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Piana del Cavaliere

“La Via delle Cantine”, Rocca di Botte ricorda Fernando Antonio Marzolini

🚨 EMOZIONI A ROCCA DI BOTTE: LA VIA DELLE CANTINE CELEBRA LE SUE RADICI E COMMEMORA IL SINDACO MARZOLINIIl vino come memoria, cultura e legame profondo di un intero popolo. Il convegno della XX edizione de “La Via delle Cantine” ha vissuto un momento di straordinaria commozione con la consegna del premio alla memoria dell’ex sindaco Fernando Antonio Marzolini, pilastro della crescita della manifestazione. A ritirare il riconoscimento è stata la figlia e Vicesindaca Francesca Marzolini, che ha trasformato la gratitudine in una profonda analisi storica sulle radici agricole del borgo della Marsica. 🍷🌿Attraverso i racconti storici del pastore e viticoltore Gino Iale, è emerso come la vite fosse legata alla pastorizia, alla solidarietà vicinale e all’identità stessa della comunità. Un patrimonio nei secoli che oggi ispira il futuro economico e turistico del territorio, affinché la terra torni a produrre eccellenza. Sul palco anche l’ideatore Francesco Gallizzi, che ha ripercorso con gratitudine i 20 anni di questo straordinario cammino culturale. ⛰️✨👇 Quanto ritieni importante il legame tra le vecchie tradizioni contadine e il rilancio dei nostri splendidi borghi? Scrivilo nei commenti!#LaViaDelleCantine #RoccaDiBotte #FernandoMarzolini #Marsica #IdentitàETradizione #VinoEStoria #AbruzzoCultura #BorghiItaliani

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Rocca di Botte – Nel processo di riscatto civile ed economico delle aree interne dell’Appennino centrale, il recupero delle matrici identitarie e storiche si configura come la precondizione culturale per arginare lo spopolamento e pianificare lo sviluppo futuro. La ventesima edizione de “La Via delle Cantine” ha vissuto il suo momento di massima intensità emotiva e spessore istituzionale durante il convegno di apertura, contrassegnato dalla consegna di un solenne riconoscimento alla memoria di Fernando Antonio Marzolini, storico sindaco del borgo e tra i principali artefici della nascita e dello sviluppo strutturale della kermesse enologica. A ritirare il premio è stata la vicesindaca Francesca Marzolini, la quale ha saputo trasformare un formale atto di gratitudine in una profonda riflessione storiografica e antropologica, tesa a dimostrare come il vino, prima ancora di essere un bene di consumo o un asset commerciale, rappresenti la stratificazione della memoria collettiva e l’essenza stessa dell’identità della comunità marsicana.

La transumanza, la vite e il modello agrario di Gino Iale

La ricostruzione filologica operata dalla vicesindaca ha trovato un solido ancoraggio scientifico e umano nel recupero della memoria orale e delle testimonianze biografiche del territorio, con particolare riferimento alla figura di Gino Iale, storico cittadino, pastore e viticoltore di Rocca di Botte. Attraverso questa lente biografica, l’analisi ha evidenziato come la coltura della vite non fosse un elemento isolato, bensì una componente simbiotica all’interno di un sistema economico integrato che univa la pastorizia transumante al lavoro dei campi e alle colture cerealicole di sussistenza. La pianta della vite scandiva i ritmi della quotidianità e regolava gli scambi commerciali e di baratto con i comprensori limitrofi del Lazio e dell’Abruzzo interno, fungendo da collante sociale per una comunità rurale coesa. Il vino veniva percepito nell’antichità e nella cultura contadina secondo una triplice dimensione: come alimento energetico indispensabile per i lavoratori, come fulcro della ritualità religiosa e come simbolo cardine della socialità comunitaria.

L’eredità politico-amministrativa di Fernando Antonio Marzolini

L’omaggio al precedente primo cittadino Fernando Antonio Marzolini ha permesso di tracciare un bilancio della sua dottrina amministrativa, storicamente orientata alla valorizzazione delle specificità paesaggistiche come leve di marketing territoriale. Sotto la sua guida lungimirante, “La Via delle Cantine” ha compiuto il salto di qualità da festa rionale a forum programmatico di rilievo regionale, capace di attrarre l’attenzione di agronomi, storici ed enologi. L’eredità lasciata dal compianto amministratore costituisce oggi una traccia metodologica per l’attuale giunta, mossa dall’auspicio che la vite possa tornare a recitare un ruolo da protagonista assoluta nel disegno del paesaggio agrario locale e nella diversificazione delle entrate economiche del borgo, dimostrando che la tutela delle radici storiche rappresenta il più efficace investimento per la creazione di nuova occupazione e per l’indipendenza produttiva del territorio.

Il ventennale del festival: la retrospettiva di Francesco Gallizzi

A completare l’analisi storica della manifestazione è intervenuto sul palco dei relatori Francesco Gallizzi, ideatore e fondatore storico de “La Via delle Cantine”, il quale ha guidato la platea in una rigorosa retrospettiva tecnica dei quattro lustri di attività del festival. Gallizzi ha ripercorso le tappe logistiche, le difficoltà iniziali legate all’isolamento geografico e la progressiva espansione del network istituzionale che ha decretato il successo della rassegna. Il suo discorso si è articolato attraverso un sentito ringraziamento corale rivolto a tutti i volontari, alle associazioni di categoria, ai viticoltori e agli specialisti scientifici che, con il loro apporto gratuito e costante, hanno permesso a una scommessa culturale nata nel secolo scorso di trasformarsi nel principale motore di promozione e cooperazione per l’intera comunità di Rocca di Botte.

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Carsoli, caso impianto di trattamento rifiuti: l’Amministrazione comunale replica alla minoranza, «Nessuna discarica né inceneritore, competenza alla Regione con VIA e PAUR»

L’Amministrazione comunale di Carsoli interviene duramente per fare chiarezza sulla richiesta presentata da una società privata per un impianto di stoccaggio e trattamento di rifiuti non pericolosi. Nella nota ufficiale la maggioranza smentisce le voci di una discarica o di un inceneritore, spiega che la competenza autorizzativa spetta alla Regione tramite le rigorose procedure VIA e PAUR e rivendica le 30 discariche abusive già bonificate, le fototrappole e i lavori sul fiume Turano e sulla fognatura di via Mameli. Voi cosa ne pensate di questa vicenda e del futuro ambientale del nostro territorio? Scrivete la vostra opinione nei commenti e leggete il comunicato integrale qui sotto 👇

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Impianto trattamento rifiuti

Carsoli – Scende in campo con una presa di posizione ferma e dettagliata l’Amministrazione comunale di Carsoli per fare piena chiarezza sul caso relativo alla richiesta, avanzata da una società privata, per la realizzazione sul territorio di un impianto di stoccaggio e trattamento di rifiuti non pericolosi. L’esecutivo cittadino ha deciso di intervenire ufficialmente in risposta a quella che definisce una fuorviante e strumentale nota di contestazione e diffida diffusa da una parte della minoranza consiliare. Al centro della replica vi è anzitutto la natura stessa dei materiali oggetto dell’istanza progettuale: l’Amministrazione precisa infatti che il progetto riguarda esclusivamente rifiuti classificati come non pericolosi, tra i quali rientrano residui vegetali e legnosi, scarti derivanti dalla manutenzione del verde e dalle lavorazioni del legno, carta e cartone, plastica, vetro, materiali tessili e pneumatici fuori uso. Si tratta, sottolinea la nota municipale, in larga parte degli stessi materiali domestici che vengono già conferiti quotidianamente nel Centro di Raccolta Comunale, struttura che la precedente amministrazione aveva collocato alle porte del paese proprio a fianco del cimitero e della storica chiesa di Santa Maria in Cellis, in un territorio dove la riqualificazione urbana e il decoro del capoluogo e delle frazioni come Poggio Cinolfo rappresentano oggi una priorità amministrativa centrale.

Nessuna discarica né inceneritore: cosa prevede davvero l’iter regionale VIA e PAUR

Smentendo categoricamente le ricostruzioni circolate sui social network che hanno parlato impropriamente di una nuova discarica, l’Amministrazione comunale di Carsoli chiarisce che le attività ipotizzate nel progetto riguardano unicamente operazioni di selezione, cernita, separazione delle frazioni merceologiche, triturazione e riduzione volumetrica, finalizzate al recupero e alla successiva valorizzazione dei materiali in altri siti. Non è dunque prevista alcuna discarica né tantomeno un impianto di incenerimento, poiché il piano esclude qualsiasi operazione di smaltimento definitivo tramite interramento o trattamento mediante combustione. Sul piano strettamente giuridico, Palazzo di Città ricorda inoltre che nell’ordinamento italiano nessuna legge vieta a un privato cittadino o a una società di depositare una legittima istanza presso la pubblica amministrazione, dando così avvio a un iter burocratico lungo, rigoroso e complesso la cui competenza principale fa capo alla Regione Abruzzo.

Il percorso autorizzativo prevede infatti l’attivazione della Verifica di Assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), attraverso cui l’apposito Comitato regionale dispone l’assoggettamento alla procedura ordinaria di VIA, seguita dall’istanza per il rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) ai sensi dell’articolo 27-bis del Decreto Legislativo 152/2006. Si tratta di una delle procedure di controllo ambientale più approfondite previste dalla normativa nazionale: lo Studio di Impatto Ambientale esamina senza alcuna deroga gli effetti su qualità dell’aria, emissioni atmosferiche, acque superficiali e sotterranee, suolo, biodiversità, paesaggio, clima acustico, traffico indotto e salute umana, oltre alle interferenze con le aree naturali tutelate e i vincoli paesaggistici, in linea con l’attenzione crescente verso la tutela dell’ecosistema e della sicurezza ambientale nei comuni dell’Appennino.

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«Falso dire che il Comune ha autorizzato»: l’affondo politico contro le strumentalizzazioni

Nel documento diffuso ai cittadini, l’Amministrazione comunale di Carsoli bolla come totalmente falsa e fuorviante l’affermazione secondo cui il Comune avrebbe già autorizzato l’opera. I vertici municipali esprimono stupore per il fatto che simili dichiarazioni provengano da chi, avendo già amministrato l’ente locale in passato, dovrebbe conoscere bene i meccanismi normativi, ricordando peraltro come proprio durante la precedente gestione amministrativa fossero state avviate attività caratterizzate da un elevato impatto ambientale. Secondo la maggioranza, ci si trova di fronte a una strumentalizzazione politica evidente da parte della minoranza e a insinuazioni social dettate dalla ricerca di consenso che portano a clamorose inversioni di rotta.

Viene quindi ribadito con forza il perimetro istituzionale delle competenze: il Comune di Carsoli è parte integrante del procedimento amministrativo e ha il potere-dovere di proporre osservazioni tecniche e formulare pareri nell’interesse della collettività, ma la titolarità dell’eventuale autorizzazione finale spetta esclusivamente alla Regione Abruzzo all’interno di una procedura pubblica e trasparente per legge, in un quadro di cooperazione istituzionale che richiama il ruolo strategico degli enti locali nella pianificazione e difesa delle aree interne abruzzesi.

Dalle 30 discariche bonificate al fiume Turano: il bilancio delle opere ambientali a Carsoli

A testimonianza del proprio impegno concreto sul fronte ecologico, l’esecutivo comunale ha voluto elencare i numerosi interventi di risanamento ambientale già portati a termine o attualmente in cantiere sul territorio di Carsoli. Tra i risultati rivendicati figurano le circa 30 discariche abusive bonificate in sinergia con la ditta Morgante, l’intensificazione dei controlli sul conferimento errato dei rifiuti con l’ausilio di fototrappole e verifiche porta a porta che hanno portato a numerose sanzioni, nonché le ripetute operazioni di pulizia delle sponde fluviali e l’intervento in corso nel primo tratto del fiume Turano. A questo si aggiunge la storica riparazione della fognatura di via Mameli, che da oltre vent’anni sversava liquami nel corso d’acqua in pieno centro abitato e che verrà presto completata con un nuovo tronco fognario.

Il piano di riqualificazione del territorio comprende inoltre la bonifica della pineta al centro del paese — restituita ai giovani dopo anni di incuria, rovi e alberi pericolanti — la piantumazione di nuove essenze arboree, il recupero dell’area dell’ex mattatoio, l’imminente pulizia e messa a norma dell’invaso rimasto finora saturato dalla vegetazione e privo di collaudo, fino alla sostituzione delle fosse Imhoff nella frazione di Poggio Cinolfo, altra opera attesa dai residenti da oltre due decenni. L’Amministrazione conclude assicurando che continuerà a vigilare con la massima determinazione sulla salvaguardia ambientale e sullo sviluppo sano del territorio di Carsoli, nel pieno rispetto delle procedure di legge e della salute pubblica, con lo stesso rigore civico che ispira i progetti dedicati al benessere e alla qualità della vita delle comunità locali.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Carsoli riorganizza la toponomastica a Poggio Cinolfo: nasce Largo Santa Fortunia nel cuore del borgo e torna Largo delle Scuole

Riorganizzazione toponomastica a Poggio Cinolfo: la Giunta comunale di Carsoli approva la proposta della Pro Loco Aginulfo presieduta da Domenico De Santis. Nasce Largo Santa Fortunia nel cuore del borgo antico, tra Via Zambeccari e Via degli Scaloni a pochi passi dalle spoglie custodite nella Chiesa di Santa Maria Assunta, mentre l’area delle ex scuole torna alla denominazione storica di Largo delle Scuole. L’iter burocratico con Prefettura dell’Aquila e Soprintendenza in vista dell’inaugurazione per le Feste Patronali di maggio 2027. Tutti i dettagli su Cavaliere News:👇

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Poggio Cinolfo

Carsoli – La memoria storica, l’identità devozionale e il legame profondo con le radici comunitarie si fondono nel nuovo assetto urbano della frazione di Poggio Cinolfo. La Giunta comunale di Carsoli ha ufficialmente approvato un’importante delibera per la riorganizzazione toponomastica del paese, accogliendo con favore la circostanziata proposta avanzata dalla Pro Loco AGINULFO APS. Il provvedimento ridefinisce gli spazi pubblici del borgo, disponendo la nuova intitolazione dello slargo compreso tra Via Zambeccari e Via degli Scaloni alla Santa Patrona del paese, Santa Fortunia, e sancendo al contempo il ripristino della denominazione storica di «Largo delle Scuole» per l’area di Via Aginulfo che attualmente ne portava il nome.

L’iniziativa prende le mosse da una formale istanza presentata lo scorso 24 luglio 2026 dal legale rappresentante dell’associazione Pro Loco, Domenico De Santis, a seguito di un’apposita risoluzione adottata all’unanimità dal Consiglio Direttivo del sodalizio civico. L’obiettivo primario era rimediare a una collocazione toponomastica considerata marginale rispetto al centro vitale della comunità, ricollocando la memoria della Protettrice in un luogo di maggiore respiro storico e prossimità spirituale, una cura per l’identità locale che si affianca alle grandi iniziative di coesione sociale e partecipazione promosse nella provincia aquilana come il corso per operatori sportivi nella disabilità promosso dal CSI dell’Aquila.

Il legame con la Chiesa di Santa Maria Assunta e le spoglie giunte nel 1808

La motivazione cardine alla base del cambio di intitolazione affonda le proprie radici nella plurisecolare devozione dei fedeli di Poggio Cinolfo. Lo slargo individuato tra Via Zambeccari e Via degli Scaloni sorge infatti nel cuore più suggestivo e antico del centro storico, in diretta corrispondenza prospettica con la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta. È proprio all’interno del sacro tempio che sono custodite, venerate e custodite con fervore le sacre spoglie di Santa Fortunia Martire, giunte trionfalmente a Poggio Cinolfo l’8 maggio 1808 tra il tripudio dell’intera popolazione.

La denominazione attualmente in vigore risaliva a una deliberazione municipale datata 22 dicembre 2006, la quale aveva attribuito il nome della Patrona al piazzale situato nelle immediate adiacenze del complesso delle ex scuole elementari. Se da un lato quel provvedimento intendeva tributare un doveroso omaggio alla Santa, dall’altro aveva allontanato la toponomastica sacra dal perimetro ecclesiale, cancellando al contempo un riferimento caro alla memoria scolastica di generazioni di residenti, confermando come la tutela delle radici culturali rappresenti un valore imprescindibile per la comunità locale, al pari dell’impegno civile evidenziato nei borghi d’Abruzzo come per l’accoglienza dei bambini ucraini a Rapino.

Storia Locale e Tradizioni d’Abruzzo

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L’iter burocratico: i pareri della Prefettura dell’Aquila e della Soprintendenza

L’approvazione dell’atto di indirizzo da parte dell’esecutivo carsolano avvia ora l’iter autorizzativo prescritto dalla severa normativa in materia di toponomastica stradale. L’esecutività delle variazioni deliberate è infatti subordinata al rilascio dei nulla osta da parte delle autorità governative e di tutela del patrimonio storico. In particolare, l’assegnazione del nuovo toponimo di «Largo Santa Fortunia» all’area tra Via Zambeccari e Via degli Scaloni richiede il formale assenso del Prefetto dell’Aquila, organo competente alla verifica della regolarità delle intitolazioni pubbliche.

Parallelamente, la revoca e il contestuale ripristino dell’antico toponimo «Largo delle Scuole» per il piazzale di Via Aginulfo necessita della specifica autorizzazione del Ministero della Cultura per il tramite della competente Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, trattandosi della rettifica di una denominazione storica ultradecennale. Un percorso procedurale rigoroso che riflette il rispetto delle regole istituzionali, elemento indispensabile per la salvaguardia della memoria civile del territorio, concetto di legalità e rigore istituzionale più volte ribadito anche nel dibattito pubblico sui valori costituzionali e la memoria istituzionale analizzati da Luca Sforzini.

Obiettivo maggio 2027: l’inaugurazione solenne per le Feste Patronali

La volontà espressa dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco di Carsoli è quella di completare tutti i passaggi istruttori nei tempi tecnici necessari, così da coordinare l’opera di riqualificazione visiva e l’apposizione delle nuove targhe toponomastiche con le ricorrenze più care alla collettività. Il traguardo fissato è la programmazione della solenne cerimonia di inaugurazione ufficiale del rinnovato Largo Santa Fortunia in occasione delle Feste Patronali della seconda domenica di maggio 2027, momento in cui l’intero borgo si raccoglie tradizionalmente attorno alla propria Santa Protettrice.

Con questa operazione, Carsoli e Poggio Cinolfo dimostrano come la cura del territorio passi anche attraverso l’armonizzazione della toponomastica, capace di restituire coerenza geografica alla devozione religiosa e di preservare al tempo stesso i toponimi laici e civici legati alla storia dell’istruzione pubblica locale, valorizzando un patrimonio di appartenenza che si specchia nei talenti e nell’orgoglio dell’Abruzzo intero, virtù raccontate anche nella storia d’eccellenza scientifica del professore Marco Di Antonio tornato da Londra a Teramo.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Carsoli – Il beato Colombo, figlio del Conte del paese

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Carsoli, centro storico

Carsoli – Una figura ricordata nelle antiche testimonianze locali è il Beato Colombo, descritto come figlio del conte di Carsoli. Secondo il racconto tramandato in un opuscolo ecclesiastico ripreso da pubblicazioni storiche, dopo la distruzione del monastero del Sacro Speco di Subiaco da parte dei Longobardi, Colombo si sarebbe ritirato su una collina nei pressi del santuario, vivendo in solitudine per circa venticinque anni.La figura del Beato Colombo, tradizionalmente identificato come figlio del Conte di Carsoli, appartiene a quella fitta trama di misteri, devozione e tradizioni locali che caratterizzano la storia medievale della Marsica e del borgo abruzzese di Carsoli. Secondo le memorie storiche e i racconti del territorio, Colombo era un esponente di spicco della dinastia comitale locale. La sua figura unisce idealmente il potere temporale dei signori feudali della Piana del Cavaliere alla sfera della profonda ascesi spirituale. Insieme ad altre importanti famiglie nobiliari storiche come i Cavalieri De Leoni, il Beato Colombo ha contribuito in modo decisivo a plasmare l’identità religiosa del paese.Tracce della venerazione della sua figura e delle sue reliquie si ritrovano non solo a Carsoli ma anche nei borghi limitrofi, come testimoniato dai documenti storici e dai reliquiari censiti nel vicino comune di Pereto.

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