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Attualità

Team Parravano Corse trionfa a Misano, il plauso di Quadrini

Il Team Parravano Corse brilla al CIV Classic di Misano: il consigliere Gianluca Quadrini celebra l’eccellenza motoristica di Arpino. 🏍️ 🏆

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Quadrini

Frosinone – Nel vivo della stagione motoristica nazionale, i successi delle scuderie locali nei campionati di velocità su pista si confermano un elemento di forte richiamo e di promozione per le eccellenze delle aree interne del Paese. Il circuito romagnolo del Misano World Circuit Marco Simoncelli ha ospitato il quinto attesissimo appuntamento del Campionato Italiano Velocità (CIV) Classic, regalando un fine settimana di accese competizioni e di forti emozioni agli appassionati delle due ruote. Tra i protagonisti assoluti della trasferta sulla riviera adriatica spicca il Team Parravano Corse, scuderia con base nel borgo storico di Arpino, capace di imporsi ai vertici delle classifiche grazie a prestazioni di altissimo livello tecnico e a una condotta di gara coraggiosa. I risultati conseguiti in pista confermano la vitalità del movimento motoristico ciociaro, in grado di confrontarsi con successo con le realtà più blasonate del panorama motociclistico italiano.

L’intervento di Gianluca Quadrini e l’orgoglio per il talento ciociaro

Sulle eccellenti risultanze sportive ottenute dal team arpinate è intervenuto con una nota ufficiale Gianluca Quadrini, Consigliere Provinciale di Frosinone e autorevole dirigente di ANCI Lazio. Quadrini ha voluto interpretare il sentimento di gioia e di profonda ammirazione delle istituzioni e della cittadinanza frusinate di fronte a un successo che dà lustro all’intero comprensorio della Ciociaria. Il consigliere ha evidenziato come lo sport possa trasformarsi in un formidabile ambasciatore dei valori del territorio, celebrando il merito dei piloti e dei tecnici della scuderia: «Le straordinarie prestazioni e il bagaglio di grandi emozioni che il Team Parravano Corse ha saputo regalare sul prestigioso circuito di Misano Adriatico rappresentano l’ennesima dimostrazione lampante di come la nostra provincia sia una fucina inesauribile di talenti, passione sportiva, dedizione e altissima professionalità».

Il secondo posto di Francesco Cianfarani nella Old Open Cup Under 600

Il fine settimana di gare ha vissuto un momento di grandissima intensità agonistica grazie alla splendida prova di Francesco Cianfarani, impegnato nella difficile e combattuta classe Old Open Cup Under 600. Il pilota del team ciociaro è stato protagonista di una condotta di gara impeccabile, caratterizzata da una guida fluida, pulita e priva di sbavature fin dalle prime curve del tracciato intitolato a Marco Simoncelli. Questa intelligenza tattica, unita a un meticoloso lavoro di squadra svolto insieme ai meccanici all’interno dei box per trovare la perfetta messa a punto della moto, ha permesso a Cianfarani di conquistare un meritato e prestigioso secondo posto sul podio romagnolo, raccogliendo gli applausi del pubblico e confermando la bontà del progetto di sviluppo della scuderia.

Il coraggio di Daniele Parravano e la leadership blindata nella classe 1000

Un vero e proprio esempio di carattere e determinazione sportiva è arrivato dalla prova di Daniele Parravano, sceso in pista nella classe regina della Old Open Cup 1000 per difendere il primato nella classifica generale. A metà della corsa, Parravano ha dovuto fare i conti con un improvviso e penalizzante problema tecnico alla pompa del freno, un imprevisto che avrebbe potuto compromettere l’intera gara e causare una pericolosa caduta. Da vero campione, il pilota ha stretto i denti e ha continuato a spingere con coraggio, difendendo con le unghie un pesantissimo quarto posto al traguardo. Questo piazzamento d’oro permette a Daniele Parravano di blindare la propria leadership in campionato a un solo appuntamento dal termine della stagione, dimostrando come la tenuta mentale sia fondamentale nei momenti di massima pressione.

La guida di Antonio Di Carlo e il valore sociale dello sport per i giovani

L’architettura vincente del Team Parravano Corse poggia sulla sapiente gestione del team manager Antonio Di Carlo, al quale va il merito di aver saputo cementare un gruppo unito, coeso e mosso da una profonda passione comune. L’impegno profuso all’interno delle officine e sui circuiti nazionali rappresenta un esempio virtuoso per tutta la comunità di Arpino e per i piccoli centri della provincia di Frosinone. Sostenere lo sviluppo di queste realtà motoristiche indipendenti costituisce un pilastro importante per la crescita personale dei ragazzi, offrendo loro modelli sani fondati sul rispetto delle regole, sulla disciplina quotidiana e sullo spirito di sacrificio, offrendo una valida alternativa alla solitudine indotta dall’abuso degli schermi digitali e promuovendo la socialità reale.

Il grande tifo della Ciociaria in vista del gran finale sul circuito di Magione

In ultima analisi, il successo della spedizione di Misano Adriatico apre la strada a un’attesa febbrile per l’atto conclusivo del campionato, che si consumerà sul circuito umbro di Magione. Tutta la provincia di Frosinone si appresta a stringersi attorno ai propri campioni per far sentire il calore e il sostegno di un intero popolo pronto a festeggiare un traguardo storico. Gianluca Quadrini ha concluso la sua nota rivolgendo un affettuoso e solenne “in bocca al lupo” a tutta la squadra, con la certezza che il duro lavoro e i sacrifici di un anno intero sapranno trovare la giusta ricompensa in pista, confermando che il domani del nostro sport dipende dalla capacità di unire il talento all’amore profondo per le proprie radici culturali.

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Politica

Da Forza Nuova a Fabrizio Corona: il piano segreto del Barone Nero per sbancare le elezioni

UNA CLAMOROSA “BOMBA” POLITICA A CIEL SERENO! IL FAMOSO “BARONE NERO” CERCA UN’ALLEANZA CON I NO-VAX E CON IL NUOVO PARTITO DI FABRIZIO CORONA! 🗳️ 💥 🇮🇹 Nel mondo politico e sui Social non si parla d’altro! Manca ancora molto alle prossime Elezioni Politiche del 2027, ma la campagna elettorale si sta già incendiando con alleanze a dir poco “imprevedibili”! Lo storico esponente della Destra dura e pura Roberto Jonghi Lavarini (detto il “Barone Nero”, oggi vicinissimo al Generale Vannacci) ha annunciato una “chiamata alle armi” per creare un polo Anti-Sistema e superare la legge elettorale! Il Barone Nero si è detto pronto a incontrare e formare Liste con Forza Nuova, con i movimenti No-Vax ma soprattutto (udite udite) persino con il nuovo Partito Politico dell’ex Re dei Paparazzi Fabrizio Corona! Il motivo? I sondaggi dicono che Corona fa il pieno di Voti tra i ragazzini e gli astensionisti che “Odiano il Sistema”! Siete curiosi di leggere tutti i dettagli di questa clamorosa indiscrezione politica che farà letteralmente impazzire i Partiti tradizionali? Cliccate e leggete il nostro articolo per i segreti del piano! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche voi siete “Stufi” dei soliti partiti e pensate che una Grande Alleanza tra figure popolari e fuori dagli schemi (come il Generale Vannacci o Fabrizio Corona) possa prendere tantissimi voti tra la gente “Arrabbiata”? Diteci la Vostra nei commenti per confrontarvi civilmente, e CONDIVIDETE l’articolo sulle vostre bacheche per informare gli amici!!

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Fabrizio Corona

Milano – Nel magmatico, imprevedibile e spesso spietato mondo della politica italiana, ci sono notizie che piombano sui palazzi del potere come dei veri e propri fulmini a ciel sereno, capaci di scombinare tutte le carte in tavola e di mandare su tutte le furie i salotti dei partiti tradizionali. L’indiscrezione (ormai diventata una dichiarazione ufficiale a tutti gli effetti) che sta scuotendo in queste ore la corsa verso le attesissime Elezioni Politiche del 2027, ha i contorni di una mossa strategica tanto folle quanto potenzialmente geniale. Il celeberrimo Roberto Jonghi Lavarini, storico e influente esponente della Destra sociale missina (noto alle cronache con il soprannome di “Barone Nero”) ed eclettico consigliere politico del Generale Roberto Vannacci, ha appena gettato un sasso gigantesco nello stagno: per battere il sistema, è pronto a dialogare faccia a faccia persino con il neonato partito politico del discusso e famoso ex Re dei paparazzi, Fabrizio Corona.

L’alleanza shock degli anti-sistema: a caccia dei voti della rabbia

La dichiarazione rilasciata dal Barone Nero è una clamorosa e lucida analisi del momento politico che stiamo vivendo. «In vista delle prossime elezioni politiche del 2027», ha spiegato accuratamente Jonghi Lavarini, «valutando con estrema attenzione le spietate regole imposte dalla nuova legge elettorale, le assurde complicazioni sulla presentazione delle liste e le tremende soglie di sbarramento, non ci sono alternative: bisogna dialogare con tutti».
La ricerca spasmodica di un’enorme ammucchiata elettorale “Anti-Sistema” parte ovviamente dallo zoccolo duro e puro della galassia nera e ribelle: il Barone Nero chiama esplicitamente a raccolta le forze di destra come Forza Nuova, la storica Fiamma Tricolore, il controverso comitato Remigrazione, Progetto Nazionale, Eurexit, Pro Patria e persino l’intero, agguerrito e arrabbiatissimo movimento dei No Vax.
Ma il vero, gigantesco “colpo di teatro” arriva con l’apertura inaspettata al mondo dello showbiz e dei giovani: «Dobbiamo dialogare anche con liste civiche e movimenti identitari autonomisti e, udite udite, anche con il nuovo partito di Fabrizio Corona. Secondo tutti gli ultimi sondaggi elettorali, il progetto di Corona riesce in un’impresa incredibile: raccogliere un numero spaventoso di consensi fra quegli italiani stufi e astensionisti che odiano il sistema, e soprattutto tra i giovanissimi».

La strategia degli incontri segreti: il piano dietro al Generale Vannacci

L’idea di far sedere allo stesso tavolo esponenti della Destra radicale, generali dell’esercito e figure ultra-pop e controverse come Fabrizio Corona, potrebbe sembrare a prima vista una provocazione mediatica. Invece, si tratta di una vera e propria macchina elettorale sotterranea che si è già messa in marcia a fari spenti.
Fonti ben informate confermano infatti che il “Barone Nero”, forte del suo ruolo di sponda e sostegno politico per il fenomeno elettorale del Generale Roberto Vannacci, stia intessendo da diverse settimane una lunga, laboriosa e fittissima rete di strategici quanto riservatissimi incontri politici a 360 gradi. L’obiettivo? Costruire una corazzata in grado di sfondare agevolmente gli insormontabili sbarramenti della nuova legge elettorale, canalizzando tutta l’insoddisfazione e la rabbia degli italiani “dimenticati” verso un unico, grandissimo e clamoroso calderone elettorale in vista del cruciale voto nazionale del 2027.

Futuro Nazionale spalanca le porte: appello ai “sinceri patrioti”

Il progetto per provare a far saltare il banco del perbenismo politico ha un nome ben preciso, ed è quello del movimento Futuro Nazionale, che si propone di essere il grande contenitore di questa coraggiosissima (e azzardata) operazione di ingegneria elettorale.
L’appello conclusivo lanciato da Roberto Jonghi Lavarini non ammette repliche o fraintendimenti, ed è una totale chiamata alle armi per tutti i ribelli del Paese: «Futuro Nazionale apre ufficialmente e coraggiosamente le proprie liste elettorali a tutti i sinceri patrioti di questa nazione. Apriamo le porte alle liste civiche, ai movimenti profondamente identitari e autonomisti, e soprattutto a tutti quegli Italiani che vogliono finalmente una politica che sia Nuova e Buona. Una politica che smetta di obbedire ai poteri forti e che torni a mettersi al totale ed esclusivo servizio degli interessi sacrosanti del nostro amato popolo, per difendere i risparmi delle nostre famiglie italiane e le fatiche delle nostre imprese abbandonate dallo Stato». La lunghissima corsa verso il 2027 è ufficialmente partita. E promette di essere uno spettacolo senza precedenti.

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Politica

Elezioni a Milano, il duro ultimatum della Destra: o il Generale Burgio o si corre da soli

CHE TEMPESTA NEL CENTRODESTRA PER IL SINDACO DI MILANO! LA DESTRA PURA LANCIA IL SUO “ULTIMATUM” ESALTANDO L’EROICO “GENERALE BURGIO” E ASFALTANDO I MODERATI! 🗳️ 💥 🇮🇹 Aria di grandissima burrasca politica a Milano! In vista delle attesissime elezioni per strappare il Comune alle sinistre, il centrodestra rischia di “spaccarsi” in modo clamoroso! Il Presidente del comitato “Destra per Milano”, Roberto Jonghi Lavarini, ha appena lanciato un ultimatum di fuoco: serve un candidato unitario e patriottico. Il nome forte? Il Generale Burgio, considerato un autentico “eroe di Stato nella lotta alla mafia e al terrorismo”! L’intervento politico ha letteralmente “asfaltato” l’ipotesi di Maurizio Lupi, sbarrandogli la strada, ponendo dure condizioni all’europeista Silvia Sardone e aprendo le porte a Matteo Perego. L’avvertimento finale, però, è durissimo: se i partiti moderati faranno ostruzionismo, la “Destra di Futuro Nazionale” correrà fieramente da SOLA alle elezioni con il suo Generale antimafia! Siete curiosi di leggere tutte le polemiche che stanno infiammando la campagna elettorale? Cliccate e leggete il nostro articolo per tutti i dettagli! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche voi siete d’accordo sul fatto che la “Sicurezza e la Lotta al Crimine” debbano tornare al Centro della politica delle grandi Città puntando su un “Generale” di Stato? Diteci la Vostra nei commenti per confrontarvi, e CONDIVIDETE a dismisura questo articolo politico sulle vostre bacheche!!

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Generale Burgio

Milano – La corsa per la tanto attesa conquista di Palazzo Marino (la sede storica e il cuore pulsante dell’amministrazione comunale di Milano) si sta rapidamente trasformando in una spietata partita a scacchi, carica di tensioni, polemiche roventi e clamorosi avvertimenti politici. Il centrodestra milanese è attualmente attraversato da un vero e proprio terremoto interno, e a far tremare letteralmente i palazzi della politica ci ha pensato un durissimo e pesantissimo ultimatum lanciato in queste ore da Roberto Jonghi Lavarini, vulcanico Presidente onorario dello storico comitato Destra per Milano (fondato nel lontano 2000), grandissimo sostenitore del movimento Futuro Nazionale, nonché attivissimo e influente consigliere del chiacchieratissimo Generale Roberto Vannacci.
Il messaggio recapitato ai leader della coalizione di centrodestra è chiaro, netto e senza possibilità di appello: la vera Destra non è disposta a fare sconti a nessuno, né tantomeno a subire diktat dai moderati. O si apre immediatamente un tavolo serio di confronto sul programma e si accetta la fortissima candidatura di un vero patriota, oppure si andrà fieramente allo scontro aperto, correndo in totale autonomia per espugnare il Comune milanese.

Il pressing di Jonghi Lavarini: l’ipotesi del Generale Burgio

La carta calata sul tavolo per guidare l’assalto a Palazzo Marino è un nome che non ammette mezze misure e incute assoluto rispetto istituzionale. «Il Generale Burgio è un solidissimo uomo di Stato», ha dichiarato con orgoglio e fermezza Jonghi Lavarini. «Stiamo parlando di un autentico eroe, un uomo in prima linea da sempre nella durissima e sanguinosa guerra senza quartiere contro la criminalità organizzata e il terrorismo internazionale. Un vero e puro patriota messo a totale disposizione dei cittadini milanesi, ma anche dell’intera e vasta platea del centrodestra, del quale potrebbe e dovrebbe essere l’autorevole candidato unitario ideale. E badate bene: il Generale è già in piena, attivissima e feroce campagna elettorale da settimane».
La candidatura di un Generale antimafia rappresenta una mossa pesantissima per riportare il fondamentale e vitale tema della Sicurezza urbana al centro assoluto dell’agenda elettorale milanese.

Porte sbarrate a Maurizio Lupi e il severo monito alla Sardone

L’intervento di Jonghi Lavarini si è poi trasformato in una spietata e lucidissima “pagella” politica per gli altri ipotetici candidati del centrodestra. Il giudizio più rovente, chirurgico e implacabile è stato riservato all’ex ministro. «Maurizio Lupi godeva certamente della nostra stima passata, ma ha pubblicamente dichiarato di non volere “la destra” all’interno della sua ipotetica coalizione. Così facendo, per noi, è automaticamente diventato un elemento divisivo e, politicamente parlando, un perdente nato», tuona Lavarini, sbarrando clamorosamente la strada all’esponente di Noi Moderati.
Ma ce n’è anche per l’europarlamentare leghista. «Il nome di Silvia Sardone non andrebbe per nulla male, ma prima deve categoricamente chiarire al cento per cento la sua totale disponibilità a dialogare e collaborare apertamente con Futuro Nazionale», avverte il Presidente di Destra per Milano. Menzione d’onore e curiosità, invece, per l’esponente di Forza Italia: «A me piace sinceramente molto anche l’ottimo profilo del sottosegretario Matteo Perego di Cremnago, ma prima di poterne discutere bisognerebbe capirne a fondo le idee, la visione strategica e le proposte concrete per salvare la nostra città».

Un asse allargato o la clamorosa rottura: le condizioni poste da Futuro Nazionale

Il grande, rovente e finale ammonimento lanciato all’intero blocco del centrodestra suona come una vera e propria e spaventosa dichiarazione di guerra in vista delle prossime scadenze elettorali per il Comune.
Jonghi Lavarini ribadisce che la sua area politica non ha alcuna preclusione a formare una grandissima e invincibile alleanza. «La destra è assolutamente e responsabilmente disponibile a creare una vastissima coalizione, allargata volentieri anche a tutte le Liste Civiche cittadine e al “Patto con il Nord”, con il solo e unico scopo di stravincere le elezioni comunali per sfrattare le sinistre. Ma per farlo, serve immediatamente e senza inutili perdite di tempo un serio, costruttivo e sereno confronto sul programma politico e sul nome del candidato Sindaco».
E se questa apertura dovesse cadere irresponsabilmente nel vuoto? Se i “soliti noti” dovessero provare a escludere le voci meno moderate? La risposta è un colpo di cannone definitivo: «Altrimenti, Futuro Nazionale non si tirerà certamente indietro. Si presenterà agli elettori milanesi, fieramente e autonomamente, correndo da sola con il Generale Burgio come proprio orgoglioso candidato Sindaco!». Il guanto di sfida è ufficialmente lanciato: la parola ora passa agli alleati (o futuri avversari) del centrodestra.

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Politica

Minacce al Ministro Valditara, la destra insorge e Rampelli alza lo scudo: “Atto intimidatorio vile, vogliono mettere sottosopra la scuola prima del voto”

Scontro totale sulla scuola e dura requisitoria istituzionale dopo le gravi intimidazioni al Viminale e all’Istruzione! 🏛️🛑🇮🇹 Il Vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli (Fratelli d’Italia), esprime la più ferma e totale solidarietà al Ministro Giuseppe Valditara, colpito da un vile atto intimidatorio. L’affondo deciso di Rampelli accende i riflettori sulle prossime scadenze elettorali: “Vogliono mettere sottosopra scuola e università nell’ultimo anno di legislatura. Valditara ha governato con moderazione e determinazione per 4 anni. Stroncare subito la violenza di anarchici e ultra-comunisti, spesso protetti dai sindaci del PD”. Scoprite l’intera analisi politica e tutti i retroscena nel nostro articolo! 👇❤️✨

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Rampelli

Roma – Ci sono momenti in cui il dibattito politico e il confronto sulle riforme dell’istruzione pubblica superano i confini della normale e legittima dialettica democratica per addentrarsi nei territori inospitali della violenza verbale, dell’intolleranza ideologica e dell’aggressione frontale alle istituzioni della Repubblica. La scuola e l’università, che dovrebbero rappresentare i laboratori per eccellenza del merito, del dialogo trasparente e della crescita civile delle nuove generazioni, rischiano di trasformarsi ancora una volta in una trincea ideologica strumentalizzata dalle frange più estreme del radicalismo extraparlamentare. Oggi, giovedì 17 settembre 2026, lo scacchiere politico romano è scosso da un duro e solenne intervento istituzionale che blinda la cabina di regia del governo: il Vicepresidente della Camera dei deputati, Fabio Rampelli (esponente di punta di Fratelli d’Italia), ha espresso una ferma e totale censura di merito contro il grave atto intimidatorio perpetrato ai danni del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

L’affondo di Rampelli, taccuino alla mano, non lascia spazio a filtri protettivi o a ipocrisie interpretative, delineando una lettura spietata e chirurgica sulla tempistica della minaccia. Il focus si sposta immediatamente sul calendario politico nazionale, evidenziando i Criteri di una strategia della tensione che sembra ripetersi con fitta e regolare puntualità storica in prossimità delle scadenze delle urne. Secondo l’analisi del vicepresidente della Camera, l’avvio dell’ultimo anno di legislatura e del concomitante ultimo anno scolastico prima del voto politico rappresenta il pretesto perfetto per quei movimenti anarcoidi e della sinistra ultra-radicale che puntano a destabilizzare la tenuta sociale e il welfare scolastico dello Stato, nel tentativo di innescare disordini nelle piazze e nelle facoltà dell’intera penisola.

Quattro anni di riforme e dialogo: la difesa dell’operato del Ministro

La nota ufficiale firmata da Fabio Rampelli ed elargita alle agenzie di stampa si configura come una fiera dichiarazione di amicizia e solidarietà politica a difesa di un ruolino di marcia pluriennale, rivendicando l’onestà intellettuale dell’azione ministeriale. «Ci si può rimettere l’orologio: ultimo anno di legislatura e ultimo anno scolastico prima del voto», esordisce con spavalda fermezza e ironia l’esponente di Fratelli d’Italia, fotografando i rischi di un autunno caldo nei rioni universitari. «Vuoi vedere che è il momento di mettere sottosopra scuola e università? Chi scommette? Esprimo piena solidarietà e amicizia al Ministro Valditara che si è distinto in questi quattro anni per aver gestito le sue competenze con moderazione e determinazione, rimanendo sobriamente fedele al nostro programma elettorale, mantenendo costante dialogo e collaborazione con sindacati e studenti».

Secondo la ricostruzione del vicepresidente di Montecitorio, l’aggressione subita da Valditara non costituisce un episodio isolato o una semplice contestazione personale, ma deve essere radiografata come una minaccia trasparente rivolta a tutta la classe dirigente e ai parlamentari della maggioranza che lo hanno affiancato e sostenuto nel percorso di modernizzazione e messa in sicurezza degli istituti. La postura del partito guidato da Giorgia Meloni esige una risposta clinica, immediata e inflessibile da parte degli organi inquirenti e della magistratura dello Stato, affinché i responsabili del vile gesto vengano rapidamente individuati e isolati, sintonizzando le risposte flessibili della giustizia sul massimo rigore della legalità.

L’attacco ai movimenti radicali e la polemica con i sindaci del PD

Il segmento finale della requisitoria firmata da Rampelli sposta l’asse della polemica direttamente sui sindaci e sugli amministratori locali targati Partito Democratico, accusati di aver tollerato e alimentato indirettamente, attraverso concessioni di spazi e tutele sociali permissive, la proliferazione di laboratori e centri sociali dell’estrema sinistra nei quartieri metropolitani. Una tolleranza che, nell’analisi del deputato meloniano, avrebbe finito per concedere un comfort logistico inaccettabile a quei gruppi che oggi si sentono in dovere di contraccambiare i favori elargiti alzando il livello dello scontro istituzionale e colpendo i presìdi di sicurezza civile dello Stato.

«Stroncare subito questa violenza significa rendere la vita difficile a quei movimenti radicali, anarcoidi e ultra comunisti che si sentono in dovere di contraccambiare i favori elargiti dai sindaci del PD», conclude con toni decisi e spavaldi il vicepresidente Fabio Rampelli, blindando la tenuta etica dell’esecutivo. «La sicurezza e la libertà di pensiero dei nostri ministri non sono uno slogan, ma un diritto inalienabile. Non faremo un solo passo indietro di fronte alle intimidazioni di chi odia il merito e la democrazia». I verbali della Camera sono aperti, le scadenze del ministero confermate e i controlli sui dettagli di sicurezza potenziati: il governo alza lo scudo del diritto, pronto a dimostrare con i fatti che la spensieratezza e il futuro della scuola italiana si difendono unicamente respingendo ogni forma di violenza e intolleranza eversiva.

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