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L’abbraccio di Papa Leone XIV alla Valle dell’Aniene, la visita a sorpresa tra la Trinità di Vallepietra ed i Monasteri di Subiaco

🚨 CLAMOROSO IN VALDANIENE: VISITA A SORPRESA DI PAPA LEONE XIV AL SANTUARIO DI VALLEPIETRA E AI MONASTERI DI SUBIACO! 🕊️⛪ Una giornata storica che fa battere forte il cuore dei fedeli. Questa mattina, in forma totalmente privata e senza preavviso, il Santo Padre ha raggiunto lo splendido Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra, inginocchiandosi ai piedi del Monte Autore dopo l’ultimo storico pellegrinaggio di Papa Wojtyla. Il Rettore monsignor Ponzi celebra un “momento straordinario” h24. Subito dopo, Leone XIV è sceso a Subiaco: sosta di preghiera al Sacro Speco, il bacio tradizionale al ginocchio di San Benedetto e pranzo fraterno con i monaci a Santa Scolastica, prima di rientrare a Castel Gandolfo. Una pagina di pura devozione e umanità scritta con il cuore e con l’anima per la nostra terra. Il servizio completo 👇#papaavallepietra | #leoneXIV | #santissimatrinita | #monasterisubiaco | #sacrospeco | #santascolastica | #valdaniene | #pellegrinaggiosorpresa | #pagineutili

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Papa Leone XIV in visita privata al Santuario della Santissima Trinità a Valle Pietra

La preghiera di Leone XIV davanti all’affresco della Trinità e lo stupore dei fedeli

Vallepietra – Ci sono mattine in cui la storia bussa all’improvviso alle porte delle nostre montagne, trasformando un tranquillo mercoledì estivo in un giorno di grazia destinato a rimanere scolpito nella memoria sacra di un intero territorio. Il piccolo borgo di Vallepietra e la sua secolare comunità di devoti hanno vissuto ore di indicibile emozione e profondo stupore di fronte all’arrivo improvviso ed inaspettato di Papa Leone XIV. Il Pontefice ha scelto di proseguire il suo personale pellegrinaggio privato all’interno della provincia romana, facendo tappa in quel santuario millenario che sorge arroccato sulle pareti di roccia viva, incastonato ai piedi del monte Autore tra le vette dei monti Simbruini. L’ultimo Vicario di Cristo a risalire questi sentieri impervi ed a varcare le soglie della rupe sacra era stato Giovanni Paolo II, un legame interrotto da anni e che oggi si riannoda sotto il segno di una devozione intensa, umile e sincera.

Il Santo Padre si è raccolto in ginocchio e in silenzio assoluto per diversi minuti di fronte al celebre ed enigmatico affresco delle Tre Persone Divine, i cui passaggi storiografici e le cui immagini dell’evento scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

Il bacio alla statua di San Benedetto ed il Padre Nostro nel Sacro Speco di Subiaco

Il Rettore del Santuario, monsignor Alberto Ponzi, ha descritto l’incontro come un momento straordinario che ha ridato linfa e luce alla fede delle migliaia di pellegrini e turisti che affollano la valle, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi. Subito dopo aver impartito una solenne e paterna benedizione ai presenti, Leone XIV ha lasciato Vallepietra per scendere lungo le gole della Valdaniene ed ha raggiunto lo spettacolare complesso del Monastero di San Benedetto a Subiaco. Il Papa ha risalito le scale di pietra del Sacro Speco fino a fermarsi in meditazione davanti alla cappella che custodisce il ritratto duecentesco di San Francesco d’Assisi, dipinto dal vivo prima della sua morte. Successivamente, con un gesto carico di rispetto filiale, il Pontefice ha baciato il ginocchio della statua del Patrono d’Europa, recitando un commosso Padre Nostro insieme ai monaci ed ai rari fedeli ammessi nella grotta.

L’abbraccio del Papa ai luoghi benedettini unisce idealmente la storia della Chiesa ai destini delle comunità dell’entroterra, proiettando le preghiere sui display dei telefoni dei nuclei familiari del distretto.

Il pranzo nel refettorio di Santa Scolastica ed il rientro pomeridiano a Castel Gandolfo

La storica giornata laziale ha toccato la sua ultima tappa spirituale al vicino Monastero di Santa Scolastica, il cenobio più antico d’Italia e l’unico sopravvissuto ai saccheggi dei secoli. Leone XIV ha varcato la soglia della clausura per condividere un pranzo frugale e fraterno nel refettorio della comunità monastica, intrattenendosi in un fitto colloquio con l’abate e visitando con viva curiosità intellettuale i chiostri gotici e rinascimentali che custodiscono i primi incunaboli della stampa italiana. Nel primo pomeriggio, il corteo papale si è rimesso in viaggio lungo le strade della provincia per fare rientro nella residenza estiva di Castel Gandolfo. Questa straordinaria e paritetica parata di fede e bellezza rinvigorisce lo spirito dei residenti e delle ditte della Valle dell’Aniene, dimostrando come i piccoli borghi montani sappiano accogliere i messaggi di pace più alti in piena conformità con le usanze di convivenza civile.

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Il jazz e la world music stregano il lago di Como, al via la ventitreesima edizione del Tremezzina Music Festival

🚨 FASCINO SUL LARIO: AL VIA LA XXIII EDIZIONE DEL TREMEZZINA MUSIC FESTIVAL TRA JAZZ, FLAMENCO E GRANDI AUTORI! 🎷🌊 Il lago di Como si trasforma nella capitale della grande musica internazionale. Dal 2 al 6 agosto 2026 torna lo storico Tremezzina Music Festival, l’evento diffuso firmato da Musicamorfosi e diretto da Saul Beretta h24. Cinque giorni di concerti d’autore tra borghi da cartolina, chiese antiche e parchi secolari: dal Magnificat di Badrya Razem a Lenno fino al Flamenco Sacro ad Ossuccio, passando per l’atteso live del quintetto Libérica e l’hot jazz anni ’20 dei Dixie Blue Blowers. Un’edizione densa e speciale, interamente dedicata alla storica saggista Luisa Cetti e scritta con il cuore e con l’anima. Scopri l’intero programma del dossier 👇#tremezzinamusicfestival | #musicamorfosi | #saulberetta | #lagodicomoeventi | #jazzlario #luisacetti | #flamencosacro | #villacarlotta | #pagineutili

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Trio Março

I concerti a Griante e la preghiera laica del Magnificat nella chiesa di Santo Stefano

Como – Ci sono rassegne musicali nate per fondere la raffinatezza delle sonorità internazionali alla sfolgorante e suggestiva bellezza del paesaggio lacustre, trasformando le sponde storiche del Lario in un palcoscenico d’avanguardia acustica per i viaggiatori di tutto il mondo. Le piazze, i giardini e le dimore nobiliari comasche si apprestano ad accogliere la ventitreesima edizione del Tremezzina Music Festival, un cartellone denso di appuntamenti in programma dal due al sei agosto. La manifestazione, ideata e coordinata dall’associazione culturale Musicamorfosi sotto la direzione di Saul Beretta e con il sostegno del Comune e della Regione Lombardia, si aprirà domenica due agosto con un evento itinerante nel borgo di Griante. Tra i terrazzamenti panoramici del terreno Pomario si esibirà il trio Março, composto dalle voci di Marta Frigo e Sofia Zavaglia assecondate dalla fisarmonica di Martina Campi, intrecciando pop e world music. Lunedì tre agosto l’asse si sposterà nella chiesa di Santo Stefano a Lenno con il Magnificat, un’invocazione laica per la pace interpretata dalla cantante algerina Badrya Razem con l’organista Roberto Olzer ed il trombettista Giovanni Falzone.

Le esecuzioni sacre e i dialoghi sonori cross-culturali apriranno una bacheca di intense suggestioni, i cui orari e le cui date dei singoli set scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

Il flamenco sacro ad Ossuccio ed lo spettacolo a pagamento nei giardini di Villa Carlotta

La giornata di mercoledì quattro agosto si preannuncia come la più ricca del festival, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi per preservare l’onestà e la freschezza della cronaca vissuta. Al mattino, il santuario della Madonna del Soccorso di Ossuccio farà da sfondo al Flamenco Sacro con la chitarra di Abraham Lojo ed l’organo di Olzer, un’iniziativa inserita nel programma transnazionale Spiritual Music. Nel pomeriggio l’arte si sposterà nello splendido giardino botanico di Villa Carlotta per lo spettacolo Il cielo in una stanza, l’unico set a pagamento della rassegna, che vedrà Badrya Razem collaborare con il pianista catalano Max Villavecchia nella rivisitazione dei grandi classici della canzone italiana. La sera, il parco Teresio Olivelli di Tremezzina si accenderà grazie alle ritmiche iberiche del quintetto Libérica, capitanato dal contrabbassista Manel Fortià e arricchito dal sax di Alba Careta e dalla batteria di Oriol Roca, pronti a fondere il folklore tradizionale alle metriche jazz.

La prevendita dei biglietti per l’evento di Villa Carlotta registra già una parata di richieste, proiettando le disponibilità sui display dei telefoni dei nuclei familiari del distretto lariano.

Il jazz degli anni Venti con i Dixie Blue Blowers e la dedica finale a Luisa Cetti

Giovedì cinque agosto il parco Olivelli farà un tuffo nel passato grazie all’hot jazz degli anni Venti proposto dai Dixie Blue Blowers, formazione guidata da Mauro Porro alla cornetta e completata dal trombone di Giorgio Gallina e dal banjo di Martino Pellegrini. Venerdì sei agosto il festival si chiuderà con il progetto reTORNAR, un dialogo raffinato basato sull’improvvisazione tra la cantante catalana Magalí Sare ed il contrabbasso di Fortià, patrocinato dall’Institut Ramon Llull di Barcellona. Tutti i concerti all’aperto saranno ad ingresso libero con libera donazione, prevedendo lo spostamento logistico nell’auditorium della scuola primaria di Ossuccio in caso di maltempo. Questa edizione del duemilaventiseie viene interamente dedicata alla memoria di Luisa Cetti, storica, saggista e attivista femminista milanese, celebrando il suo profondo impegno civile attraverso la forza e l’energia pulita della grande musica condivisa.

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L’amore oltre gli schemi del patriarcato, il Teatro dell’Elce chiude la rassegna estiva a Sesto Fiorentino

🚨 IL TEATRO DELLE EMOZIONI A SESTO FIORENTINO: IL TEATRO DELL’ELCE ROMPE GLI SCHEMI SULL’ANIMA DEL PIACERE! 🎭❤️ Un viaggio profondo e coraggioso per liberare l’amore dai vecchi miti del dolore. Venerdì 24 luglio 2026 alle ore 21:15, il giardino della Biblioteca Ragionieri ospita il gran finale della rassegna “Un palco in biblioteca” con lo spettacolo “Il piacere”, tratto dal celebre saggio della psicologa Carol Gilligan. Diretto da Marco Di Costanzo, con Livia Gionfrida e Stefano Parigi, il live mette il cuore e l’anima in un’indagine h24 che demolisce gli stereotipi del patriarcato per indicare la strada della felicità e dell’inclusione. Orgogliosa l’assessora Irene Falchini per un’edizione da record che ha superato i 2.700 spettatori complessivi. Ingresso libero, prenotazione consigliata. Il focus completo 👇#ilpiacere | #teatrodellelce | #carolgilligan | #bibliotecaragionieri | #sestofiorentino #unpalcoinbiblioteca | #irenefalchini | #marcodicostanzo | #pagineutili

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Il Piacere Teatro Elce

Lo spettacolo ispirato al saggio di Carol Gilligan nel giardino della Biblioteca Ragionieri

Sesto Fiorentino – Ci sono rappresentazioni sceniche capaci di trasformare la saggistica psicologica in una vibrante partitura teatrale, offrendo agli spettatori una mappa emotiva per decifrare le trappole sentimentali della contemporaneità e riscoprire la via dell’autenticità e della felicità. La suggestiva cornice della Biblioteca Ragionieri di Sesto Fiorentino si appresta a ospitare l’atto conclusivo del cartellone estivo, accendendo i riflettori su una produzione culturale di profondo spessore civile. Venerdì ventiquattro luglio duemilaventiseie, a partire dalle ore ventuno e quindici, la compagnia Teatro dell’Elce salirà sul palcoscenico per presentare Il piacere, un’opera intima e graffiante tratta dalle pagine del celebre volume La nascita del piacere scritto dalla psicologa e studiosa di etica Carol Gilligan. Il lavoro si sviluppa come un’indagine lucida, poetica e coraggiosa sulle relazioni umane, esplorando le ragioni profonde per cui il sentimento amoroso venga storicamente narrato attraverso i codici del sacrificio.

La messinscena unisce la ricerca sul campo alle grandi suggestioni della letteratura classica, i cui testi adattati e le cui recensioni scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

La regia di Marco Di Costanzo ed il superamento dei ruoli tradizionali di genere

La performance, diretta e adattata per la scena dal regista Marco Di Costanzo, vedrà sul proscenio l’interpretazione degli attori Livia Gionfrida e Stefano Parigi, impegnati a dare voce a un mosaico di testimonianze reali raccolte dall’autrice americana, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi. Gli interpreti accompagneranno il pubblico attraverso i miti arcaici e le confessioni moderne, nel tentativo di scardinare quelle gabbie relazionali basate sui ruoli rigidi di mascolinità e femminilità imposti dalle regole secolari del patriarcato. L’ordito drammaturgico si avvale della sonorizzazione live curata dal musicista Andrea Pistolesi, una trama acustica che avvolge i dialoghi spogliandoli di ogni retorica artificiale e trasformando lo spazio della lettura in un paracadute emotivo per ritrovare la vicinanza umana, garantendo l’ingresso gratuito previa registrazione telematica.

La scommessa di portare i temi della legalità affettiva nei luoghi della saggistica riscuote un forte consenso, proiettando le immagini della serata sui display dei telefoni dei nuclei familiari del distretto fiorentino.

Il bilancio dell’assessora Irene Falchini ed i record della Notte Bianca a Sesto

L’appuntamento sigilla un’edizione trionfale per la rassegna Un palco in biblioteca, capace di collezionare venticinque spettacoli in due mesi, registrando una parata di sold out per un totale di ben duemilasettecentocinquanta spettatori complessivi nel comprensorio toscano. L’assessora alla Cultura di Sesto Fiorentino, Irene Falchini, ha espresso profonda gratitudine per il lavoro corale svolto dal personale del plesso e dagli uffici municipali, evidenziando come la memorabile Notte Bianca estiva abbia raggiunto la quota record di quattromilacinquecento partecipanti. La delegata della giunta ha sottolineato come questi numeri testimonino la nascita di una vera democrazia culturale, concepita per rendere l’arte di qualità accessibile e aperta a tutte le fasce d’età. Trasformare la vacanza in un’occasione di crescita civile permette di abbattere l’isolamento dei quartieri, restituendo spessore al dibattito pubblico e ponendo il rispetto reciproco e la bellezza al centro delle usanze di convivenza.

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Il teatro in carcere diventa un podcast, la Compagnia Petra lancia la fiction sonora “Scàuza”

🚨 TEATRO IN CARCERE: LA COMPAGNIA PETRA LANCIA “SCÀUZA”, IL PODCAST CHE ABBATTE LE BARRIERE DEL PENITENZIARIO! 🎧🎭 Una straordinaria fiction sonora per riscoprire il valore della libertà e del cambiamento. Sulle principali piattaforme di ascolto arriva “Scàuza”, il nuovo progetto audio nato all’interno della Casa Circondariale di Potenza nell’ambito del programma “IN_OUT. Libertà Aumentata”. Coordinato da Serena Spanò e sostenuto dal Ministero della Cultura, il podcast racconta h24 il viaggio della venticinquenne Angela tra i vicoli della città ed il mondo sospeso dei detenuti. Un’opera intensa e coraggiosa, scritta con il cuore e con l’anima da una redazione under 35 per spazzare via i pregiudizi e dimostrare come l’arte riduca la recidiva e restituisca dignità all’essere umano. Ascolta il dossier completo 👇#compagniapetra | #scauzapodcast | #teatroincarcere | #casacircondarialepotenza | #ministerocultura #antonellaiallorenzi | #reinserimentosociale | #cronacabasilicata | #pagineutili

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scauza

Il viaggio di Angela dentro la Casa Circondariale ed il duplice significato del titolo

Potenza – Ci sono progetti artistici capaci di trasformare le mura di un istituto penitenziario in uno spazio culturale vivo e aperto, dove la parola e l’ascolto diventano strumenti di riscatto sociale per superare gli stereotipi legati alla detenzione. Il panorama dei media digitali e del teatro civile accoglie il lancio ufficiale di Scàuza, l’innovativo podcast prodotto dalla Compagnia Teatrale Petra all’interno del progetto triennale battezzato IN_OUT. Libertà Aumentata. La fiction sonora, coordinata con passione da Serena Spanò di Theatron 2.0, si sviluppa come un viaggio ideale dentro e intorno alla Casa Circondariale di Potenza, con l’obiettivo di connettere la realtà interna del carcere alla comunità esterna della nazione. La narrazione segue i passi di Angela, una giovane operatrice teatrale di venticinque anni che attraversa la città per raggiungere i detenuti, mettendo in costante e paritetica relazione le piazze, i bar e le biblioteche quotidiane con le stanze della reclusione.

Il titolo scelto per l’opera affonda le radici nel dialetto lucano, dove il termine indica sia l’atto di camminare a piedi scalzi, sia l’azione agricola di ripulire le piante dalle erbacce che ne frenano lo sviluppo, i cui file audio scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

Il lavoro della redazione Under 35 ed il sostegno triennale del Ministero della Cultura

La stesura dei testi, la post-produzione ed il sound design della serie sono stati interamente affidati a una redazione temporanea composta prevalentemente da giovani esperti under trentacinque, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi. Questo gruppo di creativi, selezionato tramite una call pubblica, ha avuto accesso agli spazi della Casa Circondariale di Potenza per raccogliere le testimonianze dirette dei detenuti, degli educatori e degli agenti di custodia, traducendo la complessità della vita penitenziaria in un racconto privo di retorica. L’intera operazione gode del fondamentale sostegno finanziario del Ministero della Cultura, che attraverso la Direzione Generale Spettacolo ha riconosciuto la validità del piano triennale fino al dicembre del duemilaventisette, permettendo alla scuderia lucana di pianificare nuovi laboratori di teatro-danza e seminari di formazione nelle province del Mezzogiorno.

L’utilizzo del linguaggio sonoro si offre come uno scudo contro l’isolamento dei ristretti, proiettando le storie di riscatto sui display dei telefoni dei nuclei familiari del territorio potentino.

La riduzione della recidiva attraverso l’arte ed la nota di Antonella Iallorenzi

La direttrice artistica della Compagnia Petra, Antonella Iallorenzi, ha evidenziato come l’attività teatrale portata avanti da oltre quattordici anni nei plessi di Potenza e Matera costituisca un pilastro fondamentale per ridurre drasticamente l’indice di recidiva e favorire il reinserimento sociale, offrendo risposte veloci ai percorsi trattamentali. La fiction si propone come un esercizio di prossimità civile che invita gli ascoltatori a interrogarsi sul significato profondo della pena e sul valore della libertà personale. Il successo del podcast, sostenuto inline dalle amministrazioni comunali di Tito e Satriano di Lucania, dimostra come la sinergia tra l’onestà della scrittura e la stabilità delle reti culturali innalzi l’indice di crescita democratica del Paese, ponendo il recupero dell’individuo al centro delle riforme in piena conformità con le usanze di convivenza civile stabilite dalle leggi dello Stato.

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