazione siano adeguatamente formati per riconoscere e affrontare questi casi.

Gli attivisti sperano ora che le questioni emerse durante l’incontro arrivino nell’aula del Bundestag.

Perché per molti afghani che vivono in Germania, la domanda non è soltanto se possono restare in Germania, ma anche se possono continuare a vivere, protestare e parlare liberamente senza che la paura dei talebani li raggiunga anche qui.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Esteri

Il “Ricatto” dell’Iran sul Petrolio Mondiale: Pezeshkian apre alla riapertura dello Stretto di Hormuz, ma lancia un avvertimento durissimo agli Stati Uniti d’America

IL RICATTO DELL’IRAN SUL PETROLIO CHE TERRORIZZA IL MONDO E FA TREMARE I MERCATI! Il Presidente Iraniano annuncia la Riapertura dell’importantissimo Stretto di Hormuz, ma lancia un Durissimo Avvertimento agli Stati Uniti: “Dovete fermare il Blocco Navale!” 🚢 🛢️ C’è un sottilissimo e caldissimo lembo di mare, nel Golfo Persico, che vale infinitamente di più di intere nazioni: si tratta del famigerato STRETTO DI HORMUZ! Per capire la sua vitale e mostruosa importanza, vi basti sapere che in quelle acque passa ben il 20% di tutto il Petrolio trasportato via mare a Livello Globale! Se quel passaggio viene “Bloccato” a causa della Guerra, le economie occidentali sprofonderanno nella paralisi, i prezzi di Benzina e Bollette schizzeranno alle stelle e l’Inflazione ci divorerà vivi! Ed è proprio su questo nervo scoperto che l’Iran sta compiendo il suo “Capolavoro” di Ricatto Geopolitico contro l’America! Il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha annunciato al mondo intero di essere pronto a “Riaprire” lo Stretto e a far fluire liberamente le enormi e gigantesche Petroliere… MA HA DETTATO CONDIZIONI FERREE E INVALICABILI ALL’OCCIDENTE: gli Stati Uniti devono interrompere immediatamente l’assedio economico, togliere le pesantissime Sanzioni e ritirare le Navicelle Militari e il “Blocco Navale”! Da mesi ormai le enormi Corazzate Americane e i barchini armati delle Guardie Rivoluzionarie iraniane si sfidano a distanza ravvicinata, rischiando ogni giorno di far scoppiare la Terza Guerra Mondiale! L’Iran, che non è più isolato grazie all’ingresso nei potentissimi Paesi “BRICS”, ha firmato un grandioso accordo di pace marittima con gli Sceicchi Arabi e ha ottenuto il supporto commerciale e diplomatico nientemeno che del Premier Indiano Modi! Un chiaro messaggio a Washington: “L’America non comanda più in questi Mari!”. Leggi tutti gli inquietanti scenari politici e la strategia del Petrolio nel nostro lungo articolo di Geopolitica Internazionale! 👇 🌍 Voi cosa pensate di questo durissimo Braccio di Ferro tra il blocco “Americano/Europeo” e quello Asiatico per il dominio Energetico ed Economico Mondiale? Secondo voi gli Stati Uniti farebbero bene ad “ammorbidire” le Sanzioni e il Blocco Navale all’Iran per evitare di far schizzare alle stelle i Prezzi della Benzina da noi, oppure devono continuare a combattere duramente a costo di una Guerra disastrosa per tutti? Diteci la vostra sviscerando a fondo tutti i vostri pensieri Geopolitici ed economici nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo importantissimo articolo per informare i vostri amici su quanto sta accadendo nel mondo!

Pubblicato

a

Stretto di Hormuz

Redazione – Nel complesso, cinico e spietato scacchiere della geopolitica internazionale, ci sono alcuni sottilissimi lembi di mare che valgono infinitamente di più di intere nazioni o continenti. Lo Stretto di Hormuz è senza alcun dubbio il più vitale, pericoloso e strategico di questi “colli di bottiglia”. In queste acque calde e tesissime passa infatti quasi il 20 per cento di tutto il greggio trasportato via mare a livello globale. Chiudete quello stretto, e l’intera economia del mondo occidentale (già fiaccata dall’inflazione) si ritroverà paralizzata, con i prezzi della benzina e dell’energia destinati a schizzare alle stelle. Nelle ultime ore, a smuovere violentemente le acque di questa crisi senza precedenti, è intervenuto direttamente il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, il quale ha lanciato un segnale di enorme portata: una possibile, attesissima “riapertura” dello Stretto. Ma il suo non è un gesto di pace incondizionata, bensì un durissimo diktat rivolto direttamente al cuore di Washington.

Le condizioni di Teheran: “Stop al blocco navale e alle aggressioni”

Secondo le dichiarazioni ufficiali rilanciate con forza dall’agenzia di stampa statale iraniana ISNA, il leader di Teheran ha messo le carte in tavola con brutale chiarezza. La via d’acqua vitale per il trasporto petrolifero potrebbe tornare pienamente operativa, ma a una condizione ferrea, non negoziabile: gli Stati Uniti d’America devono interrompere immediatamente l’assedio economico, il blocco navale e le azioni militari ostili contro la Repubblica Islamica.
Si tratta di un vero e proprio braccio di ferro che arriva nel momento di massima e febbrile tensione regionale. Negli ultimi mesi, infatti, gli Stati Uniti hanno esercitato una pressione asfissiante e letale su Teheran. L’amministrazione americana ha stretto la morsa utilizzando un letale mix di pesantissime sanzioni economiche e un massiccio dispiegamento navale, situazioni che hanno portato, quasi quotidianamente, a pericolosissimi confronti militari ravvicinati, a un passo dal conflitto aperto, tra le potentissime flotte statunitensi e i barchini d’assalto delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (i famigerati Pasdaran).

Il cruciale vertice di Muscat e la mediazione Araba

In questo clima di terrore navale, si apre però un inaspettato e importantissimo spiraglio di diplomazia marittima. Lunedì prossimo, nella neutrale capitale dell’Oman, Muscat, Iran e Oman dovrebbero firmare uno storico accordo bilaterale. L’importanza dell’evento, come anticipato dallo stesso Pezeshkian, è testimoniata dal fatto che alla cerimonia parteciperanno fisicamente anche i Ministri degli Esteri degli altri ricchissimi Stati arabi che si affacciano sul Golfo Persico.
La mossa iraniana è politicamente geniale: sedersi al tavolo con i vicini arabi (storicamente alleati degli americani) per firmare un patto di stabilità da sottoporre poi all’Organizzazione Marittima Internazionale. L’obiettivo dell’Iran è dimostrare al mondo di essere pronto a garantire la pace commerciale nella regione, scaricando interamente sugli Stati Uniti la colpa di eventuali embarghi o nuove escalation militari.

L’ombra dei BRICS e l’intervento diplomatico dell’India

Ma la vera novità geopolitica, che spaventa enormemente l’Occidente, è che l’Iran non è più isolato come un tempo. Teheran sta tessendo una fitta e impenetrabile ragnatela di alleanze con le nuove superpotenze mondiali. Un chiaro esempio di questa strategia si è materializzato a margine del recente e importantissimo Vertice BRICS, tenutosi eccezionalmente a Nuova Delhi.
Proprio in questa cornice internazionale, lontanissima dall’influenza di Washington, il Primo Ministro indiano Narendra Modi ha voluto incontrare separatamente e faccia a faccia il leader iraniano Pezeshkian. Al centro dei colloqui, non a caso, ci sono stati i cruciali sviluppi in Asia occidentale, il rafforzamento dei legami bilaterali e, soprattutto, le garanzie per la salvaguardia della libertà di navigazione e del commercio. L’India, gigante economico affamato di energia, non può permettersi un blocco petrolifero, e la sua discesa in campo come “mediatore” dimostra come l’asse del potere mondiale si stia inesorabilmente spostando verso Est. L’America è avvisata: lo Stretto di Hormuz è pronto a riaprirsi, ma le chiavi, questa volta, non sono a Washington.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza