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ANNABELLA ROSSI. LA POETICA DELLA REALTÀ – DAL 1° APRILE AL MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE

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ANNABELLA ROSSI. LA POETICA DELLA REALTÀ - DAL 1° APRILE AL MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE

Redazione-   Il Museo di Roma in Trastevere ospita, dal 2 aprile al 31 maggio 2026, la mostra “Annabella Rossi. La poetica della realtà”. L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e curata da Stefania Baldinotti, Massimo Cutrupi e Francesco Quaranta dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) del Ministero della Cultura, in collaborazione con il Museo delle Civiltà (MuCIV).

L’esposizione ripercorre l’attività di Annabella Rossi (1933-1984), figura centrale dell’etnografia e dell’antropologia, che ha trasformato la fotografia e il video in strumenti d’indagine scientifica e sociale, attraverso fotografie, spesso inedite, provenienti dal Fondo Annabella Rossi (ICPI-MuCIV).

Il percorso espositivo delinea un’indagine corale che parte dalla spedizione in Salento del 1959 con il famoso antropologo e filosofo Ernesto de Martino per approdare alle grandi inchieste nel Mezzogiorno dedicate alla religiosità popolare e alle feste tradizionali, tra le quali spicca l’imponente ricerca sul Carnevale. Quest’ultima, condotta tra il 1972 e il 1976, ha visto la partecipazione attiva degli studenti del suo corso di Antropologia Culturale all’Università di Salerno, trasformando il lavoro sul campo in un’esperienza di didattica collettiva. Lo sguardo di Annabella Rossi si posa con la stessa intensità sulla Roma periferica della fine degli anni ‘50 e sulla vita quotidiana di Trastevere, documentando gli aspetti delle culture marginali e popolari.

Annabella Rossi ha così restituito dignità a un’umanità segnata dalla fatica, ma illuminata da una profonda innocenza che emerge con forza nei ritratti fotografici dove la partecipazione emotiva trasforma il documento in arte.

Ad arricchire l’esperienza sensoriale, il percorso ospita il film fotoritmico “Serenata d’arte varia” di Francesco De Melis: una musicalizzazione per voce e pianoforte delle sequenze di strada della studiosa, che trasforma l’immagine statica in un flusso vitale, restituendo il ritmo di una “vita anteriore” fatta di artisti di strada e numeri d’arte varia.

ANNABELLA ROSSI (Roma, 1933 – 1984)

Etnologa e fotografa, Annabella Rossi è stata una figura di rottura nel panorama dell’antropologia italiana del secondo Novecento. Allieva e stretta collaboratrice di Ernesto de Martino, ha partecipato nel 1959 alla storica spedizione in Salento per lo studio del tarantismo, un’esperienza che ha segnato profondamente la sua metodologia di ricerca sul campo. Il suo lavoro, svolto nell’ambito del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari dove lavorò a partire dal 1961, si è distinto per l’uso pionieristico dei mezzi audiovisivi – fotografia, registrazioni sonore e videotape – intesi non come semplici sussidi, ma come strumenti primari e complementari dell’indagine scientifica. Al centro delle sue ricerche, condotte per circa un ventennio nell’Italia centro-meridionale, vi è la cosiddetta cultura della miseria”: Annabella Rossi ha documentato con sguardo militante la religiosità e le credenze, il tarantismo, il lavoro e la quotidianità, denunciando lo stigma della povertà di un’umanità marginalizzata dal boom economico. Tra le sue opere fondamentali si annoverano Le feste dei poveri” (1969), Lettere da una tarantata (1970) e “Carnevale si chiamava Vincenzo” (1977), quest’ultimo frutto di una vasta ricerca in Campania realizzata con Roberto De Simone e con il coinvolgimento degli studenti dell’Università di Salerno, dove ha insegnato Antropologia Culturale dal 1971.

La sua eredità è oggi custodita nel Fondo Annabella Rossi presso l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) e il Museo delle Civiltà (MuCIV) di Roma.

L’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale ha come missione istituzionale la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale. Oggi, grazie ai nuovi e più moderni assetti del Ministero della Cultura e alla crescente attenzione dedicata a patrimonio immateriale dovuta alla Convenzione UNESCO 2003 e alla Convenzione di Faro, l’Istituto si configura come punto di riferimento per le comunità e i territori, ai quali offre collaborazione tecnica e sostegno scientifico nello sviluppo di attività destinate all’individuazione, alla salvaguardia e alla valorizzazione delle proprie eredità culturali. All’interno dell’Istituto operano i Laboratori e gli Archivi di fotografia e di antropologia visiva, che conservano una vasta ed importante documentazione fotografica ed audiovisiva realizzata a partire dagli anni ’40 del secolo scorso da antropologi, documentaristi e cineasti attenti al mondo della tradizione.

              

 

 

ANNABELLA ROSSI. LA POETICA DELLA REALTÀ

2 aprile – 31 maggio 2026

Museo di Roma in Trastevere

Piazza S. Egidio 1b – Roma

 

Promotori                               Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Organizzazione                      Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) del Ministero della Cultura

Mostra a cura di                     Stefania Baldinotti, Massimo Cutrupi e Francesco Quaranta

Orari                                       Dal martedì alla domenica ore 10.00-20.00

Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Biglietteria                              La bigliettazione del Museo di Roma in Trastevere è articolata secondo le seguenti tariffe:

          • Gratuito per i residenti in Roma Capitale e nell’area metropolitana (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza)
          • Intero: € 13,00
          • Ridotto: € 8,50

Ingresso gratuito al museo per i possessori della “MIC Card”.

Info: 060608 (tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00)

www.museodiromaintrastevere.itwww.museiincomune.it

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Politica

Inchiesta Lazio, esplode lo scontro politico: l’onorevole Mazzocchi gela il Governatore Rocca dopo l’affondo su Lotito

QUANDO IL CALCIO INVADE LA POLITICA! L’ONOREVOLE MAZZOCCHI SI SCAGLIA CONTRO IL GOVERNATORE FRANCESCO ROCCA: “PAROLE POPULISTE CONTRO LA LAZIO E LOTITO, UN PRESIDENTE DI REGIONE DEVE RIMANERE IMPARZIALE!” ⚽ 🏛️ 🦅 A Roma il Calcio è una Vera Fede, ma la Politica dovrebbe Restarne Fuori! In queste ore si sta Consumando un Furioso “Scontro Istituzionale” attorno alle sorti della S.S. LAZIO! Come saprete, c’è un’esplosiva inchiesta dell’Antimafia in corso su presunti Reati Finanziari architettati per Costringere il patron Claudio Lotito a Vendere il Club. In questo Clima di altissima tensione e proteste di Piazza, Il Governatore della Regione Lazio (Francesco Rocca) ha rilasciato Dichiarazioni di Fuoco, definendo la Gestione di Lotito “Dilettantistica”, gridando che i Tifosi “Sono Tenuti in Ostaggio” e che “l’Era Lotito è Finita”! Parole durissime che l’Onorevole MAZZOCCHI (Movimento dei Cristiano Riformisti) ha duramente e Formalmente Condannato! “Le passioni da Tifoso non devono intaccare le Istituzioni! Chi Governa la Regione DEVE rimanere Imparziale, sereno ed Etico! Gridare nelle Piazze è Populismo di Facciata e rischia di Scatenare Tensioni Sociali Tra I Romani! Ora Faccia Lavorare in Silenzio I Magistrati!”, Ha Tuonato Mazzocchi! Leggi le durissime parole del Comunicato Politico nel nostro Articolo! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche Voi Siete Totalmente D’Accordo con L’Onorevole Mazzocchi e pensate che un “Governatore di Regione” Non Debba Assolutamente Scendere in Piazza come un Tifoso Qualsiasi Alimentando L’Odio Contro il Presidente di una Squadra di Calcio? O Siete dalla Parte dei Tifosi che vogliono Cacciare Lotito ad Ogni Costo? Pensate Che la Politica e Lo Sport Dovrebbero Restare Due Mondi Separati per Il Bene delle Indagini della Magistratura? Diteci la Vostra Sviscerando tutto il Vostro Orgoglio Sportivo nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo Formidabile Articolo per Chiedere l’Opinione dei Vostri Amici Tifosi!

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Governatore del Lazio Rocca

Roma – Nella Capitale, si sa da sempre, il calcio non è mai stato considerato come un semplice sport, ma è vissuto quasi come una vera e propria e viscerale fede religiosa. Quando però le infuocate passioni dei tifosi da stadio finiscono per travolgere e inquinare il delicatissimo e formale mondo della politica e delle Istituzioni, il rischio di un cortocircuito istituzionale (e persino di ordine pubblico) diventa altissimo. È esattamente quanto sta accadendo in queste ore frenetiche attorno alla SS Lazio e alla figura del suo Presidente Claudio Lotito, finiti al centro di un furioso e inedito scontro politico.
L’Onorevole Mazzocchi (a nome del Movimento dei Cristiano Riformisti) ha infatti deciso di rompere gli indugi e di intervenire con una nota durissima, sferrando un attacco pesantissimo e frontale contro le recenti dichiarazioni pubbliche rilasciate dal Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, giudicate totalmente fuori luogo per un governatore.

Le frasi di Rocca e l’ombra dell’Antimafia

Per comprendere l’ira di Mazzocchi, bisogna fare un passo indietro e guardare al drammatico quadro giudiziario in cui naviga il club biancoceleste. Attualmente, infatti, è in corso un’esplosiva inchiesta portata avanti dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Roma. L’indagine sta cercando di fare piena luce su alcune gravissime e presunte manovre illecite, estorsioni e reati finanziari che sarebbero stati orchestrati nell’ombra con lo scopo criminale di forzare la cessione della Società Sportiva Lazio.
In un contesto giudiziario così esplosivo e delicato, il Governatore Francesco Rocca ha recentemente rilasciato delle dichiarazioni “al vetriolo” partecipando attivamente alle manifestazioni di piazza dei tifosi: ha definito senza filtri la gestione di Lotito alla stregua di “una società dilettantistica”, ha gridato al megafono che “il popolo laziale è tenuto in ostaggio” e ha persino sentenziato pubblicamente che “l’epoca di Lotito alla Lazio è ormai finita”.

La durissima censura di Mazzocchi: “Serve imparzialità”

Dichiarazioni che l’Onorevole Mazzocchi e i Cristiano Riformisti non hanno affatto digerito, esprimendo una fermissima e indignata censura di merito.
«Pur comprendendo perfettamente la fortissima passione sportiva che anima la cittadinanza – sottolinea Mazzocchi nel suo accorato comunicato – la partecipazione attiva a manifestazioni di piazza e l’utilizzo di simili espressioni forti da parte del Presidente della Regione rappresentano un’azione palesemente e oggettivamente inopportuna, oltre che non plausibile per un uomo che riveste la massima carica di una così importante istituzione territoriale!».

No al populismo di facciata: si rischia la tensione sociale

L’accusa di Mazzocchi è un vero e proprio richiamo all’etica pubblica. Chi rappresenta una pubblica Istituzione e siede sulla poltrona di Governatore ha il dovere morale, etico e politico di mantenere sempre un profilo rigoroso, improntato alla totale terzietà e al massimo equilibrio.
La pericolosa sovrapposizione tra la propria “fede calcistica personale” e le formali funzioni di governo regionale rischia di minare alla base la credibilità stessa delle istituzioni e, fatto ancor più grave, rischia di alimentare feroci tensioni sociali all’interno del già caldissimo tessuto cittadino romano. «In un momento così delicato – conclude l’On. Mazzocchi – in cui la magistratura è chiamata a fare chiarezza su presunti reati finanziari e di manipolazione del mercato, l’ingerenza politica e il populismo di facciata non sono assolutamente tollerabili. Auspichiamo un immediato ritorno al rispetto delle prerogative dei ruoli pubblici, lasciando che le vicende societarie e giudiziarie della SS Lazio vengano trattate esclusivamente nelle aule dei Tribunali competenti». Un cartellino rosso in piena regola per il Governatore.

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Esteri

Scudo anti-terrorismo e confini blindati: l’Italia proroga i controlli sulle frontiere, scoppia la bufera con la Spagna

L’ITALIA BLINDA I CONFINI PER PAURA DEI TERRORISTI E LA SPAGNA CI INSULTA CHIAMANDOCI “VERGOGNOSI”! SCOPPIA UN DURISSIMO SCONTRO TRA ROMA E MADRID! 🇮🇹 🇪🇸 🛑 Quando c’è in Ballo la Sicurezza Nazionale dell’Italia, non devono Esistere “Sconti” per Nessuno! Il Ministro dell’Interno Piantedosi ha appena Firmato la “Proroga” che Mantiene Attivi e Serratissimi i Controlli di Polizia sui Documenti in tutti i Porti e Aeroporti per chi Arriva in Italia dalla SPAGNA! Il Motivo? Il Viminale ha avvertito un forte allarme di “INFILTRAZIONI TERRORISTICHE”, visti gli enormi e incontrollati sbarchi di migranti che stanno travolgendo la Frontiera spagnola di Ceuta! Tajani ha spiegato che la Priorità assoluta è “Difendere l’Italia”. Ma da Madrid la Reazione è stata Rabbiosa e (A detta di molti) Irrispettosa! Il ministro spagnolo Albares ha “Insultato” il nostro Governo definendo la nostra Scelta “Vergognosa, Assurda e Inutile”, accusando l’Italia di Non Avere Solidarietà Europea e Rinfacciandoci gli Aiuti Ricevuti lo Scorso Anno! Per ripicca, La Spagna prolungherà i Controlli su Tutti gli Italiani in Arrivo a Madrid fino all’8 Ottobre! Chi Viaggerà in queste settimane tra i due Paesi, dovrà subire Controlli molto Severi. Leggi i Dettagli di questo scontro Senza Precedenti nel Nostro Articolo! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche Voi Siete Totalmente Dalla Parte del Governo Italiano e Pensate Che “La Sicurezza e la Paura degli Attentati Terroristici” vengano Molto Prima Delle Lamentele della Spagna? Siete d’Accordo col “Sospendere Schengen” e far Tornare i Controlli con la Polizia su chi Viaggia, Oppure temete di Perdere solo Troppo Tempo in Fila Agli Aeroporti per le Vacanze? Diteci la Vostra Sviscerando tutto il Vostro Orgoglio Nazionale nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo Formidabile Articolo Sulle Vostre Bacheche per Avvisare gli Amici In Partenza Verso La Spagna!

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Ceuta, migranti

Roma – La sicurezza nazionale, la vita dei cittadini italiani e la sacrosanta e inviolabile difesa dei nostri confini patri non possono e non devono mai essere subordinate a nessun “buonismo” o trattato internazionale. Quando c’è in gioco il rischio di infiltrazioni terroristiche, un Governo serio ha il dovere morale di innalzare immediatamente gli scudi. Ed è esattamente quello che ha fatto in queste ore l’Italia, innescando però (di riflesso) uno scontro diplomatico senza precedenti e dalle tinte fortissime con la Spagna.
Il Ministro dell’Interno italiano, Matteo Piantedosi, ha infatti deciso questa mattina di prolungare ufficialmente per altri 15 giorni la sospensione del Trattato di Schengen, mantenendo attivi e serratissimi i controlli alle frontiere aeree e marittime con il Paese iberico. Una decisione ineccepibile, immediatamente e formalmente comunicata alla Commissione europea e a tutti gli altri ministri dell’Interno dell’Unione europea attraverso un’accurata nota diramata dal Viminale.

Allarme terrorismo: la mossa ineccepibile del Viminale

La vitale proroga dei controlli è giunta al termine di una delicatissima riunione del Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, convocato d’urgenza per fare il punto sulla situazione. Le motivazioni fornite dal Ministero dell’Interno non lasciano purtroppo alcuno spazio a dubbi o a interpretazioni romantiche: l’Italia deve fare i conti con «elevati profili di rischio per la sicurezza interna».
A far scattare il campanello d’allarme è l’altissimo e drammatico pericolo di «infiltrazioni terroristiche». Esiste infatti la probabilità più che concreta che, attraverso i flussi incontrollati di mobilità internazionale in arrivo dalla Spagna, possano tentare di intrufolarsi in Italia soggetti pericolosissimi legati ad ambienti del terrorismo. Il Governo italiano non intende chiudere le frontiere a prescindere, ma l’obiettivo categorico è quello di consentire alle nostre Forze dell’Ordine di effettuare delle rigidissime e approfondite verifiche sui passeggeri in ingresso.

Tajani fa quadrato, ma esplode l’Ira di Madrid

A fare quadrato attorno alla decisione del Viminale è intervenuto anche il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha gettato acqua sul fuoco: «Non è un atteggiamento contro qualcuno, non è una posizione politica. Il nostro unico problema è garantire la sicurezza interna. Non va assolutamente sottovalutato ciò che sta succedendo con i migranti a Ceuta».
Ma da Madrid la reazione è stata a dir poco rabbiosa, stizzita e, per certi versi, irrispettosa nei confronti della sovranità italiana. Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares è esploso in un duro attacco contro il nostro Governo: «È assurdo, inutile ed è una vergogna perché mina lo spirito dei partner europei!», ha tuonato Albares, accusando il premier Meloni e Tajani di non essere “leader europei all’altezza della situazione” e di agire solo per accaparrare voti nella politica interna. In risposta alla mossa italiana, il governo iberico ha deciso per ripicca di estendere fino all’8 ottobre i controlli sui viaggiatori provenienti dall’Italia nei loro scali aeroportuali e marittimi.

Cosa cambia concretamente per chi viaggia

La dura reazione spagnola è apparsa a molti osservatori come uno schiaffo fuori luogo all’Italia, un Paese che sta solo cercando di prevenire tragedie interne. Albares ha persino “rinfacciato” a Roma gli aiuti forniti dalla Spagna durante la crisi di Lampedusa del 2023, accusandoci di scarsa solidarietà.
Ma al di là del fuoco incrociato delle polemiche politiche, cosa cambia all’atto pratico per i comuni cittadini e per i turisti? Nessun blocco totale, sia chiaro. Chi dovrà viaggiare in aereo o in nave tra l’Italia e la Spagna dovrà semplicemente mettere in conto la concreta possibilità di subire (in aeroporto o al porto) controlli documentali molto più severi, rigorosi e lunghi del solito, perdendo qualche minuto in più al gate. Un piccolo sacrificio che, se serve a intercettare potenziali terroristi e a tenere l’Italia al sicuro, vale assolutamente la pena di sopportare.

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Politica

Scontro infuocato sulla nuova Legge Elettorale: il Governo blinda il premio di maggioranza, l’Opposizione grida alla truffa

IL SENATO APPROVA LA “NUOVA LEGGE ELETTORALE” TRA LE URLA E LA RABBIA DEI PARTITI! ECCO COSA CAMBIA CONCREAMENTE PER I CITTADINI E COME ANDREMO A VOTARE! 🗳️ 🇮🇹 🏛️ Scontro Totale e Ferocissimo in Parlamento sulle Nuove “Regole del Gioco”! Il Governo ha Appena fatto passare in Senato la discussa e Pesantissima Riforma (che tornerà alla Camera a Fine Settembre). Le opposizioni (dal PD al Movimento 5 Stelle, con tanto di Cartelli Gialli e Rossi Mostrati in Aula contro la “Legge Truffa”) Urlano Alla Dittatura, accusando il Governo di volersi “Cambiare le Carte in Tavola” per la Paura Di Perdere! Ma cosa Cambierà, sulla scheda elettorale, per la Gente Comune? Tanto! Arriva il “Premio Di Governabilità”: Se Una Qualsiasi Coalizione prenderà più del 42% dei Voti, otterrà Subito (In “Regalo”) Ben 70 Deputati e 35 Senatori Extra! Sulla Scheda, per Fortuna, avremo Finalmente la Scelta sulle PREFERENZE: si potranno dare 3 “Nomi” scelti dai cittadini (Tranne il Primo Nome della Lista, Che resterà il “Capolista Bloccato” dai Poteri del Partito!). Diventerà invece “Impossibile” per i Piccolissimi Partiti senza Storia Riuscire a Presentarsi alle Elezioni, Dato che la legge Alza il Muro a Ben 450.000 Firme da raccogliere! E, Splendida Notizia di Grandissima Civiltà: Il Voto per “Fuori Sede” Sarà Garantito anche ai Genitori o “Caregiver” Che Devono Assistere a Distanza un Figlio Malato o un Anziano!! Leggi tutti i Dettagli Tecnici E le Regole nel Nostro Articolo per capirci di Più! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche Voi Siete Esasperati Dal Fatto Che i Politici non facciano altro che “Cambiare La Legge Elettorale” a Piacimento In base a Chi Governa in Quel Momento? Pensate Che il “Premio di Maggioranza” Sia Utile per Dare Governi Stabili all’Italia, O sia invece una “Forzatura” Antidemocratica come sostiene la Sinistra? E, Soprattutto, Siete Contentissimi Della Vittoria Ottenuta Dai Familiari Che Curano i Malati Lontano Da casa, Che finalmente Potranno Votare Senza Pagare Costosissimi Treni? Diteci la Vostra Sviscerando Tutte le Vostre Idee Politiche nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura questo Articolo Informativo Sulle Vostre Bacheche per Avvisare e Spiegare ad Amici e Parenti Come Andremo a Votare!

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Senato della Repubblica

Roma – Le regole del gioco democratico sono le fondamenta stesse della nostra preziosa e amata Repubblica. Cambiare la legge con cui si andrà a eleggere il prossimo Governo è sempre un momento di enorme tensione, di scontri feroci e di fortissime passioni politiche. E puntualmente, anche questa volta, le Aule del Parlamento italiano si sono trasformate in un vero e proprio ring infuocato. Nelle scorse ore, tra urla e proteste, è arrivato il via libera del Senato alla discussa e pesantissima riforma della Legge Elettorale, approvata a Palazzo Madama con 113 voti a favore, 71 contrari e 2 astenuti.
Il testo originario, arrivato dalla Camera dei Deputati, è stato però modificato in modo sostanziale e dovrà dunque tornare indietro a Montecitorio in terza lettura (il cui esame è già calendarizzato per il prossimo 28 settembre 2026). Ma cosa cambierà, all’atto pratico, per il cittadino che si recherà alle urne?

Le proteste: “No alla legge truffa”

Le modifiche volute dalla Maggioranza hanno scatenato le ire funeste delle Opposizioni. Durante il voto, i banchi sono esplosi in una rabbiosa protesta, con i senatori che hanno sollevato cartelli gialli e rossi recanti la dicitura “No alla legge truffa”. L’accusa mossa dal Partito Democratico (così come da Matteo Renzi) è durissima: a loro avviso l’unico vero e subdolo obiettivo della destra non è la stabilità del Paese, ma cambiare le regole unicamente per «la paura di perdere le elezioni». Clamorosa anche la protesta del Movimento 5 Stelle, il cui capogruppo Luca Pirondini ha sventolato in Aula il drammatico fac-simile di una scheda elettorale recante la scritta provocatoria “Fratelli di casta”.

Capolista bloccati e sistema delle Preferenze

La novità in assoluto più corposa per i cittadini riguarda il delicatissimo sistema delle preferenze, che già aveva mandato “sotto” il governo alla Camera. Con le ultimissime correzioni volute dal Senato, le liste dei candidati non saranno più “interamente bloccate”. La nuova scheda presenterà un “capolista bloccato” (il cui nome è imposto dal partito) seguito però da un elenco di sei candidati tra i quali i cittadini elettori potranno finalmente scegliere fino a un massimo di tre preferenze personali.
Per quanto riguarda la parità di genere, tutti i candidati (compreso il capolista) dovranno rispettare il principio dell’alternanza, ma visto che l’elezione matematica finale avverrà in base ai voti di preferenza raccolti, il sistema non offrirà certezze assolute sulle “quote rosa” negli eletti. In ogni caso, nessuna lista potrà presentare uno dei due sessi in misura superiore al 60%.

Il “Premio” e la raccolta firme dei piccoli partiti

Per provare a garantire all’Italia legislature stabili (evitando i continui cambi di Governo), la nuova legge introduce il “Premio di Governabilità”. Se una coalizione dovesse raggiungere almeno il glorioso traguardo del 42% dei voti validi, scatterà in automatico un preziosissimo bonus di seggi (ben 70 deputati e 35 senatori extra). Se nessuno raggiungerà il 42%, il sistema resterà puramente “Proporzionale”.
Inoltre, cambiano le regole di sbarramento: per aiutare a far scattare il “Premio”, verranno magicamente conteggiati anche i voti portati dai piccoli partiti sotto la soglia di sbarramento. Tuttavia (e qui infuriano le polemiche!), per evitare il fiorire di liste inutili, i piccoli schieramenti senza un gruppo parlamentare all’attivo dovranno compiere l’impresa epica di raccogliere 6mila firme in ogni collegio (circa 450.000 in totale) per potersi presentare.

Vittoria del Cuore: il Voto ai Caregiver Fuori Sede

Al netto delle furiose polemiche politiche, la Legge Elettorale porta con sé un’immensa e meravigliosa vittoria di pura umanità e dignità civica. Il Senato ha finalmente e giustamente esteso il diritto al Voto per i Fuori Sede anche ai fantastici e indispensabili Caregiver Familiari, nonché ai poveri genitori o familiari conviventi costretti ad allontanarsi e trasferirsi lontano dalla propria vera residenza per poter curare il proprio figlio minore malato (in ospedali situati in altre Regioni). Nessun genitore e nessuna famiglia d’Italia, costretta a viaggiare per il dolore della malattia, dovrà mai più rinunciare al proprio sacrosanto e insindacabile diritto democratico di Voto. Un passo di grandissima e profonda civiltà che andava fatto anni fa.

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